Gioielli Rubati 167: Federico Cinti – Gloria Donati – Giorgio Andrea Blu – Manuela Di Dalmazi – Federica Simionato – Michele Carniel – Carmine Mangone – Felice Serino.

A Valeria
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Vaga per l’aria una dolcezza appena
autunnale, un pulviscolo dorato
levita intorno al vento, cantilena
ebbra di nostalgia, di ciò che è stato.
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Rimane l’ombra rara del passato
in bilico sull’anima serena.
Ancora un passo, un sogno sussurrato
visita il cuore, un brivido alla schiena.
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Era il tempo sull’orlo, era la foglia
nata sul filo azzurro all’orizzonte
tra le case e due bianche spennellate,
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ultimo incanto, adesso, dell’estate
ridente tra le cose, sotto il monte,
inizio (o fine?) sull’eterna soglia.
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di Federico Cinti, qui:
https://federicocinti.home.blog/2021/09/28/a-valeria/
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Nebbia d’autunno
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Nebbia,
questo gelido vento
sussurra
il tuo nome.
Tra i drappeggi
del mattino,
offuschi lo sguardo
di profondi silenzi.
Nebbia,
i battiti di un freddo cuore
tra il crepitare
d’erba secca.
Spoglie costellazioni
di rami,
sul sentiero
echeggia il tuo pallore.
Fra le tue dita opache,
flebili
note d’autunno.
Vuoti steli spezzati,
al tuo tocco
riflessi
di sbiadito smeraldo.
Nebbia,
questa brezza
schiude
baci di foglie.
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di Gloria Donati, qui:
https://gemmedinchiostro.wordpress.com/2021/10/14/nebbia-dautunno/
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da quel mare che lasciò ritornare ulisse
dentro i loro calzettoni di lana
dalla luna di sirio
coi battelli i gemelli s’accostano alla banchina
di una chiara mattina
priva di nebbia
.
 
di Giorgio Andrea Blu, qui:
https://www.facebook.com/jonny.poesia
.
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Intanto tu, abbracciami
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Abbracciami
quando la notte
dibatte le tenebre
sui nostri corpi manipolati e
la luna piange l’arsenale
del nuovo ordine neo liberale.
.
Abbracciami
in questa forma
di coazione violenta
non farmi dormire
tra orde di morti vivi e
sangue di schiavitù antiche
come stelle caduche.
(Loro non vogliono la libertà
in cambio della sicurezza.)
.
Abbracciami, ho paura
di questa follia globale
d’eugenetica misura.
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Abbracciami forte
talmente forte da
tenermi sveglia
che quel che rimane
sia ancora un sospiro
lanciato all’orizzonte
alle pendici d’un filo d’erba.
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Fammi ancora sperare
in un prodigio d’amore.
.
Intanto tu, abbracciami.
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di Manuela Di Dalmazi, qui:
https://manueladidalmazi.wordpress.com/2021/10/17/intanto-tu/
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Erba
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Il vento spoglia il cielo
come se nulla fosse,
un alito alla volta.
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Fa male il suo cadere.
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Tra tante foglie morte
l’odore di una pioggia ormai finita.
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E fili d’erba senza tempo
a rivestire il cielo con le dita.
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di Federica Simionato, qui:
https://www.facebook.com/federica.simionato.12
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Potessi toccare la vicinanza
questa deriva incontenibile
s’arresterebbe, di colpo
un soffio di luce sulla parete.
Non demorde il silenzio
deflagra, accumula spazi
nel corpo le cicatrici trionfano
come sorrisi arrampicati.
M’invade la perfezione del respiro
l’inviolabile diritto ad amarti
e nel decorso ansimante del giorno
questa notte si cosparge di noi.
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di Michele Carniel, qui:
https://www.facebook.com/michele.carniel.313
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l’inverno è un’idea che
mi ha lusingato per anni
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credevo stoltamente che
portandomi dentro un po’ di freddo
questo potesse immunizzarmi contro il
gelo degli altri
invece
[ mitridate si sbagliava ]
se tu assumi i limiti degli altri
anche solo per fartene beffa
quei limiti diventano i tuoi
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meglio restare un cardo solitario in
mezzo al grano verde
che vivere da civilizzati in un
perenne inverno
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di Carmine Mangone, qui:
https://www.facebook.com/carmine.mangone
e qui:
https://carminemangone.com/2021/04/26/carmine-mangone-mai-troppo-tardi-per-le-fragole-lorecchio-di-van-gogh-2009/?fbclid=IwAR2eCc2flgY-yJoArJUCO_Q_Kr3Wl_SXdOHvqvG9PX3sDnvFXNzSyR1K4wk
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Avevo in mente una poesia
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stamattina avevo in mente una poesia
stasera
non ricordo più nemmeno un verso
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ho lasciato il foglio bianco
con flebili echi d’un mezzo secolo e
.
ora rammento solo una pioggia di luce
di stelle sopra il letto
e il caldo abbraccio di lei
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sullo schermo della mente
un vissuto che sembra ieri
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di Felice Serino, qui:
https://questallumaredanima.wordpress.com/2021/10/20/avevo-in-mente-una-poesia/
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Gioielli Rubati 166: Angela Greco – Daniela Cerrato – Saphilope S. – Isabel De Santis – Nadia Alberici – Claudio Maria Zattera – Luigi Paraboschi – Ed Warner.

