letture amArgine: Maria Allo, pensieri feroci

La notte scivola a strappi dentro l’abbandono.
E’ scheggia di rovo ellissi di dolore
sulla dolcezza cancellata della memoria e nel presente
come il vuoto che ci attraversa tutti
in mille lingue dentro le acque sconsacrate
ai piedi del nostro ulivo che si lascia dire .
Che sia maledetto chi ha seminato il male
alla radice …

(Maria Allo tutti i diritti riservato all’autrice)

Senza più contorni invisibile
l’ombra di profilo si fonde col fuoco
plasma la distanza dei millenni
ma non c’è abbastanza luce
se cade fra gli alberi l’attesa
come gramigna nei bagliori
del crepuscolo morente.
Non c’è abbastanza luce ai lati della strada
e sempre tanta pioggia o gelo
in certi pomeriggi quando il cielo basso
strazia il peso delle nubi
mentre improvvisa la metafora cresce
nel fragore verticale in volo.
Scoppia e disarma a luce spenta
i dimenticati e i disperati
l’isola disabitata della memoria
così resta sotto le dita la pazienza di chi
non cerca e non aspetta niente
oltre la luce radente dell’esistere.

© Maria Allo

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letture amArgine: poesie da L’Inganno della Rosa di Guido Caserza

Un tempo si sarebbe detto comunque vada, sarà un successo. E’ quello stesso successo che auguro a un poeta da poco conosciuto in rete, Guido Caserza, quei suoi versi particolarmente onesti hanno risvegliato la mia attenzione. Se poi andiamo a rileggere ci accorgiamo che oltre l’onestà nella capacità di scrittura, c’è una buona penna che sa dare, oltre a ottimi versi, suggestioni la cui eco restano dentro, e almeno per un po’risuonano. Non ci vogliono certo doti medianiche per comprendere l’attenta, tormentata, osservazione e l’ammirazione dell’autore per l’universo femminile, la rosa altro non è che questo. Almeno per i tre brani qui proposti da Caserza.
Le poesie sotto costituiscono l’anteprima di un volume ancora in fase di realizzazione: L’Inganno della Rosa per la Casa Editrice Dei Merangoli. Buona lettura.

1.

Come le rose a noi giungono i giorni
quando il respiro dimora fra labbra
prescelte e un petalo che si distacca
è la seta di un sogno che affiora.
Lo sguardo che questo comprende
sa che nulla succede tra un fiore
e l’altro: al terzo petalo
è già un sogno la vita
come le tue dita capricciose
che interrogavano la corolla,
fra un sì e un no
schernendo due petali alle labbra.

Un velo contro vento sono ora
i miei petali sulla tua bocca,
ma profondo come una rosa
è il cuore che ti cade innanzi
nel segreto viavai dei giorni.

Come le rose a noi giungono giorni
dai minimi battiti e alle feste di maggio
andiamo a piedi incauti sulla via del ritorno:
il volto che questo comprende sa
che più dolce metro non esiste
se nel tuo appassire un’altra rosa vive.
Nulla succede tra un petalo e l’altro,
ma soave nel sole va colui che ti ama
se verso di lui tu sola
tessi i tuoi raggi segugi.

L’ultimo dei giorni che muove muti sospiri
è il più bugiardo dei giorni, il grigiovestito
con le sue pasticche di sonno
e cento petali sull’ombra più densa.

Come le rose a noi giungono giorni
dalle cui guance nulla compiange
il distacco di un petalo,
affinché un solo petalo sveli
l’inganno della rosa.
Più soave mi sarà allora baciarti
nel fatale dei giorni quando,
tornati alla tua bocca, i petali
come lustri moscerini
danzeranno la loro marcetta,
ma più dolce ancora mi sarà perdere i tuoi baci
se la morte, più ricca di me,
non smetterà di baciarti,
mentre le rose, staranno le rose
aggrappate ai tralci.

2.

