Laughing – David Crosby (e tante grazie per la buona musica che ci hai donato)

David Crosby (1941 – 2023)

Chi ha detto di conoscere un uomo
Chi sapeva cosa stava succedendo
Mi sono sbagliato
Solo un altro sconosciuto
Che sapevo
E ho pensato di aver trovato una luce
Per guidarmi attraverso
La mia notte e tutta questa oscurità
Mi sono sbagliato
Solo riflessi di un’ombra
Che ho visto
E pensavo di aver visto qualcuno
Chi sembrava finalmente
Per conoscere la verità
Mi sono sbagliato
Solo un bambino che ride
Nel sole

*

“Ho sempre detto che ho preso in mano la chitarra come scorciatoia per il sesso e dopo il mio primo spinello ero sicuro che se tutti avessero fumato droga ci sarebbe stata la fine della guerra”, ha detto Crosby nella sua autobiografia del 1988, “Long Time Andato”, scritta insieme a Carl Gottlieb. “Avevo ragione sul sesso. Mi sbagliavo quando si trattava di droga.”

Ha vissuto anni più a lungo di quanto si aspettasse, e dopo i settant’anni ha goduto di un rinascimento creativo, pubblicando diversi album da solista mentre collaborava con altri, tra cui suo figlio James Raymond, che divenne partner preferito per la scrittura di canzoni.

“La maggior parte dei ragazzi della mia età avrebbe fatto un disco di cover o duettato su materiale vecchio”, ha detto durante un’intervista nel 2013, poco prima dell’uscita di “Croz”. “Questo non sarà un grande successo. Probabilmente venderà diciannove copie. Non credo che ai bambini piacerà, ma non lo sto facendo per loro. Lo sto facendo per me. Ho questa roba che debbo togliermi dal petto.”

Sue (or in a season of crime) – David Bowie (2014)

David Bowie (8 gennaio 1947 – 10 gennaio 2016)

SUE (O IN UNA STAGIONE DI CRIMINE)

(Bowie)

Sue, ho avuto il lavoro
Compreremo la casa
Avrai bisogno di riposare
ma adesso ce la faremo

Sue, la clinica ha telefonato
I raggi X sono a posto
Ti ho riportata a casa
Ho appena detto “casa”

Sue, hai detto che vuoi che sia scritto
“Sue, la vergine” sulla lapide
della tua tomba

Perché sono così oscure da pronunciare, quelle parole?
Perché so che hai un figlio
Oh, follia, Sue!

Prendo il treno, sono lontano da casa
In una stagione di crimini nessuno deve espiare
Ho baciato la tua faccia

Sue, ti ho spinta giù sotto le erbacce
Fede infinita in atti senza speranza
Ho baciato la tua faccia
Ho toccato la tua faccia
Sue, addio

Sue, ho trovato il tuo messaggio
Che hai scritto la scorsa notte
Non può essere giusto
Sei andata con lui

Sue, non avrei mai immaginato
Sono proprio uno stupido
Fin dall’inizio
Sei andata con quel pagliaccio

Ascolti amArgine: Give Peace a Chance – Plastic Ono Band (1969)

Il 13 settembre 1969, per la prima volta si esibivano in pubblico, i Plastic Ono Band, il nuovo gruppo di John Lennon e sua moglie Yoko Ono. In occasione del Toronto Peace Festival proposero il loro primo successo, Give Peace a Chance. Il brano pacifista è contenuto nell’album Live Peace in Toronto 1969.

