Gioielli Rubati 153: Edoardo Pisani – Mimì Burzo – Chiara Marinoni – Gino Scartaghiande – Luca Gamberini – Giancarlo Stoccoro – Cesare Bocci – Bernardo Negro.

Come sempre grazie a Daniela Cerrato per la collaborazione in questi lunghi mesi, per l’ultima volta trovate la rubrica anche qui:
https://ilmondodibabajaga.wordpress.com/
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Contabilità stellare

Da questa distanza siderale
sembrate davvero
un gioco da finire
e non l’umanità.

Non penso ai volti amici.
Non penso ai miei ricordi.
Solo astri e meteoriti
e cifre da segnare.

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di Edoardo Pisani, qui:
https://poetarumsilva.com/2021/07/04/edoardo-pisani-poesie/
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Non ho mai visto i tuoi piedi
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Sulla Propaganda.
Bozze di un pensiero in epoca di buio e di dissenso.
Soverchiare la morale. Spingere verso l’extramoralita’. Attingere all’orizzonte per arrivare ad un oltre. Staccarsi dal quotidiano delle televisioni, i personaggi mediatici, le storie sospese fra rivendicazione e pubblicità.
L’extramoralita’. O dell’anarchia. O degli occhi che amo. O della gioia infinita senza mai riposo.
Siamo già in guerra.
Siamo già all’assassinio.
Non peccare di ipocrisia per mancanza di coraggio. Fare l’amore con la verità.
Leccarla tutta la verità. La verità dei corpi sospesi e delle orecchie violate.
È un assassinio gridare contro una bambina – ti stupro zingara. È l’assassinio della serenità. La mortificazione della poesia dell’infanzia.
Il turbamento di un solo attimo è già lesione. L’abbassarsi del cielo a livello della sotto corteccia. Evoluta anch’essa per carità!
Sentire il ritmo.
Provocare orgasmi di scandalosa libertà.
Accogliere.
Proteggere.
Creare comunanze come ventre di donna o di balena o del pianto dei cani di Maldoror.
Farsi venire la pelle d’oca.
Armare di addii la non curanza, la mala creanza, e l’ignoranza.
Distorcere il panico in azione panica.
Aprire le case. Lavare coperte. Profumare il sonno dei bambini.
Tornare alla regola – i bambini sono di tutti. E tutti li proteggono.
Creare un nuovo urbanesimo. Pranzare con i barboni di via Marsala. Affondare nella puzza di piscio e di feci.
Affondare.
Affondare.
Affondare.
Ora bisogna risalire lungo un arcipelago di arcobaleni ed aquiloni. Dire di no. Saper dire di no. Sapere. Sapere di sapere senza paura di sapere di sapere. Purezza.
O dello scandalo. Purezza. O delle tue mani gia qui dentro di me. Soggetto io verso un oltre non mio, verso l’universo impavido delle idee e degli eroi. Ridefinire l’urbanistica dell’eroe. Del mito. Del dissidente. Parlare da soli. Esclamare da soli. Pregare da soli il dio della pioggia.
Non posso portarti il sole.
Non posso portarti la legna.
Non posso portarti il camino.
Fiammelle. Fiammelle libertarie di tenerezza e amore. Urbanistica dell’amore senza freno. Strada per strada. Mattone per mattone. Irruenza per irruenza.
Propaganda. Autotassarsi per comprare libri e distribuirli per strada.
Libri e libri e libri e libri e libri.
Teorica rivolta che anticipa la prassi.
Teoria della rivolta e radice dell’intelligenza.
Propaganda fattiva.
Propaganda attuata per ogni millimetro di ossa e di sangue. Carezza. Sorriso. Carezza. Idea sull’idea di una idea di dono. Il dono come moneta di scambio. Il PIL umano.
Rottura con la democrazia. Bellicosa poesia. La democrazia è una utopia. Una bassa utopia. Propagandare poesia. Bellezza. Diversità.
Coraggio e donne. Coraggio e sopravvissute.
Coraggio e amore mio.
Coraggio. È ora di rivolta. Per strada please!
Riprendiamoci le strade.
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di Mimì Burzo, qui:
https://mimiburzo.wordpress.com/2021/07/06/non-ho-mai-visto-i-tuoi-piedi-2/
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Ricordi
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Il fiato del giorno
spigola tra il verde
di morbide nuvole
che ascoltano il silenzio
specchiandosi nelle acque
dei ricordi, come rugiada
a disegnare il calore
di nostalgiche mattine.
Tenere carezze
che generano
ghirlande ancora vive
nel sospiro di una presenza
mai sfiorita
anche nel più cupo inverno.
di Chiara Marinoni, qui:
https://chiaramarinoni.wordpress.com/2021/05/30/ricordi-2/
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Quando s’apre non si
ripercorre nel sogno suo
insabbiandosi come un folto
di luci già entrato e pronto
alle voci raccolte intorno.
Poi qualcuno certo si spaventa
a vederlo ma lancia una striscia
solida di conservazione
e attende gli uccelli ad ogni
bordo forcaiolo che li dissangua.
Uscire ora sarebbe entrare.
Ho concesso senza perdermi,
parlando piano lungo una parete
che subito mi riassorbiva.
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di Gino Scartaghiande, qui:
http://poesia.blog.rainews.it/2020/10/gino-scartaghiande-poesie-scelte/
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DESTINAZIONI
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Che poi sì, si potrebbe lavorare
aver da avere e tu dirmi
caro, riposa che sei stanco.
Ma il mio mestiere è cane
dare un volto alla nuda finestra
e un cuore al noce.
Per te, a me cara come questa terra
-che cucina a rilento i suoi frutti-
ho in serbo le mie dita, fino a dieci.
Prometterti di più mi farebbe gregge
permetterti di più mi farebbe strada.
.
di Luca Gamberini, qui:
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https://www.facebook.com/luca.gamberini.7   
.
*
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Ci si pone come gli occhi
davanti agli imprevisti
la vessazione del cielo
la curva incollata alla strada
il sogno depredato all’alba
Ci si veste di nero
dimenticando l’ombra
che ha smesso di farci scudo
e resta ferma
Immobile sul ciglio
Vorremmo un solo corpo
per le parole sottratte alla bocca
lo sguardo liquido
che conquista lo spazio
indifferente a tutto
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di Giancarlo Stoccoro, qui:
https://www.facebook.com/giancarlo.stoccoro
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MUFFA DELLA SERA
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L’attesa si è fatta
certezza
del tuo non ritorno.
Mi sento
muschio delle pietre
del mulino di Stiappa:
denso
morbido
intrecciato
sfilacciato,
quasi muffa verde.
Se alzo gli occhi
persino dal cielo buio
intuisco filare giù,
come steli
di ginestra del Sargentino rovesciati,
le stelle
in altri momenti
vive di luce.
La tac è stata crudele
nella sua verità:
il mio cuore è spugna
non assorbe linfa vitale
siero rosso denso,
ma lacrime.
Persino i grilli
stasera non cantano
i loro lieder straussiani
ma scandiscono
la fine di un oggi
senza domani.
Scrivo
seduto su una sedia
bassa di focolare,
curvo
ripiegato su me stesso,
indifeso
per la tua mancanza.
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di Cesare Bocci, qui:
https://www.facebook.com/cesare.bocci.3
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VERSO SERA
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Verso sera si tingono le ombre
col rossore di mille smagliature.
Il tramonto si espande in frammenti
che il cuore inutilmente annoda,
mentre gli sguardi flettono il bujo.
Bra scopre a poco a poco il mutare
dei tetti tra poche ore stellati;
una canzone trilla come i grilli;
il vento circuisce i ritorni a casa;
al brusio del bar lievita il caffe’
come fa il risveglio sulle visioni.
So che Trevi ha vinto il Premio Strega
e la sera gorgogliava in gola;
l’attesa degli “Europei” muta frenesie;
Isadora Mendes attinge i volti
a Dante tra passi di rime in Bra:
è la poesia che sa il percorso
già tentato dal fiore dell’anima.
Verso sera interrogo silenzi
che hanno ceduto la luce del giorno.
Ora tocca a noi parlare alla sera,
chiedere alla sorte ancora una stella.
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di Bernardo Negro, qui:
https://www.facebook.com/bernardo.negro.18
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Gioielli Rubati 152: Lucia Lascialfari – Cristina Bove – Roberta Lipparini – Silviatico – PP – Giovanni Sepe – Italo Bonassi – Gea Gea.

