Ascolti amArgine: New Age – Velvet Underground (1970)

Quando compaiono i titoli di coda, come sempre, parte una buona canzone e metà sceneggiatura è già dimenticata. Questa bellissima canzone, assieme alla più nota Sweet Jane, fa parte di Loaded ultimo album dei Velvet prima dell’uscita di Lou Reed e, francamente, mi ha sempre commosso.
.
Nuova Era
.
“Posso avere il tuo autografo?”
chiede alla grassa e bionda attrice
“sai che ho visto tutti i tuoi film
da ‘Sentieri di dolore’ a ‘Gioielli di gloria’?”
“E quando hai baciato Robert Mitchum
accidenti, non pensavo ci saresti riuscita”
.
Ora hai fatto il tuo tempo
E stai cercando l’amore
Hai fatto il tuo tempo ora
E stai cercando l’amore
Correrò da te
Tesoro, quando mi vorrai
Correrò da te
Tesoro, quando mi vorrai
.
“Posso avere il tuo autografo?”
disse alla grassa e bionda attrice
“conosco tutto quello che hai fatto
e comunque odio i divorzi”
A sinistra c’è una doccia di marmo
è stato divertente anche solo per un’ora, ma
.
Ora hai fatto il tuo tempo
E stai cercando l’amore
Hai fatto il tuo tempo ora
E stai cercando l’amore
Correrò da te
Tesoro, quando mi vorrai
Correrò da te
Tesoro, quando mi vorrai
.
Qualcosa mi ha afferrato
ma non so cosa sia
oh qualcosa mi ha afferrato
ma non so cosa sia
E’ l’inizio di una nuova era
è l’inizio di una nuova era
è una nuova era

TESTO ORIGINALE
.
NEW AGE
.
Can I have your autograph
he said to the fat blonde actress
You know I’ve seen every movie you’ve been in
from “Paths of Pain” to “Jewels of Glory”
And when you kissed Robert Mitchum
gee, but I thought you’d never catch him
.
Over the hill right now
and you’re looking for love
You’re over the hill right now
and you’re looking for love
I’ll come running to you
honey, when you want me
I’ll come running to you
honey, when you want me
.
Can I have your autograph
he said to the fat blonde actress
You know I know everything you’ve done
anyway I hate divorces
To the left is a marble shower
it was fun even for an hour, but
.
You’re over the hill right now
and you’re looking for love
You’re over the hill right now
and you’re looking for love
I’ll come running to you
honey, when you want me
I’ll come running to you
honey, when you want me
.
Something’s got a hold on me
and I don’t know what
Oh, something’s got a hold on me
and I don’t know what
It’s the beginning of a new age
It’s the beginning of a new age
it’s a new age
.
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l’incattività

di quali e quante parole siamo capaci,
rapaci, qui dove non cresce che nulla
e nulla ha le braccia o le mani pronte
ad afferrare, abbracciare qualcuno
e non qualcosa senza odore né parte;
il significato non regge al tintinnare
lasciato dolorare nell’infinito
dove galleggiano noia e pessima volontà
e un comodino a fianco del letto
ove s’impolverano letture d’appendice
e mancanza di tatto, sotto un vaso
di cariatidi indurite assieme al tempo
immobile, scandito da un fuori
di eventi sterili;
lo sdegno, la morale garibaldina,
ci lasciano credere liberi e vergini
da ogni tentativo di manomissione:
di quali e quante parole siamo capaci
noi complici?

Ascolta & Leggi: Balmorhea e due poesie di Maria Rosaria Madonna.

Sì, mio caro lettore, dobbiamo amare le stelle
.
Tu mi chiedi ancora una volta
di tornare al nostro problema principe:
«quale sia l’origine del male».
«Ebbene, io ti rispondo che se
al male aggiungiamo altro male e al bene
altro bene, non per questo
avremo più o meno male, più o meno bene, ma ciò
non deve farci recedere di un millimetro
dal nostro proposito».
Sì, mio caro lettore, dobbiamo
amare le stelle e andare a passeggio
con Dante e i personaggi del suo Inferno
piuttosto che tra i beati del Paradiso.
Sì, mio stimato lettore, il male esiste e resiste
a tutte le intemperie…
Ed ora un aneddoto. Sai come si salvò
un tenente italiano fatto prigioniero dai tedeschi?
All’ufficiale della Wermacht che lo interrogava
rispose recitando il primo canto della Commedia…
parlava senza fermarsi della selva oscura
che nel pensiero rinnova la paura
e delle tre fiere che gli sbarravano il passo…
E così si salvò dalla deportazione nel lager.
Dunque, è vero, stimato amico lettore
che la poesia salva la vita e riscatta il mondo
e sono nel falso e nella menzogna
coloro che dicono altro. Tienilo a mente,
o lettore, tu che sei saggio e sai
distinguere la verità dalla menzogna.
*
***
.
Non adularmi per la mia misura,
se sono evanescente; tu dici «che non capisco
la lingua dei famuli…», ma «è che provengo
da un terribile digiuno…».
Tu dici che «non comprendo perché sono pagana?
Che non comprendo la lingua degli iloti?
E tu?, tu, invece, la capisci?».
«Io lo so: tu, convertito al dio dei cristiani,
intendi bene la lingua degli iloti
i tuoi simili, i devoti all’altare di Mitra
e del vostro dio dei cristiani…».
Un sonno leggero sulle mie palpebre.
Adesso sono una gemma (una stella?, una supernova?)
una stella senza profeta, sacerdote senza segreta.
«Sono la tua baldracca?, dimmi;
la tua lussuria osserva la danza araba
del mio ventre, l’ombelico che ondeggia
al suono dei sistri.
Non adularmi per la mia arrendevolezza,
è che sono evanescente e non capisco
la lingua dei servi».
.
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Maria Rosaria Madonna è nata a Palermo nel 1942 è deceduta a Parigi nel 2002.

