Ascolta & Leggi: XII Agosto, Sant’Anna di Stazzema

Anna Pardini è stata la vittima più piccola dell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema, avvenuto il dodici agosto 1944, aveva venti giorni di età. Si trovava tra le braccia della mamma Bruna, a Coletti, assieme alle sorelle Cesira, Maria, Lilia, Adele, e altre venti persone quando i nazisti hanno fatto fuoco contro di loro.
Cesira, la più grande, ha tentato di salvare Adele, Maria, Lilia e Anna.
Anna era gravemente ferita: aveva gli arti praticamente mutilati. Adele e Lilia, grazie a Cesira, hanno avuto salva la vita, la stessa sorte non è toccata a Maria, ormai ferita a morte, e alla stessa Anna, deceduta dopo pochi giorni.

STAZZEMA, 12 AGOSTO

Pardini Anna giorni venti,
settanta anniversari,
niente compleanni
nemmeno uno vissuto
in questo cazzo d’infinito,

gettata in strada, la stessa
ripristinata alla vigilia del freddo.
Durante i lavori di sterro
se ritrovavano ossa e carcasse
le interravano di nuovo
in fretta e per paura
che uno zelota fermasse i lavori,

dopo l’oscurità nuova oscurità
accumularsi senza respiro.

L’armadio ha le ante
girate verso il muro,
sì che il vento non risollevi
le cartacce di Stazzema,
dormano pure tranquille
sul finire di questo dopoguerra

con tutte le sorelle in attesa
che quelle incinte
partoriscano solitudini bastarde
da mettere subito a dormire
appese al soffitto,
giusto angeli in cielo,
e fine di ogni formalità civile.

Un barlume,
appena appena ritrovato,
sta sul ciglio della strada riaperta,
come il paese tutto intento
a esportare democrazia.

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a volte

dolore in prova già al mattino,
una sedicente dolce luce
ricorda ogni obbligo,
tutto torna al giorno prima
illuso per un poco
di essere rimasto tra pieghe
e lenzuola da cambiare

tentativi di risposta pochi,
raffazzonati alla meglio,
l’acqua attende insolente:
odio bagnarmi, detesto raccogliere
detriti di sogni già scordati,
il gatto s’illude che non sappia
quanto ha già mangiato

Signor Ministro

Signor Ministro dell’Infelicità,
la ricordo ancora invocare
posti divisi sui tramvai di Milano,
la protezione della Beata Vergine,
e nessun artista ammutinarsi
a tanta imbecillità.
Invitto, infecondo ministro di tutto,
pensi bene all’odio
che non cade sulla pubblica strada,
ma germina nei mal di pancia
di piccoli nazisti dormienti.

Pensi altrettanto bene
al dolore pronto a chiudersi
sulle teste di chi non ha suolo,
nemmeno una pietra su cui
posare il capo nell’ora del riposo.
Mi chiedo, Signor Ministro,
quale sia stato
il sondaggio autoerotico
che l’ha messa al mondo.

Gli inverni in questa Repubblica
sono stati sovente lunghi e rigidi.
Nella clausura della solitudine,
nell’imposizione di false benedizioni,
nascono aborti.
Ricordi, Signor Ministro,
i pieni poteri terminano da sempre
a Piazzale Loreto, appesi per i piedi.

Gioielli Rubati 51: Biagina Danieli – Silvia Cavalieri – Malcom Guite – Bozhidar Pangelov – Franco Bonvini – Doris Emilia Bragagnini – Franz Krauspenhaar – Raffaele Delle Femine.

TORNERO’ A RUBARE GIOIELLI A FINE AGOSTO, GRAZIE

Ho cura

Ho cura delle mie mani
perché toccano

dei miei piedi
perché mi portano

dei miei occhi
che osservano

delle mie orecchie
che ascoltano

della mia mente
che immagina

del mio cuore
che batte.

