Ascolti amArgine: We’re Good – Dua Lipa (2021)

Musica di largo consumo, un singolo appena uscito, testo banalotto ma l’arrangiamento e il video sono a mio avviso di alto livello. Buon ascolto.

Stiamo bene

Sono su un’isola, anche quando sei vicino
Non sopporto il silenzio, preferisco stare sola

Penso sia abbastanza chiaro e semplice, abbiamo dato tutto ciò che potevamo avere
È ora che ti saluti dalla finestra
Finiamola come dovremmo e diciamo che stiamo bene

Non dobbiamo essere come il sonno e la cocaina
Quindi accettiamo almeno di andare ognuno per la propria strada
Non ti giudicherò quando sarai con qualcun altra
Finché giuri che non ti arrabbierai quando farò io stesso
Finiamola come dovremmo e diciamo che stiamo bene

Non c’è bisogno di nasconderlo, vai a prendere quello che vuoi
Non sarà un peso se entrambi non portiamo rancore

Ora ti stai mettendo contro di me, come sapevo avresti fatto
Sto facendo del mio meglio per renderlo facile
Quindi non guardarmi così, dì solo che stiamo bene

TESTO ORIGINALE

I’m on an island, even when you’re close
Can’t take the silence, I’d rather be alone

I think it’s pretty plain and simple, we gave it all we could
It’s time I wave goodbye from the window
Let’s end this like we should and say we’re good

We’re not meant to be like sleeping and cocaine
So let’s at least agree to go our separate ways
Not gonna judge you when you’re with somebody else
As long as you swear you won’t be pissed when I do it myself
Let’s end it like we should and say we’re good

No need to hide it, go get what you want
This won’t be a burden if we both don’t hold a grudge

I think it’s pretty plain and simple, we gave it all we could
It’s time I wave goodbye from the window
Let’s end this like we should and say we’re good

We’re not meant to be like sleeping and cocaine
So let’s at least agree to go our separate ways
Not gonna judge you when you’re with somebody else
As long as you swear you won’t be pissed when I do it myself
Let’s end it like we should and say we’re good

Now you’re holding this against me, like I knew you would
I’m trying my best to make this easy
So don’t give me that look, just say we’re good

We’re not meant to be like sleeping and cocaine
(Like sleeping and cocaine)
So let’s at least agree to go our separate ways
(To go our separate ways, oh)
Not gonna judge you when you’re with somebody else
As long as you swear you won’t be pissed when I do it myself
Let’s end it like we should and say we’re good

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Ascolti amArgine: Saint James Infirmary – Hugh Laurie (2011)

Certo che è suggestivo sentire Doctor House cantare come certi blues men di colore di quasi un secolo fa. E certo è un bel sentire e aspirare il suono di questa estemporanea big band. Saint James Infirmary è un brano di Cab Calloway del 1933. Si tratta di una reinterpretazione del brano “St. James Infirmary Blues”, la cui origine è incerta. Cab Calloway realizzò questa versione per il cartone animato di Betty Boop del 1933 Snow White, buon ascolto.

Infermeria Saint James

Sto andando all’Infermeria St. James
A vedere la mia piccola
E’ distesa sopra un lungo tavolo bianco
Lei è così dolce, così fredda, così giusta

Lasciate andare, lasciate andare, Dio la benedica
Ovunque possa essere
Cercherà per questo vasto mondo
Ma non troverà mai un altro uomo così dolce come me

Quando morirò, seppellitemi con le mie bretelle
Fatemi indossare un cappotto box-back e un cappello Stetson
Mettete un pezzo d’oro da venti dollari sulla mia catena da orologio
Così per far sapere a tutti i ragazzi che sono morto in piedi

E datemi sei maledetti portatori
Lasciate che una corista mi canti una canzone
Mettete una torrida Jazz band alla testa del corteo
Potremo innalzare un Alleluia mentre procediamo

Ora avete sentito la mia storia gente
Di ragazzo, passami un altro po’ di quell’alcool
Se qualcuno dovesse chiedertelo
Lascia che io abbia solo quel blues dell’Infermeria St. James

TESTO ORIGINALE

Well folks, I’m goin’ down to St. James Infirmary
See my little baby there
She’s stretched out on a long, white table
Well she looks so good, so cold, so fair

Let her go, let her go, God bless her
Wherever she may be
You may search this whole wide world over
But she’ll never find another sweetheart like me, yeah

Take apart your bones and put ‘em back together
Tell your mother that you are somebody new
Feel the breeze blow and tell ‘em all, “Look out here it comes!”
Now I can say whatever I feel like to you

Then keep me six crap-shooting pallbearers
Let a chorus girl sing me a song
Put a red-hot jazz band, we raise
Hallelujah as we go along, well

Well folks, now that you have heard my story
Say boy, hand me another shot of that rye
And if anyone else should ask you
Just tell ‘em I’ve got some of those St. James Infirmary blues

Ascolti amArgine: On your radio – Joe Jackson (1979)

Festeggiamo la Giornata Mondiale della Radio con un bellissimo pezzo del miglior Joe Jackson. Ho alle spalle anch’io 18 anni di radio, dal 1978 al 1996, e quanta magia c’é sempre stata nelle parole e nella musica “on air”. La radio che ancora mi tiene compagnia, ed è la mia migliore amica.

