Preparate i balconi 7

“Mi viene veramente da ridere. Oggi è il 31 di maggio e circa un mese fa sentivamo gli epidemiologi dire di temere grandemente una nuova ondata per la fine del mese/inizio di giugno e chissà quanti posti di terapia intensiva ci sarebbero stati da occupare. In realtà il virus, praticamente, dal punto di vista clinico non esiste più”.
(Alberto Zangrillo, primario del San Raffaele di Milano, direttore della terapia intensiva.)

Cari zangrillini e care zangrilline, come direbbero i Ferragnez, indossate la mascherina, stronzi!
Presto ci sarà sul mercato il modello Franz, completo di campanellini in modo di segnalare la vostra esistenza al mondo. Il prototipo verrà inviato gratis a Zangrillo, così alla prima cazzata che spara tutti potranno fuggire dal suo cospetto.
Dunque indossate la mascherina, mettete le mutande e le galosce, altrimenti ve pijerà un colpo sottolio così ve se conserva!
Domanda.
Caro Duca Conte ma dopo che i virologi, la scorsa estate hanno detto che il vairus era clinicamente morto, si può fare un apposito dipiciemmino per depenalizzare il vaffanculo?
Intanto l’altro ieri a Sassari è nato il primo Labrador color verde pistacchio! Non c’entra niente con l’articolo, ma fa colore.

Lettera da nessun posto

Notte rosso lacera
osservarla rapisce,
rincorsa, afferrata,
promette e giura, se ne va
senza salutare.

Il cuore pensa
sia un altro Gobi nel desiderio
di trovare l’altra piazza,
ma l’euforia produrrà
una decisiva fata morgana

meravigliosa, affilatissima
su cui rivivere il passeggio,
rincuora, affiancata saluta,
e quando va via aggiunge

sono stata qui
in nessun posto

Preparate i balconi 6

Il Duca Conte ne sa una più del diavolo. Per far fronte alle vostre limitate capacità di comprensione ha telefonato alla coppia di influencer più nota in questo paese, i Ferragnez che insieme contano 32milioni di follower, e ha chiesto loro di aiutarli nel diffondere messaggi sull’importanza di utilizzare la mascherina per sconfiggere il virus.
La prossima mossa sarà ancora più decisiva, dopo gli influencer sarà il turno degli untors. Una speciale task force, capitanata da eminenti virologi che, al grido di vairus o morte!, manganelleranno e riempiranno di olio di ricino quegli sprovveduti lombardi che non rispetteranno le regole del coprifuoco imposto dal leggendario presidente Fontana. Sì, proprio lui, quello dei camici! Lo avevate rimosso dalle vostre coscienze? Ebbene il vostro eroe cacciato dalla porta, sta rientrando dalla finestra travestito da Babbo Natale. Si prospetta un Halloween dai risvolti realmente inquietanti.

Ascolta & Leggi: Chet Baker e quattro poeti sudamericani

Un nuovo tentativo per riconciliare con la buona Poesia.

Due corpi, uno di fronte all’altro

Due corpi, uno di fronte all’altro,
sono a volte due onde
e la notte è oceano.

Due corpi, uno di fronte all’altro,
sono a volte due pietre
e la notte deserto.

Due corpi, uno di fronte all’altro,
sono a volte radici
nella notte intrecciate.

Due corpi, uno di fronte all’altro,
sono a volte coltelli
e la notte lampo.

Due corpi, uno di fronte all’altro,
sono due astri che cadono
in un cielo vuoto.

di Octavio Paz

*

Stanza dopo stanza, lampada dopo lampada,
i palazzi si risvegliano
e tutto intorno la pioggia apre i suoi petali
con un lento sussurro che percorre
sete e tendaggi.
Dormiamo dentro a un fiore che si alza
troppo lentamente sul mondo.

Tuttora ignoriamo da quale paese remoto
ci ha portati il sonno,
ma ci risulta che tra la notte e il giorno
sono passati gli anni…

La pioggia sta schiudendo la sua corolla
nel mezzo della quale ci svegliamo.
Ora so che il tuo sorriso, i tuoi capelli,
i tuoi occhi dove la notte si attarda,
la neve che cade sui tuoi seni
e queste stesse parole
sono anche petali di qualche immenso calice,
petali che si stanno aprendo, amore mio,
con lo stesso sussurro della pioggia
sui vetri.

Eugenio Montejo (trad. L. Rosi)

*

Partenza

La barca si allontanava
Sulle onde concave
Da quale gola senza piume
nascevano le canzoni
Una nube di fumo e un fazzoletto
Garrivano al vento
I fiori del solstizio
Fioriscono nel vuoto
E invano abbiamo pianto
senza poterli raccogliere
L’ultimo verso non sarà mai cantato
Sollevando un bambino nel vento
Una donna salutava dalla spiaggia
TUTTE LE RONDINI SI SONO SPEZZATE LE ALI

Vicente Huidobro
(Traduzione di Gabriele Morelli)

*

Presagio

In te si fa profumo anche il destino.
Batte la vita tua non mai vissuta
dentro di me, tic tac di nessun tempo.

