Nero dispari

Non è segnatempo
bollettino assetato
di piogge e tempeste,
quando fugge
raccoglie in fretta poche cose,
chiude a chiave la porta
per far sì che il nemico
debba sfondare.
.
Nutre rimorsi come cuccioli,
sfama il proprio amore
puntando sul nero dispari
lo stesso quasi mai uscito.
Non aggiusta i vestiti
per sembrare chi non è,
entra e guarda intorno
rimanendo sottovento.
.
Ogni notte
sogna di arrampicare un muro,
arringare dall’alto una gran folla,
al mattino non ricorda
cosa ha detto.

*

Lo slancio

Tranquillo e compreso
tra uno spazio e l’altro
a ritenere pace lo slancio
perduto di un’aria estiva,
mentre le lucciole
donano grazie irregolari
al seguito dello sguardo,
i piedi desiderano
piena libertà, quando
il buio è meno infossato
fra rumori di fondo
che curiosi domandano
chi ha creato Dio.

*

Il Tempio

Un sonetto sonnecchia
brillando da binaria stella:
una si vede l’altra no,
mentre il treno riparte
il suo passo solenne
abbandona ogni esitazione,
via da luoghi in cui marciva
con spiritualità accattivante
da mercante nel Tempio
in attesa dei romani
per buttarlo giù.

*

Sì na gioia 249

Un tempo si diceva che, se il giorno di Capodanno la prima persona che si vede è un uomo anziano l’anno sarà buonissimo fino a scalare alle giovani donne massimo della sfiga. Ieri mattina ho aperto la finestra e ho visto passare una bellissima bionda. Spero non abbiate mangiato quella combinazione di lenticchie e fagioli tanto cara ai botti. Così come spero che qualche incauto non si sia invalidato coi botti di fine anno. Insomma, come diceva l’illustre Roberto Antoni detto Freak: La fortuna è cieca, ma la sfiga ci vede benissimo. Per cui tutte le vostre scaramanzie, dai dodici chicchi d’uva alle mutande rosse, sono l’inutilità assoluta. Saremo ancora qui il prossimo Capodanno? Qualcuno si accorge del tempo che passa? Già arrivata la nuova bolletta di gas e luce? Ciao pendejos e non sciupate mai il vostro tempo.

Imposte

Mondo d’imposte perfette!
Nessuna  sbatte volentieri,
se piove troppo il legno cresce
le imposte non chiudono più
se non alla fine
soltanto con un gemito.
.
Gli Eletti sanno,
emuli dell’indifferente
cambiano spesso materasso
per ripulire i sogni,
amare chi sta sotto.
.
È un giorno dal fisico perfetto,
glabro e da vivere
come compiuto gesto d’amore:
fa ancora caldo
che il tramonto gela.

*

Tornerà il mare

Tornerà il mare, malediremo il caldo
nel rispetto del ciclo naturale di stagioni
che ci attraversa e invecchia
peggiorando lo stato delle cose
e in silenzio, com’è sempre stato
durante vacanze sempre più brevi,
strapperemo frutti come fosse un diritto
per restituire sporco da nascondere,
gabellare per inevitabile progresso
al suono di allegri motivetti estivi.

*

Quando la rosa estrae le spine

La risata molesta, il dileggio brado
lontano è il giardino della mietitura feroce
.
ancora buio pesto avvolge la notte
la proprietà d’Io cessa di esistere
nel labirinto di profumi perduta ragione,
quando la rosa estrae le spine
ogni carezza diventa carminio
.
la salita fino al portone diventa impossibile
il portone è chiuso poi di sorpresa si apre,
una violenta corrente d’aria spazza via
ogni impurità tra i capelli.

*

Dallo Specchio

Dallo specchio l’uomo guarda in tralice,
spettinato, lineamenti tirati,
occhi chiusi, faccia da sonno,
conserva intatto l’ottimismo del vinto
armandosi per nuove sfide alla gioia
.
beve autunno che scotta in gola,
la sua vita ha fatto crack da grosso tronco
preda di un anonimo boscaiolo il cui alibi
è fare solamente il proprio lavoro.

*