Sabato mattina

Sabato mattina è un coacervo
di ore, ballate e campane a morto,
più terra che cielo,
più mare che brezza,
mentre il cantante lascia spazio
a un tappeto di strumentisti
e se ne va, per rientrare
quando è necessario un ritornello.

Late for the cinema show.
Trovo ogni cosa parlare di te.
Persino i venditori di cose morte
sono sopportabili.

L’ultimo spettacolo è sfumato
tra birra e chicchi di grandine
grossi come lepri,
ovunque incistati,
e caffè andati a male
per mancanza del giusto sale.

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Terra di Nessuno

Augusta Liszt
ha una molecola tatuata
sulla terra di nessuno
tra spalla e seno.
Ada ha un sorriso docile.

Una bambina bionda
le pende dal fianco.
Il cappello di paglia
lascia intuire un paio
di possibili destinazioni.

Oggi, troppi
hanno avuto la stessa idea.
Concreto il peso di luoghi
da cui si vorrebbe
allontanare ogni altrove.

Di questo sasso,
dove il sole splende
più del consentito, dove
si lavora, spendendo male
spazi mancati.

L’uomo scende dalla Luna.
Ada muore in acqua
e va in vacanza.

Un sorriso da cassiera

Quando dico sono Sessanta,
alludo a tutto il tempo smarrito
e impossibile a recuperare;
non ho più sessant’anni,
c’è un ammanco.
Tempo perso in musica.

Gabriel scrisse Wallflower,
vide forse un fiore sul muro?
Più facile ti abbia pensata,
verde, a suffragio universale.
Braccia in croce, ogni giorno,
scocca un sorriso da cassiera.

Cambiano i verbi, i tempi.
Ti ho concepita del tutto ignaro
di costruire un capolavoro;
le opere d’arte hanno spalle larghe,
servono almeno sessant’anni
ad elaborare un lutto.

Una strana brulicante forma
di foglie e sonno arretrato;
nulla potrà annaffiare lo spirito
al pari delle minacce di pioggia
riportate in epigrafe
sul cielo del mattino.

Per me, tu possiedi
il mio cuore:
questo è l’istante in cui
comincio a meritarti.

Il seno di Augusta Liszt

Non si abituerà,
Augusta non è Ada.
Porta in petto il vampiro,
uomo murato vivo e fratto.
Il mondo non interpreta
l’incomprensibile quando
tutti hanno oltre vent’anni…

… e Tom Waits non ha più
la sua bella voce copernicana
di vampiro etilico.

Adattamento truccato da esperienza,
sarà utile in futuro.
La gemella di Augusta Liszt,
Ada, trent’anni in meno,
ha lo stesso seno, stesso uomo
e molte sfrontatissime ragioni
a sostenerlo.

Le forme non lasciano pensare,
qualcuno finirà
col perdere la testa.
Resta sensazionale l’idea
che il più sia fatto.

l’ennesimo viale

imboccato l’ennesimo viale,
dal parcheggio della vita di sempre,
il vecchio scoglio
ha sempre compagnia, specie quando
le sigarette parlano sole
e si spengono senza un gemito,
quasi a dire
questo è quanto
mentre militi ignoti tramano
all’ombra di un sole ricco
d’indecisioni, pronto a far tremare
di freddo ogni bambino.
il cantautorato di molti
lascia spazio a ugge pret a porter
da dare in pasto a qualcuno
di bocca buona,
eppure, su quel viale,
ci si prende per mano

La strada

La strada è tagliata in due da una riga
e bimbi nel giardino degli angeli.
Questo paese non ha più focolari.

Anne Sexton, sigaretta accesa,
sorriso accattivante, chiusa a doppia mandata
tra cosce imbavagliate, sembrava dire:
ho qualche libro, compratelo,
se non comprate, lo regalo.

L’autoassoluzione è roba da ricchi,
con tutte leggi che solo un poeta o un idiota
potevano scrivere su misura e così bene.
Verrà tempo, altro, compromessi da dimenticare,
qualche binario. Verranno nausee e maree.

Oggi i figli non sanno, hanno padri e madri
che si struggono d’essere sedotti ancora.
Ogni domenica la pioggia ciondola dal sole,
a dire il vero s’impiccano pure gli acrobati,
i camerieri sbagliano svogliatamente.

Il treno è un’altra opzione, chi si getta sotto
ferma tutto, meno le maledizioni di chi
vorrebbe riportarlo in vita.
Resta l’amore perfetto.
Segmento che corre dal primo all’ultimo giorno.

mare di tempo

Capita ogni anno di ammalarsi,
suppurare, cercare il giusto rimedio.
La tempesta si addice ai migranti,
le rondini non sono da meno.
Nell’unica tenuta in petto
è necessario conforto.

Ogni madre ne ha posseduta una,
in principio era gioco e sollievo
della madre anteriore, poi
nel tempo gioco di specchi e allodole
per innamorati di passaggio,
infine latte e conforto dei figli.

Capita ogni giorno di ricordare,
provare nostalgie deraglianti
per luoghi divenuti inaccessibili.
La carena è solitudine, mare di tempo
in ogni procellaria affamata,
pronta a dividere le acque.

Qui, è tutto presente,
ma lontano, non si sa come.
E’ amore
tutto quanto si vorrebbe contenere.
Il resto, rancore impossibile a rendere,
acqua, fuoco, perline per l’abbaglio.