Gioielli Rubati 202: Biagina Danieli – Barbara Auzou – Bruno Di Pietro – Paolo Castronuovo – Isabel De Santis – Marina Pizzi – Fabio Ottolini – Silvana Dal Cero.

Aumentare il contrasto
.

raccogliere il sacrificio
in un sudario nero.

aumentare il contrasto

vincendo tagli di voci corrotte
e ferite aperte dai giorni.

seguire le linee delle impronte

il nero è un elemento
fisico. potente e affamato.

sputare bianco

perché la vita è bianca
e lascia tracce bianche.

.
di Biagina Danieli, qui:
https://biadoit.wordpress.com/2022/06/17/aumentare-il-contrasto/
.
*
.
Cinquantasettesima lettera per te (con foto del giardino)
.

il giorno scivola silenzioso indifferente alla cronaca del sole ancora in stampa mentre nella negazione del verde volano via uccelli altamente infiammabili

ti sto scrivendo

presa da una deliziosa pigrizia, acclimato le mie resistenze

e vado così lenta nel giardino che i miei passi camminano davanti a me

So di essere molto più ascoltata di quanto ascolto

la menta sul fianco colonizza il fondo di note piccanti con l’allure canaglia di un’attrice tragica

Aggiungo fiori all’estate della nostra resistenza

una porzione di terra rossa come un’incudine cerca dentro di noi i suoi polmoni o è l’impazienza di un’oasi

puoi facilmente immaginare quanto sia immediata l’ustione

ma il patio rimane intimo

Faccio scivolare la tua mano di rosmarino nella mia mano del silenzio

Ora so che il tempo ha volume

.
di Barbara Auzou, qui:
https://lireditelle.wordpress.com/2022/06/19/cinquante-septieme-lettre-pour-toi-avec-photo-du-jardin/
.
*
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il mare di notte
confonde i pensieri
inghiotte cielo e terra
confonde le rotte
i confini delle cose
di tutte le cose
che non tornano
.
di Bruno di Pietro, qui:
https://www.facebook.com/bruno.pietro.92
.
*
.
stanza n. 5
,

la mia bocca non voleva

che abbeverarsi a quella sorgente d’infatuazione
osare alla poppata pur sapendo di violare
un confine nullo diramato nel mio corpo

l’assaggio del tuo sapore
invogliava i bocconi
ti adirava ma non fuggivi

godevi nel vedermi godere
per poi sminuire la circostanza
come un gesto di amicizia

.
di Paolo Castronuovo, qui:
https://poetarumsilva.com/2022/06/18/la-croce-versa-paolo-castronuovo/
.
*
.
Caronte
.
Morbido e acuto
dolce e inquieto
cosi questo mio corpo
mi trasporta attraverso campi
di rose spezzate.
.
“Lasciati mangiare”
pronuncia piano la mia mente
ogni volta che l’uomo crudo
dal cuore
di carne vera
genuflette le mie ossa
perchè il morso
io so
può salvarmi da me stessa.
.
Ahimè
quel lieve disincanto
di chi vorrebbe berti
dalle sole punte delle sue dita
mi ri-consegna
agli artigli
delle mie sillabe rotte.
.
E cosi
tra lacrime e carne
io torno obbediente
a nutrire il drago con il nulla.
.
di Isabel De Santis, qui:
https://battesimaleferita.wordpress.com/2022/06/19/caronte/
.
*
.
Sul fronte delle ultime disgrazie
la tanica ardente del bacio d’addio
per l’esecuzione in zona di precipizio.
I nazi e i fasci hanno trucidato milioni
dentro le lacrime che ancora scorrono
rovistano le unghie dei martiri.
Decine di libri non letti
decidono le polveri dei morti
gli scudi di angeli impotenti.
Declina la fionda del dato tratto
dove le libellule del sogno
descrivono verdetti in piena regola.
L’estivo verano spagnolo
ventura la rondine madre
vocali di lavagna, scòla la felicità.
.
di Marina Pizzi, qui:
https://www.facebook.com/marpizzi
.
*
.
Silenzi
.
Nel silenzio non ci sono verità o menzogne.
È tutto soggettivo, supponente,
E forse è per questo che fa più male.
In silenzio, tutto si adatta.
Tutto è e non è
In un batter d’occhio,
Nei ricordi che mancano
Di qualche tipo di senso o spiegazione.
Il silenzio è stanco
il silenzio fa male,
Il silenzio è assordante,
Anche se questo non è il tuo obiettivo.
Peggio di così è quello che so
Che le risposte che cerco
Sono in questi silenzi
E dentro questi silenzi
Sono io.
.
di Fabio Ottolini, qui:
https://agorababou.com/2022/06/19/silencios/
.
*
.
Tra petali rosa di melo
.
Si è rivelato nell’alba del giorno nuovo
tra rosa petali di melo
un fiore immenso snaturava
l’albero proibito.
Aveva maturato su di sé
in sé
il fiore del male
vivo occhieggiava
voce suadente usciva dalla corolla ingannatrice.
Era primavera
e già profumava di morte.
.
di Silvana Dal Cero, qui:

Tra petali rosa di melo

.

*****

Gioielli Rubati 201: SaphilopeS/Jonathan Varani – Whale – Yves Bergeret – Massimo Botturi – Marina Raccanelli – Frida La Loka – elettasenso – Alessandra Marcotti.

Costola mancante
.

A te appartiene la mia
nudità ossea
la spina dorsale.
Puoi bermi di notte in un
calice di sussurri rossi
nel gelo della luna
nelle cicatrici che scrive
la tua bocca
Non sorgerà mai giorno
nella nostra danza oscura
Il tempo capirà che siamo
la costola mancante.

Scrivo nell’inchiostro
sdraiata sul tuo respiro
divido in sette la notte
le mezze ombre
lambiscono la riva, la corda
del tempo in una festa di
ossa, in una rosa di spine
rosse
Ti trovo con le dita,
siamo granelli di sabbia
che scivolano come sussurri
di una solitudine
in due.

di Saphilopes /Jonathan Varani, qui:

https://sapholipes.home.blog/2022/06/08/costola-mancante/
.
*
.
Balli nuda,
Lontano da attacchi di panico.
La mente sgombra
Di quel trasloco di pensieri.
Cerco verità
Nei sapori
D’esistenza;
Le tue labbra, le tue cosce,
Ci bagna la pelle
Questo vibrare sudore
In un letto fatto di piume
E radici.
.
Sbattiamo le ali,
Ma alla fine,
Rimaniamo ancorati.
Piume e radici.
.
di Whale, qui:
https://scrittoredislessico.wordpress.com/2022/06/09/pt-59/
.
*
.
Il Rondone
.

Sbuco da una cima ancora intatta
in anticipo sul corso delle cose.
Più veloce del moto di un pianeta
volo verso di te.

All’ombra delle mie ali tu sei nato.
Con la falce del mio volo
ti ho intagliato nel caos,
uomo indomabile
in perenne ascolto.

Tu, uomo, ed io, il nero rondone,
scaviamo il minerale del pensiero,
andiamo ad accogliere
dove nessuna casa brucia.

