Ascolti amArgine: Writing – Elton John (1975)

L’Elton John del mio periodo adolescenziale, perso nella notte dei tempi, sapeva sfornare album delizioni come Captain Fantastic and the brown dirt cow boy; che facevo nel Settantacinque? Adolescevo, frequentavo la seconda ragioneria al Paolini di Imola e mi imbarcai di una di Castel Del Rio, tanto da riuscire a rendermi alquanto ridicolo. Buon ascolto.

Scrivendo

E’ rimasto qualcosa?
Forse bistecca e uova.
Alzarsi per lavare i panni,
Fare il letto.
Giornate pigre, la lama del rasoio
Potrei scegliere una lama migliore.
Questo basta a farti ridere
Mi rilasso in uno stupendo bagno fresco.
Aspirazione alla navigazione
Dell’ultima nostra barchetta scoperta.
Io conosco te e tu conosci me
Facciamo sempre a metà.

E tu non eri certo
il tipo da prendere in giro, lo sai,
Ma le cose che scriviamo oggi
Andranno bene anche domani?
E noi scriveremo ancora
Nei prossimi anni,
Soffocanti sbadigli domenicali
Sul finire del fine settimana.

Potremmo sgranchirci
se solo ne avessimo una mezza intenzione
Ma non disturbateci
se sentite che stiamo provando,
Ad investigare la struttura di un altro paio di versi.
Perché scrivere è una illuminazione,
E io amo la vita abbastanza per capirla.

TESTO ORIGINALE

Is there anything left
Maybe steak and eggs
Waking up to washing up
Making up your bed
Lazy days my razor blade
Could use a better edge
It’s enough to make you laugh
Relax in a nice cool bath
Inspiration for navigation
Of our new found craft
I know you and you know me
It’s always half and half

And we were oh oh, so you know
Not the kind to dawdle
Will the things we wrote today
Sound as good tomorrow
We will still be writing
In approaching years
Stifling yawns on Sundays
As the weekends disappear

We could stretch our legs
if we’d half a mind
But don’t disturb us
if you hear us trying
To instigate the structure of another line or two
Cause writing’s lighting up
And I like life enough to see it through

Ascolti amArgine: Blow Away (for Bill) – Kate Bush (1980)

Scritta da Kate Bush e dedicata a Bill Duffield. La frase “Spegni la luce, poi spegni la luce” proviene da Otello di Shakespeare, nella scena appena prima che Otello uccida Desdemona. La canzone menziona i nomi di musicisti deceduti: Minnie Riperton, Keith Moon, Sid Vicious, Buddy Holly e Sandy Denny. Buon ascolto.

Soffiare via (per Bill)

Uno delle band mi ha detto ieri sera
Quella musica è tutto ciò che ha nella sua vita.
Allora, dove va a finire?
Sicuramente non con la sua anima.
Will tutti i suoi lecca lecca e il suo R’n’B

Tutto da soffiare via?

Il nostro ingegnere (del suono) aveva un’idea diversa
Le persone in coma poi sopravvissute
Provavano paura nella sensazione di lasciare i loro corpi
Era in una camera che presto si è riempita di visitatori.

Ciao Minnie, Moony, Vicious, Vicious, Buddy Holly, Sandy Denny.
Per favore non mi urtate
Non mi scaricare di nuovo là.
Voglio restare qui.

Spegni la luce, poi spegni la luce.
Vibrazioni dal cielo invitano a cena
Polvere alla polvere
da soffiare via.
Bolan e Moony stanno dirigendo lo spettacolo di stasera.

Ciao Minnie, Moony, ( “Bill” ___?), Vicious, Vicious,
Buddy Holly, Sandy Denny.
Voglio restare qui.

VERSIONE ORIGINALE

One of the band told me last night
That music is all that he’s got in his life
So where does it go?
Surely not with his soul
Will all of his licks and his r’n’b
Blow away?