Due, uno due tre quattro
tutti parlano di
borsismo, pelismo, draghismo, mattismo, straccismo, etichettismo
questismo o quellismo, ismo, ismo, ismo.
Tutto ciò che noi diciamo è: date una possibilità alla pace
tutto ciò che noi diciamo è: date una possibilità alla pace
Dai!
Tutti parlano di ministri, sinistri, balaustre e scatolette
Vescovi, pescovi, rabbini e papocchi
E tanti saluti.
Tutto ciò che noi diciamo è: date una possibilità alla pace
Tutto ciò che noi diciamo è: date una possibilità alla pace
Senti!
Tutti parlano di
Rivoluzione, evoluzione, masturbazione,
Flagellazione, norme, integrazioni,
Meditazioni, Nazioni Unite,
Congratulazioni
Tutto ciò che noi diciamo è: date una possibilità alla pace
Tutto ciò che noi diciamo è: offri una possibilità alla pace
Tutti parlano di
John e Yoko,Timmy Leary, Rosemary,
Tommy Smothers, Bobby Dylan, Tommy Cooper,
Derek Taylor, Norman Mailer,
Alan Ginsberg, Hare Krishna,
Hare, Hare Krishna
Tutto ciò che noi diciamo è: date una possibilità alla pace
Tutto ciò che noi diciamo è: date una possibilità alla pace.

*

Testo ORIGINALE – Give Peace a Chance

Two, one two three four
Ev’rybody’s talking about
Bagism, Shagism, Dragism, Madism, Ragism, Tagism
This-ism, that-ism, is-m, is-m, is-m.
All we are saying is give peace a chance
All we are saying is give peace a chance
C’mon
Ev’rybody’s talking about Ministers,
Sinisters, Banisters and canisters
Bishops and Fishops and Rabbis and Pop eyes,
And bye bye, bye byes.
All we are saying is give peace a chance
All we are saying is give peace a chance
Let me tell you now
Ev’rybody’s talking about
Revolution, evolution, masturbation,
flagellation, regulation, integrations,
meditations, United Nations,
Congratulations.
All we are saying is give peace a chance
All we are saying is give peace a chance
Ev’rybody’s talking about
John and Yoko, Timmy Leary, Rosemary,
Tommy Smothers, Bobby Dylan, Tommy Cooper,
Derek Taylor, Norman Mailer,
Alan Ginsberg, Hare Krishna,
Hare, Hare Krishna
All we are saying is give peace a chance
All we are saying is give peace a chance.

*

 

Blues run the game – Jackson C. Frank (1965)

Prendi una barca per l'Inghilterra piccola
Forse per la Spagna
Ovunque sono stato e sono andato
Ovunque io sia andato
Gli azzurri sono tutti uguali

Manda a prendere del whisky mama
Cerca del gin
Io e il servizio in camera tesoro
Io e il servizio in camera
Bene, stiamo vivendo una vita di peccato

Quando non bevo 
Sei nella mia mente
Quando non dormo piccola
Quando non dormo mamma
Quando non dormo
Beh, sai che mi troverai a piangere

Prova un'altra città ragazza 
Un'altra città
Ovunque io sia andato
Ovunque sono stato e sono andato
Il blues viene dopo

Vivere è un gioco d'azzardo 
Amare è più o meno lo stesso
Ovunque ho giocato e
Ogni volta che ho lanciato quei dadi
Ovunque ho giocato
Il blues ha condotto il gioco

Forse domani tesoro
Da qualche parte in fondo all'orizzonte
Mi sveglierò più grande
Mamma molto più grande
Mi sveglierò più grande
E smetterò tutti i miei tentativi
E’ facile parlare di Jackson (1943 – 1999) come del più grande dei perdenti e della sua unica canzone passata ai fasti dalla storia, quella “Blues Run The Game” che ha scalfito i sogni di una generazione. Il suo unico disco uscì nel 1965 ma fu una vittoria di Pirro, tuttavia, che sotterrava quello che il cantautore aveva perso nel vasto campo di battaglia della sua non lunga e tormentata vita. Per saperne di più:
https://it.wikipedia.org/wiki/Jackson_C._Frank
 
 
 
 

Daisy – Lambchop (2022)

Canzone per un malinconico autunno, che non è già più estate ma autunno non è. Giorni ancora incapaci di varcare le proprie contraddizioni, giorni che è camminare sui tetti a piedi nudi dopo la pioggia. Ancora si va avanti tra cadute necessarie e un rialzarsi altrettanto necessario: come la bellezza e l’orrore in ognuno di noi.

