ascolti amArgine: The Night dei Morphine

The Night è la title track del quinto e ultimo album pubblicato dai Morphine, distribuito dalla DreamWorks Records il 1º febbraio 2000.
Completato poco prima del luglio 1999, mese in cui il bassista e cantante Mark Sandman ha un infarto e muore sul palco durante il festival Nel Nome del Rock a Palestrina.

La Notte

Tu sei la notte, Lilah. Una bambina persa nel bosco.
Sei un racconto popolare, l’inspiegabile

Una favola. Quella che tiene le tende chiuse.
Spero mi aspetterai perché non posso fare da solo.
Non posso farcela da solo.

E’ troppo buio per avere punti di riferimento.
Io non voglio il tuo portafortuna.

Spero che mi aspetti in tutto il tappeto stellare.
Tu sei la notte, Lilah.
Tu sei tutto quello che non posso vedere.
Lilah, tu sei la possibilità.

Tu sei la storia della buonanotte.
Quella che tiene le tende chiuse.
Spero mi aspetterai perché non posso fare da solo.
Non posso farcela da solo.

Sconosciuto è il mondo spento di un tempo.
Sei suoni che non ho mai sentito prima.
Dalla carta geografica, nei posti selvaggi.
Un altro mondo fuori dalla mia porta.
Io sono qui io sono solo.
Guidami lungo la strada nera come la pece.
Lilah sei la mia unica casa e non posso farcela da solo.

Sei regina di una favola.
Quella che tiene le tende chiuse.
Spero mi aspetterai perché non posso fare da solo.
Non posso farcela da solo.

The Night (testo originate in inglese)

you’re the night, Lilah
a little girl lost in the woods
you’re a folktale
the unexplainable
you’re a bedtime story
the one that keeps the curtains closed
I hope you’re waiting for me
cause I can’t make it on my own
I can’t make it on my own

it’s too dark to see the landmarks
and I don’t want your good luck charms
I hope you’re waiting for me
across your carpet of stars
you’re the night, Lilah
you’re everything that we can’t see
Lilah
you’re the possibility

you’re the bedtime story
the one that keeps the curtains closed
and I hope you’re waiting for me
cause I can’t make it on my own
I can’t make it on my own

unknown the unlit world of old
you’re the sounds I’ve never heard before
off the map where the wild things grow
another world outside my door
here I stand I’m all alone
driving down the pitch black road
Lilah you’re my only home
and I can’t make it on my own

you’re a bedtime story
the one that keeps the curtains closed
I hope you’re waiting for me
cause I can’t make it on my own
I can’t make it on my own

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ascolti amArgine: Tom Petty, Mary Jane’s Last Dance

in loving memory di questo artista recentemente scomparso, rocker coerente

L’ultimo ballo di Mary Jane

È cresciuta in una città dell’Indiana,
Obbediva a sua madre
non era mai in giro.
Poi è cresciuta alta è cresciuta proprio
Con loro i ragazzi dell’Indiana in una notte di Indiana.

Beh si è trasferita qui all’età di diciotto anni,
Spaventò i ragazzi;
Era più di quanto avessero visto.
Ci hanno presentati e abbiamo iniziato a conoscerci
Disse: “Ti scavo, baby, ma
devi continuare a muoverti.
Continua a muoversi. ”

Ultimo ballo con Mary Jane,
Ancora una volta per uccidere il dolore.
Sento l’estate strisciare e io sono
di nuovo stanco di questa città.

Beh non lo so, ma mi è stato detto,
non riesci mai a rallentare, non invecchiare mai.
Sono stanco di stuzzicare, stanco di andare in giù,
Stanco di me, stanco di questa città,
Oh mio, mio, oh diavolo sì –
Miele mise quel vestito da festa.
Prende un drink, mi canta una canzone,
Prendimi come sono, non posso rimanere a lungo.

Ci sono piccioni in piazza del mercato,
E’ in piedi e indossa solo l’intimo.
Guarda da una camera d’albergo,
Si approssima la notte.
Oh mio, mio, oh inferno sì, devi arrivare
Metti quel vestito da festa.
Era troppo freddo per piangere,
Quando mi sono svegliato da solo
ho perduto l’ultimo numero,
ho ripreso la strada.

Mary Jane’s Last Dance

She grew up in a Indiana town,
Had a good lookin’ mama
Who never was around.
But she grew up tall and she grew up right
With them Indiana boys on an Indiana night.

Well she moved down here at the age of eighteen,
She blew the boys away;
Was more than they’d seen.
I was introduced and we both started groovin’
She said, “I dig you, baby, but
I got to keep movin’ – on.
Keep movin’ on.”

Chorus
Last dance with Mary Jane,
One more time to kill the pain.
I feel summer creepin’ in and I’m
Tired of this town again.

