Mario Luzi – Quei vasi di lacrime

Considero Mario Luzi uno dei più Grandi; oltretutto uno dei miei “padri”; eccolo in una formidabile lettura di Luigi Maria Corsanico.

Vinceranno i pesci

Atene è caduta, Pechino non sta bene;
Teheran è una somma di omicidi;
Roma annega, Londra chiama;
Perth brucia, Buenos Aires resiste;
Piove su Los Angeles, a Rimini no

gli amministratori unici
sfidano i pesci
a chi grida più forte:
vinceranno i pesci.

Un passante porge un largo sorriso,
sfila la mano dal polso
per porgerla in segno di resa.
Uh, avessi visto la tua faccia!

Il volume delle grida
non accresce in proporzione la ragione.

Adoro avere il raffreddore
in giornate in cui non fa giorno,
adoro i medicinali
che mettono in comunicazione con gli dei.
E un pezzo di cazzo a chi è morto stanotte.

Ascolti amArgine: Holidays in the sun – Sex Pistols (1977)

Nonostante il loro breve periodo di attività (1975/1978), e un solo album, i Sex Pistols hanno cambiato la storia del rock: la loro era una risposta al perbenismo della società, alla musica pop/rock. I Sex Pistols hanno avuto una notevole influenza sulle band punk e post punk che si sono formate dopo, come i Clash, Siouxsie And The Banshees, gli Adverts, gli Stranglers, i Jam e compagnia cantante.
Questo è uno dei loro brani che preferisco e contenuto nel loro unico album. Fu pubblicato come singolo nell’ottobre del 1977. Buon ascolto.

Vacanze al sole

Una vacanza economica nelle miserie degli altri!
Non voglio una vacanza al sole
Voglio andare al nuovo Belsen
Voglio vedere un po’ di storia
Perché ora le mie risorse me lo permettono
Ora ce l’ho un motivo e sto ancora aspettando
Ora ce l’ho un motivo
Ora so perché aspettare
Il Muro di Berlino
avvolto dal suono in una parete due pollici
Beh, io stavo aspettando che i comunisti mi chiamassero
Non chiedevo la luce del sole e ho ricevuto la terza guerra mondiale
Sto guardando oltre il muro e e mi stanno cercando
Bene, mi stanno fissando da tutta la notte e
mi stanno fissando tutto il giorno
Non avevo un motivo per starmene qui
Ma ora so che la ragione non è una vera ragione
E sto aspettando davanti al Muro di Berlino
Devo andare oltre il Muro di Berlino
Io non capisco ….
Devo andare oltre il muro
Non capisco questo pezzo ….
Claustrofobia e c’è troppa paranoia
Ci sono troppi armadi ci sono entrato
E ora conosco la ragione
Non c’è una vera ragione per aspettare
Il Muro di Berlino
Devo andare oltre il muro di Berlino
Devo andare oltre il muro
E, per favore, non fermatevi ad aspettarmi

VERSIONE ORIGINALE

A Cheap holiday in other peoples misery!
I don’t wanna holiday in the sun
I wanna go to new Belsen
I wanna see some history
‘Cause now i got a reasonable economy
Now I got a reason, now I got a reason
Now I got a reason and I’m still waiting
Now I got a reason
Now I got reason to be waiting
The Berlin Wall
Sensurround sound in a two inch wall
Well I was waiting for the communist call
I didn’t ask for sunshine and I got World War three
I’m looking over the wall and they’re looking at me
Now I got a reason, Now I got a reason
Now I got a reason and I’m still waiting
Now I got a reason,
Now I got a reason to be waiting
The Berlin Wall
Well they’re staring all night and
They’re staring all day
I had no reason to be here at all
But now i gotta reason it’s no real reason
And I’m waiting at the Berlin Wall
Gotta go over the Berlin Wall
I don’t understand it….
I gotta go over the wall
I don’t understand this bit at all….
Claustropfobia there’s too much paranoia
There’s too many closets I went in before
And now I gotta reason,
It’s no real reason to be waiting
The Berlin Wall
Gotta go over the Berlin Wall
I gotta go over the wall
Please don’t be waiting for me

