La Notte di Alejandra Pizarnik

Alejandra Pizarnik (1936 – 1972) è stata una poetessa argentina. Figlia di ebrei russi, studia Lettere e Filosofia all’Università di Buenos Aires. In seguito, studia pittura con Juan Batlle Planas. I suoi principali lavori risalgono al periodo in cui torna a vivere a Buenos Aires.

Il cacciatore insegue da tempo le orme
del più puro ermellino, ma per quante reti
gli tenda, il nobile animale le evita furbo
e tanto più lieto saltella per la campagna.
Ma una spina lo scalfisce e si forma
una chiazza di sangue che lava
nella chiara fonte vicina ed ecco ora
arriva furtivo il nemico a freddare l’animo.

Venerdì Santo di Mario Benedetti

Conosco due Mario Benedetti, entrambi poeti immensi. Uno è italiano, l’altro uruguainao. La poesia di oggi è del Mario Benedetti uruguaiano.
Il cielo sta su nel pensiero di piangere.
Sulla strada
gli uomini sono andati metà muro, metà fiume.
Sto qui molto lontano dai templi,
dalle processioni tra i lumini,
molto lontano dai romanzi
dove c’era la luce dei visi.
Sto con gli ultimi anni di un uomo a cui voglio bene,
vorrei perdonargli di morire, cosa fare.
A sapere bene forse potrei dire:
anche per noi una visione intera
con uno specchio sopra, con un cielo.
Mi tengo al suo sguardo perduto
così particolare, così solo,
senza romanzi, con il campo che non è un mondo.
Non so andare avanti.
Ogni tanto
i contadini di Anna Karenina falciano Masckin Verch.
Ogni tanto sogno bambini bellissimi
nell’acqua effervescente di una strada.
E io li vedo di schiena,
qualcuno ci vede,
io sono di schiena nei colori.
 

Le mie mani di Rachel Korn

Le mie mani
– due mondi,
con linee rette e curve
di fiumi, monti e vallate
.
Attraverso gole sempre più strette
scolpite nel corso di migliaia di anni,
il mio destino scorre come un’acqua sconosciuta e triste –
a volte verso di te,
a volte lontano da te,
a volte verso una meta ignota e distante.
.
Le dieci mezzelune di un pallido rosa
non si spengono mai
sulle onde tremanti del mio sangue
e come eterni testimoni, serbano
il dolce segreto della punta delle mie dita.
.
E se talora nell’abisso del tempo
i mondi separati delle nostre mani si incontrano,
allora per un momento
immobili e calmi,
confusi da una gioia troppo improvvisa,
i due soli rossi restano nella nostra carne.
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Rachel (Rokhl) Häring Korn (Pidlisky, Ucraina, 15 gennaio 1898 – Montreal, Canada, 9 settembre 1982), fu poetessa e scrittrice di lingua yiddish. Trasferitasi in Polonia all’inizio della Grande Guerra, esordì in polacco, per passare subito all’yiddish. Riparata a Mosca nel 1941 dopo l’invasione tedesca, emigrò infine in Canada nel 1948. Tristezza, sradicamento e solitudine caratterizzano molte delle sue poesie.

 

Certe cose di Emanuel Carnevali

Emanuel Carnevali poeta (1897 – 1942)

Certe cose ci puntano contro il dito e ridono.
Certe cose
si nascondono agli occhi della gente
e si odono
piangere sommessamente.
Certe cose cadono dal cielo:
cose nere informi, mostri
della notte e terrore
dei giorni.
Certe cose sembrano essere state predisposte
da Dio e dal Diavolo.
Certe cose sembrano nate in un abisso
e cresciute nelle tenebre.
Certe cose portano l’immagine della bontà
come se il fuoco
ve l’avesse scolpita in bassorilievo.
Certe cose ridono fino a divenire teschi
e poi continuano a ridere.
Certe cose sono come alberi di pesco,
portano a lungo frutti verdi.
Certe cose sono come il vino che uno beve
soltanto per ubriacarsi.
Certe cose colpiscono
il cuore come un colpo di gong,
così che poi risuona a lungo.
Certe cose schiacciano il cuore come se fosse
uno scarafaggio.
Ed è orribile, come spiaccicare
uno scarafaggio.
Certe cose sono come il fulmine:
possono essere guidate
anche se pericolose.
Certe cose sono come pensieri dal piede pesante,
hanno il piede pesante anche se abitano il cielo.
Certe cose sono come le aquile.
Vivono in alto –
possono benissimo dimenticare la valle.
Certe cose sono come il terremoto:
utilizzano tutte le nostre paure.
Certe cose sono come la Bellezza che è morta da tempo:
solo l’acqua profonda del pozzo può lavarle e destarle.

