Gioielli Rubati 173: Franco Bonvini – Gloria Donati – Frankie Fancello – Anna Maria Bonfiglio – Sonia Camagni – Rocco Brindisi – Lucia Triolo – Claudio Maria Zattera.

Andando
.
Per vie d’acqua e roccia e boschi vado
vado per stare fermo in me
stessi qui fermo chissà dove mi perderei.
.
di Franco Bonvini, qui:
https://bonvinifranco.wordpress.com/2021/11/23/andando/
.
*
.
Fiamme di notte
.
Arde.
Nell’infinita notte
di nebbia e parole.
Poesie di fuoco,
candide volte di fumo
tra il frusciare di
rami secchi.
Brucia.
Fra gli inchini
del vento
che tenero
gioca
nelle chiome rubino.
Danza,
quel giovane fuoco
nel silenzioso campo.
All’improvviso,
questa notte è
meno cupa.
Sotto al quieto
respiro,
ancora arde.
.
di Gloria Donati, qui:
https://gemmedinchiostro.wordpress.com/2021/11/19/fiamme-di-notte/
.
*
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Città bruciata
.
Venivi parlando una prosa già decifrata
recitando un triste manuale
con tutte le risposte precise per il giusto vivere
ma le giornate trascorrono con chili di cemento
dentro la bocca
come cortili di garofano o mandorli
in case bruciate;
noi che per amore abbiamo inteso
orge implose
siamo dissimili
eppure portiamo le stesse sembianze:
palazzi malati
               scuri di tempesta,
vecchi impulsi elettrici e segreti
che vengono
             sparandoci in faccia
             nell’unico mondo possibile.
.
Pubblicata in “Bellezza Domestica” (Ed. Ensemble, 2018)
.
di Frankie Fancello, qui:
https://eserciziarbitrari.wordpress.com/2021/11/22/citta-bruciata/
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*
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Cambio di passo
.
Lesta la luna
muove i suoi passi indietro
al rapido appressarsi dell’aurora.
Ha sorrisi beffardi
che rilascia a grappoli
sui muri delle case.
Sa che il passaggio è solo transitorio
ritornerà a regnare su nel cielo
mentre la nostra notte
sempre sarà più bruna
nell’assegnare il cambio al nostro passo.
.
di Anna Maria Bonfiglio, qui:
https://www.facebook.com/anna.m.bonfiglio
.
*
.
La nebbia è un cecchino,
ti spara negli occhi in silenzio.
Per un suono la senti strisciare
nel suo odore di acidi amari,
un altro killer dei tuoi recettori.
Per dipingerla cerchi un colore
e le setole scivolano sole
staccandosi dai grigi e dai viola,
da ciò che vuoi raccontare.
La nebbia non è un’atmosfera,
diventa la TUA convinzione.
.
di Sonia Camagni, qui:
https://www.facebook.com/sonia.camagni
.
*
.
Un bambino è morto di freddo in una foresta polacca.
.
La sua morte è l’inferno?
.
Ma questa parola, la parola “inferno”, è un termine astratto.
.
Questa parola non esprime nulla.
.
Allora?
.
La morte del bambino è.
.
Il cadavere del bambino è.
.
La madre lo solletica, perché, se ride, il figlio respira.
.
Il bambino non ride, perché la morte gli ha gelato il cuore.
.
I poliziotti giocano con lo spray al peperoncino.
.
Il freddo, il gelo fedele della notte,
.
il sonno ombra, il sonno ammazzato come un cane,
.
il sonno torturato (i poliziotti polacchi fanno risuonare le sirene tutta la notte, drizzano il cazzo alle loro motociclette, felici come poliziotti felici).
.
La parola “notte” s’impiglia nel filo spinato senza cacciare un lamento.
.
di Rocco Brindisi, qui:
https://rebstein.wordpress.com/2021/11/22/un-bambino-e-morto-di-freddo-in-una-foresta-polacca-di-rocco-brindisi/
.
*
.
la pentola bolliva
borghesemente bolliva
fandonie
.
e noi
a testa china
sulla versione più pericolosa
di quei portavoce ruffiani che
chiamiamo “me”
fans accesi di piccoli ritocchi
di assillanti “lavori in corso”
.
della mia prigione conosco
solo il tuo sguardo
.
di Lucia Triolo, qui:
https://www.facebook.com/lucia.triolo.100
.
*
.
Trascinati al sole
.
Inesprimibile opposizione alla svelatezza
dell’essere rapina ‘l Poeta col verso di fuori
impreparato ad assistere alle mode del politically,
eroico contrastatore di masse inebriate
dal carattere impronunciabile ma inclusivo
a sentir loro.
Se non fosse perché gli studenti si mettono la gonna
mi verrebbe facile e perfetta corrispondenza
fra ricompensa e merito, tra vestimento e Mito.
Ma oggi sono qui davanti a un buon caffè
nero da bar e mi serve vivere la solitudine di Goethe
o la caverna di Platone e tutta la violenza
che renderà pacifici i cuori trascinati al sole.
.
di Claudio Maria Zattera, qui:
https://www.facebook.com/claudio.zattera.1
.
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Gioielli Rubati 172: Carlo Becattini – Sebàstian Felgueras – Mariangela Ruggiu – Cipriano Gentilino – Paolo Chinca – Ettore Massarese – Gisella Canzian – Gianpiero Menniti.

Tempo assurdo
.
Sono impantanato qui
in questo tempo assurdo,
ormai è troppo senza sognare,
non lo sopporto, vorrei vedere
cosa si cela al di là
dell’esistenza umana
ma non parlo di alcun Dio
perchè non esiste,
non è mai esistito,
non ci sono altri stati
dell’esistenza,
siamo solo uno scherzo
della Natura,
e per punirci ci siamo
inventati la Società.
.
di Carlo Becattini, qui:
https://fioriscenelbuio.wordpress.com/2021/11/20/tempo-assurdo/
.
*
.
Salamanquera
.
Albe nelle notti
quando vedo arrivare il tuo volto,
luna gemella nel cielo,
lampada stellare, impronta e percorso.
§
Ricordi audaci, sentimenti,
dissipate le eclissi dell’anima,
nelle stelle vedo i tuoi occhi,
sorridente lampeggia il comodino.
§
Il profumo è nutrito dal basilico,
carminio il fiore sulle tue labbra,
nei venti intrecci parole,
in stringhe distici di tempo.
§
Sereno dal cielo e dalla montagna,
ti chiamano salamanquera,
e in ogni bicchiere di vino
prendi possesso dell’anima notturna.
.
di Sebàstian Felgueras, qui:
https://sfelguer.wordpress.com/2021/11/19/salamanquera/
.
*
.
mi scava il grembo questo pianto
.
più che il dolore è il rumore che si leva
lo scalpellare pietre innalzando muri
.
la rigidità dei cuori
.
come puoi come puoi come puoi
conta fino a quarantasei in ogni uomo
gli stessi semi per gli occhi per il cuore
.
la stessa fame paura desiderio amore
lo stesso bambino che aspetti
con le mani aperte con la porta chiusa
.
come puoi… la neve i latrati dei cani
le madri uccise le madri di dio
.
mi scava il grembo questo pianto
vieni in questo mare amniotico
in queste parole scheggiate
in questo amore difettoso
.
c’e un buio prima del dolore
in cui abortire in cui salvarti
.
vogliono farti nascere
per poi ucciderti
.
di Mariangela Ruggiu, qui:
https://www.facebook.com/mariangela.ruggiu
.
*
.
La farfalla e il geco
.
Una farfalla s’adagia
sull’ ikebana rosso autunno
di foglie cadute,
.
un geco sorpreso
spera crepe nel muro.
.
ai migranti
di Cipriano Gentilino, qui:
https://noteinversi.wordpress.com/2021/11/18/la-farfalla-e-il-geco/
.
*
.
Corpo di ballo
.
In punta di piedi
sul lago gelato
della tua assenza
Sul calendario
a piccoli passi di danza
e questa luna piena
a segnare la nostra lontananza
È tornato fra gli alberi
l’autunno
pagine e pagine vuote
nel mio diario
Così scrivo di te
dimenticando le cose più belle
attraverso i segni del tempo
stagioni
tramonti
notti stellate
ora morsi sulla mia pelle
.
Non c’è alcuno strazio
fra le sagome delle nuvole
in cielo e non mi sorprende
per me
solo un’insopportabile
esangue dolcezza…
.
Una smania a volte mi prende
un solo bisogno
il desiderio
.
del tuo nome
in una carezza
.
di Paolo Chinca, qui:
https://www.facebook.com/profile.php?id=100009629223258
.
*
.
Na’ corda d’ammore
.
Vulesse scrivere parole e suone ca fanno argiento
vulesse ca facessero sinfonia mo’ dinto a stu sgumento.
A cantà ‘o culore nun passa mai ‘a voglia
è na corda d’ammore ca nun se scioglie…
Tu che liegge ascolta sta museca che vene d”abisso
a dinto ‘e viscere e’ n’anemo vinto e scisso…
Si po’ te coglie mentre ca faje silenzio
fanne goccia sonora e vevela comme fosse assenzio.
.
di Ettore Massarese (Franz) qui:
https://infinitis8.wordpress.com/2021/11/21/na-corda-dammore/
.
*
.
Vita
.
So poco della vita
di occhi, di mani, di odori.
Capita che lei
sappia di me
qualche volta.
Troppo poco
ma basta.
.
di Gisella Canzina, qui:

