Stazzema 12 Agosto

Pardini Anna giorni venti,
settanta anniversari,
niente compleanni
nemmeno uno vissuto
in questo cazzo d’infinito,

gettata in strada, la stessa
ripristinata alla vigilia del freddo.
Durante i lavori di sterro
se ritrovavano ossa e carcasse
le interravano di nuovo
in fretta e per paura
che uno zelota fermasse i lavori,

dopo l’oscurità nuova oscurità
accumularsi senza respiro.

L’armadio ha le ante
girate verso il muro,
sì che il vento non risollevi
le cartacce di Stazzema,
dormano pure tranquille
sul finire di questo dopoguerra

con tutte le sorelle in attesa
che quelle incinte
partoriscano solitudini bastarde
da mettere subito a dormire
appese al soffitto,
giusto angeli in cielo,
e fine di ogni formalità civile.

Un barlume,
appena appena ritrovato,
sta sul ciglio della strada riaperta,
come il paese tutto intento
a esportare democrazia.

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