letture amArgine: Federico Fiumani da “40 Poesie” 1985

La maggior dote di questo musicista/poeta è sicuramente la coerenza, certamente ha evitato la triste fine di Piero Pelù, Litfiba e diversi altri suoi contemporanei. Firenze è stato anche un sogno new wave. Traggo questi pezzi da un piccolo prezioso libretto di poesie acquistato alcuni decenni fa. (Flavio Almerighi)
*

GRAFICO DEPOSIT

A volte mi chiedo
se esiste davvero
un’esistenza che sia
parallela a questa
quando il tempo sprecato
è una città senza sfondo
che ci divide.
Ma ho veramente vissuto
in questa notte?
Ricordo soltanto i suoi occhi
che per un attimo
hanno incrociato i miei
cercando il contatto
ritrovato e nascosto.
*
QUANDO LA MOGLIE È IN VACANZA

L’estate in città
è forse la cosa più bella
che esista al mondo.
Riscopro il volto delle strade
e il silenzio maestoso
del cemento infuocato.
Le case hanno di nuovo
geometrie precise
e vetri rotti per caso
con sassi scagliati
da un bambino distratto.
*
VUOTO

Oggi è domenica
ed è un giorno vuoto
come la mia casa.
Io mi inganno e mi ripeto
con sempre le solite cose
e i soliti gesti,
il televisore si accende
e si spenge ogni minuto.
Ho letto tutto quello che potevo,
pensato a tutto quello
che avevo da pensare.
Ho creduto in tutto
quello che dovevo credere
e il malessere è sempre qui,
al centro della mia testa.
*
VECCHIO CAPPOTTO

La stanchezza arriva all’improvviso
cade sulle mie spalle
come un vecchio cappotto
lasciato distrattamente
in un armadio polveroso.
Dopo essermi arrampicato
su infinite rampe di scale
ascolto il pianto di un bimbo
che cerca i genitori
e schiaccia il viso sul portone.
Presto smetterà
quando si sarà accorto di me.
Quando mi vedrà seduto in un angolo
con lo sguardo impaurito
di chi ha tutto contro.
Accarezzo il mio labbro
con una sigaretta spenta,
aspetto soltanto che lui si addormenti
e mi accorgo ancora
che tutto è finito.
*
DISORDINE

Presto dovrò cominciare
a riordinare la casa,
i piatti ammassati
sono una linea sporca
senza capo né coda.
La confusione per terra
regna sovrana
e scopro ridendo
che in cima ai muri
i ragni hanno costruito
nuove case
più ordinate di questa.
Chissà se a loro
costa tanta fatica andarsene
e farne un’altra
ad ogni colpo di scopa.
*
LOSANNA

A Losanna le strade sono terse,
lunghe arterie sfiancate
piene solo di cemento e fabbriche.
A Losanna sarà sempre inverno
ed io sono in una casa sporca
dove nessuno sa la mia lingua
aspetto con ansia il mio momento
per poter tornare presto a casa
come se fossi un sicario
mandato da qualcuno.
Il mattino dopo
gli altri sono pronti per partire
e hanno parole
soltanto per il freddo,
per il viaggio che ci aspetta.
La febbre è tra la pelle e i vestiti.

*************************************

giusto per farvene un’idea
https://it.wikipedia.org/wiki/Federico_Fiumani

Annunci

amArgine di un inedito di Giovanni Sagrini

Novità di giornata

La mano ubriaca spunta dalla neve
per finire nel grigio pronto a scioglierla.
Perpetuo sognare da stregone:
scienze occulte, frutti dimenticati
e la neve muore, gemendo fino all’osso
di tanta gente cancellata.

Novità di giornata
la buona sorte non sorprende,
lancia apostrofi a fianco della ragazza
con cui si gradirebbe parlare del tempo,
(la vorrei dei sogni amante e valletta)
ma non c’è tempo
questo nulla è fin troppo gremito.

Specialmente a metà settimana
fantasticavo di aquiloni gettati vivi
al cielo di Via Montefortino
e trovai interessante chiedere agli aerei
come possono portare spiriti così in alto
più dei loro passeggeri.

