Ascolti amArgine: Lovely Head – Goldfrapp (2000)

Conobbi la musica e le canzoni di Allison Goldfrapp attraverso lo spot di una casa automobilistica, che non cito per non far pubblicità. Scherzi a parte una grande voce, peccato sia stata dimenticata troppo in fretta, e arrangiamenti che qualcosa debbono a Ennio Morricone. Buon ascolto.

TESTOLINA

Inizia nel mio grembo
Quindi fino cuore
Nella mia bocca
non riesco a tenerla chiusa
Riconosci l’odore
È così che dici
A parte noi
Mi prendo in giro
Dormire e sognare
Non c’è nessuno
Nessuno tranne me
Così bello
Non ci sei quasi
Perché questo non ti sta uccidendo?
Frankenstein vorrebbe la tua mente
La tua adorabile testa
La tua testolina

TESTO ORIGINALE

It starts in my belly
Then up to my heart
Into my mouth I can’t keep it shut
Do you recognize the smell
Is that how you tell
Us apart
I fool myself
To sleep and dream
Nobody’s there
No-one but me
So cool
You’re hardly there
Why can’t this be killing you
Frankenstein would want your mind
Your lovely head
Your lovely head

Ascolti amArgine: Mesopotamia – B52’s (1982)

I Sumeri, inventori della politica e delle leggi erano sexy? Seguiamo attentamente questa lezione di storia antica dei B52’s. Per me erano dei genietti, e si sa che i genietti sfiorano la demenza. Buon ascolto.

MESOPOTAMIA

Ruota l’orologio, riporta l’orologio indietro,
Circa centomila anni.
Centomila anni.

Ci vediamo alla terza piramide
Ah andiamo, è quello che voglio, ci incontreremo
In Mesopotamia.

(Scendiamo per incontrarci) Non sono uno studente,
(Senti quelle vibrazioni) della cultura antica
(Conosco uno scavo pulito) Prima di parlare
Dovrei leggere un libro.
Ma c’è una cosa che so,
Ci sono molte rovine in Mesopotamia.

Sei o ottomila anni fa
Hanno stabilito la legge.

Ci vediamo alla terza piramide
Ah andiamo, è quello che voglio, ci incontreremo
In Mesopotamia. Oh oh oh

Sei o ottomila anni fa
Hanno stabilito la legge.
Sei o ottomila anni fa
Hanno stabilito la legge.
In Mesopotamia.
Hanno stabilito la legge.
In Mesopotamia.

TESTO ORIGINALE

Turn your watch, turn your watch back,
About a hundred thousand years.
A hundred thousand years.

I’ll meet you by the third pyramid
I’ll meet you by the third pyramid
Ah come on, that’s what I want, we’ll meet
In Mesopotamia. oh oh oh

(We’re goin’ down to meet) I ain’t no student,
(Feel those vibrations) of ancient culture
(I know a neat excavation) Before I talk
I should read a book.
But there’s one thing I do know,
There’s a lot of ruins in Mesopotamia.

Six or eight thousand years ago
They laid down the law. Ah ha ha ha ha ha ha ha haa
Six or eight thousand years ago
They laid down the law. Ah ha ha ha ha ha ha ha haa

I’ll meet you by the third pyramid
I’ll meet you by the third pyramid
Ah come on, that’s what I want, we’ll meet
In Mesopotamia. oh oh oh

(We’re goin’ down to meet) Now I ain’t no student,
(Feel those vibrations) of ancient culture
(I know a neat excavation) Before I talk
I should read a book. (Mesopotamia, that’s where I wanna go)
But there’s one thing that I do know, (Mesopotamia, that’s where I wanna go)
There’s a lot of ruins in Mesopotamia.

Six or eight thousand years ago
They laid down the law. Ah ha ha ha ha ha ha ha haa
Six or eight thousand years ago
They laid down the law. Ah ha ha ha ha ha ha ha haa
In Mesopotamia. Ah ha ha ha ha ha ha ha haa
They laid down the law. Ah ha ha ha ha ha ha ha haa
In Mesopotamia. Ah ha ha ha ha ha ha ha haa

Ascolti amArgine: Across The Universe – Kurt Cobain

Sono passati 50 anni esatti dallo scioglimento dei Fab Four. Il brano è del 1968, inserito poi in Let it be del 1970; questa è la magnifica cover di Kurt Cobain. Tutto molto senza tempo, buon ascolto.