Blow away, blow away
Blow away, blow away
Blow away, blow away
Blow away

Our engineer had a different idea
From people who nearly died but survived
Feeling no fear of leaving their bodies here
And went to a room that was soon full of visitors

Hello minnie, moony, vicious, vicious, buddy holly, sandy denny
Please don’t thump me
Don’t bump me
Don’t dump me back there
Please don’t thump me
Don’t bump me
Don’t dump me back there
Please don’t thump me
Don’t bump me
I want to stay here

Put out the light, then, put out the light
Vibes in the sky invite you to dine
Dust to dust
Blow to blow
Bolan and moony are heading the show tonight

Hello minnie, moony, vicious, vicious, buddy holly, sandy denny
Please don’t thump me
Don’t bump me
Don’t dump me back there
Please don’t thump me
Don’t bump me
Don’t dump me back there
Please don’t thump me
Don’t bump me
I want to stay here

Gioielli rubati 97: Ivanna Pedretti – Mariangela Ruggiu – Catia Dinoni – Franco Bonvini – Giuseppe La Mura – Mariella Tafuto – Maria Allo – Daniela Cerrato.

Amore folle

Desidero essere solo delirio per te.
Qualcosa che febbri lunghe
trasportino nelle tue cellule,
malattia venerea che arda dentro e
si dilegui nelle tue celesti vene.
Ma la verità è che vorrei
deflagrare dagli atrii del tuo cuore,
affinché
il mio peso deserto
ti seppellisca.

di Ivanna Pedretti, qui:
https://uncielovispodistelle.wordpress.com/2020/06/08/amore-folle/

*

la notte passa silenziosa
lasciando un segno sui portoni chiusi
la vita cresce come sui muri le ortiche

la vita esce dalle fessure come un umido soffio
che nutre il muschio a nord, e una felce
che sembra avanzata da un altro presepe

dietro il portone, occhi di sonno
in attesa, vegliando le ore, aspettando
i sogni che portino ancora presagi

la notte ha le mani segnate, le chiude
e congiunge due mondi a metà

nel grande letto si conta fino a uno soltanto

di Mariangela Ruggiu, qui:
https://www.facebook.com/mariangela.ruggiu?__tn__=%2CdlC-R-R&eid=ARADtXME6MibcMnq7jtwxlO9SX4lCwTm3MQ7kQlelMZwfMqrL6V9Mx6WodXMJX2S9bzAtx_gk9vXd0Nk&hc_ref=ARSfmr6cbRRX8vbtYgQCpiY2Ro4FVHPwAw1YMljOb-Q7tcNr2Nzu1Ro0bpJ2LJcwrV8

*

FLUSSO

Cos’altro se non confluire
con l’impronta dell’onda
nello stesso respiro
che riconosce l’incastro.
A riva ti ritrovo sempre,
silenzio caldo travolto da marea.
Ogni granello di terra ferma
si mischia a coralli dimenticati,
strofinando il ricordo del sole
tra i fondali, il setaccio finale
di questa mia trasparente cattedrale.

di Catia Dinoni, qui:
https://geografiadellanima.wordpress.com/2020/06/17/flusso/

*

E poi s’é aperta come un fiore

Già l’avevo immaginata
ogni volta che salgo per sentieri e mulattiere dei cari luoghi
e ogni volta è il suo desiderio che toglie la fatica.
Il desiderio della visione alla fine del sentiero.
E alla fine si apre, la visione,
come un fiore indifferente al temporale
ed è più di quello che avevo immaginato
sempre nuova di colori
adesso verde di alghe in fiore
poi blu di cielo riflesso
e bianca, come l’acqua che scende sui fianchi del monte
bianca, come le nuvole.

Le nuvole poi , sembra basti allungare un braccio
un dito
per un tocco
un lampo
una scintilla.

Da qui, oggi, non si vede
e solo immagino di che colori veste
ma so che è là, più bella dell’immaginazione,
là, alla fine di qualche sentiero.