.
di Yves Bergeret, versione di Francesco Marotta, qui:
https://rebstein.wordpress.com/2022/06/03/il-rondone/
.
*
.
Pepite
.
Lascia che vada in malora l’allunaggio
la calza bianca nel sandaletto
e la forcina;
e il pettinino d’osso infilato nel taschino.
Ho avuto mattinate migliori, inebrianti
dopo la gioventù benedetta
ed ho imparato,
che mentre ci si inventa l’amore
è bello dire, versare le parole
del mondo osceno, piene, e liquide
all’orecchio tuo libero a farfalla.
L’ingegneria del fuoco ha creato nuvoloni
fumaglie provenienti da terra
e poi dissolte.
La scienza dei tuoi fianchi
m’ha estratto l’oro in bocca
parole fatte semi e granaglie
per entrare, gentile come un ramo di pesco
quando è sera, tra l’ombra
e le fessure di calce, alla tua casa.
.
di Massimo Botturi, qui:
https://massimobotturi.wordpress.com/2022/06/12/pepite/
.
*
.
Alfa ed Omega
.

Somshak Hanumas

Non canto più – capitolo chiuso.

Fine delle emozioni a onda
e dei cuori all’unisono –
la mia clessidra è capovolta
non più
arcobaleno di sabbia
ma nebbia e cenere

troppo a lungo
è stato uniforme il tempo
e lo spazio stretto –
il mondo, roso dal virus,
ora esplode

non canto più – ora è tempo
della voce intima: scorre e vive
dietro il suono
dentro le parole non dette
nella caverna dell’anima –
alfa ed omega di un suono eterno:
siamo usciti e ritorneremo
nella sua liquida sfera

.
di Marina Raccanelli, qui:
https://poesiedimarina.wordpress.com/2022/05/14/alfa-ed-omega/
.
*
.
Sognami
.
Sogna; io sogno ad occhi aperti che mi sogni.
Sogna, ad occhi chiusi, mentre il sipario cala fragile, delicatamente.
Non sognarmi; in condizioni impossibili, astratte o surreali, dove il contesto è un dipinto di Dalí.
.
Il forziere onirico potrà essere pieno, ma mai saranno reali, basta deciderlo, decidersi…
Carne e ossa sono cosa ben diversa, sogni…?
 .
Schierarsi mai fu cosa semplice, peggio ancora quando di anima e corpo, si parla.
.
Centauro, guaritore ferito, le pulsazioni animalesche lottano con la saggezza della mente del uomo.
. 
Tua.
.
di Frida La Loka, qui:
https://fridalaloka.com/2022/06/14/sognami/
.
*
.
Alucce
.
Le comparse agitavano
le fragili alucce teatrali
nei fantomatici ingranaggi del giorno.
Sollevavano
un infinito
scarlatto interiore
nella nera dissolvenza del fondo.
Una malevola perplessità:
come
raschiante rumore.
.
di elettasenso, qui:
https://inchiostroneroweb.com/2022/06/08/alucce/
.
*
.
Stai qui
.

Resto qui.
Resto perché ne ho voglia.
Resto anche perché me lo hai chiesto.
Resto perché ne ho bisogno.
Resto… perché non dovrei?

Si cerca di restare sempre dove si sta bene e dove ci si senta speciali.
Si resta attaccati al passato, agli oggetti, alle persone che aiutano il cuore ad essere sempre un po’ più felice.

Si resta dove c’è un poco di odore di casa.

Resto accanto.

E allora sì, te lo chiedo.
Stai accanto a me.
Stai dove stai bene.
Stai qui, il tuo posto è vicino alla mia sedia.
Il tuo posto è tuo.

Stai qui perché vicini stiamo bene.
Stai qui a confondere il tuo odore con il mio.
Stai. Resta.
Sto. Resto.

.
di Alessandra Marcotti, qui:
https://alemarcotti.wordpress.com/2022/06/18/stai-qui/
.
********

Gioielli Rubati 200: Rita Bonetti – Marco G. Maggi – Paolo Pera – Stràtos Kossiòris – Isabel De Santis – Nadia Alberici – Claudio Zattera – Manuel Calderon.

Il Crepuscolo
.
Il crepuscolo profuma della tua assenza
il cesto di pesche macchiate
sulla tovaglia cerata
nicchia di dita appiccicate
.
Il vento troppo caldo
che sbocciava i fiori nel campo
e la nostra vita lenta
.
Questi petali secchi
si mischiano alla terra
nell’aria
è un sapore combusto
.
C’è l’ombra dove ti bevevo
e qualcosa diveniva altro
.
Come fanno queste cose a scomparire?
Restano i versi
come ancore
che mi legano alle spine
.
di Rita Bonetti da “D’amore e di altre storie” 2022 Bertoni Editore, qui:
https://www.facebook.com/ritu.ritabu
.
*
.
Nel profumo delle zagare in fiore
.

Sigari ricoperti al gusto di cioccolata
Il bicchiere della staffa colmo di rum
quando il mio sguardo e il tuo amore
veleggiavano sulla tua Palermo lontana
che sentivi come una madre ritrovata
dopo aver tanto vagato per il mondo.

Vedi, Gianni, io non riesco a essere zen
proprio non posso e non capivo
il tuo invito a prendere la vita così:
nato già con il cuore gonfio e pesante
con un groppo che ora mi va in gola
pensando a te, alla tua grandezza interiore

Però quel sogno di Sicilia lo intuivo
crederlo insieme appariva così dolce
il tuo racconto del chiasso e della gente
appresso ai banchi del mercato di Ballarò
e già mi vedevo ormai sciolto nell’ebrezza
di un vento ospitale di meridione.

Ma adesso, caro amico, grido e imploro
la tua terra che ti accolga come si
ricevono i re o gli imperatori, nel profumo
delle zagare in fiore brilli ancora una volta
il sole sui tuoi occhi normanni e sul tuo viso
in questo mese crudele e ingannatore.

.
di Marco G. Maggi, qui:
https://marcogmaggi1.wordpress.com/2022/04/20/nel-profumo-delle-zagare-in-fiore/
.
*
.
Una vita fra le nevrosi passo,
E cosa mi potrà salvare, dimmi?
L’amore? La beltà? L’intellettuale
Contemplazione del divino, della
Cosmica, indefinita armonia
Che all’Uomo non si palesa tranne
Quand’è già fuori dalla percezione
Del tremendo che lo circonda (quanto
Gli porta quella maligna paura
Di morire e mai più mai ritornare
In un Uno che tutto quanto pare)?
Questa la difficoltà d’esistere,
D’agire, di viaggiare, ma un giorno
Del panico ci potremmo pentire.
.
di Paolo Pera, qui:
https://www.facebook.com/paolo.pera.71
.
*
.
Il rosario

M’era capitata per caso un puttana
sui cinquanta
in un bordello fuori mano
messa bene per la sua età
pure se con addosso parecchi chilometri
e un sorriso stanco.
Il nostro rapporto fu pieno di tenerezza
e mi sorprese
il suo darsi quasi per intero.
Solo dopo capii, quando vidi
il rosario che portava al polso.

