Preparate i balconi 40

La maggioranza è coesa e non ci sarà mai un rimpasto e tutte le ciambelle riusciranno col buco. Per il recovery garantiremo una governance nel rispetto delle quote rosa. Ahahahahah! Questi politicanti chiacchierano, chiacchierano, che oramai non si capisce più di che colore siano, un po’ come le regioni italiane, visto che dicono sempre le stesse cose.
L’unica cosa distinguibile è fontana, riconoscibilissimo nella foto, malgrado la mascherina.
Noi del C.U.L.O. (Coordinamento Unico per la Lotta Organizzata) abbiamo deciso di rompere gli indugi (e i maroni) e farci sentire: fatti non scorregge! E’ il nostro slogan. In questa epoca di lotta dura al vairus non possiamo esimerci dal dare il nostro contributo. L’idea è nata sulla Prinz di Agone, mentre, con tutte e quattro le gomme a terra tentavamo di rientrare a Castello dopo il fallito puttan tour dimostrativo a Rimini.
La prima proposta è semplicissima, quanto efficace, la riforma della Smorfia Napoletana.
Il 71 (l’omm e merd) diventerà 0′ Negazionista: sentirete parlare del C.U.L.O. Lotta dura senza paura!

Ascolta & Leggi: Lou Reed Intro/Sweet Jane e una manciata di scritture scomode

In Italia dobbiamo accontentarci dei finti scomodi, dei vivinetti pompati dai media e altre amenità o quisquilie. Qui sotto quattro frammenti di scrittori realmente scomodi, che tutti vorrebbero cancellare, ma che riescono a far filtrare ancora la propria voce.

*

Nessuno conosce il suo futuro,
sii schivo e umile con tutti.
Se sei ricco, affascinante e famoso,
non hai il potere di comprare il respiro.

Chi ha detto di avere il potere
di comandare, di dare l’ordine di uccidere?
Chi è costui? Chi è costei?
Di quale metallo sono fatti?

Quali piogge li hanno portati?
Respirano ossigeno come tutti
o preferiscono il diossido?
Calmati, amico mio.

Siete ricchi adesso e non domani,
vi tolleriamo e rispettiamo,
ma non avete il minimo diritto
di manipolarci, per favore!

Se non circola sangue in voi, ma acqua,
Se non respirate ossigeno, ma diossido,
se non morrete domani, buon per voi!
Solo in quei casi non vi servirà l’umiltà.

Chi ha detto che non ne vale la pena?
Chi ha detto che non sarai felice?
A chi l’ha detto, risponderai:
“Potrei piangere adesso, ma sorriderò presto”.

Skylar, conosciuta nei social come Steve G Peter,
Da Chi ha detto che non sarai felice?

*


Ma un attimo. Prima che iniziate a provare pietà per me sentite cos’ho da dirvi.
Sì, mi tengono in un carcere di massima sicurezza in mezzo al nulla.
Sì, sto in una cella dove la porta si apre e si chiude allo stridere e schioccare del ferro.
Sì, mi passano i pasti da un buco in mezzo alla porta.
Sì, perfino la sommità del minuscolo cortile col pavimento di pietra dove passeggio su e giù è ricoperta di grate d’acciaio.
Sì, non mi è consentito vedere nessuno se non i miei avvocati e i miei figli.
Sì, mi è proibito anche scrivere due righe ai miei cari.
Sì, se devo andare in ospedale tirano fuori le manette da un ammasso di ferraglia e me le mettono ai polsi.
Sì, ogni volta che mi tirano fuori dalla cella ordini come “mani in alto, togliti le scarpe” mi colpiscono come uno schiaffo in pieno viso.
È tutto vero, ma non è tutta la verità.

Ahmet Altan

*

Caro Papà.

Tu che ora sei nei pascoli celesti, nei pascoli terreni, nei pascoli marini.

Tu che sei tra i pascoli umani. Tu che vibri nell’aria. Tu che ancora ami tuo figlio Alesi Eros.

Tu che hai pianto per tuo figlio. Tu che segui la sua vita con le tue vibrazioni passate e presenti.

Tu che sei amato da tuo figlio . Tu che solo eri in lui. Tu che sei chiamato morto, cenere, mondezza.

Tu che per me sei la mia ombra protettrice.

Tu che in questo momento amo e sento vicino più di ogni cosa.

Tu che sei e sarai la fotocopia della mia vita.

Che avevo 6-7 anni quando ti vedevo Bello – forte – orgoglioso – sicuro – spavaldo rispettato e temuto dagli altri, che avevo 10-11 anni quando ti vedevo violento, assente, cattivo, che ti vedevo come l’orco che ti giudicavo un Bastardo perché picchiavi la mia mamma.

