roastbeef al sangue

by Georgi Andinov

“Sa che io per l’appunto
sono semplice, so scherzare.
Semplice da ferire
da guarire. E mi lascia fare
una coorte di errori
tenendomi per mano”

È stupido che, come noi
milioni di limoni
giudizi pressanti e diversi
rispettino casette
buone a nulla, allineate
dipinte dello stesso colore.

Ignobile tempo prestato
alla tranquillità dell’abbaglio,
non c’è retribuzione
nessun imponibile sufficiente
a saldare un conto, un
roastbeef al sangue.

Niente e nessuno è più grande
di noi. Tutti sappiamo,
spaccare teste non è bene
ma lo facciamo ugualmente.

armi segrete

sorrisi cicatrici astiose
armi segrete ingombrano
l’ultimo giorno d’estate.
Colette ai primi d’autunno
forse è stata
ben più di un uomo,
virtù e castità
chiuse a due mandate
e un solo servizio
rimasto in penombra
Voglio una calza
che tratteggi circi
e altri ospiti, sotto
una veranda di alberi alti
per oscurare il tempo
e una lama vigliacca.
La sigaretta accesa
a ingannare allarmi
dove l’ho messa?
Chi ha già vissuto
per piacere si allontani

il mio lato del letto

sidedirebbe l’umanità è bisogno,
nervoso e sottile il tempo,
non allontanerebbe il gusto del mattino
dalle lenzuola alla zuccheriera
trapunte di sabbie mobili

(Cenerina Ferri ammansiva le viole
per non dar tempo all’amore.
Voleva imparare, persino pregare.
Finì offrendo zucchero
ai figli delle amiche)

spioventi di signorine
sempre in agguato. stessa marca
di profumo le guarnisce. direbbe,
tacchi bassi e culo alto
fin dai tempi della culla

brucerebbe dentro la bocca che odia
quando non è pronta.
dei bambini venduti a religioni e re
direbbe, qui si gioca col fuoco,

gli uomini temono gli uomini
specialmente le malattie che portano
per le ridotte della vita scoperte di recente
che hanno in comune

24 Novembre 2013

elisa-giglioSignora un po’ stanca
colpevole di aver detto tutto
provata e bisognosa di sonno.
Resiste teme di precipitare
nelle segrete di anelli sbadati,
quando il giorno non tiene
lo spazio di un’occhiata.
Adesso si nasconde
dietro inattendibili certezze
orli, vitini di cera
steccati di balena.
Aumentate le distanze,
forse vale dirle
vedrai ci sarà altro tempo,
se ne va e resta.

Flavio Almerighi, tre poesie da Storm Petrel con una nota di lettura di Angela Greco

un particolare ringraziamento ad Angela Greco per il suo prezioso lavoro

Il sasso nello stagno di AnGre

procellaria_aequinoctialis_1_-_se_tasmania

Flavio Almerighi, tre poesie da Storm Petrel

Edizione bilingue italiano-inglese di Procellaria (2013, Fermenti, Roma) – English translation 2016 by Xenos Books, in collaborazione con Chelsea Editions, New York;  traduzione di Steven Grieco-Rathgeb

*

da Procellaria / Storm Petrel 

Rosso d’uva
.
Questa notte un uomo
col ghigno
di un’acquasantiera
mi ha gettato
un giornale in faccia
poi mi ha accoltellato,
.
rosso d’uva
il sangue corre
dove non è mai stato
mi porta dietro,
quanto silenzio – penso
mentre muoio
.
e mi sveglio.
 .
.
       Red Grape Juice
.
Last night a man
with the snigger
of a holy water font
threw a newspaper
in my face
and then knifed me –
.
red grape juice
the blood gushes
where it never was,
takes me with it,
what silence – I think
as I’m dying –
.
then I wake up.
.
.
.
Poco…

View original post 1.171 altre parole

mentre riprendo a navigare

williamsnon è che un banco di nebbia
non cancellerà la Via Emilia,
Timavo pronto a ricomparire
non appena usciremo di Scozia.
Non è buon segno sentirmi dare
del Lei da casuali passanti
mentre riprendo a navigare.
Sono un aggregato di matite,
mi piace rubarne, averne tante
le punte intonse in bella vista.
Lume a marzo inizia
con un viaggio in occhiali neri
a notte fonda.
Anna non ha fatto alcun tipo
di prelievo, ha detto.
Tutto il resto da cancellare.