.
di Stràtos Kossiòris, traduzione di Massimilano Damaggio, qui:
https://rebstein.wordpress.com/2022/05/08/3-di-stratos-kossioris/
.
*
.
Di Pelle o Ombre
.
Qui
oltre il confine
degli istinti rabbiosi
cade il sangue
bagnando
tutto ciò
che potrei esser stata
ma mai fui.
.
Qui
puoi udire il silenzio dei lupi
e il tormento
che si ribella fra le costole.
.
Proprio qui,
nello stagno dei miei occhi neri
si genuflette un angelo
che bastonato
ruggisce
dinanzi ai denti bianchi
dell’inquietudine.
.
E’ qui
sopra le nocche insanguinate
che potrai leggere
delle notti, dei draghi e delle puttane
che hanno messo a guinzaglio
la mia carne.
.
di Isabel De Santis, qui:
https://battesimaleferita.wordpress.com/2022/06/06/di-pelle-o-ombre/
.
*
.
Lasciti
.
Alberi infantili sono pronunce d’equiseto.
E grappoli a punte verso l’alto
lungo il muro uno scolo di luce ramificata
incerta origine il disegno nell’incerto odore di piogge sulle polveri
.
Stupore grigio sotto ai piedi callosi impronte in corsa nei cortili quando eravamo alberi ben accreditati dalla terra e accoccolati sotto al muro dell’orto assolato in vivisezione di petali e grossi gigli immacolati
.
lascito in un lampeggiare di memorie evaporate innaturali
Quando sosta il tempo senza avvertirti
Dirimpetto e subliminale
un lacerto illustrato sulla fronte e tutto gioca rincorrendoti e rubandoti alle viscere
Ma sei qui nella parola “adesso” con una verità nella lontananza
.
di Nadia Alberici, qui:
https://sibillla5.wordpress.com/2022/06/05/lasciti/
.
*
.
A Ovest
.
A ovest il tramonto s’accende, oltre
i pensieri sul filo ombre in partenza.
E tu sei: cresta, bagliore, l’inizio
di questa mai appartenuta vita
avuta sullo slancio dell’ipotesi
che ci fosse una scelta sul come essere.
.
La dico fino in fondo: credo sia
il corpo attuale più inadatto a fare
poesia, infatti subisco, lo utilizzo
pagando pegno al costo dei difetti
ben numerosi, più dei sensi, cinque,
a me concessi per scoprirti mia.
.
di Claudio M. Zattera, qui:
https://www.facebook.com/claudio.zattera.1
.
*
.
Ricordi
.

C’è un’oasi di pace e tranquillità
che attraversa un altro tempo
un respiro di memoria
Il mio essere svanisce dentro me
cercando in una chiave personale e intima
i momenti luminosi della giovinezza.
Un flusso energico di immagini
lascia una cicatrice permanente
dove ostinati i ricordi dimorano
racchiusi in una goccia di rugiada
Per mancanza di esperienza, l’amore
si accendeva e si spegneva come una lucciola.
L’adrenalina si aggrappava ai desideri
vedendo l’inizio dei seni sdraiati sugli occhi
o un sogno con le mani sulle cosce
Con tanti errori e possibili successi
viviamo in quell’enorme mosaico
senza distanza tra realtà e finzione
Non potresti soffrire senza essere innamorato
e svegliare il mondo addormentato
lasciando gli amori perduti irrisolti
Sappiamo che il passato non torna
ma la sua voce mi sostiene quando sento vuoto
La gravità ci chiama con i piedi per terra.
Se volo con la mia poesia, non cadrò,
sono ben posizionato nell’universo.

.
di Manuel Calderon, qui:
https://macalderblog.wordpress.com/2022/05/31/recuerdos-2/
.
****

Gioielli Rubati 199: Lucia Triolo – Amilga Quasino – Isabelle Daude – Monica Santi – Raffaele Ferrari – Paolo Perlini – Maria Grazia Galatà – Franco Bonvini.

Ursprüng
.

Non ho mai saputo dare nome alle cose
di ogni identità ho imparato
a fare a meno

maschere nomi immagini corpi
ho lasciato divorarsi l’un l’altro

e il telefono che non suona
dentro la mano

Nel punto in cui dritto e rovescio si con-fondevano
-girandola che sprizza e mi resiste
non ho mai saputo pensare
un al di là e un al di qua
e impugnare gli estremi
per riunire o separare

eppure ho conosciuto albe e tramonti
e il nulla che mi rida’ una piccola porzione
del dormire

.
di Lucia Triolo, qui:
https://poesiesemiserie.wordpress.com/2022/05/27/ursprung/
.
*
.
Il sole non è al suo posto giusto stasera
è stato spostato e cala a nord-est
è una palla arancione immensa
immersa in una nebbia intensa d’arancio improvviso
che fin poco prima era grigione
e non ci sono più le montagne di dietro
dove di solito si va a coricare.
.
Di fronte alla strada nelle nuvole bulbose
spaccano il cielo come crepe giganti
i lampi ora bianchi e ora viola.
.
Mentre i tuoni fanno colonne sonore in quel forno
i cespugli delle ginestre a mazzi sbiadiscono curve
per via dell’infarto causato
da quel colore acceso di inferno.
Non sogno.
.
di Amilga Quasino, qui:
https://www.facebook.com/amilga.quasino
.
*
.
Il pane, la mela e le poesie #11 (Le pain, la pomme et le poemes #11)
.
Scivola nell’ebbrezza delle labbra tra respiro accorciato e prolungamento del desiderio è l’onda di marea che prevale e porta la sua voce esplosiva sempre più lontano nello splendore di un sole a gola piena
.
quelli scivolano dentro un’altra fame divorati dai morsi di un sole implacabile corrosi in pieno giorno dal rosso di un raggio che punta dritto al cuore nessuno si muove più
.
questo lì, qui e ora, scivola verso l’affanno del dopo, il sole si lascia assaporare e forma ombre quasi visibili
.
l’azzurro nell’anima sprigiona gli ultimi sospiri
.
di Isabelle Daude, qui:
https://courirecrireetcrier.wordpress.com/2022/05/27/le-pain-la-pomme-et-les-poemes-11/
.
*
.
uso utile del maltempo
.

Un provvidenziale clima avverso.
Star dentro,
qualcosa che abbraccia.
Sicuro luogo; colori nuovi per oggetti
che hanno molto viaggiato per giungere.
I timbri a cera.
Un bicchiere e il suo contenuto ambrato. Vento.
Le parole misurate di poetesse essenziali,
felpate pagine.
Porta scossa da bordate.
Raccoglimento di quel genere
che genera chiarezza.
Non lì per amore eri, ma per la crescita.
Mentre impazzano nubi la luce varia lesta
Si rimescola ciò che gira nella testa.
Una chiusa d’occhi
per non perdere quel che spetta agli altri sensi
la loro parte di tempesta:
lì lame d’aria negli spifferi,
là scrocchi dolenti di rametti
altri particolari. Muse.
Con cui usare utilmente il maltempo
loro ripetibili e presenti compagne
per chi aspira intuirsi.
La cattura di un refolo che sa di neve
candida seriamente.