******


Giovanni Sagrini nacque a Casola Valsenio (RA) il 21 gennaio 1939. Studente liceale, fu costretto su una sedia a rotelle dall’età di diciott’anni a seguito di un investimento stradale avvenuto sulla provinciale casolana/riolese. Poeta mai pubblicato, i suoi quaderni sono stati ritrovati dopo la morte, avvenuta per complicazioni cardiache nel 1966.

letture amArgine: tre poesie di Stefano Simoncelli

Simoncelli mi piace perché non ha molte parole, soprattutto non ne spreca. La sua figura, la sua voce, mi ricordano Paolo Conte e Piero Ciampi. La sua franchezza è impagabile, anche se è juventino. (Flavio Almerighi)

(da GIOCAVO ALL’ALA – 2005)

La sciarpa viola (la portavi in ospedale
con civetteria e imbarazzo) imboscata
insieme agli altri capi invernali
in fondo all’armadio,

scampata allo sciacallaggio
delle zelanti donne delle pulizie
che dopo il funerale hanno strofinato
e strofinato gli angoli della casa
cancellando ogni tua traccia
non è, mi dico, di pelle e ossa.

Allora perché rimango qui,
custode di reliquie,
l’ultima notte dell’anno,
l’ultimo anno del millennio,
a baciarla e accarezzarla
come se là dentro,
nella lana …
*

(da TERZA COPIA DEL GELO – 2012)

Bisbigliano tra le luci al neon
sotto la pensilina. Vogliono
che tenda l’orecchio
e li riconosca uno alla volta
mentre arrivano i treni notturni
alla stazione della memoria. Chi siete?
Da dove venite? vorrei chiedere,
ma sbanda la mia ombra
sul marciapiede di tante partenze
improvvise, il cuore si rattrappisce,
manca l‘aria…“Mia moglie è con voi?
Fatemi ascoltare ancora la sua voce”
supplico spalancando le braccia
nel sogno ormai spento.
*

(da HOTEL DEGLI INTROVABILI – 2014)

(a Daniela, Tea e Margot)

Hanno lasciato che fotografassi la villa
e gli ulivi in fila come un’uscita scolastica.
Poi, dal finestrino dell’auto, un piccolo lago
dove portano ogni giorno a nuotare i labrador.

Ne ho due anch’io che aspettano dietro alla porta
dove ho telefonato. “Diluvia” ha urlato la mia gioia
“e una frana ha tirato giù una parte della collina”.
“Non abbiate paura” ho risposto “vi proteggo”
Molto di più, vi amo, sussurro a me stesso
attraversando il paesaggio frantumato.

Tra poco compirò sessantatre anni,
ma se guardate bene là in fondo
vedrete che ritorno di corsa
con aspetto trasparente e sereno
tra querce che mi si piegano addosso.

Louquedoc-Roussilion / Acqurarola
ottobre-novembre 2012

******


Stefano Simoncelli è nato nel 1950 a Cesenatico e da circa dieci anni vive all’Acquarola sulle colline di Cesena. Nel 1982 ha pubblicato presso Guanda “Via dei platani” (premio Mondello opera prima). Nel 1987 “Poesie d’avventura” presso Gremese. Nel 2005 “Giocavo all’ala” presso Pequod (premio Gozzano). Nel 2006, sempre con Pequod, “La rissa degli angeli”, nel 2012 “Terza Copia del gelo” (premio Diego Valeri giuria popolare) e nel 2014 “Hotel degli introvabili”. “Prove del diluvio” la sua nuova opera edita per Italic è del 2017.

ascolti amArgine: Biding my time – Pink Floyd (1971)

Biding my Time, che è stata scritta dal solo Roger Waters, inizialmente si chiamava Afternoon. Un blues torrido, bellissimo, insolito. E’ l’unica traccia inedita di Relics, la raccolta pubblicata nel 1971. Fu eseguita dal vivo in numerosi concerti, i Pink Floyd erano nel quartetto classico Waters/Wright/Gilmour/Mason. Rick Wright, solitamente alle tastiere, in questo brano suona il trombone in puro stile “funerale New Orlans”. (Flavio Almerighi)

Biding my time

Wasting my time,
Resting my mind
And I’ll never pine
For the sad days and the bad days
When we was workin’ from nine to five.

