Preparate i balconi 31

… fu così che ai 2/3 (o 4/5) del cammin di mia vita, sempre se ho culo, m’addormentai mentre guardavo l’ennesima puntata del mio show televisivo preferito, dopo il monoscopio Rai, “La Pekarna nella Prateria. Fui guidato nell’arduo cammin da Franco Franchi e Ciccio Ingrassia che mi condussero in un mondo ultraterreno e impossibile; un mondo denominato “Italia”, dove ci si accingeva al Natale, festa che commemorava la nascita del Duca Conte.
L’usanza era quella di costruire una rappresentazione, tutta fatta di tappi a corona, della natività del Duca Conte in una clinica privata di lusso e nel contempo di decorare un albero denominato “albero di Natale”, con lucette e piccole palline colorate. Le palline erano strane perché erano tutte a forma di vairus e avevo il terrore anche solo a guardarle.
Per lo spavento mi sono svegliato, in Italia, col Duca Conte che parlava alla televisione e coniava lo slogan Salviamo il Natale.

il punto di vista

Il punto di vista
dentro un androne vuoto,
sopra il parquet la pioggia,
la femmina in calore
non è figlia di donna.
vuoto il parcheggio sotterraneo,
dove sono finiti tutti?
giusto per proseguire l’umore
non pensare oltre,

il punto di vista
incoerente, confuso
dal colore dei capelli
cedessero tutti
per sentire minor peso sulla testa,
qualcuno talmente anonimo
da non essere notato
nemmeno dandosi le fiamme;
tutti a furoreggiare adesso!
riapre il vaudeville
della Grande Riforma

Preparate l’artiglieria, ehm… i balconi 9

Mi piace Macron il presidente francese. Macron chi? Sì quel bancarietto anonimo sposato a una vecchia babbiona. Ultimamente il vairus gli ha imposto un cambio d’abitudine non da poco, non può più andare a cuccare centenarie in casa di riposo; i gilet gialli chi li ha più visti e sentiti? Insomma ha a disposizione oceani di tempi morti. E come ha pensato di trascorrerli? Fregandosi pezzetti di territorio italiano, ma che strunz! Hey Duca Conte, datti una mossa, se va avanti così ti ritrovi a fare l’usciere all’Eliseo! A questo punto ne parlerò col sindaco di Castello, d’altronde se i comuni di Chamonix e St. Gervais hanno modificato unilateralmente, e in barba agli accordi del 1860, inculandosi un pezzetto di territorio italiano in zona Monte Bianco, a questo punto Castelbolognese può fare la stessa cosa, modificare i confini unilateralamente, e incularsi tutta la Provenza, Monaco, Nimes, Marsiglia fino ai Pirenei. E se gli spagnoli non stanno zitti ci inculiamo pure la Catalogna, così i nostri bambini potranno andare in colonia al mare. Ne faremo frazioncine di Castello. Ma il buon maionese che ci sta a fà? Non ci crederete ma ha imparato a scriveeee: “Tali misure unilaterali, che non possono e non devono incidere sul territorio italiano, non potranno avere alcun effetto e non sono riconosciute dall’Italia“, si legge in una nota diplomatica voluta dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio. Quest’uomo ha la stoffa del sarto!

Ce la siamo fatta 93

Questo è un lunedì che spacca. Nel senso, ragazzi, che vi trovate gli attributi atomizzati senza nemmeno esservene accorti. Non è un effetto secondario del vairus, ma il prodotto finito di minuti e minuti di notiziari. Fa notizia la jumerdus che vince senza nemmeno un rigorillo ai danni del Napoli. Fa notizia il bel Donaldo che su un suv blindato ieri è andato a farsi vedere dai suoi fans, più che altro per inseguire la lepre Giò, oggi in base ai sondaggi, in vantaggio di quattordici punti, tra poco lo doppia. Oggi, uscendo, vi siete ricordati di mettere la mascherina, avete fatto i bravi? Se non lo avete fatto, per favore facevatelo! Qui si rischia davvero di entrare in un merdaio senza limiti, e già abbiamo da farci carico della juventus!

Ce la siamo fatta 91

Ahò teribbileeeee Donaldo e la sua signora positivi al vairus, e costretti allo smart working. Già Giò è infuriato perché non potranno andare alla Sagra della maiala di Minneapolis, ma questo fatto apre nuove prospettive anche al Manipolo di Eroi che convive in moschea. Quali siano non è ancora ben chiaro: Agone è un po’ di tempo che twitta con Porfirio, un panettiere di Catania impegnato con una donna sposata e cioè sua moglie. Sappiamo però che si tratta di Donaldo, travestito da panettiere di Catania. Lontani i tempi in cui la first lady era tenuta in ostaggio dentro la moschea e Agone e il defunto Cobbra se la contendevano. Il tempo passa e se ne va, l’estate non c’é più, il caldo è finito e i musulmani ci vogliono sloggiare, perché dicono che siamo crociati. La colpa di tutto questo è dell’Orbettino che, mentre faceva le parole crociate con un polpo nascosto nelle mutande, ha chiesto a Mahmoud una mano per la definizione 69 orizzontale: Si fa in moschea, tutti sanno che in moschea si fa la preghiera, ma il gigantesco equivoco che è venuto a crearsi, rischia di farci ritrovare senza un tetto sulla capa.