ATTRAVERSO L’UNIVERSO

Le parole scorrono come pioggia incessante
Dentro una tazza di carta
Scorrono selvaggiamente e scivolano via
Attraverso l’ universo
Pozze di dolore, onde di gioia
Vanno alla deriva nella mia mente aperta
Mi possiedono e mi accarezzano

Niente cambierà il mio mondo

Immagini di luce frammentata danzano
Davanti a me come un milione di occhi
Continuano a chiamarmi
Attraverso l’ universo
I pensieri vagano come il vento incessante
Nella cassetta della posta
Procedono alla cieca mentre si fanno strada
Attraverso l’ universo

Echi di risate, ombre di vita sfumate
Squillano nelle mie orecchie aperte
Mi incitano e mi invitano
Amore immortale senza limiti
Che splende intorno a me come un milione di soli
Continua a chiamarmi
Attraverso l’ universo

Niente cambierà il mio mondo

TESTO ORIGINALE

Words are flowing out like endless rain
Into a paper cup
They slither wildly as they slip away
Across the universe
Pools of sorrow, waves of joy
Are drifting through my opened mind
Possessing and caressing me

CHORUS (twice)
Nothing’s gonna change my world
Nothing’s gonna change my world

Images of broken light which dance
Before me like a Million eyes
They call me on and on
Across the universe
Thoughts meander like the restless wind
Inside a letter box
They tumble blindly as they make their way
Across the universe

CHORUS 1 (twice)

Sounds of laughter, shades of life
Are ringing through my open ears
Inciting and inviting me
Limitless undying love
Which shines around me like a million suns
It calls me on and on and on
Across the universe

CHORUS (twice)

Ascolti amArgine: La costruzione di un amore – Ivano Fossati (1976)

“La Costruzione di un Amore” è stata scritta nel 1978 da Ivano Fossati per la cantante Mia Martini che ne registrò la prima versione. L’ispirazione per la canzone venne proprio dalla complicata relazione sentimentale tra i due artisti. Successivamente Fossati incise una sua versione inserita nell’album “Panama e dintorni”

La costruzione di un amore
spezza le vene delle mani
mescola il sangue col sudore
se te ne rimane

La costruzione di un amore
non ripaga del dolore
è come un’altare di sabbia
in riva al mare

La costruzione del mio amore
mi piace guardarla salire
come un grattacielo di cento piani
o come un girasole

Ed io ci metto l’esperienza
come su un albero di Natale
come un regalo ad una sposa
un qualcosa che sta lì
e che non fa male

E ad ogni piano c’è un sorriso
per ogni inverno da passare
ad ogni piano un Paradiso
da consumare

Dietro una porta un po’ d’amore
per quando non ci sarà tempo di fare l’amore
per quando vorrai buttare via
la mia sola fotografia

E intanto guardo questo amore
che si fa più vicino al cielo
come se dopo tanto amore
bastasse ancora il cielo

E sono qui
e mi meraviglia
tanto da mordermi le braccia,
ma no, son proprio io
lo specchio ha la mia faccia

Sono io che guardo questo amore
che si fa più vicino al cielo
come se dopo l’orizzonte
ci fosse ancora cielo

E tutto ciò mi meraviglia
tanto che se finisse adesso
lo so io chiederei
che mi crollasse addosso

E la fortuna di un amore
come lo so che può cambiare
dopo si dice l’ho fatto per fare
ma era per non morire

Si dice che bello tornare alla vita
che mi era sembrata finita
che bello tornare a vedere
e quel che è peggio è che è tutto vero
perché

La costruzione di un amore
spezza le vene delle mani
mescola il sangue col sudore
se te ne rimane

La costruzione di un amore
non ripaga del dolore
è come un’altare di sabbia
in riva al mare

E intanto guardo questo amore
che si fa più vicino al cielo
come se dopo tanto amore
bastasse ancora il cielo

E sono qui
e mi meraviglia
tanto da mordermi le braccia,
ma no, son proprio io
lo specchio ha la mia faccia

