ascolti amArgine: Emilia Paranoica – CCCP Fedeli Alla Linea.

Siamo stati la regione dell’Impero Americano più filo sovietica di tutte ai tempi della guerra fredda. Il Cardinal Biffi, utilizzando la metafora di Bologna, utilizzò due aggettivi “sazia e disperata”, oggi siamo rimasti un luogo sedotto, abbandonato, privo di ogni speranza, siamo tutti vecchi. La rinascita non sta più qui, con le percentuali pro quota di malattia per cancro più alte al mondo, il clima peggiore d’Europa, le fabbriche dismesse, l’ambiente a pezzi. Le sirene leghiste con percentuali oramai a due cifre la dicono lunga dello schifo che ci avvolge. Giovanni Lindo Ferretti (oggi conservatore ultracattolico) fondò con Massimo Zamboni il sedicente gruppo punk filosovietico CCCP Fedeli Alla Linea; questo pezzo è l’eredità più lucida di come eravamo e di cosa siamo diventati. Soluzione del problema oltre a questionarlo? Una sola, ritrovare dirittura morale e pensare meno ai soldi.

Posso essere uno stupido felice
Un prepolitico, un tossicomane
Un posto dove andare alla moda, quello che si dà nelle storie d’amore

EMILIA PARANOICA

Il freddo più pungente, accordi secchi e tesi
Segnalano il tuo ingresso nella mia memoria
Emilia paranoica

Il freddo più pungente, accordi secchi e tesi
Segnalano il tuo ingresso nella mia memoria
Consumami distruggimi è un po’ che non mi annoio
Oh oh oh oh
Aspetto un’emozione sempre più indefinibile, sempre più indefinibile
Teatri vuoti e inutili potrebbero affollarsi
Se tu, se tu ti proponessi di recitare te
Emilia paranoica, paranoica, paranoica

Brucia Tiro e Sidone, il Roipnol fa un casino
Il Roipnol fa un casino se mescolato all’alcol
Bombardieri su Beirut
Bombardieri su Beirut
Bombardieri su Beirut
Due tre quattro plegine
Due tre quattro plegine
Chiedi a settantasette se non sai come si fa
Chiedi a settantasette se non sai come si fa
E mi lia pa ra noica

Posso essere uno stupido felice
Un prepolitico, un tossicomane
Un posto dove andare alla moda, quello che si dà nelle storie d’amore
Quello che si dà perché si ha paura
Camminare leggero, soddisfatto di me
Camminare leggero, soddisfatto di me
Da Reggio a Parma, da Parma a Reggio
Da Modena a Carpi, da Carpi al Tuwat, da Carpi al Tuwat, da Carpi al Tuwat

Emilia di notti, dissolversi stupide sparire una ad una
Impotenti in un posto nuovo dell’ARCI
Emilia di notti agitate per riempire la vita
Emilia di notti tranquille in cui seduzione è dormire
Emilia di notti ricordo senza che torni la felicità
Emilia di notti d’attesa di non so più quale amor mio che non muore
E non sei tu, e non sei tu, e non sei tu

Emilia paranoica
Pa ra noi ca pa ra noi ca
Aspetto un’emozione sempre più indefinibile
Indefinibile
Indefinibile

Domeniche amArgine: Florbela Espanca & Jimmy Fontana

ASCOLTA & LEGGI

Essere poeta

Essere poeta è essere più alto, è essere più grande
degli uomini. Mordere come si bacia!
È essere mendìco e dare come si fosse
re del regno, di qua e oltre il dolore!

È avere di mille desideri lo splendore
e non sapere nemmeno che si desidera!
È avere qua dentro un astro che fiammeggia,
è aver artigli e ali di condor!

È avere fame, è avere sete di Infinito!
Per elmo, mattine d’oro e di seta…
È condensare il mondo in un solo grido!

Ed è amarti così perdutamente…
È che tu sia anima e sangue e vita in me
e dirlo cantando a tutti!
*
Troppo tardi

Quando infine arrivasti, per vederti
Si aprì la notte in magico chiaro di luna
E per riconoscere il suono dei tuoi passi
Si pose il silenzio, intorno, ad ascoltare…

Arrivasti, infine! Miracolo da far perdere la ragione!
Si vide in quell’ora ciò che non può essere:
In piena notte, la notte illuminarsi
E fiorire le pietre del sentiero!

Baciando la sabbia d’oro dei deserti
Ti avevo cercato invano! Braccia aperte,
Piedi nudi, occhi ridenti, la bocca in fiore!

E son cent’anni che ero fresca e bella!…
E la mia bocca morta grida ancora:
Perché arrivasti tardi, o mio Amore?
*
Anima persa

Per tutta la notte l’usignolo ha pianto,
s’è lamentato, ha pregato, gridò perdutamente.
Anima dell’usignolo, anima della gente,
tu sei forse qualcuno che s’è spento.

Tu sei forse un sogno che è passato
che s’è fuso nel dolor soavemente,
forse sei l’anima, anima dolente
di chi volle amare e mai ha amato.

