se ogni uomo è mio fratello


se ogni uomo è mio fratello
l’esemplare femmina dell’anguilla
sguscia dal proprio sostantivo,
ogni donna diventa moglie
e tutto l’orbe spopolato
si ripopola di figli di.
l’orsa si pone in disparte
cadetta di stelle appena spente,
ispirazione per poeti cantori di niente
dediti a ritornelli senza motivo
scottati dal sole,
compriamone il riso,
diventiamo accondiscendenti
noi, figli di,
ogni uomo è mio fratello
bionde comprese,
anche quelle tutte filtro
coi loro bei grembi sterili e liftati:
andiamo, la patria cos’è?
Pollaio d’insulti
consumati in nome di chi
tiene i piccioli
armato da far paura, senza faccia,
pronto al tiro al piccione,
così il sangue sprizza,
l’aria fa schifo,
sia lode alle banche
ai loro delitti seriali,
benemeriti i rapinatori,
a morte i ragionieri,
e a ogni decesso una lite.
l’animo dismesso
i colpevoli assolti senza processo,
le figlie mantenute agli studi
vendendo foto virate in rosa.
Seguirà dibattito dopo la frutta.
Marx Duecento anni,
Cristo Duemila,
Hitler molto meno,
Maometto non pervenuto,
i loro cantori sempre tra i piedi
a farci danno

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al mio tramonto

al mio tramonto
chiedo molto più
di quanto possa dare,
una bomba a grappolo
miete vittime in sequenza:
nemmeno il lanciatore
può ritenersi
a distanza di sicurezza,
i frequenti ritardi
specie nel mese di maggio
sono causati da persone
il cui tramonto termina
con un tuffo
tra binari e ruote,
onestamente vorrei
metri di fantasia,
un colpo d’aria in viso,
poi la luna

ascolti amArgine: Toxic Girl The Kings of Convenience

Ho sempre considerato i Kings of Convenience una sorta di evoluzione naturale ed europea degli antesignani Simon & Garfunkel. Sono un duo formato da Erlend Øye e Eirik Glambek Bøe, provenienti da Bergen, una città della Norvegia. La loro musica è caratterizzata da sonorità delicate, acustiche, da voci morbide e da complesse evoluzioni armoniche con le chitarre. Entrambi i componenti del gruppo compongono e cantano i brani presenti sugli album. Per saperne di più:

http://www.kingsofconvenience.eu/

Toxic Girl

In the sky the birds are pulling rain
In your life the curse has got a name
Makes you lie awake all through the night
That’s why
She’s intoxicated by herself
Everyday she’s seen with someone else
And every night she kisses someone new
Never you
You’re waiting in the shadows for a chance
Because you believe at heart that if you can
Show to her what love is all about
She’ll change
She’ll talk to you with no one else around
But only if you’re able to entertain her
The moment conversation stops she’s gone
Again
She’s gone, believe at heart that if you can
She’ll change, believe at heart that if you can
The moment conversation stops she’s gone
Again

Kings Of Convenience – Intossicata

Nel cielo gli uccelli attirano la pioggia,
Nella tua vita la maledizione ha un nome,
Ti fa restare sveglio tutta la notte
Ecco perché.
È intossicata da se stessa,
Ogni giorno viene vista con qualcun altro,
E ogni notte ne bacia uno nuovo
Mai te.
Nell’ombra aspetti un cambiamento
Perché nel tuo cuore credi, che se puoi
Mostrarle cosa sia l’amore
Lei cambierà.
Lei ti parlerà con nessun altro intorno
Ma solo se sai intrattenerla
Nel momento in cui la conversazione finisce se n’è andata
Ancora.
Se n’è andata, nel tuo cuore credi che se puoi
Lei cambierà, nel tuo cuore credi che se puoi
Nel momento in cui la conversazione finisce se n’è andata
Ancora.

Una donna accorta (English translation by Adeodato Piazza Nicolai)

Una donna accorta non svelerebbe
il pozzo di San Patrizio nella borsa
al primo lupo scovato alla fermata.

Una donna accorta non è una sottana
non chiederebbe l’accendino
per poter dire che oggi non pioverà,
raccontare di tendini rotti
parlando con cadenza sbandata.

Una donna accorta saprebbe
di non dover affrontare fragilità
e ogni durezza con chi nemmeno
le chiede come sta, ma

nel gioco dell’esitazione, ognuna
riesce a ritrovare primavera
anche nel più idiota vestito a festa.