Sono io che guardo questo amore
che si fa grande come il cielo
come se dopo l’orizzonte
ci fosse ancora cielo

E tutto ciò mi meraviglia
tanto che se finisse adesso
lo so io chiederei
che mi crollasse addosso

Ascolti amArgine: Writing – Elton John (1975)

L’Elton John del mio periodo adolescenziale, perso nella notte dei tempi, sapeva sfornare album delizioni come Captain Fantastic and the brown dirt cow boy; che facevo nel Settantacinque? Adolescevo, frequentavo la seconda ragioneria al Paolini di Imola e mi imbarcai di una di Castel Del Rio, tanto da riuscire a rendermi alquanto ridicolo. Buon ascolto.

Scrivendo

E’ rimasto qualcosa?
Forse bistecca e uova.
Alzarsi per lavare i panni,
Fare il letto.
Giornate pigre, la lama del rasoio
Potrei scegliere una lama migliore.
Questo basta a farti ridere
Mi rilasso in uno stupendo bagno fresco.
Aspirazione alla navigazione
Dell’ultima nostra barchetta scoperta.
Io conosco te e tu conosci me
Facciamo sempre a metà.

E tu non eri certo
il tipo da prendere in giro, lo sai,
Ma le cose che scriviamo oggi
Andranno bene anche domani?
E noi scriveremo ancora
Nei prossimi anni,
Soffocanti sbadigli domenicali
Sul finire del fine settimana.

Potremmo sgranchirci
se solo ne avessimo una mezza intenzione
Ma non disturbateci
se sentite che stiamo provando,
Ad investigare la struttura di un altro paio di versi.
Perché scrivere è una illuminazione,
E io amo la vita abbastanza per capirla.

TESTO ORIGINALE

Is there anything left
Maybe steak and eggs
Waking up to washing up
Making up your bed
Lazy days my razor blade
Could use a better edge
It’s enough to make you laugh
Relax in a nice cool bath
Inspiration for navigation
Of our new found craft
I know you and you know me
It’s always half and half

And we were oh oh, so you know
Not the kind to dawdle
Will the things we wrote today
Sound as good tomorrow
We will still be writing
In approaching years
Stifling yawns on Sundays
As the weekends disappear

We could stretch our legs
if we’d half a mind
But don’t disturb us
if you hear us trying
To instigate the structure of another line or two
Cause writing’s lighting up
And I like life enough to see it through

Ascolti amArgine: Blow Away (for Bill) – Kate Bush (1980)

Scritta da Kate Bush e dedicata a Bill Duffield. La frase “Spegni la luce, poi spegni la luce” proviene da Otello di Shakespeare, nella scena appena prima che Otello uccida Desdemona. La canzone menziona i nomi di musicisti deceduti: Minnie Riperton, Keith Moon, Sid Vicious, Buddy Holly e Sandy Denny. Buon ascolto.

Soffiare via (per Bill)

Uno delle band mi ha detto ieri sera
Quella musica è tutto ciò che ha nella sua vita.
Allora, dove va a finire?
Sicuramente non con la sua anima.
Will tutti i suoi lecca lecca e il suo R’n’B

Tutto da soffiare via?

Il nostro ingegnere (del suono) aveva un’idea diversa
Le persone in coma poi sopravvissute
Provavano paura nella sensazione di lasciare i loro corpi
Era in una camera che presto si è riempita di visitatori.

Ciao Minnie, Moony, Vicious, Vicious, Buddy Holly, Sandy Denny.
Per favore non mi urtate
Non mi scaricare di nuovo là.
Voglio restare qui.

Spegni la luce, poi spegni la luce.
Vibrazioni dal cielo invitano a cena
Polvere alla polvere
da soffiare via.
Bolan e Moony stanno dirigendo lo spettacolo di stasera.

Ciao Minnie, Moony, ( “Bill” ___?), Vicious, Vicious,
Buddy Holly, Sandy Denny.
Voglio restare qui.

VERSIONE ORIGINALE

One of the band told me last night
That music is all that he’s got in his life
So where does it go?
Surely not with his soul
Will all of his licks and his r’n’b
Blow away?