VITA di GISELLA CANZIAN

.
*
.
Semplicità
.
Esiste un sorriso che non ha bisogno di parole.
Un sorriso che non è il prologo di una risata.
Intimo, nascosto, protetto.
Sorge in una bolla di silenzio.
Scende fino ai recessi dell’anima, la sfiora, la sente.
Non è ricordo, ma quel che n’è rimasto.
Memoria abbandonata in una disperata abitudine.
Riappare.
Semplice.
Come la carezza dell’acqua.
.
di Gianpiero Menniti, qui
https://www.facebook.com/gianpieromenniti
.
***********************
 
 
 

Gioielli Rubati 171: Filipa Moreira Da Cruz – Irene Sabetta – Chiara Marinoni – Maria Allo – Raffaele Ferrari – Federico Cinti – Maurizio Busillo – Concetta Cetty Di Forti.

Amori perduti
.
Da quando
siamo diventati
Ombre
di questi due esseri
Che si amavano
teneramente
Un uomo
Una donna
Liberi e realizzati
Ricordo ancora il
tuo dolce bacio
Che mi ha aiutato durante la notte
Spogliato di questa musica
Che ti ha restituito enigmatico
E ti ho fatto credere
Che il i dolori erano
controllati dallo spirito
e mai dal corpo
il passato viveva nel presente
poteva perdersi
permanentemente
nella foresta
era un gioco da ragazzi
un giorno ho capito
che eri solo il principe
di questo regno effimero
Che credevo eterno
E il valzer incessante
Diventa un potere fragile
Che si rompe in mille pezzi
E aggredisce e intacca la mia forza.
.
di Filipa Moreira Da Cruz, qui:
https://demalinhapronta.wordpress.com/2021/11/11/des-amours-perdus/
.
*
.
ARRIVANDO GODOT
.
Mi viene addosso
come un cane mi lecca
mi succhia le ossa
nelle pieghe dei calzoni
avanti, mi urla, davanti
più avanti né cielo né inferno
ma una cosa che qui
non può esserci.
Le gambe mi corrono
le mani si muovono.
Fermo, ti prego. Fermami.
Mi sgrida con gli occhi impazziti
mi avvolge le spalle.
Eliot’s still point
è un frullato alla frutta
un bambino che piange
un cancro che cresce
il vento che tira
la pioggia che cade
qualcuno che viene.
.
di Irene Sabetta, qui:
https://www.facebook.com/profile.php?id=100013356854977
.
*
.
Ironicamente
.
Cosa ci sto a fare qui
nelle pagine da girare
in quelle lette e scartate
dove la piega per ricordarmi
ha segnato il punto.
Ora leggo lettere grandi
con occhiali da vicino
tutto è più nitido
ma sempre un caos.
Che storia questa storia
che abbia inizio e poi vorrei
concordare il finale:-
<e vissero felici e contenti!>
C’è sempre una rottura
uno scivolone, una porta chiusa
oddio, odio i citofoni con i numeri.
Chi cerco? Perché qui
in queste metafore?
Ah già, il mio libro!
Poesia, un Bukowski
o una Merini, troppo l’ardire
il mio, sono strofe e versetti
dove la rima non è baciata.
Due righe, un ossimoro
una assenza ingombrante
questo sfogliare l’infinito,
senza sapere dove è finita
la stima in questo mio libro.
La mia ironia
inizia da uno scaffale
aperto alla lettura.
.
di Chiara Marinoni, qui:
https://chiaramarinoni.wordpress.com/2021/11/04/ironicamente/
.
*
.
C’è una luce strana
.
La luce avanza come diffusa nota.
La vedo sfumare compassionevole
in altri corpi filtrare a folate
con ali distese sul davanzale
sulla mia pelle di melagrana
fra i battenti di quella porta
fino alla sua forma piena.
Accarezza i libri in fila come sulla brezza
i sussurri in mare aperto
a ricordarci che a dare forma siamo
noi e le cose ma la luce generosa
                                    [ne svela l’ esistenza
.
di Maria Allo, qui:
https://nugae11.wordpress.com/2021/11/14/ce-una-luce-strana/
.
*
.
La mancanza
.
C’era tra le carte
una nascita
un pennino certificava
dieci novembre del trentacinque
dove
taceva il perché
non c’era motivo
sottesa sembrava la data della morte
anche d’abbandono
muore la vita
ma non era scritto
sul marmo
giace qui addì 28 dicembre del 46
senza cura né amore
.
di Raffaele Ferrari, qui:
https://www.facebook.com/raffaele.ferrari1
.
*
.
Variazione sul tema dell’autunno
.
Fruga l’ansia del tempo. L’infinito
rampolla dentro l’anima, alle soglie
ancestrali dell’essere. Assopito
nulla si coglie,
.
cascame in mezzo agli alberi. La via
espia l’ora al crepuscolo. Dintorno
silenzi d’ineffabile armonia
chiudono il giorno.
 
