Amicizie

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Amicizie, relitti di gioventu’,
ora si dovrà discutere 
di comuni interessi, reputazione;
a questa età 
voglio essere amato come desidero,
non amore da ore vuote
o camere oscure di desideri,
senza dorature o insetti, gabbiani,
metafore: il resto del clima,
gli sfondi in cartapesta
riguardano soltanto i poeti.

Realtà e canzone

Farò che mancherai,
tutto è così popolare, di forte impatto
quando i piedi battono sul cemento secco 
echeggia tutto il corpo, cuore e fiato
cadono sulla strada passando per verità.
Colori in pasto al diaframma onirico
e profondi fossi scavano
tra realtà e canzone.

Settimo Giorno

Il settimo giorno riposò
stanchezze, malinconie, e la sensazione
di non aver creato con giusta esperienza
e onestà intellettuale.
Pensò agli angeli, ai demoni,
alle ingiustizie formate e scelte, si ripromise
di creare il libero arbitrio, vide che era bene,
per non dover ridiscutere ogni male
voluto in forma di bene, e riposò di nuovo
mentre in lontananza scattò l’allarme
di una banca, scoppiò la guerra santa
e l’acqua dolce terminò.

come ai Nuotatori

Creature di pancia
non di sostanza,
anche se donne s’offrono
in suggestivi primissimi piani
per nascondere ai credenti
la prematura sconfitta
nella lotta contro la gravità.
.
Apparenze, come ai nuotatori
che, malgrado il cloro
fissano da sotto
il pelo dell’acqua
e tatuano in mente
l’illusione ondivaga
di un mondo perfetto.
.
I poeti aprono le vene
senza perdere sangue.

Domande oziose

Oziando, mi chiedo se
dopo tanti anni 
assieme alle ossa di Lorca
abbiano trovato
la fibbia della sua cintura,
i baci che lasciò in pegno,
mentre gli eredi dei creditori
che attendono ancora quiescenza
hanno abbandonato ogni speranza
di vedersi soddisfatti.
 
Se un pensiero abiti ancora
le sue ossa temporali piene di terra,
spero lascino in pace 
quei suoi libri mai scritti
e il robusto canto di uccelli non visti
resti impigliato tra neve e polvere.
 
Mi chiedo se anche queste
siano domande oziose.

Figura

Un tale scrisse prima di morire
dove stanno le tue mani prima dell’accapo,
e come ti senti dopo: fingi
o sai di non sapere che le strade
non vanno mai accapo, casomai riprendono
o interrompono lunghe parti e discorsi,
volutamente del meno,
come fosse prevedibile una piazza,
lo stato di umidità dei panni appesi a un filo:
questo sì è destino!

 

Momenti d’amore

il rischio dello scrivere è uno solo: essere letti
(Pasquale Panella)
.
Non c’è morte,
mostri notturni a parte,
è la semplicità che divora,
offende, amalgama, stranisce
nel proprio tritacarne:
arriva alla vita,
smetti di urlare.

Hai fatto anche troppo

Piove sempre,
quando non piove c’è vento,
veloce, improvviso,
da non vedere cos’è
oltre il naso:
il picco è inatteso, liscio,
cadere, andare giù,
le ossa in pezzi
e qualsiasi soluzione, pensiero,
non vanno bene, anzi
hai fatto anche troppo.
La stanchezza e tutto il resto
pesano, un capello
è cinque transatlantici,
meravigliosa crudeltà.

Soggetti

Ricordano dove e quando,
quale fu la reazione di fronte
all’evento, una vittoria
e una sciagura, prima senz’altro
l’emozione iperattiva, costringe
a una robusta revisione
di soggetto e sentimenti.
 
 
La sorte è nei lampioni accesi,
provano a spegnerli, la strada
diventa mistero di oggetti trascinati
ovunque e oltre, gemono freddi
a ogni sfioro del pelo d’asfalto.
 
 
Sempre più seri, meno avvincenti.