che di lassù

Tu di lassù m’aiuti
col sentore dolciastro della parsimonia,
vai troppo avanti,
sembri non doverti fermare
neppure con una barra di ferro tra i denti.
.
Basta un praticello inglese, ordinario,
macchiato di magnolia e nulla più,
il sangue rimane dentro rappreso
scurito da sciroppo d’acero,
fuori sono sempre più grigio chiaro
e Mamma Oca non c’é più.

Il Vaccinone 83

Oggi ho scritto una poesia sul lockdown, titolo Maggio, svolgimento: m’aggio rotto ù cazzo! Il mio pensiero vola a Grisù, il povero felino fuggito dal trasportino durante il viaggio dell’Intercity Lecce – Torino. Il capotreno per non saper né leggere né scrivere l’ha fatto scendere a Pescara. Porello! Non sapeva il bordello che avrebbe scatenato! Grisù è stato ritrovato (o ritrovata) dopo una ricerca che ha coinvolto persino i droni, che ha scatenato un’interrogazione parlamentare da parte di quei perdigiorno dei cinque stelle, però tutto è bene quel che finisce bene, il felino è stato riconsegnato ai legittimi proprietari. Il povero capotreno è stato consegnato al Generalissimo Figliuolo come prigioniero di guerra, e utilizzato per esperimenti sull’efficacia del vaccino Astrlaminchia, combinato col Johnson & Johnson, sopravvissuto per miracolo è stato fucilato.

Ascolta & Leggi: Nick Mason con quattro poesie di Vanja Strle

QUANDO VIENI DA ME
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Quando vieni da me
il tempo si ferma.
Le nostre braccia e le gambe
s’intrecciano
e le bocche ci aiutano a superare
le dimensioni dei corpi,
a congiungerli
in un solo corpo;
anche le cose, stupefatte,
si collocano
sul piano del letto.
Noi due, sdraiati sopra,
siamo vicinissimi alle stelle.
.
*
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TRAMITE I POETI SENSIBILI
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Tramite i poeti sensibili
ormai da tempo immemorabile proviene
la naturale rotazione delle cose
e la maggioranza di loro
avvertiva con più forza la decadenza
e il meno reiterante
sviluppo dell’ordine atavico.
.
Accettavano il declino dell’accortezza
come un dono inquieto
attraverso cui raggiungevano l’estasi
che segnavano con la parola
per un futuro risveglio dal torpore.
.
E così oggi nel comune retaggio
ci sono più epitaffi
e apparizioni assurde
che occhi puntati verso il sole
durante il viaggio nell’extratemporalità dell’incarnazione.
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*
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IL TEMPO
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Ti inondo come il mare,
ti corrodo e concio con il sale,
ti alletto con le lontananze,
ti eccito con gli abissi.
Ogni ondata ti irrora un’unica volta;
la seguente non è più uguale.
Ognuna è un vuoto irripetibile.
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Ti cerchi nei miei occhi che sono tuoi
per ghermire l’inafferrabile istante
della propria presenza.
.
*
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PERCHE’ ESISTO
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Sai,
io esisto per merito dell’amore.
Questo amore
a cui debbo l’esistenza
è costruito
come una piramide.
La sua base è larga
come lo spazio
tra i mondi
e il suo vertice
non ha fine.
Mi applico e costruisco questo amore
che è la mia unica opera.
Mi applico e costruisco
ed esisto – per merito dell’amore.
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Vanja Strle è nata a Capodistria nel 1960, Vive a Notranjska. Professore Ordinario di Chimica e Laureato in Ingegneria Chimica, opera nel campo della tutela ambientale nella realizzazione di attività industriali. Ha pubblicato sette raccolte di poesie.

Un anno dopo

Già un anno dopo, un anno è poco,
ancora qui a rimestare letame
e pensieri che fermentano,
mentre a Castello non si vede più neve
se non quando muore prima di cadere:
nostalgici di una borghesia sparita
si pensava fosse tutto il male,
invece è stata un male necessario,
ora non c’è più, e un anno è poco
pensando tutti gli abusi
le coscienze morte dei soldati di Dio,
le monetine lanciate per aria
non usciva testa né croce;
chi avrebbe detto che un poeta morto
un anno dopo non ha più memoria?
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(per Mario Benedetti)

Noccioline & Banane: Gallo Cedrone (1998- anvedi che ber sito…)

Armando Feroci viene sequestrato e condannato a morte da un gruppo di integralisti islamici di un paese nordafricano. L’avvenimento diviene un caso nazionale, mobilitando la politica e i media. Dalle interviste e i ricordi delle persone a lui vicine, in una sequenza di episodi tra il comico e il grottesco, emerge il quadro di un individuo immaturo, avventato nonché molesto. In strada, ad esempio, rivolge avances alle passanti al limite del ridicolo. Patito di Elvis Presley, tenta di convincere i membri di uno scalcinato fanclub di esserne il figlio segreto.

Gallo Cedrone recupera in piena regola la tradizione della commedia all’italiana, e finisce poi con chiudersi su un finale beffardo e finanche sgradevole. Uno dei film italiani obbligatori degli anni Novanta nonché il capolavoro assoluto di Carlo Verdone.

Gioielli Rubati 140: Carmine Mangone – Silvia De Angelis – Felice Serino – Manuela Di Dalmazi – Vito Sorrenti – Sonia Camagni – Nadina Spaggiari – Giancarlo Massai.