SULLA VOSTRA RADIO

Ex amici, ex amanti e nemici
Ho ancora oggi i vostri casi
Tutti cuciti addosso
Ex capi non mi lasciate mai esistere
Ho archiviato i vostri nomi e i vostri numeri
Sono cresciuto
Guardatemi
Ascoltatemi
Non sapete di non potervi più avvicinare
Potete solo sperare di sentirmi alla vostra radio
Sulla vostra radio
Mi ascolterete alla radio.

Gli ex insegnanti continuano a contattarmi
I bulli non smettono di provarci
Per calciarmi a terra
Non mi interessa
Continuate a fare quello che mi facevate
Sembrate disturbati quando spintonate
Non siete di nessun posto

VERSIONE ORIGINALE

Ex-friends, ex-lovers and enemies
I’ve got your case in front of me today
All sewn up
Ex-bosses you never let me be
I got your names and your numbers filed away
I’ve grown up
See me
Hear me
Don’t you know you can’t get near me
You can only hope to hear me on your radio
On your radio
You’re gonna hear me on your radio.

Ex-teachers still coming through to me
Tough kids don’t stop trying
To kick me to the ground
I don’t care
Go on just do what you do to me
You look so sick when you’re pushing me around
You’re nowhere

Ascolti amArgine: Beck – Everybody’s Gotta Learn Sometime (2004)

«Com’è felice il destino dell’incolpevole vestale!
Dimentica del mondo, dal mondo dimenticata.
Infinita letizia della mente candida!
Accettata ogni preghiera e rinunciato a ogni desiderio.»
(Alexander Pope)

Il dolcissimo brano nella versione di Beck, ripreso anche da Zucchero Fornaciari, canzone molto adatta ai colori di questa giornata. Buon ascolto.

TUTTI DEBBONO IMPARARE PRIMA O POI

Cambia il cuore, guardati intorno
Cambia il cuore, ti stupirà
Ho bisogno del tuo amore come il sole

E tutti devono imparare prima o poi
Tutti devono imparare prima o poi

Cambia il cuore, guardati intorno
Cambia il cuore, ti stupirà
Ho bisogno del tuo amore come il sole

Ho bisogno del tuo amore
Tutti devono imparare prima o poi

TESTO ORIGINALE

Change your heart, look around you
Change your heart, it will astound you
I need your loving like the sunshine

And everybody’s gotta learn sometime
Everybody’s gotta learn sometime
Everybody’s gotta learn sometime

Change your heart, look around you
Change your heart, it will astound you
I need your loving like the sunshine

And everybody’s gotta learn sometime
Everybody’s gotta learn sometime
Everybody’s gotta learn sometime

I need your loving
I need your loving

Everybody’s gotta learn sometime
Everybody’s gotta learn sometime
Everybody’s…

Piero Ciampi (28 settembre 1934 – 19 gennaio 1980)

Al migliore e meno conosciuto dei cantautori italiani.

SUL PORTO DI LIVORNO (Ciampi – Marchetti)

Era la dolce figlia
di un uomo solitario,
tra il loro amore il mare,
lui era un pescatore.
Prima un bacio, poi un altro,
ogni sera un addio,
lei gli porgeva il cestino
e sorrideva al destino.

Io non ho lasciato il mio cuore
a San Francisco.
Io ho lasciato il mio cuore
sul porto di Livorno.
Le luci si accendevano sul mare,
era un giorno strano,
mi rifiutai di credere che fossero lampare.

Al ritorno ero amaro
anche se sorridevo,
era tutto cambiato,
mi sentivo un estraneo.
Me ne andai verso il mare
a cercare un ricordo,
a trovare un passato,
di quando era tempo d’amare.

Io non ho lasciato il mio cuore
a San Francisco.
Io ho lasciato il mio cuore
sul porto di Livorno.

Ascolti amArgine: The long and winding road – Beatles (1970)

In loving memory of Phil Spector.