Perché la vita
si dispiega
inesorabilmente
e da me si sprigiona
e a me ritorna.

di Biagina Danieli, qui:
https://biadoit.wordpress.com/2019/07/23/ho-cura/

*

Vacanze

Nessuna idea
sul tempo che mancava
alla fine dell’estate.
Godevo di quei giorni
verdi e d’oro
e del sonno nel silenzio
della notte montana.
Ero bambina,
erano le vacanze.
Ah, cosa darei
per quella sospensione
così simile all’eterno
adesso che son grande!

di Silvia cavalieri, qui:

Vacanze

*

Maria Maddalena: un sonetto (traduzione libera)

Gli uomini ti hanno detta meretrice
per caricarti e caricarti del loro stesso di peccato,
donna costretta a coprire e contenere
quei sette diavoli inviati da OgniUomo.
Ma un uomo ti ha liberata e ha preso le tue parti.
Un uomo ti ha conosciuta e amata fino in fondo
L’alabastro spezzato del tuo cuore ha
rivelato a Lui la sola porta nascosta,
in un giardino dove la fontana era sigillata,
poteva finalmente fluire per lui in salutari lacrime,
finché, in un altro giardino, ha rivelato
l’amore perfetto che scaccia tutte le paure,
e ti cambiò con l’influenza vibrante dell’amore,
bello come luce e buona novella.

di Malcom Guite, qui:
https://malcolmguite.wordpress.com/2019/07/21/mary-magdalene-a-sonnet-7/

*

La vita è bella

Da questa parola nacque il
tempo: arcobaleni di nuvole
o di felce.
E risate o tristezza risuonano:
splendenti mattinate o crepuscoli
dalle cime così alte.
La vita si ripete
inevitabile e come una morte, –
dopo la pira – polvere,
e poi fiore.
E quanti altri
parleranno alle stelle,
con le mani ardenti cercheranno
segni. E noi, cari,
saremo spuma
di quel mare sconfinato,
che
ama sempre .

La vita è splendida!

di Bozhidar Pangelov, qui:
https://bogpan.wordpress.com/2019/07/22/la-vita-e-bella-2/

*

Da te si viene senza ritorno.
E non posso non tornare.
Si viene per piccole grandi e continue morti.
E non posso morire.
Così sogno di venire, e sognando muoio un po’.
E in fondo è quello che vuoi, e che puoi, solo un sogno.
Devo veder crescere i nipotini,
devo vederli staccarsi un po’,
da me,
per una caccia al tesoro,
per un amico o un amore.
Poi spero di diventare il tesoro.
Allora verrò, e non ricorderò perché.
Verrò ad affondare il viso nelle pieghe tra i seni.

di Franco Bonvini, qui:
https://wordpress.com/read/blogs/142476360/posts/3437

*

Dell’indocilità delle rose per esempio

oggi è stato un giorno cardinale
ho fotografato i gatti ho scritto cose che dovevo
per giustezza ho scampato il tempo della fuga
nel salire una sedia a sei metri dal cielo

si allungano le ombre sotto la porta ora
sono cunei d’eterno come certi pomeriggi parrocchiali
della processione e dei petali nei cesti

di Doris Emilia Bragagnini, qui:

Claustrofonia sfarfallii – armati – sottoluce | Poesie di Doris Emilia Bragagnini

*

Tu mi farai dannare! tu sarai il poeta

Tu mi farai dannare! tu sarai il poeta
del danno, dell’esercizio di morte
lenta; e dire che eri un fascino puro,
un gesto al cielo, corroboravi meglio
le vittime del mondo, eri l’angelo
che appianava la sorte, la pace nella gola.
Poi sei saltato sul fuoco, e non hai
più speranza che ti netti il volto.
O forse stai solo in ascolto, aspettando
l’ultimo rombo del furore, per dichiararti
finalmente vinto, e ripetere a caso
tutta la strada, fino a perdere
l’aria, anch’essa, come tutto,
inconsistente, e senza via di fuga.

di Franz Krauspenhaar, qui:
https://perigeion.wordpress.com/2019/04/15/franz-krauspenhaar-inediti/

*

ANNA SULLA STRADA DEI CAMPI ( dedicata a tutte le Anna )