Ascolta & Leggi: Enigma con poesie di Daniela Cerrato

Ricevo e pubblico molto volentieri queste esperienze poetiche di Daniela Cerrato. In poesia gli inizi sono sempre incerti, difficili, specie nel rapporto tra quanto si vorrebbe dire e quanto effettivamente si dice, e in che modo. Questa autrice, con molta buona volontà, ha saputo coltivare il proprio talento, la propria urgenza di creare, attraverso letture, confronto, e una forte capacità autocritica. I risultati sono evidenti, con la produzione di pezzi sempre più importanti sia nello stile che nei contenuti. Buona lettura.

il suo blog:

https://ilmondodibabajaga.wordpress.com/

DEBUTTANTI ALLE PROVE

Cala il sipario tutti i giorni,
anche su quelli inconcludenti
che non ci hanno resi protagonisti.
Posti a sedere pochi. Stiamo in piedi,
che alzandoci sulle punte e stendendo
braccia e dita verso l’alto
ci si avvicina di più al cielo.
Non si applaude, non si osanna
alcun momento particolare,
un bis non è consentito, ieri
è tempo andato, l’oggi in corso.
Il domani sarà recita a soggetto
ma con l’entusiasmo dei debuttanti
durante le prove, senza pubblico.

*

LA NOTTE NON AMA LE LUCI

La notte non ama le luci,
nemmeno quelle di un lumicino
i pensieri vagano errabondi
dov’è abbondanza di tenebra,
sono pipistrelli in volo
inorridiscono alla violenza
sul velo nero, e si disperdono
sparpagliati nel nulla
quando una luce emana il raglio
di un somaro che disturba pace.
Ombre su ombre, monocromo
allargato come le pupille
che si adeguano al gioco,
come falene che sgusciano via
dai nascondigli e con bisbigli d’ala
scandagliano aria prima che giunga l’alba.

*

FORSE

Poesia scorsa per l’intera sera
odissea di versi giù per la gola,
acqua a dissetare l’animo
vestito di spugna per l’occasione,
le vibrazioni son giunte, puntuali,
a impreziosire collane di parole
presenti già in memoria.
Sale sulla coda del respiro accorciato
al passaggio d’ogni estasi verbale,
folate di emozioni sublimate,
ammalianti, dolci, assassine,
che quando ho tentato poi di scrivere
ogni idea pareva plagio, e giù,
a spegnere dalla testa ogni scintilla
nuova e buona solo in apparenza.
A mente resettata dalla notte l’attesa
d’una vampa riaccenderà il mio corsivo.
Forse…

*

MARGHERITE

Fra le macchie del prato
v’è una candida semplicità
di minuscoli pallidi volti,
numerosi e fitti, bianche frange
tra il verde tenero e precoce,
sottile manto per la pigra primavera.
Sembrano oltremodo infreddoliti
quei piccoli astri un po’ sbiaditi,
ancorati alla terra bruna,
petali allungati e stretti a corona,
incurvano le punte per porre riparo
al pungente pizzicore del mattino.

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Daniela Cerrato nata e residente ad Asti, carattere introverso, sin da bambina alla compagnia preferivo contemplazioni e fantasie che cercavo in sereno isolamento. Cresciuta con polso fermo e pochi vizi, iniziai a scrivere pensieri su diari personali che acquistavano spessore per tutto ciò che incollavo sulle pagine. Letture e musica hanno influenzato la mia adolescenza e insieme le prime insofferenze. Ho iniziato a scrivere poesia sporadicamente, solo per me, molti anni più tardi, senza mai preoccuparmi di farla leggere a qualcuno. Ho iniziato a far conoscere i miei versi in rete circa sei anni fa, inizialmente senza troppa convinzione. La passione per la scrittura è aumentata strada facendo come il tempo ad essa dedicato, compatibilmente con quello che lavoro e impegni consentono.

La verità

La verità è dentro
la sottoveste mai tolta,
una somma di onde, colonne
d’acqua pesante e annerita
dalla furia degli elementi.

Rocce, le uniche vele sporgenti,
non si comprende la destinazione.
In seno alla memoria
l’unico campare per aria.
Dormire, per non sognare.

Sarà questo
poter riagguantare i desideri?
C’è un Infinito da colmare.
Prendimi la mano,
bacerò il tuo sorriso.