C’eravamo promessi poesia,
ma è arrivata presto la sera con il suo fare,
mille auto sulla strada e la polvere.
Un traffico d’incombenze da assolvere;
peccati da scontare a prezzo pieno.
Non c’è tempo; non è questa l’ora.
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Poi, nello svoltare un angolo d’improvviso
il tuo volto e le stelle dei tuoi occhi
la promessa mantenuta.
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di Angela Greco, qui:
https://ilsassonellostagno.wordpress.com/2021/10/03/angela-greco-angre-due-inediti/
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tiritera del tre
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Tre, numero dispari perfetto
scartata la solitudine del primo,
sempre tre moltiplicato per uno
triangolare la superfice primaria
stereoscopica la terza dimensione,
terzo l’occhio di lungimiranza
trina la divinità anche se unica.
Il tre miagola se estratto a tombola,
la sequenza Tribonacci, il gioco del tris,
tre briganti e tre somari, solo tre
varianti nel tricolore, nell’insalata
quadrifoglio senza un petalo,
le aperture a luce di una trifora,
i soldi dell’opera brechtiana,
tre i rebbi di Nettuno, i componenti
di un trittico, gli arti del triscele.
Non c’è due senza tre nell’offerta
e nell’accadimento da evitare,
tre per centomila i passi sulla strada
per liberare il sogno dalle catene.
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di Daniela Cerrato, qui:
https://ilmondodibabajaga.wordpress.com/2021/10/05/tiritera-del-tre/
*
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A terra (Kiyida)
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Poi penso al blu
senza cercare un fiore nell’acqua, forse i ricordi della felce.
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Prestami, il momento che ha preso fiato e ha circondato tutto, eravamo morti e il vento era attutito.
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Il fondo, tutto e niente marcisce
Lanciamo lame dei pugnali e delle urla di notte
In modo che possiamo essere smantellati di nuovo di notte
Dormiamo, il tulle è bianco.
Mia Lina, ora questa primavera sul tetto è rara,
non dare i tuoi occhi a nessuno, comunque
conta fino a cinque
Fai crescere gli steli della notte
e i tuoi occhi.
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di Saphilope S., qui:
https://sapholipes.home.blog/2021/10/04/kiyida/
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Sono la Violenza delle mie profondità
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Mi sono scoperta cosi.
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In affanno d’amore
con la rivoltella alle tempie
e un grido
(buio misto rabbia)
a saldarmi le ossa.
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L’eco della mia pelle
è pietà
fatta carne.
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Misericordiosa e puttana
questa nostalgia
mi ricorda lo sfiorire dei miei pensieri.
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di Isabel De Santis, qui:
https://battesimaleferita.wordpress.com/2021/10/05/sono-la-violenza-delle-mie-profondita/
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Non è semplice
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La confidenza
sì, il corpo mi batte dentro
Mi dice spesso cose da innaffiare
Bisogna aver trascorso tempo per andare insieme
A volte lui brontola nella pancia
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Allora lo metto a gambe allungate
E gli parlo con le mani
alla prossima svolta starò attenta
d’agire in sintonia
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Il ruscello liscia i suoi sassi con dolcezza
Li rotola, li sposta, li sistema
Affronta lento un discorrere, svolge le pieghe del letto
.
Avere due teste e sapere chi siamo non è semplice.
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di Nadia Alberici, qui:
https://sibillla5.wordpress.com/2021/10/05/non-e-semplice/
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Pastore Aberrante
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Le parole e i numeri
fummo consapevoli delle composizioni celesti
che il cuore rifletteva con simboli
e gesti rituali come se la poesia
dedicata al sole
in realtà fosse originaria della Terra.
All’interno del cielo nacquero figure geometriche,
ellissi pensanti, recanti voci dell’alfabeto,
creazioni esplose apparentemente monche.
Piegato sul tuo sesso io pastore aberrante
posso grattare la corteccia e incidere il tuo nome
a ricordare che quello ch’è scritto qui in basso
è intagliato sopra la scorza d’ogni stella.
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di Claudio Maria Zattera, qui:
https://www.facebook.com/claudio.zattera.1
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Casa in demolizione
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Resta il rosa antico steso
sopra la parete d’una camera da letto
e il verde salvia forse del tinello
pallido indizio – sabbia dentro la clessidra –
per chi ha negli occhi il rosa spento
di quei coppi, presto disperso
tra il vivo di quelli nuovi.
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Tracce sbiadite di progetti.
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Un cane si rizza in piedi alla catena
il vomere accantonato arrugginisce
a fianco dei gerani della passata estate
che ingialliscono dentro vasi sbeccati,
un buco nero oscura il forno per il pane
il pozzo è un contorno di mattoni
privo di carrucola e di secchio.
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Mani dell’Est accendono nazionali senza filtro
nascoste nell’ala del cappello, scrostano
i mattoni dalla calce e li incastellano
a mucchio come dentro gli ossari.
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di Luigi Paraboschi, tratta dal libro “Tra due parentesi e un punto di domanda”, reperibile contattanto l’autore (paraboschi3@gmail,com)
qui
https://ilmondodibabajaga.wordpress.com/2021/10/09/poesie-di-luigi-paraboschi-2/
.
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Come giubbino.
Abbandonato alla condiscendenza
Degli appendini
Di un qualsivoglia locale
Ordino, senza comandare,
Ancora un paio d’ore
D’assenza da me.
Dal mio progettare.
Dal desiderare.
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di Ed Warner: qui:
https://www.facebook.com/EdWarner.Words
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Gioielli Rubati 164: Grazia Denaro – Lucia Triolo – Marina Donnarumma – Ferdinando Giordano – Biagina Danieli – Laura Segantini – Amina Narimi – Andrea Ponso.

Questo Tempo
.
Le strade di questo tempo
che negli anni ho percorso in spensieratezza,
oggi scavano il tramonto
e io ho paura perché non c’è più coscienza
né buona creanza verso il prossimo
con cui ci si approccia.
Nella società c’è assottigliamento di pensieri,
dissolvenza di riflessioni,
caricatura su ogni anima che in rigida misura
viene stressata in questa vita priva di comprensione
cancellando sogni e speranze per il divenire
di essere migliori
senza un punto fermo a cui fare riferimento.
Ormai siamo senza bussola
e non sappiamo qual è la via da imboccare,
conosciamo solo speranze e timori
per l’incerto futuro che ci presenta goffi labirinti
in cui dovremo orientarci.
Mi auguro che questo tempo sia passaggio,
non stasi a cui doverci abituare
e di non essere gettati nell’abisso buio dell’oblio
senza speranza di poterci risvegliare.
.
di Grazia Denaro, qui:
https://graziadenaro.wordpress.com/2021/09/20/questo-tempo/?fbclid=IwAR0eZAaO8x6SPlFEB_nIeJRBY7o0-RrvuyB2Od6Ck71cOhRvwpcfBLVKJqs
.
*
.
non chiedere dove
siano finite le fattezze indistinguibili
di un volto
le rondini che vi si sono posate e poi
sono volate
.
(gli spasimi arraffano ali destinate
alle transenne)
.
sai che ci sono
in uno scavo senza vigliaccheria
senza esultanza
è passato il forcipe della domanda
su una nascita che non ti
darà mai calendario
né nome
lì ti sei figlio!
.
non chiedere:
senza imparare il silenzio
ho imparato a stare zitta
.
di Lucia Triolo, qui:
https://www.facebook.com/lucia.triolo.100
.
*
.
Per essere intera devo vedere il mio buio
e mi spingo oltre dove vedo il tempo che passa
e mi lascia indietro.
Io non so dove nascondi il tuo dolore
in quel nodo caduto ormai senza calore,
senza amore in questo oceano di luna che annebbia l’aria,
nella mia viola dal colore del mare.
.
di Marina Donnarumma, qui:
https://www.facebook.com/groups/156980381697953/user/100004329993176
.
*
.
Mantenere a distanza
.
La luce mente. Questione di misure
inappuntabili. Al punto che l’osservatore
col cuore in mano teme spazi mai visti.
E sono sguardi che sgranano gli occhi!
Sicché seminiamo immagini
che in seguito saranno sfollate. Ma
la vista calcola il raggio per affermarsi nel vano.
Da lontano le rughe arrivano
meno rughe, le mani meno mani;
per starti intorno i passanti si confondono
alle maschere con le occhiaie.
La strada ti circonda fino alle spalle.
La luce inganna: i sette nanosecondi
che permisero all’ape di saggiare il nettare,
portano la notizia con ritardo
però le ali battevano all’epoca in fiore.
Vieni a fior di labbra per essere contemporanea.
Non è mai adesso, per capirci.
Questa luce raggira e lo sguardo
è il suo imbroglio per diverso tempo.
.
di Ferdinando Giordano, qui:
https://www.larecherche.it/testo.asp?Id=60757&Tabella=Poesia
.
*
.
La forza di gravità
.
una pera
cade dall’albero
è la forza di gravità
che butta tutto a terra
.
che fa il peso
la massa
spessori di materia
.
sogno il contrario
la leggerezza
e il cielo come tappeto
.
cadere verso l’alto
senza ali di cera
e nemmeno paure
.
per scienza e
teoremi
non per desiderio
.
di Biagina Danieli, qui:
https://biadoit.wordpress.com/2021/09/20/3189/
.
*
.
Non c’è suono
che rompa il silenzio
dell’alba.
Solamente un chiarore
che scioglie le stelle.
Un vago tremore,
ha colto le cose.
Ed anche il sole
profuma di freddo.
Nel risveglio vibra l’attesa.
Che ciò che tace nell’alba,
riprenda a parlare.
Con voce d’ombra
e di acqua.
Leggera, come un sospiro.
.
di Laura Segantini, qui:
https://www.youtube.com/watch?v=71mmUOIk7mk
.
*
.
C’è solo da respirare
.
Residuo di trasparenza
aspettazione
il suo pianoro.
.
La cenere alla luce
vola come tu preghi.
Sei a casa.
.
E deve ancora accadere.
.
Sul polso c’è la vita
sull’anulare la parola.
Possono sfiorarsi appena.
.
C’è solo da respirare
nel vuoto che rimane.
.
di Amina Narimi, qui:
https://aminanarimidotcom.wordpress.com/2021/09/18/ce-solo-da-respirare/
.
*
.
Non conta: il crinale a corona
si chiude. Di cristallizzare
i cadaveri la tecnica del monaco
Urgulone forse ora è un bene;
tra la conta dei morti e l’arte
abbiamo ingargugliato le carte.
La retorica è un picco nudo
sullo strapiombo e già il parapetto
è vertigine e tentazione.
.
di Andrea Ponso, qui:
https://www.facebook.com/andrea.ponso.9
.
***************************************
 

