letture amArgine: ambigui sinonimi

come vedete qua sotto, e si evince dal giornale di stamani, non si capisce bene se questo club si sia realizzato o abbia bisogno di ricorrere al sert

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Antigone è finita (trad. di Adeodato Piazza Nicolai)

Antigone è finita, l’eyeliner stupendo
unito a una jihad senza perché
fa sentire i vermi addosso.

I suoi occhi, carboni maturi per sempre,
prendono paura all’idea del perdono
di un esodo dalla loro timidezza.

Una donna così poteva arrivare soltanto
dalla depressione caspico nebbiosa
di una Pianura col complesso d’Elettra

dove le cose indisturbate accadono
e, stupidi, pretendiamo altro amore
da quel cielo stravagante e coperto.

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Antigone is done

Antigone is done, the eyeliner is beautiful
next to a jihad without why
that makes one feeling as if wearing worms.

Her eyes, ripe charcoals forever,
assume fear at the idea of forgiveness
of an exodus from their timidity.

A woman like this could only come
from a cloudy caucasic depression
of a Plain with the Electra Complex

where undisturbed things happen
and, stupid, we pretend other love
from that extravagant and covered sky.

© 2017 English translation by Adeodato Piazza Nicolai of the poem Antigone è finita by Flavio Almerighi. All Rights Reserved.

Oggi non è un altro giorno

C’è un listino per ogni uniforme,
i dispersi non ricevono onori
potrebbero essere ancora vivi
spassarsela da qualche parte.
Il caldo maledetto è finito,
liberi tutti di tornare agli acciacchi
a imprecazioni e bestemmie
da incidere con le unghie
sul fango ancora vivo.

Oggi non è un altro giorno,
presentimenti e preghiere
sempre in agguato, circostanze
imprevisti ancora in allenamento,
un’indossatrice truccata da capotreno
il seno minuto ma non troppo.
La rivoluzione non scoppierà,
a sessant’anni si gioca a carte.
Le grida assenti, qualche tonfo
la cui origine non è certa.

Credo a volte di sognare
volti buoni in ripiegamento
poi nel pieno del sole che piove
non vedo più,
dice il coreano
o è possibile che adori il bowling,
prosegue
ho sentito dire che mentre ti tuffi
Dio sta giocando a bowling.
E sa giocare, lo so.

La rabbia dentro va compressa
diretta nella giusta direzione.
Quando cambierà,
cambierà davvero.

Tormento

Tormento non ha genitori,
vive facendosi il caffè
ogni risveglio che il calendario
manda a infastidirlo.
I fondi sono apocrifi, illeggibili
forse non si scrive su fondi di caffè.
La radio lo fagocita ogni giorno
la canzone è sempre quella.
Tormento ha opinioni precise
su ogni scibile della vicenda umana
sa commentare e fare spallucce,
dimenticare alla svelta
i piccoli bastardi al piano superiore.
La sua casa ha pavimenti in capelli,
il frigo da sbrinare
amanti sciolte da dimenticare
chili da perdere, imbecilli da sfuggire.
Tutti rivorrebbero il latte materno.
Ogni mattina punta la sveglia poco prima
per un bagno rinviato al giorno dopo,
coerenza è star fuori fino a tarda sera.

Non t’innamorare.

Come fan presto a sfiorire le viole
quando allontanare diventa sparire.
L’orizzonte contuso non si avvicina
per paura di ferirsi, ferire
dove il sangue è luna piena
scontenta e senza fine.
L’uomo delle scope uccide
lanciandone ovunque,
anche in mezzo al mare.
Non t’innamorare.
Le ragazze, zanzare ancheggiano,
tabernacoli possibili
ingombrati da un’estrema unzione.
Ogni anno cambia spine,
nuove cose, il padre va via ogni giorno
dall’ultimo piano più vicino al cielo,
le zanzare mangiano
con più amor proprio,
a nulla valgono le voci.

foglio assenze

Com’è bello questo rosso acceso!
Noti il tremolio della sinistra?
Ogni domenica si spezza come l’ostia
finché non torna foglio assenze.

Il tempo liquiderà in abbracci.
Durante ogni temporale si sa,
i primi a cedere sono i bracci alle croci.
Furtivamente, dopo tanti stenti
il braccio di un giradischi attacca,
piove anche sui bambini.

Troppo presto per il Muppet’s Show
guerriglieri andalusi attraverso lo stretto,
attaccheranno all’alba,
l’aria ferma nel tempo di eclissarsi.
da tutti i dove la stessa voce.

La sera resoconti, quanto bruciato
quanto da bruciare, esortazioni.
Devi trovarla ancora la tua fortuna.
Cambio la mia
con tantissime finestre aperte.

Opportunities

quasi sull’orlo

le stelle brillano per assenteismo,
ogni pausa è conquista, finisce che
Igor si compra tre chitarre
per esercitare pubbliche virtù
suona di tutto non canta
per la gioia di cameriere
sempre pronte a tirare dritto,
larghe di fianchi
seguono la musica
quasi senza accorgersene,
le madri fingono di tutto
con mariti e figlio
quando non hanno cani siberiani,
i più giovani annusano l’aria
sempre pronti a seguire
parole mai dette dalle loro ragazze
bionde e angolose,
mangiano pizze
attizzatoi per la sete,
qualcuno ogni tanto si alza, sparisce
riappare
per la gioia di una sedia vuota,
finisce come nel pallone
il Maribor pareggia con l’Hapoel,
Igor suona come nemmeno Steve Howe,
finisce che Nagatomo è in panchina,
siede quasi sull’orlo,
ma poi scende sempre in campo