Che avevo 13-14 anni quando ti vedevo che vedevi di perdere il tuo ruolo.

Che vedevo che tu vedevi il sorgere del mio nuovo ruolo, del nuovo ruolo di mia madre.

Che avevo 15 anni e mezzo, quando vedevo che tu vedevi i litri di vino e le bottiglie di cognac aumentare spaventosamente.

Che vedevo che tu vedevi che i tuoi sguardi non erano più belli, forti, orgogliosi, fieri, rispettati e temuti dagli altri.

Che vedevo che tu vedevi mia madre allontanarsi. Che vedevo che tu vedevi l’inizio di un normale drammatico sfacelo.

Che vedevo che tu vedevi i litri di vino e le bottiglie di cognac aumentare fortemente.

Che avevo 15 anni e mezzo che vedevo che tu vedevi che io scappavo di casa, che mia madre scappava di casa.

Che tu hai voluto fare il Duro.

Che non hai trattenuto nessuno.

Che sei rimasto solo in una casa di due stanze più servizi.

Che i litri di vino e le bottiglie di cognac continuavano ad aumentare.

Che un giorno. Che il giorno. In cui sei venuto a prendermi dalle camere di sicurezza di Milano ho visto che tu ti vedevi solo. Che tu volevi o tua moglie o tuo figlio o tutti e due in quella casa da due stanze più servizi. Che ho visto che tu hai visto che eri disposto a tutto pur di riavere questo.

Che ho visto che tu hai visto la tua mano stesa in segno di pace, di armistizio.

Che ho visto che tu hai visto sulla tua mano uno sputo.

Che ho visto che tu hai visto i tuoi occhi lacrimare solitudine incrostata di sangue masochista, punitivo.

Che ho visto. Che tu hai visto il desiderio di voler punire la tua vita.

Che ho visto che tu hai visto il desiderio di non soffrire. Che ho visto che tu hai visto i litri di vino e le bottiglie di cognac continuare ad aumentare.

Che ho visto che hai visto in quel periodo la tua futura vita.

Che ho saputo che hai saputo che tuo figlio era un tossicomane che tua moglie attendeva un figlio da un altro uomo (figlio che a te non ha voluto dare).

Che ho visto che hai visto 3 anni passare. Che ho visto che hai visto che il giorno 9-XII-69 non sei venuto a trovarmi al manicomio. Perché eri morto.

Che ora tu vedi che io vedo. Che ora il 1° sei tu che giochi questo tresette col morto facendo il morto.

Ma che giochi ugualmente, che ora vedi che io vedo che ti adoro che ti amo dal profondo dell’essere.

Che ora vedi che io vedo che mia madre rimpiange. ALESI FELICE PADRE DI ALESI EROS

Che vedi che io vedo che sono fuggito ancora una volta verso la solitudine.

Che tu vedi che io vedo solo grande grandissimo nero lo stesso nero che io vedevo che tu vedevi.

Che ora continuerai a vedere ciò che io vedo.

Eros Alesi

*

Qualcuno ha fatto saltare l’America

(Qualsiasi persona ragionevole
Si oppone al terrorismo
Sia quello interno
Che quello internazionale
Ma l’uno non dovrebbe
Servire
Per coprire l’altro)