Obliquano i pensieri. Un guizzo estremo
tra un migrare di rondini lontano,
ultimo sguardo a quello che saremo
già stati, invano.
.
Naufrago il cuore nuota oltre il confine
ondoso. Là la meta, il senso appare
limpido, senza veli, inizio e fine,
immenso mare.
.
di Federico Cinti, qui:
https://wordpress.com/read/blogs/154705373/posts/1056
.
*
.
ti chiamo Claudia
per sempre
amore mio. Sei bellissima
nel sangue
alle finestre sulle foglie
nel tuo modo di sorridere
che ferma il tempo
l’ora insieme
i secondi_ l’universo
gli alberi nei giardini
.
di Maurizio Busillo, qui:
https://www.facebook.com/maurizio.busillo
.
*
.
Mi si ammalano gli occhi
un netto peggioramento della vista
penso per troppo dolore osservato
taciuto
come una tempesta primitiva che si abbatte
l’essenziale è sopravvivere
farne fermentazione per il domani
alzo le spalle
penso ai tanti libri che dovrò ancora leggere
è stata da sempre la paura più grande
mi sdraio ed esprimo lo stesso sentimento
di disgusto di quando ero bambina
in realtà credo sia una muta
cambiare lo sguardo d’osservazione
connesso al ciclo intimo e al suo capriccio
mi appare stranamente una nuova fecondità
che sgorga dai miei fianchi fino alle orecchie
il desiderio è la bellezza
la coltivazione dell’esperienza
.
di Concetta Cetty Di Forti, qui:
https://www.facebook.com/concettacetty.diforti
.
**************************************************************
 
 

Gioielli Rubati 170: Claudio Maria Zattera – Rosario “sarino” Bocchino – Aurora De Lea – Luca “yok lux” Parenti – Dario Bertini – Isabel De Santis – Paologramma – Sandro Zedda.

Acca Muta
.
Stanotte ho sognato le forze del linguaggio,
facevano dei segni sulla terra
quali avevo visto nella cripta del sole
prima che uscisse
dalle nuvole e dal buio.
Oggi come ieri lavorerò, amerò e lotterò
per la mia oncia di felicità, già finita in verità
dietro archi ricolmi di ombra ancestrale.
Con la maschera di lupo a tagliare i rami
della memoria, eppure, dovrò svelare
dell’acqua nera nel lago vocale.
Non ho mai capito perché la acca sia muta.
.
di Claudio Maria Zattera, qui:
https://www.facebook.com/claudio.zattera.1
.
*
.
eppure incostante
.
di un giorno a freddo
si ricordano le mille dimenticanze
e gli occhi gettati oltre la strada,
vero come l’ultimo lampione in divieto
si avvale della notte per essere uguale agli altri,
quasi a mezz’ora da un ballo
che da lontano trema,
dove vivono i fianchi delle auto
e alcune rientranze di portoni
mentre sui numeri il grigio delle illusioni
si mischia ai sogni candidi dei muri
.
ed è come se fosse vero il frastuono dei passi,
il luogo incerto delle mani in cerca,
dove nemmeno quel vecchio abbaglio
sa più di panchina
perché ai resti del pane si svendono foglie
e le coscienze di un bidone,
lucernari d’inutili stelle
che affogano, dense d’asfalto
e di giochi in fuga,
scombinando e provando
come i fiori ostinati e senza paura
.
poi si sceglie di vivere, per poco,
o per quella sottile ironia che è la vita,
lezione maldestra piena d’amore
eppure incostante
.
di Rosario “sarino” Bocchino, qui:
https://rosariobocchino.wordpress.com/2021/10/26/eppure-incostante/
.
*
.
Tutta la pioggia del mondo
.
Sull’isola lontana cade
tutta la pioggia del mondo.
.
Si è incontrata concentrata
per tutta una settimana –
come fosse un raduno
come la festa del santo patrono.
.
La porta il vento –
quel vento benedetto d’estate –
adesso è l’aguzzino, adesso
in mano ha cento fruste.
.
È un’isola sommersa,
di città dormienti –
studenti senza sveglie,
aerei senza ali,
gomme sepolte nel fango.
.
Nell’attesa del sereno.
.
(Sicilia, Ottobre 2021)
.
di Aurora De Lea, qui:
https://lefocidelleufrate.wordpress.com/2021/10/30/tutta-la-pioggia-del-mondo/
.
*
.
piove forte
.
piove forte sul tetto
ma nell`anima
lo sconforto
come un fungo
nel sottobosco.
se ci fosse un dentro
ed un fuori
invece che un tutt’uno.
se vi fosse da sperare
racimolando gli spicci.
il cotto francese freme
percosso: è la natura
che latra, torrente
che esonda. l’oceano
maestoso che dalla scogliera
morde centimetri
della roccia.
.
di Luca “yok lux” Parenti, qui:
 
https://www.facebook.com/profile.php?id=100014740399197
.
*
.
incipit di Il caffè della sala infermieri, Dario Bertini
Se davvero si vuole parlare della gente
non c’è niente di meglio degli obitori,
che tanto si finisce lì lo stesso
perché non serve a nulla correre dietro alla felicità
come se fosse una lucertola stesa al sole.
Tanto varrebbe piantarsi una bussola dentro il petto
e lasciarsi trasportare nella vita
neanche fosse una stanza vuota con un tappeto grigio
bruttissimo a cui tutti cercano di dare fuoco
finché arrivi un bambino, una notte, che dica
non riesco a dormire e fissando uno specchio si chieda
cosa farai da grande? – la risposta è negli occhi
che brillano come bicchieri rotti
.
voglio fare il concime, fare ridere i fiori
.
di Dario Bertini, qui:

La profondità dell’abitare di Dario Bertini (Andrea De Alberti, XV Quaderno)

.
*.
.
Bestie caute
.
Insegnami la carezza
il senso dell’abbandono
e quel sapore amaro
che ha la nostalgia.
Insegnami a colare
lenta e oscena
lungo il canale della tua bocca
e insegnami
a come toccare le cicatrici
-senza memoria-
del tuo ormai quieto vivere.
Insegnami
il pianto caldo e antico
di chi ha smesso di farmi rumore
.
Dentro.
.
di Isabel De Santis, qui:
https://battesimaleferita.wordpress.com/2021/10/22/bestie-caute/
.
*
.
Balena azzurra
.
Sento
il tuo cuore nella pancia
ma non l’ho mangiato.
Sento
il vento sulla faccia
vado di fretta.
Schiaccia
il tuo peso su di me
balena azzurra.
Sdraia
le tue tette su di me
solo stavolta.
.
di Paologramma, qui:
https://paologramma.wordpress.com/2021/11/09/balena-azzurra/
.
*
.
Milano e dintorni
.
Scrivo e sento il gelo nelle dita
come quel giorno.
L’Inter per la prima volta fu
un pomeriggio di novembre.
Mio padre mi prese per mano e
decise di portarmi a S. Siro.
Pioveva e sentivo il freddo dentro di me;
era intenso come solo Milano sa regalare.
Anche bello e avvolgente come
per chi è pronto a tuffarsi nel mare iracondo.
Un segno del destino perché
quelle gocce di pioggia meneghina
si sono trasformate, nel tempo, in lacrime.
Lacrime di gioia, più semplicemente lacrime!
Attraversano ancora oggi il mio viso
e nei suoi rivoli accarezzo le vittorie
e sconfitte di una vita come fossero
parte di me in modo indivisibile.
Si confondono con l’uomo,
indistinguibili nella loro essenza
mi rafforzano in uno slancio
continuo verso la vita.
.
di Sandro Zedda, qui:
https://www.facebook.com/sandro.zedda.73
.
.
****************************

Gioielli Rubati 169: Annachiara Marangoni – Nadia Alberici – Annalisa Rodeghiero – Giuseppe Todisco – Mariella Tafuto – Alba Toni – Carlo Becattini – Biagina Danieli.

