fuck the system: lettera aperta alla lettrice di una rivista letteraria internazionale

Cara Signora, il suo intento è ammirevole, parte dall’umiltà, che tutti dovremmo avere, di chi si ritiene nella condizione e nella curiosità di volere imparare qualcosa da chi ne sa più di noi. Anch’io mi avvicinai a questo luogo e a questa gente con la stessa volontà, e in effetti per un lungo tempo ho appreso. A volte si sono verificati malaugurati incidenti, dovuti più che altro all’incomprensione o all’eccessiva franchezza, ma nel complesso, quando si vuole imparare, quando si vogliono allargare gli orizzonti non si fa molto caso a qualche inciampo, si prova a riprendere il cammino considerando il valore aggiunto che può essere l’esperienza di uno SCAMBIO con determinate persone di cui hai soprattutto stima e per le quali, con l’andare del tempo e della condivisione, inizi a nutrire persino affetto. Questo gruppo è formato da alcuni maschi alfa, preparati, e come tutti i creativi pieni di se stessi, poi c’è una piccola corte dei miracoli che, pensando di trarne qualche vantaggio, gira intorno. Quello che molti non capiscono, o non vogliono capire, è che un contributo fattivo non si può e non si deve limitare a un semplice “trarne qualcosa, trovare l’occasione per auto promuoversi o farsi promuovere”, il tutto deve essere un libero scambio: “io ho questa idea ve la sottopongo”, “io conosco questi autori, cosa ne pensate?”. Finché ha girato così andava bene, ora per una svariata serie di motivi, e qualche marchetta di troppo, il giocattolo sembra essersi inceppato. Se posso permettermi un consiglio, la prego, tragga da questa frequentazione il meglio e per il resto non si occupi troppo delle sindromi o delle idiosincrasie che qualcuno ogni tanto lascia inavvertitamente affiorare. Qui c’è stato molto da imparare, vada a ritroso negli anni, questo blog è un’autentica miniera. Ora è un po’ ripiegato a rimirarsi l’ombelico, ma non è detto che l’impasse, grazie all’interscambio con persone intelligenti, come suppongo Lei sia, possa essere superato. Questo è quello che auguro a Lei, e a tutti quanti. Il resto è scorie, è velleità, autoreferenzialità, maleducazione, incapacità nel saper gestire al meglio un luogo aperto al pubblico se pur virtuale. Un saluto.

Flavio Almerighi

il mio lato del letto

sidedirebbe l’umanità è bisogno,
nervoso e sottile il tempo,
non allontanerebbe il gusto del mattino
dalle lenzuola alla zuccheriera
trapunte di sabbie mobili

(Cenerina Ferri ammansiva le viole
per non dar tempo all’amore.
Voleva imparare, persino pregare.
Finì offrendo zucchero
ai figli delle amiche)

spioventi di signorine
sempre in agguato. stessa marca
di profumo le guarnisce. direbbe,
tacchi bassi e culo alto
fin dai tempi della culla

brucerebbe dentro la bocca che odia
quando non è pronta.
dei bambini venduti a religioni e re
direbbe, qui si gioca col fuoco,

gli uomini temono gli uomini
specialmente le malattie che portano
per le ridotte della vita scoperte di recente
che hanno in comune

Il gatto dalle uova d’oro

adriano-vanesio-carolinaEsiste lo specchio, esiste, esiste
siamo di lui
il gatto dalle uova d’oro,
curiosi fissiamo
chiedendo chi sia l’altro
in un tentativo estremo d’unghie
tra la parete e il vetro

per capire chi è,
quanto disgusto sparga nel mondo
quanto amore possa rubare
senza ricetta,
quanti auguri di buon lavoro
e buon viaggio rifiuterà
tra sorrisi provati allo specchio

siamo a teatro la truccatrice
(Adriano, l’unico poeta che conosco
ma non depone uova)
il sipario prima di cadere ci guarda
da uno specchio di bucce d’arancia
mangiate con aria cruda
e pane cotto

sanguisughe

w_sil proibizionismo iniziò in un fiume d’alcool,
se ne faceva con ogni cosa, grano
pannocchia, anche di corteccia.
La città può essere estenuante.
Terminò con una mano fortunata a tressette.
Hitler invase l’Europa, russi e americani
invasero l’Europa per liberare Hitler,
finì che il clima era buono e si fermarono.
La spartirono come una torta nuziale,
spensero le candeline e cadde il muro.
Ogni secolo ha le sue sanguisughe,
i suoi comunisti, le sue chiese.
Preti che dicono “preghiamo”!
Piedi sporchi e sepolcri imbiancati.
In fin dei conti si voleva spacciare
soltanto un po’ d’alcool,
finì che i zoppi persero le gambe fuggendo
e il battistero chiuse per troppa luce.

Non aspettate che vi offrano biscotti.

sotto la carena

tumblr_no5wichxzt1rknkzeo1_500dal punto di vista climatico
è autunno
ma sotto la carena è delirio,
(verificare cosa sia un incesto
e cosa un furto d’arte
se le due azioni siano complementari
o antitetiche,
scoprire come mai
un cambio di stagione influisca
molto più sugli artisti
che sugli armadi,
vedere se è possibile fare pace
e con chi)
storia di truffe aggravate
l’impasto celeberrimo d’io
con me

il Crepuscolo degli Dei

il Crepuscolo degli Dei
avvenne nella platea fredda
di barbe mal fatte
con l’ultima camicia buona
prima dell’apocalisse

nell’imminente crollo
dell’incrollabile fede
nella Vittoria Finale
gli sguardi persi all’idea
di un fuoco cui lasciare
uniforme e tessera del partito

mentre Wagner drammeggia
il crepuscolo in atto
le donne fingono indifferenza
col nemico alle porte
carni finite e cuori smarriti
senza più petto
*
tutto compiuto, firmata la resa
un brindisi nelle sconnessioni
dell’ultimo bistrot

i pochi perimetri rimasti
sono posti in piedi
per i superstiti.

L’acqua è un bene necessario,
l’acqua è pace
la pace silenzio sulle rovine
di Sodoma e Berlino
berlino

John Sturges

Oltre il tempo delle mele
il confine ipnotico del sax
lambisce John Sturges,
indomito guerriero immortalato
nell’atto di sedurre una cassiera,

trofeo da esibire
a ragazzine dai denti a sciabola
su uno slargo parigino
imbevuto di nebbia,
nemmeno fosse Londra
ristrutturata a colpi di V2

satura di polvere da muratore,
mentre il genere umano
fotte il suo tempo
tra venti di guerra
e ventuno grammi di spirito,

roba molto forte
se non bevuto on the rocks
prima che i poli
si sciolgano d’amore
e un pezzo di pack
affondi il Titanic
sturges