E alla fine di qualche sentiero si aprirà di nuovo come un fiore
indifferente al temporale che lo bagna
sempre nuova di colori.
La visione scintillante.

di Franco Bonvini, qui:
https://bonvinifranco.wordpress.com/2020/06/17/e-poi-se-aperta-come-un-fiore/

*

La notte
È Sensuale,
È una Poesia da scrivere e inventare,
Un vestito elegante da indossare,E poi sfilarlo
Perché tu possa restare al buio,
Nuda, accanto a me.
La notte,
È come Te,
Silenziosa malinconica,
Un intimo di velluto nero,
Un reggicalze stretto,
Un nodo che serba tutti i più intimi segreti,
Gli incontri notturni,
Noi che parliamo d’Amore.
La notte,
È come Te
Cela la passione, la solitudine,
Un calice di labbra e di baci,
Di rossetto e vino rosso.
La notte,
È desiderio e voglia
Di trascorrere tutto il suo tempo,
Accanto a Te.

di Giuseppe La Mura, qui:
https://giuseppelamura.wordpress.com/2020/06/18/22242/

*

Testamento

Quando morirò spargi le mie ceneri

Là dove tutte le navi approdano
Là dove tutte ripartono

Spargi le mie ceneri là

Dove i gabbiani si tuffano a ghermire
Brani di sarde galleggianti
Tra buste di plastica e croste di pane

Quando morirò non resterò con te
Tra quelli che verranno al funerale

Sarò il mazzone preso all’amo che guizza
Nell’aria fumosa del mattino

Sarò quello che ha trovato scampo
Schivando per caso la sua esca
E attende me senza saperlo

Voglio aspettarti là
Dove le eliche fanno mulinelli

Nell’acqua sporca del porto

di Mariella Tafuto, qui:
https://mariellatafuto.wordpress.com/2019/08/16/testamento/

*

Chi sei

Sono ciò che tace
su una pagina
con spazio per un’altra.
Condividi con me questo campo
bianco
largo quanto un agro di neve
intatta tranne per questi piccoli segni
come le impronte di uccelli.
Vieni ora
questo è il ventre dell’onda
i secondi che seguono il fulmine
sottile fetta di silenzio
mentre la musica cessa
il gelo prima dello scioglimento.
Sdraiati accanto a me
crea angeli
crea diavoli
crea chi sei tu

di Maria Allo, qui:
https://nugae11.wordpress.com/2020/06/18/chi-sei/

*

dove sono stata

Mi chiedi dove sono stata
in tutto questo tempo.
Coi calzini corti si andava
a lumache e funghi,
il sottobosco era gioco e colonia,
fobia e disagio la compagnia
serioso il grembiule a fiocco rosa.
Un balzo veloce, birra e hamburger
luci soffuse e musica da stordire,
grande per gioco ma per poco
un moto ondoso a guarire arsure
di donna. Dolore liberatorio
e carezze a lenire, la dolcezza
inattesa di chi non sarebbe rimasto
e una coda di anni senza latte.
L’anello al dito non fa amore
la sorte ubriaca di tristezza
a non smaltire la sbornia.
Mi chiedi dove son stata
in tutto questo tempo.
A sommare gli anni inutili
e attendere che arrivassi tu.

di Daniela Cerrato, qui:
https://ilmondodibabajaga.wordpress.com/page/1/

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Ascolti amArgine: Henry Lee – Nick Cave and P.J. Harvey (1996)

Henry Lee è una variante della ballata folk tradizionale Young Hunting ed il secondo singolo del gruppo australiano Nick Cave and The Bad Seeds, tratto dal nono album da studio Murder Ballads del 1996. Il brano è cantato in duo con la cantante britannica P.J. Harvey: e facciamo come nelle nostre vecchie radio libere, dedicandolo a Daniela Cerrato. Buon ascolto.

