Quarantena 15

Cari stiliti e care stilite, buona domenica. Er Monnezza redivivo mi ha dato una splendida notizia, oggi la quarantena è di 23 ore soltanto. Una è gratis. Grazie Ora Legale, We Love You!

Andiamo per ordine, non facciamoci prendere da facili entusiasmi. Parliamo di grida.
Esistono grida di dolore, di rabbia, di giubilo, di piacere, manzoniane. Poi esistono bergamaschi e crucchi. Questi ultimi sono una bruttissima e tenace malattia della pelle, che ci affligge fin dai tempi di Caio Mario; quindi 2120 che rompono i coglioni. L’ideale è il crucco che su un balcone si metta a cantare O’ sole mio: fulminatelo con la fionda. Dessero le dimissioni da tedeschi una volta almeno, sull’esempio del buon vecchio Ratzinga alias Stramaledetto XVI.

Per quanto riguarda i bergamaschi, beh, vi rimando al filmato. Non facciamo come loro. Fate come me, smettetela con la caccia ai Pokemon!

https://video.corriere.it/bergamo/coronavirus-bergamo-non-si-ferma-video-la-canzone-pinguini/f956f214-5a3a-11ea-afa8-e7dfdde6e2a2

il mare adesso

gusci, conchiglie, molte vuote,
lasciate dalla marea in arretramento

granchi ardimentosi ancora combattono
l’infelicità fabbricata in serie

non ci sono i soliti passi
a dire degli innamorati stati qui

il distacco piumato degli uccelli
dice di gran lunga abbandono

Enrico vide il mare la prima volta
poco tempo prima di morire, felice

ovunque sia, il mare adesso
è ancora inverno

redenzione

benvenuti all’autobus
che non si sa dove cazzo va
(una recluta, dal film 1917)

manteniamo intatta la redenzione,
dovremmo farcela
alleando la ragione coi sensi

distinguere finalmente il bene dal male,
tutto quanto è bene
non è danaro, oro, potere,
tutto quanto è olio sulla testa
cade a gocce, muore in terra

al prossimo indigente
cui negheremo lo sguardo,
saremo trasferiti
al reparto incurabili
e di là, alle docce

Digitale per granchio violinista

Una cosa soltanto:
non siamo libero pensiero
senza pregiudizi.

Esseri voluti respinti,
quanto un verdetto schiavo
com’è d’oscurità e ferite,
che lunazione regola così,
illusione estiva di sogni
che paiono dolcezza.

Amanti, interpreti perplessi
di canoni dispersi, schermaglie
verbali e all’alba
rivedranno queste gli occhi,
rose bianche d’anniversari
senza vivere lampi d’acque,
eccitazioni e svaghi
su pelle imbevuta d’indole.
I cinque sensi ascoltano.

Ferita, tuttavia una ferita,
e Biancaneve il demone,
come girino è già rana,
ferita aperta.

Quarantena 4

Anche la Carolina, finalmente, si rende conto dell’importanza di rimanere a casa per la quarantena. Oggi non è uscita, anzi, ha iniziato a leggere Dostoevskij: cazzomerda! Scusate, ma quando ci vuole…
Non è il mio caso, ma inizio a chiedermi cosa faranno quelle giovani coppie costrette a casa tutto il giorno. Le possibilità sono due, assoldano un killer su amazon, oppure prevedo a epidemia finita un baby boom.
Sfiga vuole che la mia bici abbia iniziato a cigolare, stamani per il Viale una giovane accoppiata di carabinieri mi ha guardato un po’ in tralice. Per il resto niente altro da segnalare, se non la pochezza delle nostre vite precedenti: vivevamo la nostra routine senza fantasia come roditori nel formaggio. Il futuro ha le gambe contate, l’importante è che qualcuno non si metta a cantare sul proprio balcone, perché lo abbatto.

Quarantena 2

Due, come il numero complessivo dei testicoli in una persona normodotata. Dopo l’ora d’aria (solito giro in bici per pane, tabacco e cappuccino, finché dura) ho deciso di tirare a nuovo una stanza ogni giorno e di insegnare al siamese ad abbaiare, per uno pseudopoeta cane come me non dovrebbe essere difficile, in modo che lo si possa far credere un Fido e portarlo fuori per l’operazione bisognini. Ogni tanto provo anche a chiamare qualcuno per un “come stai?”, ma sovente non risponde, forse non è in casa.
Ho iniziato a leggere Yeats. Castello è deserto, la Via Emilia mai così vuota, se non durante e dopo la nevicata dell’84/’85: in assenza di mascherine ho comprato un etto e mezzo di mortazza e tenterò il fai da te. La Carolina ha iniziato con la menata dello shopping on line, in 12 ore tre corrieri (cui segue una nutrita dose di imprecazioni). Confido in un’anima pia che mi presti una fionda per impallinare chi si metterà a cantare sui terrazzi. Grande appuntamento serale, che attendo con visibile ansia, con la puntatona del lunedì di The Walking Dead: iniziò tutto come un’influenza…

Dentro o fuori

L’ombra sa
cosa riflette,
ma non ha occhi
per portare sconcerto,
verità o calore.

Termina qualcosa,
altro inizia,
vorrei sapere
chi sia quella ragione
pronta a ignorare.

L’ombra insiste finché
il tramonto non l’inghiotte:
dentro o fuori
quando è notte, rimarrà
nelle braccia.