Grazie a Daniela Cerrato per la collaborazione, la rubrica è reperibile anche qui:

https://ilmondodibabajaga.wordpress.com/

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In attesa di una morte non mia
muoio io, di rombi d’aereo
e di frescure disertate.
Senza accorgermene scivolo piano
tra sacchi di abiti vecchi
che ho conservato come reliquie
di quel tempo
in cui avevo il tempo per avere e per essere,
e ho lasciato che trascorresse
irrisolto tra gemme e merletti
pazzo di poesia pazzo di sangue.
Ho avuto tra le mani
tutti i tesori della terra
i bianchi coralli e le buie notti a dicembre
ho parlato con tutti i sapienti
dall’uomo in bronzo nel parco
alle danzatrici in kimono,
Ho scelto gli amori più preziosi
di uomini di figli e di cani
e di madre e sorella disgiunte.
Ora sto ferma ascoltando un cuore
non mio
non estraneo
del mio stesso corpo.
Quello aguzzo di una madre ritirata
nel germoglio del pino
fattasi colpa e pretesto
di questo posto gemello alla mia essenza.
Alla mia assenza.
.
di Lucia Lascialfari, qui:
https://www.facebook.com/profile.php?id=100000166383194
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Poesia terraterra
.
Non c’è consacrazione
a scrivere la lista della spesa
a fare spaghettate all’aglio e olio
a strofinare bagni e lavandini
a sciorinare panni sul terrazzo
non c’è rima
tra bollettini e tasse da pagare
acquisti online
e via dicendo di siffatte cose
.
ma se avessi
studiato come cingermi d’alloro
sarei la dicitrice dei tegami
_perché, detto tra noi, fare il bucato
soffriggere ciambelle e patatine
baciabbracciare figli e nipotini
sono patenti per vagabondare
a piedi e versi sciolti nelle stanze
.
la verità, lo giuro a tutto tondo
è che mi rendo immateriale, astratta
contro la me che stesa sul divano
galleggia tra cuscini e palandrane
.
lo giuro e lo rigiuro
che scrivo un salvagente di parole
soltanto per salvarla
dal lento sprofondare
.
di Cristina Bove, qui:
https://www.facebook.com/cristina.bove.73
.
*
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La mia donna
.
Amo i libri
Le falene alla luce
Il pane caldo
Le pagine dei libri
Amo la mia donna
Il passo lieve
i capelli
le dita sottili
Non c’è vergogna
nei fianchi
nel seno
nelle corse sulla neve
Il mio amore
è puro di labbra
del giochi delle volpi
delle rondini sui fili
Ho un unico bene
per il suo odore
per le foglie del bosco
per le creature del cuore
.
di Roberta Lipparini, qui:
https://www.facebook.com/roberta.lipparini.9
.
*
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Vera come non mai primavera
.
Una primavera che, ancora adesso,
saluta inevitabile con sbocci,
cinguettii e voli che sanno del fiele
di quei giorni: ci stava sotto gli occhi
in buchi e, non lontana, in prati stenti
periferia a lato d’alberi stinti.
Primaverili cristalli zuccherini
nei cucchiaini diluita polvere blu
poi che brillava di bolle limpide,
pur se non meno tragiche dell’oggi.
Stagioni che si alternano, diresti
nel loro disputarsi cuori e menti.
Come varie mafie in piazza lo spaccio
alle idi di marzo ogni anno, d’ogni età.
Ma noi lo sappiamo, vero, che non c’è:
non si è mai avuto momento migliore.
Ci sono solo attimi in cui si è così,
perché più giovani e fluenti, azzardati
da bagnarsi in un fiume che sottende
canzone di primavera e di morte.
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di Silviatico, qui:
https://sempreadelantando.wordpress.com/2021/06/30/vera-come-non-mai-primavera/
.
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La risposta è nota
.
Ogni risposta alla domanda posta
dovrebbe essere nota,
dovrebbe essere questa:
“La tua domanda è esatta…”
La domanda posta…
ex ante, ex-acta, esatta:
che si tiene fuori
dalla mia risposta, intatta…
.
di PP, qui:
https://www.facebook.com/pensiero.ballabile
.
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Se fossi tu, quando non ho voglia
di amore, la metà del pane
o le penne nere di una rondine
se fossi io a dividere la crosta dalla mollica
e il nero dal bianco, ti vedrei più vicina.
Se anche tu fossi un frammento di donna
o una garza vergine,
quando non ho voglia di sangue
non avrei ferite da sanare
e il cielo mi renderebbe minuscolo
un pezzo che manca di me
se tu sei nei miei occhi
un’acqua che corre.
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di Giovanni Sepe, qui:
https://www.facebook.com/giovanni.sepe3
.
*
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Gli spiriti del Niente
.
Ognuno di noi giurava ch’era vivo,
non per scaramanzia, ma per paura
che ti vengano poi a dire che sei morto:
su tutto ciò che si era e non si era,
facile il vaticinio dell’astrologa,
noi si giurava tanto per giurare
contro ogni possibile evenienza
una pasqua di avvento e di ascesi.
Noi, spiriti del Niente,
senza alcuna idea di dove andare,
alla ricerca di essere qualcosa
di vero e vivo, in una insonne veglia
in un mondo di ombre sulle orme
dell’essere del non-essere del Niente.
Invisibili creature della mente,
siamo come dei gitanti di domenica
in una barca giù per la corrente
di un fiume che va fino a che va
nel buio vespertino del tramonto
E nessuno s’accorge se affondiamo,
neppure noi, gli spiriti del Niente,
neppure noi ce ne accorgiamo.
Dio, è solo lui che vede il Niente.
.
di Italo Bonassi, qui:
https://italobonassi.wordpress.com/2021/06/28/viva-la-poesia/
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*
Nello stelo sta l’essenza
o nel bruco storpio che non vola
nei nervi
sta la vita
e della poesia
va cercato il silenzio
che è la madrelingua di tutti.
Non è poi così difficile
essere niente!
.
di Gea Gea, qui:
https://www.facebook.com/profile.php?id=100020476578369
.
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Gioielli Rubati 151: Elisa Falciori – Salvatore Leone – Laura Borghesi – Luca Gamberini – Luigi Paraboschi – Lorenzo Monticelli – Giuseppe Blandino – Rosa Mannetta.

Come sempre grazie a Daniela Cerrato per la sua validissima collaborazione; la rubrica è pubblicata anche qui:

https://ilmondodibabajaga.wordpress.com/

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Storie

-Vediamoci-
Comincia la recita

-Sei bella-
Parole sempre uguali

-Nessuno è come te-
Sballo, una scalata al cielo

-Mi dai il paradiso-
Inizia già la discesa.

È un copione sempre uguale
ogni attore convince
si applaude
solo qualche volta.
poi vince la noia…

