baci con la lingua

non che l’abitudine di osservare stelle
sia concreta o baci con la lingua
ma l’aureola del dito è necessaria
a designare santità

cadono sventate foglie dal futuro
dopo l’incubo di agosto, orrore, siccità,
mentre i piccioli già vissuti, a gennaio
ancora tutti li vedono virili.

Le rose femmine cacciano profumi,
i loro annunci inopportuni
a parlare amabili del tempo a un calicante
sempre in cerca di facili emozioni.

E’ tutto un ozio la cantera occidentale,
i pochi buttafuori stanno dentro
coi telefoni all’occhiello, evitando
entrate e l’esotismo di nuove malattie.

Ascende nuova sacralità da mura vecchie
sbriccolate, sgraziate e ricresciute
diventano fenomeno di massa,
tu ora sì, sarai una vera prora.

*

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in rosso

Gennaio è già dopo mezzanotte,
riposti i finimenti, scaricate le armi,
sepolte le vittime.

Qualcuno lamenta e promette gioie
da fine legislatura: ricordi tutte
le vecchie cose già viste assieme?

L’evo non si scuote di dosso,
non rotola nel gorgo di una fogna.
Bilanci e baci tutti chiusi.

L’aria è dura, bagnata.
L’uomo bianco insegue.

Abbiano bei modi invernali
i cani sciolti e il picco d’influenza,
l’amore beneaugurato, il saldo in rosso,
tanto che qualcuno
si penserà ancora comunista.

*

finché morte non ci separi (trad. Adeodato Piazza Nicolai)

Solita apnea divisa
tra sole e pioggia mista a neve.
Fanno male le gambe
già fuori condizione e per nulla,
per nulla irrobustite dalla sosta.
Si avverte lo stridio di gabbiani
fuori sede, ma se non sbaglio,
su quei pennuti è già stato detto tutto:
frughino tranquilli tra immondizie
e speranze senza seguito
gettate in esca ai pesci.
Qualche giorno di percosse
riabituerà alle contrarietà del basto
finché morte non ci separi

*

until death doesn’t separate us

the usual apnea divided
between sun and rain mixed with snow.
The legs feel pain
already out of shape and not
not at all stenghthened by the pause.
Cryes of seagulls are heard
out of place but, if I don’t err,
all has been said about these birds:
let them placidly dig through the garbage
and hopes without future
thrown to trap fish.
A few days of scrabbling
will get them used again
to the contrariety of the deed
until death doesn’t separate us.

© 2018 English translation by Adeodato Piazza Nicolai of the poem finché morte non ci separi
by Flavio Almerighi. All Rights Reserved.

speranza senza pensiero

L’aspetto delle foglie è inesistente.
Passò.

Tutto quanto poteva essere
è rami spogli pronti al potatore
e a suo figlio il fuoco.
Foglietti lasciati al destino
bruceranno qui.

Ovunque non è mondo
domeniche pomeriggio piene di noia,
pronostici sulla noia,
mai una pentecoste.
Desideri derisi talvolta si sporgono.

Chi è vivo ami il suo tempo lineare
di maniglie antipanico.

Poi una polvere di risatine
attorno a gemme ora addormentate
preparerà alle foglie.

*

manchi Steve

Oggi Santo Stefano, sarebbe l’onomastico di Steve, il mio amatissimo cugino che questo 2017 ha deciso di portarsi via. Manchi Steve, ogni giorno!

sulle foglie della tenuta di Ba

mi portano la notizia:
è morto Almerighi.
Firma qua
è per la cremazione.

Mi siedo, qualche singhiozzo
mi sfugge tra capo e collo,
(prassi)
scusami.

Qualcosa si vorrebbe evitare,
ma la scelta definitiva sta
fra prostata e polmoni.

Dunque risorgeremo,
da qualche parte prima o poi
me lo segno.

Jim Morrison è vivo, scrive poesie
sulle foglie della tenuta di Ba,
lasciamolo divertire
non è liceo classico

senza più polvere

La persiana incisa di stagioni perde smalto,
mettila a coppi entrino umori e penombra
senza farsi sentire, la mano fa male

il fastidio di sole tarda a venire,
ma sa accarezzare fin dove arrivano
i tuoi capelli.

Il tempo è già passato, gira lo sguardo
non già per fare l’amore,
un mare di tempo solo per tramontare

incontra il profumo di fiori mai più visti
senza rumori di cantiere
senza più polvere.
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abili arruolati

Mai nati, senso irreale di sfiorato e disperso.

Disertati già bambini dall’altra generazione,
troppi, affamati: Domenico si è detto straniero in questa landa,
e ha vent’anni ormai da trenta.

Crepiamo tutti lentamente senza identificarci.
Non so se qualcuno creda ancora in dio comparsa onnipotente,
dopo essersi meravigliato di tanti volteggi controsole.

Voi siete nemmeno un nome, un’età,
la paura del buio. Negata anche quella.

Noi imparammo tutti a non dire:
alberi di noce sgusciati, castagne senza riccio,
abili arruolati al disinganno di questo paese.

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