Gioielli Rubati 83: Irene Rapelli – Nadia Alberici – Marta (Tramedipensieri) – Marina Raccanelli – Cipriano Gentilino – Jonathan Varani – Andrea Magno – Daniela Cerrato.

La mia piccolezza

L’inconscio di stelle
in me alimenta
la fame di bellezza, l’arpa leggera
arroventa nel suono
l’ode straniera, nel sonno della sera
inargenta l’anima
la tristezza. Lenta lenta
la rima nel cuore s’accorcia, brilla
una nuvola
senza che la senta, nell’eternità
m’annienta
l’azzurro, nel sangue
s’addormenta. L’urlo
senza far rumore violenta
nel canto universale la dolcezza
dell’asprezza.

di Irene Rapelli, qui:

La mia piccolezza

*

IL PAESAGGIO

Il paesaggio stamattina allungava le braccia
e veniva a prendermi dalla finestra

voleva scuotere il respiro statico della notte
e farlo scivolare giù dove ci sono frammenti delle vite

e insolito come il silenzio assuma le vesti della natura
e borbotti e fischietti aprendo leggere fessure ai miei pensieri

i miei polmoni sono così pieni che vorrebbero uscire
e mescolarsi all’aria tenera che accarezza le viole

sono contenta e scrivo parole che non uccidono
loro si sono innamorate di un aquilone!

di Nadia Alberici, qui:
https://sibillla5.wordpress.com/2020/03/12/il-paesaggio/

*

.eppure

.Eppure non si direbbe
che sotto questo cielo c’è così tanta attesa
di spensieratezza.
Non si direbbe di questa calma che freme, che chiede, che s’adombra
.appena
.cala la sera, nel silenzio immenso delle parole.

.Eppure
non si direbbe
che qualcosa sia cambiato
.dentro
le case, fuori le mura
.c’è ridondanza di cuori
comprensione riemersa

non si direbbe
che .molto, ancora
.attende gli uomini
fuori
dal loro pensieri più belli.

di Marta (Tramedipensieri), qui:
https://tramedipensieri.wordpress.com/2020/03/10/eppure/

*

A un’amica che ha vissuto

Tu e la tua vita
torrentizia alle spalle
tu che ti sai
mettere in collisione
perderti e ritrovarti
vivere intensamente

io che mi perdo e vivo
lentamente tra spazi e attese
cure minime e incurie
di me stessa e del mondo
io che mi smaglio nei contatti
e mi ritrovo nei silenzi

cittadina del mondo, tu
io senza
cittadinanza

cerco ancora di fondermi
pelle a pelle –
cominciare e finire
dentro un alveo materno

di Marina Raccanelli, qui:
https://poesiedimarina.wordpress.com/2020/01/29/a-unamica-che-ha-vissuto/

*

Ciliegio

Dal sortilegio
dell’esserci mancati
negli interstizi pietosi
si riaccoglie lo spazio
nel respiro perturbato
senza più un tempo
eppure il ciliegio selvatico
si è imbiancato
senza silenzio di neve
e la luna endemica
aspetta ancora il suo turno.

di Cipriano Gentilino, qui:
https://ciprianogentilinonuccio.wordpress.com/2020/03/19/ciliegio/

*

[fioritura]

Estendere l’occhio
verso il limite -oltre il volo
lungo la dorsale delle
poesie
delle parole che tutto
possono e nulla rimuginano

sbagliare direzione
in una stanza senza
uscita
e disegnare con la pupilla
il cigolìo di un portone

per riportarci a casa
e ritrovarsi ovunque

dischiusi.

© Jonathan Varani, qui:
https://tremoridinchiostro.wordpress.com/2020/03/20/fioritura/

*

UN SEGNALE

Non è più tempo
di cantare
tra nostalgia del futuro
e un mondo da soli,
allora vieni da me
e balliamo,
scalza come sempre,
in questa mancanza
di un’altra vita
da poter scegliere
domani.

© Andrea Magno, qui:
https://www.facebook.com/andrea.magno.7587?sk=wall&fref=gs&dti=631075036909087&hc_location=group_dialog

*

scampato il pericolo

superstiti ci abbufferemo di gioia
il grigio scuro virerà in verde
ravvivando occhi non più tristi.
ritroveremo abitudini perdifiato
per parchi e boschi che attendono
la nostra paziente letargia.
riempiremo le braccia per contatto
innamorati della vita
come bambini liberati dal castigo.

di Daniela Cerrato, qui:
https://ilmondodibabajaga.wordpress.com/2020/03/21/scampato-il-pericolo/

************************************************************************

Gioielli Rubati 82: Antonio Bianchetti – Nadia Alberici – Andrea Ponso – Bruno Lugano – Luca “Yok” Parenti – Lucia Lascialfari – Mariangela Gualtieri – Donatella Giancaspero.