E’ l’attesa
ancora
la più bella delle mie donne
mi sta nell’aria intorno
e nei sensi
come il profumo rosso nei ricordi
caldo
impossibilmente sesso

mi assale
riporta il mio tempo
alla poesia dei sogni
quando di baci
mi arrossiva la guancia
lei
anna sulla strada dei campi
non per mille lire
per simpatia
perché nessun prezzo
aveva il mio amore

di Raffaele Delle Femine, qui:
https://www.facebook.com/raffaele.dellefemine?__tn__=%2CdC-R-R&eid=ARB3u6dOIUMtwWzaUqbf5Obyfmj6K8OkSv_U6OKZCEKyv2JvZzxtOYKIXJ3RmXxszfRPzHUb6nbjpdUK&hc_ref=ARQGsSlGDP798XFXGUkfNgUE_5Br2iSpJ98TFmx19y6j1Q7wCwO5uFjEahFYTiwb09E&fref=nf

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9 agosto 1945 – 9 agosto 2019: Nagasaki, musica di Ultravox!, poesia di Gregory Corso

La mattina del 9 agosto 1945 l’equipaggio del Boeing B-29 Superfortress, il bombardiere designato per la missione, si alzò in volo con a bordo la bomba atomica soprannominata “Fat Man”, alla volta di Kokura, l’obiettivo iniziale della missione. Tuttavia le nubi non permisero di individuare esattamente l’obiettivo e dopo tre passaggi sopra la città, ormai a corto del carburante necessario per il viaggio di ritorno, l’aereo venne dirottato sull’obiettivo secondario, Nagasaki.
Poco dopo, alle 11:00, l’osservatore del bombardiere, creduto aereo di ricognizione, sganciò degli strumenti attaccati a tre paracadute: questi strumenti contenevano dei messaggi diretti al professore Ryokichi Sagane, fisico nucleare dell’Università Imperiale di Tokyo che aveva studiato all’Università di Berkeley assieme a tre degli scienziati responsabili della bomba atomica, perché informasse la popolazione dell’immane pericolo che stavano per correre. I messaggi vennero ritrovati dalle autorità militari, ma non furono consegnati al destinatario.

Effetti della bomba atomica su Nagasaki.
Alle 11:02, alcuni minuti dopo aver incominciato a sorvolare Nagasaki, il capitano avvistò visivamente, così come era stato ordinato, il nuovo obiettivo, che era ancora una volta nascosto dalle nubi. Dato che non era pensabile tornare indietro e rischiare un ammaraggio dovuto alla mancanza di carburante con un’arma atomica a bordo, il comandante decise, in contrasto con gli ordini, di accendere il radar in modo da individuare l’obiettivo anche attraverso le nubi: così “Fat Man”, che conteneva circa 6,4 kg di plutonio-239, venne sganciata sulla zona industriale della città. La bomba esplose a circa 470 m d’altezza vicino a fabbriche d’armi; a quasi 4 km a nord-ovest da dove previsto: questo “sbaglio” salvò gran parte della città, protetta dalle colline circostanti, dato che la bomba cadde nella valle di Urakami.
Tuttavia il computo delle vittime rimase drammaticamente elevato. Le stime sul numero dei morti all’istante variano da 22.000 a 75.000 persone. Secondo la maggior parte delle valutazioni, almeno 35000-40 000 dei 240 000 residenti a Nagasaki vennero uccisi all’istante e oltre 55 000 rimasero feriti. Il numero totale degli abitanti uccisi viene comunque valutato intorno alle 80 000 persone, incluse quelle esposte alle radiazioni nei mesi seguenti. Nei mesi successivi alle esplosioni, il numero complessivo di vittime nelle città di Hiroshima e Nagasaki superò le 200 000 persone.

