Saper sognare

Niente ripara dal mare agitato
neppure una buona notizia,
tra carte nautiche e compasso
una pagina strappata al Vangelo,
per dare consolazione ai poveri
basterebbe riempirla di tabacco
.
o l’eredità dei tarocchi
con la riproduzione ad arte del destino,
serve un buon olio e saper sognare.
Esistono ottime illusioni di salvezza.
.
In realtà non siamo frutto d’amore,
semplici orpelli lasciati alle onde
di un oceano cattivo e gonfio d’inverni,
quando la spiaggia non viene pulita
e nessuno ha voglia di frequentarla.

*

Questa sedicente poesia

Questa sedicente poesia
per cani e gatti
arriva con vent’anni in ritardo
ed è ovvia:
giuro, osserverò la massima serietà
per non farmi attraversare
.
disciplina incostante, illegittima,
custodisce noie le libera
destabilizzando l’ufficialità mentale
.
a chiunque spiacerebbe
diventare farfalla da collezione,
trafitta
da poco più di niente.

*

Ho pensato a una sirena

Summer 1929 di Leo John Meissner
 
Non coglie margherite,
guarda l’attimo
chiudendo vetri e finestre
in un andante di tachicardie,
nostalgia e dolcezze.
Vuota l’anima
anche nelle ore di luce,
e non concede armistizi
nemmeno a volontari e affetti.
.
È un movimento delle dita
tra i capelli,
parole dette sotto voce
per fingere di non farsi sentire,
e ancora albe, albe, albe
date in pasto al giorno che viene
per aggiungere
.
vedi, sono qui,
col mio indomito bisogno umano
che vorrebbe sputare fumo
cantando al microfono
purché te ne accorga
e veda.

*

Seduti o in piedi

Seduti o in piedi
poco importa la postura
per fare passato
della luce dentro gli occhi,
il suo discutibile sapore 
sarà aroma per mosche
mai così fastidiose
in tempo di vendemmia.
.
La pace sul Pasubio
ha preteso migliaia d’anime:
denti forti, prati scoscesi,
su cui avresti firmato
per vivere là sempre,
ora sono leggende
raccontate a bassa voce
da lontano.

*

Pioggia feroce

Una pioggia feroce
da far saltar la luce
ha lavato ogni cosa
cancellate le tracce
i drammi del prima
sporcizie e brutture
.
al risveglio il giorno
pareva pulito, fatto,
i dolori del respiro
quelli no, la pioggia
non può sistemarli.

*

Silenzi

Il cimitero del Capoluogo splende
di marmi e lucertole,
qualcuna è particolarmente vivace,
unico segno di vita
in un luogo volutamente silenzioso
salva la campana di mezzogiorno
dove nessuno ricorda i protagonisti
oltre le ricorrenze.
Sono quelli giorni in cui è bene
non avvicinarsi troppo,
quando il dialogo col silenzio
lascia posto al salotto dei vivi.

*

Barche

Le notti, giorni brevi
appesi all’albero maestro,
vele vuote in calma di vento
per volare durante la tempesta.
.
Prendere il largo accidentato 
dell’oceano pieno di scarpe finite
di miserie che non sono stenti.

*

Ogni via di fuga

Servirebbero trent’anni meno
per capire se è tempo di mordere una gonna
alzata al vento; improvvisamente autunno
tutto chiude in forma di vendetta,
anche i passi diventano più lunghi
nessuno osa pensare quanto sia difficile
decifrare la mappa per la felicità,
offendersi al dilagare del vino,
ogni amore inventa un falso d’autore
cancellata ogni via di fuga.

 

Classe di ripetenti

Nella classe dei ripetenti
tutti camminano di lato,
è un mare senza mondo,
quella vita
segue un senso circolare
camminando attorno
a un baricentro da riprendere,
rumore è soltanto
quello di altri, senza posa
in continua ripetizione
dello stesso motivo:
classe che non da pace
agli insegnanti. 

*

Gli sguardi bassi

Al breve dedico
questo soggetto
con così poca fortuna
fin da piccolo
dentro una patria senz’acqua
e quella poca serviva
a raffreddare armi,
dove fanno caldo anche le stelle
e le pissidi finto oro
dei missionari, quelli
ancora in grado di raccontare
gli sguardi bassi, vergognosi
senza colpa
di uomini e animali.

*