Noccioline & Banane: Bice Valori recita una sua poesia

Bice Valori nasce a Roma il 13 maggio del 1927 in una famiglia dell’alta borghesia. Suo padre è infatti il giornalista toscano Aldo Valori che durante la guerra è un noto conduttore radiofonico e segretario del sindacato giornalisti.
Dopo gli studi letterari decide di entrare all’Accademia d’Arte Drammatica di Roma, dove conosce il futuro marito, Paolo Panelli che sposa nel 1952 e con il quale stabilisce un forte sodalizio affettivo ed artistico.
Negli anni Cinquanta la Valori si esibisce soprattutto nel teatro di rivista, prendendo spesso parte alle commedie musicali di Garinei e Giovannini, ma lavora anche alla radio. Al tempo stesso esordisce al cinema al fianco di Totò con “Sette ore di guai” (1951). Il regista Mario Mattoli la dirige in numerosi film comici, spesso al fianco del principe della risata, per esempio “Totò terzo uomo” (1951) o “Il padrone del vapore” (1951) con Billi e Riva.
Lavora molto anche con Steno, mentre Comencini la vuole nel cast di “La bella di Roma” (1955) con Alberto Sordi. Nel 1957 le nasce la figlia Alessandra, che diventerà attrice e poi docente del Centro Sperimentale di Cinematografia a Roma.
Gli anni Sessanta e Settanta sono densi di impegni, Bice gira decine di commedie come caratterista, fra le quali bisogna ricordare almeno “Il medico della mutua” (1968) di Luigi Zampa, con uno scatenato Sordi. Insieme a Zeffirelli gira una riduzione di “La bisbetica domata” (1967) dall’opera di Shakespeare.
Al tempo stesso diviene un notissimo personaggio televisivo grazie alla sua partecipazione, in coppia col marito, a celebri spettacoli televisivi quali “Studiouno”, “Speciale per noi” o “Doppia coppia”. Proprio in quest’ultimo programma, del 1970, dà vita al personaggio della centralinista Rai che parla in rima dispensando sarcasmi sui personaggi della televisione, un ruolo che è rimasto celebre nell’immaginario collettivo del pubblico televisivo.
Nel 1980, a soli 53 anni, muore improvvisamente a causa di un ictus.

Eppure è giorno

nella stessa consistenza del sogno
oggi sarai donna, uomo,
di cosa vestirai, stelle o ruggini?
sarai bocca dove perdersi
o troverai amore?
chissà quale tormento ti ha generato,
eppure sei qui a portarlo
con sguardi dispersi,
ma a ogni sfiorare secco di foglia
ecco si rinnovano

brillanti come fosse calata la notte,
eppure è giorno

Il Vaccinone 50

Alcuni promemoria utili per gli stranieri che vivono o vogliano venire in Italia.

1) L’Italia è l’unico paese al mondo dove se rubi un melone finisci in prigione (ma solo in quel caso specifico).
2) L’Italia è l’unico paese al mondo dove l’estremismo islamico non colpirà mai, tanto viene giù da sola.
3) L’Italia è l’unico paese al mondo dove le mafie si lagnano per le infiltrazioni della politica.
4) L’Italia è l’unico paese al mondo dove le regioni legiferano contro lo stato, e per il disturbo pretendono addizionali d’imposta dagli ignari cittadini.
5) L’Italia è l’unico paese al mondo dove non c’é mai stata una rivoluzione, preferisce i pranzi di gala.
6) L’Italia è l’unico paese al mondo con due corpi di polizia in aperta competizione.
7) L’Italia è l’unico paese al mondo dove l’adolescenza è una forma di prepensionamento.
8) L’Italia è l’unico paese al mondo dove Federico Moccia, Fabio Volo e Belen Rodriguez sono considerati intellettuali di grande spessore.
9) L’Italia è l’unico paese al mondo dove chi manda in rovina un’azienda, un ente, o altro, viene liquidato non con la sedia elettrica, ma con una decina di milioni di euro.
10) L’Italia è l’unico paese al mondo dove si annunciano piani stellari di somministrazione dei vaccinoni al solo scopo di inventare alibi per non realizzarli, ma ci si sente già vaccinati.

