L’uomo bianco

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Impallidì dopo aver perduto
le ciglia nel bosco, consultò guru e sciamani:
l’algebra non fu conforto.
.
Sorrise senza comprendere
spirito e tono della boutade
del tutto assorto dalle previsioni del tempo.
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Non seppe interpretare l’acqua a mezza scarpa,
fosse stato per lo scioglimento dei ghiacciai
o semplicemente un rubinetto guasto.
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Gli animali da compagnia simulavano affetto,
sotto casa un cespuglio di fragole
si piegò in favore di vento.

Le Tre Sorelle

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Sorella Morte, Sorella Fame, Sorella Malattia,
da inseguire con lo sguardo, le tre sorelle,
in lontananza senza pensare al presente
tra un baccanale e una rapina:
di doman non c’è certezza,
lavoro inutile per maghi e regnanti prezzolati.
.
I giusti nascosti nel fosso
della Bisanzio perduta in partenza
a disegnare vene con la penna
pensando di sfuggire ai turchi.
.
Le mani piene di silenzio o, al massimo
di una professione, gli occhi intonati alle mani,
convinti di un’opinione o validi motivi
per non mollare prede ormai sfiancate.
Certo non provate pudore
nemmeno di fronte agli dei che ostentate.

Il Vaccinone 112 (ultima puntata)

Ebbene sì, ho fatto il Vaccinone: il mio pusher mi ha avvisato e messo al corrente di tutti di effetti collaterali possibili, immaginabili. Mi sono beccato il Johnson&Johnson, inizio già, a distanza di poche ore, a sentire benefici effetti. La pelle piu’ bella, una voce melodiosa alla Farinelli, il fatto che inizi ad avvertire il sintomo di una sonora e robusta dose di legnate non mi ferma, dal momento che la mia capigliatura inizia ad avere affinità elettive con quella di Jimi Hendrix. E poi non è vero che si capta Radio Maria, tutte cazzate e leggende metropolitane: solo Radio Vaticana si prende benissimo.

L’avvenire non ha tempo

L’avvenire non ha tempo,
avrei voluto il suo amore al punto
di uccidere mio padre, lasciandolo
dentro un roveto sbarrato di spine,
dove neppure la mano più sottile
potrebbe estrarlo. Rimanga là
a meditare con le calliphore
sulle necessità che generano sogni
a volte belli, più spesso mostri,
quando ci si addormenta figli
al risveglio si è padri.

Anche le pulci prendono la tosse di Roberto Costantini (romanzo, 2020)

Raymond il poliziotto, Beatrice l’infermiera, Salvatore il piccolo imprenditore e Regina l’insegnante entrano nel tunnel del coronavirus con tutti gli altri, a fine di febbraio 2020 ad Adeago, in provincia di Bergamo. Ci entrano con le loro vecchie paure, frustrazioni, amori perduti e sconfitte, e con umana meschinità. Quando comincia il contagio, il poliziotto ne approfitta per defilarsi dalle indagini su un furto di macchine da cucire, l’infermiera simula un incidente per sfuggire al Pronto Soccorso sovraccarico, l’imprenditore pensa di fare soldi fabbricando e smerciando mascherine di dubbia qualità e l’insegnante elude le lezioni online per liberarsi di studenti svogliati e genitori aggressivi. Il virus però non è solo vento di morte, è anche un formidabile acceleratore di destini. E i loro deflagrano. Dalle feste per le vittorie dell’Atalanta si passa al deserto e poi al terribile corteo delle bare nei camion militari, e le storie dei quattro protagonisti si intrecciano e si coagulano intorno al vergognoso business delle mascherine finanziato da veri malviventi, alcuni con la pistola, ma i peggiori in giacca e cravatta. Nel momento più buio, uomini e donne che pensavano di non avere più niente da chiedere o da perdere si troveranno di fronte l’occasione per riscattare una vita spenta. Un noir grottesco e travolgente come una Fargo lombarda.