And if you don’t mind
I’ll spend my time
Here by the fire side
In the warm light and the love in her eyes.

And if you don’t mind
I’ll spend my time
Here by the fire side
In the warm light of her eyes

Autore: Roger Waters

Testo di Biding My Time © Warner/Chappell Music, Inc

Tralasciando il mio tempo

(la traduzione è mia, spero di non aver fatto danno)

Gettando il mio tempo,
Riposo la mente
E non soffro più
I giorni tristi e i brutti momenti
Quando lavoravamo dalle nove alle cinque.

E se non ti dispiace
Passerò il mio tempo
Qui davanti al fuoco
Nella luce calda e nell’amore nei suoi occhi.

E se non ti dispiace
Passerò il mio tempo
Qui davanti al fuoco
Nella luce calda dei suoi occhi

******

letture amArgine: Quasi un consuntivo, tre poesie di Remo Pagnanelli.

Questo mese cadrà il trentesimo anniversario della scomparsa di Remo Pagnanelli, poeta, critico, studioso di altissima caratura. Voglio ricordarlo con l’affetto di chi lo ha conosciuto attraverso le sue parole. (Flavio Almerighi)

per saperne di più visitate il sito

http://www.remopagnanelli.it/

Quasi un consuntivo

Mai stato in nessun posto
che riservasse qualche sorpresa.
Mai stato con donne
che non la sapessero lunga e pronte,
prontissime alla simulazione.
Mai stato con Dio o con mezze
divinità, data la loro ormai clamorosa
inesistenza.
Mai stato un giorno senza paura,
senza la luminosa paura
di essere dimenticati.
Perciò ora che è l’alba
me ne rimango nell’attesa,
sapendo già che tutto è scontato,
ma confidando ma fiducioso
nelle forze dell’abitudine, più forti
di ogni pessimismo e quasi necessitato
a riprendere lo spettacolo.
Una volta,
(forse due o tre volte, non di più) pensai
alla possibilità di stare insieme a moglie
e figli, ma raggiunto il vertice
di socializzazione, scivolai
nella solitudine più consapevole. Non smisi
di fornicare ogni tanto, di passaggio
e stando attentissimo, poi stanco,
anche in questo settore propagai
l’autogestione. Così si vuole che
il mio genio fosse incompreso
perché la ragione è chiara e lo vedono
tutti che non andavo d’accordo con la Storia e
così il mio biografo si lamenta
della mancanza di fatti notevoli
e prepara la tesi dell’opposto, il grosso
avvenimento sarebbe la mancanza di questi.
In questo modo va completando il
mio coccodrillo ed io lo lascio fare,
sperando nella beffa di un’atomica
che spazzi la biblioteca.
Ma non credo nemmeno alla manfrina
che mi vado preparando, del distacco
e della saggezza, in effetti ogni tanto mi
prende una rabbia cieca per le disgrazie,
mie e di altri, in quel caso fo
buon uso e dose di comuni tranquillanti.
Meno che mai propenso ad ogni forma
di riscatto, a tutt’oggi prèdico arcaismi
e cattiva letteratura.

Da Le poesie, il lavoro editoriale, Ancona 2000 , p. 83-84

*

Mia ombra mio doppio,
talvolta amico ma più spesso
straniero che mi infuria ostinato,
mio calco che nessuna malta riempie,
fantasma appena colto,
di te ho centinaia di fotogrammi
sfrenati dalle corse, trattenuti
nelle reti, mio ombrello protettivo
paratutto, già cieco già binomio d’altro,
convengo con te quel che segue.
Niente di umano scoperchia la follia.
(1977)

