Quarantena 2

Due, come il numero complessivo dei testicoli in una persona normodotata. Dopo l’ora d’aria (solito giro in bici per pane, tabacco e cappuccino, finché dura) ho deciso di tirare a nuovo una stanza ogni giorno e di insegnare al siamese ad abbaiare, per uno pseudopoeta cane come me non dovrebbe essere difficile, in modo che lo si possa far credere un Fido e portarlo fuori per l’operazione bisognini. Ogni tanto provo anche a chiamare qualcuno per un “come stai?”, ma sovente non risponde, forse non è in casa.
Ho iniziato a leggere Yeats. Castello è deserto, la Via Emilia mai così vuota, se non durante e dopo la nevicata dell’84/’85: in assenza di mascherine ho comprato un etto e mezzo di mortazza e tenterò il fai da te. La Carolina ha iniziato con la menata dello shopping on line, in 12 ore tre corrieri (cui segue una nutrita dose di imprecazioni). Confido in un’anima pia che mi presti una fionda per impallinare chi si metterà a cantare sui terrazzi. Grande appuntamento serale, che attendo con visibile ansia, con la puntatona del lunedì di The Walking Dead: iniziò tutto come un’influenza…

Le bianche

“Quando voi vivevate ancora sugli alberi
e vi dipingevate la faccia, noi eravamo già froci”.
Luciano De Crescenzo

Le bianche hanno giuste intenzioni.
Una ruga le attraversa dalle sopracciglia
in giù, fino a spezzarle in due,
malgrado restauri delicatamente complicati.

Le bianche smanettano, aggiornano curricula
ma non mettono date di nascita,
rivendicano, poi fanno la partita iva.
Le bianche sono toste e resilienti,
stupide come i bianchi.

Le bianche sono autunni già in primavera.
Le riconosci dai rami senza foglie.
Le nere, zitte zitte, fanno figli,
le gialle happy ending,
le rosse provengono da regni alternativi.

E ne ho abbastanza.

coglionevirus

Come ebbe a dire il mai troppo compianto Roberto Freak Antoni, di cui il 12 febbraio scorso NON si è ricordato l’anniversario della scomparsa, Non c’è gusto in Italia ad essere intelligenti. Le cause sono coeve, concatenate e diverse. Siamo un popolo di santi, poeti, navigatori, ct della Nazionale di calcio, mafiosi, permalosetti, e da qualche giorno virologi. Tant’è che anche il sommo virologo Franco Arminio è stato costretto a pontificare dalle pagine del Fatto Quotidiano di lunedì scorso il suo decalogo per combattere il coronavirus. Prendiamo atto, andiamo avanti, e starnutiamo nell’incavo del braccio (ma quale, il destro o il sinistro?) se per caso ci pizzica il naso. Stamani, ho incontrato un monatto cui ho chiesto come andassero le cose, mi ha risposto stropicciandosi gli occhi per la commozione, che nemmeno lui credeva, dopo secoli di disoccupazione, a un ritorno così repentino di lavoro. E mi ha congedato con uno sbrigativo regazzì, lasseme lavorà!

Mancini

lo stesso mondo infrequentabile
per poi ritrarsi quando il naso
non sa più distinguere gli odori

ne ho incontrati di tutte le risme;
salvo soltanto chi usa la sinistra.
la destra non è la mano del cuore

scambisti di letture, incompresi,
madonnine, incomprensibili, acrobati,
puttane, sosia di

avessi un caminetto potrei decorarlo
con tante teste dai begli occhi di vetro

i peggiori non separano mai l’arte
dall’amicizia interessata, è drammatico
che all’inculata non corrisponda paga

nessuno è migliore di quelli già morti,
hanno detto tutto non possono più mentire:
io sono di gennaio e so di ghiaccio

se non scuoce a fiamma lenta
è tanto tenero il dimenticatoio

Noccioline & banane: La posizione del fottiti (da The Gambler)

Non sarà una rubrica fissa, ma, mano a mano che me ne ricorderò, vi riproporrò spezzoni di buon cinema a mero fine formativo. Questo frammento a sfondo filosofico è tratto è tratto da The Gambler, film del 2014. La visione integrale del film e l’ascolto della magnifica colonna sonora sono consigliati a tutti.

Per sapere di più sul film:

https://it.wikipedia.org/wiki/The_Gambler_(film_2014)

Noccioline & Banane: occhio alle palle!

Il vecchio James la sapeva lunga, e con tutto quanto ha fumato, bevuto, scopato, sicuramente non sarebbe più tra noi se, nell’interpretarlo, non si fosse alternata almeno una mezza dozzina di attori.

Anche voi, occhio alle palle! Mi viene riferito di una personcina, che su questo blog per quasi un annetto ha fatto il buono e il cattivo tempo, pretendendo addirittura di selezionare chi mi potesse essere amico o meno, che continua a diffamarmi e ad alludere alla mia persona in toni sprezzanti e oltraggiosi. Questo non mi fa star bene, ma ho deciso di ignorare completamente. Quando la suddetta farà basta – e soprattutto chiederà scusa, non soltanto a me – non sarà mai troppo presto.

Nella valigia metto

Tengo, metto via,
nella valigia aggiungo
le tue deformità in persona,
pensiero, parole,
belle invidie, finestre sfatte:
non correggerai mai
il tuo pessimo afrore
nemmeno con la pomice.

che mi insultasti, minacciasti,
mi augurasti di crepare,
prima che ti dessi egual moneta:
accentuare i miei difetti
non correggerà mai i tuoi

Lisa in abiti e dentro l’anima,
tengo, metto via,
le contorsioni finte
nei tuoi autoritratti
col tentativo di sedurre,
il tuo editore a pagamento.
Le tue gelosie da fogna,
sempre pronte all’emersione.

Tengo, metto via,
Percorrenze verso il Nulla,
quel tuo non voler sembrare,
costi quel che costi,
lo stagno putrido che sei.
Fatti un ditalino e dormi.