Invenzione del capogiro

salvaci o Dio dalla pestilenza,
dalla carestia e dagli uomini del nord

attrezzi riposti stagnano
stanchi di far niente,
dormire è un masso a terra:
la caduta non uccide
casomai l’impatto

garofano rosso di rabbia
senza lavoratori stanchi,
stasera al contrappello
qualcun altro mancherà,
la morte bianca non è meno
di qualsiasi altro colore

principiante hai solo da imparare.
altro che tariffa sindacale.
il cantiere non fa sconti
e non da resto.
uva asprigna ti devi innamorare,
non odiare il padrone
perché ruba le tue marche,
paga poco e quando si ricorda.
odia il tuo padrone
ché ieri ti ha venduto agli stranieri

e la luna su in ufficio
marmo indistinto che non parla,
attira maree lustre,
inventa un capogiro
per vestirsi di nuovo

i quattro cavalieri

ogni giorno è molto tempo
nel terrore dei quattro cavalieri

nessuno è pronto, tutti impegnati
a farsi assolvere con mestiere

ogni schema finirà in frantumi
pochi i ricchi su cui vendicarsi

vedi, figlia,
come coprono bene i miei maglioni?

stretti per me, per te abiti onesti
pronti per il tempo che verrà

sarà bene trarre da terra
alimento alla fantasia

saranno i tuoi figli il nuovo trascorso
da non affliggere col nostro

Terapia Intensiva

per lo staff è normale amministrazione,
per i visitatori sbigottimento:
un marito perde la moglie;
una moglie perde il marito;
la prassi si completa
nel giro di un’ora

scambiano cordoglio
altro non è possibile,
il futuro ha perduto ogni significato,
passato senza mediazione del presente,
l’indifferenza non porta lontano
fa troppo caldo fuori, dentro si gela

il resto non ha più storia;
arrivano due coperchi
la prassi è completa;
e l’infermiera ha un gran bel culo

25 Novembre: basta con la retorica sulla violenza di genere

Mi è capitato di leggere l’articolo di una madonnina che stigmatizza la violenza degli uomini contro le donne, quando lei stessa, secondo quanto disse, picchiò il marito rompendogli un timpano. Detto questo, ho cercato di documentarmi e ho scoperto cose su cui il dibattito si dovrebbe accendere per andare nella giusta direzione.

Invito pertanto tutti quanti a leggere e a scaricare il seguente studio documentale curato da Barbara Benedettelli, di cui citerò alcuni passi:

Fai clic per accedere a I-numeri-oltre-il-genere-indagine-omicidi-nelle-RIS-2017.pdf

La presente indagine ‘Violenza domestica e di prossimità, i numeri oltre il genere, anno 2017’ ha lo scopo di mostrare un quadro d’insieme delle morti violente causate da chi avrebbe dovuto proteggere, amare, o anche solo accompagnare per alcuni tratti il tortuoso cammino della vita. Mettendo insieme gli omicidi avvenuti nelle relazioni più significative si è rilevato che uomini e donne vengono uccisi nello stesso numero e spesso per le stesse ragioni.

Questa indagine, che forse per la prima volta comprende le Vittime maschili e quelle femminili trattando i casi con gli stessi criteri di analisi, va vista come un punto di partenza che invita ad approfondire lo studio del fenomeno, con strumenti idonei e una prospettiva allargata. Senza tralasciare, come invece si fa, sfere mai prese prima in considerazione nello stesso contesto. Si rilevano infatti anche i suicidi da separazione, e degli omicidi-suicidi si tiene conto sia della Vittima sia dell’autore. Lo scopo è quello di individuare le politiche e le strategie più idonee a fermare una strage che ha più protagonisti legati tra di loro da una relazione. E in una relazione, specie se dura nel tempo, i ruoli non sono mai fissi. Le persone non sono pietre.

I numeri che seguono non sono il risultato di proiezioni statistiche che si basano sul calcolo delle probabilità. Sono numeri di persone reali, con nome e cognome. Sono fatti e i fatti, per dirla con Hannah Arendt, sono ostinati. Il numero totale può essere semmai in difetto, perché alcuni delitti possono non essere stati ripresi dai media.
………….

Secondo gli ultimi dati del Viminale (Marzo 2018) nell’Italia del 2017 sono state uccise 355 persone, il numero più basso di sempre. Di queste ben 236 sono state ammazzate in famiglia, in coppia, tra amici, vicini di casa, colleghi di lavoro: le vittime femminili sono 120, le vittime maschili sono 116, 120 se consideriamo anche i 4 italiani uccisi all’estero dalle loro partner.

………….

Però solo la Vittima femminile è al centro dell’attenzione sociale, politica e mediatica. Solo l’uccisione di una donna suscita sdegno, scandalo, orrore. Solo delle donne si pubblicano liste tragiche con nomi e cognomi. Degli uomini che muoiono ammazzati all’interno delle stesse relazioni e per gli stessi motivi sappiamo poco o nulla. Per loro niente piazze, niente piethas né phatos, niente nomi.

