Una mattina in Svezia di Lars Gustafsson

Lars Gustafsson scrittore e poeta svedese (1936 – 2016)

Mattina,
il vento soffiava, sventolava e tendeva
le bandiere della zona, c’era
ghiaccio sotto le betulle bianche.
Allora passa qualcuno vestito di nero,
cammina con passo pesante,
come se dovesse andare molto lontano.
La strada vuota sale spontanea
per un pendío dove egli si avvia.
Certo che lo conoscevo, potevo raccontare
di lui
e di tutte le strade che ha percorso.
Ora il vento soffia già molto meno.
Le betulle bianche stanno assolutamente
immobili,
con un ghiaccio lucido ai piedi,
bagliore solare.
Dall’orizzonte
dove la luce del cielo è intensa come qui
arriva un piccolo tram sulle rotaie.
Si ferma un po’ qui e poi scompare,
senza che nessuno scenda.


Traduzione di Maria Cristina Lombardi

8 pensieri su “Una mattina in Svezia di Lars Gustafsson

  1. Il poeta descrive la mattina in Svezia colma di vento, ghiaccio sotto gli alberi, qualcuno che lui conosce cammina di corsa. A un tratto, cessa il vento e si accende un bagliore solare che ravviva tutte le cose. Compare un piccolo tram dal quale nessuno scende. Trovo questa poesia simile a un bellissimo quadro che ha fermato il tempo-spazio in quell’ora mattutina. Molto apprezzata!

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