Mai na gioia 79

Certo che è un caldo boia. Fanno quasi tenerezza quei poveri fiumi tutti sassi e niente altro, asfaltiamoli così il traffico scorrerà maglio, e già che ci siamo asfaltiamo tutto l’Adriatico che presto sarà coperto di mucillaggini. Certo che è un caldo boia! Quest’anno poi con l’aggravante guerra anche i condizionatori dovranno stare piu’ bassi. Ma voi lo ricordate Girolamo Sirchia? Sì dai il ministro delle malattie durante uno dei governi belloscone, quello della legge antifumo! Nel 2004, probabilmente dopo avere fumato cannabis di quella buona il ministro consigliò di spostare gli anziani piu’ a rischio calore in strutture sanitarie e nei supermercati. Adesso piu’ manco quello, ieri sono andato al supermercato e c’era un clima tipo Borneo, porca puttana siamo riusciti a peggiorare!  

Ventisei Novembre 1944 di Luigi Romeo

Luigi Romeo (1926 – 2015)

Non un fischio amico,
neppur d’un treno merci.
Quello del piombo
sostò appena
a Cuneo
sul terzo binario

Nere le traversine
come le camicie
racchiuse da giacchettoni
e mitra.

Neri i binari
ma essi puntàvano
verso il Sud,
cerniera di stivale bucato.

A Tropea
passavan diritto
dinanzi al casello paterno.

Tante volte
v’èrano scesi
Tedeschi,
tèssere del pane
e cartoline di leva.

Ed èrano salite
le fedi,
tradotte
e carne senza tèssera.

*

Nessuno sa misurare

Il telo bianco
steso ad asciugare
impazzito paralizzato
da una strana brezza estiva
che non porta pioggia né figli,
fa ombra al prezzemolo
quasi con sentimento
con la stessa coerenza
dell’amore gettato in pasto
all’affettuosa dentatura del cane
che, quando ha fame
nessuno sa misurare
quanto sia profonda,
guarda con occhi umani
da sembrare veri,
non parliamo di politica
o di insetti pieni di sete
pronti a entrare in casa
e farne sacco, 
i pochi minuti di vita, questi,
teniamoli stretti.

*

Mai na gioia 78

Io penso che se a sto giro di sballottaggi ci fosse su una qualsiasi scheda elettorale il simbolo di cui sopra, i pochi elettori che si recheranno ai seggi lo voterebbero in massa. Non si può svilire la democrazia, la volontà popolare esercitata attraverso la consultazione elettorale, in questo modo. L’elettore vota in un senso, ma nei cinque anni successivi la politica va in direzione opposta e contraria; ma vaffanculo cosa vado a votare, per cosa? Faccio un esempio. Nel cosidetto centro, orfano della Dc da trent’anni, troviamo quattro partiti: quello di renzi rinnegato pd, quello di toti rinnegato fìfì, quello di ciccio calenda rinnegato piddì e rinnegato montiano, e quello di di maio bibbitaro rinnegato. Nessuno di questi partiti, che vantano sondaggi da prefisso telefonico e basta, ha mai ricevuto un voto che sia uno dagli elettori. E allora che vado a votare a fare? A farmi prendere per il culo da gente che nella vita non ha mai combinato nulla prima di entrare nel business della politica?

Gioielli Rubati 202: Biagina Danieli – Barbara Auzou – Bruno Di Pietro – Paolo Castronuovo – Isabel De Santis – Marina Pizzi – Fabio Ottolini – Silvana Dal Cero.

Aumentare il contrasto
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raccogliere il sacrificio
in un sudario nero.

aumentare il contrasto

vincendo tagli di voci corrotte
e ferite aperte dai giorni.

seguire le linee delle impronte

il nero è un elemento
fisico. potente e affamato.

sputare bianco

perché la vita è bianca
e lascia tracce bianche.

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di Biagina Danieli, qui:
https://biadoit.wordpress.com/2022/06/17/aumentare-il-contrasto/
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Cinquantasettesima lettera per te (con foto del giardino)
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il giorno scivola silenzioso indifferente alla cronaca del sole ancora in stampa mentre nella negazione del verde volano via uccelli altamente infiammabili

ti sto scrivendo

presa da una deliziosa pigrizia, acclimato le mie resistenze

e vado così lenta nel giardino che i miei passi camminano davanti a me

So di essere molto più ascoltata di quanto ascolto

la menta sul fianco colonizza il fondo di note piccanti con l’allure canaglia di un’attrice tragica

