Gioielli Rubati 215: Ginevra DellaNotte – Lara Pagani – Alberto Pellegatta – Gary J. Steele – Manuela Mori – Antonio Bianchetti – Maxjeezus – Felice Serino.

com’eri bravo a conservare le lacrime
saperti lí col secchio tra le mani
per la raccolta del mio autunno
un custode
correvo per strizzare la vita
scivolava sugli zigomi
una deflagrazione
dove tu attendevi paziente le perdite
mie perdite
mie acque
mie deportazioni
che non ripariamo
un riparo
dal letto ancora
piove
.
di Ginevra DellaNotte, qui:
https://www.facebook.com/ginevra.dellanotte.1
.
*
.
basta
.
Basta cambiare versante. Il Tirreno
coi suoi tramonti da togliere il fiato
sfolgora un sole che pare dipinto
da manuale, finto. Dove sono?
Sola su un altro strambo litorale —
così mi sento dove non appartengo.
Mi sento come chi è cresciuta ad est
e il sole vede levarsi dal mare
ogni mattina, sparire nel fango.
.
di Lara Pagani, qui:
https://www.facebook.com/lara.heidnisch
.
*
.

Si abbandona, senza peso né anima
all’acqua acrilica.
Fa il morto, mentre lo sfondo
ignora carpe e gatti, si sgonfia
e queste sponde inalano
un paesaggio di ossido e stelle

(dalla piscina al bosco, alla camera da letto, amore)

Così affonda nel corpo naturale
e il verde gli entra in circolo,
scivoloso e segreto.
Le scale sforano nel prato musicale
e il sole non serve più a niente.
Il canto, inquieto, segue una grammatica
primitiva, vegetale.

Questo progetto non prevede viali
né quadranti, né metropolitane
ma orizzonti allergici e luci elastiche.

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di Alberto Pellegatta, qui:
https://www.nazioneindiana.com/2009/10/23/poesie-da-%C2%ABla-salute%C2%BB/
.
*
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Idrogeno due Ossigeno uno
.
i fiumi si arrampicano sulle mappe
c’è bisogno di un razzo
per sfuggire all’acqua
diecimila contadini sudati
per nutrire cinquantamila bambini che piangono
contadini e bambini passano il testimone
sudore e lacrime sono immortali
.
di Gary J. Steele, qui:
https://steele646.wordpress.com/2022/09/15/hydrogen-two-oxygen-one/
.
*
.
Come ami di te quel gesto brusco,
lo sgarbo immotivato che spariglia
le carte in mano all’altro, lo induce
al sussurro, vinto: “non la conosco”.
Ami e odi quel tuo scarto
imponderabile, che a un tempo
ti sprofonda e ti solleva in alto.
Perdonatemi.
Perdonati.
Sappi,
non tornerai più, un giorno.
.
di Manuela Mori, qui:
https://www.facebook.com/manuela.mori.39
.
*
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Manuale didattico per una distruzione di massa
.

È sempre la solita storia dei fili
come se l’essere pronto e guidato
fosse un ricordo
rimasto negli asili
nei canili
nei fucili
pronti all’obbedienza

Le vere bombe sono le parole
per inventare una realtà alternativa
viva per essere finzione
distrazione
istruzione insufficiente
tanto il tempo lo consente
non esiste
visti gli applausi alla mediocrità

Non fatevi illusioni gente
è tutto scritto
e non conta niente
quello che dal guscio
vuole cambiare il suo colore
assolutamente

basterebbe un verso lirico
scritto con il cuore
un’azione ricordando il suo valore
simultaneamente

L’eremita ha un sogno
che non si avvererà
è solo un bisogno
di celebrità

.
di Antonio Bianchetti, qui:
https://intonazioniconseguenti.com/2022/09/13/manuale-didattico-per-una-distruzione-di-massa/
.
*
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Avere stile
.
Degli abiti che indosso
Nulla mi importa.
E’ per ciò che
li curo In ogni dettaglio:
Fuori moda, incolori
Privi di forma
Tra le parti
Nessun equilibrio.
In poche parole
Apparenti
Del tutto casuali
Agli occhi vostri
Banali
Come privi di senso.
Flaccido scudo
Mia sola difesa
Da ciò che pensate.
.
di Maxjeezus, qui:
https://centocinquantacinque.home.blog/2022/09/15/avere-stile/
.
*
.
La colpa
.

sono io quel ragazzo che
scappò da casa con poche lire in tasca
e un quaderno d’improbabili versi?

lo sono sì ma dopo sei decenni

non mi riconosco in lui se non nel sogno
ricorrente che al mattino mi lascia
il cuore stretto dall’angoscia

sarà un residuo di colpa da espiare
per aver procurato un veleno sottile
a chi bene mi voleva

.
di Felice Serino, qui:
https://questallumaredanima.wordpress.com/2022/09/20/la-colpa/
.
**********

Gioielli Rubati 214: Nadia Alberici – Yves Bergeret (trad. Francesco Marotta) – Cetty Di Forti – Neurs Bonet I Sala – Grazia Denaro – Monica Santi – Diacono Massimo Caccia – PP.

