421 d.C.

con Lira e Dracma
l’aria era un poco più respirabile
e improbabile qualcosina
di cui liberarsi senza differenziata 
.
qualcosa è andato storto,
sovrabbondano lettere
un po’ meno le idee
.
non si sa come e quando
potrà partire l’ucronia
che renda potabile il presente
*

L’Istante Dopo

Dissero che labbra sottili
e sguardo turbato di ciglia
sarebbero tornati al silenzio.
.
Nessuna immagine rende giustizia
allo splendore quando è stato,
allo spegnersi la memoria:
chi ricorderà ancora 
il calore del canovaccio da sposa
in quei pensieri?
.
Quando ritroveranno
suono le parole finite con le labbra
che le hanno pronunciate?
Alle volte basta
il candore opalino di un filo di perle
a rendere l’incarnato del dolore.
.
Non c’è remissione dal nulla
esitante e fermo
sopra un quaderno,
dentro una fotografia color seppia,
se nessuno riuscirà a musicare
l’istante dopo.

*

Alberi e stelle

Se gli alberi si vestissero
per andare a passeggio,
e l’aria non sapesse
di metalli e rifiuti umidi,
troveremmo dio
attraverso i loro occhi?
.
Forse soltanto quella parte 
mai nata o morta anzitempo
gettata a lato
di cammini mai percorsi.
.
Se le stelle fossero occhi
sapremmo ancora arrossire?
Dov’è quel mondo in cui
abbiamo continuato l’amore?
.

Al Mare

È stata emozione il mare,
chiedere cosa sta dietro
tant’acqua tutta uguale e piena
di pesci muti anche in sogno;
credo là ci siano le stesse cose,
ruggini e clorofilla
colori animati che splendono
ma con nomi diversi,
come calce
dentro i polmoni dei muratori:
domani partiamo
in cerca di speranze e salvezza
e nuovo lavoro per un altro pezzo
di pane,
allora verrà un po’ d’acqua
a rifare verdi i germogli.

Come una seconda pelle

Sia bello abbracciare,
altrettanto non poterlo fare,
che non c’è tempo, non luogo
nessuna fretta.
.
Cade e si ammassa
su fiumi in cerca di letto
impossibile a trovare
perché è un altro tempo.
.
Il velo torna addosso,
il vento lo salda
come una seconda pelle,
il sole non lo scioglierà.
.
Adoro il coraggio del passero,
intrepido viene a beccare
fa di tutto un boccone
e porta via.

Sport estremi

Photo by Adrianna Calvo
Se ogni sigaretta rappresenta
cinque minuti di vita sprecati
allora mi sto avvicinando
con passo svelto alla beatitudine:
non dare retta alle lagne
di quanti pensi siano saggi,
in realtà verseggiano
per dare ritmo alla noia,
ascoltano solamente se stessi
e non conoscono libertà diverse
da quelle di un giorno uguale
al precedente, quasi che
il cristo appeso al muro
stia praticando sport estremi,
il vero male arriva
alla fine della stasi.
 

Finte sobrietà

Finte sobrietà, perversioni autentiche
e la nuda proprietà esattamente
esattamente al centro dove sta l’autore
con le sue fantasie 
e tante parole di seconda, quarta mano.
Veloci da tagliare, arie e mare
.
il gelo di domani è l’incendio oggi
di soli auto imposti, combusti
da sentirsi abbandonati, senza una gonna
su cui piangere e non potersi smarrire
come accade spesso in estate.

Gli Inizi

Forse non mi rintraccerei
nemmeno rientrando nell’utero,
veramente non ricordo,
ma è stato il periodo migliore nella vita
cinto com’ero d’azzurro santo
bellissimo.
.
Il restante 
è stato rincorrere sempre in ritardo,
malgrado l’orologio puntato avanti.
Sintesi di fatture, provvidenza, poche idee:
questi sono stati gli inizi.

Quasi un consuntivo di Remo Pagnanelli.

Photo by Alex Conchillos on Pexels.com

Quasi un consuntivo


Mai stato in nessun posto
che riservasse qualche sorpresa.
Mai stato con donne
che non la sapessero lunga e pronte,
prontissime alla simulazione.
Mai stato con Dio o con mezze
divinità, data la loro ormai clamorosa
inesistenza.
Mai stato un giorno senza paura,
senza la luminosa paura
di essere dimenticati.
Perciò ora che è l’alba
me ne rimango nell’attesa,
sapendo già che tutto è scontato,
ma confidando ma fiducioso
nelle forze dell’abitudine, più forti
di ogni pessimismo e quasi necessitato
a riprendere lo spettacolo.
Una volta,
(forse due o tre volte, non di più) pensai
alla possibilità di stare insieme a moglie
e figli, ma raggiunto il vertice
di socializzazione, scivolai
nella solitudine più consapevole. Non smisi
di fornicare ogni tanto, di passaggio
e stando attentissimo, poi stanco,
anche in questo settore propagai
l’autogestione. Così si vuole che
il mio genio fosse incompreso
perché la ragione è chiara e lo vedono
tutti che non andavo d’accordo con la Storia e
così il mio biografo si lamenta
della mancanza di fatti notevoli
e prepara la tesi dell’opposto, il grosso
avvenimento sarebbe la mancanza di questi.
In questo modo va completando il
mio coccodrillo ed io lo lascio fare,
sperando nella beffa di un’atomica
che spazzi la biblioteca.
Ma non credo nemmeno alla manfrina
che mi vado preparando, del distacco
e della saggezza, in effetti ogni tanto mi
prende una rabbia cieca per le disgrazie,
mie e di altri, in quel caso fo
buon uso e dose di comuni tranquillanti.
Meno che mai propenso ad ogni forma
di riscatto, a tutt’oggi prèdico arcaismi
e cattiva letteratura.


Da Le poesie, il lavoro editoriale, Ancona 2000 , p. 83-84