In Onda

Già che sono, disprezzo il deserto
lo prendo alla gola e lo alzo
con tutte le forze
della mia botanica criminale
di pianta carnivora

ma in tanta aridità
cresco e invecchio fino a quando
da inutile stuzzicadenti
verrò consegnato
all’inconsapevole eterno
ingrediente qualsiasi
assieme a miliardi di vecchie anime

l’attesa tonifica i sensi
acutizzati dal continuo mancare,
l’intolleranza rende bipedi,
vivo in onda.

Tutto a parte le suole
non tocca terra.

Il Vaccinone 49

Oggi è domenica, giorno dedicato al mangiar grasso e al varietà religioso. In fin dei conti siamo tutti fedeli a qualcosa, specie alla cifra stampigliata sulle banconote. Oggi però è anche la vigilia della festa delle mimose, cioè quel giorno in cui le donne (solo per l’8 marzo) sono specie protetta dal WWF, quindi vorrei dedicare un affettuoso pensiero a una figura femminile per la quale non esiste il reato di istigazione all’odio. Avete presente quelle casalingue bruttine anche da giovani, alte un metro poco più, sì quelle che quando sei al supermercato mettono il carrello da una parte e loro chinate a novanta gradi sulla corsia opposta a far finta di leggere le etichette di un prodotto qualsiasi, anche delle bottiglie di acqua minerale. Talmente assorte nelle loro meditazioni che manco si accorgono di ingorgare la corsia, e tu lì che fischi il Vaffanculo di Masini. Incontrarle equivale a incappare in un posto di blocco sull’Emilia quando hai la macchina piena di gancia: da lì non si passa non puoi nemmeno indietreggiare, bloccato come sei anche dietro da una coppia di piccioncini che apre un dibattito per la scelta di una marca di maionese. A questa figura di donna va oggi il mio pensiero, e soprattutto il desiderio folle di assestarle un calcio in culo da mandarla bocconi contro la corsia su cui è chinata ad aprire una confezione di tintura per capelli e in modo tale da creare uno straordinario effetto valanga.

Gioielli Rubati 134: Ginevra DellaNotte – Silvia De Angelis – Mariangela Ruggiu – Maria Natalia Iiriti – Roberto Ingle – Andrea Magno – Elvio Cipollone – Franz Poeta.

Questo numero della rubrica è visibile anche qui:
https://ilmondodibabajaga.wordpress.com/
ringrazio Daniela Cerrato per la gentile, amichevole, collaborazione.

sorreggimi
prima che l’albume della memoria precipiti
nelle fogne
fa che dorma quel sonno promesso sull’orlo
della mano
accarezza ginocchia dalla testa china
che aprono la volta al cielo
espirando rosari gaudiosi
chi ricorda che una donna è nata bambina?
suturAmi l’aria che non respiro
suturAmi bocca al reato
suturAmi l’ala caduta di fianco
sutura – rami – ami
voglio addormentarmi
con il cuore imbastito

di Ginevra DellaNotte, qui:
https://www.facebook.com/ginevra.dellanotte.1

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Tocco di fioretto

Su un’iperbole di nubi assorte
si muovono
in una realtà quasi sconcertante
le parole.
Assemblaggio di sillabe
forse
scontate
ma in grado di decodificare
impatti essenziale.
S’adagiano sul castello della mente
attenta al taglio colloquiale
e al suono allusivo
ma pronta al fine
a gestire un tocco di fioretto.

di Silvia De Angelis, qui:
http://silviadeangelis.scrivere.info/index.php?poesia=498057&fbclid=IwAR1VVtbxujht-aQxXZ6ML9O4cviPZlMfaFxWXFM23NNql3duIDcO1ZNn4-g

*

sono straniero in questo mondo
dove tutti parlano una lingua diversa

come se fossi fuori posto mi guardano
mi controllano sotto i vestiti
il colore del sesso le iniziali incise

io non li conosco eppure hanno la mia stessa forma

chi mi ha fatto in questa colpa
chi mi ha chiuso in questa gabbia
chi scrive la legge sa dell’inganno

ho un corpo perfetto
ho un cuore perfetto
un desiderio d’amore

chi scrive la legge ha fatto l’inganno
così mi inchioda al suo errore
io che dell’amore non conosco la forma
non conosco la legge

io che rispondo al progetto
del pensiero perfetto di dio

di Mariangela Ruggiu, qui:
https://www.facebook.com/mariangela.ruggiu

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Il mare che dovrai attraversare