Rosa delle rose tu sei:
in te è il terrore dei petali
se così tu vieni, coi piccoli
fianchi in fiore, nuda
oltre ogni barriera, con un bacio
maschio che rosseggia sul viso,
che mi rende così folle.
In te è il terrore dei petali
se di tutte le rose ne fai una
e ti mostri, perfetta e breve,
in una taglia da sedicenne.
Mia piccola rosa, la ciocca
che ti fa così bella in fronte
innalza il tuo ventre a Dio,
ma in te è il terrore dei petali
se con un solo bacio mi mostri
la via della paura.

3.

Rosa di rose, per te, lunatica,
invento un quadrante di soli: lì
non è luogo, né tempo, in cui
tu possa dir
sì amore e poi no amore. Tutto
vi è assenza e parole fuori posto
ma tu sei la rosa per cui il mondo
spaccia taciturno le sue vanità.
Rossa rosa lunatica, per te invento
luce di canneti e niente notte: lì
non è spazio, né ora, in cui
tu possa far battello e poi molo. Tutto
vi è assenza e pensieri fuori sesto
ma tu sei la rosa per cui il mondo
spaccia le sue ragazze insolenti.
Ma quale rosa tu sei! La più lunatica
che spegne le ore, la bocca
di petali che inghiotte la luna.

***

Guido Caserza. (Genova 1960).
I suoi libri in prosa sono In un cielo d’amore (Zona, 2003), Vera vita di Gesù (Oèdipus, 2005), Fiabe a serramanico (d’if, 2007), Apocalissi tascabile (Oèdipus, 2012), Storia della mia infanzia ai tempi di Silvio Berlusconi (Zona, 2012), Primo romanzo morto (ad est dell’equatore, 2013), I 20 di Auschwitz (Oèdipus, 2017).
In versi ha pubblicato Allegoriche (Oèdipus, 2001), Malebolge (Oèdipus, 2006), Priscilla (Oèdipus, 2008), Flatus vocis (Puntoacapo editrice, 2014), Opus papai (Zona, 2016), Resto due (Zona, 2018)

encomio solenne alla poesia

vero, è vibrazione/vapore,
spenderete inutilmente anni
per acchiapparla col retino,
camerieri microfonati
grideranno al gelato

oggi c’è un bel sole,
l’ufficio anagrafe è chiuso,
la casa silenziosa
ha bisogno di due mani,
droni senza pilota

ogni figura svanisce sola
ma, sfogliando le sillabe più felici,
certi canti sopravvivranno:
non riavrete mai più
l’inaudito dentro come un ariete

attraverso relazioni inutili,
diplomi, galloni, cuoricini,
scampagnate a Hanging Rock,
amanti delusi, letturisti
finitela con queste idiozie

ascolti amArgine: Mad World – Tears For Fears

Il brano è del 1983, terzo singolo tratto dal loro album d’esordio The Hurting. Molto nota è la cover realizzata da Gary Jules per la colonna sonora del film Donnie Darko.

Ai pischelli che vogliano sapere di più su questo duo:
https://it.wikipedia.org/wiki/Tears_for_Fears

Tutto intorno a me sono volti familiari
Luoghi logori, facce consumate
Lustre e pronte alle loro corse quotidiane
per andare da nessuna parte
Le loro lacrime stanno riempiendo occhiali
senza espressione
Nascondimi la testa voglio affogare il mio dolore
Nessun domani
E trovo che sia triste e divertente
I sogni in cui muoio sono i migliori che abbia mai fatto
Trovo difficile dirti perché sia così duro da affrontare
quando le persone corrono in circolo è tutto
un mondo pazzo
I bambini aspettano il giorno in cui si sentiranno bene
Buon compleanno
Fatto per far sentire loro
il modo in cui ogni bambino dovrebbe stare
Siediti e ascolta
Sono andato a scuola e sono stato molto nervoso
Nessuno mi conosceva
Ciao insegnante dimmi qual è la mia lezione
Guardami attraverso, guarda dritto attraverso di me
Lo trovo triste e divertente
E’ un mondo pazzo
Ingrandisci il tuo mondo
E’ un mondo pazzo