BOMBA

INCALZATRICE DELLA STORIA FRENO DEL TEMPO TU BOMBA
GIOCATTOLO DELL’UNIVERSO MASSIMA RAPINATRICE DI CIELI NON POSSO ODIARTI
FORSE CHE L’ODIO IL FULMINE SCALTRO LA MASCELLA DI UN ASINO
LA MAZZA NODOSA DI UN MILIONE DI A.C. LA CLAVA IL FLAGELLO L’ASCIA
CATAPULTA DA VINCI TOMAHAWK COCHISE ACCIARINO KIDD PUGNALE RATHBONE
AH E LA TRISTE DISPERATA PISTOLA VERLAINE PUSKIN DILLINGER BOGART
E NON HA S. MICHELE UNA SPADA INFUOCATA S. GIORGIO UNA LANCIA DAVIDE UNA FIONDA
BOMBA SEI CRUDELE COME L’UOMO TI FA E NON SEI PIÙ CRUDELE DEL CANCRO
OGNI UOMO TI ODIA PREFERIREBBE MORIRE IN UN INCIDENTE D’AUTO PER UN FULMINE ANNEGATO
CADENDO DAL TETTO SULLA SEDIA ELETTRICA DI INFARTO DI VECCHIAIA DI VECCHIAIA O BOMBA
PREFERIREBBE MORIRE DI QUALSIASI COSA PIUTTOSTO CHE PER TE IL DITO DELLA MORTE È INDIPENDENTE
NON STA ALL’UOMO CHE TU BUM O NO LA MORTE HA DISTRUTTO DA UN PEZZO
IL SUO AZZURRO INFLESSIBILE IO TI CANTO BOMBA PRODIGALITÀ DELLA MORTE GIUBILEO DELLA MORTE
GEMMA DELL’AZZURRO SUPREMO DELLA MORTE CHI VOLA SI SCHIANTERÀ AL SUOLO LA SUA MORTE SARÀ DIVERSA
DA QUELLA DELLO SCALATORE CHE CADRÀ MORIRE PER UN COBRA NON È MORIRE PER DEL MAIALE GUASTO
SI PUÒ MORIRE IN UNA PALUDE IN MARE E NELLA NOTTE PER L’UOMO NERO
OH CI SONO MORTI COME LE STREGHE D’ARCO AGGHIACCIANTI MORTI ALLA BORIS KARLOFF
MORTI INSENSIBILI COME UN ABORTO MORTI SENZA TRISTEZZA COME VECCHIO DOLORE BOWERY
MORTI NELL’ABBANDONO COME LA PENA CAPITALE MORTI SOLENNI COME I SENATORI
E MORTI IMPENSABILI COME HARPO MARX LE RAGAZZE SULLA COPERTINA DI VOGUE LA MIA
PROPRIO NON SO QUANTO SIA TERRIBILE LA MORTEPERBOMBA POSSO SOLO IMMAGINARLO
EPPURE NESSUNA MORTE DI CUI IO SAPPIA HA UN’ANTEPRIMA COSÌ BUFFA PANORAMO
UNA CITTÀ LA CITTÀ NEW YORK CHE STRARIPA A OCCHI DESOLATI RIFUGIO NEL SUBWAY
CENTINAIA E CENTINAIA UN PRECIPITARE DI UMANITÀ TACCHI ALTI PIEGATI
CAPELLI SPINTI INDIETRO GIOVANI CHE DIMENTICANO I PETTINI
SIGNORE CHE NON SANNO COSA FARE DELLE BORSE DELLA SPESA
IMPASSIBILI DISTRIBUTORI AUTOMATICI DI GOMMA MA 3° ROTAIA PERICOLOSA LO STESSO
RITZ BROTHERS DEL BRONX SORPRESI SUL TRENO A
LA SORRIDENTE RÉCLAME DEL SCHENLEY SORRIDERÀ SEMPRE
MORTE FOLLETTO BOMBA SATIRO BOMBAMORTE
TARTARUGHE CHE ESPLODONO SOPRA ISTANBUL
LA ZAMPA DEL GIAGUARO CHE BALZA
PER AFFONDARE PRESTO NELLA NEVE ARTICA
