ce la siamo fatta 31

Decreto Semplificazioni! Vengono sbloccate opere pubbliche per i prossimi quindici anni, al bar stamani Tanino Lofoti già si fregava le mani. Noi invece pensiamo soprattutto e con affetto a quelle signorine e a quei poveri transoni che, finalmente, avranno un posto di lavoro sicuro e confortevole sulla Salaria nei pressi di Roma. Noi, Manipolo di Eroi, non possiamo non essere contenti della salvaguardia e della dignità degli ambienti e dei posti di lavoro, un’idea di civiltà che, finalmente, torna a farsi strada dopo decenni di oscurantismo. Sono oramai lontanissimi gli anni del pacchetto Treu, della legge “carcinoma che le pijasse” Fornero e del nefasto Jobs Act di renziana memoria. Oggi si va verso la semplificazione, verso il lavoro per tutti. Chi se ne fotte della burocrazia? Ma vogliamo ancora perder tempo a mettere in regola gli operai? Vogliamo ancora fare la busta paga e soprattutto pagare un equo salario? Ma vààà, finiamola con tutta questa burocrazia piena di complicazioni, con le piccine da dare all’onorevole bicchiere e, per farlo stare buono, all’onorevole bottiglia. Signori! Qui da oggi si sdruma, si suda, si fa l’Italia o si muore! E, mentre al bancone del bar, il Cav. Ambrogio Pistolazzi faceva questa filippica a un popolo distratto, bue e sordomuto, l’unico ad ascoltarlo, attento e sogghignante, era quel siculo piccolo e nero, Tanino Lofoti, che si dice abbia una fabbrichetta di botti dalle parti di dove non si sa.

ce la siamo fatta 27

Sono rientrato in moschea. La first lady ci prova in continuazione con Cobra, ma lui la considera solo un’amica. La vera sorpresa è stato Agone che, in grembiulino e crestina, mi ha apostrofato:
“Ma pensa te!
Io qua a sgobbare in moschea e questo se ne vuole andare in vacanza!
Almeno vieni a prenderti la First Lady e portatela in spiaggia, che il Cobra è un concorrente parecchio cazzuto…!”

Ma Agone, dico io, non vedi che sono solo amici?
Certo, non mi aspettavo un ambiente così lindo e pulito. Monnezza ha lavato i vetri, Ragno Vargas rassettato la sua tela con bassocomodo e doppi servizi, ha pure comprato un televisore nuovo. Cobra è andato a fare la spesa.
Ma cosa sta succedendo?
E’ successo quello che doveva succedere! Drumpo ha mandato il bonificoooooooooooo, e un messaggio inquietante, che tradotto dall’anglo americano, grosso modo suona così:
Ecco la cinquantamilionata, però la first lady ve la tenete voi, stronzi! Vé pijasse un colpo a tracolla, così non ve lo perdete. Però prima mi mandate 10 mascherine chirurgiche, che qua non si trovano, ma sono utilissime?

ce la siamo fatta 25

Ieri pomeriggio, un caldaccio da ricordare, mentre scendevo dall’auto del mio personal trainer, a momenti mettevo il piede su un rettile. Non so se fosse una biscia o una vipera, ma ha effetto rinfrescante, anche un po’ raggelante, ritrovarsi core a core con certe creature. Ha alzato la testolina, penso non per le coccole, ho notato che era ferita, ho richiuso lo sportello e ho aspettato che sgombrasse il marciapiede. Anche il mio p.t., che non se n’era accorto, appena l’ho avvertito si è cagato addosso. Gli effetti nell’abitacolo dell’autovettura sono stati devastanti. Rettili e rettiliani portano ugualmente sfiga. Forse la rettilona era appena fuggita da un comizio di Salvini, o forse era Salvini stesso in uno dei suoi più riusciti travestimenti. Anvedi er capitone come se trasforma! Il mondo si sta facendo un’abbuffata di casini e di vairus, e noi ci prendiamo paura per un aspide che, poverello, non stava facendo altro che il suo lavoro! Cobra se la sarebbe fatta in due e due quattro, tra l’altro mi giungono dalla moschea notizie inquietanti, ma ne riparleremo.

