Noccioline & Banane: Julianne Moore e Amanda Seyfried scena saffica

Chloe – Tra seduzione e inganno (Chloe) è un film del 2009 diretto da Atom Egoyan, interpretato da Julianne Moore, Liam Neeson e Amanda Seyfried.
È un remake del film francese Nathalie, scritto e diretto nel 2003 da Anne Fontaine. Il film è uscito nelle sale cinematografiche italiane il 12 marzo 2010.

Ascolta & Leggi: Ryuichi Sakamoto e quattro poesie di donna

Riconciliamoci con la Poesia almeno una volta ogni tanto.

Canto della mia nudità

Guardami: sono nuda. Dall’inquieto
languore della mia capigliatura
alla tensione snella del mio piede,
io sono tutta una magrezza acerba
inguainata in un color avorio.
Guarda: pallida è la carne mia.
Si direbbe che il sangue non vi scorra.
Rosso non ne traspare. Solo un languido
palpito azzurrino sfuma in mezzo al petto.
Vedi come incavato ho il ventre. Incerta
è la curva dei fianchi, ma i ginocchi
e le caviglie e tutte le giunture,
ho scarne e salde come un puro sangue.
Oggi, m’inarco nuda, nel nitore
del bagno bianco e m’inarcherò nuda
domani sopra un letto, se qualcuno
mi prenderà. E un giorno nuda, sola,
stesa supina sotto troppa terra,
starò, quando la morte avrà chiamato.

Antonia Pozzi
Palermo, 20 luglio 1929

*

Io sono verticale

Ma preferirei essere orizzontale.
Non sono un albero con radici nel suolo
succhiante minerali e amore materno
così da poter brillare di foglie a ogni marzo,
né sono la beltà di un’aiuola
ultradipinta che susciti grida di meraviglia,
senza sapere che presto dovrò perdere i miei petali.
Confronto a me, un albero è immortale
e la cima di un fiore, non alta, ma più clamorosa:
dell’uno la lunga vita, dell’altra mi manca l’audacia.

Stasera, all’infinitesimo lume delle stelle,
alberi e fiori hanno sparso i loro freddi profumi.
Ci passo in mezzo ma nessuno di loro ne fa caso.
A volte io penso che mentre dormo
forse assomiglio a loro nel modo più perfetto –
con i miei pensieri andati in nebbia.
Stare sdraiata è per me più naturale.
Allora il cielo ed io siamo in aperto colloquio,
e sarò utile il giorno che resto sdraiata per sempre:
finalmente gli alberi mi toccheranno, i fiori avranno tempo per me.

Sylvia Plath

*

Noi

Ero avvolta nella pelliccia
nera, nella pelliccia bianca
e tu mi svolgevi
e in una luce d’oro
poi m’incoronasti,
mentre fuori dardi di neve
diagonali battevano alla porta.
Mentre venti centimetri di neve
cadevano come stelle
in frammenti di calcio,
noi stavamo nel nostro corpo
(stanza che ci seppellirà)
e tu stavi nel mio corpo
(stanza che ci sopravviverà)
e all’inizio ti asciugai
i piedi con una pezza
perché ero la tua schiava
e tu mi chiamavi principessa.
Principessa!

Oh, allora
mi alzai con la pelle d’oro,
e mi disfeci dei salmi
mi disfeci dei vestiti
e tu sciogliesti le briglie
sciogliesti le redini,
ed io i bottoni,
e disfeci le ossa, le confusioni,
le cartoline del New England,
le notti di Gennaio finite alle dieci,
e come spighe ci sollevammo,
per acri ed acri d’oro,
e poi mietemmo, mietemmo,
mietemmo.

Anne Sexton
Traduzione di Rosaria Lo Russo

*

L’immagine nella tua mente
quando parli di puttane

Se contiene un sudicio vicolo secondario
e non ci lasceresti avvicinare tua figlia,
una feccia di luce arancione sul tetto
di un catorcio solitario, stracciala.
Se il focus è sulle calze a rete
sfilacciate da buchi e aggrappate
a una malconcia giarrettiera, stracciala.
E straccia anche i viscidi stivali lucidi col tacco
a punta visti per l’ultima volta a Cher nel 1986,
e poi quei plateaux di perspex da fantascienza
accumulati dai fetish shop per domatori.
Straccia i turpi club fondati dai magnaccia
con le piume viola sui cappelli, le stanze di sopra
con paralumi rossi laceri, dove di notte irrompe la polizia.
Straccia il losco seppiato dei club per soli uomini.
Straccia la sede di Playboy, assetto e doratura di enormi
candide barche in crociera nel Med:
notti esclusive da centomila dollari come ti ha detto
una pubblicità. Ma allo stesso modo
straccia le casse d’imballaggio su moli che sanno di pesce,
furgoni che passano i confini nel buio,
piste sul braccio e pipe per il crack,
cassonetti, aborti, battibecchi di donne.
Straccia qualunque prezzo tu abbia sentito,
tutte le statistiche latrate nelle riviste del week-end,
com’era a Faliraki l’addio al celibato dell’amico dell’amico,
le storie delle stelle liceali cadute,
ex regine di bellezza. Perlamordiddio
straccia Julia Roberts e Richard Gere –
e Cleopatra, Mata Hari, Eliot Spitzer,
Maria Maddalena – straccia anche loro.
Ora parla di puttane. Stai su questi brandelli
di spazzatura e di’ a queste donne una cosa –
una qualunque – che non sappiano già.