Che fa se il sole estraneo non illumina
queste figure da noi non sognate,
create sì, dal nostro doppio orgoglio?

Non conta. Così sono più veraci
che parvenze di luci inverosimili
negli scorci dell’obbligo e del caso.

Tutta tu convertita nel presagio
tuo, ma senza mistero!: un’irrompente
verità di assoluto ti sostiene.

Che fu di quell’enorme e così informe
pullulare di oscuro dal profondo,
sotto le solitudini stellate?

Le stelle insigni di lassù non guardano
la nostra notte che non ha segreti.
Resta tranquillo quel profondo buio.

L’oscura eternità non è già un drago
celeste! Le nostre anime conquistano
non viste una presenza tra le cose.

Jorge Guillén
(Traduzione di Eugenio Montale)

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Disneyland

terminato l’inventario degli attori,
non una spolveratina di sale
secondo l’uso in casa,

minestra di maschere da sbollentare
quasi pensando all’artefice della razza,
regge in mano una rosa
stringendone lo stelo intinto nel sangue

nessuna lettera fu scritta quel giorno

prosegue il ghigno dei petali
mentre arrossiscono,
l’attesa è in altri oggetti
affidati al mare, affilati a estremi mali
presi in prestito e mai restituiti

Preparate i balconi 5

La notizia è del 15 luglio scorso.
TUNISI. Condanna a sei mesi di carcere per la blogger tunisina Emna Charqui, riconosciuta colpevole di «incitamento all’odio tra religioni» da una corte di Tunisi. Due mesi fa, su Facebook, aveva condiviso un post satirico sul Covid-19 scritto sotto la forma di un versetto del Corano. La blogger 28enne, agli arresti da maggio, si è difesa assicurando di non aver voluto offendere nessuno ma soltanto far ridere. Charqui ha già detto che farà appello alla sentenza. Lo scorso 2 maggio la blogger ha condiviso un post che imitava un versetto del Corano: in risposta alla pandemia di coronavirus, il testo invitava la gente a lavarsi le mani e osservare il distanziamento sociale, seguendo le regole del testo sacro dell’Islam. In quei giorni era ancora in corso il Ramadan e la Tunisia stava osservando un lockdown molto restrittivo.
Facendo un po’ di conti, ho pubblicato circa duecento post satirici sul vairus, e se fossi tunisino mi beccherei circa un secolo di carcere.
Grazie al cielo siamo in Italia, e in questo paese la cazzata è all’ordine del giorno, qualsiasi cosa sia detta, anche da alessandra mussolini, quasi nessuno ci bada più. Fiùùùùù m’è andata bbène!
Liberate Emna Charqui!

dentro la casa vuota

E’ la vita stessa, un’agenda,
a ricondurre l’assassino
sul luogo del delitto:
dentro la casa vuota
il trascorso scivola nell’apatia
verso tutto quanto è stato

silenzio
è il fascino dei vinti

gente oramai cara a Dio,
scolorito ogni restante d’anima
eri viva, eri là, i tuoi figli
divelti nell’arsura
di un vuoto non scandito

giorni coperti di sale
tra mille piaghe è ritrovarsi,
pensare cosa faremo
di tanto caporalato
criminale e triste.

Preparate i balconi 4

Cari tutti questa rubrica è un servizio sociale, per voi povere anime giunte a quota quasi 11000, siete in altura.
Pertanto se telefonate al numero in sovrimpressione, vedrete che se non vi mandano a fare in culo direttamente e senza passare dal via, magari vincete un gadget (portachiavi con baretta vampiro, buono sconto del 10% per lo spurgo della fossa biologica della Meloni, altre quisquilie di cultura generale).
Esempio di telefonata da non fare:
– Pronto! Supporto psicologico!
– Ciao, sono Gino da Gorizia.
– Ciao Gì, dimmi pure…
– Sto male, volevo farmi una quarantenne, mi sono dovuto fare la quarantena…
Click!

Ma parliamo del mondo dello spettacolo.
Il cantante Agone sta già accordando la voce, strafatto di acido ialuronico, la sua performance alla Terrazza Continentale di Firenze non è passata inosservata. La versione ambient hard core di Nessuno mi può giudicare passerà alla storia della musica pop, dopo i Beatles c’é Agone! Per disperdere la folla (il distanziamento sociale, cazzo!) si è reso necessario un nutrito lancio di cipolle antisommossa.

Gioielli Rubati 114: Selenia Bellavia – Gary J. Steele – Luigi Paraboschi – Maurizio Manzo – Chiara Adezati – Abner Rossi – Manuela Di Dalmazi – Umeed Alì.

