Due di Uno: Luigina Bigon e Adeodato Piazza Nicolai

Due poeti, due amici, due belle persone: Due di uno. (Flavio Almerighi)

UN SASSO NELL’ACQUA

Anche il ficus beniamino
se n’è andato con la stagione,
le vene hanno perso il flusso.
Pallido come uno straccio
braccia scarne mani bianche,
ritto nella gamba
a più speroni non lamenta
prigione alcuna, libero
di volare per altre primavere.
La merla e il suo compagno
si incontreranno per altri nidi?
Forse sì, forse no. Forse vecchi
pure loro staranno zitti
con il becco a mezzombra
tra i rami del pino
o in riva al fiume
a un passo dal paradiso.
Lancio un sasso nell’acqua,
si allargano gli anelli
in una immensa ‘O’
sempre più gigante
con tanti figli
che si allargano nello spazio
senza mai toccarsi,
un infinito senza ombra
e senza piuma, questa la
mia natura nel fiume della vita
senza paura di affogare.

© Luigina Bigon
26 febbraio 2017 h 18,56

A STONE IN THE WATER

Even the benjamin tree
is gone with the season,
the veins lost their lymph.
Pale as a rag
skinny arms white fingers
rigid limbs,it doesn’t
complain of the thorns:
the sure prison, freeflying
toward other springtimes.
The female black bird
and her mate
might make other nests,
maybe yes maybe no.
Old even them
they will remain mute
their beaks in the shade
of the pine branches
or along the river bank
one step from heaven.
I launch a stone
in the water,
the rings expand
in an “O” without end
with many kids
invading space,
a shadeless infinite
without feather, this is
my nature in the river of life
with no fear of drowning.

Copyright 2017 American translation by Adeodato Piazza Nicolai of the poem UN SASSO NELL’ACQUA by Luigina Bigon. All Rights Riseved.

SOLITUDINE AMICA MIA

Solitudine non è restare solo
per ascoltare la canzone di jazz
preferita; alle note nella tua testa,
o ascoltare le ombre sotto il tuo letto.
Non è pensare come la vita potrebbe
scappare una di queste giornate,
cosa potrebbe accadere dopo che
se n’è andata. Non è neanche la tua
cara compagna che dice arrivederci
dopo che la passione è sbiadita.
Amore e solitudine dovrebbero
passeggiare mano in mano attraverso
le foreste ascoltando come canta
l’uccello del mattino, cogliere una viola
inzuppata di rugiada. Forse saremo io
e te sotto la volta del cielo
che balliamo un lento verso il grosso
sasso la cui base non riusciamo a sfiorare.
Ci invita sempre più vicini finché
le dita dei piedi toccano la sponda
che ci richiama ancora di nuovo:
venite per imparare come volare …

©2017 Traduzione italiana della poesia di A. P. Nicolai titolata LONELINESS MY FRIEND. Diritti Riservati dall’Autore.

LONELINESS MY FRIEND

Loneliness aint being alone
to listen to your preferite jazz
tune, to sounds in your head, or
to ear shadows beneath your bed.
It aint thinking how life might
run away one of these days, of
what might come after it’s gone.
It aint even your dear lady-friend
saying goodbye once passion
has gone its own way. Love and
the lonely should go hand in hand
into the woods to hear the morning
bird chime, to gather a violet soaked
with fresh dew. Maybe it might just
be you and I under the sky slowly
dancing toward a tall stone whose
bottom aint seen. It calls us closer
and closer until our toes touch its
edge that invites us again and
again: come and learn how to fly …

Copyright 2017 by Adeodato Piazza Nicolai
Vigo di Cadore, 15 march 2017- at 3;17 A.M.<a

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letture amArgine: Giuseppe Panetta detto Talìa

“Non è questa la sede per tentare di rintracciare nella personalità di Giuseppe Panetta l’origine delle paure che hanno attraversato l’infanzia e forse la giovinezza: a noi il compito di individuare il senso di questa repulsione e il valore metaforico attribuito a questo piccolo animale che si nutre di insetti e trascina la propria esistenza ignaro di quello che possono pensare o credere di lui gli umani, siano essi poeti o non.” (la salamandra, non l’autore)
Giuseppina Amodei dalla prefazione di Salumida.

