Cratere

Illustrazione di Gary J Steele
La migliore posizione
sul pagliericcio si scorge
solamente dall’alto.
Luci, anime belle,
brillano in strada,
decorano la segnaletica.
Il mare non ha voglia
nemmeno di lui,
annerisce la riva
e i legni piantati sotto.
Il suo moto lambisce
urti e ferite,
gli anni non contano
e il cratere mormora
rosso al buio. 
.
Lentamente la trama 
imbocca un’altra strada,
nessuno se ne accorge.
 

Prove

Alla fine potremmo fare ricordi
e tanti bei pezzettini d’insoddisfazione
sparsi qua è là durante le sequenze d’atterraggio;
qualcosa morde, avverte l’ironia
in ogni cambiamento, mai gradito, mai voluto,
cose pronte a passare addosso, e le costole
passaggi pedonali.

Cinematica

Ogni giorno, dolore aggiunto,
godere l’età incipiente,
poco dopo riaperti gli occhi
una masnada d’idee
si fa largo credendosi inusuale,
il consumo non è guerra
il lento inesorabile sguardo
di Donyale Luna al Battista
su un piatto d’argento:
carne spam, zuppe in scatola
per ingrassare senza crescere;
com’è inutile quanto ottenuto
col commercio, un negoziato
talmente strenuo da chiedere
se sia valsa la pena;
i nazisti abbandonano Smolensk,
la stazione, non più luogo di culto
per ratti, è da ricostruire;
Anna Karenina annuisce,
ricorda quand’era notte fonda
e in culo l’aldilà.

riveder le stelle

Mi spoglio per soldi,
solo per quelli,
altrimenti com’è possibile
poter restituire
tutto quanto non c’è più?
 
La terra nei vasi,
tornata all’aria
dopo un inverno intero,
odora di bosco vecchio
e legni marci
 
dunque arriva troppo tardi
il sentimento di stagione
che è alla fine,
una fine c’è sempre,
il suolo riapre.
 
Algoritmo.
Algebra.
Sinossi.
Il critico si nutre di briciole
per sputarle senza assimilare.
 
Mi rivesto gratis,
non un attimo in più
o uno in meno
di nudità oltre l’accordo.
La poesia mi voleva morto
la matematica senz’ali.
 
Un fine c’è sempre:
riveder le stelle.

Nel bosco

Ogni pioggia è orgasmo di cielo
che, un giorno, il fuoco spegnerà:
non è chiaro se Casa
sia a due passi o tremila chilometri.
.
Piegati alla necessità di esistere
molti giovani alberi si flettono,
i più vecchi crollano con fragore
sui loro stessi muschi.
.
Creduti morti, generano virgulti.
Eppure non è chiaro
quanto disti Casa.

Promemoria

Comperare le arance,
sono ancora buone e fanno bene.
Ricordare le periodicità,
oggi va bene domani no.
L’esercito del surf.
Il tambur battente.
Le rovine oscillano in cielo
canne d’organo al vento.
Seppellire Domitilla.
Le sillabe.
I bei sonni.
Contare tutte le dita,
i denti, riadattare il sorriso,
sprimacciare gli umori.
Accarezzare la segretaria,
non l’ho più.
Oh mioddio chissà dove
mi parcheggeranno dopo avermi piantato
qui.
Le facce dei masticatori.
Due latte di infiammabile
per assestare i conti una buona volta.
Smettere di lagnarsi.
Vedere dove ho lasciato il forte
con soldatini e cannoni,
da qualche parte
dovrebbe esserci un aereo,
ma dovrei spostare tutti i libri,
riaprirli, forse l’ho lasciato
come segnalibro tra due pagine.
Il pane c’è? Sì e no
nulla di guadagnato.
Caffè, sigarette, tutto quanto fa male
è così buono.
 

Il marito della sposa

Erano presenti il maresciallo, il sindaco,
il nobiluomo di paese, tutti ben pettinati
e la zia suora, accompagnata
da alcune struscia corone sui banchi
troppo anziane e vergini
per essere vere.
 
Lui, abito scuro cucito dalla madre,
camicia bianca senza cravatta
e una penna biro nel taschino
da intellettuale un tempo comunista,
baciato dalla fortuna
e dalla più bella delle spose.
 
Il mare li accoglierà
nelle braccia del moto ondoso
in amplessi infiniti di tenerezza,
ogni attimo sarà diverso dall’altro
baci saporiti, e pesci stupiti
da tanta grazia e salinità.
La strada sarà larga e diritta
per ognuno dei primi anni
e lastricata di bambini,
piccole stelle di mare inafferrabili.
 
Lei, abito bianco, imene,
e tutto quanto intatto in un impeto
di seni intonsi con la promessa
di non lasciarlo mai solo
sui riccioli, onde mosse e capricciose,
del più dolce degli sposi.
 

Conoscenze

Poi scurisce, la conoscenza
nasce chiara, penetra varchi
e luci da tagliare per occhi
sempre vigili e capaci
di cogliere la minima sfumatura.
.
Indovina e accarezza con amore
le geografie impresse
sul palmo di ogni mano,
questa è un’alba perbene
.
rincorre le nubi disperse
col primo sole e non si dà pace
fintanto che
riordina il tramonto.

Comincerei domani

Una bella giornata di sole
distratta dalla luce elettrica,
nella voglia di uscire
per accodarsi
alla porta del gelataio,
rivedere il mondo
così com’era.
Linci di vista profonda,
cani dagli occhi dolci,
parole al vento, vite brevi
volate via smarrite
vere, false e di plastica,
la lista delle cose da fare.
Scavare pozzi,
dare acqua alla vita,
non fosse per amore
comincerei domani.