Prima della nausea

Niente scuola oggi
m’interrogheranno
non so nulla,
meglio le prove e Gilles
qualcosa di buono farà,
ha una macchina più scarsa
ma la sa guidare, sì
è bello vederlo correre
e non far passare nessuno,
ha senso epico
da Ettore domatore di cavalli,
Ayrton e Schumi
sono stati Achille e poi
subentrò la nausea.
.
C’è ancora quel buco nella rete
o è necessario scavalcare?

Keith Jarrett con poesie di Peppino Impastato nell’anniversario della morte

A Giuseppe Impastato, assassinato dalla mafia il 9 maggio 1978

E venne a noi un adolescente
dagli occhi trasparenti
e dalle labbra carnose,
alla nostra giovinezza
consunta nel paese e nei bordelli.
Non disse una sola parola
né fece gesto alcuno:
questo suo silenzio
e questa sua immobilità
hanno aperto una ferita mortale
nella nostra consunta giovinezza.
Nessuno ci vendicherà:
la nostra pena non ha testimoni.

*

Fresco era il mattino
e odoroso di crisantemi.
Ricordo soltanto il suo viso
violaceo e fisso nel vuoto,
il pianto delle donne,
il singhiozzo della campana
e una voce amica:
“è andato in paradiso
a giocare con gli angeli, tornerà presto
e giocherà a lungo con te”.

*

Appartiene al suo sorriso
l’ansia dell’uomo che muore,
al suo sguardo confuso
chiede un po’ d’attenzione,
alle sue labbra di rosso corallo
un ingenuo abbandono,
vuol sentire sul petto
il suo respiro affannoso:
è un uomo che muore.

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I testi sono tratti dal sito

https://www.centroimpastato.com/
che invito a visitare

Ogni giorno

Lunetta di Monte Zebio

Rovina principio d’eternità,
quale risma potrà ridurre a poche righe
il dramma più recondito in questa biblioteca 
quando verrà ricostruita?
Stanco di corsivi da palestra
salute e pace non sono discutibili.
Meglio silenzi da ritrovare
in luoghi poco frequentati e irrobustire dentro.
Rimane la carta dello spirito
l’innegabile trascendenza necessaria
soprattutto al risveglio.

Un saluto a Ivano Ferrari

Ivano Ferrari è nato a Mantova nel 1948 dov’è deceduto ieri 28 aprile 2022. Dopo aver pubblicato A forma d’errore per il piccolo editore Forum nel 1986, ha partecipato all’antologia Nuovi poeti italiani 4 prima di dare alle stampe La franca sostanza del degrado nel 1999 per Einaudi. Successivamente sono apparse altre tre raccolte di versi tra cui Macello e La morte moglie che ha vinto il Premio Giovanni Pascoli nel 2014.

L’epoca post traumatica

L’epoca post traumatica è terminata,
tornano gli stermini, fame e malattia
sono sempre state qui, ce n’è voluta
a demolire i privilegi di piccoli mondi,
il lavoro finalmente ritorna a due lire,
previdenza, leggi giuste, ideologie
e tutti quanti hanno creduto all’idea
di giustizia, al bisogno e alle risposte
che fatica stordirli col progresso
mentre si saziavano a morirne.

*

.
L’epoca post traumatica, così mi è venuto di definirla, è stata quel lasso di tempo intercorrente tra il 1945 e il 1989. Periodo di tempo in cui la guerra in Europa, nelle altre parti del mondo no ma erano quasi tutte guerre per procura, era considerata tabù dopo i traumi provocati dalla seconda guerra mondiale. Ingenuamente si pensava che non ci sarebbero più state ingiustizie, fame, discriminazione. La guerra fredda in Europa è stata un universo di violenza latente. L’occidente pur di vincerla ha addirittura acconsentito al benessere diffuso, alla libertà di parola, ai diritti dei lavoratori: tutti ammennicoli che in epoca successiva hanno iniziato a essere smantellati. Nell’Europa attuale chi dice la verità rischia la vita. Ora che i fascismi corrono indisturbati e le armi vanno via come il pane.