Concetto d’Io

Preparo il giorno
nei lampi in cui son’io,
sogni dimenticati, le poesie migliori
perdute all’alba
.
non confido nell’unica attesa
del crepuscolo,
quando tutto sembra poter andare,
andarsene in pace
.
tempi scanditi dall’appeso
lo vedo filo a piombo oscillare,
all’opposto unico vero movente
è sentirmi nudo.

 

*

Base e ritornello

Le canzoni di due minuti
sono quanto due respiri,
continuano tra base
e ritornello fino al calcolo
dell’area specifica
pronta a contenerle
dentro il cuore.
A volte, anzi più spesso,
il riascolto fa male
risveglia sogni perduti.
Nessuno è certo
della propria memoria
e quanto dimentica.
*

Andiamo avanti

Sapore metallico di domenica
mentre morde accarezza i rottami
appeso all’ io che non sa ascoltare,
stesso sapore quando i colombi 
si accucciano sui tetti in comune
per trovare poco più caldo
durante la stagione inclemente,
nessuna sinfonia può salvare
e nemmeno altra rabbia 
renderebbe giustizia all’indefinibile
rimasto impigliato tra i denti
caduti con gli anni, con dolcezza ripeto
l’inascoltabile andiamo avanti,
malgrado grigio ferro
non sia argento.

In giro

Avvitamento perfetto sull’asse
Desiderio compulso di leggere cosa
Passa per la testa
Quando umori e immagini sgretolando
Provocano bisogno di sonno
O movimenti tali
Da indurre nausee
Pensare che non si sa nemmeno
Quale primavera o cambio di stagione
Abbia scavato questo inferno
.
L’inverno alle porte
Melodie suonando tacciono
Come la reticenza in ognuno
La mancata dolcezza pronta al cinismo
I fotogrammi tagliati dal proiezionista
Gettati per strada
Quando di domenica il retrogusto del pranzo
Preparava alla curiosità
Alla voglia di storie altrui vissute guardando
.
Il divertimento sta nel dibattersi
Vissuto senza odore o sapore
Dunque in perenne raffreddamento
Irregolari dati in pasto alla guerra
Eroi in bianco e nero
Il silenzio dei morti è accaduto
Con la scelta di non averne avuta una
Tanto tempo fa
.

La vera rivoluzione

Rimangono alcune carezze,
portano nome, misericordia;
la mano si piega
come carta da macellaio:
ricordi quella gialla
così buona per i contusi?
Stesso destino del bersaglio
perduto nel consesso
di umori autunnali.
Ho mano, ho cuore,
qualcosa è fuori stagione,
molti fiori non profumano più
pungono ma non parlano,
vera rivoluzione è ridare fiato
alle dita tra i capelli.

.

Concetto di Felicità

Forse domani, dopodomani al massimo
nello svanire di luci dorate e omicide,
ritroveremo dentro un imbarazzo di carte
tra bustine di tè già spremute
la formula del fuoco greco, per scoprire
che non è poi così dissimile
alla ricetta della felicità.
.
E allora cos’è felicità? Rassegnazione
verso tutto quanto non arriva e non arriverà,
nostalgia per gli occhi belli la prima volta,
adattamento cinematografico alla solitudine
senza aver bisogno di soluzioni ulteriori
agli enigmi della vita, non inseguono rose
le spine, ne fanno parte.
.
Dove sei stato? A cercare felicità!
Volevo sfidarla nel giorno dei morti, pensando
di poterla battere sul suo stesso terreno.
L’hai trovata?
No, è rimasta chiusa dentro casa sua.
La troverai?
No. Penso di non averla riconosciuta.

L’intorno che non ama

Difficile passare lo stretto
da ottobre a novembre
tra freddo e oscurità precoci
l’intorno che non ama,
tutto perde profondità
le luci non possono dir nulla,
soltanto piccole faccende
volate via con portacenere
gettati oltre non si sa dove,
ma quando stanchi
i boia tornano sognatori
si danno pacche sulle spalle
dicendo tra loro
ben fatto!

.

 

Troppi capelli

Amo questi capelli da ragazzo
e quanti ne spazza via il barbiere ogni tanto
assieme a mesi di vita in tripudi di pepe e sale.
.
Amo ricordare i pensieri coperti, le sviste,
la sensazione degli anni, perdite d’acqua
che più vanno avanti e meno amore trovano;
intere voglie di piangere mai precipitate in nome
di risate convulse e parole povere.
.
A ogni inizio il pettine smadonna per colpa mia
e di capelli mai pacificati, ma concedo al cuore
l’unico sorriso del giorno a venire.