Fiamma

La fiamma spezzerà il buio
le fitte ombre dove è facile smarrirsi,
disperderà pensieri passando sopra le dita
nocchieri fantasma dentro un mare incerto
durante questo inverno dinoccolato come i signori.
.
Un domani anzitempo sorprende chiunque:
beato il risveglio che saprà liberare parole pesanti.
.
Alle piogge venture
penseremo domani.

*

Tempo Ordinario

È vita su Venere ma le foglie saranno già tutte secche,
laddove la pioggia rende cunette specchi d’acqua che,
risuscitati da nuove piogge, saltellano vivaci di piacere.
Gli estranei non hanno nome, taluni scambiano parole
senza passione dissimile da dire a lungo del proprio io,
ma scoprendo inedite affinità: ora è obbligo proseguire
tempo ordinario, piglio battagliero, necessaria crudeltà.
Per crepare c’è tutto il tempo, ma vivere, cos’è vivere?

*

Figli unici

Sapore trepido di domenica
cui non basterebbero svariati
giri di bar o al parco, né ladri
per tirarla su dal senso vuoto
che si rilassa addosso,
nube sapida di pioggia
che non vuole partorirne
nemmeno una goccia
.
sembrano allungarsi
le ore concesse alla luce
dal cielo marmo durissimo,
ermetico rabbrividire
mentre la speranza danna
frutto sgonfio troppo vecchio
per essere vera.
.
Tutti cercano propria madre,
riempiono l’aria cantando
vecchie rime, omaggio gentile
a un Petrarca indimenticato,
per ribadire monocordi
sono figlio unico per vocazione
e stampo, in cambio se vuoi
ti do la mia domenica.

*

Lungo i fiumi

Corre lungo i fiumi,
troverà polle dolci
dopo tanto cercare
e riparo da predatori
affamati della sua pelle
.
incontra giorni e sorrisi
non sempre freddi
.
l’argine ripara ma non la sete
che nessuno ha mai amato,
salve singole notti 
dove tace il dormiveglia:
il giorno del giudizio
avrà occhi luminescenti.

*

A fil di bosco

Photo by EKATERINA BOLOVTSOVA
Gli esclusi vegetano in dimenticatoi
ombrosi e senza tetto
a bere birra per attraversare
senza orario fisso
strade a fil di bosco dove non piove
ma nemmeno sole,
tutt’uni a proseguire un film
privo di attori, dialoghi o apostrofi,
varcano campi senza gallerie

*

lo stagno degli alligatori

Tu quindi come stai,
se è lecito, che fai
in quell’attualità che pare vera?
(Pasquale Panella)
.
L’aria è sambuca fantasma
mentre dormi piccina, dormi
che il sonno, non negare,
è dei piu’ giovani
.
quanti sogni non ricorderai
nel momento del risveglio, e
farai all’indietro un appello
in ogni tua parte, ciascuna
griderà Presente!
.
Il passato non fa crusca,
il futuro è rimescolare gambe
nello stagno degli alligatori.

*

Nella foresta

Novembre insolito.
La volpe dorme coi suoi cuccioli,
vicini conservano
il calore dei corpi.
Il silenzio ogni tanto è interrotto
da schiocchi e rumori,
non sono cani da caccia.
Il buio è fitto
non dà alle palpebre motivazioni
sufficienti per alzarsi.
Il cielo nero staziona
sopra le cime alte degli alberi,
soltanto la guerra degli uomini
rischiara intermittente il buio.

*

Vuoti d’aria

Foto Gisella Canzian
Il cancello è chiuso
solo a volte socchiuso
per il passaggio di vuoti d’aria
e qualche occasionale cliente
desideroso di sfiorare ruggini,
ferirsi il palmo della mano
nel silenzio di chi vuole
donarsi terra alla terra
col sapore ampio delle domeniche
quando piove, e l’unico compagno
è uno stendino vuoto, 
nell’incoscienza che sa
e si sente pronta 
all’inutilità fatta poesia.

*

Cartolina 20 dicembre

Photo by Vishal Shah
La tregua di natale, 
come la guerra di troia, non ci sarà.
Chissà a cosa pensano
le piante estive cotte al gelo,
certo non hanno voglia
di affrontare nuovi argomenti.
.
Cani e gatti sazi
sembra non mangino da tre giorni.
Schiere di case sfitte e negozi vuoti
mute come pesci e logori
cartelli VENDESI molto formali
rivelano che i paesi
non esistono piu’.
.
I vicini, svegli da poco,
già si preparano alle faccende
con atti di ingiustificato mistero.
.
Il cielo grigio in piena astenia
si lascia solcare
da un gabbiano fuori sede.

*

E’ un viaggio immane

molta nostra vita
è stata qui (Piero Ciampi)
.
È un viaggio immane. L’infinito
odora di nebbia a volte è tiglio.
Tutti avvinti ai propri corpi
per non lasciarli sciogliere,
altrimenti l’anima rimasta nuda
spanderebbe verità fin qui taciute
spazzate via dal vento d’occidente.
Non è possibile sapere
dove vadano i ventun grammi
di tarlo invisibile, mio padre
e mia madre prima.

*