Tu arrivi
.
Tu arrivi, scosti appena l’ombra
E mi apri come una melagrana
.
Succo rubino
Pare che sia una gioia per la vita
La delizia che si spande
.
Il giardino si è riempito di frutti rossi!
.
di Nadia Alberici, qui:
https://sibillla5.wordpress.com/2022/09/10/tu-arrivi/
.
*
.
Una carena infinita
.
La tua vita: sedimenti, argille, sabbie.
Io sono la barca che puoi tirare a riva.
.
Rifletti.
Io sono una carena infinita.
.
Sono il rimbalzo di mille
fossili e utopie masticate.
.
Mettimi nella tua bocca.
Saprò sedurti.
Farò di te un’ancora.
Marosi e bruma svaniranno.
Sarai granito.
.
Chi vuole salire ascolta.
Sente il bordone millenario.
Lo protrae per mille anni ancòra.
.
di Yves Bergeret (trad. Francesco Marotta), qui:
https://rebstein.wordpress.com/2022/08/10/una-carena-infinita/
.
*
.
Vorrei tornare per un istante
al tempo in cui riempivamo
la pancia di vino e pensieri
ora leggo da sola
il mondo è un istante ansioso
di desolazione
non si può transitare a lungo
all’angolo dell’inferno
per amare aspetto l’autunno
l’aria è più intima
e forse anche più vera
.
di Cetty Di Forti, qui:
https://www.facebook.com/concettacetty.diforti
.
*
.
Manto Naturale
.
Dietro l’erbe
il cielo da lontano
che ci circonda giorno e notte
come un mantello senza tempo.
.
Canti sordi
scivolano dalle foglie.
Impercettibili per l’uomo,
vibranti per l’universo.
.
di Neurs Bonet I Sala, qui:
https://elplumierdenenuse.wordpress.com/2022/09/12/mantos-naturales/
.
*
.
Sul muro del silenzio
.
Tu sei stato
per un tempo infinito
la mia unica poesia.
.
Il nostro sentimento
s’ingigantiva a dismisura
come un palloncino
ondeggiante tra terra e cielo.
.
Ora, quei momenti
vagano dispersi
tra i nembi scuri
di un empireo ostile,
anche i vellutati petali
si sono smarriti
nel sentiero della vita
mentre i sorrisi si sono oscurati
dietro gelidi sguardi
aprendo una ferita
per tutto ciò che non è stato.
Per tanto tempo ho scritto
sul muro del silenzio.
.
di Grazia Denaro, qui:
https://graziadenaro.wordpress.com/2022/09/12/sul-muro-del-silenzio/
.
*
.
impresa
.

Il fuoco chiama il rogo arde impulso ambiguo.
Conforto fino a un metro ma cotte le dita che s’allungano.
Nell’aria che trema metto ostinazione
perchè le voci dentro non parevano ingannare;
le sagge comari dalla pelle di cuoio
mi segnano un cerchio
e dicono “lì tu vai e ti trasformi
non ignorare mai braccia che parlano”.
Come occhi sulla pelle
come bocche nascoste
strappi rattoppi e tempi spettinati. Composta di parole.
La riuscita dell’impresa scivola al calcolo facile
e mentre si lavorava la trama più complessa lei era lì,
che attendeva gli imbranati e i titubanti.

.
di Monica Santi, qui:
https://monikasanti.wordpress.com/2022/09/12/impresa/
.
*
.
E se il mondo si fa duro,
marcio di menzogna e volgare
fino a soffocare la Parola,
quanto pesa il mio dire nel frastuono?
Non basta soddisfare la mia fame
di Vita se non traffico i talenti.
.
di Massimo Caccia, qui:
https://www.facebook.com/massimo.caccia1
.
*
.
In attesa di risposta
.
Quindi le risposte, come le fondamenta,
si gettano prima…
“Il modo è il mondo: qui abbiamo
due mondi nella stessa frase,
e l’uno garantisce per l’altro,
e tutti e due tengono in piedi
la frase che, come è noto, è un’arcata
(perché sotto tanta acqua ci passi)…
A questo modo, in questo mondo
non possiamo permetterci
quesiti mancanti di basi sicure…
Oppure arrendiamoci:
per il piacere della chiacchiera
poniamo domande veramente in attesa
di risposta ossia cediamo al piacere,
che pure è fondato su fragili basi,
essendo il piacere friabilità
di ogni principio e fondamento
(fa crollare con brividi i ponti,
smattona le mura in rovine,
che somigliano a corpi spossati)…
arrendiamoci per vacillare:
poniamo domande in attesa
di risposte che non conosciamo…
.
di PP, qui:
https://www.facebook.com/pensiero.ballabile
.
*************

Gioielli Rubati 213: Maria Allo – Chand – Filipa Moreira Da Cruz – Caterina Rotondi – Raffaele Marcos Delle Femine – Gary J. Steele – Fleurose – Indicibile 2021.

Fuoco e cenere
.
Sul margine la felce incendiata
rivela un suo saldo credo e non smette
di negoziare testarda e tenera
nel più lieve dei gesti la vita
non avevo mai visto niente di più bello
prima di questo mattino
Suppongo che tra gli esseri umani
ci sia bisogno di cose del genere
e invece ci si perde nel vuoto
cenere sale un anno dopo l’altro
come arido deserto in corpi sfatti
.
Vedi quel che svanisce libra profondità
di gelsomini su abrasioni di poggi
con cui ancora si può ricominciare
.
di Maria Allo, qui:
https://nugae11.wordpress.com/2022/09/04/fuoco-e-cenere/?fbclid=IwAR2Szb57ajA1yuZCjzk36ReZq48NayIyPz5c9DQWniGOvo5oyYw6TJZbaxI
.
*
.
September’s coming soon
.
… Non stava forgiando lo spirito.
.
Non era il fabbro che dava ordine.
.
Non era il martello.
.
Non era l’incudine.
.
Era il calore …
.
L’onda bassa dentro un castello di luce che si sgretola.
.
Gli occhi come fortezza: desiderio, fuga, percezione di verità.
.
Le braccia spingono, il calore della spuma è una tomba liquida, immergere il corpo come sabbia in una clessidra, giù in fondo fino a diventare sottili, scomparire, baciare il dorso delle tenebre.
.
Contare fine a 10.
.
Respirare bolle inafferrabili.
.
Sentire la pelle d’acciaio compressa in sensi di madreperla.
.
Quando ti vieni a sdraiare.
.
Vicino a me.
.
di Chand, qui:
https://chand13.wordpress.com/2022/08/02/septembers-coming-soon/
.
*
.
Portas e mais portas
.
Porte che si aprono
e altre che chiudono
porte che accolgono
Quelli che le guardano
porte delicate
Velluto e cotone
Porte ruvide e scomode
Questo ci dà una spinta
porte scricchiolanti e fastidio
porte quasi invisibili
Che non perda nessuno
Porte che sognano di essere finestre
Dalla cima di un edificio
porte che combattono
Per non morire di noia.
.
di Filipa Moreira Da Cruz, qui:
https://demalinhapronta.wordpress.com/2022/09/04/portas-e-mais-portas/
.
*
.
Buongiorno
.
Ti svegli una
mattina
e ti ritrovi adulto
il volto segnato
e il cuore di
bambino.
.
di Caterina Rotondi, qui:
https://caterinarotondi.com/2022/09/04/buongiorno/
.
*
.
Rosa di Settembre
.
Non lasciare mai
tra le braccia del tempo
una donna innamorata
.
come una rosa di settembre
vaga idea dell’estate
ti inonderà del suo profumo
per dire al tuo ricordo
torna pensiero della notte
.
quando quiete è la mente
e tu voli senza cadere
sulle ali delle parole
che lei ascolta e tace
come fa con il mare
.
di Raffaele Marcos Delle Femine, qui:
https://www.facebook.com/raffaeledellefemine
.
*
.
E’ così
.
quest’aria che respiro
è la prima,
è l’ultima.
Non avrebbe potuto essere migliore
non poteva essere peggio.
Mi depone dentro un dolore minimo
mi solleva in qualche piccola meraviglia.
Culli le ali
le nuvole dicono la verità in te.
.
di Gary J.Steele, qui:
https://steele646.wordpress.com/2022/09/01/is-so/
.
*
.
Smeraldi e sassi
.
Amo un uomo bugiardo,
sono io a non amarmi.
Il mio cuore conserva
il riflesso rotto
di paterni occhi verdi.
A riparare l’anima
non bastano mani sane.
I gesti sono la culla
di vecchie malate rimembranze.
Il mio presente una bugia.
.
di Fleurose, qui:
https://fleurerose.wordpress.com/2022/09/06/smeraldi-e-sassi/
.
*
.
Vertigo
.
Basta lo spazio di un lampo
per sfondare la membrana del tempo.
Un minuto, un istante,
vertigo di un vortice abbagliante.
So dirlo ad occhi chiusi,
scriverlo ora tra pensieri confusi.
Altro è il tempo/frammento
il percepito è solo un momento
Dopo è un ritrarlo a tentoni
un segnare lo spazio
in vaga geometria di parola.
Oh, forse parlo solo di un deserto smarrito
tu che mi leggi segnami il sentiero col dito
lì dove, magari, c’è la luce nel silenzio di parola
dove l’anima scrive e non è più sola.
.
di Indicibile 2021, qui:
https://indicibile990394710.wordpress.com/2022/09/08/vertigo/
.
***********

