Ventidue Novembre 1987

probabilmente nel dopo lavoro
troverò modo di distrarmi
e far dire che questa
è la più bella di tutte le settimane
anche ad amici adescati in fretta
senza provare vertigine tale
da lasciarci cadere

casa, sparizioni e apparenza
non già quelle di una volta
me stesso, starò a guardare
la lingua coi suoi gargarismi,
posto che il danno sia irreversibile
o non sortisca effetti,
nessun posto è perfetto

ora le carte si fanno più gialle
in dozzine di pose, le stesse
sembrano tutte calcolate,
le vedove si riaccaseranno,
cagne riverse ai bordi
di un orizzonte lontano,
la dedizione verrà premiata

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Tutto il paese vuole far sapere che vive ancora

Riblogghiamo su amArgine questo interessante articolo che riporta risposte a tutta una serie di domande che mi sto facendo da un po’ di tempo: perché siamo così sensibili a tante realtà lontanissime, quando invece sotto casa sta succedendo questo??? Invito tutti a interrogarsi e rispondere, perché non se ne può più di tanta ipocrisia. Ringrazio Angela Greco per il materiale documentario raccolto e messo a disposizione.

Il sasso nello stagno di AnGre

Un bisbigliare fitto, di mille voci,
s’ode lontano dai vicini cortili:
tutto il paese vuole far sapere
che vive ancora

(Vittorio Bodini)

Grazie per la sensibilità. Dovere delle Arti è anche quello di salvare la Terra e l’Uomo. Informatevie per cortesia condividete. Tanti, troppi cittadini italiani NON sanno cosa sta succedendo in quella che per altri motivi rivendicano come casa propria…Qui nel Salento lo Stato ha autorizzato una multinazionale a rubare terra e libertà. Nessuno è escluso. Salento siamo tutti quelli che credono in qualcosa di più per il proprio domani e per il domani dei propri figli. Informatevi! Girare la testa non salverà nessuno.

Portiamo subito all’attenzione il fatto più inquietante e che da solo basterebbe a fare indignare e quindi reagire chiunque abbia una memoria storica e, magari, anche quel qualcos’altro ormai del tutto assente in una umanità che è stata addomesticata al male, abituata-avvelenata…

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Quattro sassi con…autori contemporanei in 4 poesie: Remo Pagnanelli

Nel ricordo del trentesimo anniversario della scomparsa di questo grande autore.

Il sasso nello stagno di AnGre

Quattro sassi con…autori contemporanei in 4 poesie: Remo Pagnanelli

nel nulla di una stazione cancellata da fiandre
piovaschi, sulle sete sudicie ma tese delle
palpebre, scorre un rumore d’impalpabile azzurro,
un tremore di palme arrochite, assopite nel lino
orsolino. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
(nel grande fiume di luce apparente, estenuantesi
fino all’estinzione, che porta i morti alla foce
d’un altro destino, dorato da sopra macchie
mediterranee d’una cenere autunnale semplicemente
posatasi, vedo la cupola spenta nel latte del bosco)
(nel treno nella notte chissà se dormi lontana
Sorella)
.
.
*
.
IV TOMBEAU
.
(pensa nel sonno i sonni…

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hai visto i leoni?

hai visto i leoni?
i bambini e tutti gli astrologi
li adorano
specie quelli che non dormono mai

e già un colpo di tosse
più forte degli altri
avverte che dovrei smettere,
essere più facile da dimenticare,
che oggi l’amore è lontano
ma potrà compiersi tra queste righe

non importa sia a caso
ogni singolo destino,
le tracce portano tutte
verso la stessa direzione,
tanto da sentir dire ogni volta
siete venuti dalla persona sbagliata

niente è più doloroso al mondo
dell’iniziale di una negazione,
mi conservo al riparo.
Il poeta italiano non ha fame,
è buffo
non sa mordere con passione.

Così tutti noi siamo in fervida attesa
di Caronte
senza avere una buona ragione,
basta sia una qualunque
pronta a dire
vi auguro un buon ritorno all’isola

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letture amArgine: Federico Fiumani da “40 Poesie” 1985

La maggior dote di questo musicista/poeta è sicuramente la coerenza, certamente ha evitato la triste fine di Piero Pelù, Litfiba e diversi altri suoi contemporanei. Firenze è stato anche un sogno new wave. Traggo questi pezzi da un piccolo prezioso libretto di poesie acquistato alcuni decenni fa. (Flavio Almerighi)
*

GRAFICO DEPOSIT

A volte mi chiedo
se esiste davvero
un’esistenza che sia
parallela a questa
quando il tempo sprecato
è una città senza sfondo
che ci divide.
Ma ho veramente vissuto
in questa notte?
Ricordo soltanto i suoi occhi
che per un attimo
hanno incrociato i miei
cercando il contatto
ritrovato e nascosto.
*
QUANDO LA MOGLIE È IN VACANZA