Loro dicono che si tratta di un qualche terrorista, qualche
barbaro
Un Rab, in
Afganistan
Non erano i nostri terroristi americani,
il Klan o gli Skinheads
O quelli che fanno saltare le chiese dei negri
O che ci reincarnano nel braccio della morte
Non era Trent Lott
O David Duke o Giuliani
O Schundler, Helms che stava andando in pensione
Non era
la gonorrea in costume
il morbo del lenzuolo bianco
Che ha assassinato neri
Terrorizzato ragione e buonsenso,
Gran parte dell’umanità, a loro piacimento
Dicono (chi lo dice? chi crea il detto)
Chi li paga
Chi mente,
Chi si camuffa
Chi possedeva schiavi
Chi lucrava sui maschi da riproduzione
Chi s’è ingrassato con le piantagioni
Chi ha compiuto il genocidio degli indiani
E cercato di distruggere la nazione Nera
Chi campa su Wall Street
La prima piantaggione
Chi ti taglia le palle
Chi stupra tua mamma
Chi ha linciato tuo padre
Chi portava la pece, chi portava le piume
Chi aveva i fiammiferi, chi appiccava il fuoco
Chi ammazzava e assumeva
Chi dice d’essere Dio & invece è il Diavolo
Chi è l’unico immenso
Chi il più squisito
Chi somiglia a Gesù
Chi ha creato ogni cosa
Chi il più intelligente
Chi il più eccelso
Chi il più ricco
Chi dice che tu sei brutto e loro stupendi
Chi definisce l’arte
Chi definisce la scienza
Chi ha fabbricato le bombe
Chi ha fabbricato le armi
Chi ha comprato gli schiavi, chi li ha venduti
Chi ti ha chiamato con i loro nomi
Chi dice che Dahmer non era pazzo
Chi/ Chi / Chi/
Chi ha rubato Porto Rico
Chi ha rubato le Indie, le Filippine, Manhattan,
l’Australia & le Ebridi
Chi ha costretto all’oppio i Cinesi
Chi possiede i palazzi
Chi ha i soldi
Chi pensa che sei buffo
Chi ti carcera
Chi possiede i giornali
Chi possedeva le navi negriere
Chi comandava l’esercito
Chi il falso presidente
Chi il legislatore
Chi il banchiere
Chi/ Chi/ Chi/
Chi possiede le miniere
Chi ti confonde le idee
Chi ha pane
Chi ha bisogno di pace
Chi pensi abbia bisogno di guerra
Chi possiede il petrolio
Chi non si strapazza
Chi ha la terra
Chi non è un negro
Chi è così grande che nessuno è più grande
Chi possiede questa città
Chi possiede l’aria
Chi possiede l’acqua
Chi possiede la tua mangiatoia
Chi rapina e ruba e truffa e assassina
e fa verità di menzogna
Chi ti dà del rozzo
Chi vive nelle più grandi case
Chi compie il più grande crimine
Chi va sempre in vacanza
Chi ha ammazzato più negri
Chi ha ammazzato più ebrei
Chi ha ammazzato più italiani
Chi ha ammazzato più irlandesi
Chi ha ammazzato più africani
Chi ha ammazzato più giapponesi
Chi ha ammazzato più sudamericani
Chi/Chi/Chi
Chi possiede l’oceano
Chi possiede gli aerei
Chi possiede i centri commerciali
Chi possiede la televisione
Chi possiede la radio
Chi possiede ciò che non pensavi nemmeno potesse possedersi
Chi è il padrone di quei padroni che non sono i veri padroni
Chi possiede i quartieri residenziali.
Chi succhia le città
Chi fa le leggi
Chi ha fatto Bush presidente
Chi crede che debba sventolare la bandiera confederata
Chi parla di democrazia e intanto mente
CHI/CHI/CHICHI/
Chi è la Bestia delle Rivelazioni
Chi il 666
Chi sa chi decide
Che Gesù sia crocifisso
Chi è il Diavolo davvero
Chi s’è arricchito col genocidio armeno
Chi è il più grosso terrorista
Chi cambia la bibbia
Chi ha ammazzato più gente
Chi fa più del male
Chi non si preoccupa della sopravvivenza
Chi ha le colonie
Chi ha rubato più terra
Chi governa il mondo
Chi dice siamo buoni ma fanno solo del male
Chi il più gran boia
Chi/Chi/Chi
Chi possiede il petrolio
Chi ne vuole ancora di più
Chi ti dice ciò che pensi che dopo scopri è menzogna
Chi/Chi/
Chi ha originato Bin Laden, forse loro, Satana
Chi paga la CIA,
