Il tempo è fidanzato

In questa riunione, la prima
dell’anno che verrà,
il tempo è fidanzato,
la stanca verità, vi prego
smettetela coi quei poeti
finiti prima di cominciare.

Qualche cigno sul nulla
ondeggia di singolare bellezza
sprecata,
un poeta è un dono
l’attrazione per la fine
una cecità.

Il sonno degli dei genera confessioni
coi suicidi unici sopravvissuti,
ed è l’ingiuria peggiore
passare a miglior vita
dopo aver preso congedo
dai sogni.

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Augustin Maniriho della tribù Hutsi

Vogliamo tutto,
impoverire è rimanere indietro,
vogliamo essere tondi
e sempre in forma,
ti prego Dio
fa che la puttana tutsi
non venga verso di me

Ascoltate i grilli
è ottobre, cantano
sanno di avere poche ore,
domattina
forse non ci saranno più,
ma cantano
perché sono grilli

Vogliamo invecchiare
stare bene,
trovare un nascondiglio,
chiudere le finestre
per non fare entrare correnti
né hutu, ti prego Dio
non siamo scarafaggi

Verranno domani notte
o non torneranno,
tenete aperte le finestre
nessuno dei vostri doni
rientrerà mai dalla porta

(Augustin Maniriho è hutu. Sua moglie era tutsi e venne uccisa durante il genocidio del 1994. Dopo la morte della moglie, salvata la figlia, per mesi a rischio della propria vita ha portato cibo ai tutsi che si nascondevano per sfuggire la furia dell’etnia rivale. Hutsi è chiaramente un gioco di parole per unire hutu e tutsi)