di Elisa Falciori, qui:
https://elisafalciori.wordpress.com/2021/03/08/storie/
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Parlategli voi
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Dovrei conoscere la lingua degli uomini
e spiegargli che un giorno me ne sono andato,
dove si perdono le gambe, e il sole t’incorona col fuoco.
Ho soltanto quel modo di dire, la cultura
d’un deserto alle ginocchia.
Dovrei avere proprietà di linguaggio dell’affamato o cacciatore,
descrivere nel dettaglio le mie ossa nella neve,
la nudità d’un corpo appeso, labbra danneggiate da un bacio sconosciuto.
Parlategli voi,
ha imparato la buona retorica della carne, frasi fatte al mattino,
dice che per un giglio, la terra si buca con un dito. Lo so,
cambierebbe argomento, pur se davanti all’orizzonte piegato,
allagando tramonti a occhi bassi.
Mi sono tolto la pelle di sopra, ho temuto che definisse l’alba
con due parole, e gesticolando la pioggia, tentato da un padre al digiuno,
Parlategli voi,
dice che la luna approfitta di schiene larghe,
della lunghezza delle braccia, non abbiamo grandi nomi,
e la primavera è un crimine da non commettere.
Un gesto che chiunque improvvisa.
.
Se parlassimo l’idioma del petto abbandonato,
capirebbe che la bocca è ormai sventata
dai significati alle carni.
Gli direi che ogni giorno mi confronto col bianco
delle sue guance morte, coi sorrisi forzati e due figli,
una donna a trofeo, che si accompagna Addolorata.
.
Sbircio perché non ho dove andare,
per assicurarmi che stia bene.
Il resto della pelle o del costato non conta.
Non gli parlerei della faccia indurita
mentre bagnava silenzi, nascosto da me
dal rimorso più azzurro.
.
di Salvatore Leone, qui:
https://www.facebook.com/salvatore.leone.1612
.
*
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Forse è un non volervi pensare dentro al sovrannaturale
Lasciarvi nella pace della massima vibrazione dell’universo.
Mi basterebbe sapere cosa state facendo
Precipitarvi dentro al rettangolo di questo tempo.
A volte vi rivedo con gli stessi sguardi
I visi mi fanno tornare indietro per salutarvi
Ma per voi sono una sconosciuta senza storia.
Lascio morire la parola dentro la gola perché so che non siete voi quelli che cercavo.
.
di Laura Borghesi, qui:
https://www.facebook.com/laura.borghesi.98
*
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EMODINAMICA
.
Ricordo qualche aneddoto
sul tuo culo, e poco altro.
Una fame duce, impreziosita
dalla gelosia dell’encomio.
Poi dirai, a chi mi copia, che
non mi hai mai copiato, tra
le chiavi di casa sparpagliate
tra le serrature dell’emodinamica.
Non fiori, ma opere di vene portate
via dalla corrente, anche oggi
non mi alzerò, so cadere bene
anche da sdraiato e scucirmi
il tuo nome -che adesso non
ricordo- di dosso, come un
qualsiasi cimitero accolgo
ipotesi di futuri, fortune scadenti
galleggiano nel mare annegato.
.
di Luca Gamberini, qui:
https://www.facebook.com/luca.gamberini.7
.
*
.
E’ fatta
.
Non ce ne andiamo da soli
in luoghi accidentati, la strada
qui è piana, un po’ in discesa
così non dobbiamo più pedalare
ma soltanto lasciarci scivolare
verso un bagno tiepido di placenta.
Lasciamo martello e chiodi
penna e scarabocchi, anche due
o tre madonne tirate senza cattiveria
con l’indifferenza come quando si pensava
bella figa di quella che s’incontrava,
eppure siamo passati in mezzo
a questo campo arato male
abbiamo scavato un po’ anche noi
cresciuto figli, pagato mutui ventennali
amato di straforo e poco al sole
per non scottarci troppo, rimpianto
quel vigore che affumicava la giovinezza
ma che col tempo s’era fatto logoro.
Cosa importa di noi nel casino
che resta dietro ? Forse ci sarà
chi si ricorda il giorno in cui
l’abbiamo accompagnata in chiesa
a battezzare oppure a nozze, ed anche
qualcuno al quale abbiamo detto come
imbiancare un soffitto senza sgocciolare.
E’ fatta, andata, abbiamo chiuso
con queste donazioni inutili di sangue
ci assentiamo per qualche anno
ma non facciamo drammi perché
il pianto qui da noi non sanno cosa sia.
.
di Luigi Paraboschi, qui:
https://www.facebook.com/profile.php?id=100018279588942
 
 
Oggi incomincio il viaggio di ritorno,
sarà lungo e tortuoso ma di certo
la fatica sarà più sopportabile
dell’andata; riconoscero’ quei
gesti, quei sorrisi e quei dolori
e la cura dell’amore materno,
la ferita della nascita, la sfida
per sopportare il canto di sirene
improbabili annidate nei pioppi,
lo scorrere dell’acqua sotto la morsa
del ghiaccio, l’uggiolio del cane
davanti alla porta, fino a quell’ Itaca
di sassi, a quella strada che si perde
nei campi tra l’argenteo degli olivi.
LETTURA
 
di Lorenzo Monticelli, qui:
 
https://www.facebook.com/lorenzomonticelli55
*
.
ANCORA TEMPO
.
L’ho letto
negli occhi d’una donna
nel sangue di una lama
l’ho sentito
nel silenzio d’un vecchio
nell’anima in frantumi:
“tempo
ancora tempo.”
È il grido
d’un sogno alla luna
d’un bacio al tarlo
è l’urlo
di un crepuscolo
incredulo
di uno quasi mezzo spogliato.
.
Di Giuseppe Blandino, qui:
 
https://www.facebook.com/giuseppe.blandino.94
*
Il viale del tramonto
.
si apre
lei vi deve entrare
è nell’ingranaggio
forzato del tempo…
Non ha più tempo
è andata come
un ergastolo trombotico
forse in un’altra vita
lo splendore sarà tenero…
Ora la attendono
i medicinali scaduti.
 
di Rosa Mannetta, qui:
 
https://www.facebook.com/rosa.mannetta.5
.
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Gioielli Rubati 150: Giovanni Baldaccini – Giuseppina Di Leo – Yuleisy Cruz Lezcano – Grazia Procino – Giancarlo Massai – Antonio Corradi – Laura Segantini – Carlo Becattini.

Grazie a Daniela Cerrato per la collaborazione, la rubrica è reperibile anche qui:

https://ilmondodibabajaga.wordpress.com/

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Linee intersecanti
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Libero senza me
penso di te frammenti
che so poco precisi
ma costruisco adatti a collocare
i miei ricordi in luoghi più appropriati
dove il reale non somiglia a noi
nel tempo come è stato.
A questo scopo cambio le stagioni
e traccio mappe
per dare nomi ad una inesistenza
che somiglia alla mia
e metto stelle dentro una bottiglia
per farmi compagnia
la sera al tavolino
quando la carta assorbe
la notte che ci spando
e diventa un abbozzo di città
dove trapelo e traccio
confini e scrivo il tempo
che si contorce nella mia scrittura
linee intersecanti la frattura
quando mi accorgo di non combaciare
alla morte che viene
e penso che domani vado a pesca
quando la sera si rispecchia
in mare e sembra ci sia luna.
.
di Giovanni Baldaccini, qui:
https://scrivereperimmagini.wordpress.com/2021/06/06/linee-intersecanti/
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*
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Un colpo di vento improvviso ferma la lettura.
È un avviso: è l’inizio del viaggio,
inviti a cogliere i frammenti, gli sprazzi di luce;
sono le 18,30 di un pomeriggio di agosto.
Il capitano è indaffarato e nervoso,
passa incarichi agli ufficiali mentre il cuoco di bordo
mette in caldo il pane per noi;
le sue mani sono dure come la corteccia di un albero.
Siamo qui
estranei a quanto sta accadendo
fuori
quasi e soprattutto il vento.
.
di Giuseppina Di Leo, qui:

Navigo nelle parole di Giuseppina Di Leo

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*
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Cimitero di piume
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Si è sbagliata la colomba,
ha finito il suo volo
in un film dell’orrore,
tremore di bombe che bruciano l’erba.
Il deserto vomita pezzi di carni.
I pochi fiori odorano
di terra bruciata.
Con la bandiera della libertà negata,
gli occhi dei bambini
salutano le tenebre
e si asciugano le ferite.
Nella mescolanza di terre
e di storie sofferte,
crescono semi di odio.
Si ascoltano boati
e la frangia di vita è ridotta
a sepolcro pieno di lucida disperazione.
Si perdono i nomi, si perde la ragione,
con l’innocenza assassinata a Gaza.
La colomba sbagliata, passa
e strilla «NO» al massacro
«NO» al verme e agli occhi mangiati.
Oh, colomba senza macchia!
Ti bagna il pianto scosso.
Le armi caricate nel mondo
arrivano a Israele continuamente,
la follia della gente
farà del tuo corpo un cimitero di piume.
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di Yuleisy Cruz Lezcano, qui:
https://papelylapizeditorial.com/2021/06/19/cementerio-de-pluma/?fbclid=IwAR2HvFr9Bvgdn9yUXSqEU8T2RC0dbq9g6R8BVdKy0VZpXWQA5Tf-rKCde3w
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*
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Il corpo invecchia.
E’ legge della fisica inoppugnabile,
cristallina.
Lo specchio rimanda
la carne cascante del viso
le rughe assai pietose
a coprire il non fatto.
Ma l’anima è sottoposta all’azione della senescenza?
Il dubbio arriva quando
il gioco di indovinare
le falle di una vita prende
il sopravvento davanti
alla luce fredda
dell’unico lampione,
rimasto integro
agli insulti dei passanti.
.
di Grazia Procino, qui:
https://www.facebook.com/grazia.procino.3
.
*
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Il sipario
.
Attore o spettatore,
sul palco o in poltrona,
agire o osservare,
a te la scelta.
A teatro come nella vita
sei tu a stabilire il tuo ruolo,
a decidere da che parte stare.
Comodamente e pigramente
seduto ad assistere
passivo allo spettacolo
della tua esistenza che scorre
oppure scriverne la sceneggiatura,
salire sul palco, sudare, sbagliare,
mettere in scena ciò che ti piace,
selezionare chi vuoi
che ti reciti accanto,
dare il meglio di te,
emozionare qualcuno.
Ricorda che un giorno,
senza preavviso,
come nelle migliori rappresentazioni
inevitabile un colpo di scena,
il sipario si chiuderà in anticipo
lasciando a te
in bocca le ultime battute
e nel cuore l’arresa malinconia
della consapevolezza della fine,
negli spettatori la tristezza
per la mancata uscita finale a salutare.
Fa’ che quel giorno ti trovi
dalla parte giusta del sipario.
.
di Giancarlo Massai, qui:
https://www.facebook.com/giancarlo.massai
.
*
.
Amo di te
.
Amo di te
la tua lontananza.
La mano che tendi,
per darmi speranza.
Le parole che scrivi
nella terra riarsa,
e le strade che mieti
danzando nel grano.
Amo di te
il coraggio gitano.
Che non sa rinunciare
al pane seccato,
che intingi nel vino
come un signore
o un marinaio.
Amo il tuo grido.
Il sentiero che fai
per corrermi incontro,
e il dito che punti
contro ogni mio petto.
Amo il tuo vestire prezioso,
e la tua nuca scoperta
che chiama il mio sangue.
La mia pancia che
serra la via,
quando ti vedo arrivare.
Le lingue che parlo
e non le conosco,
i baci sconosciuti
che incontro.
Amo di te
tutti i sogni che faccio,
dove non diciamo niente
e ci sfioriamo la guancia.
Amo di te
il mio tremare.
Il tuo sapere
e la tua ombra,
che sempre scorgo,
levarsi dal piede
d’ogni donna che ha amato.
di Antonio Corradi, qui:
Da -Le api muoiono Giovani-
https://www.facebook.com/corradi.antonio
.
*
.
Non abbiamo necessità
di seduzione,
siamo abituati
alla più profonda solitudine.
Tu sai, che nemmeno
mille parole,
possono cancellare quello
che è stato scritto
sulle nostre anime.
I nostri spiriti, vorrebbero
poter smentire
cuori insanabili.
Siamo pervasi da certezze,
meravigliose e tristi.
Come il conoscere
cosa sia la felicità,
e il saperne già l’epilogo.
di Laura Segantini, qui:
https://www.facebook.com/laura.segantini.96
.
*
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Spiriti
.
Vorrei sedermi a tavola
con tutti voi,
.
un tavolino circolare
come quello di Re Artù,
.
ed evocarvi uno ad uno
per accogliervi al mio desco,
.
e tutti insieme passare la notte
al confine sospesi tra la vita e la morte.
.
A ritroso nel tempo fare l’appello
ed abbracciarvi uno ad uno,
.
nonni, bisnonni, avi,
antenati tutti mai conosciuti.
.
Se io sono qui voi ne siete responsabili,
nel bene e nel male,
avanti, sedete,
facciamoci questo pranzo in famiglia.
.
di Carlo Becattini, qui:
https://fioriscenelbuio.wordpress.com/2021/06/16/spiriti/
.
************************************************************************

Gioielli Rubati 149: Sandro Pecchiari – Isabel De Santis – Andrea Burato – Luciana Riommi – Fausto Torre – Raffaele Delle Femine – Sankhajit Bhattacharjee – Maria Concetta Giorgi.

Grazie a Daniela Cerrato per la collaborazione, la rubrica è reperibile anche qui:

https://ilmondodibabajaga.wordpress.com/

Cattedrale
 
soffèrmati dove la realtà è sostegno
ma non si fa vedere,
dove le guide non danno spiegazioni
e tu la affronti solo
 
appena dietro il fianco di una statua
lo sbaffo di vernice
d’oro che manca di una pennellata
e snuda il legno grezzo
 
è il mondo delle giunture mal celate
passate nel silenzio
le espressioni eloquenti sul davanti
qui sono solo quiete
 
la luce che proviene dai rosoni
stringe gli occhi e taglia
la scoperta di un mondo altro
scolpito dalle ombre       
 
qui i mantelli sono abbozzati e grigi
di polvere degli anni
i candelabri sfoggiano un lusso
che è solo tinto
 
qui conviene sostare con la poca gente
che gira per dovere
per un’icona preziosa trafugata
d’un santo sconosciuto
 
qui si manifesta questo stare al mondo
sentendo le giunture
guardandosi alle spalle per capire
dove saremmo veri
 
cattedrale di San Marco, Venezia
di Sandro Pecchiari, qui:
https://transitipoetici.blogspot.com/2021/06/sandro-pecchiari-alle-spalle-delle-cose.html?spref=fb&fbclid=IwAR1CuoH55Yd7L80NDnEbb83BxgYJ-MKhFZtTSFa7MWY-Yim2CZyLsUx8rGc
.
*
.
Il peso di un cuore
.
Loro pensano di conoscermi
ed io sorrido
alla loro presunzione.
.
Pensano
di sapere cosa hanno calpestato
i miei occhi
e di cosa sfamo
questa pelle assetata.
.
Mi guardano
dove tremo
ma io so,
come sfilarmi le calze
senza farmi rompere il cuore.
.
di Isabel De Santis, qui
https://battesimaleferita.wordpress.com/2021/06/06/il-peso-di-un-cuore/
.
*
.
Tu che mi hai dato ogni cosa
e ogni cosa è qui tra le mani
abbracciami ancora da bambino
che possa ricordarlo ancora
anche ora che non ho ricordi
tu che mi ha dato stancamente
la vita torna ad abbracciarmi
ancora da bambino
forse non ricordi il profumo
ma i bambini hanno un profumo
che vola via in un attimo
che abbiamo perso senza ricordo
.
di Andrea Burato, qui:
https://www.facebook.com/andrea.burato.35?comment_id=Y29tbWVudDoxNDc2MTU1OTgyNzMzMzQ3XzE0NzYxNTg0MzYwNjY0MzU%3D
.
*
.
Fisionomia
.
sarà che non ho fatto mai esercizio
a ricomporre una fisionomia
con i frammenti ritrovati
tra le dimenticanze della fantasia
resta il dolore
in competizione con la malinconia.
.
di Luciana Riommi, qui:
https://lallaerre.wordpress.com/2021/06/11/fisionomia/
.
*
.
Getsemani
.
e tu ricorderai le case
il nero dell’acqua piovana,
i ramoscelli branditi
alle salamandre
e come contava appartenere ai forti
avere noccioli di nespole in tasca
e stare là,
ignorante più della calia
più del silenzio come viene dal bisbiglio dell’erba
dal sandalo battuto alla paura delle serpi
dalla molta salsedine grossa
.
di Fausto Torre , qui:
https://faustotorre.wordpress.com/2021/06/05/getsemani/
.
*
.
I diluvi sono finiti
.
Mai visto il cielo così nero
senza temporale
nessuna nuvola incombe
solo gravità
il colore che ha il peso dei peccati
quando a confessarli
è una bugia davanti al boia
nessuna speranza che piova
i diluvi sono finiti
resta l’amaro della sete
nei deserti di anime
sfuggite a dio
per troppo amore di sé stesso
.
di Raffaele Marcos delle Femine, qui:
https://www.facebook.com/raffaele.dellefemine
.
*
.
Umani contro rane
.
Gli umani chiamano al telefono
per fissare l’ora
dell’appuntamento serale
Le rane chiamano via terra,
senza cellulare
senza ritrovarsi al centro commerciale,
il tempo di riprodursi
sotto la pioggia.
.
Di Sankhajit Bhattacharjee, qui:
titolo originale Humans Vs Frogs
https://www.facebook.com/sankhajit.bhattacharjee
traduzione Daniela Cerrato
.
*
.
Non
.
Non scriverò di te,
in due
non costruiamo un volto.
Non cammineremo insieme
fino a quando le parole
non saranno ponti.
Perdona le vertigini
quelle fantastiche,
immagina i crepuscoli
momenti d’oro
alla fine del giorno.
Concediti
i sogni alle fontane
i voli, non il vuoto.
Se oggi mi ami
prova a scrivere tu.
.
di Maria Concetta Giorgi
https://www.facebook.com/mariaconcetta.giorgi
.
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Gioielli Rubati 148: Daniele Barbieri – Gisella Canzian – Annalisa Rodeghiero – Silvia De Angelis – Sulfureo – Giuseppe Salvatore – Cristina Bove – Andrea Magno.

