Pronta

Fronte alla finestra
per indovinare l’esito del giorno
gonna fresca, intimo frusciante
non la vita sperata, amo
una giovinezza dai capelli tinti
quanto più possibile
vicina al disincanto
al saldo bruciante, pronta,
inseguita inutilmente
per empiria e tentativi
ma qui adesso
inspiegabilmente ferma
rivestita e pronta.

Scusami colpa mia
si è fatto tardi,
pensavo di essere
un giorno intero

Tamburino

– Credi ancora in babbo Natale?
– Ci credevo
– Come ci sei rimasta quando hai scoperto che l’ha inventato la coca cola?
– Male. Poi i regali non li mandava la coca cola, me li compravate voi
– Credi in Renzi adesso?
– No è un cazzaro, meglio Salvini
– E non credi più in babbo Natale?
– No
– Che differenza c’è?
– Domanda di riserva…
– Conosci la storia del Tamburino?
– No
– Little drummer boy, tamburino
– Quello di Bambi, il coniglio dici?
– No, quello della canzone
– Non conosco la canzone
– Cercala su you tube
– Adesso non ho voglia
– E’ struggente a me commuove ancora, tra i tanti la incisero assieme anche David Bowie e Bing Crosby, quello di White Christmas
– Ah, David Bowie quello dello Zoo di Berlino, allora l’ascolto
– Ma la sai la storia del Tamburino?
– No
– Te la racconto?
– Ma dai ho sonno
– Dai che te la racconto
– Cheppalle papà, mi tratti come se avessi ancora sette anni, adeguati ne ho diciotto adesso, sto prendendo la patente, ho il moroso, ooohhh ci sei?
– Dai che te la racconto
– Eccheppalle, dai racconta se no non la smetti più!
– Il Tamburino è un bambino…
– … ooohhhh che novità!
– … era un bambino che stava in una canzone, forse aveva anche lui un gatto, ma visto che non c’erano soldi, a casa sua era il gatto a portare qualche topo per tutta la famiglia …
– … maccheschifo, papà vuoi lasciarmi dormire che domani ho verifica?
– … forse era anche ebreo
– … ma le aveva proprio tutte, io sostituirei drummer boy con dreamer boy
– Quel bambino, che non ha avuto nemmeno un nome, era un sognatore, e fu tra i primi a sapere che era nato Gesù, non si sa chi glielo abbia detto ma lo sapeva. Forse non era neppure ebreo, magari era boemo, dato che l’autrice della canzone disse che si trattava della rielaborazione di un antico canto di Natale della Boemia.
– Oggi succede il contrario si campiona di tutto.
– Il bambino quando seppe che era nato Gesù, voleva portargli assolutamente un regalo. Purtroppo era poverissimo, e non poteva portare uno di quei topi morti che gli dava il gatto di casa. Sai cosa fece?
– Domanda retorica.
– Prese il suo tamburo e iniziò a suonarlo in giro per le strade, annunciando che era nato un bambino che avrebbe portato la pace a tutto il mondo. Forse non aveva nemmeno le scarpe, ma girò tutte le strade del paese, e tutti seppero. Una vedova con la casa piena di gatti, e niente da mangiare, si affacciò e lo salutò, fecero festa tutti gli abitanti dei quartieri bassi…
– … i ricchi invece pagarono Erode per farlo fuori in silenzio. Perché non si è venduto il tamburo per tirare su qualcosa e comprare il regalo?
– Sei diventata più stronza col tempo, ma vedo che hai capito come gira il mondo.
– Anche tu. Posso dormire adesso?
– Ciao buonanotte.
– Ti voglio bene papà.

acre, coperta di fango

le bestemmie non pesano,
sono grappoli d’uva spina
appesi ad altre vite, la mia
non ha peso sta sull’acqua
malgrado un po’ di febbre

s’arrende a un filo di perle
ama come una turnista
persa nelle nebbie in cerca
dei lampeggianti rossi
di un qualsiasi cantiere,

acre, coperta di fango,
matura come adulti
che sanno fin da subito
quanto sono bravi
a farsi male

La creatività del potere

Direi che la peggiore
impostura è la creatività
del potere decidere, così
su due piedi cosa sia male,
bene, quanti i sacrificabili
e il bilancio definitivo
dopo un giorno di lavoro.