.
di Monica Santi, qui
https://monikasanti.wordpress.com/2022/05/28/uso-utile-del-maltempo/
.
*
.
Stamane
una gatta nera
pretendeva carezze o ne portava?
a maggio la via
dà forme alla notte
e fiorisce l’attesa
torneranno estati ed autunni
ormai nel ciclo delle migrazioni
in una bava di nebbia
ci consegneremo confusi
metterà ancora le vibrisse alla porta
e volerà dai fili la gatta occhidoro ?
.
di Raffaele Ferrari, qui:
https://www.facebook.com/raffaele.ferrari1
.
*
.
Per il resto
.
C’è nel borgo in cui risiedo
una donna di quaranta anni
meno uno e qualche mese.
Fuma e conosce le parolacce,
tiene un cane al guinzaglio
ma le sfuggono le bestemmie.
È piccola e senza seno,
ha le braccia e i polsi,
le gambe e le caviglie,
forse anche il petto tatuati.
Saluta due volte ogni sei mesi,
con gli occhi nei giorni dispari,
con un sorriso in quelli pari.
E per il resto è bellissima.
,
di Paolo Perilini, qui:
https://panirlipe.wordpress.com/2022/05/17/per-il-resto/
.
*
,
la libertà costruita – le mille prigioni
quante volte questo lungo pontile
ha toccato un verso d’amore?
c’è una luce
violenta e strana
in quest’oceano che avanza
.
[da Khamsin (frammenti di scrittura) Saya Edizioni 2021]
.
di Maria Grazia Galatà, qui:
https://www.facebook.com/mariagrazia.galata
.
*
.
L’abito di seta rossa
.
L’abito in seta rossa e l’intimo ben riposto sopra il prato
la donna nuda non si vede e l’abito è l’unico indizio di quel che è stato
forse è tra i cespugli al fiume a far l’amore
forse su una spiaggia al mare
e non è il solito nudo bello da vedere.
Ma l’abito non è proprio da scampagnata
e allora la donna chissà da chi o con chi è fuggita
ognuno poi la pensi come vuole
a me piace pensarla dietro ai cespugli a far l’amore.
.
di Franco Bonvini, qui:
https://bonvinifranco.wordpress.com/2022/05/29/labito-di-seta-rossa/
.
***************

Gioielli Rubati 197: Grazia Procino – Jonathan Varani – Rosario “sarino” Bocchino – Gary J. Steele – Giorgia Meriggi – Grazia Denaro – Paolo Chinca – Filipa Moreira Da Cruz.

Mi affanno eppure
è dall’altra parte del mondo che sta
la mia casa
sta il ruscello dove scorre
il fazzoletto che annoda
il tempo
sta la rana che gracida
quando cala il sole
sta la tua fronte che si appoggia alla mia.
.
di Grazia Procino, qui:
.https://www.facebook.com/grazia.procino.3
.
*
.
[Florilegio 7.0].

Prima persona singolare

Sono di me un lungo addio
un passo che lacera, l’altro
che rammenda.

***

Aggiungo un posto in petto
se  la parola tace. declinare
il tempo è un virile bastarsi

***

Sono il nodo di un nido che
torna dal suo uccellino dove
un artiglio lacera l’uovo ogni
giorno.

***

Non accendo più la luce.
apro il mio quaderno: l’inchiostro
dissolve il debito del tempo

© Jonathan Varani 11.05.2022, qui:

https://tremoridinchiostro.wordpress.com/2022/05/11/florilegio-7-0/
.
*
.
Chiedimi
.
chiedimi dell’amore e di quella volta
che venne il mare intenso,
dell’emozione che si trova
in cima al mondo,
ma fallo lentamente, senza voce,
con un respiro che si avvicina alla notte
quando anche il tempo sarà dolce
per quel calore che mi tiene sveglio
e quella luce che si confonde
e lotta invano per un sogno,
quando dirò anch’io
che la vita è una lampada ad olio
e la strada l’inchiostro che se ne sta in fondo,
in fondo agli occhi di uno sguardo
proprio dove un miraggio
s’accende e svanisce
e un uomo impreciso si adatta a Dio

come fosse amore,
in quel cielo d’acqua che stanca
e in quell’eternità che s’invoca soltanto

.
di Rosario “sarino” Bocchino, qui:
https://rosariobocchino.wordpress.com/2022/05/06/chiedimi/
.
*
.

Diamante di roccia sabbia. (Sand rock diamond)
.

Così mi sono rivolto al numero otto
sei scivoloso in forma di infinito,
dormi bene, ti adatti abiti di seconda mano
hai intenzione di reagire o sei un Buddha
un Gesù un angelo una nutrice una maestra una madre
numero di vento o tentacoli
di segni sigilli simmetrie
di segreti in faccia.
.
di Gary J. Steele, qui:
https://steele646.wordpress.com/2022/05/12/sand-rock-diamond/
.
*
.
XVI
.
Per uscire dall’acqua
non serve una ragione sufficiente
un rasoio medievale non serve
per stabilire se conviene o meno
sostituire i polmoni alle branchie.
Perché cambiare forma
imparare a strisciare
volare, camminare
emettere suoni
rivestire la pelle di squame
far crescere un becco
una coda, le mani?
.
La Stella Assenzio è caduta sul mondo
ha avvelenato il mare
mi manca l’aria
ho fame.
.
di Giorgia Meriggi da La Logica dei sommersi (Marco Saya Edizioni, 2021), qui:
https://www.facebook.com/giorgia.meriggi
.
*
.
Notte
.
Che luna stanotte
amore mio,
inteneriti
sono gli angoli
delle strade.
.
Gl’innamorati
vanno a braccetto
attraverso i larghi
e profumati viali.
.
Ma questa notte
per me
ad ogni paracarro
è seduto il dolore.
Osservo il mare
abbastanza tranquillo,
anche la risacca
si muove appena.
.
Non scorgo
nessun orizzonte
di fronte a me.
Sdegnata notte,
dunque,
non passi mai?
.
di Grazia Denaro, qui:
https://graziadenaro.wordpress.com/2022/05/12/notte-2/?fbclid=IwAR06j9TBhRtCGWbllW0z7n7NqF0LbXiUWaN9Gp0U9N2H-delvJQJ_reDQ7A
.
*
.
Il tuo garbo nel dire ti odio
.
Affacciato al buio della finestra
un cuore esile
nei panni della mia anima
.
e il tuo garbo
nel dire con
un solo fiato
.
Tiodio…
.
I mesi sepolti
sotto la neve degli inganni
e poi lunghe
passeggiate notturne
a cercare di ritrovarsi
gli stessi
nei soliti cenni
.
Passo spesso dalla casa
di tua madre
sotto la finestra spenta…
La canzone alla radio dice…
..dimmi dove hai dormito la
notte scorsa…
a me basta vedere
dove non hai parcheggiato
.
Con te ho chiuso…chiuso per sempre!
.
E poi il cielo…
quello che guardavi
parlando di un figlio…
Stellato..
.
era estate
in vacanza
Lontano
molto lontano
da quest’insopportabile
assenza
.
di Paolo Chinca, qui:
https://www.facebook.com/profile.php?id=100009629223258
.
*
.
Superstizione (Superstição)
.