Blow away, blow away
Blow away, blow away
Blow away, blow away
Blow away

Our engineer had a different idea
From people who nearly died but survived
Feeling no fear of leaving their bodies here
And went to a room that was soon full of visitors

Hello minnie, moony, vicious, vicious, buddy holly, sandy denny
Please don’t thump me
Don’t bump me
Don’t dump me back there
Please don’t thump me
Don’t bump me
Don’t dump me back there
Please don’t thump me
Don’t bump me
I want to stay here

Put out the light, then, put out the light
Vibes in the sky invite you to dine
Dust to dust
Blow to blow
Bolan and moony are heading the show tonight

Hello minnie, moony, vicious, vicious, buddy holly, sandy denny
Please don’t thump me
Don’t bump me
Don’t dump me back there
Please don’t thump me
Don’t bump me
Don’t dump me back there
Please don’t thump me
Don’t bump me
I want to stay here

Ascolti amArgine: Raptus – Piero Ciampi (1976)

Piero Ciampi, Pino Pavone e Gianni Marchetti, un team eccellente per un pugno di brani che hanno fatto la storia della canzone italiana. Omaggio all’arte della buona musica, buon ascolto e un caro saluto a Pino, che da poco ha compiuto gli anni.

Avvocato, ti aspettavo, mi affido a te, tirami fuori.
Capisco che è molto grave,
Cercherò di essere preciso,
Cercherò di ricordare…

La sabbia era fresca sulla riva del mare,
La spiaggia deserta, la voglia di amare.
Distesa felice mi tendeva la mano,
Io senza pensieri guardavo lontano,
Guardavo sottocchio il suo seno scoperto,
Le sue gambe nude
L’attesa un tormento.

Distratto lo sguardo in un placido volo
Catturai nella luce l’ombra di un uomo.
Scattai come un arco, la morte nel cuore,
Sicuro di perdere tutto per amore…

Un colpo preciso nel centro degli occhi.
Lo vidi cadere, sembrava una statua.
Il sole era caldo, di colpo svanì.
Non so come avvenne, è stato così.
Mi raccomando a te, tirami fuori.

E se incontri Maud
Dille che è proprio e veramente nel mio cuore.

Ascolti amArgine: Big black train – Lucinda Williams (2020)

Un disco nuovo, uno dei migliori del 2020, buon ascolto.

GRANDE TRENO NERO

Lo sento arrivare da miglia di distanza
E non voglio salire a bordo
Lo sento arrivare lungo la pista
E non voglio salire a bordo

Non voglio essere un macchinista speciale
Non voglio salire a bordo
Grande treno nero
Non voglio salire a bordo
Quel grande treno nero

L’ultima volta mi ha portato lontano
Non voglio salire a bordo
Non sapevo se sarei mai tornato
E non voglio salire a bordo
Di quel grande treno nero

Mi porterà attraverso la notte più buia
Non voglio salire a bordo
Non sapevo se sarei mai tornato

Non voglio salire a bordo
Di quel grande treno nero
Non voglio salire a bordo
Di quel grande treno nero

TESTO ORIGINALE

I can hear it comin’ from miles away
I can hear it comin’ from miles away
I can hear it comin’ from miles away
And I don’t wanna get onboard
I can hear it comin’ on down the track
I can hear it comin’ on down the track
I can hear it comin’ on down the track
And I don’t wanna get onboard

I don’t wanna get onboard
I don’t wanna get onboard
I don’t wanna be no special rider
I don’t wanna get onboard
Big black train
Big black train
I don’t wanna get onboard
That big black train

Last time through it took me far away
Last time through it took me far away
Last time through it took me far away
I don’t wanna get onboard
Didn’t know if I was ever comin’ back
Didn’t know if I was ever comin’ back
Didn’t know if I was ever comin’ back
And I don’t wanna get onboard

I don’t wanna get onboard
I don’t wanna get onboard
I don’t wanna be no special rider
I don’t wanna get onboard
Big black train
Big black train
I don’t wanna get onboard
That big black train

Gonna take me through the darkest night
Gonna take me through the darkest night
Gonna take me through the darkest night
And I don’t wanna get onboard
Didn’t know if I was ever comin’ back
Didn’t know if I was ever comin’ back
Didn’t know if I was ever comin’ back
And I don’t wanna get onboard