Una ragazza tedesca
sul treno per il mare,
come tanti umani
sempre vissuti all’ombra
di equilibrio e oppressione,
s’intrecciava i capelli color miele
prima di finire in galleria.

avanzi

I comunisti influenti
hanno senso dello stato
ma si fanno nebbia, sfumano
vivono dei loro vitalizi
e agli operai ripetono,
avete la cassa integrazione
ci pensino i padroni.

Gli eredi di Sartre
e Pol Pot sono ergastolani,
avanzi di serre nei musei
di storia naturale,
gelosi dei loro cachemire
per non perderli lavorano
in qualche multinazionale.

Rinfrescato il sacramento
l’impeto stravolto dalla panza,
ogni tanto in piazza
a farsi rivedere e intervistare
per esibire simpatia,
della carriera di Landini
interessano gli avanzi,

ma il vento e l’imbrunire
li buttano fuori dalla storia
lenzuola di un vecchio cinema.
Mai stato comunista, dicono
non ho sensi di colpa.

Considerazioni finali sulla riforma urgente che non si farà.

Vorrei fare un comizio
anzi no, voglio fare un comizio.
Perorare una discussione molto accesa su tutti gli angeli caduti,
andati a morire in basso di morte bianca.
La morte bianca che cazzo è? Poesia inventata dai giornalisti?
Fare credere ai bambini che i morti sono ancora vivi,
e per questo incattiviti come diavoli perché dabbasso non c’è primavera?
No, non è onesto.
Lunghissima è la sera camminata tutta sugli spalti derelitti della fantasia vuota.
La città murata è uno scherzo di natura, orfana com’è di assalitori, significato strategico, difensori.
Sotto c’è una bocciofila per coppie mature.
I bambini vanno a letto presto per far finta di dormire, e quando fanno brutti sogni si girano verso il muro. Papà è fuori per lavoro e non tornerà più.
Un muro è sicurezza. Un muro è per sempre.
Una parete non ha impedito ai Cucchi, a tutti quei suicidi patologici come lui, di gettarsi per le scale. Vogliono rovinare addosso a tutti quei bei muri coperti di rampicanti, mentre dormono ancora sopra la coperta verde del gran fossato asciutto. Vogliono infestarci le coscienze,
ma io griderò a gran voce, voglio lasciarmi andare, indurmi in tentazione, fondare un partito.
Perché prima di me partito più bello non c’é mai stato.
Un dolce partito preso, un’acciuga di partito che vada bene per ogni mal di gola, e assicuri a quei poveri demoni di fonderia un futuro meno gramo.
Attento, se non sei buono, obbediente, viene il diavolo.Viene el can e ti porta via.
In piazza ci siamo tutti, siamo tanti, e la Sardegna sta entrando buon’ultima.
Un comizio che speranze offre? E’ libertà per un momento (cazzo quanti siamooo!), quando tutti la pensiamo uguale, e sappiamo che qualsiasi speranza è in esubero.
La compagna all’esodato non è mai sembrata tanto bella, nemmeno sulle mura di un convento a tenersi per mano verso il tramonto, protetti dagli zigomi alti e potenti di lei. Sarà per lo scherzo di un’estate semi infinita, belleciao, che nemmeno il vento riesce a portarsi via. Diamoci la speranza, compriamo fragole, facciamoci una cioccolata calda al primo bar che viene, tutto senza falsità, almeno durante il comizio. Niente fiori però, Bordighera è già sott’acqua.
Compagni, fratelli, lavoratori, partigiani, lei sì che era un angelo!
Da domani si torna a far le ore in fonderia come se niente sia stato, e lei a compilare bolle dallo sgabuzzino senza porte e tutto finestre.
Oggi c’è un’aria strana, libera, più libera che al mare.
Voglio fare un comizio, voglio essere ascoltato.
Quel boia di toscano di merda non può far finta che qui non sia successo niente.Invece…
I dissidenti coraggiosamente non usciranno dal partito, lo cambieranno da dentro, meglio un tetto sulla testa anche se l’affitto è caro assai. Ai precari inventerò qualcosa per la prossima giornata.
Diremo a tutti, ai quattro, agli otto, ai sedici venti
che per oggi tutto è stato estremamente bello. Anzi, mai stato così bello, e basta