CLOUD ATLAS (ATLANTE DELLE NUVOLE)

“…la nostra vita non ci appartiene.
Dall’inizio alla fine siamo legati ad altri.
Passati e presenti.
E da ogni crimine, da ogni gentilezza,
generiamo il nostro futuro…”
(dall’omonimo film delle sorelle Wachowski e Tom Tykwer)

Noi siamo i giudici
noi siamo gli imputati
Non si ferma il girotondo
di un’immensa folla
per condurre il ballo
dentro le foreste dell’umanità
verso un altro nord

Ogni albero vive con le fronde
insieme all’altro
per trattenere l’aria
Le sue radici vogliono
amare l’acqua
e misurano il fondo di un abisso
per vedere dove arriva il cielo

Da bambini
abbiamo torturato le lucertole
e accarezzato di una libellula le ali
Le nuvole chiamavano altre foglie
per udire
le parole nascoste
racchiuse nelle mani da lavare
Perdoni o colpe
impresse nell’immensità
che ognuno di noi
finisce per amare

Antonio Bianchetti, qui:
CLOUD ATLAS

*

IO SPECCHIO

i sono fermata qui infatuata dalla luce
E il tetto blu della casa in fondo

Ti avevo detto che il sangue poteva scaldare l’erba
Nel torrido aumento degli ansimi

Primarie furono le due nuvole sgravide
Che immobili solcano

Mi specchio nei quadrati di luce
E nei gomiti blu dell’ombra
Come fossero nel mio viso dentro

Io sono specchio
Tu la vita che mi dispone.

di Nadia Alberici, qui:
https://sibillla5.wordpress.com/2020/03/04/io-specchio/

*

Fucine d’aceto e cenere; agli stinchi
abrasioni, seccate le fauci; Afganistan,
Pakistan, con un filo di voce; i berberi,
le berbere e i loro mai avuti baci. Croste
lungo il costato, a contrattare, a fissare
prezzi sputando come un appestato. Poi,
analgesico e tossico insieme un angelo,
altrettanto sporco e morente, gli porse
lentamente le ultime bende.

di Andrea Ponso, qui:
https://www.facebook.com/andrea.ponso.9

*

Tagliarsi la lingua
Più difficile che tagliarsi la mente
Fosse possibile farsi deriva totale
Finire in qualsiasi buco del caso
Riposarsi fino a fare stancare il cielo e la terra
Sto imparando a morire
non a sopportare umiliazioni ed ombre di grandi umiliazioni
Per imparare a vivere.

di Bruno Lugano, qui:
https://www.facebook.com/BrunoLuganoPoesia/?__tn__=kC-R&eid=ARBByYg4xx8fbQ7hCdQAaWUoTG2a9J8XBkA1Vq38eDuLO0NEr9Rj5yVN0wVZFiiXu6Is3MTdzOVdri01&hc_ref=ARTlV5xy96Pp3SUdSBwZ0Bndbj0xEeVTjZWOS5IBDKbeo8BqxAsKh1OmwUDcLTMgaOY&fref=nf&__xts__%5B0%5D=68.ARAyGPH3ekkDw-5k-XHSKHmVq-OlfjV50HofQUdCeXoCvJ_21JMLruT_T8z66Ucv_N_95R8iUVt9hDBBLRn_tQevlAR89-vbNo53_AdvUlSCufwcJdcshH_M7O0UTn2zoMOmRXtUr9WtLD9UCPjFcqDLonhi-7XJme2X7BZYQcy_v1ut6kTxukbfFLSxv6YabyhtugLdkYAqYSCTwCTVVUe8-x2Hi-eF__vEg4o-AC7VIdwOWqjPdaAzF1tSDRxIqaVWQlriPZnrRcDbJ3X3fYKruhNItHxDkMoSroMYdBNDaFLZdd-avEodcbFo1yK9-TfpbnQ8gBm7d5uazGTP4IAnv3eP8qlxH3NaqSYUaDXpstCFNl1Z43k

*

Chiuso in casa

mi chiudo in casa
il pettirosso fuori
m’osserva sgomento
beccheggia oramai solo
infezione e vento
m’illudo di protezione
da inazione io animale
sociale. in realtà godo
dell’isolamento e credo
sempre meno al prossimo
tuo come te stesso.
chiama a sé chi ama.

di Luca “Yok” Parenti, qui:
https://yoklux.wordpress.com/2020/03/07/chiuso-in-casa/

*

Interrompiamo la fretta di agire.
Possiamo finalmente fare poco
e farlo poco alla volta.
Guardare il cielo
sollevando gli occhi sulle nuvole
che reggono beffarde tutti gli aerei
che avremmo voluto prendere.
Ora si deve immaginare
e amare e cedere il posto a chi non può.
E’ tempo di non decidere
e far contare l’attesa e la pazienza.
Di osservare le camelie sbocciare
giorno dopo giorno
si apriranno un poco.
Ora è il tempo dei figli dei cani
dei nostri vecchi.
Quel tempo che non avevamo mai avuto
adesso viene in dono
in cambio di avere riguardo.

di Lucia Lascialfari, qui:
https://www.facebook.com/profile.php?id=100000166383194&__tn__=%2CdC-R-R&eid=ARAnjc_AMspTl9uH3FCO1zs1n4cAhdPHGgTYgJ_tTR3c_kX741Z_Htj9xzLh4imAQjhVP3VyoY9OdyJ-&hc_ref=ARRrWtJufjubZ0OilAM4x_LGGGSI5PjsO7ZpJCRbC1MWajojR6a_isFadtlFt764OYM&fref=nf

*

Nove marzo duemilaventi

Questo ti voglio dire
ci dovevamo fermare.
Lo sapevamo. Lo sentivamo tutti
ch’era troppo furioso
il nostro fare. Stare dentro le cose.
Tutti fuori di noi.
Agitare ogni ora – farla fruttare.
(…)

di Mariangela Gualtieri, qui:
https://www.facebook.com/Mariangela-Gualtieri-62322386104/?__tn__=kC-R&eid=ARCGCcKgjIM64Qox94BUiane34jMXvEODTEksrKoRy_s4_en2O65J7Mt3J5WlqelvDx4gfupQUjvgIKH&hc_ref=ARRY3gzK2XT4cnPrr0RMFVWKifEHKySe4PrJd9e2fawzd28cpch_FVhd5DzKLm7D1Uo&fref=nf&__xts__%5B0%5D=68.ARBZQ2b3J4LntIl9h_udHcKKBK0dHbUS3bIcWQAGeCfbvtXcTyRhH6_jGm80FPTokTgOK5RocvWMtq77pIilqPVUsCpvZVXWqHMZqzxBMp0F9oLT-6lr2jrqdxVjaymTjndMU7mM9-_9NwtPUPevEz01Gy-bm1HXWMWmULJGMXIYAn9-a2hq8CxvSpAOSjZDmFj5YES_wdiuO_BLOzMf6M-Pmi650zZ4lztMp5_V2Iq3pZ8x1ipOQvfFs-F5iDxKsvSMu2wxBvjwxLSunmVVniVIDZZCIbCpWHyd2DQ_YGPRISx4nwtal0mX_j6rbLBcIoGUf_1jtl3paGJTdA