Come sempre grazie a Daniela Cerrato per la collaborazione, la rubrica è visibile anche qui:

https://ilmondodibabajaga.wordpress.com/

.

per portare fiori, per poter non piangere a portarli
.
per portare fiori, . per poter non piangere a portarli
che tutti i tuoi morti . azzurri stanno lì che ti circondano
come fiori strani, . li mastichi come per ingoiare
.
strani fiori morti . di tutto quello che è dimenticato
per poter non piangere, . pozzanghera seccata dal sole
.
come strani morti . che non mangiano e non piangono e non
ricordano più . nemmeno loro la tua dimenticanza
.
di Daniele Barbieri, qui:
https://ancoraunaltrome.wordpress.com/2021/06/01/per-portare-fiori-per-poter-non-piangere-a-portarli/?fbclid=IwAR35d00L0YcnQZL3JhDA96bn4JHcgujdDaB8fTzWBGSXl2CvTVt5LO2t59E
.
*
.
La ferita tinge le parole
di un travaglio impensato.
.
Solo la mano trema e
la penna si fa corpo.
.
di Gisella Canzian, qui:
https://www.facebook.com/gisella.canzian.75
.
*
.
Presentazioni
.
Presentarti ad ogni singolo ramo
d’abete curvo verso l’alto,
elevarti come un’ostia consacrata
sì che ogni apice si allarghi
a ricevere vocali di stupore.
.
Infilare
le tue piccole dita nella terra
bagnata passartela sul viso
sì da farti respirare a fondo
la radice di ogni tuo futuro
il porto sicuro per ogni tuo ritorno.
.
E vedere alzarsi intorno a te
i venti a salutare la purezza
già pronti a denudarti il capo
in ogni direzione (la tentazione
di oppormi con la mano è forte ma rinuncio)
.
Sentire le corolle
ad una ad una aprirsi,
ad uno ad uno gli stami
piegarsi al tuo passaggio,
l’accoglienza dell’ovario nei pistilli.
.
Là ti siedo come fosse culla
piccola femmina nel ginecèo in festa.
Bella resta tra le cose belle
fino a sera, fino a sentire
l’inchino silenzioso delle stelle.
.
di Annalisa Rodeghiero, qui:
https://www.facebook.com/annalisa.rodeghiero
.
*
.
PENSANDOTI
.
di soppiatto mi allontano
dal perimetro dell’emotività
ora che la luce non mi parla più di te
afflati inerti si fan strada d’ascolto
in circostanze inedite di svelata verità
nella linea inscindibile del tuo essermi amore
incredula nello spazio inabile a sanarsi
ascolto il fragore d’un rumore di parole
attutite dolcemente nel sottovoce
che plana d’incanto
ammainato dal senso sfocato nell’oblìo
.
di Silvia De Angelis, qui:
https://www.facebook.com/silvia.deangelis.54
.
*
.
La sera, lungo il lago,
ha i tuoi passi scanditi,
ritmati di innocente peccato.
La luna, la tua eleganza,
è un timido pudore
dal cuore agitato.
Sei qui nel caldo giugno,
il nostro letto è un campo di grano,
s’arriccia l’inguine, urlano le spighe.
La sera è viva e solo
noi capiamo il litigare di storni.
Domani ancora sole
la voglia ci ruberà baci.
.
Di Sulfureo, qui:
https://sulfureo.wordpress.com/2021/05/30/la-sera/
.
*
.
Ho rabbie, rivoluzioni
tempeste di malcontento.
Una grandiosità tale di speranza
da sembrare impossibile.
Si tratta di lavoro oscuro,
puro pensare
capace di scarto e visione.
Un poeta
lenisce dall’assenza di Dio,
s’incunea nelle ulcere,
che a leggerlo
pare quasi un medicamento.
.
di Giuseppe Salvatore, qui:
https://www.facebook.com/giuseppe.salvatore.31149
.
*
.
Dal terrazzo si vedono altre cose
.
tra panni stesi
il vento che fa vela
cornacchie che volteggiano strafatte
di fumo e di eternit
_una tettoia sbracata nella polvere_
chiesi all’ufficio delle rimozioni
se fosse il caso di sanificare
risposero che come cittadino
avrei dovuto denunciare il fatto
poi si vedrà
intanto prego, le generalità.
.
Si profilò una sorta di timore
_piccole mafie crescono al riparo
di tetti e di mattoni_
e la salute è una giocata al lotto.
.
Tolto il camice
levati tocco e toga
la cartella di tasse non pagate
il bisturi
lo scranno
il forno, il banco, il vomere, il volante
la cattedra, i fornelli,
si torna alla routine
come panni lavati e rilavati
presi al mattino e consegnati a sera.
.
Di Cristina Bove, qui:
.
https://ancorapoesia.wordpress.com/2021/06/01/dal-terrazzo-si-vedono-altre-cose/
.
*
.
Alchimia
.
Dannati in questa ribellione
e in quel nero che è la notte
quando tempesta passava
eri ladra di sorrisi
nell’intimità di segreti
mai svelati, i tuoi fianchi
arma devastante, il tuo corpo
seduzione di un labirinto,
mentre nella solitudine
che declinava lo scorrere del tempo
egoismo di un attimo
ci toglieva giorni tra distanze
che non saranno più colmate,
e sguardi dietro maschere
che celavano lacrime consolando
amnesie dell’anima,
so quante rughe ho intorno agli occhi,
guardandoti quel riflesso nei tuoi
arredava la mia vita,
avevo parole da salvare
mentre ti vestivi di possibile
tra tramonti da inseguire
e albe da aspettare,
adesso, ancora
ti amo seduto sui gradini
nel silenzio di un tempo
che è passato.
.
di Andrea Magno, qui:
.
https://www.facebook.com/andrea.magno.7587
.
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Gioielli Rubati 147: Grazia Palmisano – Ilaria Palomba – Massimo Botturi – Mauro Contini – Maria Felicia Gelonesi – Vetera Decastro – Rita Bonetti – Enrico Marià.

