Un anno dopo

Già un anno dopo, un anno è poco,
ancora qui a rimestare letame
e pensieri che fermentano,
mentre a Castello non si vede più neve
se non quando muore prima di cadere:
nostalgici di una borghesia sparita
si pensava fosse tutto il male,
invece è stata un male necessario,
ora non c’è più, e un anno è poco
pensando tutti gli abusi
le coscienze morte dei soldati di Dio,
le monetine lanciate per aria
non usciva testa né croce;
chi avrebbe detto che un poeta morto
un anno dopo non ha più memoria?
.
(per Mario Benedetti)

24 pensieri su “Un anno dopo

  1. Come non amarlo?

    “Il mio nome ha sbagliato a credere nella continuità
    commossa, i suoi luoghi intimi antichi, la mia storia.
    Le parole hanno fatto il loro corso.
    Gli ospedali non hanno corsie. Dal cimitero dei cani
    vicino alla discarica di Limbiate escono i morti al guinzaglio.
    Non si addensa nulla, si disperde al telefono il mio petto.
    Le parole hanno fatto il loro corso.
    Sei solo stanco, ripete una voce qualunque”.

    Mario Benedetti

  2. Versi raffinati, dedicati a una autore che molto ha dato alla poesia, e che non dovrà cadere, nel dimenticatoio…
    Buongiorno Flavio

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