*

Technicolor dream
a Nanni Balestrini

Donna abbastanza per essere uccello
se ne strafotte della teiera turchina la signorina
di quell’altra acciaiata appollaiata sul punto croce
di una tagliacuce sottratta al plusvalore

del bordello acca-ventiquattro come il Carrefour sotto casa mia
per quanto più acca-ttivante sia l’Eurospin in via della Poesia
se la ride irridente per il dente estratto alla lingua
che non batte più nemmeno tre colpi dal piano di sopra

e uno in testa a chi so io scrive sulla piattaforma
dove un tempo era vietato sostare dopo le finte amare
del love bombing scoppiato sul binario dello scambio di coppia
chissà se lo doppia nel cretto asciutto del letto la sintonia dell’orologeria

di chi scrive sotto dettatura passando da un cane all’altro*
sulla scena del cane che brucia fiducia nell’incensiere del Sé
vede l’ala della signorina technicolor dream candida senza candida
perciò non sapendo perché dice ciò che non è

dell’assenza in dissenso sulla sedia desolata
una sola per tanti migliori a sedere
il sedere di fuori fanno ressa per entrare
nello stretto sfintere.
________________________________________
* Nanni Balestrini, Caosmogonia (Mondadori, 2010)

di Donatella Giancaspero,qui:
https://www.facebook.com/donatella.giancaspero

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Gioielli Rubati 81: Caterina Rotondi – Gisella Canzian – Elettra Verganti – Bruno Navoni – Chiara Marinoni – Mariangela Ruggiu – Lucia Triolo – Iole Toini.

DALLE DONNE E PER LE DONNE: BUON 8 MARZO

I sogni non si arrendono

Il tempo
è generoso con me.
Non conterò
ogni alba che nascerà,
ma i fiori
che sbocceranno.

Non conterò
le stagioni
a cui andrò incontro,
ma le stelle
che brilleranno.

Guerriera del cambiamento.

L’attesa,
è dentro di me.
Non è il tempo che conta
finché,
i desideri vivranno.

Forse finirà
la mia illusione,
ma… i sogni
vanno oltre…
non si arrendono mai.

di Caterina Rotondi, qui:
I sogni non si arrendono

*

L’acqua del fiume scorre –
alla foce raccoglie
scorie – nutrimento –
e nel lago regna
con una quiete che ascolta
il solstiziare del tempo
che col passo conduce
e assesta.

🦋 di Gisella Canzian, qui:
https://www.facebook.com/gisella.canzian.75?__tn__=%2CdC-R-R&eid=ARAqssV3O8Db9AYLuqWGZvwNZ7MocHW6RiPXjZwxb8ZKl0qr7UKmMQlqmdvI7ijzNK8TLTzl5dok6GoR&hc_ref=ARTz-LwZlpAIqI6AoZB9AcacOlNH2tmKAbsF1oPTzaxqyZzEtLc82E83u5EBdGJuQ7Q&fref=nf

*

INVANO

Ho tentato
di riavere la mia pena

così

quasi cercassi
un muto conforto risaputo

o la mite ombra intiepidita
delle sere estive

eppure

nulla può il mio volere
contro il luminoso
che fuggitomi
dal petto

l’ha svanita

di Elettra Verganti, qui:
https://www.facebook.com/Elettra.Verganti/

*

DONNE

Quando l’ammazzarono nel 1962 aveva 36 anni,
io facevo i miei quindici
e non ci capivo niente.
Al bar, vicino a casa, dicevano che aveva
le gambe un po’ così, ma che
metteva calore.
Le avrei dato un bacio sulla guancia,
l’avrei portata sul corso, fosse passata di qui.

La moglie di Bogart, Lauren Bacall…
quella mi piaceva tanto,
ma tanto di più.
Lei ti faceva vedere le gambe senza
tirar su la gonna. Davvero.
Prima di ascoltare De André avevo capito
dove stava il paradiso,
quello nostro.

Poi ce ne furono tante altre, e poi
venne B.B.
C’hanno fatto canzoni,
poesie,
l’hanno mostrata a tutti,
ma quando ha recitato in quel film di Claude Autant-Lara
ho capito la differenza fra una donna pubblica e
una donna libera.
Le prime non sanno chiedere scusa
e non sanno cos’è il peccato. Non ne conoscono
la bellezza.
B.B. è stato un corso veloce verso l’ignoto.

Poi ho visto Anna Magnani e ho capito che cosa
deve fare un uomo per sentirsi degno. Ma io non
ci prendevo.
Poi ho visto la Mangano: figa, direbbe mio figlio.
E poi Fanny Ardant: alta, mora,
aristocratica quanto serve, unica se non ci fosse
stata la Garbo.
La luce e l’inferno,
la luce all’inferno, un po’ Isabelle Adjani,
un po’ Sophie Marceau…
Poi è arrivata finalmente quella che ha semplificato
tutto: su un divano, in ascensore,
per terra: col culo, le lacrime, le coccole:
Moana è come se mi avesse detto: vieni,
che aspetti. Basta film!

di Bruno Navoni, qui:
https://brunonavoni.wordpress.com/2020/02/28/donne-2/

*

Nel bagliore di questa giornata il sole tra i fiori.