I don’t wanna get onboard
I don’t wanna get onboard
I don’t wanna be no special rider
I don’t wanna get onboard
Big black train
Big black train
I don’t wanna get onboard
That big black train

I don’t wanna get onboard
That big black train
I don’t wanna get onboard
That big black train

Ascolti amArgine: Cupe Vampe – C.S.I. (1996)

Di tutte le distruzioni perpetrate a Sarajevo, le più insensate sono state quelle ai danni delle tante biblioteche. Ma di queste, la più folle, la più carica di sinistra forza metafisica, fu il bombardamento della biblioteca nazionale, un magnifico edificio moresco del diciannovesimo secolo, andato in fumo in trenta ore con le sue centinaia di migliaia di volumi. Quella notte, il rogo si vide a chilometri di distanza, i sarajevesi non dormirono.
[…]
(Paolo Rumiz, da “Maschere per un massacro”, Editori Riuniti, Roma 1996).

Di colpo si fa notte
s’incunea crudo il freddo
la città trema
livida trema.

Brucia la biblioteca,
i libri scritti e ricopiati a mano
che gli Ebrei Sefarditi
portano a Sarajevo in fuga dalla Spagna

S’alzano i roghi al cielo
s’alzano i roghi in cupe vampe

brucia la biblioteca degli Slavi del sud,
europei del Balcani
bruciano i libri
possibili percorsi, le mappe, le memorie,
l’aiuto degli altri

S’alzano gli occhi al cielo,
s’alzano i roghi in cupe vampe
s’alzano i roghi al cielo,
s’alzano i roghi in cupe vampe

di colpo si fa notte
s’incunea crudo il freddo
la città trema
come creatura.

Cupe vampe livide stanze
occhio cecchino etnico assassino
alto il sole: sete e sudore
piena la luna: nessuna fortuna
ci fotte la guerra che armi non ha
ci fotte la pace che ammazza qua e là
ci fottono i preti i pope i mullah
l’ONU, la NATO, la civiltà

Bella la vita dentro un catino
bersaglio mobile d’ogni cecchino
bella la vita a Sarajevo città
questa è la favola della viltà.

Ascolti amArgine: So Far Away – Carole King (1971)

Tapestry, album di Carole King del 1971, è stato un successo immenso. Per molto tempo fu l’album più venduto di tutti i tempi, prima dell’arrivo di The dark side of the moon dei Pink Floyd e Thriller di Michael Jackson. Da Tapestry, uno dei brani più rappresentativi: una tipica ballata semiacustica in pieno stile Carole King.

COSI’ LONTANO

Così lontano
Qualcuno vive ancora in un solo luogo?
Sarebbe bello vedere il tuo volto vicino alla mia porta
Non mi aiuta sapere che sei lontano solo per poco tempo
Tanto tempo fa venni da te e tu eri là
Solo tenerti stretto potrebbe farmi bene
Oh, come vorrei poterlo fare
Ma sei così lontano

Ancora una canzone che parla della vita “on the road”
Non posso dire molto di nuovo
Se solo riuscissi a cambiare vita
Vorrei trascorrerla vicino a te

Viaggiare tanto mi ha reso triste e sola
Nient’altro da fare che rinchiudermi in me stessa
Spero proprio di non diventare prigioniera della strada
Ho ancora tanti sogni da ritrovare

Ma sei così lontano
Qualcuno vive ancora in un solo luogo?
Sarebbe bello vedere il tuo volto vicino alla mia porta
Non mi aiuta sapere che sei così lontano

TESTO ORIGINALE

So far away
doesn’t anybody stay in one place anymore
it would be so fine to see your face at my door
doesn’t help to know you’re just time away

Long ago I reached for you and there you stood
holding you again could only do me good
oh, how I wish I could
but you’re so far away

One more song about moving along the highway
can’t say much of anything that’s new
if I could only work this life out my way
I’d rather spend it being close to you

But you’re so far away
doesn’t anybody stay in one place anymore
it would be so fine to see your face at my door
doesn’t help to know you’re so far away

Traveling around sure gets me down and lonely
nothing else to do but close my mind
I sure hope the road don’t come to own me
there’s so many dreams I’ve yet to find

But you’re so far away
doesn’t anybody stay in one place anymore
it would be so fine to see your face at my door
doesn’t help to know you’re so far away.