Tra maiuscole e minuscole

Notizie dalla landa solitaria?
Amo quel sottobosco di rose
ignorato e selvatico, silenzio
pestato da zoccoli di cervo
timidi, incapaci a non disertare
.
non c’è mare per galere
dai rematori stanchi,
non c’è bussola
e le frecce possono deviare,
cambiare corso,
portare dove l’ombra accarezza,
sospira, senza mani
né fiato
.
nessuno rimane là
a trascorrere la notte per amore,
a conversare
tra maiuscole e minuscole,
a mordere,
niente e nessuno.

Tutto costa

Il comico taglia le vene al povero
e lo fa morir nel ridere
per dimenticare il delitto e la battuta
da caramella già finita;
se dopo di noi il diluvio
e prima di noi l’estate
moriremo sulla dura pianura
piena di passi, battuta dal vento,
dove la prima neve evapora
ancora prima di toccare terra;
beati i poveri in spirito e i caduti in battaglia
perché tutto costa.

Canto dell’ignoto

Punti rovesciati, ami di domanda,
come ogni momento addosso
in questa parte della storia
ci libereremo del sangue duro
attraversando acque non sicure
un giorno, ma non domani
che è già oggi: gli sfregi all’epifanie
non si contano più, la faccia
è rimasta a casa per averne un’altra,
sono Ulisse
muratore senza casa
e non ho trovato mano pronta
ad afferrarmi nel momento in cui
sono nato cibo per i pesci.

Ascolta & Leggi: A.A. Williams con cinque poetesse del tutto dimenticate.

ALL’ALLEGREZZA
di Graziella Ajmone (1912-1993)

Non vieni dalle cose ma dal cuore
e il mondo trasfiguri
come il sole nascente.
Anche in mezzo alle spine e alle tempeste
io so che m’accompagni,
simile a un dolce lume
che splenda nel profondo.
Nei tuoi occhi rispecchi ogni bellezza
ma di nulla hai bisogno;
come un albero sei di primo marzo
cui può bastare il sogno
della sua fioritura.
Ti fa più bella il pianto
e amore ti dà l’ali per cantare.
Se il Signore t’ha messo a me daccanto,
non mi lasciare tu, non mi lasciare,
o celeste creatura!

(da “Mattutino”, Vita e Pensiero, Milano 1942)
 
*
 
ANCORA LA PRIMAVERA
di Elda Bossi (1901-1996)

È dunque ancora la dolce stagione
quando con un sospiro la terra
si risveglia giovinetta
come al tempo della creazione?

È un’ora sola, benedetta,
quando l’erba s’azzarda fuori
e si schiudono fioretti
come inventati allora allora;

quando le gemme tentan la scorza
con feroce gioia esplosiva
e ogni pollone ha il languore e la forza
della cosa da poco viva;

e tu scopri segreti odori
se cammini solitario,
e segrete brame e tristezze
se un poco solo t’ascolti il cuore:

quell’eterna malinconia
come disciolta nell’aria,
ché dolce ancora è il paese
e domani andiamo via.

(da “Poesia nuda”, Cappelli, Bologna 1956)
 
*
 
SOLITUDINE SACRA
di Marcella Caecilia (?-?)

Sacra è la solitudine che vapora nel mare dell’essere.
Cupo incenso, che nasconde le origini,
L’Anima avvolge;
E in quelle interiori lande sperduto, geme lo spirito.
Ma io l’amo: E il silenzio tuo tremendo abbraccio,
Con puro bacio suggendovi l’inane forma delle cose.
Caduti sono i velari dipinti della dipinta vita:
S’apre la buia notte,
La solitudine buia,
La solitudine sacra,
La desolata Amante!

(da “I salmi dell’anima”, L’Eroica, Milano 1921)
 
*
 
MADRE
di Valentina Magnoni (?-?)

Come a una curva d’ombra
mi proteggono i rami
delle tue braccia.
E se la vita è simile a una via
che anche in febbre si corre,
nel saldo sangue di cui fa compatto
il palpito fedele,
Madre, al tuo seno,
ogni male s’acqueta e il mondo è solo
la parola che sgorga sul tuo labbro.

(da “Cuore nel tempo”, Libreria Modernissima, Roma 1939)
 
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MALINCONIA
di Giuseppina Sperandeo Cosco (1905-?)

Io sono come un campo d’alta montagna, un prato
non falciato, ricolmo
d’erbe e di fiori senza nome, al cui orlo
trema un cielo
terribilmente vicino e lontano, al cui bordo
gorgoglia un’acqua nata e perduta.
                                                   Il vento
a volte vi danza non visto e vi scende
coi nembi.
                Solitudine
regna poi sovrana ed ascolta
sparse voci che scendono ai piani.

(da “Meraviglia”, Quaderni di «Persona», Roma 1969)
 
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Il Silenzio

Il silenzio non ama essere interrotto
o forse sì, dentro un Louvre lasciato
al genio di artisti morti, promettenti
un’Europa pronta a spogliarsi e cose
tutte abbandonate all’oscurità nera
mai veramente vissuta, solo descritta
senza coraggio e con naso delicato,
noi siamo quelli abbandonati, pronti
a descrivere noia, incapaci a schizzare
il pur minimo silenzio.