ce la siamo fatta 32


Non smette di preoccupare la diffusione del vairus nel mondo. E’ che siamo cretini, come prevedibile, siamo passati dal patriottico “io me ne sto a casa, stacci anche tu!” a un più inquietante “io non te la do, fai come quelli di Faenza, che stanno senza” al definitivo “io mi faccio i cazzi miei, e tu?”. Insomma il mondo è tornato alla solita carogna, com’era nelle più facili previsioni. Quindi è normale che si discuta sul perché e sul percome non affidare ai Benetton il nuovo ponte di Genova, appena ricostruito, quando invece bastava indirizzare a cotanti magliai una buona dose di sputi corretti.
Non ho notizie certe di cosa stia succedendo in moschea. Cobra ha deciso che i locali vanno risistemati e ristrutturati, dopo qualche timida protesta da parte dell’imam subito rintuzzata con un Kalashinkov, ha assunto una squadra di pittori, arredatori, e tappezzieri, e ha deciso di trasformare l’ormai ex moschea in un bellissimo pied a terre. Intanto se ne è andato in crociera con la first lady. Pare che tra i due, da un po’ di tempo, ci sia del tenerone. Gli altri se ne stanno tranquilli, anzi hanno optato per una botta di vita, oggi se ne vanno a fare un pic nic in campagna con la Prinz, guida Agone. […]

ce la siamo fatta 30

Due giorni che che si lavora da negri qui in edicola, Agone ha finito la sua parte di malloppo prima che gli facessero il tetto. Un’edicola senza tetto, ma ditemi voi! Questa notte ha piovuto forte e siamo qui coi secchi a cercare di asciugare.
– Tanto in estate non piove! – Le ultime parole famose, ma vààà….
Qui, più che Sole e Luna, oppure Corna Vissute, sarebbe il caso di mettere l’insegna del Titanic.
Gli altri stanno spendendo i soldi più o meno allegramente.
Cobra è bravissimo, si limita a comprare armi sempre nuove e fantasiose, l’ultima è un violino spara vairus, e mentre suona Paganini infetta il nemico. Poi ripete la solita frase – Tu sei il male io sono la cura! – e procede con la chiusura pratica. Di Vargas sappiamo, ha donato metà della sua parte ai Comunisti Rossi e Rissosi, ha comprato un televisore mega schermo, dove passa le ore a guardarsi pornazzi aracnidi. Francamente non sapevo esistessero ragni così lascivi. Monnezza è scomparso da qualche giorno, si dice stia rilevando la Trattoria Pizzeria La Pernacchia, ma lo scopriremo solo vivendo. Adrianone ha nascosto la sua parte sotto il frigo e se la dorme 18 ore al giorno, per apparire un gatto insospettabile. La first lady se ne sta sempre a letto e non apre a nessuno, quindi è inutile che andiate a suonare alla porta della moschea spacciandovi per salafiti.
Resta questo senso di burla, barzelletta, alcuni pensano ancora che i tamponi siano anali, ma ho un presentimento…

un altro soltanto

non siamo maghi del destino,
ma sappiamo di averne uno
e poterne vivere un altro

un altro soltanto
da crescere con la pioggia di marzo
sotto il sole di giugno

sappiamo dei grappoli gustosi a settembre

sappiamo che si nasce
a novembre,
quando tutto sembra dormire
l’amore sogna e cresce:
per questo siamo vivi

ce la siamo fatta 22

Ho imbroccato un gratta e vinci epocale, alla facciaccia del vairus, eppertanto dichiaro ufficialmente: oggi GIORNO SABBATICO. Cobra, Agone, Ragno Vargas e Monnezza hanno preso un pezzo di spiaggia libera a Punta Marina Beach, con il pretesto di verifiche a campione sulla sabbia hanno affittato un camion ribaltabile, giusto per prenderne un po’ da portare al primo laboratorio anti vairus disponibile. In moschea è rimasto di guardia Adrianone, vigile come sempre almeno cinque o sei ore al giorno, pare che la first lady abbia un gran debole per i siamesi. Notizie della ragazza delle pizze? E che Baal ce la mandi buona!

punto cardinale

altre meraviglie, una a una,
per ogni giorno, ogni respiro,
questo sole, così pubblico
da lasciarsi osservare
dai punti cardinali, camminamenti
di carta, quelli per le poesie
lasciate a metà, tanto domani
si riscrive e tutto più chiaro,
dov’è il luogo a lungo navigato,
attraversato, volato, il punto
equidistante da ogni altro,
quel pezzetto di strada
verso la piazza dove t’incammini

Variazioni

Eteree, cortigiane
ma le Donne compaiono soltanto adesso.

Quando il vestito copre, ed è panno sottile
color cielo, e un po’ di notte esce dalla fronte,
è necessaria quella mano che sappia scoprire,
prendere senza toccare dal basso per risalire

l’impulso è consegnato al desiderio:
ecco, salta il diaframma, si sposta, sale
nel compito del piacere.

Tutto si ferma allo sguardo d’origine,
una dimenticabile solitudine permette alle braccia
di spuntare.

Non ci sarà rappresaglia per gli anni impiccati.

tienimi con te

tienimi con te non per le canzoni
o le parole, nemmeno le più belle,
non per il mare che sappiamo imitare,
nemmeno per gli occhi:
e sì combatto ogni giorno
per quelle luci

non per la costa o i campanili,
nemmeno per i sassi in forma di testa cuore
raccolti sul greto del fiume,
o perché l’alba con te luce di più,
nemmeno per il valore aggiunto alle notti

un giorno può durare un secolo
o i momenti sul tuo seno.
tienimi con te
non sei nessun altro,
tienimi con te

dimmi

disappunto di luci
quando si addormentano sotto il velo
che appena lascia respirare

dimmi ogni giorno dell’arco,
delle frecce con cui scagli il cuore
verso l’altrove cercato, ritrovato

raro come una certezza.

di quel luogo dove sei chi sei,
senza vergogna e bisogno di mentire,
che mentire non c’entra

di lettere spedite senza ritrattare
laddove ogni giorno alba e tramonto
danno le stesse ombre

Il Sospiro degli Amanti

Sono stati anni peggiori, altri migliori.

Ricordi il terremoto del Duemila?
Allora ebbi paura, ballavamo il surf ogni giorno,
più volte al giorno e infine
feci ali le mie braccia, perché se il soffitto
fosse caduto, avrebbe fatto male.

Negli anni migliori il sospiro degli amanti
diventò insano,
come pensare altrimenti e ogni giorno,
cosa poteva essere quell’ansia primitiva,
congenita, sensazione di dover ancora attendere
l’amore vero della vita?

E le canzoni passavano,
qualcuna ballò un’estate sola
per essere dimenticata poco dopo mezzanotte;
quando la doppia linea si accoccola sotto il saldo
ma non si sa ancora se uscirà il rosso
oppure il nero.

Tutta la vita è stata un sogno dolcissimo
quando non è stata amaro. Guarda adesso,
è uscito un fiore d’arancio e da meraviglia!