Grazie a Daniela Cerrato per la collaborazione, la rubrica è reperibile anche sul suo blog

https://ilmondodibabajaga.wordpress.com/

Polline
.
Vola il polline nel caldo di maggio
Di giornate sfiancate, sfrante, sfrontate,
Che ritornano a capo da un paragrafo all’altro
Si impiglia nelle ciglia, si apposta negli angoli, e vigila il polline
Mi si attacca anche addosso, sui vestiti, nei capelli,
una neve fasulla, bianca solo per finta.
Non feconda e non cresce
Dove passa quel polline, impegnato e serissimo
Sta cercando la terra che lo accolga e lo tenga
Come me che a ogni maggio me ne andavo in novena
Oh Maria Immacolata, ma davvero sei vergine?
Mi guardava Maria, sorrideva beffarda,
tratteneva anche il riso, la mascella un po’ storta,
che gran donna Maria, io la stimo e l’ammiro,
si è lasciata portare nelle strette deserte angustiate viuzze
del più becero falso lordume.
Lei lo sa che è inventato, lei lo sa che è normale, lei lo sa,
e ridendo mi ha detto
manca il polline poi ho tutto.
Nella chiesa in quell’angolo, sul suo abito azzurro,
c’era polline e cera, sulle fiamme cadeva e bruciava alle volte.
Lei mi ha detto
sei in gamba, lascia stare il dovere.
Sono uscita un po’ affranta, era vero? era finto?
Io nemmeno lo accetto quel credo obbligato
Ora il polline gira, giocherella col vento, non mi guarda neanche
È salito di grado, se ne va
Ed è laico anche giugno.
.
di Grazia Palmisano, qui:
https://graziapalmisano.wordpress.com/2021/05/19/polline/
.
*
.
Gioia di restare è un gesto,
residuo di esistenza bucata.
Siamo inchiodati alla stessa croce,
estasi è separazione,
Vivaldi di notte, un verso di Alejandra
e dopo l’acqua stilla,
evapora, non possiamo berla.
Dire acqua è dire nulla,
non estingue la sete, la parola
rivela un corpo estraneo.
Se io ti vedessi su questa radura
ti chiamerei rivale, e se tu
mi dicessi che non posso
evadere ti chiamerei Io.
Non sempre ci si abbevera
alla sorgente diafana, ma so che
in quelle acque l’Altro sono Io.
Estasi è scissione, ricongiungimento.
L’erba fredda sdrucciolevole su cui
mi spogli: bagnàti i capelli, accarezzàti
i seni, le mani sull’addome. Aspettami,
presto ti confiderò che vivere è morire.
.
di Ilaria Palomba, qui:
https://carminemangone.com/2021/04/22/ilaria-palomba-gioia-di-restare/
.
*
.
NOI L’AMORE
.
Adesso le lucertole son roba da museo:
tra l’edera e le beole sui passi son sparite.
Non serve più gridare ai figlioli là nei prati
il sole detta orario come una lavandaia
e il vento spinge i fiori al capanno.
Troppo chiasso
ha provocato incendi nel bosco
inondazioni, là dove il fiume andava veloce.
Dammi retta
poggiati con l’orecchio alla terra è già ricchezza
il granoturco avrà le sue vette
noi l’amore.
.
di Massimo Botturi, qui:
https://massimobotturi.wordpress.com/2021/05/26/noi-lamore/
.
*
.
UN’IMMINENZA ANTICA
.
Si cela nel cuore un’imminenza antica
dimenticata negli specchi del passato,
un gioco di sgomento e di speranza
scuote l’alternarsi delle stagioni,
progredisce nella penombra
una voce che scruta le mie pause,
l’immagine di te scandisce le ore
di un’altra primavera,
o è una parvenza tra le trame di persiane
che sprona e che consola,
alberi si disponevano a una fede
nella vastità del vento,
convinti a una durevole fermezza
nella densità dei pomeriggi,
giunge ora da remote costellazioni
il tuo silenzio verso il bagliore
d’una gioia senza causa,
la riconoscenza promessa,
il segreto compimento,
una rondine distende le sue ali,
destina il suo volo senza fiato
alla dimora delle origini,
nelle cattedrali di un tempo
che incalza e interroga
dispersa in vaniloquio l’innocenza,
confusa la fragilità con la colpa,
concorde a te la legge dura dell’attesa,
indugi davanti a uno spiraglio
di tollerabile trasparenza,
altre luci a visitare il cielo,
confluiscono i sentieri
verso il primigenio approdo,
sparisci alla visione,
nell’ora del dubbio e del desiderio
speri sia sollievo il tuo sentire
oltre l’inquietudine di una dissolvenza.
.
di Mauro Contini, qui:
https://www.facebook.com/mauro.contini1
.
*
.
Rami di ulivo
argentati
affinano nuvole
Lasciano in sospensione le sere
a vagare su pagine di libri
di un maggio incerto.
Aria pulita sul canto dei passeri
Dalle piume protetti
Cosa racconta questo cielo
alle nuche piegate
A raccogliere cocci di sale
A intiepidire il sapore amaro
del mattino
La bocca chiede clemenza
Se si ascolta sulla lingua il suono.
.
di Maria Felicia Gelonesi
https://www.facebook.com/maria.gelonesi
.
*
.
Allora io capii ch’ero perduta
non ci fu un segnale
nessun premonimento
non c’erano cani nei cortili ad abbaiare
e tutto era sereno come giorno di festa
un giorno non proprio
era quasi all’imbrunire
e le ombre diventavano più lunghe
dove vai
la luce era radente
non ho detto niente passò l’ultimo minuto
nessuno ha udito
ed io non dissi niente
guardavo solo la strada del ritorno
pensavo alle parole non le avevo dette
e quanto mi pesava aver taciuto
proprio allora
prima che finisse quel suo respiro
in un rantolo a stento trattenuto
le parole non dette
pesavano come grida agli orecchi
ed era tardi il giorno quasi finito
e finiva senza una parola
l’avevo preparata e non la dissi
pensata a lungo prima del momento
ero perduta
e non lo sapevo
quando il giorno finisce e si fa tardi
vado correndo
mi insegue col silenzio
passi felpati strascicati di ciabatte
urla e non sento
ascolto la mia voce
le parole non dette ed  era il momento
allora o mai
ed io mai le dissi
e perduta mi sento all’imbrunire
d’un giorno di festa.
.
di Vetera Decastro, qui:
https://www.facebook.com/vetera.decastro
.
*
.
Quando i tramonti sdraiati sul mare
spengono maggio
e svelano l’estate
.
quando la rosa spinosa
sciama sui giardini
e dona potere all’aria
.
io sono nata
.
come la frutta rossa germoglia
al primo sole che scalda la pelle
unico bocciolo di rami vetusti
.
sono dentro una parola
né foglia né piuma
chiusa nella piega di uno spazio sfaldato
.
di Rita Bonetti, qui:
https://www.facebook.com/ritu.ritabu
.
*
.
Dopo il mondo sarà d’amore
la colpa di essere vivi
e non la luce che non scrive
ma l’alba, le sillabe del fuoco.
.
senza titolo di Enrico Marià, qui:
https://www.facebook.com/EnricoMaria2
.
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Gioielli Rubati 146: Alfonsina Caterino – Federica Simionato – Mariella Tafuto – Gabriela Marie Milton – Michele Carniel – Benito Ciarlo – Ettore Massarese – Eddie Silver.

La rubrica è reperibile anche qui:
https://ilmondodibabajaga.wordpress.com/
un sentito grazie a Daniela Cerrato per la collaborazione e le idee.
.
DO – RE – MI – FA
.
solo la musica bacia il sole
in bocca
non distanti le frecce
frantumano lo splendore
le bacchette spartiscono le note
gli spartiti squarciano la luce sull’estrema bellezza
il fiume apre archi la sinfonia accade scucitura
le distanze agiscono foglie
il vuoto balza rugiada sulla retina
l’attimo risuona primo violino
sottile lastra smaltata
liquefatta sul nero intorno
scheggia e indora le vele
bianche spalancando sul mare aperto
spigato rosso
.
Lo scultore scava la forma dentro
la musica raffina i fianchi
l’urto germoglia scaglie sul frastuono esplodono limiti
disintegrano gli abissi arrovellano spilli
la pietà capovolta sogguarda le stelle
ravvicinate reti rifrangono specchi sulle schegge
accordano oceani, bimemolle, mari
il senso arboreo nel fragore intatto
arpeggia fra le rughe
un cuore disperso
fuori dall’esistenza
.
Altre corde il sole
muove uomini sferici
incisi
fiatano sul giorno nuovo
un coro puntale arpeggiato
singhiozzando
la muta inarrestabile …
.
.
.
di Alfonsina Caterino, qui:
.
*
.
Insonnia
.
A volte la notte
è solo un guardare
dal respiro rallentato,
la coperta troppo corta
di un peccato.
.
Un letto sfatto,
il fiato corto
di un incubo ad occhi aperti.
.
A volte la notte
è solo il freddo dei piedi scoperti,
un cuscino di piume e pensieri.
 