La friggitrice
.
E gli emisferi scuotono le afriche
che i poli sono gusti di ghiacciolo,
mentre l’oceano,
misto mare al ristorante,
sale e scende come l’ascensore.
Senza il gelo che blinda le ganasce,
mezzo mondo è una friggitrice.
Epocale giravolta della moda,
le stagioni come carta da parati.
.
di Annachiara Marangoni, qui:
https://www.facebook.com/annachiara.marangoni
.
*
.
E Lei dice
.
In realtà lei, lettrice assidua di fiori secchi,
non sa dove andare, non sa cosa fabbricare
da qui all’eternità
oltre che tenersi in vita per quel che basta
con esercizi di rinforzo muscolare
(come riassettare un cuscino di piume)
.
Voglia di rinascere. Sì discutiamo pure di questo
Guardarsi intorno e stillare voci e colori
E passaggi e sorrisi
Nell’inerzia galleggiante della piazza
la fragilità cammina senza sfiori
palpebre schiuse. come dietro le persiane
.
E lei dice al solettino caldo e tenero,
spasimante del cortile racchiuso dentro,
Posati al mio riparo
Ti accolgo col piacere ottobrino
che pare l’aria soffi per spegnere
il tuo occhio di pasta calda
Non cedere, gli dice, fai di me il tuo luogo!
.
di Nadia Alberici, qui:
https://sibillla5.wordpress.com/2021/10/26/e-lei-dice/
.
*

,

𝗗𝗶𝘀𝗼𝗿𝗱𝗶𝗻𝗲 𝘃𝗲𝗿𝘁𝗶𝗰𝗮𝗹𝗲
.
𝗤𝘂𝗮𝗻𝘁𝗶 𝗴𝗶𝗿𝗼𝘁𝗼𝗻𝗱𝗶 𝗱’𝗮𝗯𝗲𝘁𝗶 𝗺𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲𝗿𝗮𝗻𝗻𝗼
𝗮𝗶 𝗯𝗼𝘀𝗰𝗵𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝗞𝗿𝗮𝗻𝘇 𝗼 𝘃𝗲𝗿𝘀𝗼 𝗶𝗹 𝗚𝗿𝘂𝗽𝗽𝗮𝗰𝗵.
𝗨𝗻𝗼 𝗱𝘂𝗲 𝘁𝗿𝗲
𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗮 𝗶𝗻 𝗴𝗲𝗻𝗲𝗿𝗲 𝘀𝗶 𝗳𝗮 𝘁𝗼𝗰𝗰𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗹𝗲 𝘁𝗲𝘀𝘁𝗲
.                          .                               .𝘂𝗻𝗮 𝗮𝗱 𝘂𝗻𝗮
𝗶𝗻 𝗳𝗶𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗻 𝗹𝗮 𝗺𝗮𝗻𝗼,
𝗺𝗮 𝗼𝗿𝗮 𝗹𝗮𝘀𝘀𝘂̀ 𝘀𝘂𝗹𝗹’𝗔𝗹𝘁𝗼𝗽𝗶𝗮𝗻𝗼
𝗱𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼 𝘂𝗻 𝘀𝗶𝗹𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗲𝗺𝗯𝗿𝗮 𝗶𝗻𝗻𝗮𝘁𝘂𝗿𝗮𝗹𝗲
𝘁𝗿𝗼𝗻𝗰𝗵𝗶 𝗱𝗼𝗿𝗺𝗼𝗻𝗼 𝘀𝘂𝗶 𝘁𝗿𝗼𝗻𝗰𝗵𝗶
𝗱𝗶𝘀𝗼𝗿𝗱𝗶𝗻𝗮𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲
𝗰𝗼𝗿𝗽𝗶 𝗮𝗺𝗺𝗮𝘀𝘀𝗮𝘁𝗶 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗳𝗼𝘀𝘀𝗲.
𝗙𝗼𝗿𝘀𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗼𝗿𝗮 𝗶𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗼 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗮𝗿𝗲
.                          .                     .𝗳𝗶𝗻𝗼 𝗮 𝗺𝗶𝗹𝗹𝗲 𝗱𝘂𝗲𝗺𝗶𝗹𝗮 𝘁𝗿𝗲𝗺𝗶𝗹𝗮,
𝘂𝗻𝗮 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝘃𝗼𝗹𝘁𝗮 𝗹𝗮 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮 𝗱𝗶𝘀𝘁𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲.
𝗨𝗼𝗺𝗼 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗲𝗺𝗽𝗼𝗿𝗮𝗻𝗲𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗶𝗻𝗰𝗶𝗮𝗺𝗽𝗶 𝗲 𝗰𝗮𝗱𝗶
𝘀𝗼𝗽𝗿𝗮 𝗶 𝘁𝘂𝗼𝗶 𝘀𝘁𝗲𝘀𝘀𝗶 𝗲𝗿𝗿𝗼𝗿𝗶, 𝘂𝗼𝗺𝗼 𝘀𝗴𝘂𝗮𝗿𝗱𝗼 𝗼𝗿𝗶𝘇𝘇𝗼𝗻𝘁𝗮𝗹𝗲
𝗰𝗵𝗲 𝘃𝗲𝗱𝗶 𝗮 𝘀𝗲𝗻𝘀𝗼 𝘂𝗻𝗶𝗰𝗼 𝗹𝗲 𝗰𝗼𝘀𝗲
𝗮𝘀𝗰𝗼𝗹𝘁𝗮 𝗹𝗮 𝗿𝗮𝗱𝗶𝗰𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝘁𝗶 𝗽𝗮𝗿𝗹𝗮, 𝗰𝗼𝗹𝗺𝗮 𝗹’𝗶𝗻𝗰𝗼𝗹𝗺𝗮𝗯𝗶𝗹𝗲 𝗱𝗶𝘀𝘁𝗮𝗻𝘇𝗮
𝘁𝗿𝗮 𝘁𝗲 𝗲 𝗶𝗹 𝘀𝘂𝗼 𝗴𝗿𝗶𝗱𝗼 𝘃𝗲𝗿𝘁𝗶𝗰𝗮𝗹𝗲.
𝗣𝗼𝗶 𝗮𝗶𝘂𝘁𝗮𝗺𝗶 𝗮 𝗳𝗶𝗻𝗶𝗿𝗲 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗮.
.
.                               .𝗧𝗿𝗲𝗰𝗲𝗻𝘁𝗼𝗺𝗶𝗹𝗮 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗯𝗮𝘀𝘁𝗮𝗿𝗲.
.
di Annalisa Rodeghiero, qui:
.
*
.
Potessi cedere all’inganno, all’aria
che dagli occhi segue il filo
del tuo collo; a quel più tardi
ancora – la perla scesa fino in fondo
al buio di un parlare così vicino
al sogno.
.
di Giuseppe Todisco, qui:
https://www.facebook.com/peppetodisco
.
*
.
Perché dunque si scrive
invece di parlare
pescando dal silenzio
le storie da cuntare?
Si scrive per tacere
e in silenzio contare
quando parlano in troppi
– nessuno ad ascoltare.
Ma che c’è da cuntare
se già parlano in troppi ?
Tutto ciò che non conta
perché il cuore non scoppi.
.
di Mariella Tafuto, qui:
https://www.facebook.com/mariella.tafuto
.
*
.
Ma la poesia l’ho scelta solo per raccontarti di com’era
la parola scesa
sul mondo.
Un saluto sconosciuto a noi ma consolidato da noi.
Quel codice che tu mi hai insegnato a usare.
Se poi davvero fossi riuscita a usarlo (ho provato)
nella sera in cui è caduta una foglia
e la parola è rimasta.
Non parlo di albe o di tramonti con la mia sigaretta
ma di notte aspra.
Qui non è nulla non è nulla che rimane e che sfugge alle logiche
degli interminabili discorsi e che li strappa
delle ore passate dentro le minuzie minimaliste
quell’unica perfezione rincorsa
nella ricerca della soluzione esemplare.
Non c’è non c’è
era dietro la colonna di marmo e lo abbiamo sempre saputo.
L’ultima correttezza ( la tua )
o correzione che mi hai chiesto
al telefono
è stata quella che ci è sfuggita.
.
di Alba Toni, qui:
https://www.facebook.com/alba.toni.14
.
*
.
Silenzio Universale
.
Il silenzio di questo luogo si espande
mi ingloba
divento infinito
gas raro ai confini del cosmo:
coscienza di vita
sorriso ancestrale.
.
Stazione centrale
un bambino che nasce
suona la sua musica
alto vibra il canto
brucia l’aria, stavolta vitale.
.
Un lampo, un ricordo,
un luogo sperduto nel silenzio
una voce lontana mi chiama
sorrido
a breve saremo insieme
e l’inconoscibile sarà conosciuto.
.
Discinta lo seducevi
le parole aguzzavano l’ingegno
le azioni svuotavano il corpo
elevavano amore
ma non era cuore
solo pulsazioni
sangue in eccesso da smaltire
poi la quiete
e ancora quel silenzio universale.
.
di Carlo Becattini, qui:
https://fioriscenelbuio.wordpress.com/2021/11/02/silenzio-universale/
.
*
.
sotto assedio
.
bussa alla finestra
una pioggia insolente.
sotto assedio, guardo il cielo,
cerco il blu o uno spiraglio,
una fessura nell’universo. sembra
che oggi andrà così. nell’immobilità.
a prendere tempo al tempo, a ricamare
percezioni su un telo di lino che stanotte
si disferanno da sole. un sudario
senza immagine, pezza per la polvere.
.
di Biagina Danieli, qui,
https://biadoit.wordpress.com/2021/11/04/sotto-assedio/
.
**************************
 