Tutta la notte hai pianto…io ho pianto,
forse perché a udirti indovinai
che nessuno è più triste di noi.

Tante cose alla notte calma hai narrato
che ho pensato tu fossi l’anima mia
che piangesse perduta nella voce tua.
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Florbela Espanca, pseudonimo di Flor Bela de Alma da Conceição (Vila Viçosa, 8 dicembre 1894 – Matosinhos, 8 dicembre 1930), è stata una scrittrice e poetessa portoghese.
La sua vita, che durò solamente trentasei anni, fu tumultuosa, inquieta e ricolma di sofferenze intime che l’autrice ha saputo trasformare in poesia di alta qualità, carica di erotismo, femminilità e panteismo. In vita pubblicò il Livro de Mágoas (Libro dei dispiaceri) nel 1919 e Livro de Sóror Saudade (Sorella Nostalgia) nel 1923. Personalità irrequieta e anticipatrice del femminismo, morì suicida il giorno del suo compleanno ossia l’8 dicembre 1930, a Matosinhos, in Portogallo, dove oggi si trova una biblioteca a lei intitolata.
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Jimmy Fontana, pseudonimo di Enrico Sbriccoli (Camerino, 13 novembre 1934 – Roma, 11 settembre 2013), è stato un cantante, compositore e attore italiano. Ebbe il suo momento di massimo successo negli anni sessanta, soprattutto con la canzone Il mondo; è stato inoltre coautore di Che sarà, lanciata da José Feliciano e i Ricchi e Poveri.
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letture amArgine: visto che fa caldo…

Incoffessabile

E’ tanto adorabile introdurmi nel suo
letto, mentre la mia mano vagante
riposa, trascurata, tra le sue gambe,
e sguainando la colonna tersa – il suo cimiero
rosso e sugoso avrà il sapore delle fragole,
piccante – presenziare all’inaspettata
espressione della sua anatomia che non sa
usare, mostrargli l’arrossata incastranatura
all’indeciso dito, somministrandogliela
audacemente con perfide e precise dosi.
E’ adorabile pervertire un ragazzo, estrargli
dal ventre vaginale quella ruggente tenerezza
tanto simile al rantolo finale di un agonizzante,
che è impossibile non condurlo a sfinirsi mentre eiacula.

Ana Rossetti

Casida Della Donna Distesa

Vederti nuda è rievocare la terra.
La terra piana e priva di cavalli.
La terra senza un giunco, forma pura
chiusa al futuro: confine d’argento.

Vederti nuda è comprendere l’ansia
della pioggia che cerca fragili fianchi,
o la febbre del mare dal volto immenso
che non trova la luce della sua guancia.

Il sangue risuonerà nelle alcove
e verrà con spada di folgore,
ma tu non saprai dove si celano
il cuore di rospo o la violetta.

Il tuo ventre è uno scontro di radici,
le tue labbra un’alba senza profilo,
e sotto le tiepide rose del letto gemono
i morti, in attesa del loro turno.

Federico Garcia Lorca

*

Invitami a trascorrere la notte nella tua bocca
raccontami la giovinezza dei fiumi
premi la mia lingua contro il tuo occhio di vetro
dammi a balia la tua gamba
e poi dormiamo, fratello mio,
perché i nostri baci muoiono più veloci della notte. (…)

Joyce Mansour

Depressa e sola

Ti trovo al bar depressa e sola: “Ciao,
posso offrirti qualcosa da bere?”
Lo sguardo che mi lanci mi consola,
scorre dello champagne nel tuo bicchiere.

Togli il cappotto, ti scosti la stola,
slacci un bottone e vedo il cratere
che dai tuoi seni m’infuoca la gola e
al magma mi conduce del piacere.

Accavalli le gambe. E’ un invito
audace per me che non sono di creta.
Lo champagne non è ancora finito

e già la mia mano sfiora la seta.
Il gioco, lo so, rimane impunito,
scendo e raggiungo la morbida meta.

Chiara Moimas

*

La nudità dei fiori è il loro odore carnale
Che palpita e si eccita come un sesso femminile
E i fiori senza profumo sono vestiti di pudore
Essi prevedono che si vuol violare il loro odore
La nudità del cielo è velata di ali
Di uccelli che planano d’attesa inquieta d’amore e di fortuna
La nudità dei laghi freme per le libellule
Che baciano con azzurre elitre il loro ardore di spume
La nudità dei mari io la adorno di vele
Che esse strazieranno con gesti di raffica
Per svelare il loro corpo allo stupro innamorato di esse
Allo stupro degli annegati ancora irrigiditi d’amore
Per violare il mare vergine dolce e sorpresa
Del rumore dei flutti e delle labbra appassionate.

Guillaume Apollinaire

Antigone è finita (trad. di Adeodato Piazza Nicolai)

Antigone è finita, l’eyeliner stupendo
unito a una jihad senza perché
fa sentire i vermi addosso.

I suoi occhi, carboni maturi per sempre,
prendono paura all’idea del perdono
di un esodo dalla loro timidezza.

