Talk about the weather – Red Lorry Yellow Lorry

TESTO ORIGINALE

Well, you keep coming up to me
You keep saying that it’s up to me
You ain’t nothing but a true embrace
You ain’t nothing but a hidden face
And you’re looking fair enough to me
You just see what you want to see

I want to know if you really care
I want to take you way down there
And stand in the rain and get you wet
You say you love me but not quite yet
I want to go out there to an open space
Those tears to cry and show your face

Oh, I’m so soaked to the skin
Yeah, I’m so soaked to the skin
You want to talk about the weather

Saturation is a point
There’s nothing left you know
Nowhere left for me to hide
Nothing left but still alive
To face it all and here today
There’s nothing left in you and me

And I can’t show you this inside
If all you want to do is hide
I want to take you out and get you wet
You say you love me but not quite yet
I want to go out there to a sheltered place
Those tears to cry and show your face

Sheltered from tomorrow
As though it may never come
You hide behind a wall of stone
And then you feel you’re not alone

So face it all, it’s here today
You love me in your sheltered way
And I can’t hold you in my hands
And talk about these hidden charms

Ascolti amArgine: Bambini venite parvulos – Francesco De Gregori (1989)

Incisa oltre trent’anni fa, una canzone che ha perfettamente preconizzato i tempi successivi fino a oggi.

Nessun calcolo ha nessun sensoDentro questa paralisiGli elementi a disposizioneNon consentono analisiE i professori dell’altro ieriStanno affrettandosi a cambiare altareHanno indossato le nuove maschereE ricominciano a respirare
.
Bambini, venite parvulosC’è un’ancora da tirareIssa dal nero del mareDal profondo del nero del mare
.
Che nessun calcolo ha nessun sensoE poi nessuno sa più contare
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Legalizzare la mafiaSarà la regola del duemilaSarà il carisma di Mastro LindoA organizzare la filaE non dovremo vedere nienteChe non abbiamo veduto giàQualsiasi tipo di fallimentoHa bisogno della sua claque
.
Bambini, venite parvulosC’è un applauso da fare al bau-bauSi avvicina l’avvenireL’arrotino col suo know-howVenuto a vendere perlineE a regalare crack
.
Sabbia sulle autostradeRuggine sulle unghieLimatura di ferro negli occhiTerra fra le nostre lingueE avrei voluto baciarti, amoreAlmeno un poco prima di andare viaPrima di essere scaraventatiDentro a questo tipo di pornografia
.
Bambini, venite parvulosVale un occhio il vostro cuoreMille dollari i vostri occhiI vostri occhi senza dolore
.
Bambini, venite parvulosSangue sotto al sole

 

Le cose che pensano di Pasquale Panella

In nessun luogo andai
Per niente ti pensai
E nulla ti mandai
Per mio ricordo

Sul bordo m’affacciai
D’abissi belli assai

Su un dolce tedio a sdraio
Amore, ti ignorai

E invece costeggiai
I lungomai

M’estasiai
Ti spensierai
M’estasiai
E si spostò
La tua testa estranea
Che rotolò

Cadere la guardai
Riflessa tra ghiacciai
Sessanta volte che
Cacciava fuori
La lingua e t’abbracciai
Di sangue m’inguaiai

Tu quindi come stai?
Se è lecito, che fai
In quell’attualità

Che pare vera?

Come stai,
Ti smemorai
Ti stemperai
E come sta
La straniera?
Lei come sta?

Son le cose
Che pensano ed hanno di te
Sentimento
Esse t’amano e non io
Come assente rimpiangono te
Son le cose, prolungano te

La vista l’angolai
Di modo che tu mai
Entrassi col viavai
Di quando sei
Dolcezza e liturgia
Orgetta e leccornia

La prima volta che
Ti vidi non guardai
Da allora non t’amai
Tu come stai?
(come stai?)

Rimpiangono te
Son le cose, prolungano te
Certe cose