Non dire per cosa vieni – di Maria Do Rosàrio Pedreira

Maria Do Rosàrio Pedreira, poetessa portoghese, nata a Lisbona nel 1959.
Non dire per cosa vieni.
Lasciami indovinare
dalla polvere dei tuoi capelli
che vento ti ha mandato.
È lontana la … tua casa?
Ti do la mia:
leggo nei tuoi occhi la stanchezza del giorno che ti ha vinto;
e, sul tuo volto, le ombre mi raccontano il resto del viaggio.
Dai,
vieni a dar riposo ai tormenti del cammino
nelle curve del mio corpo
– è una meta senza dolore e senza memoria.
Hai sete?
Avanza dal pomeriggio solo una fetta d’arancia
– mordila nella mia bocca senza chiedere.
No, non dirmi chi sei né per che cosa vieni.
Decido io.
 

L’indovino cieco di Stefano Benni

Stefano Benni (Bologna 1947) è uno scrittore, umorista, giornalista, sceneggiatore, poeta e drammaturgo italiano.

Per quali prodigi e qual disegno
un albero cresca ramo dopo ramo
prendendosi il cielo, non so
nè so perchè i miei occhi di bambino
guardino ora dal volto di un vecchio.
Forse so la data della fine del mondo
e il primo palpito dell’inizio.
Ma non so cosa unisce il Padre al Figlio
e il Figlio alla ragazza dei profumi
e quella all’Assassino, al Teschio
e a Raiden il luminoso
e cosa li tiene sospesi sul filo
tra il primo e l’ultimo giorno
della loro vita preziosa.

Una dedica a mia moglie di T.S. Eliot

Thomas Stearns Eliot, noto come T. S. Eliot (1888 – 1965), è stato un poeta, saggista, critico letterario e drammaturgo statunitense naturalizzato britannico. Premiato nel 1948 con il Nobel per la letteratura, è stato autore di diversi poemi, ha svecchiato e rinnovato la poesia ancora legata alla tradizione dei Romantici.

Alla quale devo l’impulso di piacere
Che mi desta i sensi nelle nostre ore di veglia
E il ritmo che governa il riposo delle nostre ore di sonno, il respiro all’unisono

Di amanti i cui corpi odorano l’uno dell’altro
Che pensano gli stessi pensieri senza necessità di parole
E balbettano le stesse parole senza necessità di senso.

Nessun ostinato vento d’inverno potrà gelare
Nessun cupo sole tropicale potrà inaridire
Le rose nel roseto che è nostro, nostro soltanto.

Ma questa dedica è perché altri la leggano:
parole private che ti sono rivolte in pubblico.

Gli addii di Çlirim Muça

Il poeta e scrittore Çlirim Muça, (1965) originario del sud ovest dell’Albania e sbarcato in Italia come clandestino nel 1991.

Asciutti sono i miei occhi
e non sventolo più addii;
le mie lacrime esaurite.
La gioia e il pianto
le ho avute in dono
in abbondanza
e per poco tempo.
Il tutto che mi sommerge
e il niente che mi accompagna
sono il mio destino.
Non c’è una giusta misura delle cose.
La vita non è una linea dritta
ha i suoi alti e bassi
che nel mio caso
sono abissi.

Ripartenza 78: Blake – Brocani – Clementi

Non ho proprio voglia oggi di parlare delle miserie del mondo e del vairus, preferisco regalarvi una bella badilata di cultura. E’ un cortometraggio lungo poco più di dieci minuti, quasi un quarto d’ora in compagnia di Blake: le parole del poeta britannico, lette da una voce fuori campo, vengono abbinate da Franco Brocani a immagini tratte da Visa de censure n°X, cortometraggio diretto nel 1967 da Pierre Clementi (meglio noto come attore, ma piuttosto attivo anche dietro la macchina da presa fra gli anni Sessanta e i Settanta; Visa de censure n°X è la sua primissima opera). Fra un segmento del film di Clementi e l’altro, Brocani inserisce dei fermo immagine di pagine di libri di Blake. Una realizzazione povera e non troppo articolata, ma rispettosa dei due oggetti di tributo, con una netta predominanza delle suggestioni – siano esse verbali o visive – sulla concretezza della messa in scena. Brocani, artista visivo, regista e pittore amico di Schifano e Carmelo Bene, aveva cominciato a sperimentare e a sperimentarsi nel cinema da pochi anni, dando però alla luce una notevole serie di cortometraggi spesso di difficile comprensione, ma di chiaro valore estetico nel segno soprattutto dell’innovazione, dello svecchiamento dei canoni della cinematografia. Questo non è il solo lavoro che dedicherà in particolare alla poesia, uno fra i suoi argomenti preferiti su pellicola. Buona visione e ciaone.