Una donna così poteva arrivare soltanto
dalla depressione caspico nebbiosa
di una Pianura col complesso d’Elettra

dove le cose indisturbate accadono
e, stupidi, pretendiamo altro amore
da quel cielo stravagante e coperto.

***********************
Antigone is done

Antigone is done, the eyeliner is beautiful
next to a jihad without why
that makes one feeling as if wearing worms.

Her eyes, ripe charcoals forever,
assume fear at the idea of forgiveness
of an exodus from their timidity.

A woman like this could only come
from a cloudy caucasic depression
of a Plain with the Electra Complex

where undisturbed things happen
and, stupid, we pretend other love
from that extravagant and covered sky.

© 2017 English translation by Adeodato Piazza Nicolai of the poem Antigone è finita by Flavio Almerighi. All Rights Reserved.

Oggi non è un altro giorno

C’è un listino per ogni uniforme,
i dispersi non ricevono onori
potrebbero essere ancora vivi
spassarsela da qualche parte.
Il caldo maledetto è finito,
liberi tutti di tornare agli acciacchi
a imprecazioni e bestemmie
da incidere con le unghie
sul fango ancora vivo.

Oggi non è un altro giorno,
presentimenti e preghiere
sempre in agguato, circostanze
imprevisti ancora in allenamento,
un’indossatrice truccata da capotreno
il seno minuto ma non troppo.
La rivoluzione non scoppierà,
a sessant’anni si gioca a carte.
Le grida assenti, qualche tonfo
la cui origine non è certa.

Credo a volte di sognare
volti buoni in ripiegamento
poi nel pieno del sole che piove
non vedo più,
dice il coreano
o è possibile che adori il bowling,
prosegue
ho sentito dire che mentre ti tuffi
Dio sta giocando a bowling.
E sa giocare, lo so.

La rabbia dentro va compressa
diretta nella giusta direzione.
Quando cambierà,
cambierà davvero.

Tormento

Tormento non ha genitori,
vive facendosi il caffè
ogni risveglio che il calendario
manda a infastidirlo.
I fondi sono apocrifi, illeggibili
forse non si scrive su fondi di caffè.
La radio lo fagocita ogni giorno
la canzone è sempre quella.
Tormento ha opinioni precise
su ogni scibile della vicenda umana
sa commentare e fare spallucce,
dimenticare alla svelta
i piccoli bastardi al piano superiore.
La sua casa ha pavimenti in capelli,
il frigo da sbrinare
amanti sciolte da dimenticare
chili da perdere, imbecilli da sfuggire.
Tutti rivorrebbero il latte materno.
Ogni mattina punta la sveglia poco prima
per un bagno rinviato al giorno dopo,
coerenza è star fuori fino a tarda sera.

Non t’innamorare.

Come fan presto a sfiorire le viole
quando allontanare diventa sparire.
L’orizzonte contuso non si avvicina
per paura di ferirsi, ferire
dove il sangue è luna piena
scontenta e senza fine.
L’uomo delle scope uccide
lanciandone ovunque,
anche in mezzo al mare.
Non t’innamorare.
Le ragazze, zanzare ancheggiano,
tabernacoli possibili
ingombrati da un’estrema unzione.
Ogni anno cambia spine,
nuove cose, il padre va via ogni giorno
dall’ultimo piano più vicino al cielo,
le zanzare mangiano
con più amor proprio,
a nulla valgono le voci.

foglio assenze

Com’è bello questo rosso acceso!
Noti il tremolio della sinistra?
Ogni domenica si spezza come l’ostia
finché non torna foglio assenze.

Il tempo liquiderà in abbracci.
Durante ogni temporale si sa,
i primi a cedere sono i bracci alle croci.
Furtivamente, dopo tanti stenti
il braccio di un giradischi attacca,
piove anche sui bambini.

Troppo presto per il Muppet’s Show
guerriglieri andalusi attraverso lo stretto,
attaccheranno all’alba,
l’aria ferma nel tempo di eclissarsi.
da tutti i dove la stessa voce.

La sera resoconti, quanto bruciato
quanto da bruciare, esortazioni.
Devi trovarla ancora la tua fortuna.
Cambio la mia
con tantissime finestre aperte.

Opportunities

quasi sull’orlo

le stelle brillano per assenteismo,
ogni pausa è conquista, finisce che
Igor si compra tre chitarre
per esercitare pubbliche virtù
suona di tutto non canta
per la gioia di cameriere
sempre pronte a tirare dritto,
larghe di fianchi
seguono la musica
quasi senza accorgersene,
le madri fingono di tutto
con mariti e figlio
quando non hanno cani siberiani,
i più giovani annusano l’aria
sempre pronti a seguire
parole mai dette dalle loro ragazze
bionde e angolose,
mangiano pizze
attizzatoi per la sete,
qualcuno ogni tanto si alza, sparisce
riappare
per la gioia di una sedia vuota,
finisce come nel pallone
il Maribor pareggia con l’Hapoel,
Igor suona come nemmeno Steve Howe,
finisce che Nagatomo è in panchina,
siede quasi sull’orlo,
ma poi scende sempre in campo