Gioielli Rubati 163: Luca Gamberini – Bianca Bi – Maria Pina Ciancio – Augusta Del Corso – Carlo Becattini – Massimo Botturi – Giuseppe Puma – Lucia Piombo.

Utopismo
.
Un altro mondo è giù in fondo
al giardino, dopo il calicantus
fiorito di neve abitano gli occhi
dei miei antenati che non sono
mai stati qui. Come te, quando
ritorni in sogno e ti addormenti
sopra un prato di favole amare.
.
di Luca Gamberini, qui:
https://www.facebook.com/luca.gamberini.7
.
*
.
quando ti vedevano assorta
si stupivano.
si domandavano dove andasse
il tuo pensiero
quanto lontano ti portasse da loro.
non vollero mai capire
che per te la felicità
si abbracciava a una sigaretta
e la disperazione
a una sfumatura scura nel cielo
e niente più.
ammazzarsi è un gesto come un altro
come cercare la matita degli occhi
nell’astuccio dei trucchi.
.
di Bianca Bi, qui:
https://biancabiblog.wordpress.com/2021/09/09/1400/
.
*
.
Sul dolore
.

Si torce il dolore sui muri
e germoglia code di sangue
che assomigliano a fiori.
.
di Maria Pina Ciancio, qui:
https://cianciomariapina.wordpress.com/2021/09/12/sul-dolore/
.
*
.
Quegli anni
.
Anna e le molotov
le fughe e le aggressioni…
Io confusa con la follia
nei giorni di lotta di aprile…
nei sensi vietati
nei semafori rossi …
Nel bicchiere che si colora di sangue
.
Anna e i morti sulle strade…
Noi e la vita che si nasconde…
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di Augusta Del Corso, qui:
https://www.facebook.com/friends/?profile_id=100025469582302&notif_id=1631649393479049&notif_t=friend_confirmed&ref=notif
.
*
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Il poeta assente
.
Accanto al letto un libro
di poesie: Apollinaire,
.
sfatto il letto caldo,
.
il poeta assente:
sul cuscino contro la spalliera
e sul lenzuolo,
.
un quaderno aperto
sulle grinze del mare,
.
la penna, poco lontano,
.
un pensiero assente
lentamente scivola dal cuscino
e si adagia su se stesso,
.
aspetta la mano del poeta.
.
di Carlo Becattini, qui:
https://fioriscenelbuio.wordpress.com/2021/09/15/il-poeta-assente/
.
*
.
Ad ogni tua pensata d’amore
.
La curva dei tuoi fianchi s’è modellata al tempo
ci manca un uccellino per farti una fontana.
Ad ogni tuo rimando di aria nasce un giorno
una mammella pronta all’infante
un lavatoio.
Ad ogni tuo sospiro dei sogni sei Venezia
Dakar col sole a picco, la sete di Ragusa.
Ad ogni tua pensata d’amore mi consumi
divento come l’albero che frutta e si fa male.
Ad ogni tua pensata d’amore faccio chiaro
davanti ai piedi, fino al sentiero.
Tocco il grano, le foglie al melograno
e la gonna alle signore.
Ad ogni tua pensata d’amore
io ti scrivo.
.
di Massimo Botturi, qui:
https://massimobotturi.wordpress.com/2021/09/12/ad-ogni-tua-pensata-damore/
.
*
.
Rincasare
.
Ritorno
per rivedere il mare
accarezzato dal vento,
che si addentra
arcuato
nella mia spiaggia
a riposo.
.
Ascolto
i passi di mia madre,
addolciti dalla lentezza,
che povera di memoria
oramai
è attestata all’epilogo
della vita.
.
Marina di Modica
(Dicembre 2005)
.
di Giuseppe Puma, qui:
https://www.facebook.com/friends/requests/?profile_id=100002463269028
.
*
.
io non lo so…
.
Io non lo so, non lo so
perché ci siano i fiori
non lo so cosa avremmo mai fatto noi, noi tutti
per meritare i fiori
.
non lo so se poi davvero ce li meritiamo
davvero potessimo mai pensare che per noi
proprio per noi
per la nostra gioia di piccoli viaggiatori
di questo mondo scellerato
per la consolazione di noi poveri sognatori
insonni e desolati ci sia dato
quest’ornamento colorato profumato
che ci specchi la bellezza cercata e cercata
senza mani senza voce senza respiro i fiori
senza domande
i fiori
.
senza pretese senza conti da pagare
mutui da accendere
i fiori
solo dare e dare e chiedere niente
se non che i nostri occhi, grati
.
s’illuminino di un sorriso.
.
di Lucia Piombo aka Poetella, qui:
https://poetella.wordpress.com/2021/09/18/io-non-lo-so-4/
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Gioielli Rubati 162: Gisella Canzian – Rosario “Sarino” Bocchino – Fausto Torre – Chand – Giorgia Meriggi – Giuseppe La Mura – Davide Morganti – Nadia Alberici.