All around me are familiar faces
Worn out places, worn out faces
Bright and early for their daily races
Going nowhere, going nowhere
Their tears are filling up their glasses
No expression, no expression
Hide my head I want to drown my sorrow
No tomorrow, no tomorrow
And I find it kind of funny
I find it kind of sad
The dreams in which I’m dying are the best I’ve ever had
I find it hard to tell you ‘cause I find it hard to take
When people run in circles it’s a very, very
Mad world
Mad world
Mad world
Mad world
Children waiting for the day they feel good
Happy birthday, happy birthday
Made to feel the way that every child should
Sit and listen, sit and listen
Went to school and I was very nervous
No one knew me, no one knew me
Hello teacher tell me what’s my lesson
Look right through me, look right through me
And I find it kind of funny
I find it kind of sad
The dreams in which I’m dying are the best I’ve ever had
I find it hard to tell you ‘cause I find it hard to take
When people run in circles it’s a very, very
Mad world
Mad world
Mad world
Mad world
And I find it kind of funny
I find it kind of sad
The dreams in which I’m dying are the best I’ve ever had
I find it hard to tell you ‘cause I find it hard to take
When people run in circles it’s a very, very
Mad world
Mad world
Enlarging your world
Mad world

Sosteniamo la pubblicazione di Coppie Minime di Giulia Martini

E’ il caso di dirlo, non like ma opere concrete! Sento di stimare Giulia Martini per come si pone, la massima umiltà e consapevolezza di avere ancora tanta strada da fare sulla via di una maturazione artistica completa. Ho letto alcuni pezzi tratti dal libro in uscita, e penso sia necessario sostenere l’iniziativa del crowdfunding proposta da Interno Poesia, qui:

https://internopoesia.com/libri/coppie-minime/

l’iniziativa è a buon punto, manca poco all’obbiettivo, ma mancano pochi giorni. Cari lettori, vi invito a un piccolo sforzo, aiutate questo libro a vedere la luce!

Alcuni assaggi dal libro a mia scelta

Marta non m’ama ed io non l’amo. Pure
cosa rimane nella nostra vita
da quando disse – Tra di noi è finita –
è un’apocalisse con figure
michelangiolesche, botticelliane.

Le primavere botticelliane –
che sembra lei quella chiamata Flora –
potessi almeno rivederla ancora
al plenilunio, tra le ipecacuane.
Ma se la rivedessi, che direi?

Ma se la rivedessi, che direi?
È una domanda che mi faccio indarno
mentre attraverso i ponti sopra l’Arno
pieni di sampietrini e di cammei
d’onice incisa come Dio comanda.

Resto indecisa – come Dio comanda –
tra vivere e morire o continuare
a leggere e ripetere e amare
le mie abitudini di laureanda
in Letteratura contemporanea.

Ma Marta non mi è più contemporanea –
ormai declina a un lontano passato
la rondine il futuro trapassato –
curiosa ancora ma già estranea
come galassia in allontanamento.

Di quel tuo passo in allontanamento
non mi dimentico le calzature
Vans, e che va di moda la texture
sulle Dottor Martins – e non commento
il tuo seguire la moda e la morte.

Marta che muore della nostra morte
come una martire preraffaellita
e che mi disse – Tra di noi è finita –
usandomi una voce aspra e forte
quasi fosse una voce buona e giusta.

È veramente cosa buona e giusta
a queste vie simmetriche e deserte
rimettere le rime che ci ha inferte
la nostra ingiusta vita incombusta.
Pur Iulio suona ancora di lontano…

Marta non m’ama ed io non pure l’amo.

*

Tutti quelli che silenziosi siedono
accanto a me sull’autobus, col viso
al di là di una testata, conquiso
da morte accumulata, che mi chiedono
quando pubblicherò il prossimo libro

cosa vorrebbero che ti dicessi,

se le mie parole erano già tue?
Non ero che una spina in mezzo ai nespoli
prima che tu nascessi a Bagno a Ripoli
il dieci marzo trecentodue.