Gioielli Rubati 212: Sebastiàn Felgueras – Yolanda – Lucia Triolo – Mariangela Ruggiu – Alessandra Carnaroli – Piergiorgio Zambolin – Biagina Danieli – Silvia De Angelis.

[Sono rinato] [eco nel tempo]
[la mia lotta] [le mie paure] [i miei sentimenti]
[La vita passa e se non mi sveglio
Sarò condannato a stare fermo]
[resistere] [non fermare il tuo movimento]
[non importa quanto sia dura la lotta]
[il tuo abbraccio la tua risata si incontrernno]
[non dimenticare che tutto il tuo amore lo cura]
[le cose si stanno muovendo lentamente]
[l’aria filtrava ciò che il vento portava]
[la terra si muove in un unico ritmo]
[sente] [a terra] [che siamo vivi]
[si sente per terra] [che siamo vivi]
[sente per terra che siamo vivi]
[AHYRE]
[tutti stanno cambiando]
.
di Sebastiàm Felgueras, qui:
https://sfelguer.wordpress.com/2022/08/22/las-ideas/
.
*
.
Verso la speranza
.
Lucentezza metallica attorno ai cerchi di lanugine delle nubi
contrasti al di là dei fiocchi di neve piangenti
frustrazione pulsante insieme ad aneliti di speranza
energia indebolita, nebbia intrisa di sonno
finestre aperte, gocce trasparenti
vento riposante – dove le storie prendono forma in parole.
.
di Yolanda, qui:
https://mittprivatakrig.com/2022/08/27/poesi-mot-hopp/
.
*
.
In un pezzo di carta straccia
ho raccolto l’oblio
-inappagato respirava lì
sotto la gonna a fiori
di mia madre
poi l’ho infilato in gola
per non dimenticare
.
mi si aggrappa addosso il finimondo
del dirimpettaio
.
di Lucia Triolo, qui:
https://www.facebook.com/lucia.triolo.100
.
*
.
il gocciolio dalle grondaie
riscrive i margini
i bordi del letto
nelle stanze segrete
.
fermati ora
prima che spiova
prima che passi
tutto il mio tempo
.
come acqua nei rivoli
tornerà a scorrere
il desiderio
.
questa storia bruciata
incisa sulle rocce segrete
abbiamo dietro gli occhi
.
dimenticata
ma pronta a tirar fuori le unghie
.
tu amami senza le mani
senza la bocca senza i denti
solo con gli occhi
.
di Mariangela Ruggiu, qui:
https://www.facebook.com/mariangela.ruggiu
.
*
.
Questa madre
Che deve decidere se postare la foto
delle lasagne cotte nel forno elettrico
nonostante l’aumento della bolletta
ma fatte in casa quindi senza spreco
inutile di metano e gomme termiche
O il selfie di lei che si vede un po’ di fianco
Il seno appena esposto il riflesso del sole
all’angolo della bocca semi aperta
Mi ricorda la saracinesca dell’alimentari
dove una volta ho subito una mezza violenza
L’odore di formaggio me lo riporta in mente
Come un cane col bastone il reflusso
Dopo un pasto chiedo per un’amica
Esiste un filtro per sembrare benedetta
O gemella della figlia?
.
di Alessandra Carnaroli, qui:
https://www.facebook.com/alessandra.carnaroli.5
.
*
.
Una ad una le lune sono calate,
portandosi via legate a spaghi
le donne come figurine disegnate,
gli occhi grandi spalancati,
le bocche coi fumetti bombati
e le dolci parole esclamative.
.
Seduti in collina, che c’è un’osteria,
noi come ogni sera tra un silenzio e un bicchiere
guardiamo in su: ma la notte con i suoi venti
(arcani, timidi) spinge via la tovaglia
e subito l’alba incombe
e tra poco tempo navigheremo nella chiarìa d’uve
e nella grandine leggera. Ci sarà infatti
di mattina presto un temporale
e noi per questo dormiremo al riparo di tettoia
sognando strade di Baviera ed altre strade
ad aspettarci.
.
Giorni, mattine di felici noi alla deriva
dei desideri quieti,
dei sogni già di scuola vicini,
settembrini.
.
( ci bevevamo l’anno 1982, che correva)
.
di Piergiorgio Zambolin, qui:
https://www.facebook.com/friends/requests/?profile_id=1542397742
.
*
.
Oggi 3 settembre
.
tra le mani
il mio dolore
oggi
settantanove volte
rinnego il fato e le sue volontà
e se i miei occhi non ti vedono
la mia pelle non dimentica
forte del tuo odore
la tua esistenza.
.
di Biagina Danieli, qui:
https://biadoit.wordpress.com/2022/09/03/oggi-3-settembre/
.
*

.