Quante lettere
minuscole, nate nude
d’inchiostro, si fanno
parola e salvezza, sutura
ad opache assenze
mai riposte
nell’indifferenza del cuore.
Lo sguardo si socchiude
cerca riposo.
Si plachino le bocche
e il verbo si faccia odore.
.
di Gisella Canzian, qui:
https://www.facebook.com/gisella.canzian.75
.
*
.
mille volti
.
si raccontano all’alba
le storie conosciute al buio
e si aggiungono senza posto ai fiori sottili
come un bacio d’infinita tristezza
e sfiorano l’aria stanca di ogni foglia
sotto un miscuglio di tetti interrotti
per alcune gracili cornici luminose
che s’inseguono, tra lisce impalcature
e urla sommesse
.
assomigliano al vento
di poche lune silenziose, in lontananza,
quando si raccolgono sulle panchine
intorno alla polvere di mille volti inascoltati,
lentamente, un po’ alla volta,
con la ruggine di alcune rose
che riempie questo cielo all’ultimo lampo,
e scivolano, invenzioni d’ombre
sui marciapiedi della gente
.
di Rosario Sarino Bocchino, qui:
https://rosariobocchino.wordpress.com/2021/09/01/mille-volti/
.
*
.
Il tempo della soprastanza
.
neanche i libri vogliono più saperne
non così diverso il nulla, inflazionato nulla delle cose
da poco, o disparate
una secchia di fifa, una ringhiera dalle cui sbarre forzare il cranio
questo è il mondo
la parola, se non altro, ha le mutande grosse e, come adesso, se ne frega
degli oggetti – sparsi? o chiedono
una mano onesta; ma cosa di quelle
tempeste, di quella avventatezza d’avvio
e il furterello un gioco di provetti insurrezionalisti
.
di Fausto Torre, qui:
https://faustotorre.wordpress.com/2021/07/16/il-tempo-della-soprastanza/?fbclid=IwAR2I2jK-LcCkkdf1m-m62yOq_N9VTYxKJfGGw7WvuO3Kz25LWY47fFW8Spw
.
*
.
Deliri desideri e distorsioni
.

E se parto ti lascio la mia chiave, una denuncia sul comodino

e il mio ritratto da bambino …

Esiste solo questo sangue senza padroni,
questa roma puttana e spogliata
che non smette di succhiare
e di lasciarsi immortalare nell’era della fotocrazia…

Il tonfo sordo di uno strumento invisibile,
ciò che avanza non è quel che resta,
per i parassiti dell’emiciclo una dignità svenduta in banca,
un cristo senza croce che fa free climbing sui grattacieli
per essere in altezza compatito:
è una legge naturale – dal male si sale al bene dal bene all’odio –
dalla luce il temporale,
quanti chiodi lubrificano questi calendari,
cinquecentotrentasette giorni,
a contarli non ci metto niente,
i tuoni nascosti nella memoria
e la storia non siamo noi,
echi di millantata indispensabilità,
nelle braccia forti e in questo cuore proteso,

non fu lei che disse Ancora,
non fui io che dissi Ora,
le onde mi vengono a cercare,

infilo lettere in bottiglie così da farmi ricordare,
con un coltello potrei tagliarti gli occhi o perlomeno farti paura,
i casquet per farti girare la testa
e ogni angolo è un riparo
aspettando il summerico happy hour…

E non ho più l’età per fare sogni col righello,

cercare gli aquapark,
pettinarmi convinto,
oramai sono nel produci consuma crepa fotti responsabilmente style…

Quando vieni a trovarci,
quanti fazzoletti e bottiglie scoleremo,
se il tutto è più della somma delle sue parti,
se il ritmo in salita non lo tengo più
ma quel pomeriggio di marzo in via roma io ti ho staccato,
chiamami scemo fallito terrone ma è stato il giorno più bello della mia vita,
e ancora notte pesa come il gottardo
e poi canzoni come soffi di ribellione,
nascondere un principio di tristezza in fondo all’anima,

non riconoscersi quando ci si tocca,

tendopoli a tor bella monaca,

la mia vita, una sola,
le tue parole, centomila,
un trofeo alla memoria di chi ci ha visto senza difese,
i tuoi blue jeans diventati tendine da soggiorno,
i prati in terra battuta,
i coraggiosi del giorno dopo
e la fila ordinata sull’aurelia per i pompini da 20…

I cani latrano nel ferro spinato,
raggiungo e spingo ma non ricordo il motivo,
continuo a sognare shannon woodward sul divano travestita da robin sul divano svestita sul divano che gioca con .. le mie labbra,
e poi loda la mia puntualità,
i bordi della camicia,
il passo veloce e verticale,
fammi stringere gli occhi e non lasciarmi più solo…

Esiste un lucidalabbra gusto liquirizia?

Lo so che in effetti in coerenza vado male:
tu la vita non la scrivi ma la vivi
e io la scrivo ma non la so campare …

.
di chand, qui:
https://chand13.wordpress.com/2021/09/02/deliri-desideri-e-distorsioni/
.
*
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Ricordati di santificare
i fraintedimenti
la grandine creduta
viva
perché cade e grida
il catrame
creduto mare
per stregoneria del sole.
Se qualcosa nel baratro
emana bagliore
ti guarda
con i tuoi occhi.
.
Talvolta è il regno
dei cieli: un vetro,
tu la rondine.
.
di Giorgia Meriggi, qui:
https://www.avampostopoesia.com/inediti/giorgia-meriggi
.
*
.
Passammo dall’estate all’autunno
E il tempo fu quello di un sospiro.
C’era già il grano dorato,
Bagnato dal sole al tramonto,
C’erano i cani che abbaiavano al vento,
Le donne stanche che rincorrevano sogni,
Bambini gioiosi e chiassosi giù per le strade.
Arrivammo puntuali alla fine del giorno,
Ci guardammo negli occhi,
I libri aperti accanto al letto
I vestiti dismessi per l’età.
Ci guardammo l’anima,
Ci spogliammo e restammo nudi
Ad accarezzarci,
Sfiorarci,
Baciarci le ferite sul Cuore,
Imparammo l’uno dall’altro,
Cosa c’è nella parola Amore.
.
di Giuseppe La Mura, qui:
https://giuseppelamura.wordpress.com/2021/09/09/26743/
.
*
.
PRIMA STAZIONE
.
Gesù è condannato a morte
.
E, Cristo, facciamola finita con te!
Ca si’ tavuto apparicchiate!
Mò statte zitte e muorte!
Restano nel pianto padri e figli
mentre i cortili
sono lenzuola che provano
a coprire il cielo
che non può consolare.
Dio è una casa vuota da tempo,
non ci abita più nessuno
finestre crepate dal freddo
stanze larghe pozzanghere scure.
Eppure lo spazio manca
manca pure l’amore,
l’amor che nulla muove,
duro e secco
corteccia d’albero
scarsa igiene del cuore.
.
di Davide Morganti, qui:

Bruciaccristo

.
*
.
Tolto lo spessore dei corpi
.
Un altro mondo ti dico
Giorni che scendono a caso dalla notte
al di là di questa città. Tolte le edere
tolto il plumbeo che soggiorna nelle borse degli occhi
tolto lo spessore dei corpi
.
e, sai, la fatica di scappare arrugginisce i polsi
Intuisco che non sono più sorgente
Sono una vena ferrosa sul sasso
.
E mi vien da pensare: stai con me
stammi dentro
con la tua ancora d’unghia
Come la speranza che stilla la sua goccia
Sul dolore che sta per finire.
.
di Nadia Alberici, qui:
https://sibillla5.wordpress.com/2021/09/10/tolto-lo-spessore-dei-corpi/
.
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Gioielli Rubati 161: Daniele Barbieri – Loredana Semantica – Luciana Riommi – Anna Maria Bonfiglio – Giuseppe La Mura – Dino Veniti – Daniele Colleoni – Prasanna Pala.

