Ascolti amArgine: The Nile Song – Pink Floyd (1969)

Un brano, tutto sommato, singolare per il sound dei Pink Floyd: hard rock, contenuto nella colonna sonora del film More. Uno dei pochi casi in cui è più famoso il soundtrack del film. Alzi la mano chi ha visto More: in palio ricchi premi e cotillon (e non fate i furbi su youtube)

LA CANZONE DEL NILO (trad. Francesco Komd)

Stavo in piedi accanto al Nilo
quando vidi la ragazza sorridere
avrei voluto afferrarla per un momento
per un momento

Le mie lacrime scorrevano come quelle di un bimbo
come ondeggiavano disordinati i suoi capelli d’oro
poi spiegò le ali per volare
per volare

Alzata in alto dai venti
sempre andando dove le piace
raggiungerà le isole nel sole

Seguirò la sua ombra
l’osserverò dalla finestra
un giorno si accorgerà di me

Sta chiamando dal profondo
chiamando la mia anima in un sonno infinito
è destinata a trascinarmi giù
trascinarmi giù.

TESTO ORIGINALE (ROGER WATERS)

I was standing by the Nile
when I saw the lady smile
I would take her out for a while
for a while.

Oh, my tears wept like a child
how her golden hair was blowing wild
then she spread her wings to fly
for to fly.

Soaring high above the breezes
going always where she pleases
she will make it to the islands in the sun.

I will follow in her shadow
as I watch her from my window
one day I will catch her eye.

She is calling from the deep
summoning my soul to endless sleep
she is bound to drag me down
drag me down”.

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Ascolti amArgine: Got to Get You into My Life – Beatles, 1966.

Got to Get You into My Life è un brano dei Beatles scritto da Paul McCartney (ma accreditato come da consuetudine al duo Lennon-McCartney) e contenuto nel settimo album della band, Revolver. Un pezzone. Nella sua autobiografia del 1997 scritta a quattro mani con Barry Miles, Paul McCartney: Many Years from Now, l’autore dichiara che il tema della canzone riguarda il suo consumo di marijuana all’epoca: Got to Get You into My Life era una di quelle che scrissi quando fui iniziato alla marijuana… Molte frasi del testo suggeriscono infatti questa interpretazione.

Debbo averti nella mia vita

Ero solo, ho fatto un viaggio
Non sapevo cosa avrei potuto trovare
Un’altra strada dove forse
Avrei potuto incontrare altri modi di pensare
Ooh, e poi improvvisamente ti vedo
Ooh, ti ho detto che ho bisogno di te
Ogni singolo giorno della mia vita?

Non sei scappata, non hai mentito
Sai che volevo solo stringerti
E se te ne fossi andata, già sapevi
Che ci saremo rivisti, perché ti avevo avvertita
Ooh, eri fatta per starmi vicino
Ooh, e voglio che tu mi senta dire
Staremo insieme ogni giorno
Debbo portarti nella mia vita

Cosa posso fare? Cosa posso diventare?
Quando sono con te voglio stare lì
Se sono fedele, non me ne andrò mai
E se lo faccio so come ritornare

Debbo portarti nella mia vita

TESTO ORIGINALE

I was alone, I took a ride
I didn’t know what I would find there
Another road where maybe I
Could see another kind of mind there
Ooh, then I suddenly see you
Ooh, did I tell you I need you
Every single day of my life

You didn’t run, you didn’t lie
You knew I wanted just to hold you
And had you gone, you knew in time
We’d meet again for I had told you
Ooh, you were meant to be near me
Ooh, and I want you to hear me
Say we’ll be together every day

Got to get you into my life

What can I do, what can I be
When I’m with you I want to stay there
If I’m true I’ll never leave
And if I do I know the way there
Ooh, then I suddenly see you
Ooh, did I tell you I need you
Every single day of my life

Got to get you into my life

I was alone, I took a ride
I didn’t know what I would find there
Another road where maybe I
Could see another kind of mind there
Ooh, then I suddenly see you
Ooh, did I tell you I need you
Every single day…

Ascolti amArgine: Still crazy after all these years – Paul Simon, 1975.

Una canzone d’amore di Paul Simon fresco reduce dalla separazione da Art Garfunkel. Ricordo della mia antica adolescenza. Perché in fondo in fondo sono un vecchio, inguaribile, romanticone.

Ancora pazzo dopo tutti questi anni.