Nei pressi del lago
.
S’accosta alla vena del silenzio
quel brusìo tacito del lago
mentre nel cerchio raffermo della coscienza
s’addentrano pensieri d’inconfessate smanie.
S’adagiano sul torace concavo
per discendere sull’estro dell’io
che ne esalti il fascino
intinto su cerchi concentrici d’acqua
mossi da un ciottolo intrigante.
Nella lucentezza metallica d’un riflesso
in un limpido abbandono
il disamore raffermo s’identifica
allo stupore d’un verbo
che si fa muto
sull’ebbrezza di sassi sbiaditi
al calore di un’emozione
di Silvia De Angelis, qui:
https://quandolamentesisveste.wordpress.com/?fbclid=IwAR2VWeNRC3uetA5lzQpvW5tgeozd2mPxO0Iaz19pitabmVYjtjBxFy2pJSA
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Gioielli Rubati 211: Fausto Torre – Nadia Alberici – Luca Gamberini – Barbara Auzou – Franco Bonvini – Maurizio Manzo – Angela Greco – Nicola Fornabaio.

e trasmigrante
.

se la luna sopra l’effe-sei mi fa migrare
avrò tradito la mia specie
e ora sarò cacciato
come una qualunque bestia nuda
Sapessi scimmiottare
il gabbiano ai primi sentori di burrasca
mi rivolgerei alla casa nel sole, fingendo
uno scampolo d’inquietudine, posto che l’immaginazione
sia un muscolo involontario
[però non fu mai, malgrado tutto, così calante]
Mi rimane la piaga del non; e non sia questa
il lasciapassare di cui tanto si parla
Occhio alla folla. una tale folla. Grande
quanto un carico di rena di mare

.
di Fausto Torre, qui:
https://faustotorre.wordpress.com/2022/08/20/e-trasmigrante/?fbclid=IwAR300-ktc-TG_lFjwoQkEVxVkLsKQ3gZRRfhXqcVNi5QeKGtqUmj_uo5K7c
.
*
.
Allora nulla è più importante della montagna
.
È da qui che si sventano le colpe
E che inacidiscono le ferite
Quando il tuono copre i timpani e chiude gli occhi
Quando il colpo inferto
Lacera la terra della nostra nascita
Allora nulla è più importante della montagna
Della rana nel fosso
Del tuo risveglio limpido
Sopra la notte.
.
di Nadia Alberici, qui:
https://sibillla5.wordpress.com/2022/08/15/allora-nulla-e-piu-importante-della-montagna/
.
*
.
Upupa
.
Mi basto
e non do mai resto
all’interno del mio
complicato banale
vivo semichiuso
tra abbondanza di parole
e fatiscenza di segni.
Mi basto
e forse è troppo presto
per modificare il senso
di una vita diversa
so che non importa
che non vedo più in là
di ciò che non possiedo.
Mi basto
e tu parli di stimoli
di qualcosa che rimane
dentro l’amaro calice
delle abitudini notturne
dissipate d’un fiato
che non respiro più.
.
di Luca Gamberini, qui:
https://www.facebook.com/luca.gamberini.7
.
*
.
Follemente barocca
.
aspettando il futuro
che sorge come tanti templi irascibili
con grande lentezza mi incanti
momento di slancio il tallone dello stivale
e i contorni del desiderio
ripeti con me ciò che dobbiamo essere
vivere senza morire
e plasmare il cuore dei giardini
la vita spinge di lato sull’equivoco
e i sigilli trafitti del benefattore
drammatizziamo un po’ più la conversazione
follemente barocca
che la bellezza si mantiene con lo spirito
come un piccione vagamente ribelle
quando solletica la spina dorsale per ricomporsi
le piume
e ti darò la pietra da qui
così tenera da poterla lavorare con un coltello
Ti regalerò un balcone tra due mari
le viti gli ulivi secolari
di cui ho custodia da molto tempo
e il resto di un gatto indolente
che da solo aggiusta il mondo.
.
di Barbara Auzou, qui:
https://lireditelle.wordpress.com/2022/08/23/follement-baroque/
.
*
.
Qualcosa di meglio della gioia
.

Certo che l’uomo è strano
quando deve restare vuol tornare
quando deve tornare vuol restare.
E intanto il posto più bello al mondo non lo si trova mai
che chissà dov’è o quand’è
forse è un abisso di stupore senza la paura di morirci dentro.
Qualcosa di meglio della gioia.

.
di Franco Bonvini, qui:
https://bonvinifranco.wordpress.com/2022/08/24/qualcosa-di-meglio-della-gioia/
.
*
.
piano e indescrivibile
si allontana sempre qualcosa
a volte rotola saltelli
belli quando scopri
che non c’è più.
.
di Maurizio Manzo, qui:
https://www.facebook.com/maurizio61manzo
.
*
.
Versi per mia figlia
.

Nella camera oscura di questi miei trascorsi,
la tua immagine, il tuo vestito nuovo arancione con i fiorellini e
dieci anni, che capovolti si imprimono sulla retina umida.
Tento di dedicarti qualche parola, ma il tuo mistero
mi fa smarrire persino nei territori che conosco.
Mutano profondamente le prospettive.
No, non ricordo me alla tua età. So soltanto che
tu sei il motivo dei giorni, l’aria e il sole,
che splende anche nelle mie notti più difficili.

Un momento, un brivido, un attimo di silenzio:
cosa ti consegnerò, di questo presente?
(La domanda mi tormenta).
Raccolgo fogli da ogni angolo di casa e
i tuoi colori, le tue parole, le risposte che
sai dare con la tua età. Mi fermo. Ti guardo.
Hai quasi raggiunto la mia altezza, mentre
continuo a meravigliarmi della gioia e del caso.

No, non tutto è perduto. Noi siamo prossimi.
Basta guardarsi queste mani nude.