Ti saluto, debbo andare
mi sentivo vecchio ma ora mi vedo
come Foster Brooks nei panni di un vecchio ubriacone
o ritmo sul tetto

Come una lunga serenata in dissolvenza
beviamo la pioggia come limonata
cadendo tutt'intorno alle nostre spalle
in una lunga serenata in dissolvenza
Bagnata di virtù e precisione
Aiuta ad aggiustare la vista 

Daisy, Daisy 

L'ora è finita, i soldi sono finiti
cosa avrebbe potuto essere ora è compiuto
Ci sono gocce di pioggia sul passaggio
qualcosa che si agita nel nostro culo

Nella tromba delle scale vicino al muro
Cerco di fermare la caduta delle foglie

Daisy, Daisy

Questo è tutto quanto ho bisogno di dire
sono libero ora 
sono stato lì per te
Tutto quello che avevo una volta ora è vero
Tutto quello che avevo una volta ora sei tu
e Fred MacMurray era un figlio di puttana

 

Nascer, Viver, Morrer – Tim Bernardes

Nascere – Nascere di nuovo nel bel mezzo della vita, in effetti svegliati e guarda ogni giorno, le cose esistono con forza e magia, e io sono cosciente di quel che sono, voglio e amo e posso e lo farò
Vivere – Vivere, in realtà è possibile, a volte senza nemmeno rendersi conto di essere vivo, a volte al bar, a volte nel bene, nel mondo, nella mente, nel sogno e nell’essere, in quel raro infinito momento da vivere
Morire – Morire della propria essenza, presenza dell’inesistente, del silenzio con il suo spazio enorme, che limita l’imprevisto e la fortuna, ciò dimostra che c’è la vita prima della morte, che unisce e separa il tutto.
Nascere, vivere, morire.

Remind me to forget – Katie Melua (2020)

Potrebbe andare tutto in fiamme
Piovono ceneri, le betulle d’argento
Lasciare la città gridando
Il dubbio silenzioso
Le regole sono stabilite e si sentono così meschine e vincolanti
Le foglie, mi ricordano di dimenticare
A lunghi tavoli mi siedo e sento il mio nome
E vedo la tua scritta in alto dice di è la colpa
E’ così allettante andare là fuori
Sentirsi non protetti
E poi basta dire ‘Vedi, mi ha lasciato nudo’.
Le foglie, mi ricordano di dimenticare
Ci sono sette ragioni per cui
E le tue sono diverse dalle mie
E poi le guardo danzare tra le nuvole
Ma non riesco ancora a capire chi ha vinto
Un altro letto è passato da due a uno
A uno
Potrebbe andare in fiamme
Sento la tua mano quando la finestra dice che piove
Lo sai non è reale
Come gli uccelli cantano
Come gli alberi stanno su e il mare luccica
Le foglie, mi ricordano di dimenticare

Ascolti amArgine: Bambini venite parvulos – Francesco De Gregori (1989)

Incisa oltre trent’anni fa, una canzone che ha perfettamente preconizzato i tempi successivi fino a oggi.

Nessun calcolo ha nessun sensoDentro questa paralisiGli elementi a disposizioneNon consentono analisiE i professori dell’altro ieriStanno affrettandosi a cambiare altareHanno indossato le nuove maschereE ricominciano a respirare
.
Bambini, venite parvulosC’è un’ancora da tirareIssa dal nero del mareDal profondo del nero del mare
.
Che nessun calcolo ha nessun sensoE poi nessuno sa più contare
.
Legalizzare la mafiaSarà la regola del duemilaSarà il carisma di Mastro LindoA organizzare la filaE non dovremo vedere nienteChe non abbiamo veduto giàQualsiasi tipo di fallimentoHa bisogno della sua claque
.
Bambini, venite parvulosC’è un applauso da fare al bau-bauSi avvicina l’avvenireL’arrotino col suo know-howVenuto a vendere perlineE a regalare crack
.
Sabbia sulle autostradeRuggine sulle unghieLimatura di ferro negli occhiTerra fra le nostre lingueE avrei voluto baciarti, amoreAlmeno un poco prima di andare viaPrima di essere scaraventatiDentro a questo tipo di pornografia
.
Bambini, venite parvulosVale un occhio il vostro cuoreMille dollari i vostri occhiI vostri occhi senza dolore
.
Bambini, venite parvulosSangue sotto al sole

