Mi son rotto le palle 275

C’è tempo per ogni cosa nella vita dell’uomo… dicono le Scritture: direi che è giunto il tempo di incazzarsi per bene. Ma non vi accorgete del velo di menzogna che ci grava addosso come un sudario? Sento alla radio che, fooorse, le prossime bollette del gas caleranno del 40%, sì stocazzo! Ma come non ci stava la guèra? Si raccolgono firme contro il prossimo intervento del frate da cerca d’armi ucraino a Sanremo, ho firmato la petizione on line, ma chissenefrega? Guardatevi attorno porca miseria! I giovani sono trattati come esseri inutilizzabili, i profughi (smettiamola di chiamarli migranti) che vengono dal Nord Africa sono trattati da merce di scambio, ogni giorno si va a fare la spesa e si compra sempre meno, perché sempre meno vale questa moneta non svalutabile per decreto. In compenso i riccastri ingrassano e tutti gli altri dimagrano. A Palazzo Chigi sta mettendo radici una fascia fotoscioppata che, al di là della propaganda, non sa che pesci prendere e lecca il culo agli americani un giorno sì e l’altro pure. I soldi per calmierare le accise sulla benzina non ci sono, ma quelli per alimentare la guerra scoppiata il 24 febbraio scorso ci sono, eccome! È ora di fare basta.

Mai na gioia 273

Dal 24 febbraio 2022 stiamo assistendo all’ennesimo, inutile, remake del film di Albertone “Finché c’è guerra c’è speranza”. Penso che il povero aggredito Zely, quando andrà a Sanremo a ripetere la solita litania del bussare ad armi e danari, dovrà spiegare un pochetto di altre cose. A far emergere il caso corruzione è un’inchiesta pubblicata dal giornalista ucraino Yuriy Nikolov su Zerkalo Nedely. Nikolov ha confrontato i prezzi di acquisto praticati dall’esercito con il prezzo medio dei prodotti nei negozi di Kiev. Per esempio le patate vengono pagate 22 hrivne al kg, mentre nei negozi costano 8. Le uova 17 hrivne l’una, mentre il prezzo al dettaglio nei negozi è ora di circa 7. La hrivna è la moneta ucraina e vale 0,025 euro. L’indagine si basa sul contratto delle forze armate ucraine per i servizi di ristorazione nel 2023 nelle regioni di Poltava, Sumy, Kyiv, Zhytomyr, Chernihiv e Cherkasy. L’accordo, per un importo totale di 356 milioni di dollari, è stato firmato il 23 dicembre 2022. In seguito allo scandalo si è dimesso il viceministro della Difesa Vyacheslav Shapovalov, che era responsabile della logistica militare, dichiarando di non voler “mettere a rischio le forniture per le forze armate ucraine in seguito a una campagna di accuse relative all’acquisto di beni alimentari”. E piantatela con la solita litania del povero aggredito, l’Ucraina commette crimini nelle regioni contese da almeno otto anni.

Sì na gioia 271 (Miss Gennaio 2023)

Debbo dire che la scelta di Miss Gennaio 2023 è stata un’impresa perigliosa, ancor più dell’elezione di Miss Universo. Dopo una durissima selezione i finalisti erano tre: Matteo, Pio Pio e Giorgina. La giuria ha subito anche pressioni esterne da parte di un manipolo di arditi del duce, che ha finto di festeggiare la marcia su Roma con quasi tre mesi di ritardo. L’assobenzinai però ha protestato e in una contro manifestazione ha lanciato campioncini di kerosene addosso ai fasci, fintanto che è scoppiata la scintilla. C’era un afrore di merda alla brace davvero penetrante. Alla fine ha trionfato Matteo, che è stato proclamato Miss Gennaio 2023. Nella foto lo vedete sorretto da alcune damigelle d’onore, perché il povero Matteo per l’emozione si è cagato addosso.

Badilata Mediatica 269

𝗟𝗲 𝟭𝟬 𝘀𝘁𝗿𝗮𝘁𝗲𝗴𝗶𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗺𝗮𝗻𝗶𝗽𝗼𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗺𝗲𝗱𝗶𝗮𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗲𝗹𝗮𝗯𝗼𝗿𝗮𝘁𝗲 𝗱𝗮 𝗡𝗼𝗮𝗺 𝗖𝗵𝗼𝗺𝘀𝗸𝘆

1-La strategia della distrazione

Consiste nel deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti attraverso un fiume di informazioni irrilevanti. “Mantenere l’Attenzione del pubblico deviata dai veri problemi sociali, imprigionata da temi senza vera importanza. Mantenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza nessun tempo per pensare, di ritorno alla fattoria come gli altri animali (citato nel testo “Armi silenziose per guerre tranquille”).