Brillante l’idea
un soffio muto
e l’ardire è infinito
il sole lo sa, incenerisce
chi osa.
Da lontano s’apprezza
il tepore, un abbraccio
uno sguardo sfiora
il mattino silente.
Dolce l’attesa
del tramonto
raccoglie perle
filati preziosi
di arazzi che all’occhio
perdono fascino
nell’era attuale
di uno scatto fugace
il tempo ribatte
l’infinita bellezza
del cuore che vede
oltre il brillare.

di Chiara Marinoni, qui:
https://chiaramarinoni.wordpress.com/2020/02/29/nel-bagliore-di-questa-giornata-il-sole-tra-i-fiori/

*

c’è un momento nella sera
che anche il corpo scivola
come il sole al tramonto

e diventa, il buio, il grembo perso

così affondo nel sonno profondo
sempre più profondo e distante
senza sogni, senza dolore

cosi posata come una cosa
non voglio tornare, ma è la tua voce
che mi chiama forte e mi riporta
nel mio tempo incompiuto

ti parlavo d’amore allora
quando non conoscevo
le possibilità del male, ora
sono consumate le parole

dormo con te, e non conosco altro modo

di Mariangela Ruggiu, qui:
https://www.facebook.com/mariangela.ruggiu?__tn__=%2CdlC-R-R&eid=ARDYH-W_T465TRo9tF4oLkbP9YrFtMyy3vwE-LgE_9_xEYAqsZ7cBzpCopXw85CmD9JyxZaF-BP9cXlz&hc_ref=ARRxlcj5iSLY8UURp_fmQL5111wq9wkoc3a6yfBfjEMxkQig9yoLJBTeqeA08SmA4mE

*

Aria di gioventù sbrigliata
impigliata a mattini insepolti
solo appoggiati
a fumo
a un profumo vivo cerchiato sulla pelle
a una scondannata sete:
scalzi è bello!

la sera dopo il vino
non ci sono mezze misure

di Lucia Triolo, qui:
https://www.facebook.com/groups/1765609773652359/?multi_permalinks=2554295478117114&notif_id=1583056095996407&notif_t=group_activity

*

Sopra le barche

Anche oggi dalle mani digiune sgorgano canzoni.
Le canzoni abbracciano gli scogli. Diventano alghe, escrementi.

Sopra le barche gli uomini cantano. I canti sono onde, vanno a corpi di luce.
Sopra le barche si inventano i nuovi colori, nomi di stelle, confitti alle gole.

Quando piove si spande la nota delle canzoni blu.
Hanno occhi luccicanti. Hanno mani intrecciate alle sponde.

Quando piove, le canzoni con i piedi piccoli risalgono i colli delle madri, inventano un altro orizzonte.

Di quell’orizzonte si cibano beccacce.

Lungo le spiagge si raccolgono le ciglia invernali, si stendono i drappi, si torcono panni di voci esplose.

Ognuno ha un fiore da sotterrare senza colore né terra né nome.
Ognuno ha una luce da nascere.

La grazia è sospesa nel sangue.

*

Marcire tutte le cose viventi.
I semi non andranno perduti.

di Iole Toini, qui:
https://ioletoini.wordpress.com/2020/02/21/sopra-le-barche/

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Gioielli Rubati 80: Franco Bonvini – Jonathan Varani – Vincenzo Costantino – Biagina Danieli – Roberta Borgia – Luca Ormelli – Maurizio Manzo – Barbara Auzou.

E poi

E poi vuoi scrivere qualcosa di bello
che dica
“c’è un tesoro in ogni dove”
a immagini e parole.
Così giri il web
per cercare qualcosa di bello da mostrare
solo che trovi una maglietta rossa
sulla riva dove spiaggiano i giochi.
E niente,
sarà per un’ altra volta.

di Franco Bonvini, qui:
https://bonvinifranco.wordpress.com/2020/02/20/e-poi/

*

[versami da leggere]

I comandamenti delle mani
sudano l’ultima profezia

la notte si disseta dietro
le bende del giorno

scioglie gli sguardi
le poesie crudeli
il girotondo dei lunghi
addii -e tu, funambolo
tra cielo e terra
ubriachi l’ultimo atto impuro
prima del sorso:

versami da leggere, amore
qui
ora
e mai più.

© di Jonathan Varani 21.02.2020, qui:
https://tremoridinchiostro.wordpress.com/2020/02/21/versami-da-leggere/

*

FEMMIN GIN FUMO

Odore di femmina
Gin
Fumo
Sono dentro una poesia
Falsa come una banconota
Da due euro
Profumo di donna
Vino
Brace
E sono dentro una poesia
Falsa
Come la presunzione.
Aroma di caffè
Ed è poesia.

di Vincenzo Costantino, qui:
Una poesia di… VINCENZO COSTANTINO

*

A te

Sei la lenta malinconia al tramonto
Sei la solitaria nostalgia dei tempi passati
Sei il silenzio dei miei pensieri
Sei le parole taciute
Sei ovunque
come un soffio di vento
che accarezza le mie preoccupazioni
i mie occhi non ti vedono
ma il cuore si.

di Biagina Danieli, qui:
https://biadoit.wordpress.com/2020/02/26/a-te/

*

Liberate le strade dai poeti,
questi mentori mai estinti
che freddano gli inquieti.