Ho tre poesie da leggerti stasera
la prima è nella menta
che rinfresca il tuo ricordo.
La seconda nel mare
che dovrai attraversare.
Conserva tra le labbra il ruvido ricordo del miele:
ti aiuterà a proteggere dal sale le tue parole
e a rimuovere la rabbia
che colpirà gli scogli.
Diventeranno livide le tue labbra
come i petali di una rosa rara.
E sulla tua fronte
chicchi acerbi di sudore,
lacrime che non vogliono scendere,
ma salgono per ricordare le ragioni del viaggio.
Questa poesia, amore, profuma di mare.
quello che abbiamo conosciuto da piccoli
sulle barche di legno disposte in processione.
La verità non è nel mare
ma nel sale, che trasforma i pensieri
nelle decisioni di partire.
Lacrime e sudore si contendono il sale,
il viaggio
la fatica,
l’amore.
Immagina, fra le tue labbra,
il timido sapore dei miei baci,
forti, come il morso dell’onda.
Ti aiuterà a sopportare il mal di mare
che procura la nostalgia e il dubbio di restare.
E quando sarai esausto
di lottare coi fantasmi della ragione
e contro i mulini a vento della sopportazione
imparerai a memoria i racconti dei compagni di sventura.
Il mare, di notte, incontrerà la costa,
nella cronaca di un destino anteriore.
Non confondere le luci della piccola città
con le stelle che guidano i tuoi passi verso il tuo cammino.
Fa che il viaggio sia forte,
conservane la speranza e la memoria,
in attesa di altri mari da attraversare,
altro sale da inghiottire.
Ho tre poesie
da leggerti stasera.
La prima sa di menta.
La seconda di mare.
La terza di te.

di Maria Natalia Iiriti, qui:
https://www.facebook.com/profile.php?id=100006446444907

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IL CAMALEONTE

Dopo la tempesta torna sempre il sereno.
Il camaleonte
s’imbarazza e confonde quando si posa sull’arcobaleno.
Siamo mutevoli.
Sognatori seriali.
Esploriamo abissi
penetriamo anime e fondali.
Cambiamo pelle e voce
poi alla fine
si muore tutti in croce.

di Roberto Ingle, qui:
https://www.facebook.com/roberto.ingle

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UNA GABBIA

Accompagnando memoria
lungo questa strada
nessuna nostalgia di me,
sono onda
che il vento sospinge
nel reticolo relazionale
del paradosso del tempo,
una convenzione,
dove ho nascosto
– tra una lacrima e un sorriso –
parole su parole,
al sole che non riscalda,
non ho pace
per il tempo che non vedo
dal mio angolo cieco,
una dissonanza,
avevo scritto il futuro,
ma
non so più dove andare.

Di Andrea Magno, qui:
https://www.facebook.com/andrea.magno.7587

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Scarpe di tela

Nel vento secco di polvere e fieno
l’ombra indecisa d’un salice nano
le palizzate di filo spinato
e l’implacabile sole montano.

Una ragazza distesa sull’erba
attende l’uomo che le dorma al fianco
non ha regali se non un sorriso
donato con grazia e senza imbarazzo.

Avevo un’amica sull’alto piano
andavamo in giro coi piedi scalzi
ed era bello sbucar tra le canne,

ora che il tempo l’ha tutte piegate
vorrei coricarmi infine sull’erba
solo – al ricordo d’una notte acerba.

di Elvio Cipollone, qui:
https://wordpress.com/read/feeds/1124318/posts/2631810393

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Où la neige devient feu?

Le note dolcemente inconsuete
portano via gli ultimi demoni.

In un oceano di stelle
salpano mesti gli argonauti
nelle scialuppe di legno e spago.
In una movenza di onde
cola a picco il gran veliero,
si inabissa l’isola del tesoro,
urtando in un frastuno d’ali
le labili speranze dei sognatori.

Siamo in credibili coincidenze.

Il sole sorge fra le valli e le vette,
attraversando i boschi e le radure
sui sottili fili d’erba della pianura
e fin dentro le grotte d’oro e diamanti.

Siamo sempre motivo e mai causa.

Viviamo fra le pieghe d’un incanto,
uno stato d’animo immaginario,
un riflesso su uno specchio d’acqua,
l’artificioso lamento creato dal vento,
come giocolieri su trapezi d’argento,
fino alle ultime carezze dell’alba.

(Portiamo sprovveduti schiocchi di risa, sugli istanti lievi, e, sui grevi.)

di Franz Poeta, qui:
https://franzpoeta.wordpress.com/2020/10/18/ou-la-neige-devient-feu/

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