Bop C. Sketches – Rostro del Sol

Questi ragazzi messicani debbono essere cresciuti a pane, Area e Van der Graaf Generator: incantevoli! Scoperti grazie all’intraprendenza divulgativa di Antonio Bianchetti alias il Barman del Club; vi invito a visitare il suo articolo sulle ultime uscite di musica psichedelica, ma anche prog.

Nuovo nuovo, William Doyle – Nothing at all (2021)

“Great Spans Of Muddy Time” è un album di una modernità elettrizzante, semanticamente sperimentale “Somewhere Totally Else”, ma dopotutto figlio della storia. Doyle si veste del candore del beat e del pop-soul anni 60 con la stessa leggiadria di Marc Almond (“Nothing At All”), e rimodella perfino le strategie oblique di Brian Eno con riverberi elettroacustici neo-sinfonici in “Theme From Muddy Time”.

L’intera recensione è reperibile qui:
https://www.ondarock.it/recensioni/2021-williamdoyle-greatspansofmuddytime.htm

Il ritmo pericoloso degli Ultravox! (1976)

Questa My Sex chiude uno dei migliori album di esordio di una band britannica negli anni Settanta, parliamo di un disco del 1976 chiamato con il nome stesso della band gli Ultravox! quelli di John Foxx, I dischi successivi Ha! Ha! Ha! e Systems of Romance, confermarono e ampliarono lo spessore artistico di una band tra le fondatrici della new wave britannica. Dopo l’abbandono di John Foxx subentrò Midge Ure, fu Vienna, ma fu anche tutta un’altra storia…

Storia di un minuto – Premiata Forneria Marconi (1972)

La Carrozza di Hans è un brano del 1972 contenuto nell’album Storia di un minuto, disco di esordio della Premiata Forneria Marconi, da noi ragazzi di altri tempi chiamata confindenzialmente Premiata, meglio conosciuta al pubblico come PFM. Il disco si apre con una breve Introduzione a cui subentra il notissimo brano Impressioni di settembre. Dopo È festa segue la lunga suite Dove…quando (divisa in due parti). Dopo il brano La carrozza di Hans, l’LP si conclude con Grazie davvero. I brani Impressioni di settembre e E’ festa sono cantati da Franco Mussida, La carrozza di Hans è cantata nella prima parte da Mauro Pagani (così come Dove..Quando), mentre la seconda dallo stesso Mussida. Pagani uscirà dalla Premiata qualche anno dopo per iniziare una grandissima collaborazione con Fabrizio De André.

Guarda, cerca
Corri lontano
Vola
Hans il mercante
Aspetta lontano
Vola
Piccolo uomo
Signore del mondo
Vai
.
La carrozza attende già
Non ti fermare
A cassetta sali e va
Non ti voltare
Suona un corno da cocchiere
Lustra l’abito del re
È la carrozza di Hans
Strade e strade correrai
Senza contare
Cieli e cieli finirai
Tu sai volare
Suona un corno da cocchiere
Lustra l’abito del Re
È la carrozza di Hans

*

Bugie Colorate – Panoramics (1989)

«…Una delle proposte più felici della nuova scena italiana (…), uno dei pochi gruppi capaci di operare con disinvoltura nella zona di confluenza delle diverse espressioni d’avanguardia…» Renzo Arbore – Dizionario della cancone italiana (1991)

I Panoramics si formano nel 1982 a Napoli, e restano in attività fino al 1991. Il gruppo comincia ad assumere notorietà sulla scena del rock italiano indipendente. I loro demo autoprodotti e le loro performance live ricevono recensioni lusinghiere da testate quali Rockerilla, Frigidaire Il Manifesto. I loro brani passano frequentemente nelle radio locali italiane, ma soprattutto a Raistereonotte,  dove sono presenti stabilmente con le loro canzoni. Questa presenza determinerà un salto in avanti nella loro notorietà. Il loro unico, bellissimo album Bugie Colorate è uscito nel 1989.

 

Il disco di esordio dei Boston (1976)

Correva l’anno di grazia 1976, l’onda lunga del punk rock inglese era in arrivo, così come il power rock americano. Il disco con cui esordirono i Boston, è un vero e proprio manifesto power rock, un genere fatto di melodie semplici su riff e ritmiche più vicine all’hard rock. Un disco perfetto, ogni brano è un singolo potenziale. La prima facciata va via come un treno su binari ben oliati, anche la seconda non è da meno. Peccato poi che nei quaranta anni successivi i Boston abbiano sfornato soltanto altri 4 o 5 dischi, ma senza raggiungere i vertici di questo album a dir poco eccezionale. Dai, riprendetelo in cuffia, è divertente.

Anidride Solforosa – Lucio Dalla (1975)

Anidride Solforosa è il quinto album, uscito nel 1975, di Lucio Dalla. A mio avviso è il suo album migliore, malgrado i capolavori che sfornò successivamente e l’enorme successo commerciale che gli arrise a partire dagli anni Ottanta, ma era già un altro Lucio Dalla. I dischi che Dalla incise utilizzando i testi di Roberto Roversi sono autentica poesia messa in musica, nulla da invidiare ai “bianchi” di Battisti con Panella o al teatro canzone di Giorgio Gaber. La musica popolare, l’aria quasi cabarettistica del brano che da il titolo all’album sono e restano indimenticabili. Difficile citare altri brani di spicco in questo disco enorme, perché son tutti belli, ma mi piace ricordarvi Mela di scarto, Ulisse coperto di sale e Carmen Colon. Recuperatelo, è un bel modo per trascorrere una domenica sera, Lucio Dalla non è Caruso non è Attenti al lupo.