Da Le poesie, il lavoro editoriale, Ancona 2000 , p. 42

*

mare d’autunno ancora boschivo finché non nevica
attraverso una piana di stoffe londinesi vi si accede
vi si può pescare una polvere d’oro mentre si passa
un ponte di barche inondato di farfalle sotto cupole
e polle di scialbo celeste – l’araldica e adulta luce
del pomeriggio vi finisce obliqua e allungata (la carne
soda e rosa fugge ridente per una calotta)

Da Le poesie, il lavoro editoriale, Ancona 2000 , p.111 e p. 210

****************************************************************


Remo Pagnanelli, poeta e critico letterario tra i più complessi della sua generazione, nasce a Macerata il 6 maggio 1955, dove muore il 22 novembre 1987. Nel 1978 si laurea cum laude in Lettere moderne con una tesi su Vittorio Sereni. Nello stesso anno esordisce come poeta con la plaquette Dopo, cui fanno seguito nel 1984 Musica da Viaggio, nel 1985 Atelier d’inverno e il poemetto L’orto botanico, per il quale è tra i sei giovani poeti vincitori del premio di poesia internazionale “Montale 1985”. Vengono pubblicati postumi l’ultima raccolta di versi Preparativi per la villeggiatura ed Epigrammi dell’inconsistenza.L’opera poetica di Pagnanelli è stata raccolta nel volume complessivo a cura di Daniela Marcheschi, Le poesie.

ascolti amArgine: Elvis Cosello Shipbuilding (1982)

Brano del 1982, è una delle mie canzoni della vita, compreso nell’album Punch the clock. Scritta da Elvis Costello e Clive Langer, la canzone riflette il punto di vista di un lavoratore in un cantiere navale di una qualche zona economicamente depressa del Regno Unito per il quale la guerra vuol dire che, dopo un lungo periodo di vacche magre, si costruiranno nuove navi da combattimento. Forse si potrà permettere delle piccole cose che ora paiono un lusso irraggiungibile (un cappotto nuovo per la moglie, la bicicletta per il bambino). Un’alternativa ci sarebbe: tuffarsi per pescare perle. Costello incise la sua versione con la partecipazione del trombettista jazz Chet Baker. Si dice che l’interpretazione di Baker sia stata la sua penultima registrazione.

Is it worth it
A new winter coat and shoes for the wife
And a bicycle on the boy’s birthday
It’s just a rumour that was spread around town
By the women and children
Soon we’ll be shipbuilding

Well I ask you
The boy said ‘dad they’re going to take me to task
but i’ll be back by Christmas’

It’s just a rumour that was spread around town
Somebody said that someone got filled in
For saying that people get killed in
The result of this shipbuilding

With all the will in the world
Diving for dear life
When we could be diving for pearls

It’s just a rumour that was spread around town
A telegram or a picture postcard
Within weeks they’ll be re-opening the shipyards
And notifying the next of kin
Once again

It’s all we’re skilled in
We will be shipbuilding
with all the will in the world
diving for dear life
when we could be diving for pearls

È cosa buona e giusta
Un cappotto nuovo e scarpe nuove per la moglie
e una bicicletta per il compleanno del ragazzo
è solo una voce sparsa in città
dalle donne e dai bambini
presto costruiremo navi

Bene, vi domando…
Il ragazzo ha detto: “papà, mi chiameranno all’opera
ma saro’ di ritorno per Natale”

È solo una voce sparsa in città
qualcuno ha detto che qualcuno si è stufato
di dire che la gente viene ammazzata
come risultato di questa costruzione di navi

Con tutta la volontà del mondo
messa in ballo per prendere vite amate
mentre potremmo tuffarci per pescare perle

È solo una voce sparsa in città
un telegramma o una cartolina illustrata
tra qualche settimana riapriranno i cantieri
e comunicheranno la notizia al parente più stretto
ancora una volta

È tutto quello che sappiamo fare bene
costruiremo navi
con tutta la volontà del mondo
messa in ballo per prendere vite amate
mentre potremmo tuffarci per pescare perle
(trad. Riccardo Venturi)

Halloween ladino con Adeodato Piazza Nicolai

PER COLPA DELLA STREGA (inedito di Adeodato Piazza Nicolai)