Ho incontrato il mio vecchio amore
In strada la scorsa notte
Sembrava così felice di vedermi
Mi ha sorriso
E abbiamo parlato dei vecchi tempi
Abbiamo bevuto qualche birra
Ancora pazzo dopo tutti questi anni
Oh, ancora pazzo dopo tutti questi anni

Io non sono il tipo di uomo
Che tende a socializzare
Mi sembra di appoggiarmi
A vecchie abitudini familiari
E non vado pazzo per le canzoni d’amore
Che sussurrano nelle orecchie
Ancora pazzo tutti questi anni

Quattro del mattino
Fuori, sbadigliando
Voglia di vita a modo mio
Non sarò mai preoccupato
Perché dovrei?
Lo so che è tutta dissolvenza una gonna

Ora mi metto alla finestra
E guardo le macchine, e passano
Temo che farò qualche danno
Un bel giorno
Ma non sarei condannato
Da una giuria di miei coetanei
Ancora pazzo dopo tutti questi anni

Oh ancora pazzo dopo tutti questi anni

TESTO ORIGINALE

I met my old lover
On the street last night
She seemed so glad to see me
I just smiled
And we talked about some old times
And we drank ourselves some beers
Still crazy after all these years
Oh, still crazy after all these years

I’m not the kind of man
Who tends to socialize
I seem to lean on
Old familiar ways
And I aint no fool for love songs
That whisper in my ears
Still crazy afler all these years
Oh, still crazy after all these years

Four in the morning
Tapped out, yawning
Longing my life a–way
I’ll never worry
Why should I?
I know it’s all gonna fade

Now I sit by my window
And I watch the cars go by
I fear I’ll do some damage
One fine day
But I would not be convicted
By a jury of my peers
Still crazy after all these years
Oh, still crazy
Still crazy
Still crazy after all these years

Paul Simon

Ascolti amArgine: Do You Know Where You’re Going To? – Diana Ross (1975)

Do You Know Where You’re Going To è un brano scritto da Michael Masser, Gerry Goffin e Lee Holdridge, inciso originariamente nel 1973 da Thelma Houston. La versione più nota è quella incisa nel 1975 da Diana Ross per la colonna sonora del film, diretto da Berry Gordy, Mahogany (con il titolo Theme from Mahogany), che si guadagnò una nomination al Premio Oscar come miglior canzone; oltre a essere uno di quei lenti strappa mutanda che spopolavano nei festini casarecci anni Settanta (secolo scorso, ohimè).

SAI DOVE STAI ANDANDO?

Sai dove stai andando?
Ti piacciono le cose che la vita ti sta mostrando
Dove stai andando
Lo sai?

Hai capito?
Cosa speri
Quando ti guardi indietro
Non c’è nessuna porta aperta
Cosa speri
Lo sai?

Una volta ci fermavamo in tempo
Inseguendo le fantasie
che ci riempivano le menti
Sapevi quanto ti amavo
Ma il mio spirito era libero
Ridi alle domande
Che una volta mi hai fatto

Adesso ripensando a tutto ciò che abbiamo progettato
Lasciamo tanti sogni
Scivolare tra le mani
Perché dobbiamo aspettare così tanto
Prima vedremo
Quanto potranno essere tristi
le risposte

Hai capito?
Cosa stai sperando
Quando guardi dietro di te
Non c’è nessuna porta aperta
Cosa speri
Lo sai?

TESTO ORIGINALE

Do You Know
Where you’re going to?
Do you like the things?
That life is showing you
Where are you going to?
Do you know?

Do you get?
What you’re hoping for?
When you look behind you
There’s no open doors
What are you hoping for?
Do you know?

Once we were standing still, in time
Chasing the fantasies and feeling all nice
You knew how I loved you, but my-spirit was free
Laughing at the questions
That you once asked of me

Now looking back at all we’ve had
We let so many dreams just slip through our hands
Why must we wait so long, before we see?
How sad the answers to those questions can be

Do you get?
What you’re hoping for
When you look behind you
There’s no open doors
What are you hoping for?
Do you know?

Fade Out

ascolti amArgine: Eighties – Killing Joke (1985)

Una premessa, i Killing Joke, prima di questa canzone e questo album, avevano già dato il meglio. Siamo nel 1985, vari anni sono ormai passati dagli esordi dei tempi di “Wardance” e “Requiem”. “Night Time”, l’album da cui è tratta Eighties, non è granché, impreziosito giusto dai singoli, come “Love Like Blood”. Il video è fantastico. Jaz Coleman è un politico promettente, violento, provocatorio, esaltato dalla folla davanti alla tv o nella piazza pronta a divinizzarlo. Il riff ha probabilmente ispirato quello di “Come As You Are” dei Nirvana, ma i Killing Joke rinunciarono alla causa legale che avevano intentato, dopo il suicidio di Cobain. Purtroppo dopo “Night Time” inizia la fase discendente della band, dai, buon ascolto.