Ho un segreto
sotto chiave e serratura
dentro un cassetto senza fondo
salvato per sempre
sette giorni della settimana
sette colori dell’arcobaleno
sette note musicali
E che altro?

Non importa
La vita è un’incoerenza
ed è inutile
fare tempesta
in un bicchiere d’acqua
un giorno avremo tutto
e il giorno dopo
non abbiamo niente

Ho paura dei gatti neri
Non vado sotto le scale
evito il numero tredici
Non lascio che il diavolo li intrecci
A cosa?
Ai dubbi che pendono
dalle mie paure
Alle mie superstizioni.

.
di Filipa Moreira Da Cruz, qui:
https://demalinhapronta.wordpress.com/2022/05/12/supersticao-2/
.
*****************************

Gioielli Rubati 196: Daniela Patrian – Mariangela Ruggiu – Monica Santi – viaungarettidue – Rocco Brindisi – Angela Botta – Grazia Palmisano – Marina Pizzi.

Una rara emozione
.
Un’ emozione breve.
qualcosa che raramente si manifesta e si esprime;
in un istante,
le gambe scivolano via
verso quell’acqua cheta,
poi un abbaglio,
la luce povera del sole,
la luna le stelle
e quell’orizzonte che si staglia di rosso;
la stanchezza ci chiuderà nelle nostre conchiglie.
.
di Daniela Patrian, qui:
https://www.facebook.com/daniela.patrian
.
*
.
lei aveva provato a scavare
una grotta nella sabbia
.
insisteva il mare con le sue teorie
c’è il tempo della sabbia e della roccia
ma lei confondeva la pazienza
.
come se due silenzi facessero
una parola e una stanza chiusa
racchiudesse il viaggio
.
un giorno si alzò all’alba
sciolse il suo nome nel sapone
e lo fece scorrere sugli orologi
 
voleva che fosse incomprensibile
poesia degna di nota.       l’ultima
.
le mani erano già pulite
.
di Mariangela Ruggiu, qui:
https://www.facebook.com/mariangela.ruggiu
.
*
.
Un mondo inedito
.
Che rivelazione, così ridacchiando !
Arrivata la mattina nel
perfetto caldo arrotolo della coperta.
A bracciattorcigliate.
Mai avrei detto d’amare tanto il risaputo
e ciò che da tempo è noto
ri-cinguetta sui miei rami migliori
nell’alba d’autunno.
Si prospetta incanto;
metter giù piede dal letto
trattando il programma del giorno
così: prima la bellezza.
Si irradia dal semplice
tutto un modo inedito di far filosofia,
che non insegna più nessuno.
Aprendo la finestra guarda prima dentro
è già entrato uno stiletto di sole che infiora la parete.
.
di Monica Santi, qui:
https://monikasanti.wordpress.com/2020/12/09/un-modo-inedito/
.
*
.
è domenica
.
si sente piovere
sulle tettoie
e sulle grosse foglie a terra
un mese di maggio strano
ancora nascosto
ancora da decifrare,
il sapore di caffè sulle labbra
il primo aereo che decolla
le notizie
una guerra che non smette
un pensiero
all’amore lontano,
continua a dormire
è domenica.
.
di viaungarettidue, qui:
https://viaungarettidue.wordpress.com/2022/05/08/e-domenica/
.
*
.
Fosse comuni
.
Prima di sparare alla nuca, i soldati legano le mani
                             della madre con nastri di fortuna,
vedono il terrore di quelle mani:
lo porteranno in dono ai loro figli?
Prima di premere il grilletto, stringono con fascette
                               improvvisate le mani della ragazza
                               che l’altro giorno, l’altra, lenta eternità,
                               aveva riso facendo le scale di casa al tramonto.
Prima di ammazzare il padre, gli fanno segno di portarsi
                               le mani dietro la schiena;
soddisfatti che abbia capito,
le intrecciano,
si fanno passare una striscia bianca di plastica,
due nodi, gli esplodono un colpo in testa,
soldati delle lune di marzo, del sole di aprile,
scavano una fossa e vi gettano la Morte,
ricoprono capelli, gambe, respiri pietrificati, che furono amanti.
Più tardi, nelle case-cadavere, telefonano
                              alle mogli e chiedono: “Ti piacerebbe
                              un rossetto blu, uno stereo, un registratore,
                              un computer?”.
Dall’altro capo del filo, la donna fa mente locale e risponde.
.
di Rocco Brindisi, qui
https://rebstein.wordpress.com/2022/04/23/fosse-comuni-di-rocco-brindisi/
.
*
.
Sorella mia dagli occhi di giada,
fuori qualcosa ha scavato il mio sorriso.
Dentro la terra tu hai vita
e io non so più sorriderti ora.
Dio mi ha dimenticata
dentro la guerra più semplice,
nell’unica battaglia che nessuno conosce.
Di questo io vivo e solo tu ora
ne conosci il segreto.
.
di Angela Botta, qui:
https://www.facebook.com/angela.botta.146
.
*
.
Dove sarai domani?
.
Il rombo di una rabbia di ferro
e ruggine
si impiglia nelle ruote
di un carro
ferma la corsa in avanti
della morte
Passanti si spostano ai bordi
della via
e cantano mesti un inno di lode
al signore
di ogni giorno e di ogni evento
presente e futuro
Suonano a festa le campane
pace fatta
la guerra è finita una delle tante
per ora
Domani da qualche parte ne comincerà
un’altra
Calzini stesi bruciati
mollette di plastica fuse
pentole deformate da un cingolato
pareti divelte da una palla di cannone
missili proiettili bombe fucili
il presidente sorride propone un accordo
– mamma quando finirà?
– non me lo ricordo, risponde la donna, occhi pieni di rabbia
incenerita impastata
femmina di lacrime e calcinacci, fazzoletti bandane grida
Domani finirà
Il sole
fa un giro
torna a capo
riprende e disegna
un oggi e un domani
Tu dove sarai
domani?
.
di Grazia Palmisano, qui:
https://graziapalmisano.wordpress.com/2022/05/09/dove-sarai-domani/
.
*
.
Rubammo l’alcova coi nomi dei passeri,
fu favola lisa comunque il credo
nell’enigma maligno della sfinge.
Morì la festa degli angeli cortesi,
il fiato s’invaghì del primo amore
nonostante il crollo dell’anfiteatro.
Salva per noi la stanza amante,
la gerla inutile della caccia vuota
la nenia d’alba di perdere la vita.
.
di Marina Pizzi, qui:
https://www.facebook.com/marpizzi
.
****************************************************

Gioielli Rubati 195: Antonio del Camino Gil – Felice Serino – Maria Natalia Iiriti – Isabel De Santis – Alessandra Carnaroli – Indicibile – Lucia Triolo – Chand.

