Portogalli (trad. di Adeodato Piazza Nicolai)

Sono qui e mi è venuta sete,
l’inverno è una follia a freddo,
la pioggia di marzo aspetta curiosa,
il gatto guarda fuori,
ma nessuno è fuori di sé.
Tutti sembrano per ora rinsaviti.

Nessuno ha avuto vita tanto dura
quanto la mia:
camminata senza gambe,
mangiata senza portogalli.
Tutti oggi sono rinsaviti, ma
chi mi darà l’acqua per bere?

*

Portugals

Here I am so very thirsty,
winter is a frigid folly,
spring rain curiously waits,
the cat looks outside,
but no one is out of his head.
Everyone seems to be fine.

Nobody had a life so hard
as myself:
I walked without legs,
eating no portugals.
Today each one is sane, but
who will give me a drink of water?

© 2018 English translation by Adeodato Piazza Nicolai of the poem
Portogalli by Flavio Almerighi. All Rights Reserved.

*****

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fosse vero

E tu perché mi guardi?
Pensa al tuo osso
e non aver paura
dei coglioni coi botti,
la santa notte
passa in fretta, dormi.

Natale, fosse vero,
sarebbe tutte spine
più del pesce magro
cresciuto in Adriatico
ch’è sempre meno azzurro.

Godi la famiglia
quando ne hai una,
vai a una festa
quando c’è l’invito
e non aspettare domani
per due mutande nuove.

Natale, fosse vero,
non saresti qui,
e non diresti Buon Natale
dentro un’arca rovesciata
senza più giustizia.

senza più polvere

La persiana incisa di stagioni perde smalto,
mettila a coppi entrino umori e penombra
senza farsi sentire, la mano fa male

il fastidio di sole tarda a venire,
ma sa accarezzare fin dove arrivano
i tuoi capelli.

Il tempo è già passato, gira lo sguardo
non già per fare l’amore,
un mare di tempo solo per tramontare

incontra il profumo di fiori mai più visti
senza rumori di cantiere
senza più polvere.
****

Nessuno guarda

Era un mondo adulto
si sbagliava da professionisti.
Paolo Conte

Ripeti e passeggiano,
mentre il polistirolo grandina
specie dai negozi più piccoli.
Amami, lei dice,
sono la tua nuvola,
mostrando smaliziati nastrini
che le pendono dalle cosce.

Non sono il tuo specchio,
replica pensoso e già si trova
dentro l’occasione successiva
pronta a iniziare
entro pochi minuti.

Nessuno guarda,
sono tutti presi da offerte uniche.
Niente li tiene insieme
oltre il limite di un ragionevole dubbio.
I due tranquilli
proseguono verso l’uscita.

Un tempo era l’entrata.
Senza dirsi altro
tentano in breve di trovare il posto auto.
I cuori sono già disposti
verso direzioni opposte.

**********

per sempre candida

quando ti vedevi con te
sorridevi
in un tripudio di corteggiamento
gratuito astratto

il monolitico clitoride
faceva ombra e scudo
a qualsiasi ansia:
gli uomini sono sensi unici,
pensavi contromano

cortese, dicevi
buongiorno e buonasera
a seconda della latitudine,
nemmeno un nido di rondine
poteva più cadere

la vita è dura
indolente ancheggiante Capossela,
specie quella in ognuno di noi
il tramezzino è un invito a cena

fino a quando, dopo il tramonto,
nuda, ti sei chiesta scusa
timida audace
per sempre candida

*

ignoti (trad. Adeodato Piazza Nicolai)

Monselice, autunno inoltrato
non ricordo l’anno,
un uomo è fermo sotto l’ombrello.
Quelli sposati sono più pericolosi.

Acqua e solitudine formano isole.
Cook non le ha mai scoperte.

Poco più in là un’ignota stagista
ha occhi d’aquila ai lati.
Non vede parole senza smalto
farsi largo tra denti bianchissimi.

Entrambi colano a picco
guardando verso ogni direzione.

Senza scorgersi aspettano,
argomentando con la pioggia
da essa distratti.
Traditi dall’orario delle ferrovie.

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UNKNOWN

Monselice late Autumn
I don’t remember the year:
a motionless man under the umbrella.
Married persons are the most dangerous.

Water and solitude creeate islands.
Cook never discovered them.

A litle further an unknown performer
has eagle eyes un the side.
She can’t see words without nail polish
making space between the whitest of teeth.

Both crash to the bottom
looking in all directions.

They wait, unaware
arguing with the rain
distracting them.
Betrayed by the railway time-table.

© 2017 English translation by Adeodato Piazza Nicolai of the poem IGNOTI by Flavio Almerighi. All Rights Reserved.

Antigone è finita (trad. di Adeodato Piazza Nicolai)

Antigone è finita, l’eyeliner stupendo
unito a una jihad senza perché
fa sentire i vermi addosso.

I suoi occhi, carboni maturi per sempre,
prendono paura all’idea del perdono
di un esodo dalla loro timidezza.

Una donna così poteva arrivare soltanto
dalla depressione caspico nebbiosa
di una Pianura col complesso d’Elettra

dove le cose indisturbate accadono
e, stupidi, pretendiamo altro amore
da quel cielo stravagante e coperto.

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Antigone is done

Antigone is done, the eyeliner is beautiful
next to a jihad without why
that makes one feeling as if wearing worms.

Her eyes, ripe charcoals forever,
assume fear at the idea of forgiveness
of an exodus from their timidity.

A woman like this could only come
from a cloudy caucasic depression
of a Plain with the Electra Complex

where undisturbed things happen
and, stupid, we pretend other love
from that extravagant and covered sky.

© 2017 English translation by Adeodato Piazza Nicolai of the poem Antigone è finita by Flavio Almerighi. All Rights Reserved.