negli occhi di Natale

tutta una dioteca d’imbecilli
sempre pronti a non fare caso
al loro peggiore aspetto,
che non sanno nemmeno
quando una sigaretta tira l’altra,
ed è pulita,
non fa peggio di un conto in rosso
un lavoro nero
la verde età

tutti in paese
hanno perduto qualcuno in guerra,
durante la pace i più,
il buon cinema non li seppellirà,
o un mandare a memoria
tutti i numeri di scontrino
per la lotteria prossima ventura,
scarnirsi il petto
per le ossa prima del cuore

e gli assassini, perfetti
nei loro completi blu avveniristico,
unici dotati di buona memoria
seguitano a suicidare artisti,
perché il profitto
passa per le banane
e mai, giammai!, per il talento
e meglio passarci sopra, investire,
col risultato che cambia ancora

le luci brillano
negli occhi di Natale

le cose proseguono

misericordia è carota
da rincorrere sulle montagne russe
per riguadagnare la stima
dell’intero essere in corpo

per esempio, tornerà Natale
potremo sciare sulle ferite bianche,
subite o inflitte
non ne vediamo le profondità,
che non si sa mai
quale acqua prediliga il nuotatore

le cose proseguono
sui soliti due filari, cortesia
e finzione che
i più applaudono convinti.
cada la carne, peggiori la vista,
muoiano i denti durante bei discorsi

ognuno fatica la sua dote in silenzi,
non c’è scelta, i bar chiudono presto,
abbassano serrande deluse per gli incassi.
tutti a casa
anche i baristi hanno una vita

Il lago

Il lago non parla
non commenta, scava,
riposa fanghi sul fondo.
L’intorno, altrettanto silenzioso,
si scopre una brina fredda
in attesa che il sole la rifugi
dentro curiosi disegni in ombre.
Poco più in là passi d’uomini
hanno sognato riscatto
non ancora trovato.
Chiusi nei boschi, poco lontano,
animali di ogni specie proseguono
estemporanei dialoghi con la vita.
I predoni in paziente attesa
di sopravvivere a chi
si affaccerà sul lago.

Sienna Miller

Mio Dio, com’è stanca
la ricerca della bellezza!
(da Novecento pt.1 di B. Bertolucci)

Sienna Miller agita lo strascico
nel tripudio di un sogno erotico
dove anche i bambini muoiono
e i dannati piantati, a materializzare
incubi come catene di tappi a corona,
e i politici fanno a gara
per ingraziarsi gli imbecilli
con cifre fasulle,
mentre il mare si rivolge al crematorio
non sapendo più
a quale prete votarsi,
non certo alla fragile personalità
dell’ignoto d’occasione
capace di esprimere inorridito
un’opinione pronta alla sputacchiera,
a offrire due monete di carità pelosa
per tacitare l’incubo,
dare alibi alle incoerenze in nero
di una diva a caso.
Non c’è futuro dopo la fine del tempo,
Greta apri la partita iva!
Il sogno erotico libera
un semi respiro altrimenti mozzo,
vite da pesci ingrassati anzitempo
nella speranza di libertà
che solo l’oppressore sa promettere.

dove oltre non è

strusciano e baciano
anche le grate delle fogne,
sulle righe si dannano,
sempre pronte al vortice
che le porti via

alcune possedevano una penna,
gettavano in aria talenti,
non ebbero prontezza di sguardo

le foglie continuano, già pronte
a rompere le prossime gemme,
sguardi puntati sull’oltre
dove oltre non è

pronte a narrare prodigi
nel terrore silenzioso del riordino,
i cieli cui rimarranno appese
ma sempre una per volta

Hai presente una rosa

Hai presente una rosa
dal bel colore turgido,
la sua irrequieta natura
di canina aggressiva
pronta a sfidare novembre

cos’abbia a dirsi,
per essere raggiunta
oltre il freddo
che rassoda punte e spine,
è quesito dell’anima.

Oltre il deserto sconosciuto
boccio in se imprigionato,
coincidenza per il mare
partita, lascia un’eco
percettibile appena.

Voglia di domani

Passi affrettati sopra
e sotto un tempo cattivo,
la strada non ha pensiero,
s’accartoccia tutta
per coprirsi di indefinito.

Mancano le canzoni desertiche
con il loro basso contenuto
di umidità. Non c’è profondo
in tanto grigio, solo valli
di cicche spente.

Voglia di domani
mai lasciati giorni peggiori.

Seguono silenziosi cortei
di muratori senza casa,
pini marittimi fuori posto.
Segnaletica e buche pronte
per nuove tornate elettorali.

Tutti hanno mani spaccate
e il pudore di tenerle in tasca.