 
 

Gioielli Rubati 168: Silviatico – Khan Klynski – Franco Bonvini – Marco G. Maggi – Antonella Pizzo – Giancarlo Stoccoro – Daniela Cerrato – Maurizio Manzo.

… a nascondino
.
Abbracciare il tronco mi sta bene, sai
ma non saprei contare fino a cento:
i lupi non sanno contare, è noto.
E nel bosco usciamo a sera che affonda.
Se vuoi giocare a nascondino, vieni
di notte sotto al dirupo e stai fuori
dal mondo. Li vedremo come che sia
possibile l’arte dell’incontrarsi:
io che non conto, tu che ti nascondi,
la mezza luna che è su, tu che ridi
le ombre che danzano, io che non ti scopro
… si, siamo dei fruscii che si cercano:
in pegno dai il tuo sorriso al ruscello.
Se ti trovo, lo berrò a mani giunte.
.
di Silviatico, qui:
https://sempreadelantando.wordpress.com/2021/10/20/a-nascondino/
.
*
.
“alla distanza
d’imperfetto precipizio”
.
ancora del tempo per poco
nelle meccaniche impeccabili del fuoco
piccolo cuore di metallo ti perdono
tra le fiamme dalla bocca colate
nel fiato, in un ritratto impreciso,
nella carenza tra le piccole cose
e tu che rovistavi gli dei
tendendo lacrime al terreno deserto,
la vita alle intemperie, alla paura
come nel cielo mendicato la misura,
alla distanza
d’imperfetto precipizio,
tu che respingi ciò che brucia dall’inferno,
l’eterno inganno su cui i ricordi infrangono
le messi,
l’avanzo di preziose parole
figlie d’un verbo maledetto, di libeccio
alle carezze della cenere t’invito
ai venti come nervo scoperto,
scolpito d’emozioni dall’interno
.
di Khan Klynski, qui:
https://www.facebook.com/michelangelo.giuffrida
.
*
.
Fiori di buio
.
Vorrei scrivere di questa finestra
aperta su un angolo di cielo
abitato dalla luna
e degli orli degli alberi
disegnati dalla sua luce.
e dei fiori nascosti nel buio
oltre la rete di ristrutturazioni o d’illusioni.
E’ questa un’ora in cui nessuno passa
un’ora muta, e quieta
che ci si può dormire e anche sognare
ma io sto qui sveglio a guardare
le nuvole che viaggiano
e ad ascoltare l’aria
che si allunga tra le foglie
e le fa sospirare.
A guardare e ad ascoltare
e ad aspettare il momento
in cui la luce della luna rivelerà i fiori.
E se anche poi non succedesse
lo so che sono lì
come io sono qui.
.
di Franco Bonvini, qui
https://bonvinifranco.wordpress.com/2021/10/21/fiori-di-buio/
.
*
.
Sägemännle (taglialegna)
.
Sägemännle, lo pronunci con voce bambina
una dolcezza
proveniente dritta dritta dalla tua infanzia
.
Un carosello di leve e campanelli
ruote con pale e giochi d’acqua
.
È così l’innocenza di quei giorni
accarezzati da un rigoglio di suoni amorosi
.
Nel tempo il presente si divincola
tra un’imprecazione e una bestemmia
e resta la domanda di quanti,
uomini o donne, in questi anni,
siano diventati gnomi
.
o giganti
.
di Marco G. Maggi, qui:
https://marcogmaggi1.wordpress.com/2021/08/31/sagemannle/
.
*
.
Si parte
.
Si parte con in mano un giglio una mimosa
ad incontrare la persa nelle nebbie ed oggi ritrovata
per un azzurro un fuoco un arancione denso
è tutto accade per questo mare immenso
che abita le nostre vite  e nel profondo giace
e cambia faccia e cupo ringhia morte
di decomposizione si nutre e si ricicla
in circolo colora e canta
poi albeggia e tutto ricomincia
.
di Antonella Pizzo, qui:
https://antonellapizzo.wordpress.com/2021/05/10/si-parte/
.
*
.
Riempiamo finestre di sguardo
vigiliamo con gli occhi
ogni istante d’addio
.
Il silenzio al chiaro di luna
accompagna la mano che scrive
sembra che allunghi i nostri passi
.
Attendiamo l’abbraccio dell’ ombra
il gesto che asciuga la data
ci invita a prendere congedo
.
di Giancarlo Stoccoro, qui:
https://www.facebook.com/giancarlo.stoccoro
.
*
.
l’amico dei colombi
.
Giacinto indecifrabile semplicità,
astronauta il sogno infantile,
tornava sui suoi passi ogni giorno
e la luna gli sorrideva.
Parlava ai colombi veri amici
di vita e di strada. Sguardo vivo
e una buona parola all’offerta,
per coerenza non domandava
era figlio della Libertà
autentico cittadino del mondo,
col silenzio di tutte le lingue
a testa bassa osservava il cielo.
Resta in una foto e nei ricordi
una dignità che non si estingue.
.
di Daniela Cerrato, qui:
https://ilmondodibabajaga.wordpress.com/2021/10/25/lamico-dei-colombi/
.
*
.
aspettavo un resoconto
di come si addormentano
i fiori prima del vento
e sognano di essere finti
.
di Maurizio Manzo, qui:
https://www.facebook.com/maurizio61manzo
.
****************
 

Gioielli Rubati 167: Federico Cinti – Gloria Donati – Giorgio Andrea Blu – Manuela Di Dalmazi – Federica Simionato – Michele Carniel – Carmine Mangone – Felice Serino.