[…]

da Aiguiller (Ladolfi, 2022) di Angela Greco AnGre, qui:
https://ilsassonellostagno.wordpress.com/2022/08/21/versi-per-mia-figlia/
.
*
.
Era il mio paese
.
Era il mio paese,
il mio paese vuoto.
Sono partito d’estate
un pomeriggio alle tre.
Il mio paese era vuoto
quel pomeriggio d’estate.
Non c’era in giro nessuno
quel pomeriggio alle tre.
Bar chiusi, strade deserte,
panchine solitarie,
nessuna voce.
Ma io lo vedevo pieno,
il mio paese,
lo sentivo vivo.
Era sempre il mio paese,
quel paese vuoto,
era il mio paese,
il mio paese vuoto.
.
di Nicola Fornabaio, qui:
https://www.facebook.com/friends/requests/?profile_id=1510519288
.
*************

Gioielli Rubati 210: Angela Botta – Kristalyn Hartley – Emanuela Rizzo – Abner Rossi – Giorgio Galli – Felice Serino – Maria Natalia Iiriti – Claudio Damiani.

Un’accorata solitudine
Intercorre tra gocce umane
Un tessuto di trasparenze
Meduse avvelenate in oceani in fiamme
Il gioco ha stretto la caverna
Piccoli uomini si affacciano alle stelle
Il linguaggio perde sangue
Molti credono di combattere
Sono solo fulmini senza cielo
.
di Angela Botta, qui:
https://www.facebook.com/angela.botta.146
.
*
.
Diverso punto di vista
.
Dalla cima della montagna
c’era un altro
punto di vista
le nuvole sotto di me
sembravano mare
ma quando mi sono tuffata
non ho nuotato
ho volato
.
di Kristalyn Hartley, qui:
https://kristalynhartley.wordpress.com/2022/08/03/water-in-another-form/
.
*
.
La boa bianca
.
Lo sguardo
si allungava al mattino
scrutando il mare
all’orizzonte.
Un altro giorno
di mare mosso,
lungo il perimetro
segnato dalla
boa bianca.
Il vento e le onde
si facevano
compagnia.
Da bambini
superare la boa
era una missione
incosciente,
un brivido
dimenticato.
Ricordarlo
accorciava
il tempo
e restituiva anni
trascorsi nuotando
verso la boa bianca.
.
di Emanuela Rizzo, qui:
https://www.facebook.com/dory.rizzo.3
.
*
.
Se il cuore
.
Potesse il cuore scrivere di se,
dire del male e il bene ricevuto,
urlar, se serve, dell’ombre e dell’oblio.
.
di quel che è stato, di ciò che non ricordo,
delle fughe giovanili innamorate,
delle sudate corse per cercarti,
delle notti coperte d’immondizia
o quando sai che il sonno non ti spetta
e la mattina mi trova furibondo.
.
Potesse il mio cuore battere tranquillo
per strade nuove poco frequentate
lasciar dietro al pulsare le ferite,
ridere di me e di te, di tutti gli altri
fingendo in modo vero d’esser vivo.
.
di Abner Rossi, qui:
https://rossiabner46.wordpress.com/2022/08/16/se-il-cuore/?fbclid=IwAR2pg-WPS2fEH1zwLkWF0-r6afZMj4oPCjsfGG2ynI0_3HxByVreGdKXwiQ
.
*
.
Sulle rotte del mondo
.
Le campane!
e il viaggio è finito
– siamo salvi!
.
Chi è partito con noi
digrigna denti
gonfi d’alghe
Chi è partito con noi
sgretola sogni
sul mare
.
Dio di misericordia!
.
di Giorgio Galli, qui:
https://www.facebook.com/profile.php?id=100081301830621
.
*
.
Spleen 4
.

brusio di voci

galleggiare di volti
su indefiniti fiati

si sta come
staccati
da sé

golfi di mestizia
mappe segnate
dietro gli occhi

vi si piega
il cuore
nella sanguigna luce

.
di Felice Serino, qui:
https://questallumaredanima.wordpress.com/2022/08/19/spleen-4-2/
.
*
.
Amo l’ora in cui
il vento
pettina
le ombre.
E squattrina
l’impulso
di alzarsi e andar via.
Una sedia
ci vuole,
a quest’ora,
per apparecchiare
un applauso
alla cresta dell’onda,
baciare di sale la sabbia
soffrire di freddo,
tremare di gioia.
Attenderti
a riva.
Andarsene
mai.
.
di Maria Natalia Iiriti, qui:
https://www.facebook.com/profile.php?id=100006446444907
.
*
.
Lascia stare, non toccare niente
lascia tutto com’è
sii come sei, come non sai,
lasciati stare.
.
di Claudio Damiani, qui:
https://www.facebook.com/claudio.damiani.9
.
**************

Gioielli Rubati 209: Raffaele Ferrari – Paolo Chinca – Alba Toni – Eraldo Baldini – Savina Dolores Massa – Anna Maria Spalloni – Abele Longo – Caterina Rotondi.

