Gioielli Rubati 144: Alessandro Fo – Giuseppe Todisco – Roberto Nicolini – Roberta Lipparini – Luciano Orlandini – Vincenzo Ditoma – Francesca Ancona – Santo Aiello.

Come sempre grazie a Daniela Cerrato per la preziosa collaborazione. La rubrica è reperibile anche sul suo blog, qui:

https://ilmondodibabajaga.wordpress.com/

Quel che inizia nel giorno
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Disporre a chi lasciare i libri, i quadri:
un giorno o l’altro ci dovrò pensare.
E anche giacche, cravatte, biancheria,
la vita dei bicchieri e delle pentole…
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È l’alba, e lento mi dirigo al lavoro,
mentre sul cielo semigrigio e lucente
scorre a zigzag la fuga di spioventi.
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Mi supera, compresa nel suo footing,
una ragazza.
Ha la coda,
le sobbalzano
nel passo svelto e elastico i capelli.
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Ma a destare stupore
è come, anche all’impatto delle suole,
sia già lontana, senza alcun rumore.
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di Alessandro Fo, qui:

“FILO SPINATO”: i versi di ALESSANDRO FO

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*
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Sentire un peso – l’ottava parte
di un grammo – e tu che dall’altra
parte mi pareggi se cedo
un lascito di cose estive prese
in prestito ogni volta che ti penso.
Irene, sei già più grande di me
che sembro appena nato
ed è tutta mia questa moltitudine
di giorni da colmare – che pare
ci sia vento sempre
e sempre qualcosa da dire.
Io me ne starei con te, non fosse
tutta in cielo l’anima che posso,
perché è come amare un frutto
quando cade, se poi la terra
si dimostra.
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di Giuseppe Todisco, qui:
http://poesia.blog.rainews.it/2021/05/giuseppe-todisco-il-poeta-del-margine/?fbclid=IwAR2eXcK3_hHDVqzryi4DQ65med255ccM69hsaufYBNuvEd9zlzO6NpZjGwQ
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La buona notizia
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La buona notizia
è che non abbiamo perduto
la libertà.
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Non si può perdere
ciò che non hai mai avuto.
Elogi, parole sublimi
sulla libertà,
come il vento
ti attraversano
provi ad afferrarle
senza dare loro una forma
un’idea, una sostanza viva e pulsante.
.
Continueremo ad abbassare la testa
non abbiamo nulla
la strada è tracciata.
Permane una strana dissonanza
un principio, una luce,
pietra angolare di ogni esistenza,
ma lontana come l’orizzonte.
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di Roberto Nicolini, qui:
https://opinioniweb.blog/2021/05/06/la-buona-notizia/
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*
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Quarta meditazione per bambini: il vento
.
Inspiro e sono vento, inizio a volteggiare
Espiro ed increspo le onde del mare
Inspiro e nel cielo spingo un aquilone
Espiro e nelle strade spargo una canzone
Prendo una nube e la soffio lontana
Io sono libeccio, sono tramontana
Sono maestrale, sono scirocco
Turbinio di neve, fiocco contro fiocco
Sono la danza di foglie e farfalle
Carezza fresca sul collo e le spalle
Alzo la sabbia, disegno una duna
Sollevo le stelle fino alla luna
Inspiro e sono fiato che sfiora l’universo
Espiro e porto l’eco di un suono disperso
Inspiro e nel campo accarezzo il frumento
Espiro e ripeto: io sono il vento
.
di Roberta Lipparini, qui:
https://www.facebook.com/roberta.lipparini.9
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Merda
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non so perché il cielo sia turchino
quando il mare non cola nell’azzurro
come spegnersi accesi in un sussurro
.
galleggiando nel giallo paglierino
dal greggio fino all’escherichia coli
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però ai banchi va sempre bene il vino
e sui monti si spara ai caprioli
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di Luxor (Luciano Orlandini) qui:
https://compensazioniequoree.wordpress.com/
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Sulle poesie d’amore
.
la poesia non sa nulla dell’amore
se non per vie traverse; ché non credo
a chi ritrova sé stesso nell’altro
e va sinonimandosi nei t’amo;
amare è suicidarsi nelle viscere
altrui, è liquefarsi nei suoi battiti,
è far del tu ogni prima persona
di tutti i verbi, è quasi apostrofarsi
davanti al nome di chi si ama; e allora
dicevo, la poesia cosa sa
di tutto questo, quando in risonanza
va risolvendosi di quel dolore
tutto nostro e in posizione fetale,
intrisa d’io ad un pianto incatenata?
.
di Vincendo Ditoma, qui:
https://www.facebook.com/vincenzothomapoesia
.
*
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Dondolavo da sola
 .
Il mio miglior amico
è un impostore
che urla agli dei
il suo nome straniero
E crescono fiori
sotto un manto di fango
a riempire il mio petto
di odorosi boccioli
Non gli avevo mai chiesto
da dove venisse
quel rumore di morte
e quel languido bacio
Le perfette creature
annunciate dai tuoni
palesate dai lampi
mendicanti di lusso
Senza dio questa terra
senza remi la barca
non si muove il dolore
troppo puro anche l’odio
Tutto ciò che ho capito
non lo toccan le mani
non mi sento sicura
sopra ruote pesanti
Se non svuoto la testa
non mi tolgo il vestito
delle unghie quel graffio
non corregge gli errori
È più dolce il respiro
di quegli angeli in marmo
biondo fuoco di paglia
sulla lingua bugiarda
Mi conosco più umana
e mi tocco le braccia
come fossero crude
di corteccia e di sangue
              Spingo
                       Volo
                           Oscillo
              L’altalena  è crollata!
.
di Francesca Ancona, qui:
https://www.facebook.com/francesca.ancona.5437
.
*
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Io ti amo in silenzio
come un abisso,
ama il suo mare
dalle profondità mie, ti sfioro
sempre di notte, nel mio silenzio
e tu credi che siano le stelle
a svegliarti all’improvviso
o qualche richiamo interiore
o forse un ricordo, hai pensato
ma se di dolcezza ti scopri, avvolta
come un lenzuolo profumato
un prato umido di rugiada
sono le mie mani, ora più silenziose
che migrano nel tuo sogno, nei desideri
sono uccelli che volano più in alto, sopra le nubi
dove il cielo è più azzurro,
io ti amo nel silenzio,
nelle parole sussurrate
io ti amo come l’acqua, come la pioggia
come il fiore sulle rocce, che è solo
ma che conosce bene il vento
e nell’alba scrive la sua poesia
il suo verso migliore.
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di Santo Aiello, qui:
https://www.facebook.com/santo.aiello.52
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16 pensieri su “Gioielli Rubati 144: Alessandro Fo – Giuseppe Todisco – Roberto Nicolini – Roberta Lipparini – Luciano Orlandini – Vincenzo Ditoma – Francesca Ancona – Santo Aiello.

  1. Buona domenica a tutti in questa serena giornata di sole! Bellissime le poesie: ormai sono un appuntamento settimanale che ci fa innamorare del dono della parola e della scrittura come l’aria che respiriamo. Complimenti agli autori e soprattutto a Flavio e Daniela, per il loro regalarci di questa passione che non dovrà mai morire. Come diceva Emily Dickinson, “…non conosco nulla al mondo che abbia tanto potere quanto la parola. / A volte ne scrivo una, e la guardo, fino a quando non comincia a splendere…”

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