A Valeria
.
Vaga per l’aria una dolcezza appena
autunnale, un pulviscolo dorato
levita intorno al vento, cantilena
ebbra di nostalgia, di ciò che è stato.
.
Rimane l’ombra rara del passato
in bilico sull’anima serena.
Ancora un passo, un sogno sussurrato
visita il cuore, un brivido alla schiena.
.
Era il tempo sull’orlo, era la foglia
nata sul filo azzurro all’orizzonte
tra le case e due bianche spennellate,
.
ultimo incanto, adesso, dell’estate
ridente tra le cose, sotto il monte,
inizio (o fine?) sull’eterna soglia.
.
di Federico Cinti, qui:
https://federicocinti.home.blog/2021/09/28/a-valeria/
.
*
.
Nebbia d’autunno
.
Nebbia,
questo gelido vento
sussurra
il tuo nome.
Tra i drappeggi
del mattino,
offuschi lo sguardo
di profondi silenzi.
Nebbia,
i battiti di un freddo cuore
tra il crepitare
d’erba secca.
Spoglie costellazioni
di rami,
sul sentiero
echeggia il tuo pallore.
Fra le tue dita opache,
flebili
note d’autunno.
Vuoti steli spezzati,
al tuo tocco
riflessi
di sbiadito smeraldo.
Nebbia,
questa brezza
schiude
baci di foglie.
.
di Gloria Donati, qui:
https://gemmedinchiostro.wordpress.com/2021/10/14/nebbia-dautunno/
.
*
.
da quel mare che lasciò ritornare ulisse
dentro i loro calzettoni di lana
dalla luna di sirio
coi battelli i gemelli s’accostano alla banchina
di una chiara mattina
priva di nebbia
.
 
di Giorgio Andrea Blu, qui:
https://www.facebook.com/jonny.poesia
.
*
.
Intanto tu, abbracciami
.
Abbracciami
quando la notte
dibatte le tenebre
sui nostri corpi manipolati e
la luna piange l’arsenale
del nuovo ordine neo liberale.
.
Abbracciami
in questa forma
di coazione violenta
non farmi dormire
tra orde di morti vivi e
sangue di schiavitù antiche
come stelle caduche.
(Loro non vogliono la libertà
in cambio della sicurezza.)
.
Abbracciami, ho paura
di questa follia globale
d’eugenetica misura.
.
Abbracciami forte
talmente forte da
tenermi sveglia
che quel che rimane
sia ancora un sospiro
lanciato all’orizzonte
alle pendici d’un filo d’erba.
.
Fammi ancora sperare
in un prodigio d’amore.
.
Intanto tu, abbracciami.
.
di Manuela Di Dalmazi, qui:
https://manueladidalmazi.wordpress.com/2021/10/17/intanto-tu/
.
*
.
Erba
.
Il vento spoglia il cielo
come se nulla fosse,
un alito alla volta.
.
Fa male il suo cadere.
.
Tra tante foglie morte
l’odore di una pioggia ormai finita.
.
E fili d’erba senza tempo
a rivestire il cielo con le dita.
.
di Federica Simionato, qui:
https://www.facebook.com/federica.simionato.12
.
*
.
Potessi toccare la vicinanza
questa deriva incontenibile
s’arresterebbe, di colpo
un soffio di luce sulla parete.
Non demorde il silenzio
deflagra, accumula spazi
nel corpo le cicatrici trionfano
come sorrisi arrampicati.
M’invade la perfezione del respiro
l’inviolabile diritto ad amarti
e nel decorso ansimante del giorno
questa notte si cosparge di noi.
.
di Michele Carniel, qui:
https://www.facebook.com/michele.carniel.313
.
*
.
l’inverno è un’idea che
mi ha lusingato per anni
.
credevo stoltamente che
portandomi dentro un po’ di freddo
questo potesse immunizzarmi contro il
gelo degli altri
invece
[ mitridate si sbagliava ]
se tu assumi i limiti degli altri
anche solo per fartene beffa
quei limiti diventano i tuoi
.
meglio restare un cardo solitario in
mezzo al grano verde
che vivere da civilizzati in un
perenne inverno
.
di Carmine Mangone, qui:
https://www.facebook.com/carmine.mangone
e qui:
https://carminemangone.com/2021/04/26/carmine-mangone-mai-troppo-tardi-per-le-fragole-lorecchio-di-van-gogh-2009/?fbclid=IwAR2eCc2flgY-yJoArJUCO_Q_Kr3Wl_SXdOHvqvG9PX3sDnvFXNzSyR1K4wk
.
*
.
Avevo in mente una poesia
.
stamattina avevo in mente una poesia
stasera
non ricordo più nemmeno un verso
.
ho lasciato il foglio bianco
con flebili echi d’un mezzo secolo e
.
ora rammento solo una pioggia di luce
di stelle sopra il letto
e il caldo abbraccio di lei
.
sullo schermo della mente
un vissuto che sembra ieri
.
di Felice Serino, qui:
https://questallumaredanima.wordpress.com/2021/10/20/avevo-in-mente-una-poesia/
.
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Gioielli Rubati 166: Angela Greco – Daniela Cerrato – Saphilope S. – Isabel De Santis – Nadia Alberici – Claudio Maria Zattera – Luigi Paraboschi – Ed Warner.