Ma quanti sogni in quegli occhi neri.
.
di Federica Simionato, qui:
https://www.facebook.com/115650036728174/posts/287966812829828/
.
*
.
Ho perso un verso
.
L’hai mica trovato
quel verso che ho perso
che ieri bruciava
e accendeva la notte?
.
Diceva con quattro parole
di amore di vita di sesso
diceva di tutto
.
Lo avevo pescato per caso
tra cosce svagate
e flussi di sogni interrotti
.
Non era brutto
.
Non era intorcinato
.
Era perfetto
.
Era il verso da tanto cercato
.
L’ho tenuto a mente un istante
ho pensato restasse lì per sempre
ho sbagliato
.
L’hai mica trovato?
.
di Mariella Tafuto, qui:
https://mariellatafuto.wordpress.com/2021/05/06/ho-perso-un-verso/
.
*
.
Io sono l’unica
.
Sono la voce dei tuoi amori passati
che si fa eco nelle tue fantasie più selvagge
vestita di rose all’altare dei tuoi sogni
Sono colei che non hai mai avuto,
la mia anima scorre dalle lacrime del Nilo
dalle mani dei bambini che ancora mendicano
attraverso rovine, oscurità e dolore profondo
attraverso guerre che non capiranno mai.
Sono l’ultima che si salverà
perché ho peccato all’ombra della Sua croce
quando le fontane spagnole piangono al tramonto
Sono la Desdemona che non hai mai incontrato,
oggi Granada è il luogo
in cui una volta fu ucciso García Lorca.
Sono la piuma dell’uccello ara dorato
e nella città dove suonano le campane
sono la sola di cui non hai mai udito i pianti.
.
di Gabriela Marie Milton
inclusa nella raccolta “Passioni: poesie d’amore ed altri scritti”, qui:
https://shortprose.blog/2021/05/20/i-am-the-one-poem-by-gabriela-marie-milton-masticadoresusa-update/
traduzione di Daniela Cerrato
.
*
.
Diventerò padre di una pianta di glicine
la attorciglierò attorno al cancello arrugginito per noia
e mentre la proteggerò con un tocco innamorato
lascerò che il vento si sieda sul dorso delle mie mani
Rimetterò in ordine un cielo confuso
quando il sole si esaurirà dietro la fame dei campi
o galleggerà sopra i pensieri evaporati dai tetti
inossidabile sarà la fierezza dei miei sguardi
Poesie sbriciolate diverranno fortezza
e mi aiuteranno a sostenere il peso del verbo
quel grammo di foglio che riposa
su un altro grammo di foglio
Sono utile alla mia imprudenza
devoto ai capitelli votivi sopravvissuti alle preghiere
sensibile all’effetto balsamico delle tue labbra
conseguenza irrazionale d’un amore fiorito.
.
di Michele Carniel, qui:
https://www.facebook.com/michele.carniel.313
.
*
.
Presagio
.
Il mio tempo finisce.
È vero, sto partendo.
È inutile negarlo, vado via.
Sono stanco del cielo
che mi cade sul cuore
ogni volta che alzo gli occhi.
Detesto le sue stelle
che si lacerano di rimpianto
ed hanno smesso da tempo
di indicarmi la via.
La clessidra si svuota
sull’ansia degli inutili bilanci.
.
di Benito Ciarlo, qui:
https://poesiedel21.wordpress.com/2021/05/24/presagio/
.
*
.
Clima sospeso
.
C’è nell’aria un clima sospeso
come un lieve indugiare di nuvole
resistenti correnti al pallido Sole.
Accade così quando il tempo si ferma,
tutto sta…
e tu sospendi il roteare della terra
sotto questa bolla che sa quasi di serra.
E pensi da fiore altro fiore,
sorridendo bimbo,
all’inevitabile rima con cuore.
.
Di Ettore Massarese
https://infinitis8.wordpress.com/2021/05/23/clima-sospeso/
.
*
.
Uscendo dalla città
.
Proseguendo lungo il sentiero mentre mi aggiro
L’acqua scorre veloce con dolce suono rilassante
Uscendo dalla città trovi un posto tranquillo,
Il tempo non ha significato, l’orologio perde volto.
.
I pensieri vengono in prospettiva e i dubbi svaniscono
Mentre il sole arriva in alto e brucia durante il giorno,
Le mie preoccupazioni e paure stanno perdendo importanza,
Mi sento un po’ più a mio agio in un luogo migliore.
.
Gli uccelli volano intorno a me, cantando e cinguettando liberi,
Il sentiero ha una guardia d’onore fornita dagli alberi,
All’improvviso tutto è fermo, il vento più dolce di una brezza,
Un tavolo da picnic come altare per ringraziare uccelli e api.
.
Di Eddie Silver, qui:
https://edwardsilver426.wordpress.com/2021/05/09/getting-out-of-the-city/
traduzione di Daniela Cerrato
.
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Gioielli Rubati 145: Guido Mazzolini – Abner Rossi – Anna Maria Bonfiglio – Diego Osvaldo Ardiles – Mariangela Ruggiu – Maria Teresa Bari – Laura Segantini – Amina Narimi.

Ringrazio, come sempre, Daniela Cerrato per la collaborazione, la rubrica è visibile anche qui:
https://ilmondodibabajaga.wordpress.com/
.
Rossa di sangue rosso
.
Sei l’acuto angolo di un gomito
l’incavo netto sulla tua guancia destra
il profilo di mosaico bizantino,
frulli dita affusolate
mentre ridi d’argento
e sei cattedrale di arcobaleni
oltre un temporale estivo.
Sfiori il mio fianco
salutandomi l’affanno
con schizzi vermigli di una tela spenta.
Striscio come una serpe
mi accomodo in te
per distrarre l’allegria
vestirmi del tuo odore
divenire strazio, il più recondito
dolore, la ruga nascosta
nella piega di un ginocchio.
Vorrei essere ferita che mai guarirà,
una lieve screpolatura
rossa di sangue rosso
sulle tue labbra sottili e maliziose.
.
di Guido Mazzolini, qui:
https://vocisparse.wordpress.com/2021/05/12/rossa-di-sangue-rosso/
.
*
Albeggiando
.
Quel continuo albeggiare
che allontana e avvicina
mentre mi rende eterno
con tutte le catene elicoidali
che mi sommano e si trasmettono
da uno all’altra della mia specie.
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di Abner Rossi, qui:
https://rossiabner46.wordpress.com/2021/05/10/albeggiando/
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QUEGLI ANNI SETTANTA
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Quegli anni settanta in penombra
nella stanza tre metri per due
battendo sui tasti Olivetti
ritagli di vita e d’amore
col sogno nel cuore di un cielo
che entrasse di sguincio dai vetri
a posarsi sul petto
e lucciole e rondini
ancora a vibrare nell’aria.
Ma anche nel sogno lo schiavo
non cessa di essere schiavo.
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di Anna Maria Bonfiglio, qui:
https://www.facebook.com/anna.m.bonfiglio
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Africa sul molo
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Spazzini al mattino  
scortano uomini e donne,
e gabbiani col becco spalancato.
Fertili memorie di città e villaggi,
accampamenti, colonne variopinte di barche,
pozzanghere, capanne e ciarpame.
Luoghi d’altri natali
terre lontane
malinconia e allegria
fame e rumore,
corrosi desideri
di pace e lavoro.
Denutrita e tisica
superba Africa 
si abbeverano di pianto
oggi i tuoi fiori.
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di Diego Osvaldo Ardiles, qui:
https://jakobiobiz.com/2021/05/14/africa-sul-molo/
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ucciderò il poeta per tempo
sommerso dal silenzio
in stanze mute di poesia
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la porta sprangata
la finestra chiusa
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la poesia senza musica
dimenticata
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mio poeta venuto e andato
che lasci le poesie sparse
aspettando un tempo
di dimenticanza
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mio poeta amato
ho confuso il mio nome e il tuo
nel tempo incandescente
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ora è cenere ogni parola
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ma ti ho avuto sulla lingua
sapore di ogni bacio
profumo di desiderio
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incanto dell’addio
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di Mariangela Ruggiu, qui:
https://www.facebook.com/mariangela.ruggiu
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Se maggio potesse immaginare?
Avrebbe incendi di ciliegie
da raccontare,
negli orti rose profumate di spine
e sotto la cenere dei rimpianti
un fuoco acerbo di sguardi
da rianimare.
Avrebbe sorrisi fumanti di pane
sul bancone dei desideri
e dietro burberi silenzi,
nel rumore evanescente
di ogni fioritura,
una grandinata di stelle
da fotografare.
Avrebbe leggende in cui morire.
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di Maria Teresa Bari, qui:
https://www.facebook.com/mariateresa.bari
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Sai che sarò ancora qui.
A sfogliare le pagine,
a dissetare le foglie.
Di sera, magari, piangerò
sulle margherite già chiuse.
Cercando gli occhi della notte.
Ma con il sole, con il vento,
sotto una pioggia da cinema, io sarò ancora qui.
A scriverti, sui muri della mia anima.
Ad ammalarmi di solitudini,
a guarirmi da sola.
A riempire la noia di immagini.
Custodendo la gioia sui fogli.
A pensarti, lontano e impossibile.
E a dirtelo, senza alcuna paura.
 