La strada lunga e tortuosa

La strada lunga e tortuosa che conduce alla tua porta
Non scomparirà mai
Ho già visto quella strada prima d’ora mi ha sempre condotto qui
Mi conduce alla tua porta

La notte ventosa e tempestosa che la pioggia ha lavato via
Ha lasciato una piscina di lacrime piangendo per il giorno
perché mi hai lasciato qui? fammi conoscere la strada
Tante volte sono stato solo e tante volte ho pianto

Ad ogni modo tu non saprai mai tutte le volte in cui ci ho provato ma
Comunque tutto mi riporta ancora indietro alla strada lunga e tortuosa
Dove tu mi hai lasciato molto, molto tempo fa
Non lasciarmi qui ad aspettare, conducimi alla tua porta

TESTO ORIGINALE

The long and winding road
That leads to your door
Will never disappear
I’ve seen that road before
It always leads me here
Lead me to you door

The wild and windy night
That the rain washed away
Has left a pool of tears
Crying for the day
Why leave me standing here?
Let me know the way

Many times I’ve been alone
And many times I’ve cried
Anyway, you’ll never know
The many ways I’ve tried
And still they lead me back
To the long winding road

You left me standing here
A long, long time ago
Don’t leave me waiting here
Lead me to your door
But still they lead me back
To the long winding road

You left me standing here
A long, long time ago
Don’t keep me waiting here
Lead me to your door
Yeah, yeah, yeah, yeah

Ascolti amArgine: Do It Again – Steely Dan (1972)

Il testo, come tanti di quell’epoca, è quasi ermetico, mischia elementi contrastanti (acqua e fuoco), un funerale dove si canta e un boia che non è un boia. E la ruota gira e gira, mentre tu, Jack, hai solo una strada, tornare indietro e rifarlo. Pezzone.

FALLO DI NUOVO

Al mattino vai a sparare all’uomo che ti ha rubato l’acqua
E spari finché non lo finisci, ma ti catturano al confine
E tutte le persone in lutto cantano mentre ti trascinano per i piedi
Ma il boia non è impiccato e ti hanno gettato in strada

Torna indietro, Jack, fallo di nuovo, la ruota gira e gira
Torna indietro, Jack, fallo di nuovo

Quando sai che non è un’arrampicatrice, poi trovi la tua unica amica
In una stanza con due toi orologi e sei sicuro di essere vicino alla fine
Allora ami una troietta che ti porta solo dolore
Per tutto il tempo che sai che sorride, ma domani sarai in ginocchio, sì

Torna indietro, Jack, fallo di nuovo, la ruota gira e gira
Torna indietro, Jack, fallo di nuovo

Ora giuri, scalci e supplichi di non essere un giocatore d’azzardo
Poi ti ritrovi di nuovo a Las Vegas con un’ottima mano
Le tue carte nere possono farti guadagnare, quindi le copri quando puoi
Nella terra del latte e del miele le devi buttare sultavolo

Torna indietro, Jack, fallo di nuovo, le ruote girano e girano
Torna indietro, Jack, fallo di nuovo

TESTO ORIGINALE

In the mornin’ you go gunnin’ for the man who stole your water
And you fire till he is done in but they catch you at the border
And the mourners are all singin’ as they drag you by your feet
But the hangman isn’t hangin’ and they put you on the street

You go back, Jack, do it again, wheel turnin’ ‘round and ‘round
You go back, Jack, do it again

When you know she’s no high climber then you find your only friend
In a room with your two timer, and you’re sure you’re near the end
Then you love a little wild one, and she brings you only sorrow
All the time you know she’s smilin’ you’ll be on your knees tomorrow, yeah

You go back, Jack, do it again, wheel turnin’ ‘round and ‘round
You go back, Jack, do it again

Now you swear and kick and beg us that you’re not a gamblin’ man
Then you find you’re back in Vegas with a handle in your hand
Your black cards can make you money so you hide them when you’re able
In the land of milk and honey you must put them on the table

You go back, Jack, do it again, wheels turnin’ ‘round and ‘round
You go back, Jack, do it again

Ascolti amArgine: Think for a minute – The Housemartins (1986)

Correva l’anno di grazia 1986, il presidente Reagan imponeva al mondo l’edonismo reaganiano e, in definitiva, non si viveva male, anche se si campava di cazzate. Questi ragazzotti proponevano Bellezza, ma lo fecero per poco; grazie MT7 per avermeli rammentati. Il titolo dell’album da cui il pezzone è tratto, London 0 Hull 4, potrebbe suonare all’incirca come Juve 0 – Castello 4, ciao Massi, gobbaccio mio prediletto.