Well I don’t know but I’ve been told,
you never slow down, you never grow old.
I’m tired of screwin’ up, tired of goin’ down,
Tired of myself, tired of this town,
Oh my, my, oh hell yes –
Honey put on that party dress.
Buy me a drink, sing me a song,
Take me as I come . cause I can’t stay long.

(Repeat Chorus)

There’s pigeons down on Market Square,
She’s standing in her underwear.
Lookin’ down from a hotel room,
Nightfall will be coming soon.
Oh my, my, oh hell yes, you got to
Put on that party dress.
It was too cold to cry,
When I woke up alone.
I hit my last number, I walked to the road.

ascolti amArgine: Sing The Dresden Dolls

In questi tempi di terrorismo e XFactor dove gli unici sbocchi lavorativi per molti giovani sembrano essere soltanto tagliar gole per i fanatici dell’isis o improvvisarsi cantanti per un talent show, un brano piuttosto profetico da un improbabile, probabilissimo, duo americano. Il pezzo è del 2006

SING

There is this thing that’s like touching except you don’t touch
back in the day it just went without saying at all
all the world’s history gradually dying of shock
there is this thing that’s like talking except you don’t talk
you sing
you sing

sing for the bartender sing for the janitor sing
sing for the cameras sing for the animals sing
sing for the children shooting the children sing
sing for the teachers who told you that you couldn’t sing
just sing

there is this thing keeping everyone’s lungs and lips locked
it is called fear and it’s seeing a great renaissance
after the show you can not sing wherever you want
but for now let’s just pretend we’re all gonna get bombed
so sing

sing ‘cause it’s obvious sing for the astronauts sing
sing for the president sing for the terrorists sing
sing for the soccer team sing for the janjaweed sing
sing for the kid with the phone who refuses to sing
just sing

life is no cabaret
we don’t care what you say
we’re inviting you anyways
you motherfuckers you’ll sing someday…

Cantare

C’è questa cosa che è come toccare tranne che non tocchi
nel giorno in cui è appena andato senza dire a tutti
tutta la storia del mondo che gradualmente muore di shock
c’è questa cosa che è come parlare ma non parli
canti

canti per il barman canti per il cantiere canti
canti per le telecamere canti per gli animali canti
canti per i bambini che sparano e i bambini cantano
cantai per gli insegnanti che ti hanno detto che non potevi cantare
è solo cantare

c’è questa cosa che blocca i polmoni e le labbra di tutti
si chiama paura e sta avendo una grande rinascita
dopo lo spettacolo non puoi cantare ovunque tu voglia
ma per ora facciamo finta che siamo tutti bombardati
così cantiamo

cantare perché è ovvio cantare per gli astronauti cantare
cantare per il presidente cantare per i terroristi cantare
cantare per la squadra di calcio per cantare
cantare per il bambino con il telefono che si rifiuta di cantare
solo cantare

la vita non è cabaret
non ci interessa quello che dici
sappiamo comunque figlioli
che canterete tutti un giorno …

ascolti amArgine: Once In a Lifetime Talking Heads (1980)

Dove tutto è provvisorio in previsione della globalizzazione. Il loro album migliore, 1980.

Una Volta Nella Vita

E potresti ritrovarti a vivere in una capanna che ti da riparo
e potresti ritrovarti nell’altra parte del mondo
e potresti ritrovarti dietro il volante di una enorme automobile
e potresti ritrovarti in una bella casa, con una bella moglie
e potresti chiedere a te stesso: “beh, come sono arrivato a tutto questo?”

lasciando che passino i giorni, fa che l’acqua mi tenga fermo
lasciando che passino i giorni, l’acqua scorrerà sotto terra
di nuovo nella miseria, dopo che i soldi sono finiti
per una volta nella vita, l’acqua sta scorrendo sotto terra

e potresti chiederti:
come ne verrò fuori?
e potresti chiederti:
dov’è quell’enorme automobile?
e potresti dire a te stesso:
questa non è la mia bella casa!
e potresti dire a te stesso:
questa non è la mia bella moglie!
lasciando che passino i giorni, fa che l’acqua mi tenga fermo
lasciando che passino i giorni, l’acqua scorrerà sotto terra
di nuovo nella miseria, dopo che i soldi sono finiti
per una volta nella vita, l’acqua sta scorrendo sotto terra

è tutto uguale a come è sempre stato…

l’acqua dissolve e rimuove
c’era dell’acqua sul fondo dell’oceano
portiamo dell’acqua sul fondo dell’oceano
rimuoviamo l’acqua dal fondo dell’oceano!