C’eravamo promessi poesia,
ma è arrivata presto la sera con il suo fare,
mille auto sulla strada e la polvere.
Un traffico d’incombenze da assolvere;
peccati da scontare a prezzo pieno.
Non c’è tempo; non è questa l’ora.
.
Poi, nello svoltare un angolo d’improvviso
il tuo volto e le stelle dei tuoi occhi
la promessa mantenuta.
.
di Angela Greco, qui:
https://ilsassonellostagno.wordpress.com/2021/10/03/angela-greco-angre-due-inediti/
.
*
.
tiritera del tre
.
Tre, numero dispari perfetto
scartata la solitudine del primo,
sempre tre moltiplicato per uno
triangolare la superfice primaria
stereoscopica la terza dimensione,
terzo l’occhio di lungimiranza
trina la divinità anche se unica.
Il tre miagola se estratto a tombola,
la sequenza Tribonacci, il gioco del tris,
tre briganti e tre somari, solo tre
varianti nel tricolore, nell’insalata
quadrifoglio senza un petalo,
le aperture a luce di una trifora,
i soldi dell’opera brechtiana,
tre i rebbi di Nettuno, i componenti
di un trittico, gli arti del triscele.
Non c’è due senza tre nell’offerta
e nell’accadimento da evitare,
tre per centomila i passi sulla strada
per liberare il sogno dalle catene.
.
di Daniela Cerrato, qui:
https://ilmondodibabajaga.wordpress.com/2021/10/05/tiritera-del-tre/
*
.
A terra (Kiyida)
.
Poi penso al blu
senza cercare un fiore nell’acqua, forse i ricordi della felce.
.
Prestami, il momento che ha preso fiato e ha circondato tutto, eravamo morti e il vento era attutito.
.
Il fondo, tutto e niente marcisce
Lanciamo lame dei pugnali e delle urla di notte
In modo che possiamo essere smantellati di nuovo di notte
Dormiamo, il tulle è bianco.
Mia Lina, ora questa primavera sul tetto è rara,
non dare i tuoi occhi a nessuno, comunque
conta fino a cinque
Fai crescere gli steli della notte
e i tuoi occhi.
.
di Saphilope S., qui:
https://sapholipes.home.blog/2021/10/04/kiyida/
.
*
.
Sono la Violenza delle mie profondità
.
Mi sono scoperta cosi.
.
In affanno d’amore
con la rivoltella alle tempie
e un grido
(buio misto rabbia)
a saldarmi le ossa.
.
L’eco della mia pelle
è pietà
fatta carne.
.
Misericordiosa e puttana
questa nostalgia
mi ricorda lo sfiorire dei miei pensieri.
.
di Isabel De Santis, qui:
https://battesimaleferita.wordpress.com/2021/10/05/sono-la-violenza-delle-mie-profondita/
.
*
.
Non è semplice
.
La confidenza
sì, il corpo mi batte dentro
Mi dice spesso cose da innaffiare
Bisogna aver trascorso tempo per andare insieme
A volte lui brontola nella pancia
.
Allora lo metto a gambe allungate
E gli parlo con le mani
alla prossima svolta starò attenta
d’agire in sintonia
.
Il ruscello liscia i suoi sassi con dolcezza
Li rotola, li sposta, li sistema
Affronta lento un discorrere, svolge le pieghe del letto
.
Avere due teste e sapere chi siamo non è semplice.
.
di Nadia Alberici, qui:
https://sibillla5.wordpress.com/2021/10/05/non-e-semplice/
.
*
.
Pastore Aberrante
.
Le parole e i numeri
fummo consapevoli delle composizioni celesti
che il cuore rifletteva con simboli
e gesti rituali come se la poesia
dedicata al sole
in realtà fosse originaria della Terra.
All’interno del cielo nacquero figure geometriche,
ellissi pensanti, recanti voci dell’alfabeto,
creazioni esplose apparentemente monche.
Piegato sul tuo sesso io pastore aberrante
posso grattare la corteccia e incidere il tuo nome
a ricordare che quello ch’è scritto qui in basso
è intagliato sopra la scorza d’ogni stella.
.
di Claudio Maria Zattera, qui:
https://www.facebook.com/claudio.zattera.1
.
*
.
Casa in demolizione
.
Resta il rosa antico steso
sopra la parete d’una camera da letto
e il verde salvia forse del tinello
pallido indizio – sabbia dentro la clessidra –
per chi ha negli occhi il rosa spento
di quei coppi, presto disperso
tra il vivo di quelli nuovi.
.
Tracce sbiadite di progetti.
.
Un cane si rizza in piedi alla catena
il vomere accantonato arrugginisce
a fianco dei gerani della passata estate
che ingialliscono dentro vasi sbeccati,
un buco nero oscura il forno per il pane
il pozzo è un contorno di mattoni
privo di carrucola e di secchio.
.
Mani dell’Est accendono nazionali senza filtro
nascoste nell’ala del cappello, scrostano
i mattoni dalla calce e li incastellano
a mucchio come dentro gli ossari.
.
di Luigi Paraboschi, tratta dal libro “Tra due parentesi e un punto di domanda”, reperibile contattanto l’autore (paraboschi3@gmail,com)
qui
https://ilmondodibabajaga.wordpress.com/2021/10/09/poesie-di-luigi-paraboschi-2/
.
*
.
Come giubbino.
Abbandonato alla condiscendenza
Degli appendini
Di un qualsivoglia locale
Ordino, senza comandare,
Ancora un paio d’ore
D’assenza da me.
Dal mio progettare.
Dal desiderare.
.
di Ed Warner: qui:
https://www.facebook.com/EdWarner.Words
.
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Gioielli Rubati 165: Irene Rapelli – Salvatore Leone – Alfredo Rienzi – Anna Maria Spalloni – Grazia Palmisano – Federico Federici – Silvia Maria Molesini – Nadine Spaggiari.

Udendo vibrazioni accartocciate
di sillabe sfocate, la tensione
fra me e le solitudini rubate,
annaspo in riva all’immaginazione.
L’acqua pettina nodi di truccate
schiume, scrivendo dentro l’emozione.
La trasparenza lava d’annebbiate
zone di piombo al cuore la finzione.
Si nutre fin nelle ossa l’anima arsa
da dubbi, bagna il fuoco d’una stilla
l’eternità che parla nella testa.
Si desta in morte la voce scomparsa
fra stelle, sugli alluci danza, brilla
con l’ipocentro sotto la tempesta.
.
di Irene Rapelli, qui:

Un’esplosione

.
*
.
Mentre l’alba comanda e vi storce
col nerbo d’oro, m’invento la notte, una notte qualsiasi
che libera i polsi agli angeli di mare.
Ho sempre sostenuto che il nero sia un colore importante, il colore
delle addolorate, del ventre piegato, e per me
che dico poco, e non finisco mai il discorso sui ciliegi.
Dovrebbe cavare gli occhi ai padroni, la vista sull’azzurro
che non si posa al mio petto, sulle carni sbrigate di quell’uomo.
La notte custodita fra le scapole, nutrita la bambina
che ha più nomi di stelle consumate, è in mano ai possidenti,
svelato il mistero di ombre violentate nel mezzogiorno del sultano.
Io che ti metto al sole, angelo di scogliera, che a bassa voce canti
dolce vento screpolato dal giallo più crudele.
Non è spettacolare vederti bruciare, l’occasione di omaggiarti con le rose.
Voglio la notte che mi è stata tolta dalle braccia, la luna che profuma d’erba.
I padroni non conoscono la lingua parlata del dolore, gli orizzonti bui
delle schiene, ombre di danze in riva al mare, tratta di nuove schiave,
loro vendono lamenti a peso d’oro.
Non è di mio conforto l’eco che ansima alla montagna.
Chiedo ciò che mi spetta, non conosco lingua del giorno,
luce bassa accoltella. Non so di questo sole,
raccontato da salive più accorte.
Non so guardarti col fuoco alle tempie, giuramento
la notte che rimedio col freddo alle mani.
Lasciamo al sole la pietra, le terre annusate dai cani, Monte Sacro.
Che sia regno di ceraste cornute e lucertole.
.
di Salvatore Leone, qui:
https://www.facebook.com/profile.php?id=100070311902498
.
*
.
(C’è nel silenzio ogni voce ogni suono)
.
C’è nel silenzio ogni voce ogni suono
possibile: il bianco che si disfa
nell’iride, molecole-galassie
che ronzano, uova incerte se aprirsi
o indugiare nel loro simbolismo
.
ci sono nel silenzio
gli elementi al precipitarsi nudi
nei loro mulinelli
i canti di meduse e di sterne
.
poi l’infinita serie delle favole
quei loro finali mai ascoltati
.
di Alfredo Rienzi, qui:
https://www.facebook.com/alfredo.rienzi.1
.
*
.
Facciamo rumore io e te
Folgoriamo nel cielo
come la circolare rossa, di cui mi parlava mia madre
sulla salita delle Belle Arti, davanti al giardino zoologico
quando andava a scuola.
E da dietro poi, dall’ultimo snodo della macchina, appostata come lepre
Scendeva al volo se avvistava qualche dolcezza che l’avrebbe accompagnata..
Antichi guerrieri
Siamo
con strascichi di catene
fatte di stelle filanti.
In attesa di un po’ di riposo
.
di Anna Maria Spalloni, qui:
https://www.facebook.com/anna.spalloni
.
*
.
Rallentare
.
Voglio vivere al rallentatore
Con l’eleganza di ogni movimento
Diventare bellissima nella lentezza
Libera dalla fretta di essere brava
La più brava la più bella la più me
Rallentare
Piano pianissimo
Cammino e sembro volare
Salto e volo più in alto
.
di Grazia Palmisano, qui:
https://graziapalmisano.wordpress.com/2021/09/29/rallentare/
.
*
.
Valdinferno, 25 luglio 2013
.
Questa terra, su cui non lascio
impronta ma uno stralcio azzurro,
mentre salgo in preda al sole
dei morti, in un requiem di cicale
e api, questo suolo imperforabile
fa eco al nulla, su cui calpesto
tane delle bestie a cuore fermo
mentre passo, acquattate alle radici
grasse delle piante e nell’oblio
dell’erba pesta sparse nel colore
giallo delle campagne, aguzzando
udito e pelo, questa landa desolata,
dai cui ruderi isolati, simulacri
di sonno, si affaccia un volto solo
ad ogni ora e su tutti soffia identico
quel nome incomprensibile,
lascia all’anima deporre il peso
in una nicchia assolata.
.
[su una pagina, di getto, seduto in una pietraia]
.
di Federico Federici, qui:
https://leserpent.wordpress.com/2013/07/26/valdinferno-25-luglio-2013/
.
*
.
le ragazze uccello
passano sullo struscio
formano bianchi guai
in incarnato matt e ridere
sollevate appena
sembrano i cocai girano
le braccia le mani uno
sguardo verde intatto
nel suo comfort duro
nessuno le ha
toccate mai e
volano a svolte sulla pista
hanno lungo il sorridere composto
.
di Silvia Maria Molesini, qui:
https://www.facebook.com/silvia.molesini
.
*
.
Se poi ci risolviamo l’una nell’altro,
i nostri gesti si fanno teneri;
i guasti si risolvono nel tormento delle labbra,
e con un piacevole bicchiere di vino rosso,
che ci libera dalla tristezza di ottobre,
finché l’amore ci guarderà le spalle,
in questo porto del Mediterraneo.
.
di Nadine “Swan” Spaggiari, qui:
https://www.facebook.com/NadinePoesie
.
*************************************************