Cuspide di mondo
.
suoni morbidi parole che non capisco, aspettiamo
nella pausa tra due voli, limbo di un luogo che è
.
sempre solo un altro luogo, parole morbide suoni
che si prolungano come il bordone all’essere soli
.
questa cuspide di mondo, non essendo noi né prima
né dopo, ma mentre, adesso, durante, attraverso, suoni
.
di Daniele Barbieri, qui:
https://ancoraunaltrome.wordpress.com/2021/08/29/replay-cuspide-di-mondo/?fbclid=IwAR2T4CvwsLjy6UgjeC78Ivhg6VbxjDsOh2AKC2zjQMUFw7kL1YnAe3mklJ4
.
*
.
La mia vita è fuori da qui
dalla grettezza di questi luoghi
pervasi dai gangli della boria
la mia vita infiocinata
si spande grandiosa e soave
come nuvola di zucchero filato
e tu pagnottella bionda
che ti illudi d’essere grande
che sorridi infilzando lo spiedo
tu trascorrerai come l’erba
mentre io pietra su pietra
edifico il mare
costruisco granitico e ascetico
il mio albero secolare.
.
di Loredana Semantica, qui:
https://www.facebook.com/loredanasemantica
.
*
.
parsimoniosa
.
calcolare con precisione la distanza
per modulare il tono della voce
e non sprecare fiumi di parole
se già scarseggia l’acqua
e il fiato è corto.
.
di Luciana Riommi, qui:
https://lallaerre.wordpress.com/2021/08/30/parsimoniosa/
.
*
.
Foto con pesce
.
Un pesce sguazzava dentro l’acqua –
Una raza? Una trota? Un pesce ignoto –
noi guardavamo muti e istupiditi
in quella passeggiata lungo l’Adda.
In quel viaggio strappato alla fortuna
tutto era nuovo dono e meraviglia
il fiume il lago il cielo e in quel maggio
di luce lunga e quieta il nostro nodo
in prospettiva già si discioglieva.
.
di Anna Maria Bonfiglio, qui:
https://www.facebook.com/anna.m.bonfiglio
.
*
.
Maree nella notte,
S’agita l’Anima,
Sembra una barca
In balia dei sogni.
E tra questi,
C’è un viaggio,
La ricerca della felicità e dell’Amore
Dove ognuno parte
E va a cercare,
Nelle infinità del Cuore,
Il proprio mare.
.
di Giuseppe La Mura, qui:
https://giuseppelamura.wordpress.com/2021/09/02/26653/
.
*
.
Agosto
.
E si galleggia in questo caldo tedio
d’agosto, finché pioggia non rinfreschi
la grigia giungla, vi ponga rimedio.
.
Mentre serpeggiano gattopardeschi
complotti, è chiuso il tempo dell’assedio
a quella corte in cui regnano teschi.
.
E a malincuor questo viaggio continua,
quante le terre raggiunte ed amate,
che paiono or desuete, abbandonate;
il tempo dell’addio oramai s’insinua.
.
di Dino Veniti, qui:
https://dinoveniti.com/2021/08/16/agosto/
.
*
.
Sere d’Agosto
.
Sere d’agosto,
come anni passati,
passeggiare lento,
nel silenzio irreale,
della città vuota,
ascoltare pensieri,
che ora liberi,
dal correre quotidiano,
chiedono comprensione,
in queste sere d’agosto.
.
di Daniele Colleoni, qui:
https://danielecolleoni.wordpress.com/2021/08/21/sere-dagosto/
.
*
.
Cosa debbo fare?
.
Come la sabbia si riempie nel deserto, le
tue parole riempiono il mio cuore, a
volte mi rattrista, a
volte mi fa impazzire,
non ne ho idea,
ogni volta che mi sento triste ,
mi do da fare,
canto il tuo nome anche se ho le vertigini,
faccio molte cose per sviare,
ma tutto torna a posto.
.
di Prasanna Pala, qui:
https://se689568419.wordpress.com/2021/09/04/what-do-i-do/
.
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Gioielli Rubati 160: Amilga Quasino – Francesca Piovesan – Silvia De Angelis – Angela Botta – Giuseppe Todisco – Salvatore Leone – Felice Serino – Flavio Santi.

