Ascolta & Leggi: Solitude di Ute Lemper; Vita Nostra di Stefanie Golisch.

Due notevoli artiste, entrambe tedesche, una è una grandissima cantante e l’altra un’autorevole studiosa e poeta.

Vita nostra

Lei è la donna che parla con la terra, almeno
così si dice. Vive al quinto piano e non ha
un orologio in casa. Non conta le ore e non si
sa come si chiama. Non accende mai la luce
e mangia ciò che le portano i piccioni. Non si
sa cosa fa di giorno, di notte, forse, dorme
come noi. In fondo al mare c’è vita si dice, ma
si fa fatica ad immaginarla, a pensare che in
qualche modo c’entra con noi

Innanzitutto, devo stare attenta a non cadere.
Devo evitare il color giallo perché porta
sfortuna e devo ricordarmi come si scrive il
mio nome. Ad ogni ora c’è un foglio da
compilare e io faccio la mia crocetta sempre
al posto giusto. Mangio quanto basta, sorrido
nella giusta misura, non arrivo mai in ritardo
e vesto come vestono tutti. In tasca ho una
cosa che non posso dire e alla sera porto al
letto quella cosa e dico una parola che ho
inventato per farla dormire e poi dormo
anche io

Di quella strana cosa che non so come chiamare
è rimasto quasi niente. Siamo stati troppo gentili
l’uno con l’altro. La stanza dove siamo vissuti
insieme per cento giorni era troppo pulita e
peccato che non siamo riusciti a raccontarci
nemmeno una storia vera e una falsa. Abbiamo
mangiato sempre le stesse cose e siamo andati
al letto sempre alla stessa ora. Non abbiamo mai
litigato perché non c’era motivo e quando ci
siamo lasciati abbiamo detto ciao in lingue
diverse e io ho pensato che avremmo dovuto
pensarci prima di lasciare all’altro almeno una
cosa terribile da ricordare

Stefanie Golisch (nata il 29 luglio 1961 a Detmold ) vive in Italia, scrittrice, letterata e traduttrice tedesca. Ha studiato presso le università di Bonn e Hannovver dal 1981 al 1986. Nel 1987 si trasferisce in Italia dove lavora come insegnante di tedesco, esperta letteraria e traduttrice. Dal 1991 lavora come freelance letteraria, traduttrice e autrice; nel periodo dal 1995 al 2003 ha avuto un incarico di insegnamento per “New German Literature” presso l’Università di Bergamo . Golisch vive a Monza , è sposata e ha una figlia.

Attività letteraria

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Ascolta & Leggi: See Saw – Pink Floyd; The First Geniuses di Billy Collins (trad. Stefanie Golisch)

Ringrazio Stefanie Golisch per avermi fatto conoscere questo poeta.

I primi geni di Billy Collins (traduzione Stefanie Golisch)

E‘ ancora così presto che quasi nulla è successo.
L’agricoltura è un seme non ancora piantato.
La musica e il cappello di feltro sono ancora lontani migliaia di anni.
La vela e l’astrolabio non spuntano nemmeno all’orizzonte.
Finestre e forbici: impensabili.

Ma perfino ora, prima che l’orchestra della storia
avesse avuto il tempo di scaldarsi, i primi geni
si sono trovati in un gruppo
di pensatori.
Magri, alti e con la barba come ci piace immaginare,
sagome contro un paesaggio di vulcani
fumanti

o si muovono sulle rive dei laghi, color piombo, senza nomi,
o siedono sulle rocce spoglie, sembrano i primi arrivati a una festa
che la terra sta preparando
ora che finalmente i dinosauri sono scomparsi.

Devono ancora scoprire il fuoco, inventare la ruota,
camminano in un mondo oscuro e immobile,
chiedendosi cosa fare della loro saggezza
come delle ragazze che si chiedono cosa fare dei loro cappelli.

Ogni tanto qualcuno farà un commento
sul movimento delle stelle, la densità del silenzio
lo strano comportamento dell’acqua in inverno,
ma non c’è un alfabeto, nessuna goccia di inchiostro
e così le parole scompaiono nelle grandi foreste verdi
come stormi di piccoli uccelli spaventati.

Un giorno qualcuno inventerà la bussola e qualcun’altro
disegnerà con un bastone il primo numero nella sabbia,
e gli scapperà un urlo come ad Archimede nella vasca
e gli animali curiosi alzeranno lo sguardo.
Più tardi l’elica e la fionda appariranno;
l’ago, il tachimetro e l’arco seguiranno.
Ma ancora si cammina sulla terra silenziosamente,
ascoltando soltanto il rumoreggiare della propria mente,
nessuna nozione di nord, nessuna nozione di zero,
ancora non si sa come affilare una pietra al punto da essere mortale.

