Ballata dell’intemperanza

Gli uomini si salvano la vita
ma non sanno che farne,
smarrita la conversazione
attraverso ogni ruggine,
nemmeno la patina dei giorni
rende senso a lacrime seccate.
Sarà susseguire nel caso
piaceri e disgrazie, disgrazie
e perdite di appetiti con l’età,
smarrito il piacere di osservare,
andarsene solo per narcisismo
e generare rimpianto;
gli uomini pensano di morire
per una linea di febbre,
un trucco assente
o una lieve traccia di colonia
perduta nell’aria.
I morti non hanno peso.

*

12 pensieri su “Ballata dell’intemperanza

  1. : Buongiorno Flavio, quel che tu descrivi così bene, questa sorta di stanchezza disincantata, accade, certo, ma solo quando si finisce di amare. Mi sembra il quadro dell’ottimista deluso: nulla più per cui valga la pena di vivere ma anche quella di morire: “i morti non pesano”

  2. ….si assottiglia notevolmente la vita, con il trascorrere delle stagioni, e un senso d’inedia, e di vuoto interiore, sembrano prendere il sopravvento, sull’io, reso più fragile dagli eventi, sempre più veloci ,che è costretto a rincorrere…

  3. Abbiamo un’energia irrefrenabile da vivere ma vedendo gli eventi, vorrei scomparire ma poi scrivo poesie e mi libero da quell’ossessione. La verità è che l’atteggiamento che adottiamo nei confronti della vita ha un impatto diretto sul nostro umore, sulla salute e sull’autostima. Un abbraccio Flavio.

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