Ho steso i miei pensieri
ad ardere
nelle lingue del mondo
a quel futuro improbabile
e rovisto nell’erba
sulla pista dei bruchi
fossi eterno
capirei il delirio
delle cose grandi
ed il mistero
delle piccole
le lune sulle maree dei cieli
.
di Raffaele Ferrari, qui:
https://www.facebook.com/raffaele.ferrari1
.
*
.
Stazioni antiche
.
Lungo il rasoio
della rotaia
rivive il filo del tempo
col sole che scende oramai
sul cuore vuoto
della sala d’aspetto
.
La prossima stazione
non prevede sosta
non c’è prezzo per avere il suo nome
scritto sul biglietto
I vagoni nella fila del rosario
non sono più speranza per alcuno
.
Niente passi sul marciapiede
Qui non sale nessuno
Nessuno che attende
.
Sotto la pensilina
nessuno
passeggia impaziente…
.
Qui mi fermo io soltanto.
Questo è il posto…
dove resto solo
e non chiedo più niente
.
di Paolo Chinca, qui:
https://www.facebook.com/profile.php?id=100009629223258
.
*
.
A me che nacqui dolorosa e libera.
.
Non vi difenderò poiché non sono un eroe
ho voluto salvare il suo sguardo infantile.
Toglietemi pure il camice
l’alloro che marcisce sulle fronti
ma non venitemi a raccontare
che in tanti anni
non abbia dissotterrato il marcio.
Ieri era ieri
domani non farò promesse
su questa storia triste
oscillerò a tempo un’onda
e a tempo ancora
sull’onda remota che ricordo.
Alta imponente schiumosa
fosti fuoco fosti acqua nel petto
eppure è un secolo
che mi sfidasti
a dirlo
per me mille anni sono quanto un filo d’oro.
Non vi difenderò allora
poiché le vostre parole irriverenti
scostumate sulla morte
mi appaiono appena appena rantoli
come vostri ultimi respiri.
.
di Alba Toni, qui:
https://www.facebook.com/alba.toni.14
.
*
.
Questo vento che tira
dalla parte sbagliata
è di carta vetrata.
Inganna, raggira,
non offre sollievo.
Dalla bocca sguaiata
di lontane distese di sabbia
soffia la rabbia
della terra incendiata.
.
di Eraldo Baldini, qui:
https://www.facebook.com/eraldo.baldini
.
*
.
Già dormivo e non ho smesso
per quel tuo raggiungermi nel letto
in delicatezza
di volto nell’ansa di un collo spaventato
chissà da quale sogno
chissà.
Mi hai messo il fiato a disposizione
e il corpo intero in affido
la lingua poco poco in bacio
poi mi hai sospirato il tuo abbandono
chissà in quale sogno
chissà.
Non so quale spazio abbiamo raggiunto
– non più notte quasi alba –
non so se fate morgane da deserto
si sono fatte ossa o carne.
Così vanno certe notti d’amore
tra un cane e la sua donna.
.
di Savina Dolores Massa, qui:
https://www.facebook.com/savina.massa
.
*
.
Un ricordo del ’19, un ricordo diciannovista
.
La vecchia era piena di Alzheimer come fosse un bignè alla crema
ma lei non lo sapeva
..ondeggiava la bocca carnosa con la testa piena di capelli scuri
appena lisciati di bianco
e prima di rispondere alla bionda faceva lunghe pause.
Oogni tanto inclinava il viso verso la spalla sinistra , come per focalizzare meglio l’immagine che si sperdeva nell’acqua dei suoi occhi.
Non era sorda, ma la bionda continuava a parlarle a voce alta.
Lei proponeva sorrisi da ex brava bimba,
ex pin up,
ex dado star,
cavalla mansueta,
Della serie “ce l’ho sulla punta della lingua…”
E poi ogni tanto metteva il mento in tralice
E aspettava
E emanava con gli occhi e con il ciuffo ribelle da capra selvatica una cosa come: ti prego vacci piano con le parole,
che non mi servono più tanto
che non le metto in giusta regola
Fammi un cazzo di sorriso
E amami, invece di leggere quel cazzo di libro di poesia
Perché in fondo.. forse sei mia sorella
“E questa borsa di finta pelle verde è proprio bella, vero?”
E muove le labbra carnose
E la bionda non risponde
E io alla prossima fermata scendo
E non ti volgere a guardarmi
Perché sparisco
Con tutti gli acquitrini verdi del cervello e le mollette
che reggono il ciuffo ribelle
Io esco da questo treno
Per sempre.
P.S.
La donna bionda tirò la leva dell’allarme all’improvviso
.
di Anna Maria Spalloni, qui:
https://www.facebook.com/anna.spalloni
.
*
.

Muri a secco

Si condensa
nei confini netti
di una terra
arida di zolle
la notte,

con solchi chiusi
alle falesie,
dove il mare
fa da ponte
all’universo.

.
di Abele Longo, qui:
https://lucaniart.wordpress.com/2022/08/08/una-poesia-di-abele-longo/?fbclid=IwAR3ev0clhryJfT2e10GEbTmup27pFL3Q4gh055E35DhPfvbP-jCyZo3HJxY
.
*
.
Dove il tutto resta.
.

Non bastano
gli occhi
nè l’artista
nè la memoria.

Solo l’amore che hai dentro
ti stringe il Cuore
quando il bello vola via
e vorresti
fermarli i momenti
per altri
Interminabili Eternità.
Dove il Tutto Resta.

.
di Caterina Rotondi, qui:
https://caterinarotondi.com/2022/07/30/dove-il-tutto-resta/
.
*******
 

Gioielli Rubati 208: Gianluca Sonnessa – Maurizio Manzo – Annamaria Scopa – Viviana Viviani – Ileana Zara – Franco Bonvini – Silvia Cavalieri – Paolo Pera.

La limitata porzione di tempo che chiamo eternità.
Mare, onda, risacca, sale secco sulla pelle calda.
La sabbia porta dentro l’impeto dei vulcani e dei coralli, la resistenza del quarzo, i contorni irregolari nei frammenti di minuscoli cristalli, lo scudo protettivo delle conchiglie.
Le nostre vite sono fatte di sabbia.
Solo se le guardi da vicino raccontano una parte della loro storia.
Sono fatte di sabbia e di tuffi.
Nel tuffo cambia la percezione del suono.
Si allontana, diventa ovattato, come le voci delle persone passate.
La profondità buia, il suo silenzio musicale.
L’abisso.
Un sentiero fatto di bolle d’aria
mi dice che la superficie è stata il punto di partenza.
Scomparite pure, tornate all’atmosfera, oggi non voglio sapere da dove vengo.
Arriva la tua lontananza, s’insinua tra i giochi di luce per chiedermi cosa cerco.
Rispondo che cerco il respiro.
E respiro.
Come respira il fuoco.
Come respirano le nubi gonfiate dalle lacrime gioiose della terra.
Come respirano le rocce, i pianeti, i buchi neri, le celle degli alveari e le perle.
Come respirano i vulcani e i coralli.
In questa limitata porzione di tempo che mi chiama eternità, forse non riesco nemmeno a starci da solo.
Riemergo, il sole si è spogliato, indossa un vestito bianco e si fa chiamare luna.
Ho un’altra pelle sotto la luna, ma lo stesso sguardo.
La risacca, l’onda, la notte.
Il mare è fatto così.
Respira.
.
di Gianluca Sonnessa, qui:
https://www.facebook.com/malforte1656
.
*
.
Di questi tempi
Puoi tenere in mano uno straccio
portarlo in giro e sventolarlo
pensare che senza colore
una bandiera è più forte
non sbiadisce e non teme
di strofinare via lo sporco
e di asciugare qualsiasi viso
.
di Maurizio Manzo, qui:
https://www.facebook.com/maurizio61manzo
.
*
.
Il viso di mio padre
è un oceano
Un acquasantiera
un cerchio d’acqua
che sento nel mio nome
Il viso di mio padre
è una carezza
Una vigna
Il seme
pelle di sughero
Un orto di orzo
di segale invernale
Un canale
Il viso di mio padre
una pezza di velluto nel tinello
Un frutto maturo
La farina bianca
Il pane della sera
L’ape dentro una piccola rosa
È l’orsa maggiore
Io e lui facciamo un mare.
.
@Anna Maria Scopa, qui:
https://www.facebook.com/annawrite79
.
*
.
Il venditore di rose
.
Insiste il venditore di rose
scacciato con le mani
come una zanzara
da uomini incravattati
e donne piene di spine
.
Piove sul venditore di rose
appeso al semaforo
e domani una segretaria
chiamerà un fiorista
per un anniversario in agenda
.
Insiste il venditore di rose
mentre tu guardi altrove
e io dico grazie no
.
Non sa il venditore di rose
che se fossimo in una commedia rosa
le compreresti tutte
solo per me
e della nostra tregua
sarebbe il testimone
.
di Viviana Viviani, qui:
https://www.facebook.com/viviana.viviani3
.
*
.
Ti sedevi all’ombra di un grande albero
quando il sole diventava porpora
nell’orto che massaggiavi a mani nude.
Un quaderno tra le mani e lo sguardo
a cercare briciole sparse nella terra
che trasformavi in pane, nuvole e parole,
così leggere che poi, le guardavi volare.
“Signor Giovanni cosa scrive?” gli chiesi.
“Una poesia per te” mi rispose. Io risi.
Stupida ragazzina!
.
di Ileana Zara, qui:
https://www.facebook.com/profile.php?id=100001877028070
.
*
.
Appena sotto il seno
.