Liberatevi dai versi
che annoiano i marciapiedi
perché questo avanzo

di segreti rimanga
solo. Non esiste intellettuale
che non stia a deriderci

mormorando noi di avvicinarci
ai medici. Non esiste ritratto
di donna

spogliato dai tarli,
purché non sia mistico
o miele per politici.

Tutto è quieto quando
dividiamo il rumore in pezzi
o una fabbrica di prole

stuzzica volgare.
Liberate la strada dai poeti,
perché io possa essere

martire, dando sostegno
alla madre che sospetto d’essere:
una lacrima del mio benessere.

LA CONDIZIONE ACERBA

di Roberta Borgia, qui:
https://www.facebook.com/roberta.borgia.98?__tn__=%2CdC-R-R&eid=ARAtCj7HmpjVp35fY7s62wlKE3kEVAhvYh6y5v-JwghP9mgrU4IWuHTetZVx1bzQ_5yhxNLoYU1cxNI-&hc_ref=ARQIP-PCpw8PxmiJivDorsbkwYiKJK_g4F9gyPgOxIuFKLCOjioht4sbRgRsmWBM0Js&fref=nf

*

Se mi buttassi giù dal tetto
di un palazzo dell’Arcella
sarei per questo più poeta?
Se me ne andassi a vivere
su una quercia e intrecciando
con i rami la mia barba mutilata
mi giocassi il futuro
tra farmaci e White Russian
mi chiamereste eroe della Resistenza?
Scrivere versi è noioso come suonare
jazz e inutile quanto leggere Cioran.
A un poeta non resta che questo:
prendere a calci nel culo
chi marcia per l’accoglienza.

di Luca Ormelli, qui:
https://perigeion.wordpress.com/2019/02/20/gangbang-luca-ormelli/

*

DODICI

Gli spazi slabbrati e profondi
le giostre periferiche
immerse in un cielo molle
nel ritardo del respiro

quando schizzano
i colori delle lampadine appese
stordite dal vento improvviso
scombinano il tono serale

ti attende precisa
l’amarezza della fine della giornata
che inizia a comprimere
ogni lato con asprezza

in alcuni angoli
ti soccorre il fango di piogge primaverili
il manto viola di fiori liberi
resoconto del giorno incerto

ogni evidenza s’incrosta
si fa appartenenza e non lascia
opportuna l’obiettività
nei percorsi si insinua il rumore

le intuizioni innocue
su cosa sembra attendersi
il resto della vita da te
sfumano le alterazioni

la complessa armonia
della polvere tra i colori
dove a spintonarsi ci si avvicina
senti che lei ha la pelle più liscia delle nuvole

quando si disfano i contorni
quello che rimane
è disteso tra delle strisce di luce
mischiato a della polpa di niente

tutto quello che ti circonda
di colpo si fa più grande
segnato da uno strano odore
che si allontana con mutevoli suoni.

di Maurizio Manzo, qui:
https://ilcollomozzo.wordpress.com/2020/02/26/dodici/

*

Orchidea Indifesa

Non c’è più linguaggio
Quali rivoluzioni
Dovrai stare zitto
In modo che nessuno creda
Che è un’altra frase
Nel blu opaco della vena
Che la bocca non osi
Ho visto grandi prati
Sognando privilegi aboliti
E luoghi intimi
Ma niente che possa essere paragonato
Al bambino goloso e dispiaciuto
Chi ha preso possesso
Del tuo aspetto ed è
Tanta seccatura d’amore
Sparsa per incontrarsi
Vero amore
Nella sua orchidea indifesa

di Barbara Auzou, qui:
https://lireditelle.wordpress.com/2020/02/27/orchidee-impuissante/

******************************************************************

Gioielli Rubati 79: Lucia Triolo – Giorgio Stella – Marco G. Maggi – Paolo Beretta – Barbara Auzou – Youleisi Cruz Lescano – Anna Maria Spalloni – Maria Allo.

I peccati

I peccati indossano calze
trasparenti e
parlano di freddo ai piedi
Credevo di averli raggiunti
agguantati per le caviglie
Sbagliavo
Mi ero imbattuta in gambe furiose
sui piedi di un’altra
in bilico tra falcate di peccati teneri
appena nati
incapaci di parole cocenti
I miei erano
senza più parole
a togliersi le calze roche
che indossavo ieri
mentre ti sposavi

mentre io
mentre
io

di Lucia Triolo, qui:

Poesie

*

I

Casca albino, casca sulla caratura di bronzo
Che la betoniera passa –
Altre luci altrove tra Nizza e Berlino
Vendono un litro di latte al costo di un tallero
Di prezzo di mercato in fiera e tutte
Le botteghe sbattute via dal vento,
tutte le locande in fumo compresa quella dell’orso

Dopo la notte il giorno dopo
il tribunale ti lascia decidere se uccidersi o ammazzare
ma le conchiglie tricolori a sonagli erano distribuite, bene,
tra il corso della storia e la vettura del nulla –
niente prosegue se tutto passa

Un ricamo organico un tempo di biglie e uova di pesce
poi i punti per raccogliere i buoni da rivenderli
come [ocre latino in lover…]
la facciata bianca pittata a viola di seme di coca-cola
quanto basta al regime del reame l’arca della sfinge

Alla medesima reciproca una vivanda è netta e moltiplicata –
Chi camminò sulle acque, sante, volò
le reti a picco nell’arco delle nevi –
tutti sapevano il niente di nessun miracolo
con la costola in spalla la sabbia come neve
della palla capovolta

Il concime era di rango fresco ma i guanti bucati
E la resistenza non poteva contenere la misura –
dietro le lapidi i pifferi dei vasi o il polpo
di china reso vetrina in specchio –
tronco di mura siderali
quante foglie il coccio?