da Thalia

Acquafredda

Come una rosa rossa che nelle carni
Dei petali matura foglie e spine
Scempiaggine della brina che scende
Sul tarlo acquoso per turiboli
Sulla brace del silenzio condito
Di pulviscoli che prendono il consenso
Delle parti smosse a bottarga e tranci
Di mattanza sullo scalino del tordo

*

Ecco i pampini della spremitura
Aria saccarina tramonto ciaccino
Ruta del dirupo imbuto amaro
Zolla d’alpaca vanga di velluto
Polpa spugnosa del cuoio capelluto
Grasso frutto senza più colore
Fusto genitale d’afidi e zanzare
Falangi come burro e tasti misti
Ecco il bricco rotto ortaggi urtati
La palpebra crepa secca goccia
Di umore segaligno in grana grossa
Spezie cirri fittoni umani
L’azzurro stratosferico d’imberbi
Cumuli di stelle sparse perigliose
Panegirici redatti a pegola
Fratina da mangiare a due palmenti

*

In questo mondo di cazzo cedimento
Di figa asciutta e bande magnetiche
Un’occhiata alla glassa marron ingagé
Cubetti di ghiaccio in lavatrice
Mugghio torcitura strizzatura
Gargarismi di vino al vetriolo
Pere cotte nel refolo di legge
Cioccolatini cuor di nocciola

da Salumida

Ho smesso di uscire di casa
Proprio mentre si bucano montagne
Lotti e lotte un gioco al lotto

Non sono più nemmeno benestante
Proprio mentre tutto è commercio
Lotti e lotte un gioco al lotto

Ho smesso di manifestare in piazza
Proprio mentre in piazza si muore
Lotti e lotte un gioco al lotto

Ho smesso di interessarmi al calcio
Proprio mentre si frantumano le ossa
Lotti e lotte un gioco al lotto

Giuseppe Talìa (pseudonimo di Giuseppe Panetta), nasce in Calabria, nel 1964, risiede a Firenze. Pubblica le raccolte di poesie: Le Vocali Vissute, Ibiskos Editrice, Empoli, 1999; Thalìa, Lepisma, Roma, 2008; Salumida, Paideia, Firenze, 2010. Presente in diverse antologie e riviste letterarie tra le quali si ricordano: Florilegio, Lepisma, Roma 2008; L’Impoetico Mafioso, CFR Edizioni, Piateda 2011; I sentieri del Tempo Ostinato (Dieci poeti italiani in Polonia), Ed. Lepisma, Roma, 2011; L’Amore ai Tempi della Collera, Lietocolle 2014. Ha pubblicato i seguenti libri sulla formazione del personale scolastico:LʼIntegrazione e la Valorizzazione delle Differenze, M.I.U.R., marzo 2011;Progettazione di Unità di Competenza per il Curricolo Verticale: esperienze di autoformazione in rete, Edizioni La Medicea Firenze, 2013. È presente con dieci poesie nella Antologia Come è finita la guerra di Troia non ricordo a cura di Giorgio Linguaglossa, Ed. Progetto Cultura, Roma, 2016.

Un’idea di Edie S (trad. inglese di Adeodato Piazza Nicolai)

sorriso mezzo crudo,
color mimetico si allena
a guardare in basso,
dove di solito nessuno vede
il silenzio di una vita.
Coglie fiori in mazzi
sul punto in cui l’argine
si getta nel fiume
e li riporta indietro.
Essere felici, parole grosse
abbandonate a margine
di un film d’amore,
la sciarpa gira attorno al collo
gira allacciata con cura
su quel sorriso al sangue.

AN IDEA OF EDIE S.

Smile half raw
mimetic color in training
to look down, where
usually nobody sees
the silence of a lifetime
better picking a bunch of flowers
at the point where the argin
flows into the river
and brings it back.
To be happy,
big words spent at the margin
of a love movie,
scarf around the neck
tied at best with care
over a bloody smile.