Aggiungo fiori all’estate della nostra resistenza

una porzione di terra rossa come un’incudine cerca dentro di noi i suoi polmoni o è l’impazienza di un’oasi

puoi facilmente immaginare quanto sia immediata l’ustione

ma il patio rimane intimo

Faccio scivolare la tua mano di rosmarino nella mia mano del silenzio

Ora so che il tempo ha volume

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di Barbara Auzou, qui:
https://lireditelle.wordpress.com/2022/06/19/cinquante-septieme-lettre-pour-toi-avec-photo-du-jardin/
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il mare di notte
confonde i pensieri
inghiotte cielo e terra
confonde le rotte
i confini delle cose
di tutte le cose
che non tornano
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di Bruno di Pietro, qui:
https://www.facebook.com/bruno.pietro.92
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stanza n. 5
,

la mia bocca non voleva

che abbeverarsi a quella sorgente d’infatuazione
osare alla poppata pur sapendo di violare
un confine nullo diramato nel mio corpo

l’assaggio del tuo sapore
invogliava i bocconi
ti adirava ma non fuggivi

godevi nel vedermi godere
per poi sminuire la circostanza
come un gesto di amicizia

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di Paolo Castronuovo, qui:
https://poetarumsilva.com/2022/06/18/la-croce-versa-paolo-castronuovo/
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Caronte
.
Morbido e acuto
dolce e inquieto
cosi questo mio corpo
mi trasporta attraverso campi
di rose spezzate.
.
“Lasciati mangiare”
pronuncia piano la mia mente
ogni volta che l’uomo crudo
dal cuore
di carne vera
genuflette le mie ossa
perchè il morso
io so
può salvarmi da me stessa.
.
Ahimè
quel lieve disincanto
di chi vorrebbe berti
dalle sole punte delle sue dita
mi ri-consegna
agli artigli
delle mie sillabe rotte.
.
E cosi
tra lacrime e carne
io torno obbediente
a nutrire il drago con il nulla.
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di Isabel De Santis, qui:
https://battesimaleferita.wordpress.com/2022/06/19/caronte/
.
*
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Sul fronte delle ultime disgrazie
la tanica ardente del bacio d’addio
per l’esecuzione in zona di precipizio.
I nazi e i fasci hanno trucidato milioni
dentro le lacrime che ancora scorrono
rovistano le unghie dei martiri.
Decine di libri non letti
decidono le polveri dei morti
gli scudi di angeli impotenti.
Declina la fionda del dato tratto
dove le libellule del sogno
descrivono verdetti in piena regola.
L’estivo verano spagnolo
ventura la rondine madre
vocali di lavagna, scòla la felicità.
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di Marina Pizzi, qui:
https://www.facebook.com/marpizzi
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Silenzi
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Nel silenzio non ci sono verità o menzogne.
È tutto soggettivo, supponente,
E forse è per questo che fa più male.
In silenzio, tutto si adatta.
Tutto è e non è
In un batter d’occhio,
Nei ricordi che mancano
Di qualche tipo di senso o spiegazione.
Il silenzio è stanco
il silenzio fa male,
Il silenzio è assordante,
Anche se questo non è il tuo obiettivo.
Peggio di così è quello che so
Che le risposte che cerco
Sono in questi silenzi
E dentro questi silenzi
Sono io.
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di Fabio Ottolini, qui:
https://agorababou.com/2022/06/19/silencios/
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Tra petali rosa di melo
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Si è rivelato nell’alba del giorno nuovo
tra rosa petali di melo
un fiore immenso snaturava
l’albero proibito.
Aveva maturato su di sé
in sé
il fiore del male
vivo occhieggiava
voce suadente usciva dalla corolla ingannatrice.
Era primavera
e già profumava di morte.
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di Silvana Dal Cero, qui:

Tra petali rosa di melo

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Nuvole Rosse – Alice (1986)

Pulviscoli invisibili di energia ci nutrono.
Le forze che governano l´atomo ci muovono.
Gente incapace di osservare il mondo;
l´India delle colonie inglesi creò scuole di spie,
[incantatori di serpenti, ]
falsi fachiri, santi ed eroi di ogni età nel fiume Gange;
vecchi e bambini a dorso di elefanti.
Dove si incontrano?
I cercatori di verità,
nelle baie, per strada o nei conventi.
Nuvole rosse si inseguono
come treni sulle linee dell´Orient-Express.
Le forze che governano credono di muoverci:
gente incapace di osservare il mondo.
L´aria di Sigonella profuma già di Libano.
[Scuole di guerra, incantatori di passanti.]
Irreversibilmente non si sa più in chi credere:
nei campi di papaveri o nei greci.
Dove si incontrano?
I cercatori di verità,
pronti al viaggio con tende e sacchi a pelo mentre la luna,
temibile, si nutre di uomini e maree.