Pelle vuota

vissuti d’intelligenza
in pasto agli istinti altrui 
niente è sbagliato
nei serpenti in diaspora
dalla pelle vuota
.
abbiamo il superfluo
ma non l’essenziale
rovina uni degli altri:
tira la corda
rimarrà in mano

*

Primogenitura

Inizia coi panni da lavare
e un senso disperso
di voluttà reclusa.
Sai della vigilia d’inverno
che ti ha generato,
lo so anch’io.
.
La primogenitura ceduta
a buon mercato,
all’inizio era terra fertile
dava ogni ben di dio
premiava amore e dedizione:
che bel fresco delicato!
.
Fa bestemmiare
questo tempo sordo a tutto,
avaro di abbracci,
umido,
liquidabile con semplicità,
per favore passa in fretta.

*

Domenica mattina

ovunque vada
la luce raggruma attorno
s’incolla alle proprie fonti
impedisce di vedere
.
dell’immensa perdita
non scorgo neppure i contorni
tanto meno virtu’ e colori
ho paura a non vederla piu’
.
morto con l’alba
ha rosicchiato la pelle al cuore
alcuni collegamenti al sorriso
mentre fuori è già caldo
.
il sogno della scorsa notte
non è mai esistito,
ha picchiato duro, è stupido
pensarlo ancora in petto

*

Andando a capo

Sinceramente spaventa
l’isola in mezzo al Po
ampia un campo da calcio,
sembra volersi mangiare
il resto del fiume,
ce ne saranno altre?
Infine riaffioreranno
le armi naziste
gettate ai pesci.
.
Tutto quanto chiedo
sta nel recinto della pessima volontà;
nessuno è speciale 
per aver scritto 
ed essere andato contro natura
a capo.

*

Uno e qualcuno

Chi può resiste,
gli altri migrano.
Siamo fatti così
stessa mescola dell’universo.
Il padre eterno
andò per tentativi
ma non è soddisfatto;
quando le voci tacciono
la parola fortifica i cuori
finché non ce n’è più.

*

Alianti

Spesso ci sono 
ma non si lasciano osservare, 
parlano a Dio con api e altri uccelli,
qualche volta riposano
fanno la guardia ai nidi;
taluni si alzano presto
per respirare meglio
anche solo un po’:
il loro canto prolunga
le vite ai vecchi, volano
con grazia che non hanno
quando il suolo li trattiene,
sembrano arrivare dal nulla
e oltre,
alianti tra le correnti
andranno al mare anche più giù,
finché una caduta o un predatore
o la mia retorica
non li fermerà.

*

Al giorno d’oggi (Nowadays)

Sul divano a cercare un canale
meno nauseate dei soliti,
lei con le mutande gelate,
io gonfio come un pallone:
pezzi preziosi di vita
gettati ai porci.
.
Intanto Silvano ha perduto la vista,
Gianfranco è morto,
Piero non ha capito
di doversene andare
ha chiesto un’indicazione
senza riceverla,
i gatti andati in amore
e mai più tornati,
non piove e non siamo inglesi.
Le cicale fanno un canto
da accoppiare alla chitarra.
Bianchi e neri odiano,
smarrite le regioni.
.
La stampa liscia il premier,
il governo cade
in un tripudio di delocalizzazioni,
i dimissionari sono gli unici
che non perderanno il posto.
.
Siamo spiaggiati sul divano
a cercare un canale mai visto,
magari un volo domestico
non ancora cancellato:
una mossa che aiuterà
a stabilizzare i mercati.

*

Alla poesia

Tutto splende di bellezza
pronta a bruciare gli esposti.
Tutto quanto poteva volar via
è ripartito.
.
L’angolo ignoto studia da adulto,
prepara gli esami
su tutto quanto è risveglio,
la sigaretta, la mano, il fuoco
chiusi nella follia del buon vicinato.
.
L’iniziale lucente
spostata alla fine
dopo aver misurata la distanza
che separa dal punto di domanda
un sentore gentile di brace
sotto la pelle fredda.
.
Alla poesia non chiedo altro
se non mostrare il mondo
com’era.

Ironie della sorte

Parlo dandomi del tu,
parliamo dandoci del tu
il tu montaliano,
il tu cristiano
non si sa dove vada
o dove porti.
.
Non ci conosciamo
se non attraverso
l’estate secca,
l’inverno arido,
vogliamo a tutti i costi
un’autentica decifrazione.
.
In realtà non c’è cifrario,
manca la disposizione
delle isole in arcipelaghi,
creduti ampi
navighiamo stretti
in un solstizio di niente.

*