La luna stanotte mi mangia
Nel cielo nero strabianca sfarfalla
Svalvola il presente e riemerge il passato
I suoi ricordi le persone i lavori che ho fatto
Le amiche gli amici i testimoni di nozze
Nessuna luna di miele e i divorzi
GIi sforzi per non giudicare gli stronzi.
Il cielo è nero di brutto e lei che sfarfalla.
Strabianca.
.
di Amilga Quasino, qui:
https://www.facebook.com/amilga.quasino
.
*
.
E’ luce nel cuore questo buio
coperta che protegge.
Ma questo senso d’infinito
in uno spazio così piccolo
-dimmi-
quando si farà ossimoro?
.
Ho visto l’ombra cadere
nel mattino dei tuoi occhi.
.
di Francesca Piovesan, qui:
http://www.ladimoradellosguardo.it/poesie-inedite-di-francesca-piovesan/?fbclid=IwAR0R_IoRYVZBRUT2TD3AluatN6vgpy_DKTLye940qkNMqcD-gmRWTH8q9tI
.
*
.
Oltre il silenzio
.
S’accentua il senso dell’invisibilità
nelle rime smorzate
d’un dire prosciugato
o del tutto nullo.
Diviene logora la metrica
in bilico sul disincanto
d’impaginati giorni…
La porosità dello sguardo
lascia trapelare
il preludio d’una gestualità
oltre la voce
che contagi dita flessuose
preposte a un impatto smisurato di dolcezza
nell’alito imperante
che avvicini….
.
di Silvia De Angelis, qui:
https://www.facebook.com/silvia.deangelis.54
.
*
.
Una lotta impari chiude la gola,
chi tiene la briglia degli uomini?
Sottomessi al ricordo d’una felicità apparente
cadono gigli di fiamme dal cielo,
si strappano la pelle macerata.
Il dolore non è mai lontano
Piega il costato, mozza la lingua.
Avvicinati alla mia domanda
Avvicinati a quel che rimane
Restituisci, spegni, salda, inchiostra i lividi,
ungi, replica, dilania, accarezza.
Sono diventata informe per gli altri,
ma per te dovrei essere viva,
per te dovrei essere viva.
Per te dovrei essere l’animale del cielo,
il rombo della terra mai emersa.
Tu mi hai creata ma forse è troppo poco.
.
di Angela Botta, qui:
https://www.facebook.com/angela.botta.146
.
*
.
e ne vai col sole oltre la casa
rotta, dove il bene di cui parli
è il nome rimasto sulla porta.
.
Amarsi conta pure questo iato
.
e mentre il giorno insiste, un’ombra
dentro l’ombra scende quasi fosse
un grido nella stanza vuota.
.
di Giuseppe Todisco, qui:
https://www.facebook.com/peppetodisco
.
*
.
Retoriche d’acqua
.
Riflessi all’ultima pozzanghera
ci guardavamo con il sacramento
la benedizione delle piogge
ad occhi straripati.
Lasciami nuova sete, retoriche d’acqua,
la terra non mi esiste, è malata. Non ebbe grazia,
da me si discosta, per sette vizi d’autunno.
Lasciami qui, infetto di mare,
dove neppure Eco ricorda il mio nome.
.
di Salvatore Leone, qui:
https://www.facebook.com/profile.php?id=100070311902498
.
*
.
Fedele alla vita
.
mia vita
senza rete t’appigli
alla Bellezza intaccabile
.
a quella del cuore e alle
armoniose figure della danza
o del cavallo nel bianco salto
.
finché ti chiedi dov’è
lei l’ irraggiungibile
non tutto è perduto
.
voltato sei sul giusto
versante lucente ancora
una volta – vita
.
fedele alla vita
.
di Felice Serino, qui:
https://questallumaredanima.wordpress.com/2021/08/30/fedele-alla-vita/
.
*
.
Ma io che vorrei
scriverti migliaia di
bronzee lettere, con una
busta aperta che a ogni
metro o chilometro variabile
si riempia delle cose:
ghiande da strada, balconi
andati all’aria, giberne
ghiacciate, fossati e
rammendi o anche frammenti così:
«Che storia e che
svolo, piccolo mio
appartamento, o randa o cucina,
dove dal soffriggere di cipolla o di mare
penso alle sue mani, al
suo sale». Anche così.
E per francobollo una nottola,
un cherubino, un animale,
un fine funerale.
.
di Flavio Santi, qui:
https://industriaeletteratura.it/portfolio/quanti/?fbclid=IwAR1O-pEsA6m-6ev9kNkuZGh_DjEZIh8nMgODnm-i78Gqm082zm2uoOOtJig
.
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Gioielli Rubati 159: Cipriano Gentilino – Federico Cinti – Stefanie Golisch – Carla Viganò – Elena Milani – Barbara Auzou – Khan Klynski – Angela Greco.

Farfalle
.
Forse tu lo sapevi già
quando non hai più volato
e i numeri non piegarono più il cielo
ai pezzi smontati del tuo aliante,
.
ci sono scivolate dalle mani
le bandiere e ora i manifesti
sono in mostra nelle periferie
nostalgiche a tempo perso,
.
ti scrivo perché ti ho rivisto,
quaderno e lapis,
al mercato in riva all’ Ellero
a Mondovì.
.
Entrambi distratti da una farfalla.
.
di Cipriano Gentilino, qui:
https://noteinversi.wordpress.com/2021/08/12/farfalle/
.
*
.
A Francesco in un giorno d’estate
.
Fragile nel pallore meridiano
rimane il sole, attonita parvenza
al confine sul margine lontano,
nella sua vacuità presente assenza.
.
Canto antico di sogno, reverenza
estatica nel blu, riflesso vano,
scuotono il cielo le cicale senza
chiederne più il perché, sempre più piano.
.
Opaca sonnolenza sulla sponda
piatta del cuore, sembra fermo il giorno
in un attimo eterno che dilegua.
.
Eppure, il tempo incalza senza tregua,
rincorre ciò che fu, dolce ritorno
in una ricorrenza, onda dopo onda.
.
di Federico Cinti, qui:
https://federicocinti.home.blog/2021/08/12/a-francesco-in-un-giorno-destate/
.
*
.
Epitaffio
.
Ci siamo accorti dell’altro appena in tempo, distratti
dal vivere come si dice si deve, tu mi hai svelato il
tuo segreto di donna e io ho affidato a te la fiaba
degli inizi, in fondo all’inverno ci saremmo trovati
per non perderci più secondo l’oracolo, ma tu hai
atteso altrove e io non sapevo le ore mentre cercavo
invano di rievocare la tua, la mia nudità, ci siamo
mancati per poco e poi abbiamo dimenticato quella
cosa che avrebbe dovuto succedere ma che non è
successa e che ora voglio chiamare amore perché
sia per noi parola senza pietà
.
di Stefanie Golisch, qui:
https://rebstein.wordpress.com/2021/06/21/maldestro-vivere-2/
.
*
.
Qualcosa mi dice che devo tornare
.
A vendere l’amore inflazionato
a basso prezzo
come un treno da collezione
solo per amatori
di un sistema fisso
precipitato nel plastico
realizzato con la cura dell’ossesso
Dove il casellante in miniatura
agita le braccia
e non sta festeggiando un sentimento
e la partenza e la ferrovia sono un pericolo
mortale per la sopravvivenza
dell’amore ossidato
Tra le rotaie nemmeno un po’ di rosso
anche il papavero diserta
.
di Carla Viganò, qui:
https://www.facebook.com/carla.vigano.391
.
*
.
Vorrei dire ai poeti del Sonno,
a chi ne ha preannunciato il desiderio,
a chi poi lo ha ottenuto,
che mi dispiace,
che se avessi saputo e potuto
avrei preparato un letto enorme
su cui leggere poesie,
su cui partorire il dolore
e cacciarlo giù, sul pavimento ,
perché le persone più buone del mondo
sono i cercatori di Sonno,
sono così stanchi del chiasso dell’indifferenza
che fanno le spalle che si alzano
nel” che ci posso fare”.
Io che non sono poeta
potrei essere il loro gatto
che dorme per il piacere di dormire
con la coda mossa dalla loro salvezza,
ma l’altro giorno pensavo
che non si possono mettere assieme
le Solitudini,
le Solitudini non possono stare assieme,
al massimo possono resistere un attimo
per far compagnia agli altri.
.
di Elena Milani, qui:
https://www.facebook.com/elena.milani.9275
.
*
.
 