Passa stridente la baita albina la [cocca-arancio] picchia della
Stufa di Bellezza come quando muove il sinistro
Persico all’avamposto spezzato
Nella legna della militanza incensa

Fuori peccato di siero si muove s p e z i a
Nella baita con la le castagne nelle
Foce del naso e le tette grosse
Con le macchinette al cuore che tra
Un secondo all’altro da questo mondo
L’altro accade sieropositivo alla pipa di costume

Non sono demoni hanno spacciato la colla
Di cocco per regno e suo teatro:
la scena l’aveva pittata una girandola
loco-stagione e perché? perché il collo
dell’utero è il glande della melissa –
uva, passa, passa uva che la frutta sbattuta
alla mensa del carnevale getta i semi
se li ha da dare agli oceani

di Giorgio Stella, qui:
https://rebstein.wordpress.com/2020/02/12/incantagione/

*

Una domenica uggiosa

Una domenica uggiosa
senza costrutto
dove nulla si mobilita
e sembra avere un senso

Al binario della stazione
un’anziana signora
bassa e tracagnotta
con una grande borsa
corre penosamente
verso il treno in attesa

Due ferrovieri mi sfiorano
parlando di campionati da vincere

non c’è null’altro da segnalare
nessun movimento ulteriore
prima del lunedì.

di Marco G. Maggi, qui:
https://mandolinom.wordpress.com/2020/02/09/una-domenica-uggiosa/

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Somewhere

Sei come la sabbia
sotto le ciglia austere dei palazzi.
Capita spesso a Parigi
per questo la amo.
E amo te
la tua assenza
le mie origini contadine.
So di poter tornare a casa
se voglio.
Fai in modo che questo non avvenga.

di Paolo Beretta, qui:
https://uncielovispodistelle.wordpress.com/2020/02/15/_somewhere/

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Sull’inguine dei precipizi

Nella nostra lotta classista e autonoma
Dove siamo uno, siamo il doppio
Per interpretare una lingua incerta
Palinsesto di sabbia per voce
Per gli occhi il solo problema
Di un giardino con i suoi passeri dell’estremo
E dire che avremo coltivato fiori
Sull’inguine riconoscente dei precipizi

di Barbara Auzou, qui:
https://lireditelle.wordpress.com/2020/02/17/a-laine-des-ravins/

*

SE L’AMORE È TUTTO NELLA VITA

Se l’amore è tutto nella vita,
vorrei conoscere la vita
sulla radice di una passeggiata,
nella cronaca che parla della morte
delle ali,
nel libro in bianco
dove cantano cose
con parole che non conosco,
nella chiave arrugginita che piange
nella mia serratura.
Se l’amore è tutto nella vita,
credo di avere una rivale temibile
perché non credo che sia possibile
che la vita sia tutto nell’amore.
Senza reciprocità il dolore
è un argomento di conversazioni
di quelli che cercano emozioni
in amori a senso unico.
Se l’ amore è tutto della vita,
io ho imparato tutto sulla vita
in un libro senza pagine, senza lettere
e senza nome…
Ho imparato tutto sulla vita
lasciando andare in voli i miei passeri
che non sono più tornati…
Vedo due ali che si allontanano.

di Yuleisi Cruz Lescano, qui:
SE L’AMORE È TUTTO NELLA VITA / Poema de Yuleisy Cruz Lezcano

*

Ho comprato un paio di scarpe con il tacco 12,
ma si sono scollate dopo due giorni
ho visto un film efferato
lui alla fine lo ammazza di botte sulla faccia
lui era molto bello e balbuziente
l’ammazzato per niente.
la vita è il frutto di una serie di implicazioni
forse non dovevo..
le scarpe con i tacchi non si addicono alle runners

di Anna Maria Spalloni, qui:
https://www.facebook.com/anna.spalloni?__tn__=%2Cd-b-R&eid=ARA4p5lOZbItlRMCxNbPNVapK4hXa2Zl8gsy_V4lC3O0YLko9IYU6Xwg6tim-1mLBtLC1Bu78W3wlIRI

*

Il Vento del Sud

Il vento del Sud ha l’assorta pazzia
e la compassione delle bestie
che infuriano nel bosco.
Si avventa sulle mie sillabe e sanguina
come la sorgente sotterranea
delle mie cento pelli.
Vedi, sul mare e nell’aria prosciuga
la terra e queste erbe sulle frane
hanno il fiato di fendenti consumati
sulle zolle del futuro.
In ogni fibra la ferocia
cresce in verticale
ma tra noi è dialogo pacato
più antico di un amore secolare

di Maria Allo, qui:
https://nugae11.wordpress.com/2020/02/13/il-vento-del-sud/

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Gioielli Rubati 78: Giulia Martini – Donatella Giancaspero – Silvana Dal Cero – Paolo Caianiello – Daniela Cerrato – mimi – Biagina Danieli – Enrico Marià.

Marta non m’ama ed io non l’amo. Pure
cosa rimane nella nostra vita
da quando disse – Tra di noi è finita –
è un’apocalisse con figure
michelangiolesche, botticelliane.

Le primavere botticelliane –
che sembra lei quella chiamata Flora –
potessi almeno rivederla ancora
al plenilunio, tra le ipecacuane.
Ma se la rivedessi, che direi?

Ma se la rivedessi, che direi?
È una domanda che mi faccio indarno
mentre attraverso i ponti sopra l’Arno
pieni di sampietrini e di cammei
d’onice incisa come Dio comanda.

Resto indecisa – come Dio comanda –
tra vivere e morire o continuare
a leggere e ripetere e amare
le mie abitudini di laureanda
in Letteratura contemporanea.