Come sempre grazie a Daniela Cerrato per la collaborazione, la rubrica è visibile anche qui:
https://ilmondodibabajaga.wordpress.com/
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28

La morte che non ti farei,
il pensiero a perdifiato che ti donerei,
il corpo mio
pieno di corpi tuoi senza fine.

– Che farebbe lei, mio caro signore,
se fosse stregato da una galassia dagli occhi verdi?
Farei ciò che faccio:
accarezzare cortecce e
contare stelle fino a perdere ogni
parola, ogni speranza.

di Carmine Mangone, qui:
https://carminemangone.com/2021/02/27/accarezzare-ogni-eternita-che-porti-il-tuo-nome-poesie-per-la-potatura-n-4/
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DENTRO ME
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Progredisco nel volto assorto.
Soliloquio a bocca chiusa
nell’inerzia di affiori lontani
germinati
da un concreto emblema di nostalgia.
Conche e passaggi fuggitivi
indugi ideali
mossi tra silenzi, parole e ironie.
Impalpabilità dell’istante
resa esistenziale d’un sussurro flebile
scivolato su un connubio improprio
sospeso lieve
a un fortunale arcano…
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di Silvia De Angelis, qui:
https://www.facebook.com/groups/869147846432916

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Cavalli di nuvole
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i primi smarrimenti: quando ti sembrava
dovesse cascare il mondo
-disegnavi angosce o voli
pindarici nell’aria
.
da una feritoia ti guardava
un pezzo di cielo
-tu ragazzino -ricordi-
rifugiato in una baracca
a smaltire l’ “onta” di una derisione
non sapendola costellata di prove
la tua stella
.
intanto
cavalli di nuvole
a sequenza
dicevano la vita leggera
.
di Felice Serino, qui:
https://questallumaredanima.wordpress.com/2021/04/11/cavalli-di-nuvole/
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Ho raggiunto la tua bocca
.
Ho raggiunto la tua bocca
con la mia
come fosse
fontana nel deserto,
da tenere chiusa,
per non sprecare
nemmeno una goccia d’amore.
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di Manuela Di Dalmazi, qui:
https://manueladidalmazi.wordpress.com/2021/04/12/ho-raggiunto-la-tua-bocca/
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LA SAGGEZZA DEL GIUNCO
​.
Saggia è la ginestra
che freme, fluttua e si flette
al vento di tempesta;
saggio è il giunco palustre
che resiste ai flutti avversi
dell’avversa sorte
per ritornare a testa alta
sui derelitti resti
dell’esausta burrasca;
saggio sei tu che ti adatti
​ti genufletti
e ripieghi i ginocchi
davanti ai signori del palazzo;
non io, nato per la lotta
la vittoria o la sconfitta.
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Tratta dalla raccolta inedita “I versi dell’avversione”.
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Di Vito Sorrenti
https://vitosorrenti.weebly.com/blog
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*
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il bianco degli occhi ha il colore
dei fiori di ciliegio
del passaggio delle nuvole al sereno.
Ci sarà un perché di questo vizio
che ha il tempo
di falsificare il centro.
Non è una stagione ma
la forma che stiamo vivendo,
la forma del bianco:
l’assenza
l’essenza
di tutti i colori
che sommati ne fanno il nulla:
nel bianco degli occhi c’è la primavera.
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di Sonia Camagni
https://www.facebook.com/sonia.camagni
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un segno d’occhi di palude: in branco
rimarrai quella bambina trafitta,
nel cerchio eterno della tua voliera /
con le piume nerastre dell’infanzia,
bene o male, se si sofferma l’onda
la mano sfiorata ancora si sottrae /
 
di Nadina Spaggiari
https://www.facebook.com/NadineSpaggiari
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*
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Esigenza di noi
C’è stato un tempo
dove abbiamo tremato
al solo immaginare di poterci
ancora una volta incontrare,
un tempo dove ogni addio
era l’inizio di un nuovo attendersi
impaziente e inquieto,
un tempo dove lo stare lontani
imprigionava i nostri sensi
in un’illusione di presenza
a disinnescare la distanza
tra i nostri luoghi,
un tempo dove lo stare vicini
era stato superato dallo starci dentro,
un tempo da orologi rotti
a tentare di ingannare le ore,
un tempo in cui litigare
per scoprire se fosse più grave
la mia colpa nel pensarti continuo
o la tua per avere invaso la mia mente,
un tempo dove ricordi,
pensieri e sogni mescolati e fusi
si trasformavano in esigenza di te,
c’è stato un tempo
che è stato il nostro tempo,
tu riportami là.
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Di Giancarlo Massai
https://www.facebook.com/giancarlo.massai
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Il Vaccinone 82

Non ho mai annusato la merda di koala, pare sia molto profumata, chissà perché mi ricorda la situazione politica italiana. Una masnada di stronzoni che prende decisioni di sgoverno o finta opposizione in base ai sondaggi. Nove volte su dieci toppano clamorosamente, e non ci vuole la scala per capire che le riaperture selvagge del prossimo 26 aprile decise come rischio calcolato dal furberrimo Grisù, provocheranno qualche dannetto e centinaia di morti al giorno. Non sarebbe meglio che sgovernassero in base agli spoilers? Lo spoiler è l’anticipazione su come finirà una serie di telefilm o una storia. Sarebbe necessario istituire lo spoileratore di corte, buffoni ce ne sono fin troppi. Caro Grisù, pensi che se a hitler avessero spoilerato questa foto, avrebbe scatenato la seconda guerra mondiale così a cuor leggero?