di Laura Segantini, qui:
https://www.facebook.com/laura.segantini.96
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Ho lavorato con la morte dei tuoi occhi,
la porta stretta di questo mio cercare.
Otto anni e un filo lungo di esercizi
stretti fra le dita, cristallini.
Ho fatto lunghi i miei capelli
ad ogni anello delle albere che amo.
Ora so sparire dalle stanze
risalire l’aria verso il buio
quando il tuo corpo danza sulla tela,
facendo un cerchio lento, con le dita,
quando vedo che respiri e stai per dire
qualcosa d’invisibile, la cura.
Sei la pianta che s’infila nei vestiti
per scambiare il sangue con la luce
dal punto di paura allo splendore.
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di Amina Narimi, qui:
https://www.facebook.com/amina.narimi
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Gioielli Rubati 144: Alessandro Fo – Giuseppe Todisco – Roberto Nicolini – Roberta Lipparini – Luciano Orlandini – Vincenzo Ditoma – Francesca Ancona – Santo Aiello.

Come sempre grazie a Daniela Cerrato per la preziosa collaborazione. La rubrica è reperibile anche sul suo blog, qui:

https://ilmondodibabajaga.wordpress.com/

Quel che inizia nel giorno
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Disporre a chi lasciare i libri, i quadri:
un giorno o l’altro ci dovrò pensare.
E anche giacche, cravatte, biancheria,
la vita dei bicchieri e delle pentole…
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È l’alba, e lento mi dirigo al lavoro,
mentre sul cielo semigrigio e lucente
scorre a zigzag la fuga di spioventi.
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Mi supera, compresa nel suo footing,
una ragazza.
Ha la coda,
le sobbalzano
nel passo svelto e elastico i capelli.
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Ma a destare stupore
è come, anche all’impatto delle suole,
sia già lontana, senza alcun rumore.
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di Alessandro Fo, qui:

“FILO SPINATO”: i versi di ALESSANDRO FO

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Sentire un peso – l’ottava parte
di un grammo – e tu che dall’altra
parte mi pareggi se cedo
un lascito di cose estive prese
in prestito ogni volta che ti penso.
Irene, sei già più grande di me
che sembro appena nato
ed è tutta mia questa moltitudine
di giorni da colmare – che pare
ci sia vento sempre
e sempre qualcosa da dire.
Io me ne starei con te, non fosse
tutta in cielo l’anima che posso,
perché è come amare un frutto
quando cade, se poi la terra
si dimostra.
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di Giuseppe Todisco, qui:
http://poesia.blog.rainews.it/2021/05/giuseppe-todisco-il-poeta-del-margine/?fbclid=IwAR2eXcK3_hHDVqzryi4DQ65med255ccM69hsaufYBNuvEd9zlzO6NpZjGwQ
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La buona notizia
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La buona notizia
è che non abbiamo perduto
la libertà.
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Non si può perdere
ciò che non hai mai avuto.
Elogi, parole sublimi
sulla libertà,
come il vento
ti attraversano
provi ad afferrarle
senza dare loro una forma
un’idea, una sostanza viva e pulsante.
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Continueremo ad abbassare la testa
non abbiamo nulla
la strada è tracciata.
Permane una strana dissonanza
un principio, una luce,
pietra angolare di ogni esistenza,
ma lontana come l’orizzonte.
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di Roberto Nicolini, qui:
https://opinioniweb.blog/2021/05/06/la-buona-notizia/
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Quarta meditazione per bambini: il vento
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Inspiro e sono vento, inizio a volteggiare
Espiro ed increspo le onde del mare
Inspiro e nel cielo spingo un aquilone
Espiro e nelle strade spargo una canzone
Prendo una nube e la soffio lontana
Io sono libeccio, sono tramontana
Sono maestrale, sono scirocco
Turbinio di neve, fiocco contro fiocco
Sono la danza di foglie e farfalle
Carezza fresca sul collo e le spalle
Alzo la sabbia, disegno una duna
Sollevo le stelle fino alla luna
Inspiro e sono fiato che sfiora l’universo
Espiro e porto l’eco di un suono disperso
Inspiro e nel campo accarezzo il frumento
Espiro e ripeto: io sono il vento
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di Roberta Lipparini, qui:
https://www.facebook.com/roberta.lipparini.9
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Merda
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non so perché il cielo sia turchino
quando il mare non cola nell’azzurro
come spegnersi accesi in un sussurro
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galleggiando nel giallo paglierino
dal greggio fino all’escherichia coli
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però ai banchi va sempre bene il vino
e sui monti si spara ai caprioli
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di Luxor (Luciano Orlandini) qui:
https://compensazioniequoree.wordpress.com/
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Sulle poesie d’amore
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la poesia non sa nulla dell’amore
se non per vie traverse; ché non credo
a chi ritrova sé stesso nell’altro
e va sinonimandosi nei t’amo;
amare è suicidarsi nelle viscere
altrui, è liquefarsi nei suoi battiti,
è far del tu ogni prima persona
di tutti i verbi, è quasi apostrofarsi
davanti al nome di chi si ama; e allora
dicevo, la poesia cosa sa
di tutto questo, quando in risonanza
va risolvendosi di quel dolore
tutto nostro e in posizione fetale,
intrisa d’io ad un pianto incatenata?
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di Vincendo Ditoma, qui:
https://www.facebook.com/vincenzothomapoesia
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Dondolavo da sola
 .
Il mio miglior amico
è un impostore
che urla agli dei
il suo nome straniero
E crescono fiori
sotto un manto di fango
a riempire il mio petto
di odorosi boccioli
Non gli avevo mai chiesto
da dove venisse
quel rumore di morte
e quel languido bacio
Le perfette creature
annunciate dai tuoni
palesate dai lampi
mendicanti di lusso
Senza dio questa terra
senza remi la barca
non si muove il dolore
troppo puro anche l’odio
Tutto ciò che ho capito
non lo toccan le mani
non mi sento sicura
sopra ruote pesanti
Se non svuoto la testa
non mi tolgo il vestito
delle unghie quel graffio
non corregge gli errori
È più dolce il respiro
di quegli angeli in marmo
biondo fuoco di paglia
sulla lingua bugiarda
Mi conosco più umana
e mi tocco le braccia
come fossero crude
di corteccia e di sangue
              Spingo
                       Volo
                           Oscillo
              L’altalena  è crollata!
.
di Francesca Ancona, qui:
https://www.facebook.com/francesca.ancona.5437
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Io ti amo in silenzio
come un abisso,
ama il suo mare
dalle profondità mie, ti sfioro
sempre di notte, nel mio silenzio
e tu credi che siano le stelle
a svegliarti all’improvviso
o qualche richiamo interiore
o forse un ricordo, hai pensato
ma se di dolcezza ti scopri, avvolta
come un lenzuolo profumato
un prato umido di rugiada
sono le mie mani, ora più silenziose
che migrano nel tuo sogno, nei desideri
sono uccelli che volano più in alto, sopra le nubi
dove il cielo è più azzurro,
io ti amo nel silenzio,
nelle parole sussurrate
io ti amo come l’acqua, come la pioggia
come il fiore sulle rocce, che è solo
ma che conosce bene il vento
e nell’alba scrive la sua poesia
il suo verso migliore.
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di Santo Aiello, qui:
https://www.facebook.com/santo.aiello.52
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