Mai na gioia 54

Beh, una gioia oggi cellò! Avete mai sentito parlare del Costa Rica? E’ un Paese centro americano in pace con il mondo da settanta anni senza esercito. Niente “deterrenza”. Nel 1948 la piccola nazione abolì le forze armate, una scelta unica nel convulso panorama dell’America latina che ne ha determinato un invidiabile sviluppo sociale ed economico. L’intero bilancio delle forze armate è destinato da allora a istruzione e sanità pubbliche tra le migliori del continente. Il Costa Rica oggi ha uno dei più alti tassi di sviluppo umano in America Latina, un alto livello di istruzione media, forte propensione alla salvaguardia ambientale. Quasi tutta l’energia consumata in Costa Rica è prodotta da fonti rinnovabili: idroelettrico, geotermico, biomasse, eolico, solare. Tutto questo deriva dalla decisione di abolire l’esercito per aver capito che la guerra non porta a niente. Mai. Questa è civiltà: quindi non è Utopia, è Costa Rica.

Felicità di Raymond Carver

Raymond Carver (1938 -1988)

Talmente presto che fuori è ancora quasi buio.
Sto alla finestra con il caffè
E le solite cose della mattina presto
Che passano per pensieri.
A un tratto vedo il ragazzo e il suo amico
Venire su per la strada
Per consegnare il giornale.
Portano il berretto e il maglione
E uno la borsa a tracolla.
Sono così felici
Che non dicono niente, questi ragazzi.
Mi sa che se potessero, si prenderebbero sottobraccio.
Il mattino è appena sorto
E stanno facendo questa cosa insieme.
Avanzano lentamente.
Il mattino si fa più luminoso,
Anche se la luna pende ancora pallida sul mare.
Una tale bellezza che per un attimo
La morte e l’ambizione, perfino l’amore,
Non riescono a intaccarla.
Felicità. Arriva
Inaspettata. E va al di là, davvero,
Di qualsiasi chiacchiera mattutina sull’argomento.

*

Sul suo seno

Pace e nessun ferro arrugginisce
sul suo seno, così vicino e lontano
a tal punto arriva nostalgia 
da cedere sui limiti dell’ovvietà;
ogni giorno Edith è sale
per l’attimo in cui cedette curiosa,
la stessa con cui vorrei chiederle
quanto posto occupa il suo cuore.

*

Caro Boris Pahor che hai portato il XX secolo dentro il XXI

Il grande scrittore e intellettuale di lingua slovena di Trieste, Boris Pahor, è morto all’età di 108 anni. Ne dà notizia l’agenzia di stampa slovena Sta. Nato a Trieste nel 1913, Pahor è considerato il più importante scrittore sloveno con cittadinanza italiana e una delle voci più significative della tragedia della deportazione nei lager nazisti, raccontata in Necropoli, ma anche delle discriminazioni contro la minoranza slovena a Trieste durante il regime fascista, L’intellettuale, testimone in prima persona delle tragedie del Novecento, ha scritto una trentina di libri tradotti in decine di lingue, tra cui Qui è proibito parlare, Il rogo nel porto, La villa sul lago, La città nel golfo.

Notte di Ivan Nedkov Nivjanin

Ivan Nedkov Nivjanin
Nato nel 1919
Morto in combattimento
Il 28 maggio 1944

In una feroce notte di stelle come questa il nemico rabbioso sparerà su me:
lontano si udrà il latrato di un cane e io sarò abbattuto.

I compagni di lotta addolorati
mi copriranno di corone,
a guardia d’onore starà un drappello,
i combattenti si daranno il cambio.

Mia madre laggiù, nella nostra povera casa, avrà un segreto presentimento:
nel sogno girerà il fuso e il filo si spezzerà.

Si sveglierà in quell’istante e mai più riprenderà sonno:
desta cosi per tutta la vita
su me piangerà di dolore.

In una feroce notte di stelle come questa il nemico rabbioso sparerà su me:
lontano si udrà il latrato di un cane e io cadrò, dalle vene mi fuggirà il sangue.

I giorni passeranno. In un grande lavoro il nostro popolo sarà intento
ma di me serberà il ricordo
di me suo eroe, suo giovane poeta!

*

Tratto da “21 poeti bulgari fucilati” a cura di M. De Micheli, traduzioni di Leonardo Pampuri
Milano-Roma Edizioni Avanti! 1960

Cane in chiesa

È cane in chiesa
ogni amore
forte, indistruttibile e fuori posto,
Si potrebbe procedere all’infinito,
ogni aggettivo non aggiungerebbe
fascino a una vicenda privata,
alle punte d’oleandro in pieno scontro
con l’azzurro ai primi di luglio.
Un cane non entrerà mai in chiesa
non lo lascerebbero entrare;
accedesse, un solerte cristiano
lo metterebbe fuori
malgrado la fame, il freddo, la pioggia.

*