Henry Lee

Scendi, scendi, piccolo Henry Lee
E stai tutta la notte con me
Non troverai una ragazza in questo dannato mondo
Che sarà paragonabile a me
E il vento ululò e il vento soffiò
La la la la
La la la lee
Un uccellino si posò su Henry Lee

Non riesco a scendere e non voglio scendere
E stare tutta la notte con te
Per la ragazza che ho in quella terra verde e allegra
Che amo molto meglio di te

Si appoggiò a un recinto
Solo per un bacio o due
E con un coltellino in mano
Lei lo ha piantato fino in fondo
E il vento ruggiva e il vento gemeva
La la la la
La la la lee
Un uccellino si posò su Henry Lee

Vieni a prenderlo per le sue mani bianche come un giglio
Vieni a prenderlo per i piedi
E gettalo in questo profondo, profondo pozzo
Sono più di cento piedi

Finché la carne non cade dalle tue ossa
Per la ragazza che hai in quella terra verde allegra
Posso aspettare in eterno che tu torni a casa

VERSIONE ORIGINALE

Get down, get down, little Henry Lee
And stay all night with me
You won’t find a girl in this damn world
That will compare with me
And the wind did howl, and the wind did blow
La la la la la
La la la la lee
A little bird lit down on Henry Lee

I can’t get down and I won’t get down
And stay all night with thee
For the girl I have in that merry green land
I love far better than thee
And the wind did howl, and the wind did blow
La la la la la
La la la la lee
A little bird lit down on Henry Lee

She leaned herself against a fence
Just for a kiss or two
And with a little pen-knife held in her hand
Well she plugged him through and through
And the wind did roar, and the wind did moan
La la la la la
La la la la lee
A little bird lit down on Henry Lee

Come take him by his lily-white hands
Come take him by his feet
And throw him in this deep, deep well
That’s more than one hundred feet
And the wind did howl, and the wind did blow
La la la la la
La la la la lee
A little bird lit down on Henry Lee
Lie there, lie there, little Henry Lee

‘Til the flesh drops from your bones
For the girl you have in that merry green land
Can wait forever for you to come home
And the wind did howl, and the wind did moan
La la la la la
La la la la lee
A little bird lit down on Henry Lee
La la la la la
La la la la lee
A little bird lit down on Henry Lee
La la la la la
La la la la lee
A little bird lit down on Henry Lee
La la la la la
La la la la lee
A little bird lit down on Henry Lee

Ascolti amArgine: Death is a star – Clash (1982)

Strummer/Jones sono finiti poco dopo Combat Rock, questa è la traccia che chiude l’epopea di una band che ho amato fino in fondo, buon ascolto.

MORTE E’ UNA STELLA

E sono stato afferrato da quel fantasma mortale
L’ho seguito attraverso giungle inestricabili
Mentre camminavo attraverso luoghi sconosciuti
Strangolato dalle ombre notturne

Oh, il ladro della vita
Uscito allo scoperto per amare

In un motel unico
Una tempesta si abbatte sulla stanza più economica
Il fantasma scivola dentro per spargere sangue
Anche nella luna di miele più dolce

L’assassino dell’amore
Preso al volo l’ultimo autobus del Niagara

Per caso o fuga dalla miseria
All’improvviso o in risposta al dolore
Fumando nel buio del cinema
Vedo i cattivi sconfitti di nuovo

E le nuvole sono alte sulle montagne spagnole
E una Ford ruggisce nella notte piena di pioggia

Il sangue dell’assassino scorre
Ma lui ricarica la pistola

Può far piangere un uomo maturo come una ragazza
Vedere le pistole morire al tramonto

Invano, affermavano gli innamorati
Che non si erano mai incontrati

Fumando nel buio cinema
Vedo i cattivi andare giù di nuovo

VERSIONE ORIGINALE

And I was gripped by that deadly phantom
I followed him through hard jungles
As he stalked through the back lots
Strangling through the night shades