PINGUINI PIOMBATI CONTRO LA SFINGE
LA CIMA DELL’EMPIRE STATE
SFRECCIATA IN UN CAMPO DI BROCCOLI IN SICILIA
EIFFEL A FORMA DI C NEI MAGNOLIA GARDENS
S. SOFIA ATLETICA BOMBA SPORTIVA
I TEMPLI DELL’ANTICHITÀ
FINITE LE LORO GRANDIOSE ROVINE
ELETTRONI PROTONI NEUTRONI
CHE RACCOLGONO CAPELLI ESPERIDI
CHE PERCORRONO IL DOLENTE GOLF DELL’ARCADIA
CHE RAGGIUNGONO TIMONIERI DI MARMO
CHE ENTRANO NELL’ANFITEATRO FINALE
CON UN SENSO DI IMNODIA DI TUTTE LE ILIO
ANNUNCIANDO TORCE DI CIPRESSI
CORRENDO CON PENNACCHI E STENDARDI
E TUTTAVIA CONOSCENDO OMERO CON PASSO AGGRAZIATO
ECCO LA SQUADRA DEL PRESENTE IN VISITA
LA SQUADRA DEL PASSATO IN CASA
LIRA E TUBA INSIEME CONGIUNTE
ODI E WURSTEL SODA OLIVA UVA
GALASSIA DI GALA USCIERE TOGATO
E IN ALTA UNIFORME O FELICI POSTI A SEDERE
APPLAUSI E GRIDA E FISCHI ETEREI
LA PRESENZA BILIONE DEL PIÙ GRANDE PUBBLICO
IL PANDEMONIO DI ZEUS
HERMES CHE CORRE CON OWENS
LA PALLA LANCIATA DA BUDDHA
CRISTO CHE PICCHIA LA PALLA
LUTERO CHE CORRE ALLA TERZA BASE
MORTE PLANETARIA OSANNA BOMBA
FA SBOCCIARE LA ROSA FINALE O BOMBA DI PRIMAVERA
VIENI CON LA TUA VESTE DI VERDE DINAMITE
LIBERA DALLA MACCHINA L’OCCHIO INVIOLATO DELLA NATURA
DAVANTI A TE. LI PASSATO RAGGRINZITO
DIETRO DL TE IL FUTURO CHE CI SALUTA O BOMBA
RIMBALZA NELL’ERBOSA ARIA DA TROMBA
COME LA VOLPE NELL’ULTIMA TANA
TUO CAMPO L’UNIVERSO TUA SIEPE LA TERRA
SALTA BOMBA RIMBALZA BOMBA SCHERZA A ZIG ZAG
LE STELLE UNO SCIAME D’API NELLA TUA BORSA TINTINNANTE
ANGELI ATTACCATI AI TUOI PIEDI GIUBILEO
RUOTE DI PIOGGIALUCE SUL TUO SCANNO
SEI ATTESA E GUARDA SEI ATTESA
E I CIELI SONO CON TE
OSANNA INCALESCENTE GLORIOSA LIAISON
BOMBA O STRAGE ANTIFONIA FUSIONE SPACCO BUM
BOMBA FA L’INFINITO UNA IMPROVVISA FORNACE
DISTENDI IL. TUO SPAZZARE CHE ABBRACCI MOLTITUDINI
AVVIATI ORRIBILE AGENDA
STELLE DEL CARRO PIANETI CARNAIO ELEMENTI DI CARCASSA
FA’ CADERE L’UNIVERSO SALTA CIUCCIANTE COI DITO IN BOCCA
SUI SUO DA TANTO DA TANTO MORTO NEANCHE
DAL TUO MINUSCOLO PELOSO OCCHIO SPASTICO
ESPELLI DILUVI DL CELESTIALI VAMPIRI
DAL TUO GREMBO INVOCANTE
VOMITA TURBINI DI GRANDI VERMI
SQUARCIA IL TUO VENTRE O BOMBA
DAL TUO VENTRE FA’ SCIAMARE SALUTI DI AVVOLTOLO
INCALZA COL TUOI MONCHERINI STELLATI DL IENA
LUNGO IL MARGINE DEL PARADISO
BOMBA O FINALE PIED PIPER
