Ripartenza 190

Agone è un grande, dopo aver festeggiato il trentesimo anniversario delle sue nozze con bagordi alimentari inenarrabili e di ogni genere in questi giorni è un po’ indisposto. Si sta facendo con ogni sorta di depuranti e lassativi, dunque gli ho consigliato di bere tanta acqua per fare plin plin e purificarsi. Plin plin nel caso specifico è fin troppo delicato, bisognerebbe dire plon plon, ma non ho voluto ferire la sensibilità del mio edicolante preferito. Certamente alla sua giusta obiezione riguardante l’edicola senza bagno, gli ho suggerito di andarla a fare dietro l’edicola, dietro un albero, ma la location è esposta agli sguardi di una frotta di abitatori di case popolari tutti guardoni, dunque la soluzione migliore per lui è andare a farla nel supermercato adiacente. Cosa avete capito? Non dentro i cartoni del latte, ma nei bagni! Altra obiezione di Agone, ma quando vado a chi lascio l’edicola? Lasciala ai tuoi figli, oppure alle Opere Pie Raggruppate! Ho risposto. Magari dopo morto, intendevo chi mi guarda l’edicola? Metti il cartello VENGO SUBITO. Ho ribattuto. Ma, già una volta mi ci hanno scritto sotto ALLORA GODI POCO! Ha ribattuto a sua volta. Va bene, chiamami che vengo io! Ho risposto in un afflato di generosità. Solo stamattina mi ha chiamato otto volte, alla nona ho risposto Pronto pizzeria l’Infame! Lo hanno trovato nella merda fino al collo.

Uscire

Domenica mattina,
inciampo sul corpo
difficile amore,
il sole freddo sottolinea
che manca molto
e potremmo invece
uscire lontani da qui,
visitare luoghi
dove i gatti sanno
non farsi trovare.
.
La colazione dentro
ha voglia di irrompere
sul pavimento,
allattarlo con dedizione,
il siamese brontola
i suoi talenti misconosciuti,
mentre mia figlia
si prepara a uscire,
esce.
.
Non avrei voglia di uscire
niente biglietto,
un pacchetto di bionde
la camicia stirata
poi torno indietro.

*

Tutto qui

Leggendari anemoni recisi
sul profilo dormiente,
il mondo non rallenta
l’umanità si disperde innocua
girando attorno al proprio asse.
.
I sogni per mancanza di spazio
da retti si fanno arcuati,
il tempo non tace, invoca,
tra urla di rimpianto per colmare
il fiume vuoto che scorre sotto.
.
non ci sono lacrime
non ci sono vittime,
il tempo giostra
tutto qui

*

Non so fare

Non so fare monti
nemmeno fronde
non so fare oceani
so misurare
equamente il vuoto
pronto ad aggredire
i momenti più scuri
o nel mezzo della piazza
durante feste di paese
alle code per il pane
quando la carestia
è questione dell’anima.
Ho conquistato
Europa e Americhe
tutte le isole attorno
mangiate da fumi
di onde spietate
non so fare isole
del mio splendido
distacco.

*

Italia delocalizzata

Siamo Italia figliastra dei savoia
della cricca ben salda comunque vada
dei vecchi arnesi pieni di ruggine
che sono il nostro bello assieme alle pietre
alle tele dipinte di un passato
mai più presente,
siamo quelli che sanno tenere chiuso senza pietà
il singhiozzo dentro lo stomaco,
bravi a sparare ma non sappiamo usare il fucile.
.
Siamo Italia radiosa di un giorno di festa
dopo tanto patire pronto a tornare,
qui da noi tutti vogliono andar via
ma torneranno, ardimentosi rocciatori
pronti a scalare muri verso la prima finestra aperta.
.
Siamo Italia a ore,
Italia delocalizzata.
Anche oggi sempre pronti a sputare il solito
siamo in Italia.

*

grazie

andai in giro a chiedere grazie
senza pensare al filo di sangue uscito dal naso
tenuto a bada dal grigio freddo 
del mese in cui sono nato
.
facile e bello attraversare un silenzio che non si oppone
intravedere speranze ancora in proroga
illusioni recalcitranti a spasso per strada
dove nessuno è nessuno
.
camminai ancora a lungo
le mani in tasca avvertivano meno il crepitio del gelo
osservando un fiume chiesi se altri
avessero visto tanto correre per il mare
*

In sogno

Foto Luigi Ghirri
Nessuno possiede l’Assoluto.
Appeso all’anarchia
l’oggetto si gretola in poco tempo
non è fatto per resistere,
inutile provare affetto per qualcosa
già destinato alla discarica degli dei;
andrebbe rivisto anche l’asfalto
pur di ritrovare sotto
un po’ di verità antica e rara;
Giacomo e Jack ammisero la sconfitta
rapiti dall’Inquisizione;
il sole non distingue punti cardinali
e ogni nodo resta chiuso.
.
In sogno
la porta spalancata sul buio
possiede l’Assoluto

*

Senza più tepore

Qualche passo in semioscurità
senza arrogarsi responsabilità per tutto
.
in ogni caso qualcosa rimane dentro:
somme, le cose arruffate dalla vita,
sensi sovvertiti.
.
L’orafo compone un gioiello
sarà attimo di gioia per una forestiera
.
già da porte chiuse e finestre rotte
s’intravede il disarmo
dentro una casa senza più tepore.
.
I fiori sono similitudini, che
recise già profumano della propria morte
.
cimiteri, storie d’amore e compleanni
tutti pieni d’abbagli,
chi entra spegne di colpo la musica.
.
Un bosco nasce per volere dell’uomo
un altro cade per sua stessa volontà
.
rimpiattino, quant’era bello quel gioco,
ora è semplice scampagnata
lungo i contorni di una terra goffa.

.