Oh, the thief of life
Moved onwards and outwards to love

In a one-stop only motel
A storm bangs on the cheapest room
The phantom slips in to spill blood
Even on the sweetest honeymoon

The killer of love
Caught the last, late Niagara bus

By chance or escaping from misery
By suddenness or in answer to pain
Smoking in the dark cinema
See the bad go down again

And the clouds are high in Spanish mountains
And a Ford roars through the night full of rain

The killer’s blood flows
But he loads his gun again

Can make a grown man cry like a girl
To see the guns dying at sunset

In vain, lovers claimed
That they never had met

Smoking in the dark cinema
See the bad go down again

Ascolti amArgine: Big black train – Lucinda Williams (2020)

Un disco nuovo, uno dei migliori del 2020, buon ascolto.

GRANDE TRENO NERO

Lo sento arrivare da miglia di distanza
E non voglio salire a bordo
Lo sento arrivare lungo la pista
E non voglio salire a bordo

Non voglio essere un macchinista speciale
Non voglio salire a bordo
Grande treno nero
Non voglio salire a bordo
Quel grande treno nero

L’ultima volta mi ha portato lontano
Non voglio salire a bordo
Non sapevo se sarei mai tornato
E non voglio salire a bordo
Di quel grande treno nero

Mi porterà attraverso la notte più buia
Non voglio salire a bordo
Non sapevo se sarei mai tornato

Non voglio salire a bordo
Di quel grande treno nero
Non voglio salire a bordo
Di quel grande treno nero

TESTO ORIGINALE

I can hear it comin’ from miles away
I can hear it comin’ from miles away
I can hear it comin’ from miles away
And I don’t wanna get onboard
I can hear it comin’ on down the track
I can hear it comin’ on down the track
I can hear it comin’ on down the track
And I don’t wanna get onboard

I don’t wanna get onboard
I don’t wanna get onboard
I don’t wanna be no special rider
I don’t wanna get onboard
Big black train
Big black train
I don’t wanna get onboard
That big black train

Last time through it took me far away
Last time through it took me far away
Last time through it took me far away
I don’t wanna get onboard
Didn’t know if I was ever comin’ back
Didn’t know if I was ever comin’ back
Didn’t know if I was ever comin’ back
And I don’t wanna get onboard

I don’t wanna get onboard
I don’t wanna get onboard
I don’t wanna be no special rider
I don’t wanna get onboard
Big black train
Big black train
I don’t wanna get onboard
That big black train

Gonna take me through the darkest night
Gonna take me through the darkest night
Gonna take me through the darkest night
And I don’t wanna get onboard
Didn’t know if I was ever comin’ back
Didn’t know if I was ever comin’ back
Didn’t know if I was ever comin’ back
And I don’t wanna get onboard

I don’t wanna get onboard
I don’t wanna get onboard
I don’t wanna be no special rider
I don’t wanna get onboard
Big black train
Big black train
I don’t wanna get onboard
That big black train

I don’t wanna get onboard
That big black train
I don’t wanna get onboard
That big black train

ascolti amArgine: Notte americana – Claudio Lolli (1983)

Quante notti in radio a suonare Lolli. Buon ascolto!

La notte mi sopporta di più
Se la cammino con le scarpe di gomma
Non chiude le finestre per me
Mi fa vedere la sua madonna

Io non ti conoscevo, no
Ma tu ti accendi una sigaretta
E da vicino hai l’aria di una donna
Nata quasi da una settimana

Davanti a noi ci sono dei fantasmi
Ma camminano troppo veloci
Dei vecchi amici, ormai rimasti indietro
Sento solamente le voci

Ma è forse il diavolo che ti manda, penso
E forse non siamo noi che passiamo il tempo
È certamente lui che passa noi
Mentre, vigliacco, già si allontana
Da questa notte americana

Amore mio, che luci che ci sono
I fari di malinconia
Un’altra volta registreremo il suono
Per ora basta la fotografia
Di questa notte chimica e veloce
Piena di coca cola frizzante e puttane
Di questa notte tutta nostra
Ma tutta americana