Dal bianco al nero solo un battito di ciglia.
Così sottile la distanza che nega
la luce dei concetti.
.
di Antonio Del Camino Gil, qui:
https://www.facebook.com/antonio.delcaminogil
.
*
.
Dei miei detrattori
.
(Diocleziano, uno dei più odiati della storia)
.

lasciai alla terra il corpo-zavorra
da cui forse con sollievo mi trassi

se sia ala d’angelo a coprirmi
il disonore -si dirà- ora che
s’una misera tomba s’accanisce
dei miei detrattori il ghigno
feroce e lo sputo

di Felice Serino, qui:

https://questallumaredanima.wordpress.com/2022/04/29/dei-miei-detrattori/
.
*
.
Timisoara è nata a primavera
in una notte di pioggia fine.
Timisoara ha un’ anima di vento leggero
che spinge il colore dei fiori sulle case.
Timisoara è una ragazza gentile
che ti aiuta a portare le buste della spesa.
Ringrazia in silenzio
la dolcezza di maggio che scioglie la neve nel bicchiere.
Timisoara ti accompagna a casa
ma prima ti invita a mangiare un gelato.
Sotto le stelle canta un motivo silenzioso
e perde le chiavi
dentro un ricordo felice.
Timisoara.
.
di Maria Natalia Iiriti, qui:
https://www.facebook.com/profile.php?id=100006446444907
.
*
.

Nozze di Sangue 

.
Nella mia carne ho piantato
un ciliegio sempre in fiore,
un demone che lo abbatte
e una Donna,
che si masturba sotto di esso.
.
di Isabel De Santis, qui:
https://www.facebook.com/calligrafia.di.ombra
.
*
.
Giuseppe mi scrive
un messaggio su Facebook
l’hanno uccisa a coltellate
in pieno centro a Frosinone
I giornali riportano
il numero degli anni
i colpi inferti i punti persi
per infrazioni sulle rispettive patenti
.
Vogliamo notizie più precise
Tipo quali malattie infettive
La geolocalizzazione delle cicatrici
Cosa dicono i vicini
se era abbastanza
un brav’uomo
e di quante parole
.
di Alessandra Carnaroli, qui:
https://www.facebook.com/alessandra.carnaroli.5
.
*
.
Uno stanco meriggio
.
Mi viene incontro uno stanco meriggio
come un fastidio, un giro noto e impervio.
Cos’è mai questo bacio di sole che non scalda?
M’è luce di assenza e noia
perché il pensiero non è avvertenza di pelle
e memoria altra il tedio non svelle…
E guardo questo pallido cielo ingrigito…
no…
non sfonda per altri mondi la soglia di infinito
e mi rintano,
a palpebre serrate, in un sospiro sfinito.
.
di Indicibile, qui:
https://indicibile990394710.wordpress.com/2022/05/05/uno-stanco-meriggio/
.
*
.
Debolezza
.

Era troppo nudo
per essere bello
e non lo era

Lei stava lì a guardare
calma, stranita
avvertiva nel ventre
che la debolezza degli altri
fa paura

tremano pezzi di radici che non sai
nemmeno di avere
come se ciò che hai dipinto nella vita
si fosse scolorito

Seguivo una traiettoria di dipinti
e il rumore delle chiavi
quando sbattono
sulla cornice della porta

.
di Lucia Triolo, qui:
https://poesiesemiserie.wordpress.com/2022/05/06/debolezza/?fbclid=IwAR0k4gshhFXJ0SKXffdkfrxWJOQJfAwlM5m0ek1_eATsOvw0NWGXKhu4eDg
.
*
.
Come un gatto al sole
.
Ogni goccia è uno specchio e ogni specchio cerca un volto da
rubare e restituire.
.
Ogni goccia sogna di imprigionare un universo nel proprio
riflesso prima di seccare e scomparire.
.

Palpebre di onde, mille occhi in fuga come foglie sull’acqua.

.
Tetti di roccia che si levano sul limitare del giorno,
.
con l’illusione di segare il tramonto, travestiti da ombre.
.
I pensieri dentro feroci passano e urlano,
.
un destino da millefoglie cerca il suo peso per non sfaldarsi,
.
bolle afose arretrano e non vogliono scoppiare,
.
ombre di animali dove cercare rifugio e poi di nuovo scuro
.
“fuori dal blu, improvvisamente …”
.
Mi lascio derubare ore intere,
.
come un gatto al sole.
.
L’estate è il sangue che ti avanza,
.
la riserva non ancora gelata,
.
la pistola che, stanca, sorride per metà,
.
un vestito sfoggiato in tempi migliori,
.
una cartolina ruvida spedita da chi ci ha già conosciuto.
.
Altrove.
.
di Chand, qui:
https://chand13.wordpress.com/2022/04/11/come-un-gatto-al-sole/
.
*************************************

Gioielli Rubati 194: Marina Donnarumma – Bagina Danieli – Lara Pagani – Massimo Trovato – Enzo Bacca – Valerio Gallerati – Antonio Pibiri – Guido Caserza.

Buon Primo Maggio a tutti!

Nuda sull’alba immortale,
l’esistenza stesa sull’orizzonte con i profumi del bosco,
le labbra bagnate di copiosa rugiada,
tu il fiume e il sangue,
il vento e poi morire d’amore, non si può.
Ho vissuto invano,
tra il sacro e profano,
riempire vuoti mai colmati,
inghiottire l’ultima goccia di veleno,
cadere e farsi male,
un tacco rotto, le calze smagliate.
Delle parole ricordo il suono,
non la verità,
cadono, e tu fiume e sangue.
.
di Marina Donnarumma (Iris G. DM), qui:
https://www.facebook.com/Iris-G-DM-849689865369742/
.
*
.
Sono sincere
.
vorrei contare la mia solitudine,
.
ubriacarmi fino a vomitare le parole che mi appartengono.
.
perché devo esser felice oggi?
.
ogni giorno sacrifichiamo agnelli, si muore e non si
risorge.
,
sono feste di paese queste, con la banda e i pennacchi,
.
un cartoccio di noccioline. nell’uovo la mia riluttanza,
pastosa e dolce.
.
Brando che non sa, fa le fusa e sono sincere.
.
di Biagina Danieli, qui:
https://biadoit.wordpress.com/2022/04/17/sono-sincere/
.
*
.
Le Viole
.
Talvolta mi sembra insincero
quanto col tempo svanisce:
non so se ciò che finisce
abbia avuto un inizio davvero.
Eppure profumavano le viole,
eppure fino a ieri io c’ero —
dalla corolla stillavamo il sole.
.
di Lara Pagani, qui:
https://www.facebook.com/lara.heidnisch
.
*

.