lasciando che passino i giorni, fa che l’acqua mi tenga fermo
lasciando che passino i giorni, l’acqua scorrerà sotto terra
di nuovo nella miseria, dopo che i soldi sono finiti
per una volta nella vita, l’acqua sta scorrendo sotto terra

e potresti chiederti:
cos’è quella bella casa?
e potresti chiederti:
dove porta l’autostrada?
e potresti chiederti:
ho ragione? ho torto?
e potresti dire a te stesso:
Mio Dio! cos’ho fatto?!

lasciando che passino i giorni, fa che l’acqua mi tenga fermo
lasciando che passino i giorni, l’acqua scorrerà sotto terra
di nuovo nella miseria, dopo che i soldi sono finiti
per una volta nella vita, l’acqua sta scorrendo sotto terra

è tutto uguale a come è sempre stato…

ascolti amArgine: Clash&Ginsberg Ghetto Defendant (1982)

1979. Joe Strummer: “Le riserve di petrolio dureranno ancora diecimila giorni”.
Giornalista: “Vuoi dire che ci restano diecimila giorni per trovare una fonte d’energia alternativa?”.
Joe Strummer: “No, voglio dire che ci rimangono ancora diecimila giorni per fare rock and roll”.

Combat Rock dei Clash uscì nel 1982, poco più di mille giorni dopo, e fu l’ultimo album (dopo i fasti di London Calling e Sandinista! I due album precedenti) prodotto dalla formazione storica del Gruppo. Questo album contiene una traccia dal titolo Ghetto Defendant. Il brano è stato scritto da Joe Strummer, storico cantante chitarrista del gruppo e da Allen Ginsberg, che offre anche un contributo vocale. Commistione fra rock barricadero e il massimo esponente della Beat Generation. Ho trovato Ghetto Defendant, fin dai primi ascolti di oltre trent’anni fa, un pezzo piuttosto palloso, un episodio minore del disco, anche se piuttosto singolare. Lascio a voi la valutazione

Do the worm on the acropolis
Slamdance the cosmopolis
Enlighten the populace

Hungry darkness of living
Who will thirst in the pit?
Hooked in metropolis
She spent a lifetime deciding
How to run from it
Addicts of metropolis
Once fate had a witness
And the years seemed like friends
Girlfriends
Her babies can dream
But dreams begin like the end

Shot into eternity
Methadone kitty
Iron serenity

Ghetto defendant
It is heroin pity
Not tear gas nor baton charge
That stops you taking the city

Strung out of commitee
Walled out of the city
Clubbed down from uptown
Sprayed pest from the nest
Run out to barrio town
The guards are itchy
Forced to watch at the feast
Then sweep up the night
Flipped pieces of coin
Broken bottles
Exchanged for birthright
Grifted in a jiffy

Strung out committee
Sitting pretty
Graphed in a jiffy
No pity, pretty

The ghetto prince of gutter poets
Was bounced out of the room
Jean Arthur Rimbaud
By bodyguards of greed
For disturbing the bomb
1873
His words like flamethrowers
Paris’ Commune
Burnt the ghettos in their chests
His face was painted wither
And he was laid to rest

Died in Marseille
Buried in Charleville
Shut up

Soap floods oil in water
All churn in the wake
On the great ship of progress
The crew can’t find the brake
Klaxons are blaring
The admiral snores command
Submarines boil in ocean
While the armies fights with suns

PERSEGUITATO DEL GHETTO

Faccia il verme sull’acropoli
Slamdance cosmopolita
Per distrarre il popolino

Oscurità affamate di vivi,
Chi avrà sete dentro una fogna?
Adescata nella città
Passò tutta l’esistenza a decidere
Come scapparne via
Tossicodipendenti di città
Una volta il destino aveva un senso
E gli anni mi sembravano amici
Ora le ragazze innamorate
Partoriscono bambini che possono sognare
Solo sogni che cominciano con la morte

Spari in eterno
Gatti pieni di metadone
Serenità in un polmone d’acciaio

Perseguitato del ghetto
L’eroina non ti piega
Né il gas lacrimogeno né le cariche coi manganelli
Ti impediranno di prendere la città

Buttati fuori dalla società
Murati fuori dalla città
Cacciati via a bastonate dai benestanti
Ci hanno messo la peste in casa nostra
Siamo scappati di corsa fuori dai ghetti
Gli sbirri sono nervosi
Costretti a fare i piantoni durante le feste
E a raccogliere nel buio
Pochi spiccioli gettati
Hanno cocci di vetro
In cambio della vita
Sono nati fregati

Quelli che governano
tranquilli e di aspetto piacevole
In un attimo fanno una legge
Senza pietà, ma di aspetto piacevole