Tempo di vivere CXXXII (ripresa)
.
non stiamo parlando di un grande amore
lo scriviamo solo per nasconderci
con parole altezzose in petto
appena abbozzate
che prevalgono sulle pause di un tempo
ostinato a vivere
e che è inutile mettere in dubbio
con le parole di tutti i giorni
.
di Barbara Auzou, qui:
https://lireditelle.wordpress.com/2021/08/20/le-temps-de-vivre-cxxxii-reprise/
.
*
.
sull’onde, nei gorghi
t’afferro la vita, avverto un nome
i giorni intatti,
altri richiami
e mio il peggiore sbaglio,
oltre gli scogli che ci studiano filiamo
in un abbraccio filiamo,
in uniche finestre,
in nuova luce,
per quel che mi comporta scivolare,
dalla risacca in volo,
fino al fondo
dal fondo
carezzerò il tuo volto,
al cielo su
senza fiatare
a braccia aperte,
sopra le nuvole
brilliamo
.
di Khan Klynski, qui:
https://www.facebook.com/michelangelo.giuffrida
.
*

.

La stessa luna piena
della tua voce e delle tue mani
nel cielo caldo e scuro
d’una sera di Murge
racconta questi anni;
dieci, il miglior voto
che potessi sperare
o anche solo in lontananza
immaginare.

Mi raccogli tra risa e pianti
e sei tu, lo stesso giorno,
a ricordarmi che nascemmo in due;
guardo il prodigio che sei, figlia mia,
in questo buio che fai luce e,
attraversando i tuoi mondi fantastici,
oltrepasso così la paura
sentendo il tuo fiato
fare eco al mio.

“Di luna e di briganti – II parte”

.
di Angela Greco, qui:
https://ilsassonellostagno.wordpress.com/2021/08/21/angela-greco-un-inedito-21-8-21/
.
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Gioielli Rubati 158: Manuela Di Dalmazi – Massimo Botturi – Luca Gamberini – Maria Allo – Andrea Ponso – Maurizio Busillo – Ago 1957 – Flavia Santachiara.

Bucato consapevole
.
Appesa, come il bucato strizzato
a testa in giù
scolo sangue di giustizia
guardando oltre l’azzurro del cielo.
,
Sulla corda rigida di metallo
bloccata dalle plastiche mollette
osservo la guerra
invisibile a tutto ciò che è in verticale.
,
Sono bucato, si
centrifugato, si
appeso, si.
Consapevole!
.
Ma scolo fegato
e ancora mi vedo e VI VEDO,
ancora odoro di pulito
e sai cosa ti dico?
.
Quell’ago salvifico
non sarà mai
un baco della mia mente
tantomeno un abuso
.
al mio culo gaudente.
,
Firmato       Bucato Consapevole.
(La libertà vive anche quando ti strappano la pelle. Muore se la regali.)
,
di Manuela Di Dalmazi, qui:
https://manueladidalmazi.wordpress.com/2021/08/07/bucato-consapevole/
.
*
.
Il titolo non c’è
.
C’è la visione di un vaso e di una gatta
un miglio di cortile in cemento
e vigne appese.
Adesso sono io l’uomo con la barba bianca
e gli occhi un po’ indecisi
tra il lucido e il sommerso.
Ho fatto gli anni giusti di scuola
e camminato, per altri al Camposanto
da primavera a inverno.
Ed ora sono qui ad assaggiare l’uva bianca
a dare l’acqua come piovesse, e fare smorfie
se qualche movimento di troppo brucia gli ossi.
Si sente ancora odore di fabbrica e gasolio
ma meno, come meno la nebbia ed il carbone.
Fuori al negozio uno d’Africa, e una bici
poggiata alla maniera che non potrà cadere.
Sa bene l’italiano, suo figlio sta su al Nord
io biascico il dialetto, la sera, tra di noi.
E’ quello di mio padre, domani si vedrà.
.
di Massimo Botturi, qui:
https://massimobotturi.wordpress.com/2021/08/04/il-titolo-non-ce/
.
*
.
Meticolosità
.
Il tuo nome è impaziente, mi chiama
mentre passo il tempo a blandire
le suole, che l’erba si piega senza bagnare
i miei occhi. Meriteresti l’amore di un cane
ma così non vale, immutabile come l’erba protetta dal ghiaccio, ma così non vale, non valgono i fiori e tutta quella luce che fa
della tua bianca pelle un dio. Non vale
un ricordo a farmi sentire più forte
di ciò che mi trovo davanti
agli occhi serrati. Meriteresti l’amore
della prima volta, l’ansia che, in un giorno
non detto, desta il fremente grembo. Meriteresti di più, di un me orizzontale.
Sai riflettere la calma del cielo
al tumulto del sole, il tuo breve corpo
sembra tuo padre, appena più bianco
se l’ombra scompare per rievocare
infinite paure, ma così non vale. Meriteresti l’amore di un cane, che lui non dice
l’ora in cui torni e non sa che farsene
del tempo nel quale manchi.
.
di Luca Gamberini, qui:
https://www.facebook.com/luca.gamberini.7
.
*
.
Una grata di iris
.
Voci e persone arrivano e vanno.
In  questa storia  una grata di iris
sorregge l’ignoto e l’ombra
si  fa largo nel fragile bosco
per folgorarci con fattezze reali
offuscate da possibili incroci.
Tra noi ardono falesie chiodate
trappole sul petto e una sola via
scorre in  verticale mentre cresce
la contraddizione condivisa.
Non dipende solo da me dicesti
avanzare aperti a tutte le stagioni
tendere l’orecchio al vento
improvvisarci  veri in una notte estiva.
.
Vedrai, prenderemo a morsi la vita.
.
di Maria Allo, qui:
https://nugae11.wordpress.com/2021/08/07/grata-di-iris/
.
*
.
E’ tardi ho fame fammi andare
via. Era semplice sotto alle viti
rossastre; il fango asciugato,
il tetto d’ardesia … siamo finiti
nella luce sfrangiata, abituati
ai riti del ritiro sempre
imminente, all’allegria, alla
morte e al niente. Guarda come
ragionano le persone per bene:
sembrano lebbra, sembrano
buone, ben seminate nei loro
perfetti confini, giocano leggere
come bambini … e noi così
stupidi, qui, a pensare, per ore,
oppure sempre più soli
in due a fare l’amore.
.
di Andrea Ponso, qui:
.
*
.
tocchiamo il silenzio
l’ansia nei bicchieri
la vita
la morte
l’alcool
comprato alla stazione
con l’umidità negli occhi
abbraccio
il tuo vestito azzurro
a Roma
tra le chiese vuote
.
di Maurizio Busillo, qui:
https://www.facebook.com/maurizio.busillo
.
*
.
Ferragosto
,
questo è il pezzo d’anno
ricurvo sui passi
sdraiato sulla panchina
chiuso per ferie
abbandonato,
cosi magri s’incontrano all’angolo
prima del sole
dell’afa
per quattro parole
quelli rimasti dal covid,
me lo ricordo è ferragosto
lo vedo dai vuoti
dalle finestre sbarrate
dal traffico assente
dai soli più soli.
.
di Ago 1957, qui:
https://ilportonedeldiavolo.wordpress.com/2021/08/12/ferragosto/
.
*
.
Cecchino
.
Ti ho visto,
Una sera,
Tra una stella e un bicchiere di vino.
Mio vizio.
Quel che sei ora, quella notte mica lo sapevo.
Un cecchino pieno, hai sparato,
Una notte,
ed è stata una botta,
Alle costole,
O era un battito, finalmente.
E ti ho odiato e poi amato,
E poi scelto e poi temuto.
E poi tenuto.
E tu mi hai baciato altre infinite volte,
E mi hai abbracciato, e tenuto.
E amato più di quanto io mi sia mai amata.
Dei giorni non mi trovo,
Nello specchio non so riconosco i miei contorni,
Ma poi ti guardo e mi ritrovo nel riflesso del tuoi occhi.
Dei giorni ho ancora le mani sporche di nero,
Ma tu mi lavi via i pensieri.
Respiri me, e io respiro con te,
Quando il resto soffoca.
E ti amo, da quel giorno, che pioveva,
Che poi io amo la pioggia, quando mi bagna i capelli e mi lascia un esserino minuscolo, su questo mondo enorme,
E tu ci hai corso sotto la pioggia,
Per arrivare da me, e baciarmi,
E ti ho baciato,
E il mondo è diventato null’altro che un esserino minuscolo sotto la pioggia
Che veniva inghiottito via dalla notte.
.
di Flavia Santachiara, qui:
https://inchiostronero12.wordpress.com/2021/06/08/tempo-di-poesie-cecchino/
.
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Gioielli Rubati 157: Maurizio Manzo – Luca Parenti – Biagina Danieli – Carlo Becattini – Daniela Cerrato – Salvatore Leone – Gary J Steele – Ivanna Pedretti.