Si inalberò. Loquace. Taciturno. Disciplina. Annientato. Spaventato. Precoce. Frenesia. Efficace efficienza. Timore. Dissipare divagare divagando. Dipanare la dipartita severa. Spavaldo. Recarsi recasi recalcitrante. Turpiloquio. Microsoft Microfono Microcosmo superficiale.
Beato.
Lacune vistose visibili visone visione
Eccentrico. Mera. Malizia maliziose loro l’oro
l’ora
Imprevedibile Bislacco Spiegato spietato sperato sputato spuntato spumante bollicine buona neve
Possente
Dolorosa
Inconfutabile
Inutile è tutto inutile e dolente
e cosi sia.
.
di Massimo Trovato, qui:
https://www.facebook.com/massimo.trovato.524
.
*
.
Verranno a prendermi
.
(Verranno a prendermi col calcio del fucile).
Ma le mie rose hanno vinto il tempo
e la ruggine dei catenacci e l’ombra sottile
della colpa- mia infedele sovrana degli spasmi.
Sovrana dei venti fino agli alluci alle vertebre.
D’inverno tra le betulle ho stretto lacci d’osso
e cinture di coraggio, senza ostensione.
Si, d’inverno. Pregando la neve in sepolcro
fossi stato almeno cherubino o assassino
avrei tolto alghe dalla pelle, ma di neve
nessuna carezza, nessun gomitolo di seta.
Verranno a prendermi d’estate, col filo spinato
arrotolato alle tempie – forse penitente –
nelle tasche del saio solo unghie strappate.
Questa croce uncinata che divora l’attesa.
– E di spine avevo grassa la testa –
Verranno nel sole mascherati da cellule
sputandomi addosso il ricordo.
Verranno a prendermi senza poesia – ubriachi –
come quel giorno, ubriachi d’apocalisse.
.
(Ma le mie rose hanno vinto il tempo).
.
di Enzo Bacca, qui:
https://www.facebook.com/lorenzo.bacca.3
.
*
.
un’invettiva
.
Son stanchi i versi curvi sulla fossa
son stanco io di starli a sentire
ho voglia d’imbracciare il mio fucile
d’un vento nuovo che sia di riscossa.
.
Son stanchi gli ossi per il mio lavoro
come animale si son consumati
e non è a caso che li ho nominati
sono una bestia: vivo come loro.
.
La morte arriva e poi passa via
non sarà un dramma pure scomparire
però smettiamo almeno di morire
ogni minuto dentro la poesia.
.
di Valerio Gallerati, qui:
https://www.facebook.com/gallerati.valerio
.
*
.
La nostra Tour Enfer
arroventata
ammartellata cresce
          di vita cronica
di evidenza storica…
No! Dio era un altro uomo
.
di Antonio Pibiri, qui:
https://www.facebook.com/antonio.pibiri.5
.
*
.
Potremmo stare come Homer e Marge,
io e te, innamorati fino alla senilità,
ascoltando un giorno le Goldberg
e un giorno i folli quintetti di Coleman.
O potremmo essere come Paolo e Francesca
e morire prima del tempo, chi se ne frega,
l’importante è baciarsi.
Potremmo anche essere come Batman e la sua bellona,
e sabotare le notti degli esseri incoscienti,
o come quei ricchi da copertina,
così belli, adorabili e un po’ fessi!
Potremmo stare come quelle coppie
di certi paesi degli Appennini,
io e te, storditi dal vino e dall’amore.
Siamo invece separati,
ma come le corde di una viola:
se pizzicate producono un unico suono.
.
di Guido Caserza, qui:
https://www.facebook.com/guido.caserza
.
*************************************

Gioielli Rubati 193: Antonella Pizzo – Daniele Barbieri – Ginevra DellaNotte – Franco Bonvini – Lucianna Argentino – Raffaele Marcos Delle Femine – Giorgio Andrea Blu – Savina Dolores Massa.

Il presentatore diede la parola all’ultimo politico di grido
.
Il presentatore diede la parola all’ultimo politico di grido
che fece salti mortali e come una scimmia si arrampicò sugli specchi
con una giravolta afferrò capra e cavoli.
Il presentatore andò a dormire tardi e sognò di populismi
di necessità e di legislature
un patto positivo e qualche illusione
sognò poi la flessibilità che gli fece piagare la testa.
Il presentatore pensò: non cambia mica molto la cosiffatta storia
sarebbe rivoluzione solo ci fosse una lotta
comunque il peggio è passato spero ora non ricomincino con la guerra dei dazi.
Il presentatore indossò gli occhi all’incontrario e la sua lingua leccò il veleno
che lento la serpe produsse e poi nascose per somigliare all’agnello.
Noi ci alzammo presto e andammo a lavorare senza contratto e garanzie
aspettammo a lungo che passasse il peggio ma il peggio dimorò a casa nostra
così anche quella notte tornammo a dormire.
.
di Antonella Pizzo, qui:
https://antonellapizzo.wordpress.com/2022/02/09/il-presentatore-diede-la-parola-allultimo-politico-di-grido/
.
*
.
Nel caldo dell’acqua
.

nel caldo nell’acqua calda gocciolando quando esci
nell’aria calda nel caldo nel caldo nel buio vieni
fuori lasciando una traccia di calore di silenzi

quasi come abbandonati di umidità di sommessi
trofei di sussurri sparsi gorgogli diffusi reti
di parole che attraversano l’aria sentieri incerti

di sguardi caldo bagnato buio gocciolando esci
ma non è giorno non freddo non rinascono i pensieri
nel giardino della pelle nel controcanto dei gesti