*

TESTO ORIGINALE: The First Geniuses
by Billy Collins

It is so early almost nothing has happened.
Agriculture is an unplanted seed.
Music and the felt hat are thousands of years away.
The sail and the astrolabe, not even specks on the horizon.
The window and scissors: inconceivable.

But even now, before the orchestra of history
has had time to warm up, the first geniuses
have found one another and gathered into a thoughtful
group.
Gaunt, tall and bearded, as you might expect,
they stand outlined against a landscape of smoking
volcanoes

or move along the shores of lakes, still leaden and unnamed,
or sit on high bare cliffs looking like early arrivals
at a party the earth is about to throw
now that the dinosaurs have finally cleared the room.

They have yet to discover fire, much less invent the wheel,
so they wander a world mostly dark and motionless
wondering what to do with their wisdom
like young girls wonder what to do with their hair.

Once in a while someone will make a pronouncement
about the movement of the stars, the density of silence,
or the strange behavior of water in winter,
but there is no alphabet, not a drop of ink on earth,
so the words disappear into the deep green forests
like flocks of small, startled birds.

Eventually one of them will come up with the compass
or draw the first number in sand with a stick,
and he will let out a shout like Archimedes in his tub
and curious animals will look up from their grazing.

Later the water screw and the catapult will appear;
the nail, the speedometer and the bow tie will follow.
But until then they can only pace the world gravely,
knowing nothing but thrumming of their minds,
not the whereabouts of north or the notion of zero,
not even how to sharpen a stone to a deadly point.

********************

PER SAPERNE DI PIU’:

https://it.wikipedia.org/wiki/Billy_Collins

*

Stefanie Golisch, germanista, scrittrice, traduttrice. Vive e lavora dal 1988 in Italia. Ultime pubblicazioni: Terrence Des Pres: Il sopravvivente. Anatomia della vita nei campi di morte (a cura di Adelmina Albini e Stefanie Golisch) Mimesis edizioni, Milano, 2013. Ferite. Storie di Berlino, Edizioni Ensemble, Roma, 2014. Fly and Fall. Culicidae Press, Ames, 2014. Filippo Tommaso Marinetti: Wie man die Frauen verführt (a cura di Stefanie Golisch) Berlin, 2015 (Matthes und Seitz) Anstelle des Mondes, Pop Verlag, Ludwigshafen, 2015. Postkarten aus Italien, Edition FZA, Wien, 2016. All of us can fly, Musca Press, Ames, 2018. Filippo Tommaso Marinetti: Die Manifeste (a cura di Stefanie Golisch), Berlin 2018 (Matthes und Seitz).

domeniche amArgine: inediti di Stefanie Golisch e Alberto Rizzi con Gianmaria Testa

ASCOLTA E LEGGI

Un momento di passaggio
______________________di certo
un periodo nel quale ogni cosa si mischia
e non ci da molta possibilità di riflettere
le cose sono quel che sembrano
con un autunno non ancora inverno
e un inverno rimasto autunno
Poi ti accorgi
di quanto il tempo sia relativo
______________________________nella bocca spalancata del vecchio
che altro non fa che respirare
altro non gli resta
che contare il tempo dentro se stesso
Come tutti noi
__________________________del resto
che il tempo ci tessiamo attorno
come il più ovvio dei sudari

ALBERTO RIZZI

PER SAPERNE DI PIU’ SULL’AUTORE VISITA IL SITO
http://www.seautos.it/

*

The Ballade of the Sad Café

Tra un gratta e vinci e l’altro ci stanno giusto
un caffè ristretto e una sigaretta. Cazzo, mio
figlio mi ha rotto le palle, è uguale a suo padre,
stronzi tutti e due. Vieni da me questa sera bella
bionda, dice il padrone del bar, e lei risponde:
neanche morta. Davanti alla porta d’ingresso
un corvo mangiucchia un piccione morto in
questo pomeriggio d’autunno che non canta.
La vita fa schifo, dice la donna dalle mani ruvide
e dal rossetto sbavato prima di andarsene senza
salutare. Il bar sulla provinciale Monza-Saronno
si chiama Jolly, il mese ottobre, lei non si sa

STEFANIE GOLISCH

Nata nel 1961 a Detmold
Studi tedeschi e dottorato ad Hannover;
Pubblicazioni di libri e pubblicazioni letterari e letterari, monografie su Uwe Johnson e Ingeborg Bachmann.
Narrazioni, saggi e traduzioni in antologie e riviste letterarie.
2002 Würth Literature Prize