SOLE E LUCCIOLA VALZEGGIANO DIETRO LA TUA SORPRESA
DIO ABBANDONATO ZIMBELLO
SONO LA SUA RADA FALSO-NARRATA APOCALISSE
LUI NON PUÒ SENTIRE LE UN-BEL-GIORNO
PROFANAZIONI DEL TUO FLAUTO
LUI È ROVESCIATO SORDO NELL’ORECCHIO PUSTOLOSO DEL SILENZIATORE
IL SUO REGNO UN’ETERNITÀ DI CERA VERGINE
TROMBE TAPPATE NON LO ANNUNCIANO
ANGELI SIGILLATI NON LO CANTANO
UN DIO SENZA TUONI UN DIO MORTO
BOMBA IL TUO BUM LA SUA TOMBA,
CHE IO MI CHINI SU UN TAVOLO DI SCIENZA
ASTROLOGO CHE GUAZZA IN PROSA DI DRAGHI
QUASI ESPERTO DL GUERRE BOMBE SOPRATTUTTO BOMBE
CHE IO SIA INCAPACE DI ODIARE CIÒ CHE È NECESSARIO AMARE
CHE IO NON POSSA ESISTERE IN UN MONDO CHE CONSENTE
UN BIMBO ABBANDONATO IN UN PARCO UN UOMO MORTO SULLA SEDIA ELETTRICA
CHE IO SIA CAPACE DI RIDERE DI TUTTE LE COSE
DL TUTTE QUELLE CHE SO E QUELLE CHE NON SO PER NASCONDERE IL MIO DOLORE
CHE DICA DI ESSERE UN POETA E PERCIÒ AMO OGNI UOMO
SAPENDO CHE LE MIE PAROLE SONO LA RICONOSCIUTA PROFEZIA DI OGNI UOMO
E LE MIE NON PAROLE UN NON MINORE RICONOSCIMENTO,
CHE IO SIA MULTIFORME
UOMO CHE INSEGUE LE GRANDI BUGIE DELL’ORO
POETA CHE VAGA TRA CENERI LUMINOSE
COME MI IMMAGINO
UN SONNO CON DENTI DI SQUALO UN MANGIA-UOMINI DI SOGNI
ALLORA NON HO BISOGNO DI ESSER DAVVERO ESPERTO DI BOMBE
PER FORTUNA PERCHÉ SE LE BOMBE ML SEMBRASSERO LARVE
NON DUBITEREI CHE DIVENTEREBBERO FARFALLE
C’È UN INFERNO PER LE BOMBE
SONO LAGGIÙ LE VEDO LAGGIÙ
STAN LI E CANTANO CANTI
SOPRATTUTTO CANTI TEDESCHI
E DUE LUNGHISSIMI CANTI AMERICANI
E VORREBBERO CHE CI FOSSERO ALTRI CANTI
SPECIALMENTE CANTI RUSSI E CINESI
E QUALCHE ALTRO LUNGHISSIMO CANTO AMERICANO
POVERA PICCOLA BOMBA CHE NON SARAI MAL
UN CANTO ESCHIMESE IO TI AMO
VOGLIO METTERE UNA CARAMELLA
NELLA TUA BOCCA FORCUTA
UNA PARRUCCA DI GOLDILOCKS SULLA TUA ZUCCA PELATA
E FARTI SALTELLARE CON ME COME HANSEL E GRETEL
SULLO SCHERMO DI HOLLYWOOD
O BOMBA IN CUI TUTTE LE COSE BELLE
MORALI E FISICHE RIENTRANO ANSIOSE
FIOCCO DI FATA COLTO DAL
PIÙ GRANDE ALBERO DELL’UNIVERSO
LEMBO DI PARADISO CHE DÀ
UN SOLE ALLA MONTAGNA E AL FORMICAIO
STO IN PIEDI DAVANTI ALLA TUA FANTASTICA PORTA GIGLIALE
TI PORTO ROSE MIDGARDIAN MUSCHIO D’ARCADIA
RINOMATI COSMETICI DELLE RAGAZZE DEL PARADISO
DAMMI IL BENVENUTO NON TEMERE, LA TUA PORTA APERTA
NÉ IL GRIGIO RICORDO DEL TUO FREDDO FANTASMA
NÈ I RUFFIANI DEL TUO TEMPO INCERTO