E poi ricontinuarono a succedere
le cose corazzate silenziose
o tu audace o tu rapita voce
orlata da un’anemone o forse

un impeto di spazio era chiarore
impresso da una formula bruciata
nei corridoi segnati dall’essenza
come una luce gialla della primula

sulle rovine grevi di quest’isola
già assurda pure per gli dei, vicino
o tu vicino al cielo più del sole

brado. Potrei giurarlo.

di Selena Bellavia, qui:
https://www.facebook.com/selenia.bellavia

*

paper rock scissors… (forbici sassi carta …)
.
un granello di sabbia su una spiaggia
una goccia d’acqua in un oceano
mai solo, solo un’esistenza solitaria
il mio tutto è niente
perché il mio niente è tutto
.
potrei leggere le stelle di notte
la verità non parla mai ad alta voce
ma nel cuore della mia ignoranza
unisce tutti i granelli di sabbia
tutte gocce di un oceano a cui aggrapparsi
.
mentre mi dissolvo in sogni e desideri
perfettamente imperfetto di pensieri
di amore, empatia, compassione
breve storia di un’esistenza

di Gary J. Steele, qui:
https://steele646.wordpress.com/2020/10/04/paper-rock-scissors/

*

Fammi riposare come il gatto

( da un malato di Parkinson )

Tu che puoi, distendi ora le mie ginocchia
e allunga questo corpo rattrappito
che per trent’anni si è contratto
e ha spasimato notte e giorno
come un pesce nella nassa,

distendilo come fa il gatto quando gode
al sole e si spancia a gambe lunghe
per godere il tepore delle foglie

così ch’io possa entrare nel Tuo regno
con indosso l’abito elegante che mi ero fatto
per l’unica occasione d’ incontro
quando ho desiderato anch’io una briciola
di quei gesti d’affetto che tutti
sognano e molti ricevono in regalo.

Ora sono qui, davanti a Te, rannicchiato
come un gomitolo e rotolerò ai piedi
del Tuo trono ma non avrò parole accusatorie,
né cercherò alcuna scusa, resto il gomitolo
addolorato che ero e che fa domande
e spera, spera ancora di capire
ciò che nel tempo non gli hai svelato :
perché a tanti è concesso troppo
ed a qualcuno tagli pure il necessario?

perché la santità è così dura da fare nostra,
e io sono stato foglia appassita prima
del mio tempo, quand’era ancora primavera ?
( in memoria di Silvano )

di Luigi Paraboschi, qui:
https://www.facebook.com/profile.php?id=100018279588942

*

Hai voluto dire di
aderire alla soluzione
del sole in semplici asserzioni
tra l’asse e le sciolte
lezioni offuscate –
chiedi acqua che evapora
tra e per le labbra
e la spora che annega
in questo anello
poco prima di un bacio.

di Maurizio Manzo, qui:
https://www.facebook.com/maurizio61manzo

*

Distintamente si propaga ovunque
l’odore del mare: sono arrivata.
Davanti filtra il sole fra le canne,
alle spalle dolce notte d’amore,

segreta. Qui il dio dell’orizzonte
ignaro accoglie lo scarso pubblico,
lascia si scruti la neve sul monte,
che è limpida l’aria, e isole.

Gradito punto d’approdo, in inverno,
come se, abbandonata dalle onde,
mi abbandonassi, prona, sulla riva;
come è limpida l’acqua, a testa vuota.

di Chiara Adezati, qui:
https://www.facebook.com/SittingOnTheDockOfTheBay2/

*

Del prima e del dopo

Non posso dirti del tramonto
chi del tramonto sa è perché tace.
Tace per dovere di cronaca
e perché notte arrivi senza suoni
dopo e infine
prendere in su per scale conosciute
lanciare lì un’ultima scommessa
per la prossima vita un altro suono.

di Abner Rossi, qui:
https://rossiabner46.wordpress.com/2020/10/07/del-prima-e-del-dopo/

*

Ma non è vero

Ma non è vero che si ama
solo una volta nella vita.
Ne la morte è una
poiché ogni giorno si resuscita.
Ma non è vero
che il cielo finirà mai
di specchiarsi sul mare,
né le onde potranno
far diventare verdi le sabbie.
Non è vero che esiste
un minuto
prima della morte,
prima […]

di Manuela Di Dalmazi, qui:
https://manueladidalmazi.wordpress.com/2020/10/07/ma-non-e-vero/

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Nostalgia

Mia cara nostalgia rimani con me
non devi lasciarmi mai solo.
Perché senza di te non riesco più a vivere.
Questa è una città piena di indifferenti
nessuno ti vuole bene più.
IO ti conosco da quando ero bambino
neanche per un giorno siamo stati lontani.
Mia nostalgia rimani con me.
Se vuoi stasera andiamo insieme
in qualche luogo particolarmente bello,
dove prenderemo qualche birra fresca
per dimenticare alcuni problemi,
poi in tarda serata andremo a casa
dormiremo insieme abbracciati come sempre
e ti racconterò una bella poesia
dedicata a te, mia cara nostalgia.

di Umeed Alì, qui:
https://claudioperna.wordpress.com/2016/12/24/umeed-ali-il-poeta/

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