Ma Marta non mi è più contemporanea –
ormai declina a un lontano passato
la rondine il futuro trapassato –
curiosa ancora ma già estranea
come galassia in allontanamento.

Di quel tuo passo in allontanamento
non mi dimentico le calzature
Vans, e che va di moda la texture
sulle Dottor Martins – e non commento
il tuo seguire la moda e la morte.

Marta che muore della nostra morte
come una martire preraffaellita
e che mi disse – Tra di noi è finita –
usandomi una voce aspra e forte
quasi fosse una voce buona e giusta.

È veramente cosa buona e giusta
a queste vie simmetriche e deserte
rimettere le rime che ci ha inferte
la nostra ingiusta vita incombusta.
Pur Iulio suona ancora di lontano…

Marta non m’ama ed io non pure l’amo.

di Giulia Martini, qui:

Giulia Martini

*

Cinquantacinque

Una valigetta di legno – in dotazione nella Seconda guerra –.
La cassetta: lì dentro, quell’odore chimico.

Tra le cose smemorate, il biberon di vetro del Cinquantacinque.
In viaggio, da una periferia all’altra.

Alla presenza dell’onorevole in bianco e nero col pizzetto,
il cappellino di angora celeste, allacciato sotto il mento.

Riceve in adozione la bambola già adulta, mentre le poltroncine
di velluto rosso si slacciano nel vapore caldo della platea.

Dietro una quinta armata, fa il palo un vento di tramontana.
A ogni raffica, il sussulto del tempo.

Oltre cinquant’anni dopo, nella penombra di un’illusione, l’imputato,
assolto con formula piena, ruba ventisette mesi e un giorno.

Tenta il furto degli anni a venire, sventato per strada
dal numero cinque, nelle prime ore pomeridiane di ottobre.

© Donatella Giancaspero 2020, qui:
https://www.facebook.com/donatella.giancaspero?__tn__=%2CdC-R-R&eid=ARBBXkOuTSV6xteafUwsyF46gid9T5x-3k0Rc7DH3f8VEhqeXxkoUwE5s25GF63y9vh9lX75W5AOB0gr&hc_ref=ARS9kT6-ZTrrrYRPbvb8LnxdPZW9F7opODEabitzWYCortDEJ-SFtcVgR-NWhHXU_lM&fref=nf

*

Per frammenti

Per frammenti vivo
il multiprisma davanti a me
son io
cerco per frammenti la sua unità
…..
solo l’amore ricompone
l’unico essere
per frammenti
….
non ha un solo volto
un solo linguaggio
tentativi faccio
….
domani
nel solstizio
io rinasco.

di Silvana Dal Cero, qui:
Per frammenti

*

80 parole

Le tue scarpette rosse intrise di sabbia innamorano i gabbiani.
I capelli sono vele in viaggio
verso oriente e l’alma del tuo mare in tempesta m’ubriaca la vita.

Il faro non ama la quiete
e oggi c’appartiene la sua luce.
Amami qui, nel vento, e tutti i pesci dei mari domani parleranno di noi.

Amami nell’irrequieto cielo prima che possa rubarti l’azzurro degli occhi.
Amami adesso, ora.

di Paolo Caianiello, qui:
https://paolocaianiello.wordpress.com/2020/02/10/80-parole/

*

L’attimo

Il detto e il fatto sono un oltre d’intenzione,
un bacio dato è soavità immensa già uscita
dalla sfera di un desiderio abbacinante.
Vuoi mettere l’istante in cui si forma
il desiderio di avvicinarsi al labbro amato
e senza sfiorarlo respirare il respirato,
quell’attimo di ebbrezza in sospensione
in cui si attende l’unione dei silenzi?
Così medesimo è quel t’amo ancor non detto
che solo il cuore sa quant’è perfetto.

di Daniela Cerrato, qui:
https://ilmondodibabajaga.wordpress.com/2020/02/10/lattimo/

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M’insegue un presagio

M’insegue un presagio
cammina
(nel sole)
dietro di me

e poi da dietro un angolo talvolta
come uno sguardo intravisto
s’affaccia

e poi di fronte
arriva d’improvviso
come il profumo portato da un alito di vento
(sorrido).

di mimi, qui:
M’insegue un presagio

*

Che non ragiona
ma solamente vuole
l’amore abbandono
l’algebra del corpo accanito.

di Enrico Marià, qui
https://www.facebook.com/EnricoMaria2?__tn__=%2Cd-%5D-h-R&eid=ARDMNBtLxj3L9dI1Ac9EUdy1Sa58PnfHT0R3xeGNXigzMF6eine-V61q9j4Y2KiZ6k6C1CfLYeoh7F-E

*

Strafottuto amore

uno strafottuto amore
uno di quelli che ti strappa le budella
che uccide

uno strafottuto amore
che non hai scelta
che puzza di carne
e di sudore

di notti insonni passate a darsi
con fatica e sacrificio
per poi ricominciare
fino all’infinito
senza dire basta mai

uno strafottuto amore
che scortica l’anima
di giorni lunghi
senza respiro
nell’attesa di riprendersi
e ritrovare la felicità

uno strafottuto amore
che ti svegli la mattina
e hai voglia di vivere

di Biagina Danieli, qui:
https://biadoit.wordpress.com/2020/02/13/strafottuto-amore/

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Gioielli Rubati 77: Matteo “Roskaccio” Rusconi – Mariangela Ruggiu – Giovanni Baldaccini – Gianluca D’Andrea – Filippo Fenara – Chiara Marinoni – Elisa Falciori – Nadia Alberici.

