Ripartenza 85

In principio furono Gianni Brera, Nicolò Carosio, Maurizio Barendson, Nando Martellini, Maurizio Mosca, fior di giornalisti e speaker sportivi. Arrivarono poi le giornaliste sportive, la mitica Donatella Scarnati, poi pian piano si imbonirono: Simona Ventura e altre note intrattenitrici sono partite come giornaliste sportive. Oggi sono tutte giornaliste sportive, via via più bbone e più svanite. Un pericoloso molestatore è stato individuato e denunciato, quello che ha dato una pacchetta sul culo a una giornalista sportiva (cosidetta) insipida come cronista, vedasi il filmato sopra, ma con un culo che è un vassoio d’argento. Che mostrooooo! Non potendo prevenire gli oltre cento femminicidi di quest’anno, le oltre seicento morti bianche nel 2021, o approvare il DDL Zan, pagherà per tutti questo pericoloso poveraccio: ebbene mi autodenuncio! Anch’io negli anni Settanta del secolo scorso qualche pacchetta sul culo (solo a quelli meritevoli però) l’ho data!

In questa notte d’autunno di Nazim Hikmet Ran

Nazin Hikmet (1902 – 1963) poeta e scrittore turco naturalizzato polacco.

In questa notte d’autunno
sono pieno delle tue parole
parole eterne come il tempo
come la materia
parole pesanti come la mano
scintillanti come le stelle.
Dalla tua testa dalla tua carne
dal tuo cuore
mi sono giunte le tue parole
le tue parole cariche di te
le tue parole, madre
le tue parole, amore
le tue parole, amica.
Erano tristi, amare
erano allegre, piene di speranza
erano coraggiose, eroiche
le tue parole
erano uomini

Concetto d’Io

Preparo il giorno
nei lampi in cui son’io,
sogni dimenticati, le poesie migliori
perdute all’alba
.
non confido nell’unica attesa
del crepuscolo,
quando tutto sembra poter andare,
andarsene in pace
.
tempi scanditi dall’appeso
lo vedo filo a piombo oscillare,
all’opposto unico vero movente
è sentirmi nudo.

 

*

Ripartenza 84

Un tempo c’era la vie en rose, ora pare che l’unica via sia quella endovena. Già mi  vedo blu, con un paio d’ali e tre occhi dopo la quattordicesima dose di rabbocco di una qualsiasi vaccinone a caso: JJ ce l’ho, moderna ce l’ho, pfizer, astralaminchia e sputnik mancano, ma è solo questione di tempo. Li vedo gli hub vaccinali tirare a sorte come nel lotto, per assegnare il vaccinone giusto alla persona giusta. Spero solo che dopo il decimo rabbocco ci sia un qualche premio fedeltà. Dai, un bel rabbocco 3 volte l’anno e ci guadagniamo il paradiso! Come è possibile vivere senza andare al Mac o al Pub, o in culo alla balena? Cosa ci stanno raccontando? Cosa ci stiamo bevendo? Dopo la variante Omega, esaurito l’alfabeto greco, passeremo ai geroglifici egizi o direttamente all’etrusco, che ancora non ci si capisce un cazzo? Non lo so, ma mi indignano certi discorsi di grisù del tipo: “Spero che questo sarà un Natale normale. Se abbiamo un po’ di restrizioni sarà normale per i vaccinati e speriamo che la situazione consenta che il prossimo Natale lo sia per tutti, anche per coloro a cui saranno riservate le restrizioni. L’auspicio è che queste persone attualmente penalizzate dalle misure adottate “possano tornare a essere parte della società come tutti noi”. Insomma, ai bambini buoni la dolce euchessina, quelli cattivi invece spingono. Niente di nuovo sotto il sole, sempre che non piova di nuovo.

Poesia per un uomo senza olfatto di Kate Clanchy

Kate Clanchy è una scrittrice e poetessa nata a Glasgow nel 1965.
Ti scrivo solo per informarti:
che la linea più spessa nelle pieghe della mia mano
ha quell’odore che hanno i vecchi banchi di scuola,
coi nomi incisi in profondità, logori e lucidi di sudore;
che sotto lo spruzzo del mio costoso profumo
le mie ascelle danno una nota bassa forte
come un colpo di palmo sul tamburo di una pentola;
che lo sciacquone umido della mia paura è acuto
come il gusto di un tubo in ferro, a mezzo inverno,
sulla lingua di un bambino; e che talvolta,
per la brezza, i capelli delicati sulla mia nuca
dietro il collo, proprio dove tu dovresti chinare
la testa, esitare e strofinare le labbra,
trattengono un profumo fragile e preciso come
una flotta di navicelle di carta, che salpa verso il mare.
 
*

La civiltà a questo punto

Vedo giorni impietosi.
L’assassino nella nebbia
torna a casa senza rischio.
Un essere così umano!
Non è la prima volta,
non sarà nemmeno l’ultima.
La speranza non ha numeri,
è crittogrammi da risolvere,
espone teorie sui salvati
in fondo al mare o dietro un muro.
Tutto questo è parte del mondo,
semplicemente accade,
offende le narici agli esposti
e nulla più.
 

Ripartenza 83

Allora, mettiamo un po’ d’ordine: il green pass come strumento di discriminazione verso chi non si vaccina anti covid, è una vera, autentica porcata, anzi una gigantesca cazzata, perché anche un vaccinato come me, se è imprudente, può contagiare chiunque ed è una dato di fatto. Questi vaccini sperimentali prodotti in pochi mesi e disponibili dall’autunno 2020 sono un obbrobrio, possibile che in 13 mesi le multinazionali del farmaco, che stanno macinando utili da capogiro, non abbiano prodotto qualcosa di meglio? La mentalità verso chi NON si vaccina deve cambiare, non sono untori, non sono asociali, sono persone che hanno fatto una scelta e come tali vanno rispettati. E allora quando nessuno di noi era vaccinato? Si circolava con prudenza, guanti e mascherina, cosa che si deve fare anche adesso, perché i sieri che ci hanno inoculato non risolvono il problema, anzi il virus muta in continuazione. Non voglio sostituirmi agli esperti, giovedì ho fatto un rabbocco di moderna e francamente non sto ancora bene. Smettiamola di considerare chi non si vaccina una persona aberrante, ma smettetela voi non vaccinati di farvi strumentalizzare da una propaganda che non è più informazione, smettetela di farvi infiltrare dai fascisti durante i vostri cortei, e argomentate perché c’è anche chi vi ascolta. Aboliamo questo fronte del noi e voi. Chi non si vaccina non è no vax, in quegli otto milioni la maggioranza schiacciante ha fatto tutti i vaccini, perché appunto erano vaccini. Eh i romani la sapevano lunga: dividi et impera…

Lussuria di Amalia Bautista

Amalia Bautista, Madrid 1962, scrittrice, giornalista e doppiatrice spagnola.

Non può essere peccato questo darsi,
questo sfilarsi a precludere il nulla,
questo atto di fede.
Che nessuno pensi di venire da noi con un racconto
pieno di repressione e di negazioni.
Chi non percepisce la generosità
della mia pelle e delle tue mani
non deve parlare.

*