Claire Askew
Traduzione di Chiara De Luca

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Preparate i balconi 3

Eravamo io, Ragno Vargas, Adrianone, Agone, Er Monnezza e Orbettino: in ottemperanza ai dettami del nuovo DPCM in piena regola coi numeri. Avevamo un grosso problema, la moschea che ci ospitava è posta al piano terra, quindi nemmeno lo straccio di un balcone. Più che un problema un guaio, visto che Agone stava preparando una versione hard di Grazie dei fiori per qualificarsi alle finali del Festival: avevamo chiesto all’Imam della moschea di fare un piano rialzato, in modo che la moschea si spostasse al primo piano con tanto di balcone in dotazione. Non c’é stato verso di convincerlo. Agone si è molto risentito, a nulla è valsa per convincerlo a restare la promessa di una ruspa. Avrebbe potuto cantare sulla benna rialzata dello scavatore, invece no, ha osservato che non ci sarebbe stato posto per l’orchestra, dunque non se ne è fatto nulla e abbiamo abbandonato la moschea. Quei simpatici musulmani sono ancora là che festeggiano la loro liberazione sparando in aria. Ognuno ha fatto rientro nelle proprie case tutte dotate di balcone, mamma mia quanto sono zozzi!

Ascolti amArgine: Frio Frio – Juan Luis Guerra (1992)

Brano ispano americano, uscito trent’anni fa quando salsa e bachata non erano così popolari in Italia. Canzone bellissima struggente a me da un gran senso di libertà, e a voi?

Freddo freddo

Il tuo amore è tenerissimo
Forgiato di ricordi
E senza sapere è cielo alla finestra
Che si apre la mattina

Il tuo amore mi divide in due, l’Occidente
Mi blocca all’improvviso
E mi trasforma in massa che si modella
Ad un’illusione ardente

Dimmi se mastico il verde menta della tua voce
O attacco una toppa all’anima
Legami al pollice destro del tuo cuore
E dimmi come sta il mio amore nel tuo amore

Freddo freddo come l’acqua del fiume
O caldo come l’acqua della fonte
Tiepido tiepido come un bacio che tace
E si accende se per caso lo vuoi

Il tuo amore si sveglia e lava il viso
Di rose mi spruzza
E senza sapere è una via lattea
Che gira e mi dà vita

Conservo il tuo amore dentro i miei occhi
Come una lacrima
E non la piango affinché non escano
I tuoi baci dal mio vedere

Potessi essere un lumicino
E accendere la tua luce
Fino a che vorrai

Freddo freddo come l’acqua del fiume
O caldo come l’acqua della fonte
Tiepido tiepido come un bacio che tace
E si accende se per caso lo vuoi

TESTO ORIGINALE

Tu amor es tan completamente tierno
Forjado de recuerdos
Y sin saber es cielo en la ventana
Que me abre la mañana

Tu amor me parte en dos el occidente
Me clava de repente
Y me convierte en masa que se amolda
A una ilusión ardiente

Dime si mastico el verde menta de tu voz
O le pego un parcho a mi alma
Átame al pulgar derecho de tu corazón
Y dime como está mi amor en tu amor

Frío, frío (frío) como el agua del río (frío)
O caliente como agua de la fuente
Tibio, tibio (tibio) como un beso que calla (muy tibio)
Y se enciende si es que acaso le quieres

Tu amor despierta y lava su carita
De rosas me salpica
Y sin saber es una vía láctea
Que gira y me da vida

Tu amor lo guardo dentro de mis ojos
Como una lagrimita
Y no los lloro para que no salgan
Tus besos de mi vista…

Siamo nelle mani di chi?

anche qui sembra novembre
e noi tutti
nelle mani futili dell’astrattismo

dentro ogni dipinto
il sipario è strappato,
niente più certo
tutto è possibile, tutto cambia

durante il gran ballo ruotano le gonne,
l’orchestra aumenta il volume
per insignificanti, assassini,
vergini rammendate

nel vissuto
di qualcosa che non c’é
o tarda

Siamo nelle mani di chi?

Preparate i balconi 2

Cari contagiati e care contagiate buona sera! Cosa vi ha fatto male oggi? Credo che questo periodo richieda cure proctologiche urgenti. La situazione balconi va affrontata adeguatamente, non ci si può apprestare al nuovo lockdown senza il dovuto decoro. Capisco che molti di voi siano ancora al Billionaire a far la bella vita, ma ora è necessario prendere atto della dura realtà e affrontarla. Quindi facciamo un bel brindisi con un calicione di Primitivo di Neanderthal e mettiamoci di buona lena a lustrare i terrazzi per l’imminente Festival, così si chiamerà il nuovo lockdown, e… state sani!