BRUFOLI

Indossiamo una tuta blu,
una maglia rosa in estate
e una felpa rossa in inverno,
tutto cortesemente sponsorizzato
dall’azienda.
A guardarci bene
con questo rosso di ordinanza
sembriamo globuli del sangue,
il sangue della ditta.
Sembriamo dita schiacciate
dalla mazza di ferro,
palmi lacerati da trucioli che scottano,
occhi gonfi di ore di lavoro.
Indossiamo il marchio del contratto
come vacche al pascolo
come porci al macello
e siamo rossi come brufoli,
come il succo di mirtillo
che a colazione mi bevo.

di Matteo Rusconi, qui:
BRUFOLI

*

sento il mio corpo ritirarsi
e il mio spazio farsi stretto

così le parole trattenute nella bocca
rinunciano al suono, ci parliamo solo
con le intenzioni; il tempo si chiude
in una bolla di silenzio, amami
come se fossi niente, ma bellezza

respira il mio respiro, aria che abbiamo
purificato dal male, l’uomo ancora deve
schiudersi, e comporsi dopo mille mute

tutto il male deve svolgersi, condizione
indispensabile alla scelta, ma ripudio
il dolore del parto, mi sei nato ridendo

di Mariangela Ruggiu, qui:
https://www.facebook.com/mariangela.ruggiu?__tn__=%2CdlC-R-R&eid=ARAawXVNC_9rCYBOPLtsaWwvkAKdTPRLsb8TJeyv1gupqV6xKyD3M-hH7v5_REu9k0HC18QxeqDsyJeb&hc_ref=ARTBO4JiUup-u9dG9i9yNBl2k8_Ki8H6yV4Ae5l7fHowLFxhHgdPvIZOyv_tGQfD0LE

*

ovvero la follia

Ho pacchi di coriandoli a difesa
sono piccolo
cambio colore
muto
la personalità con le stagioni
ma privo di antefatti
non mi ricordo dove sono nato
io vengo dal silenzio e ad esso torno
e a volte sono solo un precipizio
dove immagino cose che non sanno
nulla di me e divengo
una mancanza dalla differenza
tra le forme che immagino e i distanti
versi animali
quando la notte a volte mi dipinge
e sento la pietà di diventare
mondo.

di Giovanni Baldaccini, qui:
https://scrivereperimmagini.wordpress.com/2020/01/29/ovvero-la-follia/

*

Trasfigurazione

Un tremolio di troppa luce tutto
rende vago, ma la vita è completa
se abbraccia gli spettri, se la speranza
è una ghirlanda notturna di semi.

Nei giorni lunari i muri agonizzano,
le pietre cadono, restare sospesi
è difficile. Cosa dovrebbe esserci
di sacro sul dirupo sciolta l’illusione?

Alcune raffiche decompongono i muri
che sputano veleno da un cantuccio
del deserto. Splendori e requie del vento
s’impongono fiammeggiando nella notte bianca.

di Gianluca D’Andrea, qui:
https://rebstein.wordpress.com/2020/02/02/riflessi-sette-inediti-di-gianluca-dandrea/#more-99758

*

Finta, Doppiopasso, Rabona

Io e il gatto
Abbiamo pernottato
Dentro una lattina
In attesa
Di partire
Per Düsseldorf
E presenziare
Al concerto da camera
Di Alfredo con gli Slayer:
Malgrado l’indigestione
Di rotelle di liquerizia
Siamo presi nel mosh;
Dentro il golfo mistico
È un putiferio
Di strumenti dissonanti,
Torneremo acufenici,
Gonfi d’ecchimosi
Ed avidi di Rivotril.

di Filippo Fenara, qui:

Finta, Doppiopasso, Rabona

*

Ho un nuovo cappotto

Avevo un nuovo cappotto
caldo e avvolgente.
L’ho portato in giro, entusiasta
dei mie sogni
gonna ampia, carta da zucchero
forse volevo così il colore degli occhi.
Colletto all’inglese e bottoni grandi
amavo la martingala dietro
mi dava sicurezza.
Passando leggera, ad ogni vetrina
uno sguardo al muto impaziente
della vita domani.
Ho un nuovo cappotto
poca pazienza, non ha bottoni
lunga cerniera e un grande collo
nero come l’umore all’ultimo passo.
Nonostante tutto il nero mi sfina
e poi non è l’abito che fa il monaco.
Posso colorare d’azzurro ogni sorriso
e qui sta il bello!
Passando leggera, ad ogni vetrina
uno sguardo muto, sereno
alla vita.

di Chiara Marinoni, qui:
https://chiaramarinoni.wordpress.com/2020/02/01/ho-un-nuovo-cappotto/

*

Il tiratore d’arco

Il tiratore d’arco mi voltò le spalle
così accesi il freddo con legna piccola.
Il ceppo grande ormai consumato
produsse braci annerite
il fumo avvolse le ultime frasi
tossicchiate tra un rimpianto
e il futuro, custode di grazia
di forme informi
dall’alone verdastro.

di Elisa Falciori, qui:
https://elisafalciori.wordpress.com/2020/02/04/il-tiratore-darco/

*

NECESSARIO

Poi è andata così
Che il pomeriggio si prospettava
luogo inespresso. desiderio

Necessario scolpire il tempo
nel mentre e con l’idea di nominare

addensata. Inevitabile. Forma.
il gesto, lo strumento la violenza

un sottile dentro. impalpabile
Alla fine la burrasca

alla fine il colore sul foglio
con sgarbo. L’inquietudine

spalmata
la forza il succedersi il sovrapporsi
secco.

di Nadia Alberici, qui:
https://sibillla5.wordpress.com/2020/02/06/necessario/

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