Chi sapeva che la bomba stava per esplodere
Chi sa perché i terroristi
Impararono a volare a San Diego in Florida
Chi sa perché cinque israeliani stavano filmando l’esplosione
E sghignazzavano in faccia alla nazione
Chi ha bisogno di combustibile fossile quando non andrà da nessuna parte
Chi fa le carte di credito
Chi ottiene i maggiori tagli fiscali
Chi ha abbandonato la Conferenza
Contro il Razzismo
Chi ha ammazzato Malcolm, Kennedy e suo fratello
Chi ha ammazzato il Dottor King, chi poteva desiderare una cosa del genere?
Hanno forse a che fare con l’assassinio di Lincoln?
Chi ha invaso Grenada
Chi ha fatto i soldi con l’apartheid
Chi mantiene colonia l’Irlanda
Chi ha sovvertito il Cile e poi il Nicaragua
Chi ha ammazzato David Sibeko, Chris Hani,
gli stessi che hanno ammazzato Biko, Cabral,
Neruda, Allende, Che Guevara, Sandino
Chi ha ammazzato Kabila, quelli che hanno fatto fuori Lumumba,
Mondlane, Betty Shabazz, la principessa D, Ralph
Featherstone, Little Bobby
Chi ha carcerato Mandela, Dhoruba, Geronimo,
Assata, Mumia, Garvey, Dashiell Hammett, Alphaeus Hutton
Chi ha ammazzato Huey Newton, Fred Hampton,
Medgar Evers, Mikey Smith, Walter Rodney
Quelli che hanno cercato di avvelenare Fidel
Chi cercava di mantenere i vietnamiti oppressi
Chi fissò una taglia su Lenin
Chi mandò gli ebrei ai forni
e chi li ha aiutati a mandarceli
Chi disse “Prima l’America”
Ed approvò le stelle gialle
CHI/CHI/
Chi ha ammazzato Rosa Luxemburg, Liebnecht
Chi ha assassinato i Rosemerg
E tutti quegli innocenti assiderati,
torturati, assassinati, svaniti
Chi s’è arricchito su Algeria, Libia, Haiti,
Iran, Iraq, Arabia Saudita, Kuwait, Libano,
Siria, Egitto, Giordania, Palestina,
Chi ha tagliato le mani in Congo
Chi ha inventato l’AIDS Chi metteva i germi
Nelle coperte per gli Indiani
Chi ha escogitato “Il cammino del pianto”
Chi ha bombardato il Maine
& iniziato la Guerra Ispano-Americana
Chi ha riportato Sharon al potere
Chi ha sostenuto Batista, Hitler, Bilbo,
Chiang kai Chek chi CHI C H I/
Chi ha deciso che l’Affirmative Action doveva essere
Ricostruzione, il New Dial, la Nuova Frontiera,
la Grande Società,
Per chi veramente lavora Tom Ass Clarence
Che cacca esce fuori dalla bocca di Colon
Chi sa quanto è schizo Condoliza
Chi paga Connelly per fare il servo muto
Chi ha dato il Premio Genialità all’Homo Locus
Subsidere
Chi ha rovesciato Nkrumah, Bishop,
Chi ha avvelenato Robeson,
chi tenta di mettere DuBois in galera
Chi ha incastrato Rap Jamil al Amin, Chi ha incastrato i Rosenberg, Garvey,
Gli Scottsboro Boys,
Gli Hollywood Ten
Chi ha incendiato il Reichstag
Chi sapeva che il World Trade Center sarebbe stato bombardato
Chi ha detto a 4000 lavoratori israeliani che lavoravano alle Twin Towers
di stare a casa quel giorno
Perché Sharon s’è tenuto alla larga?
/
Chi,Chi, Chi/
esplosione di Gufo dice il giornale
che si poteva vedere la faccia del diavolo
Chi CHI Chi CHI
Chi fa soldi con la guerra
Chi fa grana su paura e menzogne
Chi vuole il mondo così com’è
Chi vuole il mondo governato da imperialismo e oppressione nazionale e terrore
violenza, e fame e povertà.
Chi governa l’inferno?
Chi è il più potente
Chi ha mai visto Dio
Tra quelli che conosci?
Ma tutti hanno visto
Il Diavolo
Come un Gufo che esplode
Nella tua vita nel tuo cervello nel tuo io
Come un Gufo che conosce il diavolo
Tutta la notte, tutto il giorno se ascolti, Come un Gufo
Che esplode in fiamme. Noi sentiamo le domande salire
in una fiamma terribile come il fischietto di un cane pazzo
Come il vomito acido del fuoco dell’inferno
Chi e Chi e Chi chi chi
Chiiii e Chiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!