Boil and bubble
boil and trouble …
Atto 1, Shakespeare, “Macbeth”

Per colpa della strega ho la gobba storta,
sono vestita di nero e volo di notte
con la scopa così vecchia: dall’alba
alla sera anche sotto il tuo letto
e nel calderone; vicino alla luna piena
e anche s’ è vuota sorvolo insieme
al mio gatto coi peli pieni di spine,
le unghie lunghe, la coda eretta
color del carbone. Nella notte
di halloween
volo sopra le tombe per far paura
ai vivi e ai morti per sempre –
uomini, bambini e giovani donne
così tutti si nascondono
sotto le coperte
e pregano la beata Vergine Maria
ché la strega cattiva non li porti via,
specialmente laggiù nell’inferno
dove fa freddo e troppo caldo
per tutto il tempo finché arriva
l’eternità.

© 2017 Adeodato Piazza Nicolai
Vigo di Cadore, 11 ottobre, ore 010:11, traduzione
Italiana eseguita dall’autore

****

PAR COLPA DELA STRIA (versione originale ladina)

Boil and bubble
boil and trouble …
Atto 1, Shakespeare, “Macbeth”

Par colpa dela stria ei la goba storta,
son vestida de negro e jolo de nuote
sula scoa proprio vecia: da bonora
ala sera anche sote l tò lièto
e te la ciaudièra; visìn ala luna piena
e cuanche l’é vuoita vado nsieme
al me giato coi pele pien de spine,
le ongie longhe, la coda erta
color del ciarbon. Tela nuote
de halloween
jolo sora le tonbe e fetho paura
ai vive e senpre ai morte –
òmis e bocie, ale femene dovin
cussì dute se scònde sote le cuerte
par preà ala beata Vergin Maria
ché la cativa stria no i pòrte via,
spethialmente ladò te l’inferno
aonde fa fredo e massa ciaudo
par duto l tenpo finché rua
l’eternità.

© 2017 Adeodato Piazza Nicolai
Vigo di Cadore, 11 ottobre, ore 02:10

SAMHAIN 2017

Stanotte al fianco del druido
Said-Lamer celebro Samhain
(altro che Halloween… …)

Qua non arriva il mostro
senza testa da Sleepy Hollow,
soltanto la strega sulla sua scopa

che fa impazzire i nostri bambini.
Allegri vanno da casa in casa per
il trick or treating …. Li aspetto

a braccia aperte con tanti dolcetti
e qualche scherzetto per farli
apprezzare quei doni inattesi.

L’amico Almerighi ha messo sul blog
una mia poesia ladina che preannuncia
l’arrivo dello Samhain scozzese, festa

palese più vecchia dell’Halloween
americano; insieme ai druidi celti
di notte scappo nel bosco sacro

sotto una pianta di alloro, al fianco
dell’anziana quercia. …
Spiriti antichi si faranno vivi per

bisbigliare e poi ballare le classiche note
tradizionali della propria tuàtha. Gira
e rigira insieme agli spiriti del bosco

d’Irlanda fino ai menir di Stonhenge
parlando coi vivi-morti, con i morti-
vivi finché sentirò le loro risposte

dal Giano bifronte. Boudicca la nostra
gatta siamese girava intorno alle siepi
di casa sempre in punta di piedi;

temeva forse qualche anima felina e
gemella anche se la seguiva suo fratello
un po’ più ciccciotto di lei, magrina …

A Hammond, Indiana, i nostri figli
ogni anno, fino alle loro 16 stagioni,
facevano il giro di tutto il quartiere

per racimolare dolci e monetine
(al massimo dieci cent alla volta).
Tornavano a casa a notte fonda
stanchi e con il mal di pancia…

Rientrato da 15 stagioni nel Cadore-
Catubrium, vado sù a Casera Razzo
per ascoltare i pochi Keltoi, vecchi

antenati: sento i loro bisbigli, i loro
racconti, le loro battaglie e poi
m’addormento sognando con loro …

© 2017 Adeodato Piazza Nicolai
Vigo di Cadore, 31 ottobre, ore 4:35