Blues di nostalgia di Langston Hughes

Langston Hughes (1901 – 1967) poeta, scrittore, drammaturgo e giornalista statunitense.

Il ponte della ferrovia
è un canto triste nell’aria.
Il ponte della ferrovia
è un canto triste nell’aria.
Quando passa un treno
vorrei andare chissà dove.
Sono sceso alla stazione.
Avevo il cuore in bocca.
Sono sceso alla stazione.
Avevo il cuore in bocca.
In cerca di un vagone
che mi portasse al Sud.
La nostalgia, Signore,
è una cosa orribile.
La nostalgia,
è una cosa orribile.
Per frenare il pianto,
apro la bocca e rido.

Sparo su uno straccio usato di Ivano Ferrari

Ivano Ferrari (Mantova, 1948)

Sparo su di uno straccio usato
sull’esistenza scaltra dei rimorsi
sono come la luna condannato
a stare in alto per colpa dei poeti
piloti senza viaggio o latitanti.
Prendo in ostaggio i raggi
– di sole ora si parla –
reliquie di luce clandestina
da lì sparo sulle ombre meridiane
sui feudi di catrame delle favole
vado in verso e uccido io per voi.

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daLa franca sostanza del degrado (Einaudi, 1999)

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Essere poeta di Florbela Espanca

Florbela Espanca, pseudonimo di Flor Bela de Alma da Conceição (1894 – 1930) è stata una scrittrice e poetessa portoghese.
La sua vita fu tumultuosa, inquieta e ricolma di sofferenze intime che l’autrice ha saputo trasformare in poesia di alta qualità.
In vita pubblicò il Livro de Mágoas (Libro dei dispiaceri) nel 1919 e Livro de Sóror Saudade (Sorella Nostalgia) nel 1923. Personalità irrequieta, morì suicida il giorno del suo compleanno ossia l’8 dicembre 1930, a Matosinhos, in Portogallo, dove oggi si trova una biblioteca a lei intitolata.
Dopo la sua morte furono pubblicate varie sue opere, tra cui i Juvenilia.

Essere poeta è essere più alto, è essere più grande
degli uomini. Mordere come si bacia!
È essere mendìco e dare come si fosse
re del regno, di qua e oltre il dolore!

È avere di mille desideri lo splendore
e non sapere nemmeno che si desidera!
È avere qua dentro un astro che fiammeggia,
è aver artigli e ali di condor!

È avere fame, è avere sete di Infinito!
Per elmo, mattine d’oro e di seta…
È condensare il mondo in un solo grido!

Ed è amarti così perdutamente…
È che tu sia anima e sangue e vita in me
e dirlo cantando a tutti!

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Presenza di Mario Quintana

Mario De Miranda Quintana (1906 – 1994) è stato un poeta brasiliano.

È necessario che la saudade disegni le tue linee perfette,
Il tuo profilo esatto e che, appena, lievemente, il vento
delle ore metta un fremito nei tuoi capelli…
È necessario che la tua assenza profumi
sottilmente, nell’aria, di trifoglio falciato,
di foglie di rosmarino da molto tempo conservate
non si sa per chi in qualche mobile antico…
Ma è necessario, anche, che sia come aprire una finestra
e respirarti, azzurra e luminosa, nell’aria.
È necessaria la saudade per sentire
come sento – in me stesso – la presenza misteriosa della vita…
Ma quando appari sei così diversa e multipla e imprevista
che niente somiglia al tuo ritratto…
E io devo chiudere gli occhi per vederti