L’estate in città
è forse la cosa più bella
che esista al mondo.
Riscopro il volto delle strade
e il silenzio maestoso
del cemento infuocato.
Le case hanno di nuovo
geometrie precise
e vetri rotti per caso
con sassi scagliati
da un bambino distratto.
*
VUOTO

Oggi è domenica
ed è un giorno vuoto
come la mia casa.
Io mi inganno e mi ripeto
con sempre le solite cose
e i soliti gesti,
il televisore si accende
e si spenge ogni minuto.
Ho letto tutto quello che potevo,
pensato a tutto quello
che avevo da pensare.
Ho creduto in tutto
quello che dovevo credere
e il malessere è sempre qui,
al centro della mia testa.
*
VECCHIO CAPPOTTO

La stanchezza arriva all’improvviso
cade sulle mie spalle
come un vecchio cappotto
lasciato distrattamente
in un armadio polveroso.
Dopo essermi arrampicato
su infinite rampe di scale
ascolto il pianto di un bimbo
che cerca i genitori
e schiaccia il viso sul portone.
Presto smetterà
quando si sarà accorto di me.
Quando mi vedrà seduto in un angolo
con lo sguardo impaurito
di chi ha tutto contro.
Accarezzo il mio labbro
con una sigaretta spenta,
aspetto soltanto che lui si addormenti
e mi accorgo ancora
che tutto è finito.
*
DISORDINE

Presto dovrò cominciare
a riordinare la casa,
i piatti ammassati
sono una linea sporca
senza capo né coda.
La confusione per terra
regna sovrana
e scopro ridendo
che in cima ai muri
i ragni hanno costruito
nuove case
più ordinate di questa.
Chissà se a loro
costa tanta fatica andarsene
e farne un’altra
ad ogni colpo di scopa.
*
LOSANNA

A Losanna le strade sono terse,
lunghe arterie sfiancate
piene solo di cemento e fabbriche.
A Losanna sarà sempre inverno
ed io sono in una casa sporca
dove nessuno sa la mia lingua
aspetto con ansia il mio momento
per poter tornare presto a casa
come se fossi un sicario
mandato da qualcuno.
Il mattino dopo
gli altri sono pronti per partire
e hanno parole
soltanto per il freddo,
per il viaggio che ci aspetta.
La febbre è tra la pelle e i vestiti.

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giusto per farvene un’idea
https://it.wikipedia.org/wiki/Federico_Fiumani

disunirsi e dissolvere (trad. Adeodato Piazza Nicolai)

Il sole risale lento il cementificio.
Il suo abbraccio un’oscura ferita.
Non mi meraviglia la stella di passaggio,
ma evita di farci soffrire
albe da macellai e agenti di commercio.

L’invocazione sale da una vasca bollente.

Figlia, lascia le pietre al loro destino,
muoiano e siano abbandonate in fretta.
Guardale disunirsi e dissolvere.
Dimentica canzoni musulmane,
allarmi rossi e racconti coreani,
tutto armamentario da traslare
ai poveri di spirito.

Siamo eretici per gli atei,
ma neanche stiamo bene coi baciapile.
Tu non sei figlia di un flauto di mare
abbandonato alle onde
Lascia gli scogli, guarda verso casa.

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disjoining and dissolving

The sun slowly climbs on the cement plant
It’s embrace a dark wound.
The passing star desn’t surprise me,
but prevents us from suffering
butcherlike sunrise and salesmen

The invocation rises from a boiling container.

Daughter, leave the stones to their fate,
let them die and be quickly left alone.
Watch them disjoin and dissolve.
Forget muslem songs,
red alarms and Corean news,
it’s all an armament to pass on
to the poor of soul.

We are heretics for unbelievers,
and never hang out with ass-kissers.
You are not the daugher of a sea flute
left to the waves.
Leave the rocks and look towards home.

2017 American translation by Adeodato Piazza Nicolai of the poem
disunirsi e dissolvere by Flavio Almerighi. All Rights Reserve
d.

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amArgine di un inedito di Giovanni Sagrini

Novità di giornata

La mano ubriaca spunta dalla neve
per finire nel grigio pronto a scioglierla.
Perpetuo sognare da stregone:
scienze occulte, frutti dimenticati
e la neve muore, gemendo fino all’osso
di tanta gente cancellata.

Novità di giornata
la buona sorte non sorprende,
lancia apostrofi a fianco della ragazza
con cui si gradirebbe parlare del tempo,
(la vorrei dei sogni amante e valletta)
ma non c’è tempo
questo nulla è fin troppo gremito.

Specialmente a metà settimana
fantasticavo di aquiloni gettati vivi
al cielo di Via Montefortino
e trovai interessante chiedere agli aerei
come possono portare spiriti così in alto
più dei loro passeggeri.

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Giovanni Sagrini nacque a Casola Valsenio (RA) il 21 gennaio 1939. Studente liceale, fu costretto su una sedia a rotelle dall’età di diciott’anni a seguito di un investimento stradale avvenuto sulla provinciale casolana/riolese. Poeta mai pubblicato, i suoi quaderni sono stati ritrovati dopo la morte, avvenuta per complicazioni cardiache nel 1966.