Ripartenza 137

Lorenzo Parelli, ennesima vittima di lavoricidio

È inaccettabile. È inammissibile. È irricevibile. È invisibile. Dicono ministri e presidenti vari col loro bel culone al caldo. A questi qua il rischio peggiore è soltanto che gli si rompa la sedia sotto le terga. Intanto i lavoratori muoiono, raramente per errore umano o fatalità, in genere perché sui luoghi di lavoro spesso non vengono osservate le misure di sicurezza previste per legge. In Italia si è sempre pensato, fin dai tempi della Legge 626, che la sicurezza sul lavoro fosse tutelata facendo un po’ di carta (il famigerato DVR), e nominando personaggi vari, tipo l’RSPP, oppure l’RLS, oppure sta minchia. Fatto sta che i lavoricidi sono più dei femminicidi e oltre l’indignazione di rito non si fa altro. Triste destino quello dei lavoratori, ben che vada non trovano più il luogo di lavoro perché è stato delocalizzato, male che vada muoiono. Che bel modo di ripartire.

15 pensieri su “Ripartenza 137

  1. Claudio Maria Zattera (da FB)
    Ma dove sono i sindacalisti tipo anni ’70 che blaterano di sicurezza e di innovazione tecnologica (e percepiscono dagli iscritti (e magari non solo) mensili da favola), protetti e agitati dai partiti che li usano come braccio “secolare”, e non si accorgono che il telaio non ha il finecorsa, o della trave che può schiacciare un figlio di 18 anni? Dove sono i ministri che non si spostano dalle poltrone (da undici anni sempre gli stessi) e non muovono il kulo nei luoghi di lavoro per controllare?

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