©2017 American translation by Adeodato Piazza Nicolai of the poem UN’IDEA
DI EDIE S. by Flavio Almerighi. All Rights Reserved.

dietro una foto

Di vicoli stretti con gli occhiali scuri
ne percorremmo tanti e altrettanti
sono certo, ne attraverseremo
dalle porte chiuse in apparenza
tra finestre strette poste a caso.

dietro una foto
nella pace del lasciato perdere

Sarai sempre il mio cuore,
stretto a una vite rampicante
sopra il voltone del tuo cielo
a guardare avviarti verso le cose
con la stessa maglietta a righe.

di vent’una

Poesia scritta di getto
Poesia riscritta dal gatto
(si sa, ovvio che sia
il più grande poeta vivente)
Poesia scritta da un ratto
Poesia col seno rifatto
Poesia riscritta del tutto
Poesia più bionda di un rutto
Poesia ch’è bella di brutto
Poesia ammazzata in diretta
Poesia di tutte un po’ stretta
Poesia lasciata del tutto
Poesia messa un po’ sotto
Poesia di un pianto a dirotto
Poesia gettata di sotto
Poesia che mi sono un po’ rotto
Poesia rimessa un po’ a posto
Poesia da farci un esposto
Poesia che resto di sasso
Poesia ch’è solo un ammasso
Poesia vergata su un masso
Poesia che ha perso un riflesso
Poesia scritta da un fesso
(a spudorata imitazione di Bruno Munari)

letture amArgine: Bruno Munari è obliquo

All’improvviso
senza che alcuno mi avesse avvertito
mi trovai completamente nudo
in piena città di Milano
la mattina del 24 ottobre 1907.

Mio padre aveva contatti
con le più alte personalità della città
essendo stato cameriere al Gambrinus.
Mia madre si dava delle arie
ricamando ventagli.

*
ATTENZIONE ATTENZIONE
E’ vietato l’ingresso ai non addetti al lavoro
E’ vietato il lavoro ai non addetti all’ingresso
E’ ingrassato l’addetto ai non vietati al lavoro
E’ lavato il gessetto ai non addetti all’ingrosso
E’ ingrossato il divieto ai non lavati di fosso
E’ addetto all’ingresso il non vietato al lavoro
E’ avvallato il lavoro all’ingrosso del foro
E’ levato di dosso il divieto del tetto
E’ addossato il divieto ai non venati di rosso
E’ arrossato il viadotto ai derivati del cloro
E’ venduto il cruscotto con paletti di gesso
E’ ingessato il bompresso ai maledetti del fosso
E’ mozzato il permesso ai garretti del toro
E’ maledetto il congresso dei cavilli del moro
E’ forato il moretto nei contratti del coro
E’ contrito il foretto ai lavori del messo
E’ cessato il forzetto ai divieti dell’oro
E’ venduto il merluzzo non senza decoro
E’ dettato il permesso ai verdetti del foro
E’ vietato l’ingresso agli addetti al lavoro

*
ARTE VIVA
Il grande pittore
dipinge l’insegna del fornaio

il grande scultore
dà forma a una macchina

il grande architetto
progetta la casa
per il capo del governo

il grande poeta
scrive canzoni popolari

il grande musicista
scrive la musica
per le canzoni del poeta

un popolo civile
vive
in mezzo alla sua arte

(tutti i brani tratti da Verbale Scritto-Bruno Munari (1992 Corraini, Mantova)

Bruno Munari (Milano, 24 ottobre 1907 – Milano, 29 settembre 1998) è stato un artista, designer e scrittore italiano.
È stato “uno dei massimi protagonisti dell’arte, del design e della grafica del XX secolo”, dando contributi fondamentali in diversi campi dell’espressione visiva (pittura, scultura, cinematografia, disegno industriale, grafica) e non visiva (scrittura, poesia, didattica) con una ricerca poliedrica sul tema del movimento, della luce e dello sviluppo della creatività e della fantasia nell’infanzia attraverso il gioco.
Bruno Munari è figura leonardesca tra le più importanti del novecento italiano. Assieme allo spaziale Lucio Fontana, Bruno Munari il perfettissimo domina la scena milanese degli anni cinquanta-sessanta; sono gli anni del boom economico in cui nasce la figura dell’artista operatore-visivo che diventa consulente aziendale e che contribuisce attivamente alla rinascita industriale italiana del dopoguerra.

color malva

assisto silenzioso
all’avanzata del crepuscolo:
tutta la meraviglia
è lo sconfino di una piccola stella.
Un anno è trascorso,
già un anno
tornerai domani?

Non c’è più nulla,
un ritratto da sentire
la bellezza della gatta
che riuscivi a imitare,
stringo in mano indecifrabile
un libriccino color malva

Dall’irripetibile arena
di emozioni del tuo cuore
riporta la mia fragilità

(inedito 1995)