Buon Ferragosto in poesia a tutti
.
 
GRIGLIATA
.
Sciogliere carne e ossa
intasare vene e radici
affogarle di fuliggine
riportare origliare
se non ti ferma l’odore
che alcuni dicono che urla
altri solo che puzza
qualcuno pensa carne
della tua carne
oppure terra soltanto
terra che sbriciola
annerita che importa
se affumica il cardo
se il mare cuoce alla brace
la pace che dopo pasce
in fondo è solo fumo
disteso nero
una gran grigliata di pesce
un banchetto per pochi
disegno a carboncino.
.
di Maurizio Manzo, qui:
https://ilcollomozzo.wordpress.com/2013/08/11/grigliata/
.
*
.
BERSAGLIO
.
drena la tua pena
nasconditi nel bosco
coi tuoi fucili
e le armi bianche
strano pensarti vivo
coperto di foglie
e fiori appassiti.
.
ti contengo
in una idea semplice
e contrita:
l’appetito ti farà civile
o incivile nei tuoi
scatti d’ira.
hai preso la mira
sbagliato bersaglio.
.
di Luca Parenti, qui:
https://www.facebook.com/profile.php?id=100014740399197
.
*
.
raggio di sole
.
ai margini, solitaria, camminava tra fiori e ortiche.
bellezza e dolore ad ogni passo, un po’ dell’uno, un po’ dell’altro.
ma il sole davanti era un richiamo. un imperativo.
continuò. e la meraviglia crebbe. poteva farcela.
il suo unico desiderio: diventare raggio di sole.
era dentro ogni spasmo di fatica.
era dentro ogni contrazione muscolare.
venne il tempo, finì lo spazio e fu divorata dal fuoco.
bruciò e si trasformò.
raggio solare che scalda e matura ogni seme di vita.
.
di Biagina Danieli, qui:
https://biadoit.wordpress.com/2021/07/27/raggio-di-sole/
.
*
.
Che peccato!
.
Osservo il grigiore di questa vita
attraverso la finestra bagnata di pioggia
anima e cielo unico colore
sopra di me passi inesistenti
sopra di me passi incuranti
il disordine è ovunque
nel letto disfatto
nella porta semi aperta
nei miei pensieri occulti
nel fruscìo della pioggia
ancora musica per l’anima
e proprio per lei l’inquietudine cresce
da anima ad animale il passo è breve
che peccato potevamo essere Dei.
.
di Carlo Becattini, qui:
https://fioriscenelbuio.wordpress.com/2021/07/28/che-peccato/
.
*
 
.
notti senza fine
.
Pareti appese ai punti cardinali
cielo e terra faccia a faccia
in un dialogo eterno muto,
l’insonnia addenta un’altra notte
la pelle madida ha respiro corto,
tiepida l’aria gira, si diffonde
da un’elica appesa senza carlinga.
Forse differenti le idee nascenti
da notti siberiane o australiane,
le varie Irina o Scarlett ricamano
con altri inchiostri i notturni,
penso a come potrebbero essere…
forse nemmeno così diverse fra loro
giusto i capelli, qualche lentiggine
la bocca il naso qualche neo e le dita
ma credo che gli occhi possano avere
la stessa luce a guidarle tra laghi
boschi e pianure di ricordi e sogni.
Così distanti e vicine nel fare disfare
ritratti delle ore insonni, mentre altri
camminano lavorano fanno l’amore,
dipingono sognano notti senza fine.
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di Daniela Cerrato, qui:
https://ilmondodibabajaga.wordpress.com/2021/07/30/notti-senza-fine/
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Nelle braccia di Atlante
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Mantenere la rotta
nei bianchi umidi che s’infrangono alle spalle
mentre il canto di una maliarda stordisce.
Mantenere la calma degli orizzonti
dispiegando al vento le scapole.
Fissando linee d’oro di un tramonto che collassa,
avanti tutta! Mi chiedo in quale azzurro
riemergeranno le tue costole.
Se cercare in lontananza, una mano
a pararmi gli occhi, e labbra di sale
mi salverà dalla brezza affilata sul collo.
Avanti tutta! fino a perdermi nelle braccia
di Atlante.
Vorrei toccare terra, nel grido affamato
del gabbiano. Rimango nudo davanti al mare
senza alcuna vergogna, pentimento.
Mi bagno la fronte in benedizione, nella deriva
degli occhi, accolto da una luce
che riposa sulle rocce.
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di Salvatore Leone, qui:
https://ssalvatoreleone.wordpress.com/2021/06/29/4964/
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In molti luoghi

 

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immagina il fiore
mai visto
squisita solitudine
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questo fiore in un prato
circondato
integrante
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questo prato
affollato
di sublime bellezza individuale
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questa bellezza
di tutte le cose
una semplice verità
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di Gary J Steele, qui:
https://steele646.wordpress.com/2021/08/05/in-many-places/
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Vivo come un’eccedenza
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Vivo come un’eccedenza
sono in più.
In questo spazio aperto di vertigini irrisolte
il mio corpo rovina greve.
Brama di riposare dentro al ventre da cui fu espulso.
Con tutto il suo essere spinge di nuovo verso l’eclissi,
sfugge la sfiducia di abbracci persi e calore mancato.
Cerca una quadra,
un breve incanto.
Ma non può che sagomarsi a ciò che il reale gli preme addosso.
e quel che più lo sconcerta è la libertà
scambiata per camicia di forza.
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di Ivanna Pedretti, qui:
https://uncielovispodistelle.wordpress.com/2021/07/14/vivo-come-uneccedenza/
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