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Restano tre cose di Fernando Pessoa

Fernando António Nogueira Pessoa (1888 – 1935) è considerato uno dei maggiori poeti di lingua portoghese, e per il suo valore è comparato a Camões. Il critico letterario Harold Bloom lo definì, accanto a Pablo Neruda, il poeta più rappresentativo del XX secolo.
Di tutto restano tre cose:
la certezza
che stiamo sempre iniziando,
la certezza
che abbiamo bisogno di continuare,
la certezza
che saremo interrotti prima di finire.
Pertanto, dobbiamo fare:
dell’interruzione,
un nuovo cammino,
della caduta,
un passo di danza,
della paura,
una scala,
del sogno,
un ponte,
del bisogno,
un incontro.
 

Ryuichi Sakamoto con poesie di Akiko Yosano

Senza chiederci
se sia giusto o sbagliato
se la vita futura
se la fama… Tu e io
ci amiamo e ci guardiamo.

*

Se qui adesso
ripenso al percorso
della mia passione,
somigliavo a un cieco
senza paura del buio.

*

Sebbene così fragile
e così breve l´amore,
ha sangue troppo giovane
questa ragazza, per bruciare
poesie di primavera.

*

Amore o sangue?
tutta la primavera
è in questa peonia che mi ossessiona,
scende la notte, sono sola,
sola senza una poesia.

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Akiko Yosano (1878 – 1942) è stata una scrittrice e poetessa giapponese, ritenuta una delle prime femministe pacifiste del Giappone. Il suo nome di battesimo, modificato a seguito delle nozze, è Shō Hō.

La Stazione di Wislawa Szymborska

Maria Wisława Anna Szymborska (1923 – 2012) è stata una poetessa polacca. Premiata con il Nobel per la letteratura nel 1996 e con numerosi altri riconoscimenti, è generalmente considerata la più importante poetessa polacca degli ultimi anni. E’ una delle poetesse più amate dal pubblico di tutto il mondo.

Il mio arrivo nella città di N. è avvenuto puntualmente. Eri stato avvertito con una lettera non spedita. Hai fatto in tempo a non venire all’ora prevista. Il treno è arrivato sul terzo binario. E’ scesa molta gente. L’assenza della mia persona si avviava verso l’uscita tra la folla. Alcune donne mi hanno sostituito frettolosamente in quella fretta. A una è corso incontro qualcuno che non conoscevo, ma lei lo ha riconosciuto immediatamente. Si sono scambiati un bacio non nostro, intanto si è perduta una valigia non mia. La stazione della città di N. ha superato bene la prova di esistenza oggettiva. L’insieme restava al suo posto. I particolari si muovevano sui binari designati. E’ avvenuto perfino l’incontro fissato. Fuori dalla portata della nostra presenza. Nel paradiso perduto della probabilità. Altrove. Altrove. Come risuonano queste piccole parole. 

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Rinascita di Nicola Moscardelli

Nicola Moscardelli (1894 – 1943) è stato poeta, scrittore ed esoterista.

All’improvviso un giorno, mentre vai
e quasi ti addolori del passato
e temi anche il futuro
ecco senti due braccia
leggere che ti cingono la fronte
e parole e sorrisi odi improvvisi
che non udisti mai così soavi:
sbigottito ti volgi: luce e aria
null’altro ti circonda, solo sei:
ma da un albero cade lieve un fiore,
il primo fiore della primavera
che di nascosto il vento
gitta ai tuoi piedi, muto ambasciatore
della nuova stagione.
A quella vista senti
che l’erba cresce e la neve si scioglie,
da ogni cicatrice spunta un’ala
col fremito d’un fiore sullo stelo.
Scompare ogni tua doglia, anche il tuo cuor si spetra
e nel futuro hai fede e nel passato

César Vallejo : Canto XLI da Trilce

César Abraham Vallejo Mendoza (1983 – 1938) è stato un poeta peruviano.

La Morte in ginocchio gronda
sangue bianco che non è sangue.
C’è puzza di garanzia.
Ora, però, voglio ridere.

Lì si mormora qualcosa. Tacciono.
Qualcuno, a lato, fischia coraggio,
e si conterebbero perfino come pari
ventitré costole che sentono reciproca
mancanza, su entrambi i fianchi; si conterebbe
pari anche tutta la fila
dei trapezi messa a scorta.

Intanto il rullante poliziesco
(voglio ridere di nuovo)
si vendica e ci carica di botte,
dagli e dagli,
da membrana a membrana,
colpo
su
colpo.

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