Ipotesi d’indifferenze

Corda nera, luci spente,
palpebre calate in coppia,
ancora in cerca di recapiti
per evitare corrispondenti.

Ex farfalle di fede granitica
occhieggiano irregolari
luce che è stata buio,
ipotesi d’indifferenze.

La somma affatica il cuore,
la misura è cifra
da possedere per vivere,
quando vuoi sparire ti spogli.

Solo per questo il tramonto
stupisce qualunque giorno
trascorso con tanti occhi
che rimediare è male.

Infine ogni luce fonda un Essere
rivela nuove eccezioni,
ciascuna replica è inedita
nuova stoccata per aria.

Che svanisce.

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notti da lupa

poi la notte insiste
vuol portare ancora i pesi del giorno,
troppo premurosa per abbandonarli.
Guarda fuori:
si vedono soltanto rumori senza origine,
voci dette non dette
senza lingua e gola.

Allora lasci tenda e vetri
per poter dormire, ma no
sembra impossibile persino
ogni vivere più elementare,
rovesciarsi le tempere sul braccio,
ricordare di bere,
ogni giorno, ogni ora
fin dai ricordi
dove non eri preferita,
ma volevi la tua parte.

Insisti ancora
ma non fa mai giorno in questa città?
nemmeno a mezzogiorno;
potrà mai esistere
l’ora del pranzo
dopo notti da lupa?

Ovunque sia

Ovunque sia, proteggimi
non sono così duro e infame
non trovo più vita
nemmeno nei cassetti,
tra portafogli pieni di carta
con poche idee andate a male

proteggimi, sono ancora
lo stesso dei primi passi,
perduti tra gli ombrelloni
nel Sessantaquattro;
interprete, mai ideatore
di lune assassine

ovunque sia
lo so,
ci sei.

baciami dritti gli occhi

Uomo perde polvere dalla giacca,
la guarda in controluce: emozione
lasciata al caso, alle lettere,
buste mai partite, il cuore ride
sanguina insieme, batte, ricorda.

Donna sfila sale da sogni arruffati
dentro la gambe e sotto i piedi.

Intanto affondano con tanto amore,
baciami dritti gli occhi– ripetono
di fronte a una panchina vuota.
Solo nuvole a coprire stelle.

Alpha Centauri di baci Proxima.
Il tempo non ragiona, ha scopo.
un po’ di umidità sul viale
ancora pieno di Lei, di Lui

Strada delle Maioliche

Grilli assopiti dentro un soffio di caffè:
Strada delle Maioliche deserta
là dove non porta. guardi,
questo mantello da fata turchina
ha cinquant’anni, senta com’è caldo, sembra nuovo.

non lo è, ma viene che così tanto tempo non rimane,
sconosciuti già parlano altre lingue.

irriverenze
rose piene di spine
non hanno pietà

Torna indietro un flusso di nostalgia.
Ognuno ha diritto alla paura del buio: non si vede?
Verrà altro tempo con la speranza di rivedere lupi
mangiare mele selvatiche e il fruscio dell’amore.
Un giardiniere ha terminato aiuole e siepi.
Il suo doppio berrà tutta la paga, anche se
vuole far credere di saper resistere al vino.

petto di donna
costruiscimi uomo
tutta la vita

il folle e l’ape

Com’è tra noi ogni giorno.

Un’ape infreddolita si posa
sulla ringhiera del terrazzo.
Il folle buono attraversa la strada
con una focaccia in mano.
Il suo dialetto stinto torna indietro,
buttato senza voglia di farsi capire
verso il volo operaio dell’ape.

Alla fine ci sono sempre
l’ebreo da incolpare, lavori
da terminare prima di sera,
l’ira da soffocare entro il tramonto,
ma le giornate si accorciano,
cuore mio senza cucina luminosa
e un fienile dove far l’amore.

Intanto il folle se ne va,
rasentando i Cappuccini
trova un mozzicone, lo accende.
L’ape ha incontrato una rosa tardiva,
l’occasione per tornare presto
all’alveare, preparata all’inverno
che la sta portando via.

ascolti amArgine: Garota de Ipanema – Astrud Gilberto e Stan Getz (1962)

«Lei fu ed è per noi l’esempio di un bocciolo carioca; una ragazza con l’abbronzatura dorata, misto di un fiore e una sirena, piena di splendore e grazia, ma con lo sguardo anche triste, che si porta con sé, sulla strada verso il mare, il sentimento della giovinezza che passa, della bellezza che non è solo nostra – dono della vita nel suo incessante meraviglioso e melanconico fluire e rifluire.» (Vinícius de Moraes, Revelação: a verdadeira Garota de Ipanema, 1965)

Garota de Ipanema (La Ragazza di Ipanema, The Girl From Ipanema nella versione in inglese) è una canzone composta da Vinícius de Moraes e Antônio Carlos Jobim ed è probabilmente, con Samba de Uma Nota Só, il brano di bossa nova più noto e più eseguito al mondo.

LA RAGAZZA DI IPANEMA

Guarda che bellezza
Che abbondanza di grazia
È lei la ragazza che viene e va
Un dolce oscillre sulla strada verso il mare
Ragazza del corpo dorato del sole di Ipanema
Il tuo swing è più di una poesia
È la cosa più bella che abbia mai visto

Oh, perché sono così solo?
Oh, perché è tutto così triste?
Oh la bellezza che esiste
La bellezza che non è solo mia
E passa anche sola

Ah, se lei lo sapesse
Che quando passa
Il mondo intero si riempie di grazie
E diventa più bello per amore
A causa dell’amore…

TESTO ORIGINALE

Olha que coisa mais linda
Mais cheia de graça
É ela a menina que vem e que passa
Num doce balanço a caminho do mar
Moça do corpo dourado do sol de Ipanema
O seu balançado é mais que um poema
É a coisa mais linda que eu já vi passar

Ah, por que estou tão sozinho?
Ah, por que tudo é tão triste?
Ah, a beleza que existe
A beleza que não é só minha
E também passa sozinha

Ah, se ela soubesse
Que, quando ela passa
O mundo inteirinho se enche de graça
E fica mais lindo por causa do amor
Por causa do amor
Por causa do amor…