Pensa per un minuto

Sta succedendo qualcosa, un cambiamento è in atto
bambini sorridenti in strada sono scomparsi
Questa strada fatta per essere piena, fatta per farmi sorridere
E ora sembra che tutti stiano camminando soli

E molti chinano il capo per la vergogna
anziché tenerla alta
E quelli che dicevano ciao
Semplicemente passano oltre

Pensa per un minuto
Fermati un minuto

Ho sempre detto che si poteva, non credevo possibile vedere
la gente guardare in modo pietoso, sto pensando non fosse possibile
e ora è quasi qui, ora sulla sua strada
non posso fare a dire,
ti ha detto così e hai un bel fine giornata

E niente che possa dire
potrebbe mai far vedere la luce
Ora l’apatia è felice
Ha vinto senza combattere

TESTO ORIGINALE

Something’s going on, a change is taking place
Children smiling in the street have gone without a trace
This street used to be full, it used to make me smile
And now it seems that everyone is walking single file
And many hand their heads in shame
That used to hold them high
And those that used to say hello
Simply pass you by

Think for a minute, Stop for a minute Think for a minute, Stop for a minute

I always said it could, they never though it would
The people look so pitiful, I’m thinking that it should
And now it’s almost here, now its on its way
I can’t help saying told you so and have a nice final day

And nothing I could say
Could ever make them see the light
Now apathy is happy that
It won without a fight

Think for a minute, Stop for a minute
Think for a minute, Stop for a minute

And many hang their heads in shame that used to hold them high
{Think for a minute}
And those that used to say hello simply pass you by
{Stop for a minute}
Think for a minute, Stop for a minute
Think for a minute, Stop for a minute

Ascolti amArgine: My Love di Paul Mc Cartney (1973)

Questo brano non avrebbe certo sfigurato in Let it be, l’ultimo album dei Beatles risalente a tre anni prima. My Love è il pezzo il più conosciuto dell’album del 1973 Red Rose Speedway. McCartney dedicò la canzone alla moglie Linda, anche lei membro del gruppo. Il singolo fu pubblicato nel mese di marzo 1973, raggiungendo il primo posto nella classifica americana di Billboard per quattro settimane.
McCartney volle registrare la canzone in modo insolito, incidendo la base e l’orchestra dal vivo in studio, come rivelato da Richard Hewson, che si occupò dell’arrangiamento orchestrale: “McCartney voleva che il brano avesse un certo feeling. Tutto fu inciso live, anche la parte vocale”.

IL MIO AMORE

Quando me ne vado
so che il cuore può rimanere col mio amore
è ovvio, è nelle sue mani
e il mio amore lo tratta bene

E quando la dispensa resterà vuota
troverò ancora qualcosa del mio amore
è ovvio, ovunque trovo il mio amore
e il mio amore fa il meglio

Io amo, il mio amore
solo il mio amore possiede l’altra chiave
oh amore, amore mio
solo il mio amore mi tratta così bene

Non chiedermi mai perché
Signore, io non dirò mai addio al mio amore
è ovvio, sarò sempre al suo fianco
il mio amore fa ciò che è meglio

Oh amore, amore mio
il mio amore fa ciò che è meglio per me

TESTO ORIGINALE

And when I go away
I know my heart can stay with my love
it’s understood, it’s in the hands of my love
and my love does it good

Wo wo wo wo, wo wo wo wo
my love does it good

And when the cupboard’s bare
I’ll still find somethin’ there with my love
it’s understood, it’s everywhere with my love
and my love does it good

Wo wo wo wo, wo wo wo wo
my love does it good

Oh, I love, oh, my love
only my love holds the other key to me
oh, my love, oh, my love
only my love does it good to me

Wo wo wo wo, wo wo wo wo
my love does it good

Don’t ever ask me why
Lord, I never say goodbye to my love
it’s understood, it’s everywhere with my love
and my love, she does it good

Wo wo wo wo, wo wo wo wo
wo wo wo wo wo wo wo wo
my love does it good

Oh, I love, oh, my love
only my love does it good to me

Wo wo wo wo wo wo wo wo wo

Ascolti amArgine: Il Natale è il 24 di Piero Ciampi (1971)

Una delle migliori canzoni del grandissimo Piero, molto adatta alla data che segna oggi calendario, l’invito è sempre quello, non perdete l’opportunità di guardare a fondo dentro e fuori di voi. Buon ascolto e a domani per la benedizione urbi et orbi.

È Natale il 24.
Non riesco più a contare,
la vita va così…

Ho una folle tentazione
di fermarmi a una stazione,
senza amici e senza amore.

Mio fratello è all’ospedale,
sono giorni che sta male,
la madre non l’ha più.

Anche Pino è separato,
Elio al gioco si è sparato,
mi stupisco sempre più.

Io vado,
quando sono abbandonato
vado in cerca di una donna,
senza danni.
Sento,
quelle volte che non pago,
che rimane pure amore
per un’ora.

Ma il mattino mi consegna
Francescangelo drogato,
non mi conosce più…

Per vederci un poco chiaro
bevo un litro molto amaro,
sono dentro a un’osteria.

Il Natale è il 24,
Gianna ha un cuore molto strano,
la vita va così…

Ho una folle tentazione
di rifermarmi a una stazione,
senza amici e senza amore.

Il Natale è il 24.