Giulia Martini si è laureata in Letteratura Italiana moderna e contemporanea all’Università di Firenze, con una tesi sulla prima raccolta poetica di Piero Bigongiari, La figlia di Babilonia (Firenze, Parenti, 1942). A gennaio 2015 ha raccolto 38 componimenti sotto il titolo Manuale d’Istruzioni; a gennaio 2016 sono uscite Ventitré poesie sul mensile «Poesia» di Nicola Crocetti; due altre, sulla rivista «Gradiva» di Luigi Fontanella (primavera 2016). Coppie minime sarà il suo secondo libro.

l’ultima sigaretta (per un amico)

un dolore, uno dei tanti,
dentro il bar a parlare di idee
e donne anche immaginate,
ma pur sempre smagliate e pronte
a scavare un dolore:
il giorno dopo la sedia è vuota,
niente bicchiere,
altro dolore

siamo sempre quelli,
i soliti a parlare, anche forte
di un cinema, un libro
dell’Inter campione d’estate
ma poi finisce qualche punto sotto,
altro dolore
ma la fica sempre in testa,
spesso non va più giù

uomini di una certa età
orfani di molte cose,
eppure scoppia ancora dentro
la bellezza di parlare, fratelli
anche se assieme non stiamo mai;
vorrei poter essere così fortunato
da poterti dire del giorno
in cui fumerò l’ultima sigaretta

letture amArgine: Tre estratti da Correnti contrarie (Ensemble Ed.) di Angela Greco

Ecco la poesia come dovrebbe essere ogni giorno! Parole sempre pronte ad assumere significati nuovi, spogliate di ogni orpello, del culto della personalità e di tutto quanto non sia connesso alla Poesia nel senso più stretto del termine. Angela Greco sa raccontare attraverso la sua poesia, sa creare descrivendo. Ne vengono versi densi, che nulla concedono alla pesantezza o al tentativo di stupire: versi suoi, un lettore normodotato giunge in fretta, leggendoli, a riconoscere la mano e il talento di questa autrice. Un altro contributo della poesia del Sud, trascurata un po’ troppo da critici e media, forse troppo concentrati sui fenomeni, da non accorgersi che la Poesia c’è o non c’è. E qui ce n’è tanta, buona lettura.

#
La meridiana segna un’ora nuova
sulla parte bassa del vestito di Clara.
Il fiore dall’ombra sanguigna
dice che è il momento.

Clara guarda nello specchio
e sente premere alle spalle.
La mano dalle unghie corte racconta
l’ultimo lavoro e l’immaginazione è
il miglior salario garantito.

L’armadio nasconde parole.
Si è persa la chiave.
Clara racconta di sé ridendo.

La voce fuori campo scrive
sola sul foglio bianco.

#
Clara resuscita dopo dodici giorni
dalle costrizioni del grande freddo.
Rinasce nuda primavera
in una mattina insolitamente calda,
in una foto sfuocata dalla fretta.

Desiderio feroce di appartenersi.
La strada, una lastra di ghiaccio,
tende l’agguato, minando la traversata.
Hopper guarda seduto alla scrivania
i fianchi larghi che ripongono fascicoli.
Appena sotto l’oscurità di ripiano e ventre
preme un’altra stagione.

#
The Man With The Child In His Eyes
sorride quando si sente al sicuro.
Clara sa aspettare la sua ricompensa.
Poi accende una sigaretta e pensa.
Clara sa ascoltare il fumo dalle sue labbra.
Adesso il bagliore di un ricordo futuro
dà parole per una nuova poesia.
Clara sa già di cosa parleranno domani
e disegna cerchi dorati su un foglio nero.

L’uomo conosce il controluce del volto di Clara
e lei gli svela una spalla e un neo.
Si conoscono per successione di promesse.
Sanno dell’usignolo e dell’allodola, il nome e la guerra.

il libro è acquistabile qui:
https://www.edizioniensemble.it/prodotto/correnti-contrarie/

Angela Greco è nata il primo maggio del ‘76 a Massafra (TA), dove vive con la famiglia. Ha pubblicato in prosa, Ritratto di ragazza allo specchio (racconti, 2008) e in poesia: A sensi congiunti (2012); Arabeschi incisi dal sole (2013); Personale Eden (2015); Attraversandomi (2015); Anamòrfosi (2017); Correnti contrarie (2017); Ora nuda, antologia 2010-2017 (formato elettronico, Quaderni di RebStein LXVII. Settembre 2017). È ideatrice e curatrice de Il sasso nello stagno di AnGre (http://ilsassonellostagno.wordpress.com/). Commenti e note critiche all’indirizzo https://angelagreco76.wordpress.com/.