di un futuro scritto a piedi

Ricordate quanto ero bello
vestito da soldato?
Peccato che la giacca
non sia mai andata bene:
troppo esatta,
l’allegria da congedo
faceva attrito col sentore
di un futuro scritto a piedi,
non so se sia stata vita
ma fin qui sono arrivato
facendo di tutto,
il facchino, il pulitore,
il controllore delle stanze,
il ceramista lavapiatti
silenzioso e discreto;
perché anche Cristo
durante l’ultima cena
ha avuto bisogno di un cuoco,
un cameriere, un vinaio.

*

Nascere ancora

Quando accadrà
non sarà nuova,
l’attraversammo molte volte
fra altrettante rovine e guerre,
invasioni illusioni.
Nascere ancora.
La terra di nessuno
non ha nulla da invidiare
racchiude acqua e semi.
Tornerà verde.

*

Incauto destino

Non c’è attimo a ringiovanire.
Cancellare.
Secca la fonte e l’acqua
non torna dal mare. Il sale sì.
Tutto il valore al mondo non può eludere
la legge più semplice:
non risale la caduta.
Ancora crede di essere
chi all’anulare indossa doppiezze,
dissangua la vena malinconica
tutto preso nell’incauto destino.
Conserverà tracce del disperso
la via di fuga?

*

Cenere alla cenere

Photo by Rodrigo Souza
Crescono in un quarto d’ora
i momenti di noia,
vita spesa a masticare fogne
vene e schiuma
su una bestia da tiro,
non è necessario indurre
la grazia di Dio:
il mondo è oggettivo
cenere alla cenere
capolinea di ogni impresa,
del maiale appeso a testa in giù
neppure un osso ai cani.

*

Nei foglietti

Tra spine, in mezzo agli strumenti,
religioni sempre più sterili,
in tiepidi avamposti e molte edicole,
tra chiodi e copiose vivande scadute,
ho trovato foglietti vergati in fretta,
la calligrafia sudata non prometteva
facili letture, non erano liste,
appunti scritti con cuore di cemento,
misture o vangeli apocrifi.
.
Contenevano il sangue di Teodorico,
l’intramontabile struttura
dell’acquedotto romano,
medaglie da insignire un petto,
una rondine pasticciata sul piancito
distratta nel muovere le ali.
A quanto pare ci si può stringere
al presente.
.
Rifarla volare non riuscì,
una poesia non vuole stare
tra le pieghe di giorni grigi.
Dorme tranquilla nei foglietti.

*

Per tutti noi

Photo by eberhard grossgasteiger
Per tutti noi,
entrati nella storia scalando
le strettoie del catodo,
sappiamo di tutto
soprattutto niente
grazie alle marchette
e agli strateghi.
.
Per tutti noi,
abbiamo visto guerre
solo sui giornali e sotto musiche dolenti,
entrati nel mondo
per mangiare, correre,
negare con comodo
la storia agli altri.
.
Per tutti noi ogni giorno
dev’essere Liberazione,
anche domani e il giorno dopo,
senza retoriche
senza viltà.

*

Ballata dell’intemperanza

Gli uomini si salvano la vita
ma non sanno che farne,
smarrita la conversazione
attraverso ogni ruggine,
nemmeno la patina dei giorni
rende senso a lacrime seccate.
Sarà susseguire nel caso
piaceri e disgrazie, disgrazie
e perdite di appetiti con l’età,
smarrito il piacere di osservare,
andarsene solo per narcisismo
e generare rimpianto;
gli uomini pensano di morire
per una linea di febbre,
un trucco assente
o una lieve traccia di colonia
perduta nell’aria.
I morti non hanno peso.

*

Corridoio

Soraya e io
ci fermammo a leggere
la segnaletica
sul corridoio privo di educazione
dove ogni corrimano
raccontava una storia.
.
Intanto una scarpetta di vita
puntava la fronte
per raccogliere il bacio
era parlare normale da tutta la vita
senza che il libro in lettura
voltasse pagina.

*

sono parole e corrono

L’acquarello coi cavalli
che galoppano sulla battigia
sollevando spruzzi,
incuranti del vento
e del sole che farà pioggia
.
quale sia l’immagine reale
non saprei: quelle apparenze
spesso colluse, contuse,
sono parole, corrono
senza resistere al tempo.

*