Con la testa sul grembo,
è così che cancellavi i dolori improvvisi
alla testa, ai denti
alle orecchie per il cambio di pressione
scendendo le curve della Serravalle
sui sedili di una seicento in festa.
Carezzandomi i capelli.

E’ così che ancora ritorni
ad accarezzarmi i capelli
a ogni dolore improvviso.

.
di Franco Bonvini, qui:
https://bonvinifranco.wordpress.com/2022/07/29/appena-sotto-il-seno/
.
*
.
Luce rossa, ombre verdi e viola
.
Sembrano mani
queste alghe palustri,
giochi di bambino
in un bianco lavandino,
baluginando a sera
ricordi e proiezioni
di ombre del passato
a assorbimento lento,
un filtro di memoria
in questo gran silenzio.
.
di Silvia Cavalieri, qui:
https://silviacavalieri.com/2022/07/22/luce-rossa-ombre-verdi-e-viola/
.
*
.
Per tutta la giornata aspetto sera,
E conversar così come si spera
È cosa buona e giusta, è cosa
Leggiadra, bella, forse goduriosa.
.
di Paolo Pera, qui:
https://www.facebook.com/paolo.pera.71
.
*********************

Gioielli Rubati 207: Matt Taggart – Alice Salvo (la figlia di Pascoli) – Carlo Becattini – Mykhailo Zharzhailo – Iole Toini – Guido Caserza – Claudio Zattera – Anna Maria Bonfiglio.

Ho sognato mio aguzzino
.
Aveva appeso foto sconce su un muro
.
dove i bambini avrebbero potuto vederle
.
Gli ho detto di toglierle
gli ho detto che gli avrei fatto del male
.
ha detto che lo sapeva
.
di Matt Taggart, qui:
https://mtaggartwriter.wordpress.com/2022/07/12/poem-414/
.
*
.
Una rosa per caso
.

una rosa per caso
non ha basi
non ci sono ragioni
rossa come fuoco
arde al tatto
fuori dal tempo
nutrita non si sa dove
occhi come fari
l’hanno colta
da qualche parte
non si sa come

.
di Alice Salvo (la figlia di Pascoli), qui:
https://lafigliadipascoli.wordpress.com/2022/07/01/una-rosa-per-caso/
.
*
.
Beethoven
.

La luna illumina la finestra.

La tua musica fugge lentamente
passandomi per la testa.

Come posso fare per tenerti qui?

Concentrazione.
Mani sopra la tastiera.
Note tra le dita.

Gioco nell’ascolto e ascolto il gioco.

Per un attimo ti vedo,
ologramma immaginario
tra la fantasia e la puntina del braccio.

Ruoto avvolgendomi del suono,
sono fulcro e leva,
infine tuo.

Ride la luna alle mie spalle
mentre la musica varca la finestra.

Rimango nudo nella notte oscura.

Eccomi giunto a te.

Vedi, su questa mano, l’anima?

E’ solo musica,
la tua.

.
di Carlo Becattini, qui:
https://fioriscenelbuio.wordpress.com/2022/07/22/beethoven/
.
*
.
le sanzioni sono imbrigliate nei cani
le moto sono come gli aerei
.
gli avvisi sono come quelli dei film di Louis de Funès
alcuni scompaiono altri vengono visualizzati
la gerarchia degli avvisi
.
uccidi il più vecchio come una zanzara
.
Mi sono lavato la faccia con acqua arrugginita
il cavaliere di ferro
.
trascina lateralmente le foto e i video
.
Apollo con un pixel
difettoso
.
Tradotta in inglese da Ella Yevtushenko, traduzione italiana di Pina Piccolo.
di Mykhailo Zharzhailo, qui:
http://www.pinapiccolosblog.com/linfinito-ed-innocente-canto-degli-uccelli-del-cielo-e-per-voi-le-piu-recenti-poesie-di-guerra-dallucraina-dal-sito-chytomo/
.
*
.
Chi è che sa volare?
Gli alberi sanno volare.
Le rocce sanno volare.
L’erba sa volare.
Il blu, l’oro della sera, il profumo dei larici sanno volare.
Le onde dei dirupi sanno volare.
.
Li guardo e ogni volta volo con loro.
.
Pian della Nana, Val di Non – 23/07/2022
.
di Iole Toini, qui:
https://www.facebook.com/lorenza.toini
.
*
.
Amiamoci così,
amiamoci con insensatezza,
come sabbia che scorre tra le dita,
amiamoci e basta
perché poi sabbia non c’è più,
non c’è più dita
non c’è più amore
non c’è più vita.
Amiamoci e sia finita.
.
di Guido Caserza, qui:
https://www.facebook.com/guido.caserza
.
*
.
Caronte
.
In questo Luglio secco di Caronte
un’idea folle s’incolla alla mente
come il sudore del collo alla tela:
mi si lasci riflettere,
ho diritto di farlo.
Oltre le tende scure, le cicale
e l’erba d’oro sono l’universo,
ambiente ostile per anime e fiori.
.
di Claudio Zattera, qui:
https://www.facebook.com/claudio.zattera.1
.
*
.
Estate
.
A luglio nastri di mare
e sangue di papaveri
e una tunica che lasci
trasparire le nudità
.
Sulle palpebre s’ apre
un’oscurità d’ assenza
quando il mattino pretende
un po’ di posto dentro il letto
.
Dove vuoi andare oggi?
Puoi comprarti un abito
o un monile
fare un’escursione
sulla riviera est
se vuoi perché no
trovarti anche un amante…
.
(perversa libertà del desiderio)
.
di Anna Maria Bonfiglio, qui:
https://www.facebook.com/anna.m.bonfiglio
.
************

