dopoguerra e altre parole

Crepano, urlano, giacciono
su relitti di ogni tempo
con forza, decisione, talento
senza troppe perifrasi
malgrado i passi dei carcerieri.

Passi mai sentiti per fortuna.
Nati dopo l’ultimo dopo bomba:
il dolore è personale
il dopoguerra collettivo.

Ancora oggi alcuni imbecilli
nemmeno pieni di alcool,
neppure di spirito,
fanno i poeti declinando
nuove variazioni sul tema
“la vagina” e non sempre
l’hanno vista, allora provano
con l’avanguardia

fortunatamente i tirocini
durano massimo sei mesi,
invece tu manchi da un anno

manchi Steve

Oggi Santo Stefano, sarebbe l’onomastico di Steve, il mio amatissimo cugino che questo 2017 ha deciso di portarsi via. Manchi Steve, ogni giorno!

sulle foglie della tenuta di Ba

mi portano la notizia:
è morto Almerighi.
Firma qua
è per la cremazione.

Mi siedo, qualche singhiozzo
mi sfugge tra capo e collo,
(prassi)
scusami.

Qualcosa si vorrebbe evitare,
ma la scelta definitiva sta
fra prostata e polmoni.

Dunque risorgeremo,
da qualche parte prima o poi
me lo segno.

Jim Morrison è vivo, scrive poesie
sulle foglie della tenuta di Ba,
lasciamolo divertire
non è liceo classico

la sera fu breve

la sera fu breve.
schiacciata di lato
attraverso, di fronte
fuochi freddi
un casotto abbandonato,
il mare viola non vide

Stasera cosce di Poeta,
distratto e affamato
da non volersi accendere,
arrostite a fuoco spento.
Scusa non mi va, scusa.
il canto mi si spezzò dentro.

Tutto buono, bellissimo
ma non va giù niente.
mi sarei schiacciato un tempo,
adolescente, occhi compresi
pur di vederti
nuda fino all’anima.

Stasera no
e quel mare idiota
non muta

Lo smoking

Caro Steve, lo smoking è un tocco di classe. Sei sempre stato l’artista di famiglia, l’uomo dei grandi avvicinamenti. Persino con quel tuo papà che nemmeno ti ha dato il cognome. Persino con tua madre bellissima anche nel nome, Zoe, lei il cognome te lo ha dato. Se ne è andata all’Est, pronta a far strage di cuori a nutrirsi di uomini, te compreso. E tu, che hai passato la vita ad avvicinarti con discrezione a chi ti allontanava. Ogni volta che ti sei innamorato, spero tu sia stato felice e corrisposto. Prendi su quella tabaccheria intera che ti sei fumato, certe partenze tranciano, specialmente quelle senza prenotazione. Invoco il mio diritto al preavviso, cazzo! I caratteri sono diversi, ognuno ha tanta storia e la propria riservatezza. Ti ringrazio per essere partito ridendo, dicono non si senta male, ma niente è tornato per raccontare. Ora chi può avvicinarti più? Mi lasci e mi sento come chi le ha prese forte. Solite contusioni, abrasioni e cazzo no! Aggiungere altre parole è velleitario, patetico. La fiamma sia lieve al tuo smoking. Ti ricorderò, tuo cugino Flavio. (a Steve Almerighi, artista, 1943-2017)