ce la siamo fatta 19

Per arrotondare Io e Agone abbiamo trovato un posto da peracottari nel programma di ricette di Benedetta Parodi. Una bella paraculata a pensarci, e la Parodi paga bene tra l’altro, 5000 euro netti, più le spese e una Prinz personale con autista Cobra, a puntata non sono proprio male.
Il problema è Cobra. Quando siamo entrati negli studios televisivi, già il primo. C’erano due gorilla di guardia e Cobra li ha messi subito a dormire senza ninnenanne e troppi complimenti. Va beh, in fin dei conti poteva anche starci, Cobra potrebbe avere pensato che fossero due infiltrati della cia. Il fattaccio si è verificato poco dopo. Mentre Agone tagliava i porri per il minestrone, e io straparlavo a proposito del finocchio selvatico e delle sue virtù, Cobra ha fatto irruzione nello studio a telecamere accese.
In diretta ha abusato di Benedetta Parodi, il guaio è che la brava presentatrice sembra abbia proprio gradito. Mentre il marito, furibondo, il filo juventino Caressa, a sua volta irrompeva armato di lupara, sbagliando mira centrava il pentolone del minestrone ustionando due cameramen e sette vallette. Vista la mala parata, Agone e io, abbiamo lanciato fumogeni aromatizzati all’Estathe e siamo riusciti a fuggire a bordo di una Prinz verde smeraldo, inutile aggiungere che il primo paracarro disponibile lo abbiamo preso in pieno.

ce la siamo fatta 18

Appena finiti gli stati generali, invece che proporre soluzioni importanti per il rilancio dell’economia, il Duca Conte ha sparato un ‘dobbiamo ridurre la circolazione del denaro contante’ e tutti noi, come un sol uomo ci siamo adeguati: TUTTI IN BOLLETTA!
In assenza di Monnezza e Ragno Vargas, abbiamo controllato le nostre finanze: io ho 500 Lire (pagabili a vista del portatore, ma le banche non le cambiano, a meno che non le porti uno sherpa nepalese), Cobra ha 3.000 dollari (ahimè confederati), la first lady è vistosamente ingrassata (per non parlare dei piedi che le puzzano in modo alieno) non ha una lira, nemmeno un tallero di Maria Teresa, anzi siamo stati costretti a chiamare un falegname per allargare le porte. Melania ha reagito molto male. Agone e Adrianone si sono messi a fare il gioco delle tre carte al mercato a Castello il venerdì mattina, sono gli unici che riescono a perdere regolarmente. Insomma, siamo in bolletta, allo stremo, ma Conte sarà soddisfatto di noi. A proposito, con la storia che è l’avvocato di tutti gli italiani, ci siamo visti recapitare dalla Digos per “prestazioni legali non meglio identificate” una notula di Conte di circa 225.000 euro, esclusi accessori e Iva.
Dici che ci sequestreranno la moschea, Agone?

ce la siamo fatta 13

Tu sei il male, io sono la cura. (Sylvester Stallone, Cobra)
Causa improrogabili impegni der Monnezza con la F.I.G.A. (Federazione Italiana Gruppo Antiviolenza), il Manipolo di Eroi ha rischiato seriamente lo sfascio, ma per fortuna abbiamo trovato, pro tempore, un sostituto adeguato. Già quando qualcuno si presenta in moschea dicendo di essere la cura, siamo subito portati a pensare che questa nuova ondata di vairus che ha investito alcuni quartieri di Pechino, avrà vita breve. D’altra parte è noto che nel centro
di Pechino non si perde neanche un bambino; ma però la domanda è pressante: quanto parapappà è grande un quartiere di Pechino? Se scendo a comprare le sigarette rischio di non tornare mai più? Chi può dirlo, di certo deve proprio essere un orizzonte da stordire. Svegliati stamane alle cinque dalla solita bronza di Agone (ieri sera si è sfondato di cipolla tropea e salsicce, ma giura di essere a dieta), abbiamo subito consultato le news, e ancora Trump non ha avanzato nessuna offerta di riscatto in cambio della liberazione della First Lady. Fontana ha prorogato al 30 giugno l’obbligo della mascherina nella sua regione, d’altronde non può toglierla visto che gliela abbiamo attaccata con una saldatrice a freddo, e sa che Cobra lo andrebbe a cercare. Lanciamo però un appello: Drumpo, mandaci i 50 milioni che avevi offerto, vanno benissimo, vieniti a riprendere quella ninfomane che ci sta prosciugando!

ce la siamo fatta 12

Manipolone di Eroi! Finalmente i conti iniziano a tornare. Abbiamo liberato il presidente ostaggio in cambio di 7 palloni e 4 pacchetti di Nazionali semplici. Agone e Monnezza fanno i turni con la First Lady, certo che i turni, specie quelli di notte, sono pesantissimi; i due ragazzi mi sembrano piuttosto provati. Ragno Vargas si è tessuto un bel bilocale con servizi, Adrianone sta cercando di riattaccarsi la coda. La vita in moschea, in fin dei conti, non è poi così male. Come sempre, con il mio travestimento da frate da cerca, ho cercato di aggiornarmi sulla attuale situazione politica italiana. Sono andato a Villa Pamphili a Roma per assistere ai lavori degli stati generali. Capisco al volo perché salvini non ci sia voluto andare, Villa Pamphili non è una sede ufficiale governativa come potrebbe essere il Papeete. Comunque tra una gara di sputi, un pranzone e l’altro, e l’incontro con varie associazioni legalmente riconosciute come mafia, ‘ndrangheta e evasori fiscali per l’Italia, il tempo passa leggero. Due gli spettacoli di intrattenimento: il balletto Colao Meravigliao, cui ha fatto seguito uno spettacolo di cabaret col generale Pappalardo. Oh come mi sono divertito!