.
di Daniele Barbieri, qui:
https://ancoraunaltrome.wordpress.com/2022/04/17/nel-caldo-nellacqua-2/?fbclid=IwAR0gdPF4KZSxav7q6fWY5Uc2q40LfZ_Q6Ne-D9wkNO6aY_6ivZ4GTV0H9U0
.
*
.
Se la vita fosse un problema
non sarebbe una apocalisse
ma una soluzione, una assoluzione.
moltiplico tutto per zero
non geometrie, infinite linee chiuse,
ma perdite infinite
persecutori i tre sottomultipli
una coppia solitaria, io
vado dall’altra parte che è spettacolare
respirate, siete felici
che disgusto!
.
di Ginevra DellaNotte, qui:
https://www.facebook.com/ginevra.dellanotte.1
.
*
.
Spalancata immaginabile soglia
.
Quante ore consumate a immaginarla
e notti e giorni passati a farla e rifarla
con parole o tratti di matita
lei, l’immaginabile infinita.
Su fogli bianchi o letti o negli specchi impudici
sempre diversa e sempre uguale
e luci e ombre a nascondere crepacci e cavità e fessure
poi credere che sia vero, che sia per me la vulva che appare togliendo i tagli e le censure.
E non c’è fine e forse non ci fu un inizio
a quell’immaginabile infinita e eterna
la giovinezza o la vecchiezza sono fuori dal quadro
lo sguardo è fisso sulla spalancata soglia dell’amore.
.
di Franco Bonvini, qui:
https://bonvinifranco.wordpress.com/2022/04/20/spalancata-immaginabile-soglia/
.
*
.
Li abbracciano. I sommozzatori abbracciano i corpi
degli annegati per riportarli in superficie e lei
abbraccia le parole vive nel fondo marino del suo
corpo contro il loro corpo gonfio di silenzio. Le porta a
galla perché sulla pagina cantino al mondo la
lucentezza delle tenebre e come è giusto il nostro
essere temporali e come è perfetta l’equazione di vita
e di morte per noi numeri complessi nel moto relativo
dell’esistenza.
.
di Lucianna Argentino, qui:
https://rebstein.wordpress.com/2022/04/04/corpo-di-fondo-inediti-di-lucianna-argentino/
.
*
.
Punti di equilibrio
.
A volte
si trova un punto di equilibrio
in uno stato di malessere
che resiste al vento della coscienza
e si ha ancora la capacità di dirsi bugie e crederci
oppure
si segue la terapia del medico
che quando si hanno troppi anni
dice di rifugiarsi in ciò che piace
meglio allora risolvere un cruciverba senza schema
copiando le soluzioni
si sposta un po’ più avanti il punto di equilibrio
e si va alla pagina successiva
dove sono i rebus
allegorie asincrone della vita
.
di Raffaele Marcos Delle Femine, qui:
https://www.facebook.com/raffaeledellefemine
.
*
.
nuvole senza scrupoli girano per i vicoli del cielo
l’amore esce in strada per fare i suoi spettacoli
ho sempre sentito parlare del successo
di quello fatto sulla paglia umida di pioggia
Chissà se oggi capita a me
la vado a prendere tra mezz’ora
c’è un calpestio di brutti ceffi sopra un prato
ho scovato un posto con del fieno
lo tengo segreto
da un rigattiere ho comprato un fulmine
aspetto il tuono di un suo bacio
e lo faccio uscire dalla bottiglia
la porto sempre a tre chilometri
dalla capanna
.
di Giorgio Andrea Blu, qui:
https://www.facebook.com/jonny.poesia
.
*
.
Io femmina di cagna
io ermafrodita
io ventosa rosa frantumata
io la negligenza di una candela senza bugia
che ti domando chi è Budapest di maggio
se ha le calze
se le nubi le stende assieme alle lenzuola
perché asciughino raccontandosi l’un l’altra
quel volare di letto in letto
branda o fiume.
Che ti domando a fare
nelle frette apparecchiate
quando alle parole occorrerebbe tempo
per restare ingocciolate di saliva
e trasportare chi non sa prendere alcun treno
ma sa vedere
attraverso.
Attraverso sale piazze nere strade
ho la vertebra più livida con l’impronta del passaggio
di una mano sussurrante, Oggi sei mia.
Ogni carillon ha una scadenza di fascino
perfino quando di esso resta l’eco
di mortificante oggetto.
.
di Savina Dolores Massa, qui:
https://www.facebook.com/savina.massa
.
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Gioielli Rubati 192: Gian Ruggero Manzoni – Lucia Triolo – Giovanni Perri Agua – Marina Pizzi – Bruno Di Pietro – Carlo Becattini – Sergio Serraiotto – Mia Lecomte.

Buona Pasqua a tutti!

La rosa
.
Il bello della memoria è 
che non ha tempo.
Noi vediamo la luce di stelle
ormai scomparse da millenni
come ci giunge il fulgore di maestri
il corpo dei quali è polvere
già da millenni
sparsa nei deserti del pianeta.
.
di Gian Ruggero Manzoni, qui:
https://herederosdelkaos.blogspot.com/2022/02/desde-italia-dos-poemas-de-gian-ruggero.html?fbclid=IwAR0idFT20ZaR0jqp_SPHLjKVXuRtrg8iMFsP24vKHpZJFtfMMXMLR9IqkZA
.
*
.
Sosia
.
In ogni piazza giacqui 
con il sosia dell’universo
sfregava la mia pelle
al mio corpo suggeriva
i luoghi della morte
i suoi bizzarri occhi
sfuggenti
fissavano sempre la parete di fronte
.
non ho creato io 
la mia memoria
.
di Lucia Triolo, qui:
https://poesiesemiserie.wordpress.com/2022/04/09/sosia/?fbclid=IwAR1X8BTsXNXMEn5tqyBN0kjh-U9JV7eOOGoIa3X-662166Ceq13hArGMkjs
.
*
.
Uno che passa ride, ed apre il cielo;
santo e demone col cuore intrecciato
a una sua tutta piovosa malinconia.
Sapergli il nome e la ferita, farlo cadere
nell’ago di aprile come un sogno.
Ecco con quale leggerezza il vento
spiega un suo lucore alla notte,
come gli riempie l’occhio la perla lunare.
Inganno adulto è questo non sapere
da quale feritoia cadrà la mezzaluce del giorno
e dove infine apriremo al dolore la voce.
.
di Giovanni Perri Agua, qui:
https://www.facebook.com/aguaplano.gp
.
*
.
Sul lastrico di perdere la vita
la contumacia è la magia del fato
quando la mummia azzurra della fata
azzanna i ragazzini innocenti.
Allora-allora quando ti dissi che ti amavo
mi spuntò la rondine nel petto,
mi raccontai ancora di mio padre
che dormiva nel letto con le cimici.
.
di Marina Pizzi, qui:
https://www.facebook.com/marpizzi
.
*
.
il sole entra dal balcone
come una vela
a stento scorge
l’anonimato della soglia
confine inutile
in questa giornata
sperduta nell’anno
.
di Bruno Di Pietro, qui:
https://www.facebook.com/bruno.pietro.92
.
*
.
Lo strappo
.
Mi aspettavi a bocca aperta
sapevi bene che t’avrei amata
ogni volta con meraviglia e passione
ogni volta come la prima
noi sconosciuti, ricorsivi come
l’errore di stampa, come i testardi
che insistono a ripetere i propri sbagli.
Era difficile, praticamente impossibile
smettere di amarci più degli amanti
gli sguardi confermavano i propositi
le mani eliminavano i dubbi
eravamo un corpo solo
una mente unica, incapaci di
separazione anche se per poco…
ma come fu difficile lasciarci
per sempre, fu uno strappo
una lacerazione inguaribile
ci scambiammo parti del corpo
e zone della mente.
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di Carlo Becattini, qui:
https://fioriscenelbuio.wordpress.com/2022/04/10/lo-strappo/
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A chi comincia un discorso col silenzio,
a chi comincia un quadro con il bianco,
a chi comincia un viaggio stando fermo
vale la pena concedere un momento.
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Io che comincio una poesia a occhi chiusi
faccio l’inventario di un dolore per distrarmi
con i piedi stretti nelle scarpe e i capelli
controvento.
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di Sergio Serraiotto, qui:
https://www.facebook.com/sergio.serraiotto
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Via Catalani

Della nostra stanza
è rimasta soltanto la stanza
dalla porta un passeggio felpato
lungo tutto l’addio e viceversa.
Nello specchio ha ceduto da tempo
il mercurio una linea bluastra
a toccare il riquadro del fondo
dal fiorame del letto sopra i marmi
la visione scentrata dello squarcio
in cui crebbe il piacere e viceversa.
È rimasta soltanto la stanza
della stanza che fummo
rasa al cuore a partire
da un punto qualunque
molto meglio la notte
che scompare anche quello
e viceversa

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di Mia Lecomte, qui:
https://rebstein.wordpress.com/2022/03/28/la-ou-tu-as-ton-corps-mia-lecomte/
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