Il principe del ghetto re dei poeti di fogna
Fu cacciato fuori dalla stanza
Jean Arthur Rimbaud
Dai guardiani della speculazione
Per aver disturbato le loro bombe
1873
Le sue parole lanciavano fiamme
Comune di Parigi
Bruciavano i ghetti da dentro le barriere
Ma la sua faccia era diversa dalle altre
Allora fu emarginato

Morto a Marsiglia
Sepolto a Charleville
Tacque

Detersivi e petrolio nell’acqua che ci allaga
Tutto è sveglio e agitato
Sulla grande nave del progresso
La ciurma è senza freni
Le sirene urlano
L’ammiraglio dorme mentre dà ordini
Sottomarini bolliti nell’oceano
Mentre gli eserciti combattono con le stelle

ascolti amArgine: The wind cries Mary, Jimi Hendrix (1967)

IN LOVING MEMORY

Il suo intuito, il suo talento naturale per la chitarra sono paragonabili al genio di Mozart. Lo considero tutt’oggi il più grande chitarrista di tutti i tempi. Come cantante non era molto dotato, ma sapeva rendere grandissime atmosfere come quella di questo brano di mezzo secolo fa.

The wind cries Mary

After all the jacks are in their boxes
and the clowns have all gone to bed
you can hear happiness
staggering on down the street
footprints dress in red.

And the wind whispers Mary.

A broom is drearily sweeping
up the broken pieces of yesterday’s life
somewhere a Queen is weeping
somewhere a King has no wife.

And the wind it cries Mary.

The traffic lights they turn blue tomorrow
and shine their emptiness down on my bed
the tiny island sags downstream
‘cos the life that they lived is dead.

And the wind screams Mary.

Will the wind ever remember
the names it has blown in the past
and with this crutch
its old age and its wisdom
it whispers, “No, this will be the last”

And the wind cries Mary.

E il vento piange Mary

Dopo che tutti i fantocci
sono riposti nelle loro scatole a sorpresa
e i pagliacci sono andati a letto
si può sentire la felicità
che barcolla per strada
con passi vestiti di rosso

E il vento sussurra Mary

Una scopa spazza via con noncuranza
i pezzi rotti della vita di ieri
da qualche parte una regina sta piangendo
da qualche parte un re è senza moglie

E il vento piange Mary

Le luci del semaforo diventeranno blu domani
e faranno risplendere il loro nulla sul mio letto
l’isolotto cola a picco
perché la vita che vivevano è morta

E il vento urla Mary

Il vento ricorda
i nomi che ha soffiato in passato?
E con questa stampella,
la sua età avanzata e la sua saggezza
sussurra “No, questo sarà l’ultimo”

E il vento piange Mary

testi amArgine: Suzanne Vega, Marlene on the wall

In pieni anni ottanta con l’album d’esordio di Suzanne Vega datato 1985.

“Even if I am in love with you
all this to say, what’s it to you?
Observe the blood, the rose tattoo
of the fingerprints on me from you
Other evidence has shown
that you and I are still alone
we skirt around the danger zone
and don’t talk about it later
Marlene watches from the wall
her mocking smile says it all
as the records the rise and fall
of every soldier passing
But the only soldier now is me
I’m fighting things I cannot see
I think it’s called my destiny
that I am changing
Marlene on the wall
I walk to your house in the afternoon
by the butcher’s shop with the sawdust strewn
– don’t give away the goods too soon –
is what she might have told me
And I tried so hard to resist
when you held me in your handsome fist
and reminded me of the night we kissed
and of why I should be leaving
Marlene watches from the wall
her mocking smile says it all
as the records the rise and fall
of every man who’s been here
But the only one here now is me
I’m fighting things I cannot see
I think it’s called my destiny
that I am changing
Marlene on the wall”.
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“Anche se sono innamorata di te
intendo dire, per te cosa rappresenta?
Guarda il sangue, il tatuaggio roseo
delle tue dita su di me

L’evidenza ha dimostrato
che tu ed io siamo ancora soli
costeggiamo la zona più critica
e dopo non ne parliamo

Marlene ci guarda dalla parete
il suo sorriso beffardo dice tutto
registra il via vai
di ogni soldato che passa

Ora l’unico soldato sono io
combatto qualcosa che non vedo
ma credo si possa definire il mio destino
che sto modificando

Marlene sulla parete

Nel pomeriggio vengo a casa tua
vicino al macellaio con la segatura in terra
– Non darti via troppo in fretta –
potrebbe avermi detto

Ho provato a resistere,
quando mi tenevi nel tuo bel pugno
mi hai ricordato della notte dei nostri baci
e del perché dovrei andarmene

Ora l’unica qui sono io
combatto qualcosa che non vedo
ma credo si possa definire il mio destino
che sto modificando

Marlene sulla parete”.