ce la siamo fatta 85

Intervista a un parlamentare di un partito (già molto arrivato) a proposito degli esiti del referendum.
– Allora, hanno vinto i sì.
– Eccerto, questo si traduce in un bel risparmio.
– Parlano di 8 centesimi a testa…
– Preferiva un calcio sulle gengive?
– Certo che no, dunque cosa farete adesso?
– La Grande Riforma, già i nostri Navigator stanno scoprendo nuovi continents senza scie chimiche dove realizzeremo la società perfetta e…
– Scusi, ma il vostro mentore e fondatore un tempo diceva che i parlamentari erano nostri dipendenti, licenziarne più di 300 non è indice di cattiva salute in un’azienda?
– Ma che dice? Noi siamo quasi treciento che è la metà di seicento, e …
– Ma scusi, non ci saranno prima nuove elezioni?
– Ops…

ce la siamo fatta 84

La situa vairus (per gli intimi Camillo il Bacillo) non è che sia lusinghiera, il vairus c’è e non c’é, ma c’é. Bisogna stare attenti, son cazzi altrimenti: vedasi quel che sta succedendo in Britannia, Francia e Spagna. Appurato che non esiste l’immunità di gregge, tanto cara a Boris, dobbiamo affrontate con rispetto e consapevolezza la situa. Oggi la Carolina ha iniziato un nuovo lavoro, sarebbe bello se il vairus non facesse chiudere per sempre anche questo negozio. Poi ci si mettono pure i calciatori, tra Suarez che pur avendo masticato l’italiano (leggasi Chiellini) già da anni non ha superato la prova d’ammissione a Perugia, e il povero Ibbra che è positivo al vairus. Un macello. Non bastasse tutto questo ci si mettono anche le scadenze fiscali. Gli unici in regola sono Monnezza e Orbettino, il primo perché fantasma, il secondo perché non guadagna. Io e Agone siamo invece impelagati. Agone ha ancora problemi con Lara (oramai chiama così l’aragosta con cui ieri ha tentato di fare toeletta) e si trova a Vladivostok prigioniero dei russi. Io, dopo essere stato un tot di volte all’Agenzia delle Entrate, ne sono uscito cacciato in malo modo. Poteva andare peggio, magari pioveva pure.

ce la siamo fatta 83

Cari moderati e care moderate buon pomeriggio! Il soggiorno in Nord Corea è stato brevissimo, siamo già in viaggio per l’Italia con tanto di foglio di via. Espulsi per attività anti governativa.
Già Agone si era lasciato sfuggire una battuta del tipo:
– Oh ma qui quando si mangia? –
La frase è stata subito intercettata dai servizi segreti nordcoreani e tradotta malamente in qui è tutto un magna magna. Poi ci si è messo anche Er Monnezza quando ha detto:
– Ahò ma qui ‘ssò tutti comunisti! – (tradotta con uno sgraziato i comunisti mangiano i bambini)
Per fortuna avevamo lasciato l’Orbettino a presidiare la moschea, ci fosse stato anche lui saremmo stati fucilati per direttissima con un cannone anti aereo.
Insomma ci hanno imbarcati sul primo volo per Wuhann, con scalo a Francoforte e arrivo a Roma non si sa quando.
Mentre stavamo trasvolando il mercato del pesce, Agone ha pensato bene di fare uno scalo tecnico in bagno. Dopo circa tre quarti d’ora abbiamo pensato bene di chiedere alla hostess di andare a verificare com’era la situazione dentro il bagno. Quando l’hostess ha aperto la porta si è lasciata andare a un urlo raccapricciante: il nostro aveva finito la carta igienica e stava cercando di fare toeletta utilizzando un’aragosta sgraffignata non si dove né come. Il mondo non è ancora pronto per Agone.

ce la siamo fatta 79

Niente dev’essere più lungo dei tempi di una pisciata media, per far fronte a questa esigenza il seguente post sarà breve e conciso. Non vogliamo che il vairus faccia irruzione nei bagni ignorando la scritta OCCUPATO.
Mentre guardavamo “Pioggia dorata, la vera storia di Eva Orlowski” cui sarebbero seguiti dibattito e cineforum, Monnezza si è lasciato andare a un:
– Er troppo romp’er cazzo! –
– Io però la pizza non la pago! – gli ha fatto eco Agone.
– Sssshhhhhhhhhh! – ha aggiunto l’Orbettino.