 

Povera patria

Oggi Due Giugno le nostre istituzioni, rappresentate da uomini e donne (nel pieno rispetto delle quote rosa) ai limiti della decenza i piu’ oltre i limiti della cialtronaggine, hanno spolverato come ogni anno l’anniversario della Repubblica. Nata dalla Resistenza che, almeno in parte, fu movimento di persone cui non importava di immolare tutto compresa la vita, doveva essere un’istituto e una forma di governo a misura d’uomo in cui tutti fossero realmente rappresentati nella collettività e tutelati dalla collettività stessa. Cosa rimane di quel sogno e del progetto che ne seguì? Poco piu’ che retorica e senso della distanza.

Povera patria
Schiacciata dagli abusi del potere
Di gente infame, che non sa cos’è il pudore
Si credono potenti e gli va bene quello che fanno
E tutto gli appartiene
 
Tra i governanti
Quanti perfetti e inutili buffoni
Questo paese devastato dal dolore
Ma non vi danno un po’ di dispiacere
Quei corpi in terra senza più calore?
 
Non cambierà, non cambierà
No cambierà, forse cambierà
 
Ma come scusare
Le iene negli stadi e quelle dei giornali?
Nel fango affonda lo stivale dei maiali
Me ne vergogno un poco e mi fa male
Vedere un uomo come un animale
Non cambierà, non cambierà
Sì che cambierà, vedrai che cambierà
 
Si può sperare
Che il mondo torni a quote più normali
Che possa contemplare il cielo e i fiori
Che non si parli più di dittature
Se avremo ancora un po’ da vivere
La primavera intanto tarda ad arrivare

Ascolti amArgine: Lazarus – David Bowie (2016)

David Bowie ci ha lasciati nel 2016, nel suo caso la morte lo ha consegnato all’immortalità in un bizzarro gioco di luci e ossimori. Questo brano fa parte del suo ultimo album, uscito pochi giorni dopo la sua morte.

LAZZARO

(Bowie)

Guarda qui, sono in paradiso
Ho cicatrici che non si vedono
Ho il mio dramma, nessuno me lo può togliere
Tutti mi conoscono, adesso

Guardami, sono in pericolo
Non ho più niente da perdere
Sono così sballato che il mio cervello turbina
Ho fatto cadere giù il cellulare
Non è proprio da me?

Quando arrivai a New York
Vivevo come un re
Poi ho bruciato tutto il denaro
per cercarti come un matto
In questo modo o in nessun’altro
Sai, sarò libero
Proprio come quell’uccellino azzurro1
Mi ci vedo proprio in tutto questo
Oh, io sarò libero
Proprio come quell’uccellino azzurro
Io sarò libero
Non è una cosa proprio da me?

*

Testo originale:

LAZARUS

(Bowie)

Look up here, I’m in heaven
I’ve got scars that can’t be seen
I’ve got drama, can’t be stolen
Everybody knows me now

Look up here, man, I’m in danger
I’ve got nothing left to lose
I’m so high it makes my brain whirl
Dropped my cell phone down below
Ain’t that just like me?

By the time I got to New York
I was living like a king
Then I used up all my money
I was looking for your ass
This way or no way
You know, I’ll be free
Just like that bluebird1
Now ain’t that just like me?
Oh I’ll be free
Just like that bluebird
Oh I’ll be free
Ain’t that just like me?

Note:

sialia1 Il “bluebird” (in italiano “Sialia“) è un uccello molto noto in America, e da sempre simbolo di libertà e rinascita. E’ anche il simbolo di New York ha ispirato il simbolo di Twitter e compare in molta letteratura americana: una famosa poesia di Bukowski  si intitola proprio così.