sospesa a divinis

Una luce vola via
sospesa a divinis,
il cervello legno tenero
in cerca d’asilo per ritrovarsi,
riprendere spazio e respiro:
per questo basta il semplice
latrare di un cane
quando risponde
al miagolio del gatto,
scrive lettere senza indirizzo
sperando arrivino a tutti.
Va’ non arrenderti,
lo fai o non lo fai
nessuno ne farà una croce.

*

Bicchierini

Chissà se ricostruiranno quel bar,
poco importa ce ne sono tanti altri
e circoli privati, armistizi, cartacce
tutto quanto è stato in vita
sul modello delle porte girevoli:
racconti per un pubblico noioso
che segue il flusso continuo di chi va
o viene, sai di quel bar
mi piacevano tanto i bicchierini,
alcuni li ho ancora, non erano miei
talvolta li guardo con curiosità 
tra copie assonnate di un Gauguin,
forse un Cristo giallo
di cui non ricordo il nome.

*

Sognatori

Agrodolce crepuscolo a caccia di luce
o del rientro di qualcuno che l’accenda
è tutto frattanto lo smanioso attendere
che vada a coprire col sonno il grigio, e
ognuno di noi sa bene come sia insoluta
la purità perduta da devolvere agli eredi,
tanto abbandono sorseggiato con classe
inventa il lumicino in lotta contro vento.

*

Nulla distoglie

Nulla distoglie
dal mio caprile
torvo di lontananza,
lieve infinita
è la curvatura
dell’orizzonte marino
.
il proprietario si chiama
Imprevedibile
sua moglie Atlantide,
i pesci sotto costa
guardano
nessuno ne conosce
i nomi di battesimo
.
e niente
a quel paese
i vicoli caratteristici,
le manciate di parole
da non sputare
addosso al vento.

*

Tempi brevi

Al Bagno D’Oro
tutto l’Adriatico si dà convegno,
il barista instancabile sonda il livello
dei sogni erotici delle avventrici
tra un bombolone caldo e l’altro,
la data indefinita rende il quadro
ancora più avvincente,
qualcuno ricorda il tempo in cui,
ancora bambino, poteva vedere
i cavallucci marini, oggi
il petrolchimico in disarmo
non ha pietà alcuna, gli altoparlanti
mandano successi estivi
ogni estate ha il suo,
anche oggi brevi incontri sentimentali,
gli ombrelloni costano
si vive una volta sola:
un bambino scava per trovare acqua,
una bambina si rifà la treccia.

*

Mai na gioia 123

Qualche matrimonio, molti funerali, senza pausa estiva continua il nostro declino morale, demografico, economico. Dormivamo talmente bene, che ci hanno sfilato democrazia e diritti da sotto il culo senza che ce ne accorgessimo e per cosa? In nome delle libertà ovviamente. Intanto c’è sempre un caldo disperato, lo stesso che ci sta addosso come una mamma invadente dall’ultima decade di maggio. C’è poco da aggiungere, l’unica soluzione sarebbe sovvertire anziché riformare ma questo non fa parte dell’italico dna. La verità è che non siamo più creativi, non siamo più capaci di stare insieme, ci spostiamo a caso come farebbero i sassi nel torrente se non ci fosse la siccità.

Segno di quindici dita

Il tempo è cattivo,
quando chiedo al soldato
perché mira in fronte
mi risponde che è per la libertà,
per salvare vite umane.
.
Indocili fiori d’ascia:
non è chiaro il peso di ogni parola
nemmeno il fiotto che le accompagna,
siano esse marmi o delizie
florilegi omicidi.
.
Attraverso strada e fiume,
al soldato opposto vestito quasi uguale
mostrine a parte
pongo la stessa domanda,
lo sguardo si annichilisce
ma ricevo la stessa risposta.
.
Vado via, mi nascondo
per non trovarmi ancora in mezzo
a tanta libertà.

*

Sete all’amore

Photo by Samad Deldar
Preti di qualsiasi religione
misurano il peso dell’abito
durante notti mai trascorse,
consumate in brevi primavere
.
banchi appiccicosi
di preghiere e fedeli sconosciuti
dell’antica martire romana
la cui reliquia è ricordata
nei mesi di siccità
.
viene portata in processione
per dare sete all’amore,
l’assoluzione chissà, forse domani.

*

Parete scabra

Candele accese malgrado non sia notte,
gli idioti vivono continui scambi di lettere d’amore
fino a quando la stagione muta:
irrompe una brezza dura, urticante
replica dolore che si pensava irripetibile,
tutto torna senza nome.
.
Raccontare non è riconoscere
vegetazione aggrappata alla parete più scabra.

*