Amiri Baraka
Traduzione: Raffaella Marzano

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In ombra

Pietra in ombra, semisepolta,
ammutolita di muschio,
patria di insetti sotterranei,
disperati quando viene sollevata
e luce afferra in cecità e pazzie.

Chissà per quanto tempo ancora
terre e spiagge rimarranno qui
a sostenerci fiato e passi.

Chissà, aprissi indici e pollici,
le mia lettera volerebbe via
assieme ai baci che porta.

Dopo il capriccio di uno sguardo
l’uomo l’allontana così com’é.
Rotola adesso, soggetta all’ubbie
d’aria, fuoco, acqua, gravità.
Scivola tra fiori di vita breve.

Preparate i balconi 39

Il mondo è grigio, il mondo è blu
La mia tristezza resti tu
Il mondo è grigio, il mondo è blu
Adesso non sorrido più
Perché non c’è, non c’è
Chi mai mi dirà “ti amo” (Nicola Di Bari)

Ciao sono io, tutti mi chiamano vairus, mi schifano, nessuno mi vuole bene. Dopo essere fuggito da un laboratorio a Wuhann, dove mi volevano utilizzare per farcire una fettona di paraparmigiano “parmesan”, ho cercato casa inutilmente. Prima in una grotta piena di pipistrelli cagoni, poi al mercato del pesce, infine sono riuscito a farmi un volo in business class per l’Europa, dove tutti mi temono e nessuno mi ama a parte il caro, bello, dolce, figo, intelligente Attilio Fontana, Lui sì che mi vuole bene!
In realtà soffro di forti carenze affettive, sono senza casa, senza nome. Quando mi sono imbarcato per l’America, pensavo che Donaldo fosse un tipo affettuoso e comprensivo, ma nemmeno lui mi ha mai amato veramente: tutti dicono che gli ho fatto perdere il posto, spero non mi faccia causa. Che vita di merda mi tocca fare, sempre nel terrore di venire tamponato!
Se mi volete anche solo un po’ di bene, vi aspetto tutti oggi in Piazza del Duomo per una gara di sputi, il ricavato verrà devoluto ai pochi vecchietti scampati al Pio Albergo Trivulzio. Ciao, vi amo tutti e siate positivi! ❤

Gioielli Rubati 120: Abner Rossi – quasibiancaneve – Maria Allo – Luca Gamberini – Elena Milani – Federico Cinti – Daniela Cerrato – Daniele Peluso.

Spero che sia primavera

Sei poi riuscita a fare primavera?
Qui dove sono gela anche un sorriso.
Il vento si è alleato con il tempo
scompiglia e imbianca senza compassione
batte negli occhi, rende ciechi, spegne
e quando smette son passati anni.

Mi basterebbe rivederti ancora,
forse sapere cosa fai e sei, dove vivi,
darti una casa, figli, anche un compagno,
qualcosa di preciso e di reale,
che dolga meno della fantasia.

Sapere se anche tu mi pensi spesso,
se quel quando e come capitato a caso
brucia come ha bruciato tutto il resto.

Sei poi riuscita a uscire dalla notte
dove sono le ombre a comandare
ciò che ci resta dentro o da dimenticare?
Spero sappia di fiori la tua vita,
come si addice al caldo che si annuncia.

Sei troppo bella per restare sola.

di Abner Rossi, qui:
https://rossiabner46.wordpress.com/2020/11/16/spero-che-sia-primavera/

*

Annottava

Annottava
in bambini giochi
di lingua.
S’addolceva
una lettera vecchia
e non lo era.
E ancora
non diceva
Euridice che la tragedia
è essere.

di quasibiancaneve, qui:
https://sanguinarieprincipesse.wordpress.com/2020/11/13/annottava/

*

Nella vita è di più

Questo vento sul petto nella vita è di più.
La tua voce mi arriva
mentre nel poco universo
io mi perdo
con gli occhi provati dal mare.
Le tue parole si radicano vitali
intime filigrane di pazienza
nell’urgenza inesplosa.
Il tuo nome mi arriva alto
come crepitio di umida luce
a rinverdire le mie strofe
venate di crepe.
I tuoi gesti d’amore fluiscono
in giorni come questi
vegliando sul foglio tra le righe
mentre l’alba avanza fragorosa
fino alla nota pura dei presagi.

© Maria Allo, qui:
https://nugae11.wordpress.com/2020/11/17/nella-vita-e-di-piu/?fbclid=IwAR0o6DWtTbLqdDW9QBVMufGZelRyiwcb1RxX8doI_J0Ecu_S50r1XE5Oz98

*

EPIGRAMMA

Togliere il bar a un poeta
equivale a depotenziarlo
del 50%. A musica finita
rimane un poco di verde
forse il mare, le ragazze
se ne sono andate prima
di una fine priva di finale.
Tutte le età che ho avuto
non mi hanno dato resto
oltre non avermelo detto.
Potrei ora scrivere parole
di un non senso sensate?
Vita è una linea costante
di dire, noi virgole, punti.

di Luca Gamberini, qui:
https://www.facebook.com/luca.gamberini.7

*

Vieni con me
ti porto in paradiso ,
lascia lo zucchero alla tazza
l’acqua chiara al bicchiere,
anche l’aroma del bulbo è sfiorito
si è confuso l’humus coi fondi di caffè,
lascia la tenda che vola sui vetri aperti
a primavera,
l’inutile puntiglio dell’angolo ordinato
il segno nel libro fermo da un anno,
scorda il tormento di ogni dolce rigore
quel suo interrogato sguardo
sulla felicità di uno stoppino acceso,
lascia,lasciati al pensiero della notte
che conta i tormenti agli insonni.
Io ti chiamo a quella Notte,
all’idea di una Luna pudica di nebbia
giappiù parafilia,
ma moto di lume discreto
che di te può attendere
ogni tramonto.

