Terminare la notte

Photo by Jakub Novacek
Il predatore è bello, sguaiato,
artista vero senz’arte,
indossa un fiore rosso sul sorriso,
la sua amicizia è disonestà comune
.
porta solitudine,
inventa pane da spezzare,
distribuire in un’ultima cena
.
ha occhi profondi intrisi di sangue,
i suoi complici sanno ingannare
e terminare la notte.

*

Sconosciuto

Questo autunno è una faccenda privata,
il nemico attacca a ondate una dietro l’altra
sulla strada vergata di pioggia e vento.
.
Ogni buio è l’incognita, ferita
da suturare con dolcezza e quanto verrà sconosciuto
è il volto del figlio non ancora nato.

*

Tra sole e luna

Star fuori, commedia dell’arte
senza straccio di canovaccio
.
non c’è albero o acciottolato
sconosciuto, le facce brillano
inconsapevoli e incapaci
a riconoscersi, spesso
pensano di possedere un doppio
che, a loro insaputa,
ama il sole e l’aria tra i capelli
.
non si conoscono
ma si frequentano
nella lunghissima alternanza
tra sole e luna,
cielo riconoscibile e no.
.
Si ritrovano nell’eternità
che è qualsiasi cosa più lunga
del respiro di una vita media,
e gli episodi sono specchi:
riflettono soltanto dopo.

*

Nel canto

La vita dispersa nel canto
così, per farla breve,
disperato bisogno del plauso
per ampliare le fronde
mai le radici
.
che di rivoli è fatto il verso
e lo strumento sotto
a fare quattro passi,
inoffensivo da non esistere,
lontano e chiuso in casa.
.
Frutto di mille incontri
tutti illeggibili, lettere chiuse
tra l’imprendibile e la pelle
anch’essa
non facile da trovare.

*

La luna

Sera, organizzare la cena,
dar da mangiare al gatto
sempre in anticipo sui tempi,
finire la cucina, darsi decoro.
Il punto sulla giornata
presenta qualche incognita,
fare a pezzi un vetro
non significa schegge, sangue,
solo fragore, è andata
come mai si vorrebbe.
Maledire il tempo
troppo sole o troppa pioggia.
Qualche dolore fa capolino,
la voce sembra uscire
dal pelo di un mare mosso.
Scrivere qualcosa così
tanto per essere vivo,
la luna non è sembrata
mai così vicina.

*

Assedio di riga

Non ha senso spezzare il verso, giusto un a capo per spolverare il mulino bianco e rendere innocua anche quella parte che in qualche modo avrebbe potuto pungere. Righe assediate pur di non essere lette.
.
Otto miliardi, troveranno qualche osso da gettare a noi, ottimi cani da riporto, sapremo come e cosa fare pur di non ferire le signorie loro, che ci ammorbano di tutto quanto può candeggiare ma non convincere.
.
Mentre osservano dall’alto dei loro espropri nella velleità di insegnarci a convivere. È ridicolo star qui nel culto della longevità impossibile da ricordare. Seduti a margine di qualche bar, se c’è sole, a considerare, fumare, star zitti che tutti e nessuno si conoscono. Il mare è, per fortuna, la costante più grande di tutto.

*

L’Asciutto

Un fanale morto e risorto, falena,
la malinconia non guasta mai
quando piove e unica voglia
è cercare un riparo agli sguardi:
la pioggia battente illude l’asciutto
il traffico anche la luna
lasciando immaginare un mondo
oltre la vertigine di un incontro casuale,
in realtà è sentirsi vecchi per qualsiasi cosa
anche per un bicchierino faticoso
da riempire, l’accendino scandisce
mille pause dall’ordinarietà
diventando anch’esso consueto
come il profilo di chi sta a fianco,
senza una parola condivide l’attesa,
benché non ci si conosca
la fermata breve si allunga
malgrado la strada non sia la stessa.
L’amore non sorprende per via.

*

Oceano

Oltre ogni oceano ce n’è un altro,
infinito, tutto stretti insidiosi pieni di sirene
il cui canto è disarmonia,
ancora un altro
e un altro ancora, l’acqua non cambia
fino al rientro nello stesso oceano.

*

Ottobrata Isterica

Ottobrata isterica, storia d’amore
tra isole e scogli in agguato
insicuro ogni passo di chiglia.
.
I giorni serpenti
da non disturbare con l’attesa
indifferenti a tutto.
.
I detenuti della libertà
non hanno ore d’aria per ovvi motivi:
liberi di frequentare
la mensa dei grilli.
.
Il cielo inguardabile si lascia trovare,
basta alzare lo sguardo
e non fissare troppo le mani
stanche di tutto.

*