Gioielli Rubati 164: Grazia Denaro – Lucia Triolo – Marina Donnarumma – Ferdinando Giordano – Biagina Danieli – Laura Segantini – Amina Narimi – Andrea Ponso.

Questo Tempo
.
Le strade di questo tempo
che negli anni ho percorso in spensieratezza,
oggi scavano il tramonto
e io ho paura perché non c’è più coscienza
né buona creanza verso il prossimo
con cui ci si approccia.
Nella società c’è assottigliamento di pensieri,
dissolvenza di riflessioni,
caricatura su ogni anima che in rigida misura
viene stressata in questa vita priva di comprensione
cancellando sogni e speranze per il divenire
di essere migliori
senza un punto fermo a cui fare riferimento.
Ormai siamo senza bussola
e non sappiamo qual è la via da imboccare,
conosciamo solo speranze e timori
per l’incerto futuro che ci presenta goffi labirinti
in cui dovremo orientarci.
Mi auguro che questo tempo sia passaggio,
non stasi a cui doverci abituare
e di non essere gettati nell’abisso buio dell’oblio
senza speranza di poterci risvegliare.
.
di Grazia Denaro, qui:
https://graziadenaro.wordpress.com/2021/09/20/questo-tempo/?fbclid=IwAR0eZAaO8x6SPlFEB_nIeJRBY7o0-RrvuyB2Od6Ck71cOhRvwpcfBLVKJqs
.
*
.
non chiedere dove
siano finite le fattezze indistinguibili
di un volto
le rondini che vi si sono posate e poi
sono volate
.
(gli spasimi arraffano ali destinate
alle transenne)
.
sai che ci sono
in uno scavo senza vigliaccheria
senza esultanza
è passato il forcipe della domanda
su una nascita che non ti
darà mai calendario
né nome
lì ti sei figlio!
.
non chiedere:
senza imparare il silenzio
ho imparato a stare zitta
.
di Lucia Triolo, qui:
https://www.facebook.com/lucia.triolo.100
.
*
.
Per essere intera devo vedere il mio buio
e mi spingo oltre dove vedo il tempo che passa
e mi lascia indietro.
Io non so dove nascondi il tuo dolore
in quel nodo caduto ormai senza calore,
senza amore in questo oceano di luna che annebbia l’aria,
nella mia viola dal colore del mare.
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di Marina Donnarumma, qui:
https://www.facebook.com/groups/156980381697953/user/100004329993176
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Mantenere a distanza
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La luce mente. Questione di misure
inappuntabili. Al punto che l’osservatore
col cuore in mano teme spazi mai visti.
E sono sguardi che sgranano gli occhi!
Sicché seminiamo immagini
che in seguito saranno sfollate. Ma
la vista calcola il raggio per affermarsi nel vano.
Da lontano le rughe arrivano
meno rughe, le mani meno mani;
per starti intorno i passanti si confondono
alle maschere con le occhiaie.
La strada ti circonda fino alle spalle.
La luce inganna: i sette nanosecondi
che permisero all’ape di saggiare il nettare,
portano la notizia con ritardo
però le ali battevano all’epoca in fiore.
Vieni a fior di labbra per essere contemporanea.
Non è mai adesso, per capirci.
Questa luce raggira e lo sguardo
è il suo imbroglio per diverso tempo.
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di Ferdinando Giordano, qui:
https://www.larecherche.it/testo.asp?Id=60757&Tabella=Poesia
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La forza di gravità
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una pera
cade dall’albero
è la forza di gravità
che butta tutto a terra
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che fa il peso
la massa
spessori di materia
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sogno il contrario
la leggerezza
e il cielo come tappeto
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cadere verso l’alto
senza ali di cera
e nemmeno paure
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per scienza e
teoremi
non per desiderio
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di Biagina Danieli, qui:
https://biadoit.wordpress.com/2021/09/20/3189/
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Non c’è suono
che rompa il silenzio
dell’alba.
Solamente un chiarore
che scioglie le stelle.
Un vago tremore,
ha colto le cose.
Ed anche il sole
profuma di freddo.
Nel risveglio vibra l’attesa.
Che ciò che tace nell’alba,
riprenda a parlare.
Con voce d’ombra
e di acqua.
Leggera, come un sospiro.
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di Laura Segantini, qui:
https://www.youtube.com/watch?v=71mmUOIk7mk
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C’è solo da respirare
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Residuo di trasparenza
aspettazione
il suo pianoro.
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La cenere alla luce
vola come tu preghi.
Sei a casa.
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E deve ancora accadere.
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Sul polso c’è la vita
sull’anulare la parola.
Possono sfiorarsi appena.
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C’è solo da respirare
nel vuoto che rimane.
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di Amina Narimi, qui:
https://aminanarimidotcom.wordpress.com/2021/09/18/ce-solo-da-respirare/
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Non conta: il crinale a corona
si chiude. Di cristallizzare
i cadaveri la tecnica del monaco
Urgulone forse ora è un bene;
tra la conta dei morti e l’arte
abbiamo ingargugliato le carte.
La retorica è un picco nudo
sullo strapiombo e già il parapetto
è vertigine e tentazione.
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di Andrea Ponso, qui:
https://www.facebook.com/andrea.ponso.9
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