Vive, legge e scrive dal 1987 in Italia.

letture amArgine: Histoire des madeleines, un inedito di Stefanie Golisch

Stefanie Golisch tratta la poesia con rispetto e con cura, a volte col cinismo placido di chi sa bene osservare. Questo genera lavori perfetti nel loro centrare il nocciolo della questione per cui sono nate, anche l’inedito qui sotto conferma le non comuni capacità di questa Poeta. Con poche parole e un verso, Stefanie demolisce in pieno il concetto di democrazia avanzata (troppo avanti, o rimanenza di magazzino?) e di economia liberale e liberista. Quel “Loro conoscono già tutti i nostri passi”, è l’epitaffio, l’epigrafe definitiva sulla lapide di un mondo già oltre il post moderno. Un mondo in cui il lavoro non ha più nessun valore e/o dignità, in cui il voto rappresenta un diritto riconosciuto, ma depotenziato per far sì che il corpo elettorale non possa determinare di cambiare le cose. Dove l’opinione è un diritto altrettanto riconosciuto, ma ognuna rimane tale e imprigionata nella cacofonia di centinaia di milioni di opinioni inascoltate e rese inutili. Sappiamo tutti che il mondo è dominato dal danaro e dalla finanza speculativa, lo gridiamo, lo definiamo nuovo nazi fascismo, ma nei fatti non cambia nulla. Milioni e milioni di individui frammentati in altrettanto milioni di “io” che non sanno comunicare tra loro; tutti uguali, omogenei e inutili. A cosa serve avere un lavoro se poi con quel lavoro non ci si può mantenere? Loro conoscono già tutto i nostri passi. “Loro”, non sono più le belle carogne dei padroni delle ferriere di una volta, nemmeno si sa chi siano in realtà, ma decidono per noi.

Longtemps, je me suis couché de bonne heure.
Marcel Proust, Alla recherche du temps perdu

Di che cosa si ricordano le madeleines
offerte da Lidl in occasione della
settimana francese? Che gusto di tempi
remoti evocano quando si sciolgono in
bocca del cliente senza qualità? Il secolo
è di guerra e pace. Un lui ama una lei
secondo le leggi dell’imperfezione. Sul
bordo del pozzo profondo un rospo attende

pazientemente. Loro conoscono già tutti i
nostri passi

Stefanie Golisch, germanista, scrittrice, traduttrice. Vive e lavora dal 1988 in Italia. Ultime pubblicazioni: Terrence Des Pres: Il sopravvivente. Anatomia della vita nei campi di morte (a cura di Adelmina Albini e Stefanie Golisch) Mimesis edizioni, Milano, 2013. Ferite. Storie di Berlino, Edizioni Ensemble, Roma, 2014. Fly and Fall. Culicidae Press, Ames, 2014. Filippo Tommaso Marinetti: Wie man die Frauen verführt (a cura di Stefanie Golisch) Berlin, 2015 (Matthes und Seitz) Anstelle des Mondes, Pop Verlag, Ludwigshafen, 2015. Postkarten aus Italien, Edition FZA, Wien, 2016. All of us can fly, Musca Press, Ames, 2018. Filippo Tommaso Marinetti: Die Manifeste (a cura di Stefanie Golisch), Berlin 2018 (Matthes und Seitz).

ascolti amArgine: Ghosts of Berlin – Andrea Schroeder (2014) e il libro Ferite di Stefanie Golisch

Il brano in questione, come il già proposto Helden, è contenuto nell’album Where the wild oceans end del 2014: qui gli oceani finiscono e sfociano dentro la buona musica e un canto di stampo molto teutonico, affascinante e weimariano. Alla musica, voglio abbinare un piccolo/grande libro della poetessa/saggista tedesca Stefanie Golisch “Ferite” una sorta di diario a microracconti in cui Stefanie racconta di Berlino e come ne ha vissut i chiariscuri in certi luoghi: sospesa tra eventi e personaggi storici, e propri stati d’animo. Il libro è uscito, come il disco, nel 2014 e lo trovate qui:
https://www.edizioniensemble.it/author-book/stefanie-golisch/

FANTASMI DI BERLINO

Ci sono fantasmi a Berlino
Corpi sepolti nel terreno
Stanno camminando per le strade
Senza suono

Ci sono fantasmi nelle strade di Berlino
I fantasmi di Berlino
Die Geister von Berlin

Piccolo fantasma
Perché non riesci a dormire?
Ci sono margherite coltivate
Sulla tua tomba