2- Creare problemi e poi offrire le soluzioni

Si crea un problema, una “situazione” prevista per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare.

3- La strategia della gradualità

Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, lentamente ma continuamente. Si pensi al nuovo modello neoliberista imposto durante i decenni degli anni 80 e 90: Stato minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione in massa, salari scollati dalla realtà, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero stati applicati in una sola volta.

4- La strategia del differire

Far accettare una decisione impopolare è quella presentandola come “dolorosa e inevitabile”, ottenendo l’accettazione pubblica, nel momento, per un’applicazione futura. E’ più facile accettare un sacrificio futuro che un sacrificio immediato.

5- Rivolgersi al pubblico come ai bambini

“Se qualcuno si rivolge ad una persona come se avesse 12 anni o meno, allora, in base alla suggestionabilità, lei tenderà, con certa probabilità, ad una risposta o reazione anche sprovvista di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno (Rif. “Armi silenziosi per guerre tranquille”).

6- Usare l’aspetto emotivo molto più della riflessione

Sfruttare l’emozione è una tecnica classica per provocare un corto circuito su un’analisi razionale e, infine, il senso critico dell’individuo.

7- Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità

“La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza dell’ignoranza che pianifica tra le classi inferiori e le classi superiori sia, e rimanga, impossibile da colmare dalle classi inferiori”.

8- Stimolare il pubblico ad essere compiacente con la mediocrità

Spingere il pubblico a ritenere che è la cosa più comune essere mediocri e volare basso.

9- Il Senso di colpa

Far credere all’individuo che è soltanto lui il colpevole della sua disgrazia, per causa della sua insufficiente intelligenza, delle sue capacità o dei suoi sforzi. Così, invece di ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto svaluta e s’incolpa, cosa che crea a sua volta l’inibizione della sua azione. E senza azione non c’è rivoluzione.

10- Conoscere gli individui meglio di quanto loro stessi si conoscano

Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno generato un divario crescente tra le conoscenze del pubblico e quelle possedute e utilizzate dalle élites dominanti. Il sistema è riuscito a conoscere meglio l’individuo comune di quanto egli stesso si conosca. Questo significa che può esercitare un controllo maggiore di quello che lo stesso individuo eserciti su sé stesso.

Badilata di cultura 268

La regolamentazione del rafano e del mugile voluta da Ottaviano Augusto, che promulgò la Lex Iulia de adulteris nel 18 a.C.,  prevedeva il ritorno al mos maiorum (antiche tradizioni romane) e in determinate condizioni consentiva al padre o al marito cornuto di uccidere l’amante della figlia o della moglie. C’erano punizioni esemplari, come la pratica del rafano e del mugile: l’amante sorpreso poteva essere sodomizzato con una pianta molto piccante (il rafano, appunto) o addirittura con un pesce (il mugile) che era noto per la sua voracità. Si arrivava anche al taglio del naso oppure degli attributi maschili. L’uccisione era prevista solo nel caso in cui il marito sorprendesse l’amante in flagrante con la moglie dentro casa, e solo a condizione che questi fosse uno schiavo o appartenesse a una classe inferiore. Nell’antica Roma il belloscone avrebbe fatto una brutta fine.

No, we can’t 265

Siamo alle solite, in Iran giustiziano (?) ammazzano anche chi esprime un tiepido dissenso a quel regime di merda: povera nazione, passata dalla padella dello scià, e dopo lo sciò allo scià, alla brace di un regime di preti repressi. Le vittime principali come sempre sono le donne. Succede così in ogni parte del mondo, le donne sono trattate come mucche, colf, oggetti del desiderio, ma debbono restare bene incasellate nel loro ruolo di madri, puttane, spose, altrimenti per loro sono cavoli amari. Intanto proseguono le cinquantotto guerre non dichiarate in tutto il mondo: i poveri impoveriscono, i ricchi arricchiscono. Direi che questo 2023 sarà un bell’anno di merda come quello che lo ha preceduto.