Gioielli Rubati 206: Maria Allo – SaphilopeS – Brezza d’essenza – Mariangela Ruggiu – Paul Olden – Lucia Triolo – Franz Krauspenhaar – Marina Raccanelli.

Al suo vedere
.
In questa notte di luglio
mi giungono parole
dettagli di terra e foglie
sotto il peso del tempo
misteriose in ogni suono
con cui intessere
le cose più semplici che lasciano
senza fiato e unire il tutto
nelle cose che vagano
verso altri mondi
Non temere lo zampillo
che non è una visione
non è una luce ma vita
piena di stupore chiave di volta
per risalire trasparenti
al suo vedere
.
©Maria Allo, qui:
https://nugae11.wordpress.com/2022/07/14/al-suo-vedere/
.
*
.
Taglio della carta
.
La mia mano all’ombra dell’altare scolpisce la luce sulla tua costola,
si trasforma in una festa silenziosa il diavolo nella mia anima.
.
Metti quel tuo labbro arido sui rilievi della mia bocca
passando attraverso le superfici senz’acqua,
sussurra alle fossette del mio collo
e chiedi,
come cubisti spogliati fianco a fianco.
.
Seme
sei stato sulla punta della mia lingua oggi.
.
di SaphilopeS, qui:
https://sapholipes.home.blog/2022/07/14/kagit-kesigi/
.
*
.
Nei miei occhi
.

Finché tengo gli occhi chiusi
e ferme le mie gambe,
sembrano carezze queste
che scendono silenziose
lungo le mie braccia tese.

A tratti pare che addirittura
vogliano farmi ridere,
solleticandomi la pelle.

Chi sono queste anime belle?

Eppure, iniziando a camminare,
ho sentito sotto ai piedi
uno scricchiolìo
che ha disturbato il mio sognare
e, aprendo gli occhi,
ora non vedo che foglie morte,
cadenti…

Povera me! Io che le credetti,
– sì, le credetti! Le credetti
carezze ridenti,
mentre oggi nei miei occhi
non si specchia che l’immagine
di rami secchi.

.
di Brezza d’essenza, qui:
https://brezzadessenza.wordpress.com/2022/07/04/nei-miei-occhi/
.
*
.
custodirti
farmi nido
culla antica
grembo
.
vegliare il tuo sonno
i movimenti bruschi
.
scrutare l’incubo
l’inconfessabile
la paura
.
fronteggiare il dolore
strapparlo con le radici
aggiungere terra al cuore
.
nutrirti di pane masticato
di acqua di neve sciolta
.
aprirti le ali
.
di Mariangela Ruggiu, qui:
https://www.facebook.com/mariangela.ruggiu
.
*
.
Non sappiamo cosa viene
.
Non sappiamo cosa viene,
sconosciamo le ragioni della grazia:
che sia il caso o quel disegno
superiore che ci porta dove vuole,
cosa cambia?
L’equilibrio sulle stille del presente
è la sola occupazione rilevante.
Tutto il resto fa materia di risulta:
sogni infranti, previsioni strampalate…
Poi l’odioso rifugiare annichiliti
nel potere edulcorante del passato.
.
di Paul Olden, qui:
https://oldendailylog.wordpress.com/2022/05/11/non-sappiamo-cosa-viene/
.
*
.
Nella mia natura
.

Sono già nella mia natura
nei suoi miti e
nei suoi gesti
scialuppa di ogni mia sterilità
piango nelle sue piogge
viaggio i suoi brulicanti
cammini
più antichi delle parole,
per trovare la favola originaria

tu fa lo stesso con me in pieno viso
fuori dall’angoscia

.
di Lucia Triolo, qui:
https://poesiesemiserie.wordpress.com/2022/07/15/nella-mia-natura/?fbclid=IwAR3QL3XXzw1liq4g9IBS659DXT-WqNMOhye1HIXUaDInZ1Lkxo9gtPpJFnE
.
*
.
Ho condito l’olio
ho salato il sale
ho detto buonanotte ai suonatori
ho esultato per la loro insonnia
ho mangiato un banco di nebbia
dentro una scatola di cracker nera.
È arrivato il momento di chiedere
il conto.
O a Dio, o alla sua controfigura.
.
di Franz Krauspenhaar, qui:
https://perigeion.wordpress.com/2022/07/15/nella-foresta-di-franz-krauspenhaar/
.
*
.
L’universo nel punto zero
.

Avremo albe simili a tramonti
e tramonti in albeggiare di stelle –
nei vapori sulfurei come torri
sgorganti da profondità
anni luce lontane
vedremo
approssimarsi l’inizio – nulla vertiginoso
senza fiori né piante né pensieri

non vedremo più albe sul mare
né tramonti
sui profili delle montagne

l’universo nel punto zero
sarà simile al buio dopo il crollo
dei giganti ghiacciati –
sterminati deserti dopo il fuoco
ed un bianco disastro nucleare –
nessuna croce sui genocidi
e gli olocausti per fame

possiamo immaginare il punto zero
anni luce di stelle e il nostro mondo
inghiottito dal buio nel collasso
finale

.
di Marina Raccanelli, qui:
https://poesiedimarina.wordpress.com/2022/07/16/luniverso-nel-punto-zero/
.
**********