E l’allegria non è soddisfazione
Ma è la mancanza di un albergo
Gli oggetti ormai ci sono troppo ostili
È meglio stare allo scoperto

Ed io ti bacio le dita
E certamente non ti rivedo
È proprio solo cinema la nostra vita
E a tutto il resto poi io non ci credo

E mentre mancano alcune ore
All’obbligo della mattina
La pioggia mi regala delle gocce
Meravigliosa brillantina

Forse siamo tutti nati per correre, penso
Mentre faccio una gran fatica
A staccare dall’asfalto di cioccolata
La mia suola di gomma metropolitana
In questa notte americana

*******************

per saperne di più:

https://it.wikipedia.org/wiki/Claudio_Lolli

Ascolti amArgine: Verità Nascoste – Le Orme (1976)

Vorrei raccogliere il tuo mondo
E liberare i grandi sogni,
E colorare i tuoi disegni
Di disperate notti bianche,
E ridere come chi vince
La sua vita in un gioco perdente.

Vorrei riprendere il viaggio
Che ho già percorso al tuo fianco,
Per diventare il tuo cavallo
E trasportare dolcemente
Il peso del tuo amore,
Cancellando ogni dubbio in te.

Vorrei tornar nei nostri luoghi
Per risentire le parole
Che sussurravi a un sordo,
Ma ecco il tempo che non tace.

Vorrei, vorrei far vivere
Questa nuova ed immensa verità.

(A. Pagliuca – A. Tagliapietra)

Ascolti amArgine: Cupe Vampe – C.S.I. (1996)

Di tutte le distruzioni perpetrate a Sarajevo, le più insensate sono state quelle ai danni delle tante biblioteche. Ma di queste, la più folle, la più carica di sinistra forza metafisica, fu il bombardamento della biblioteca nazionale, un magnifico edificio moresco del diciannovesimo secolo, andato in fumo in trenta ore con le sue centinaia di migliaia di volumi. Quella notte, il rogo si vide a chilometri di distanza, i sarajevesi non dormirono.
[…]
(Paolo Rumiz, da “Maschere per un massacro”, Editori Riuniti, Roma 1996).

Di colpo si fa notte
s’incunea crudo il freddo
la città trema
livida trema.

Brucia la biblioteca,
i libri scritti e ricopiati a mano
che gli Ebrei Sefarditi
portano a Sarajevo in fuga dalla Spagna

S’alzano i roghi al cielo
s’alzano i roghi in cupe vampe

brucia la biblioteca degli Slavi del sud,
europei del Balcani
bruciano i libri
possibili percorsi, le mappe, le memorie,
l’aiuto degli altri

S’alzano gli occhi al cielo,
s’alzano i roghi in cupe vampe
s’alzano i roghi al cielo,
s’alzano i roghi in cupe vampe

di colpo si fa notte
s’incunea crudo il freddo
la città trema
come creatura.

Cupe vampe livide stanze
occhio cecchino etnico assassino
alto il sole: sete e sudore
piena la luna: nessuna fortuna
ci fotte la guerra che armi non ha
ci fotte la pace che ammazza qua e là
ci fottono i preti i pope i mullah
l’ONU, la NATO, la civiltà

Bella la vita dentro un catino
bersaglio mobile d’ogni cecchino
bella la vita a Sarajevo città
questa è la favola della viltà.

Rino Gaetano (29-10-1950/02-06-1980)

Surrealista e indimenticabile, la voce sgraziata e urlante che tradiva l’accento, il genio urticante, troppo whisky e una carriera troppo breve…

E partiva l’emigrante ritornava dal paese
Con la fotografia di Bice bella come un attrice …

Lei sfogliava i suoi ricordi
le sue istantanee
i suoi tabù
le sue madonne i suoi rosari …

Mio fratello è figlio unico
Perché è convinto che Chinaglia non può passare al Frosinone …

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