Ce la siamo fatta 11

Almerighi – Monnè, finalmente sei arrivato! Non ne potevo più della compagnia, almeno tu ci farai ridere un po’ di più.
Monnezza – See, fregnone, te faccio ride con du scurregge. Come stamo a riscatto?
Almerighi – Stamo, stamo…
Monnezza – Stamo nela mmèrda, e stamo circondati, pure Venticiello sa che state in ‘sta moschea a campà de mosche e de illusioni.
Almerighi – Eh Monnè ch’amo da fà?
Monnezza – Me pare che quer bullo ‘mpiastricciato ve volesse da dà un bel sacco de dollari.
Agone – Monnezza, abbi pazienza ma non pesavamo fosse Trump.
Monnezza – Sèèèh e m’hanno detto che te, caro frilluccichiello, hai messo giù er telefono che te credevi ch’era tù nonna.
Agone – Eh ho sbagliato, signor Monnezza, un errorino.
Monnezza – Fregnò, ma statte zitto, ch’aa rimedamo. (dal sacco di iuta der Monnezza esce Melania Trump, la First Lady, in carne e silicone)
Monnezza – Mò adesso portate er fontana dar cassamortaro, che cor pittato je parlo io.
E tutti risero, ad Adrianone cadde la coda, qualcuno si fregò le mani.

ce la siamo fatta 6

Scriviamo da un non ben identificato covo posto in una località dell’Italia del Nord, saremmo scemi se rivelassimo la nostra posizione. Spero che i servizi segreti non si accorgano che anche ieri sera Agone ha chiamato la Pizzeria Marechiaro per due margherite e sei quattro stagioni con consegna a domicilio. Il presidente sta benissimo, anzi sembra quasi gli stia prendendo un po’ di sindrome di Stoccolma e guarda Agone con occhi strani. Quando lo sleghiamo per l’ora d’aria, saraccia come l’avventore del bar Sport quando ci si poteva fumare, poi raccoglie margherite e nontiscordardime e li offre ad Agone, gli recita poesie di Prèvert e ieri sera ha tentato di convincerlo a sfilarsi la tutina all’Achille Lauro che indossa dall’inizio dell’impresa e inizia a puzzare di bambino poco lavato. Abbiamo scritto la lettera per chiedere un riscatto di 49 milioni più Iva, come suggerito da molti di voi, ma ci è tornata respinta al mittente, perché quel furbone di Ragno Vargas ha messo il mittente in una lettera anonima, quello scemo. La situazione rischia di sfuggire di mano… abbiamo bisogno di trasferire l’ostaggio.

ce la siamo fatta 5

Un manipolo di Eroi! Io (faccia annerita, frasche in testa, baionetta ’15/’18 di mio nonno), Agone (tutina mimetica all’Achille Lauro, sei bombe inquietanti a mano senza spoletta, elmetto da pasdaran iraniano), Ragno Vargas, Adrianone, Lisetta e le sue amiche (le terribili zanzaracce tigre che infestato l’Edicola, assetate di sangue e organi interni), Er Monnezza non si è aggregato causa impegni precedentemente presi. Siamo sbarcati in Lombardia ieri sera, muniti di guanti, mascherine, visiere, lanciafiamme, ci siamo imbucati nella movida milanese: obiettivo, Fontana! L’impresa passerà alla storia come Lo Sbarco in Lombardia. Il Fontana, bel bello, stava consumando, dentro un noto locale milanes, Anguria Fashion, che a dispetto del nome serve pesce crudo di Wuhann, sushi avariato annaffiato con abbondanti dosi di acqua piovana, il cosidetto Covid Menù, che va tanto per la maggiore oggi nel milanese. Un gusto che ha contagiato parecchi, credetemi. Ci siamo avvicinati parlando con ottimo accento lumbard: Uè terun! – ho detto ad Agone – Siamo lumbard e vi rompiamo i ciapp – mi ha risposto lui. Avvicinato Fontana, gli abbiamo offerto una caramella Sperlari scaduta nel 1974, corretta con un potente narcotico. Lo abbiamo messo in un sacco per la raccolta dell’umido, e ora lo teniamo in una località segreta, legato e imbavagliato, mica perché urla, più che altro sputa come un lama. A questo punto chiedo a voi tutti, lo giustiziamo o chiediamo un riscatto???