di Elena Milani, qui:
https://www.facebook.com/elena.milani.54

*

Dialogo con l’Ingegnere

Agita il vento un soffio di memoria.
L’assoluto in un’anima, difficile
unicità da cogliere. Tra il labile
contorno riflettendosi

appare ora un sorriso in superficie.
M’interroga. L’interrogo. Dialogo
antico e nuovo. Specchio è l’amicizia
nell’essere e nell’esserci

tra gli affanni del giorno. L’ora vacua
esige una risposta. Nel silenzio
cupo di questo tempo in cui si brancola,
cadendo nell’oblio di stanche pagine,

ha il nostro cuore un pallido rifugio.
I ricordi svaniscono, il sorridere
non viene meno mai, Luca: distingue
il senso della storia.

di Federico Cinti, qui:
Dialogo con l’Ingegnere

*

Non maledire il giorno

Non maledire il giorno
se vedi turchino il cielo ancora da tingere.
Ciò che nascerà potrà godere di nuovi innesti,
bulbi ben riposti si schiuderanno a nuovo sole,
ora non chiederti troppo a ricordo e meraviglia
d’arcobaleni. L’inverno calvo è preludio
di prossimi temporali estivi, verranno piogge
e un ponte iridato tra purgatorio e paradiso,
gli alberi rinnoveranno chiome.

di Daniela Cerrato, qui:
https://ilmondodibabajaga.wordpress.com/2020/11/20/non-maledire-il-giorno/

*

[Istantanea][Mente] – Tornare

in mille silenziose albe,
il mio spirito s’accende

d’infiniti azzurri
e irraggiungibili cime d’oro

gli occhi miei stupiti
s’inebriano

se di verdi respiri
nel mio petto il fiato rifugge

l’alito di vento che
tra il mio cuor si frappone

al tuo, scompare
se di bianchi infiniti e morenti cieli neri

non spaventan
l’impavido incedere

verso la mia fiera
stella lontana all’orizzonte

vivo di lei in mille tramonti
di fuoco ardente accesi

col mio spirito errante che bramoso
ritorna da Te.

di Daniele Peluso, qui:
[Istantanea][Mente] – Tornare

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Preparate i balconi 38

Incredibile ma vero! Le due regioni lazzaretto d’Italia, Piemonte e Lombardia, sono riuscite a ottenere lo status di affiliati agli hari krishna. Sono diventate arancioni. I piemontesi sicuramente grazie ai punti fedeltà cirio, i lombardi perché fontana ha frequentato le medie serali ed è riuscito a mescolare sapientemente tempera rossa e tempera gialla. Ancora non ha capito la differenza tra terra di siena naturale e terra di siena bruciata.
Ora sì che il vairus, grazie a uno scambietto di favori nei palazzi della Capitale, riuscirà a cavalcare libero e coi capelli al vento. Alla notizia abbiamo abbandonato i balconi, per paura che fedez in preda al raptus arancione e travestito da scorreggia del diavolo ci si paracaduti sopra, e poi tirato un numero imprecisato di porconi e moccoli da depilare l’aria. Ecco perché si parla già di terza ondata, che non è ancora finita la seconda!

Ascolta & Leggi: Gotan Project con poesie di Alejandra Pizarnik

Come dita girando con premeditazione

Come dita girando con premeditazione
Come dita di morto toccando la sola corda di un’arpa
Come ali pesanti quando sogno che dormo ad occhi aperti
Come il sole che si oscura nel mio sguardo
Come l’oscurità disunita in tutta la notte della mia vita
Come i cani nella mia ombra.

*

Notturno di Chopin per un pianista di quattro anni

La sua musica mi porta
ad una scogliera con un uccello
che gioca a sentirsi cantare.
La sua musica mi illumina nella pioggia
per dove andiamo io ed una gabbia vuota.

*

Figlia del vento

Sono venuti.
Invadono il sangue.
Profumano a piume,
A mancanza, a pianto.
Però tu alimenti la paura
e la solitudine
come due animali piccoli
perduti nel deserto.

Son venuti
ad incendiare l’età del sogno.
Un addio è la tua vita.
Però tu ti abbracci
come la serpe pazza del movimento
che solo ritrova se stessa
poiché non c’è nessuno.

Tu piangi sotto il pianto,
tu apri il baule dei tuoi desideri
e sei più ricca della notte.

Però c’è tanta solitudine
che le parole si suicidano.

*

Tempo

A Olga Orozco

Io non so dell’infanzia
non più di un timore luminoso
e di una mano che mi trascina
verso l’altra mia sponda.