Ascolta & Leggi: Franco Battiato e una poesia di Elizabeth Barrett Browning.

Una poesia e una canzone sanno migliorare la vita?

Come ti amo di Elizabeth Barret Browning

Come ti amo? Lascia che te ne conti i modi.
Ti amo fino alla profondità, la vastità e l’altezza
che l’anima mia può raggiungere allorquando
persegue, irraggiungibili agli sguardi, i fini del bene
e della grazia ideale.

Ti amo al livello delle calme
necessità quotidiane, alla luce del sole ed al lume
della candela.

Ti amo liberamente come gli uomini
tendono al giusto, ti amo puramente, come essi
rifuggono dalle lusinghe.

Ti amo con la passione
sperimentata nei miei antichi dolori e con la fede
della mia fanciullezza.

Ti amo d’un amore che mi
sembrò smarrire coi miei santi perduti: ti amo col
respiro, i sorrisi, le lacrime di tutta la mia vita e, se
Dio vorrà, ti amerò ancor meglio quando sarò
morta.

Elizabeth Barret Browning

Tempo di tempesta

di questa Italia
bella e vissuta
nei panni della donna
invidiata
da tante altre donne
rimangono muri

caduti i più recenti
porte e scale mobili
sforzi e lettere
di chi non è più artista

chi l’abita
ha perduto ogni voce
ma parla parla
confuso nell’impossibilità
e dai vetri

la finestra ha due sguardi
acceso dentro, alla luce
e al calore degli abbracci,
fragile fuori
dov’è tempo di tempesta
col suo dannato bussare

Preparate i balconi 1

Certo che un anno di merda come questo non lo avevamo mai passato, così, tutti insieme appassionatamente.
Ora ci si mette anche cristiano rubaldo, calciatore della jumerdus positivo al vairus. Già vedo il campionato di calcio sospeso su tutti i pianeti del sistema solare.
Noto che non siete in regola coi balconi, sono tutti zozzi e pieni di guano di piccione: dovete metterli in regola presto e bene. Già siete nella merda, volete pure un supplemento guano?
Ieri abbiamo sfiorato quota seimila contagi, quindi sarebbe stato velleitario proseguire sul solco del Ce la siamo fatta, perché ce la siamo fatta e poi disfatta. Intanto cercate di stare nel limite di sei per le orge casalinghe. A tal proposito anche certe cifre, per venirvi incontro verranno aggiornate:
Sette spose per sette fratelli (pericolosissimo film dal contenuto sovversivo) diventerà 2,5 spose per 2,5 fratelli, anche i famosissimi quattro più quattro di Nora Orlandi diventeranno i tre più tre di Nora Orlandi.
Vi esorto amici miei, mettete la mascherina, il carnevalino si avvicina!

Ascolti amArgine: Remember me my friend (Hayward & Lodge) – Blue Jays (1975)

Una ballata struggente, sul senso e il valore dell’amicizia, contenuta in un album del 1975 a nome di due elementi dei Moody Blues, Justin Hayward e John Lodge. Quello fu l’unico disco realizzato dalla coppia, seguito da un ritorno dentro la band madre. Buon ascolto

Ricordami amico mio

Non hai bisogno di chiedermi se sarò tuo amico
Io lo sono
Non hai bisogno di chiedermi se sono sicuro
che tu sia mio amico, lo sono
io lo sono

Io sono tuo amico
Devi ricordarti di me
Sono quello che ti ha visto attraverso l’inganno del mondo
Ho portato via il suo mantello e l’ho nascosto
Da me
Ricordati di me

Camminando su questa Terra, trovandoti
Cosa posso dire?
Non hai bisogno di parole per dire quello che hai in mente

Se hai bisogno di un motivo per ricominciare
lo sono (tuo amico)
Troverai una risposta alla fine del viaggio
Ti sto aspettando lì, amico mio.
Devi ricordarti di me
Sono quello che ti conosceva,
sono quello che chiami tuo amico
Sentiti libero
Ricordati di me

TESTO ORIGINALE

You don’t need to ask me if I’ll be your friend
I am
I am
You don’t need to ask me if I’m sure my friend
I am

I am your friend
You must remember me
I’m the one who saw through the world’s disguise
Took away it’s cloak and I made it hide
From me
Remember me?

Walking on this earth finding you
You, you
Walking on this earth finding you
You, you
What can I say
You don’t need to find the words to say what’s on your mind

If you need a reason to begin again
I am
I am
You will find an answer at your journey’s end
I am
Waiting there my friend
You must remember me
I’m the one who knew you when

I’m the one you call your friend
Feel free
Remember me

Walking on this earth finding you
You, you
Walking on this earth finding you
You, you
What can I say
You don’t need to find the words to say what’s on your mind

Walking on this earth finding you
You, you
Walking on this earth finding you
You, you
What can I say
You don’t need to find the words to say what’s on your mind
Walking on this earth finding you
You, you
Walking on this earth finding you
You, you

Walking on this earth finding you
You, you
You, you
You, you
You, you