Fortuna

Fortuna
non è la donna delle pulizie,
nemmeno qualcuna che le fa eco.
Osserva l’ombra
felice di averne una
e di ritrovarsi a casa
con lo zio e la zia.
Sorpresa a rivisitare immagini
di felicità remota:
ti dico qui c’è il sole n
on si vede altro,
sorridi e la notte passa col vento
a rovistare cardini,
fatture inevase
la possibilità di quattro auguri
gettati a caso,
solo per gradire senza impegno.

Se ne è andata
alle sette del mattino,
solitamente a quell’ora
preparava la cartella.

Caleranno-Vandali

Annunci

Martedì

Senza pretendere motivi
all’improvviso bisogno di vederti
non so chi, ma di vederti
succede di non vederci più,
non c’è constatazione amichevole
se si è stati amanti.

Le cose che hanno ricadute vere
nella storia,
si chiamano ammaccature.

Con lievi segni di usura e bruniture
il sole è alto, martedì
l’ora legale molto scomoda,
niente da corteggiare.
Le mosche sono più duttili.

Una signora, l’ombra giusta
rivuole ricci da Prima Comunione,
capisce che non l’amo e se ne va.
Non chiedere chi è, non è mai esistita.

Pontelagoscuro, 25 aprile

partigiani, sola igiene del mondo
sempre meno e lontani come sono.
Aste di lance non fanno capolino
dal loro costato bianco.
I seni rientrati in petto
nel contrario della pubertà.
Adesso sono pioggia,

– In una grande giornata si muore

Quanto è stato bello, attraeva,
perde forma mai più lo rivedremo.
I capelli color cenere
i fazzoletti rossi usurati dal tempo.
Persino l’arteria più liscia,
quando si allunga è senza curve,
prosegue al più modesto orizzonte
tra noia e colpi di sonno.

– Pagheresti il biglietto per rivedere Stazzema?

Le stelle sanno.
Piombano sull’emisfero seguente
in cerca di nuova scienza.

– What’s the frequency, Kenneth?

lavoratore eretico

I padroni non sono più
le belle carogne di un tempo
nemmeno so chi siano.
Freddo baltico niente sprechi
sto al mio posto senza volere.

I sindacati invece
vincono mille battaglie
nessuna guerra.

Amo il bianco di luna
durante i turni di notte.
Buoni lavoro nessun lavoro
non dormo più
se penso ai miei figli.

Eretico con la mordacchia
la mia opinione vale un caffè,
odio il mondo e nessuno.

Il dolore è buio
e ancora buio dopo la siepe

Essere inadeguato

Scusate il vagolare
il quieto vivere,
ridiscendo viale Marconi
peso piogge dell’altra notte.

Essere inadeguato,
mai mi sono chiesto dove sono
il bambino sottopelle
la rosa piantata in frigo.

Non ha fogli il calendario.
Nemmeno capisco
quanto tempo resti, ma so
cos’è bene, cos’è male.

Sfoggio musetti da gatto
in cambio di due lire,
saluto un nido di puttane,
vado verso l’estate.

“Se si capisce non è poesia”

un’altra perla dal blog di Paolo Statuti, dietro sua segnalazione

Un'anima e tre ali - Il blog di Paolo Statuti

 

 

 

 

   Tempo fa, benché sia decisamente contrario a questo tipo di competizione letteraria, partecipai a un concorso nazionale di haiku. Ascoltando la voce della mia Musa un po’ romantica e amante della natura, scrissi:

 

L’arpa del fiume

 

e gli zufoli-uccelli

 

danno un concerto

 

 

 

   Prima di spedirla però, chiesi il parere a un mio amico critico, abbastanza noto e ascoltato. Ci incontrammo nel parco vicino casa mia, approfittando di una bella giornata di primavera. Dopo aver parlato un po’ del più e del meno, gli lessi il mio haiku. Storse subito la bocca e mi guardò sorpreso, poi disse:

 

– Paolo, ma questo è un haiku destinato a passare del tutto inosservato. E’ banalmente chiaro, troppo evidente, devi renderlo meno immediato, morfologicamente più…come dire…articolato a incastro…è questo che oggi si richiede alla poesia…capisci cosa voglio dire?

 

– No…

View original post 429 altre parole