Lei ti porta dei fiori
Ogni giorno
Non puoi vederli
Sono di colore grigio

Ci sono fantasmi nelle strade di Berlino
I fantasmi di Berlino
Die Geister von Berlin
I fantasmi di Berlino
Die Geister von Berlin

TESTO ORIGINALE

There’re ghosts in Berlin
Bodies buried in the ground
They’re walking in the streets
Without a sound

There are ghosts in the streets of Berlin
There are ghosts in Berlins streets
The ghosts of Berlin
Die Geister von Berlin
The ghosts of Berlin
Die Geister von Berlin

Little ghost
Why can’t you sleep
There are daisies grown
Upon your grave

There are ghosts in the streets of Berlin
There are ghosts in Berlins streets

She brings you flowers
Everyday
Can’t you see them
They’re tinted grey

There are ghosts in the streets of Berlin
There are ghosts in Berlins streets
The ghosts of Berlin
Die Geister von Berlin
The ghosts of Berlin
Die Geister von Berlin

letture amArgine: Short stories (inedito di Stefanie Golisch)

Aveva lasciato sul tavolo della cucina
un biglietto in lingua straniera. Il suo
amore era senza pietà.

Hai amato abbastanza?
Avevo da fare, ho usato
il mio tempo per tante
cose.

Nell’attesa di chi non arriva mai
imparo attendere. (Non so se
servirà a qualcosa.)

Non aveva segreti.
La sua limpidezza era spaventosa.

Dove sei stato?
In viaggio.
E rimarrai?
Chi lo sa.

Viveva come un bambino,
senza pregiudizi. Era solo
una questione di tempo che
sarebbero venuti a prenderlo.

Dicono che siamo immortali
L’ho sentito anche io.
Ma sarà vero?

Il protagonista del quadro è
il coniglio in basso a destra.
Pazientemente attende il suo
posto nella storia dell’arte.

Ti piace la tua vita?
Non saprei.
La vuoi cambiare?
I’d prefer not to.

Volete sapere la verità, chiese la vecchia
volpe agli animali del bosco. Prima rimasero
un attimo in silenzio, poi fuggirono da tutte
le parti.

Sapeva a memoria tutte le poesie di un
certo autore austriaco. Era considerato
un uomo non come gli altri e all’inizio lo
lasciarono in pace.

Una volta, quando ci eravamo persi
e tu dicevi, andiamo sempre
avanti. E io ero indecisa se fidarmi di
te o meno.

Sul pont Mirabeau la storia di uomo
e donna inizia ora.

In questa famiglia ognuno prendeva
l’altro per ciò che non era, che non
avrebbe mai potuto essere.

Salva il tuo angelo!
Di che cosa stai parlando?
Della mia tristezza.
Non ti sento bene.

Siamo al sicuro?
Non credo proprio.

Ringrazio l’autrice per la concessione di questo splendido inedito sul tema dell’identità e dell’incomunicabilità delle e tra le persone, del tempo e del non tempo. Stefanie Golisch, germanista, scrittrice, traduttrice. Vive e lavora dal 1988 in Italia. Ultime pubblicazioni: Terrence Des Pres: Il sopravvivente. Anatomia della vita nei campi di morte (a cura di Adelmina Albini e Stefanie Golisch) Mimesis edizioni, Milano, 2013. Ferite. Storie di Berlino, Edizioni Ensemble, Roma, 2014. Fly and Fall. Culicidae Press, Ames, 2014. Filippo Tommaso Marinetti: Wie man die Frauen verführt (a cura di Stefanie Golisch) Berlin, 2015 (Matthes und Seitz) Anstelle des Mondes, Pop Verlag, Ludwigshafen, 2015. Postkarten aus Italien, Edition FZA, Wien, 2016. All of us can fly, Musca Press, Ames, 2018. Filippo Tommaso Marinetti: Die Manifeste (a cura di Stefanie Golisch), Berlin 2018 (Matthes und Seitz).

letture amArgine: Belle Époque inedito di Stefanie Golisch

Entra il nano con una capriola. La ragazza
dietro il banco porta una mela in testa. La
signora con il cagnolino non è bella e
giovane, ma pronta a tutte le eventualità.
Più tardi viene l’uomo del corvo in spalla
e subito dopo la coppia che si illumina a
vicenda. È la fiaba d’infanzia di tutti i
clienti della Belle Époque, il lieto fine di
storie andate così così. Accanto alla grossa
signora guarnita di cane randagio, loro
risplendono un attimo soltanto, poi si siedono
dove capita in un giorno chiamato oggi