Years of solitude (Años de Soledad) – Astor Piazzolla e Gerry Mulligan con poesie di Helga Maria Novak

sotto il gelso

carta carbonizzata innevava la strada
lanterne sghembe ondeggiavano ebbre
le finestre a inferriate della scuola di mattoni
tenevano al sicuro in cantina quaranta bambini

le mura della città andavano in cenere
di fronte alla scuola c’era un albero di gelso
e un bambino nei bagliori dell’incendio
si ingozzava la bocca di dolci more

la scuola in mattoni è bruciata per intero
le inferriate tennero bene
i quaranta presero fuoco come libri urlanti
da ultime s’infiammarono le braccia protese

il bambino ha smesso di crescere
– uno scemo qualsiasi – e
mentre sulla cenere crescono le cipolle
lui continua sotto l’albero di gelso

a ingozzarsi la bocca di dolci more.

*

Deportate

le scavatrici di torba

vengono dai campi paludosi
le loro teste rasate a zero
ondeggiano nel crepuscolo
come la collana di perle di una gigantessa

a piedi nudi le donne lasciano
le impronte nella strada catramata
i soldati davanti alle palizzate
aspettano i corpi

delle scavatrici di torba

*

finché arrivano lettere d’amore
non tutto è perduto
finché mi raggiungono abbracci
e baci seppure per lettera
non tutto è perduto
finché nei pensieri
vi chiedete dove io sia
non tutto è perduto

********

Helga Maria Novak (1935 – 2013) poetessa islandese di lingua tedesca

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8 pensieri su “Years of solitude (Años de Soledad) – Astor Piazzolla e Gerry Mulligan con poesie di Helga Maria Novak

  1. In queste poesie si mette in luce l’indifferenza a delle tragedie che accadono, per disgrazia o per incuria. Nella seconda la sofferenza di povere donne prigioniere sfruttate fino allo sfinimento o all’annientamento e, infine l’amore donato anche da lontano, come un eco lenisce le pene dell’anima. La poesia prima colpisce di più per le auliche metafore contenute nei versi. Notevoli opere che ho molto apprezzato.

  2. …a volte la drammaticità di eventi dolorosi, fa apprezzare anche un piccolo respiro di vita…
    Versi notevoli che lasciano trapelare una spiccata sensibilità del profondo

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