…………..

DETTO QUESTO INVITO A LEGGERE L’INDAGINE E A FARLA FINITA COI LUOGHI COMUNI, E SI CONDANNI LA VIOLENZA SULLE PERSONE DA QUALUNQUE PARTE QUESTA ARRIVI. BASTA CON LA RETORICA!

Ascolta & Leggi: Processi di ingrandimento delle immagini, Jimi Hendrix e Paola Silvia Dolci

BRANI ESTRATTI DA
I processi di ingrandimento delle immagini di Paola Silvia Dolci (Oèdipus, 2017).

Arturo Degani (Verona 8-1-1960, scomparso a Santa Teresa di Gallura il 31-3-2015).

VI.

Su tavoloni di larice e dodicimila
pali di olmo, faccio la conta
delle strade in cui ho fottuto.

La poesia è una lingua lunghissima
che rotolo e strotolo. Else smonta
gli occhi e gioca a biglie.
Le calli sono una pista.

I rametti, lucertole sulla tomba di Casanova.

*

Ta Pum

Andrea Furlan (Trieste 18-8-1951 – Venezia 1-9-2015). Suicida.

Alla mia infanzia, muta o ammutolita. Cìn.

III.

Phlebas. Inverno, nebbia;
visitiamo una casa sulla spiaggia,
io, lui e alcuni amici.
Ci sono un fantasma e la sua innamorata
morta per affogamento.
Diverse inquadrature.
Il fantasma sta spiando dai vetri
l’innamorata dentro alla camera;
invito gli altri a non fermarsi, non ci vedrà.
Siedo sul bagnasciuga, sono bella.
Il fantasma si avvicina,
mi confonde con l’innamorata
mi fissi a lungo negli occhi prima di uccidermi
mi trascini in acqua.
Questo è l’istante in cui inizio a mentirti.

*

nomi

Eva Fabbri (Piacenza 8-12-1992 – Capraia 14-7-2014). Cade da una finestra.

V.

lo zucchero si è appiccicato al quaderno
torta e coca cola, una festa
la cima dell’empire state building tra le nuvole
il tavolino sempre ai piedi delle percussioni
la batteria è d’oro le bacchette celesti
non tengo mai il tempo sono impaziente e fuori
sopra central park
giove litiga con sua moglie, papà
make me rainbows* gli arcobaleni
ci saranno nascosti al buio
gente che non ha mai messo il naso fuori
da chinatown, i topi nella metropolitana
i barboni escono per il caldo
e le bambine sanno che non devono toccare nessuno**
hanno gli occhi pieni di animali
forse vorrebbero farci ballare
in qualche modo
nella sala
tutti continuano a baciarsi

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Quando ho iniziato a leggere questo libro, ho per un po’ creduto davvero che si trattasse di un’antologia di poeti scomparsi, e questo senso di conclusione, di perdita anticipata, pesava sulle parole che stavo leggendo. Ma quando poi ho iniziato a comprendere che si trattava solo di un gioco, questo senso non è scomparso: alla fine, Dolci gioca davvero con i morti, con barocco spirito messicano, proprio come Frida giocava con i suoi ritratti al limite della vita. Riproduce se stessa in voci che non hanno più voce, o che sono magari ridotte alla sola voce scritta. Io è un altro? (Daniele Barbieri)

Paola Silvia Dolci, ingegnere civile, è diplomata presso il Centro Nazionale di Drammaturgia, dirige la rivista indipendente di poesia e cultura Niederngasse e collabora con periodici letterari. Ha pubblicato Bagarre (Lietocolle, 2007), NuàdeCocò (Manni, 2011), Amiral Bragueton (Italic Pequod, 2013). Ha tradotto, tra gli altri, Maxine Kumin, Galway Kinnell, Christian Gabrielle Guez Ricord.

una certa dannazione

Cerchiamo nuove leve di poeti

pieni di sé un po’ cretini

ma pieni di talento, astenersi letterati,

siano pragmatici prosastici ribelli

aggiungano al talento la quota d’iscrizione.

Spedire il tutto in busta chiusa.

Allegare al documento d’identità

un piatto freddo di versi sussultanti,

la foto deve essere recente

e sorridente, magari ostentare

una certa dannazione

da far sembrare interessante

lo spicciolo di barba trascurata

sotto occhiaie non del tutto sfebbrate,

mani da donna senza fatica

e un personale lievemente palestrato.

Alla portata di chiunque

non di tutte, requisito è l’età

specie se all’opera prima,

l’opportunità di ricchi premi

e di campare su altri poeti

senza averne mai letto uno,

tantomeno grazie al cielo

senza scrivere altro, le donne

si nascondano non tanto (ma si veda)

dietro il tacco di un anfibio.