La mia infanzia e il suo profumo
di uccello accarezzato.

da Le avventure perdute (1958)

*

Nominarti

Non la poesia della tua assenza,
soltanto un disegno, una crepa in un muro,
qualcosa nel vento, un sapore amaro.

da I lavori e le notti (1965)

*

Vertigini o contemplazione di qualcosa che finisce

Questo lillà perde le foglie.
Da sé stesso cade
e nasconde la sua ombra antica.
Devo morire di cose come questa.

da Estrazione della Pietra della follia (1968)

*

Gesto per un oggetto

In un tempo addormentato, un tempo come un guanto su un tamburo.

I tre che in me contendono siamo rimasti sul malfermo punto fisso e non siamo un è né un sono.

In passato i miei occhi cercarono riparo nelle cose umiliate, indifese, ma amica dei miei occhi ho visto, ho visto e non ho approvato.

da L’inferno musicale (1971)

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Alejandra Pizarnik (1936 – 1972) è stata una poetessa e traduttrice argentina.
Figlia di immigrati ebrei russi, studia Lettere e Filosofia all’Università di Buenos Aires. In seguito, studia pittura con Juan Batlle Planas.
Dal 1960 al 1964 lavora a Parigi per la rivista Cuadernos e per varie case editrici. Traduce anche autori come Antonin Artaud, Aimé Césaire, Yves Bonnefoy ed altri. Nel frattempo studia storia delle religioni all’Università della Sorbona.
I suoi principali lavori risalgono al periodo in cui torna a vivere a Buenos Aires. Sono di questo periodo, infatti, I lavori e le notti, Estrazione della pietra della pazzia e L’inferno musicale.
Nel 1969 esce La contessa crudele (o sanguinaria), testo in prosa. Lo stesso anno riceve una borsa di studi Guggenheim; dopo due anni vince quella Fullbright.
Muore suicida il 25 settembre 1972, per un’overdose di seconal. Dopo la sua morte, lo scrittore argentino Julio Cortázar le dedicò la poesia Aquí Alejandra.

Anita

Anita, in chiesa primo banco a destra,
troppi anni, pochi denti,
ogni sera prima o dopo il tramonto
nel danzare ininterrotto delle stagioni,
stesso colore di cui solo l’ultimo giorno
conosceremo il seme.

Le regole di buon vicinato
mal si adattano ai ricordi implumi
e teneri, volò presto il suo uomo,
si ostinò a portarne ogni giorno
il cognome ricevuto in dote
e zollette sulle ginocchia secche.

Tenne il suo per il giorno dell’epigrafe
sopra un marmo dimenticato, secco, fitto
di spietate ragnatele.

Preparate i balconi 37

Agone ha saputo che oggi è il BLACK FRIDAY, ha saputo che ci sono scontoni su tutto e ha deciso di coinvolgere me, Er Monnezza e Ragno Vargas (si pure lui! Il Ragno che è un Communista accusssì!) in un puttan tour alla periferia di Rimini, al grido di Tanto si spende poco!
Ci siamo trovati nell’immediato dopo pranzo in piazza, e quando ho fatto presente che di solito queste cose si fanno di sera e col favore delle tenebre, Agone mi ha subito zittito dicendo che per andare a Rimini ci vogliono almeno quattro ore.
– Ma come quattro ore, sono poche decine di chilometri! – ha ribattuto il Ragno.
– Eh sì, però per non dare nell’occhio meglio che prendiamo su la Prinz. – Ecco…
Al Ponte del Castello ci hanno fermato due poliziotti motorizzati, che hanno preteso di vedere l’autocertificazione.
Monnezza per convincerli ha detto: – Appuntà, annamo a trovà ‘a nonna che sta ‘a murì, e nun potemo compilà er foglio che semo tutti anarfabbeti! –
– Ma che dici Nico? Ecco l’autocertificazione signora Guardia! – Ha detto Agone.
Ci hanno spianato i mitra contro imponendoci di tornare immediatamente a Castello.
Sull’Agocertificazione (la chiameremo così da ora in poi) c’era infatti scritto.
“Abbiamo 9,28 euro e andiamo a fare il puttan tour a Rimini perché si spende poco.”
Inutile dire che sulla mesta via del ritorno abbiamo sputazzato Agone, e bucato tutte e quattro le gomme.