Iniziammo a sognarle sui girotondi
in vinile e mimosa tanti anni fa
senza mai più smettere
di voler essere loro. E loro, noi

*

A WARY WOMAN

A wary woman wouldn’t show
Saint Patrick’s well in her bag
to the first wolf seen at the station.

A wary woman is not a skirt
asking for a cigarette lighter
to say that today won’t rain,
only to talk of broken tendons
talking with a slanted cadence.

A wary woman knows too well
not to confront any fragility
and every harshness to one who
won’t even ask how she feels, but

in the game of hesitation, everyone
learns where to find springtime
even with an idiot in Sunday dress.

Let’s begin to dream of music records
in vinyl and mimosa olike many years
past without ever wanting to be
like them. And them be like us.

© 2018 English translation by Adeodato Piazza Nicolai of the poem
Una donna accorta, by Flavio Almerighi. All Rights Reserved.

Vacanziero (con traduzione di Adeodato Piazza Nicolai)

Ti amo o vacanziero
per la ruggine che porti al mare
con la stessa faccia
dell’attore Pacifico Aquilanti,
amo le bestemmie porta a porta
con cui accendi un’estate popolare
di sorrisetti e leggerezza greve.
Vacanziero tirato come un matto
in questo clima dopo Muro
ho tanta nostalgia di te
delle bucce di melone date ai pesci,
dei posti fissi con l’anima impettita
trucidati dal progresso.
Ti amo vacanziero irrigatore a cottimo,
mio nonno in spiaggia
ci veniva con scarpe da montagna,
l’avambraccio scurito con violenza
sotto mezze maniche cucite
con il suffragio universale
dal secondo dopoguerra.
Ti voglio incoronare vacanziero
nostalgico senza scadenza
della casa rimasta a casa.
Invidio il tuo coraggio
perso a scacchi con la morte
su portate a prezzo fisso
invisibili, insapori
d’anno appena terminato.
Vacanziero punto e a capo
anche dentro un altro corpo
ti amerei lo stesso.

la luna

questa mattina di minacciata pioggia
se mai si affacciasse la luna
non lascerebbe intravedere il seno
ma il mare dentro

facciamo della fame cecità
poi, su tutto, una nuova splendida luna
invisibile: nessun morto la vedrà

chissà dove sono rimaste la felicità,
quel bel libro di poesie sulla topa,
la luna nuova

stamani mi ha urtato un vitigno,
indifeso davanti al mio stupore,
ubriaco del vino che dovrà dare.
Chi va via si perde per strada.

Cristo Santo
la mia terra non è più rossa!
Le rimane un po’di giallo tra i codoli
sulle carraie piene di foglie secche.

E quando cambia luna
non ricorda come

***

Riccardo Sin Apsi, un saluto ovunque tu sia

Stamani apro FB e trovo questo messaggio:

ciao Flavio
Non so se lo sai… e non c’è una maniera più soft per dire certe cose… Ma RiKKardo Sin Apsi soffriva da circa 10 mesi di cancro ai polmoni, e niente… ieri la sua sorella mi ha informato che nella nottata… il nostro RiKKA è morto….
Nulla lo so lo so, non c’è da aggiungere nulla….
Fine della conversazione in chat

ho tanti ricordi virtuali legati a te, alla tua leggerezza, la tua ironia, che poi è sempre stata qualcosa di molto più importante. Volevi a tutti i costi sembrare chi non eri, ma eri bello. Sono certo, è stato strano avere avuto un amico senza averlo mai visto in faccia.

Un saluto ovunque tu sia.

In a little while
I’ll be gone
The moment’s already passed
Yeah it’s gone
And I’m not here
This isn’t happening
I’m not here
I’m not here
Strobe lights and blown speakers
Fireworks and hurricanes
I’m not here
I’m not here
This isn’t happening
I’m not here
I’m not here

Tra un po ‘
Me ne vado.
Il momento è già passato
Si ‘, e ‘ andato.
E io non sono qui
Non sta succedendo.
Non sono qui.
Non sono qui.
Luci stroboscopica e altoparlanti saltati
Fuochi d’artificio e uragani
Non sono qui.
Non sono qui.
Non sta succedendo.
Non sono qui.
Non sono qui.