IL LORO CRUDELE SCIOGLIERSI TERRENO
OPPENHEIMER È SEDUTO
NELLA BUIA TASCA DI LUCE
FERMI È DISSECCATO NEI MOZAMBICO DELLA MORTE
EINSTEIN LA SUA BOCCAMITO
UNA GHIRLANDA DI PATELLE SULLA TESTA DI CALAMARI LUNARI
FAMMI ENTRARE BOMBA SORGI DA QUELL’ANGOLO DA TOPO GRAVIDO
NON TEMERE LE NAZIONI DEL MONDO CON LE SCOPE ALZATE
O BOMBA TI AMO
VOGLIO BACIARE IL TUO CLANK MANGIARE IL TUO BUM
SEI UN PEANA UN ACMÉ DL URLI
UN CAPPELLO LIRICO DEL SIGNOR TUONO
FAI RISUONARE LE TUE GINOCCHIA DI METALLO
BUM BUM BUM BUM BUM
BUM TU CIELI E BUM TU SOLI
BUM BUM TU LUNE TU STELLE BUM
NOTTI TU BUM TU GIORNI TU BUM
BUM BUM TU VENU TU NUBI TU NEMBI
FATE BANG VOI LAGHI VOI OCEANI BING
BARRACUDA BUM E COGUARI BUM
UBANGHI BANG ORANGUTANG
BING BANG BONG BUM APE ORSO SCIMMION
TU BANG TU BONG TU BING
LA ZANNA LA PINNA LA SPANNA
SI SI IN MEZZO A NOI CADRÀ UNA BOMBA
FIORI BALZERANNO DI GIOIA CON LE RADICI DOLORANTI
CAMPI SI INGINOCCHIERANNO ORGOGLIOSI SOTTO GLI HALLELUIA DEL VENTO
BOMBE-GAROFANO SBOCCERANNO BOMBE-ALCE RIZZERANNO LE ORECCHIE
AH MOLTE BOMBE QUEL GIORNO INTIMIDIRANNO GLI UCCELLI IN ASPETTO GENTILE
EPPURE NON BASTA DIRE CHE UNA BOMBA CADRÀ
SIA PURE SOSTENERE CHE IL FUOCO CELESTE USCIRÀ
SAPPIATE CHE LA TERRA MADONNERÀ IN GREMBO LA BOMBA
CHE NEL CUORE DEGLI UOMINI A VENIRE ALTRE BOMBE. NASCERANNO
BOMBE DA MAGISTRATURA AVVOLTE IN ERMELLINO TUTTO BELLO
E SI PIANTERANNO SEDUTE SUI RINGHIOSI IMPERI DELLA TERRA
FEROCI CON BAFFI D’ORO.

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L’incurabile

Un dio che può essere compreso
non è Dio. (William Somerset Maugham)

Il primo giorno è intatta,
solo diagnosi, presa male
e quel ch’è fatto è fatto.

Il centesimo giorno è lotta,
il nemico spinge, vuole sfondare,
la mente rifiuta,
il fronte stagna, perdite immani,
evidente è il disastro.

Il primo anno è stato duro,
niente di cui stupirsi, sapevano
anche i muri, nessuna passeggiata,
la mente è vigile ancora
e non intende rinunciare.
Mano a mano la bellezza fugge,
i capelli torneranno, forse,
a primavera.

Certi anni sono rondini,
la bella stagione non ha voglia
e alla nebbia subentra l’afa.

L’ultimo giorno è rifiuto,
per l’ennesima volta no!
E’ troppo presto ho da fare!
La notizia era attesa,
si sa prima o poi succede,
viene sempre troppo prima.