Ascolta & Leggi: Max Richter con alcuni brani di Lucia Triolo

Ringrazio Lucia Triolo per la rosa di poesie che mi ha inviato, qui sotto ne trovate altre assieme a una mia riflessione sulla sua poetica e alla nota biografica, buona lettura.

https://almerighi.wordpress.com/2020/03/07/ascolta-leggi-beatles-e-poesie-di-lucia-triolo/

UN AMORE

mi sono data in pasto a un’invenzione
come un pasto che non c’è
inventa
un altro pasto
in un metro di digiuno

dall’estremità di un’illusione
a lunghi passi misuravo l’assenza

*

SCARABOCCHIO

ora mi rimpicciolisco
e mi sogno
un sogno piccolo
piccolo
estremo
come uno scarabocchio
di me
come un’introduzione
postuma:

-quelle… dita che
mi(!?) amavano…-

tu la trovasti

una figura
trovasti
tracciata col lapis
su una roccia
tu raccogliesti il lapis
e scrivesti

la figura sorrise
un sorriso lungo
sette giorni
sette anni
sette attimi di eternità

…il sogno…

*

SPARI DEL PENSIERO

“il gonfiore esistenza”*
P. Celan, Filamenti di sole

Noi siamo spari del pensiero e
betulle di carta vetrata al vento
occhialini
invasivi di uno sguardo

(l’aquila è volata via da un pezzo
con della carne in becco)

Un giro di giostra della nostra pazzia
basta
a una fessura nel parquet di
questa mezza cartuccia di mondo
accomodante

Urla la caramella
che si scioglie di dolore
tra le labbra
Perché dire: non avremmo voluto?
Cosa non avremmo voluto, cosa cosa?

Ora tu mi vedi: resto
del niente
il resto che non possiamo
odiare
(riuscì a malapena di là di qua)

Noi siamo ciò che odiamo
carta vetrata di betulla al vento fermo
siamo la parola che voltiamo
nel biglietto:
“il gonfiore esistenza”*

E non vogliamo
no no
non vogliamo scrivere o pensare
basta comprare due copie del giornale

dov è quel bacio che non
sappiamo darci?
la ferita inferta dal posto adatto a te e a me
quindi cosa?

sì: cosa?
che fare di un imbroglio su un cruciverba
come il nostro?
Voglio che tu venga da me!

————

poca roba
nel cesto della frutta
signore!

….
*nicht ebenzubringen
der Hubbel Dasein”
(“non è da ripianarsi/il gonfiore esistenza”

*

CITTA’ LENTA

La città è lenta
stasera
non passa mai.

Il tempo sembra addormentato,
ma solo “sembra”
Non è come la città.
E’ desto, silenzioso e finto,
respira

E’ solo segno a vuoto
tempo finito:
ricordo

Verso …
….il perduto
capitale di silenzi

chiudo

La città è lenta
stasera

dentro il cassetto chiuso.

*

IL CASTELLO DI CARTA

C’era una volta una principessa in un
castello
era sola

il suo castello era di carta
molto sola troppo sola
il suo castello era di carta
decise di fare la rivoluzione
per ciò che è solo
e non esiste
il castello era di carta
la rivoluzione era
di carta

in ordine sparso
con convinzione!

*

RIMORSO

duri passi cammino
si svuota la distanza
frastornati di onde sotto i piedi

Chi accorcia chi allunga la notte?
A guidare sono membrane sottili e stelle
poi cosa…poi cosa?

mi hai vista nascosta tra le mani
noi come cacciatore e preda senza nuvola in cielo
per favore non portarmi indietro

io ti sono rimorso
io ti sarò rimorso
io concepisco figli

Tu spezzi il
mio respiro con un sasso
sasso e seme è il tuo bacio

*

L’URAGANO

Pensavo un teatro di me
un uragano asciutto vociante
mazze di ferro e ruote
a spezzare pietre
a schizzarvi sopra fuori scena
dissoluti disciolti
e ruote per lo schiacciasassi
era teatro sciupato era liturgia
di porte antipanico

l’uragano ama chi gli
fa lo sgambetto

*

DISSERO

dissero:
appartieni alla stirpe
della scimmia sola
ai margini sibilanti
del cascatore su spigoli mobili:
c’è
dignità di caminetti accesi spenti
tuoi non tuoi

dissero:
il suolo fa sul serio con te
non è sicuro
delle scarpe che indossi
dietro le quinte dove tu divieni tu
non si bara

mi illusi un istante

*

IL SONNIFERO E L’OMBRA

se stringe alleanza col desiderio
se non ha tregua
se si aggrappa alla parola
se mi nasconde tra la sabbia calda

l’ombra prende il sonnifero
le viscere del corpo
le stanno strette
così appuntate a matita
senza data

decidere di diventare esseri
brevi

*

LINA

Lina non era una persona seria
sorrideva con i denti rotti
dai calci delle sue follie
abiti scarrozzati da poltrone
sdrucite
maniche gonfie di precarietà
nelle notti d’improvviso fischiava tra
i guanciali
interessata ai gesti dei suoi amanti
tra i denti rotti li guardava

come me
nuda era poeta
maestra nei modi di fuggire
la felicità

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