Prima di dormire

Si vive d’arte, si muore d’arte,
il resto è commercio, scampoli, saldi
se la stagione finisce troppo presto:
i camerieri dal mare finiscono in montagna
per fare le stesse cose, giocare a scacchi
con appetiti sempre uguali, gli stessi cavalli
scommesse perse al primo sparo,
nessun arrivo e una sigaretta
prima di dormire.

Cara, lustrissima italica poesia

a vedere certi commenti pare che alcune persone trovino tutto bello

alcuni scrivono poesie con errori grammaticali per aumentarne l’impatto e pure il sapore

le pseudo poesie sono belle purché scritte da amici che restituiscano il favore

quelli che, vaffanculo, dovrebbero cambiare hobby, scolpire legno, giocare a canasta, sferruzzare

scrivono interi libri inutili, ma con prefazione di …. (che l’ha prefato, ma non ne ha letto un rigo)

quelli che ti pubblicano aggratis ma devi comprarti tutta la tiratura: s’attacchino al cazzo

quelli che inventano un nuovo genere poetico purché tu legga con la Treccani sempre a portata di mano

scrivono poesie per stupire qualcuna con molto culo e poco cervello

quelle che siccome hanno grandi tette faranno sicuramente strada

quelli che a vent’anni sono anemici, ma hanno già un grande futuro alle spalle e due librini sotto il braccio

quelli che sono grandi maestri ma sono nessuno senza chierichetti

però dubito a volte che leggano davvero

E’ tutto quanto buono

Qualcuno morto inutilmente
anima, pianta, gemello cattivo,
dimenticato
divorato
sotto baldacchini di niente
.
per celebrare l’oblio,
essere cibo di altro cibo
da lavar via coi piatti
.
dopo accurate ricette e violenze,
finire, terminare
per alleggerire la coscienza:
è tutto quanto buono.

Tra maiuscole e minuscole

Notizie dalla landa solitaria?
Amo quel sottobosco di rose
ignorato e selvatico, silenzio
pestato da zoccoli di cervo
timidi, incapaci a non disertare
.
non c’è mare per galere
dai rematori stanchi,
non c’è bussola
e le frecce possono deviare,
cambiare corso,
portare dove l’ombra accarezza,
sospira, senza mani
né fiato
.
nessuno rimane là
a trascorrere la notte per amore,
a conversare
tra maiuscole e minuscole,
a mordere,
niente e nessuno.

Il tosaerba

Non c’è calore nel dolore,
ma una trepida manciata di oggetti
lasciati cadere
uno alla volta con irritante lentezza.
.
Oggi è un chiaroscuro di bestemmie,
marinai abbandonati a terra
dopo l’ammutinamento pronti
a mangiarsi tra loro.
.
Più coccodrilli che sottosuolo:
l’erba è verde, il cielo è blu,
lasciati toccare il cu…
.
anche il prato sarà tagliato,
il tosaerba non ha riguardo
per i figli nobili della fortuna.

Il Vaccinone 71

Hai trovato un bell’appartamento in un condominio di gran classe, ma invariabilmente il destino cinico e baro ha voluto che al piano di sopra abiti la Famiglia Decagacazzis. Essa è composta in genere da una moglie un po’ zoccola che a tutte le ore riceve postino, idraulico, elettricista, pasticcere, e giovani amici: a tutte l’ore significa che verso le tre del mattino, mentre sogni di aver vinto la lotteria di capodanno, questa ti pianta un orgasmo in stile opera lirica, da svegliare tutto il quartiere, con la paura che i carriarmati del Generalissimo Figliuolo abbiano già occupato i punti nevralgici della città in previsione della campagna vaccinale. I figli in genere sono due, uno con deficit mentali, l’altro un’esimia testa di cazzo, il gioco meno rumoroso che fanno è Il Piccolo Minatore. Il marito in genere è sempre fuori, lavora, fa volontariato e ha un parco corna da far invidia a dodici alci. Se gli dici qualcosa, ti fa capire che in famiglia lui non conta un cazzo. Non hai più pace, ti rivolgi all’Amministratore, ai Vigili, ai Carabinieri, a John Lennon, ma niente da fare. Compri un quokka per stare più tranquillo, ma niente da fare: e col vairus in zona rossa ti tocca rimanere dentro casa. A sto punto vai sul sicuro, faje trovà ‘na dozzina de porpette ar cianuro.

Campioni in erba

Chi non avrebbe voluto
fare il cantante o l’astronauta
in epoche remote davanti allo specchio
facendo finta di urlare
con una bottiglietta in mano
e una musicassetta sparata alta?
Qualcuno era un ottimo spadaccino,
campioni in erba sui campi di calcio
il sole ci ha dato spesso del tu;
finimmo i più a far finta di studiare
sui piani alti di un istituto tecnico,
presi, impacchettati e spediti
da un sogno all’altro
con sempre meno convinzione.
E’ stato così bello perdersi di vista,
dopo un saluto eterno scesi dall’autobus
o dall’ultimo treno, ognuno preso
da un futuro trascorso alla svelta
chi più chi meno.