Per saperne di più:
https://it.wikipedia.org/wiki/Killing_Joke

ANNI OTTANTA

Vivo negli anni ottanta
Devo spingere, devo lottare
Togliti di mezzo, non sono più in vendita
Facciamo I kamikaze finché non arriviamo li

E abbiamo cantato
Fallo in questo modo

Di giorno corriamo di notte balliamo, noi facciamo
Sono innamorato già della prossima competizione
Ho il meglio, prenderò tutto ciò che posso ottenere
Vivo per gli anni ottanta

Sto vivendo negli anni ottanta, spingo deciso
Sto vivendo
Vivo negli anni ottanta, lotto
Sto vivendo gli anni Ottanta
Ottanta, spingere, spingere, lottare

TESTO ORIGINALE

Eighties, I’m living in the eighties
Eighties, I have to push, I have to struggle
Eighties, get out of my way, I’m not for sale no more
Eighties, let’s kamikaze ‘til we get there

And we sang
You do it this way

Eighties, by day we run by night we dance, we do
Eighties, I’m in love with the coming race
Eighties, I’ve got the best, I’ll take all I can get
Eighties, I’m living for the eighties

Eighties, I’m living in the eighties, I push
Eighties, I’m living
Eighties, I’m living in the eighties, I struggle
Eighties, I’m living

Eighties, I’m living
Eighties, I’m living in the eighties
Eighties, I’m living in the eighties, I push
Eighties, push, push, struggle

Eighties, I’m living
Eighties, eighties, I’m living
Eighties, I’m living in the eighties, I push

Ascolti amArgine: Summertime – Janis Joplin (1967)

Summertime è un’aria composta da George Gershwin per l’opera Porgy and Bess del 1935. Il testo è di DuBose Heyward e Ira Gershwin. Un brano epocale, indimenticabile, è una tipica ninna nanna, qui interpretata da Janis Joplin.

Tempo d’estate

Tempo d’estate, tempo, tempo
Piccolo, vivere è facile.
I pesci saltano fuori
E il cotone, Dio,
Il cotone è alto, Dio così alto.
Il tuo paparino è ricco
E tua madre è molto affascinante, piccolo.
Si porta bene ora
Silenzio, bambino, bimbo, bimbo, bimbo ora
No, no, no, no, no, no, no

Non piangere.
Una di queste mattine
Ti alzerai cantando
Aprirai le ali, bambino
E prenderai il cielo
Dio, il cielo.
Ma fino a quella mattina, dolcezza
Niente ti farà del male
No, no, no, no, no no, no…
Non piangere.

Testo originale

Summertime, time, time,
Child, the living’s easy
Fish are jumping out
And the cotton, Lord,
Cotton’s high, Lord so high

Your daddy’s rich
And your ma is so good-looking, baby
She’s a-looking good now,
Hush, baby, baby, baby, baby now,
No, no, no, no, no, no, no,
Don’t you cry, don’t you cry

One of these mornings
You’re gonna rise, rise up singing,
You’re gonna spread your wings, child,
And take, take to the sky,
Lord, the sky

But until that morning,
Honey, n-n-nothing’s going to harm ya,
No, no, no no, no no, no,
Don’t you cry, don’t you cry

Ascolti amArgine: Have you got it yet? (1968) e il licenziamento di Syd Barrett.


Il 6 aprile di 51 anni fa i Pink Floyd licenziarono Syd Barrett, salvo poi ricordarsi di lui quando, in piena crisi da successo, gli rivolsero l’omaggio tardivo e peloso di Wish you were here.
Durante una delle prime prove in studio dei Pink Floyd da quintetto, verso gennaio 1968, Syd se ne esce con un nuovo pezzo, scritto di suo pugno. Si chiama Have You Got It Yet? ed è una schitarrata dal ritmo sostenuto, quasi allegro. Il testo consiste in Syd che ripete la domanda “Have You Got It Yet?” (“ce l’hai?” in italiano). Sulle prime la band si mostra entusiasta perché suona bene, lineare. Ben presto però si accorgono tutti che c’è qualcosa che non va nel pezzo. È come se struttura e accordi cambiassero ogni volta che uno prova a impararli. Dopo qualche tentativo inutile, gli altri si rendono conto che Syd sta cambiando ogni singolo elemento della canzone, rendendola impossibile da imparare e suonare. L’unica cosa che rimane invariata è il “ce l’hai?” che si ripete in continuazione. Ora è tutto chiaro, è una presa per il culo. «Ci abbiamo messo un po’ per capirlo» ha raccontato Gilmour a proposito del pezzo, che non è stato mai registrato ma qualcuno si è preso la briga di interpretarlo. «Ricordo perfettamente la scena e pure la canzone. Era composta da appena 12 battute ma secondo Syd ogni nostro tentativo era sbagliato. Alcune parti del suo cervello erano ancora perfettamente intatte. Il senso dello humour era fra queste.»