Ascolta & Leggi: Christian Contreas Trio con poesie di Simone Cattaneo

Chiudi i tuoi due bambini nella loro stanza.
Legagli polso e piedi al letto, poi imbavagliali.
Ho voglia di divertirmi con te niente scocciatori che piangono e ridono
a stare al mondo si impara anche così.
Se non ti garba l’idea di immobilizzarli potrei sempre infilare
nelle tisane insapore che gli dai qualche pastiglia di Stilnox,
benzodiazepina quasi pura, dormirebbero un bel po’ e
sognerebbero il paese delle meraviglie. Anzi te lo garantisco faranno
sogni bellissimi. Ti prego, togliamoci di torno questi due mostri
e divertiamoci sul serio, non ho voglia di perdere tempo con te
non è il momento delle congratulazioni
dobbiamo darci dentro.

*

Vorrei avere la stessa maestrìa
dei grandi giocatori di biliardo,
quando dopo aver colpito la palla
chiudono gli occhi
come se avessero gustato
il primo sorso di un vino pregiato
e non sentono il bisogno d’abbandonarsi
a nessun solstizio o equinozio strano
anche se dubito che
i princìpi ispirati della termodinamica
siano racchiusi nell’aria
della loro mano.

*

Non aveva lavoro e non aveva una moglie,
così i ragazzi delle giostre gli hanno infilato
una pistola nel culo e l’hanno costretto a
raccogliere tanti mozziconi da fare almeno cinque sigarette.
Una per ognuno e tutti per nessuno.
I ragazzi che confidano nel mondo hanno tramutato
quelle fini ossa da ricchione in un paracadute di cartone
e alla sera sono tornati senza farsi male nelle loro case.

*

Appesa per le caviglie ad un albero del viale
ho incontrato per la prima volta l’unica donna che ho mai amato,
avrei voluto proseguire ma mi ha chiesto uno sguardo
mi ha domandato di guadare un fiume inesistente fra le stelle,
quindi mi sono arrampicato fino all’orlo del suo viso ma
non si è scomposto, nulla del mio corpo mi ha nascosto.
Immersa nel suo odore mi ha aperto il petto così che
potessi sentire il suono del colore,
colmo di paura ho promesso che avrei imparato ad aspettare,
ho fatto un giro intorno all’albero e
la mia donna era svanita, rapita dalla frutta candita di
un’isola caraibica. Mi sono legato per le caviglie ad un lampione
per capire la sua prospettiva e riallineare la mira,
ammassati intono a me sbavavano dei cani, con le mascelle di vetro
in fiamme ma la terra si è asciugata e la festa è finita.
Non ho più incontrato una donna così bella, forse sì,
è la carne che tutte le notti mi dorme accanto
persuasiva nelle cosce, elegante nelle mani, luce morale nei fianchi
ripiegata e indistinta come uno scheletro di pesce.
Sono certo, siamo l’uno la proposta dell’altra.

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Simone Cattaneo è nato a Saronno nel 1974. Ha pubblicato Nome e soprannome (Atelier 2001) e Made in Italy (ivi 2008). Sue poesie sono apparse su numerose riviste, tra cui “Atelier”, “Poesia” e “Il primo amore”. È stato incluso nelle antologie L’opera comune. Antologia di poeti nati negli anni settanta (Atelier 1999), Dieci poeti italiani (Pendragon 2002), Lavori di scavo. Antologia dei poeti nati negli anni ‘70 (Railibro 2004), 100 Poesie di odio e di invettiva (Coniglio 2007) e La stella polare. Poeti italiani dei tempi “ultimi” (Città Nuova 2008). È venuto a mancare il 10 settembre 2009. Peace & Love (Il ponte del sale 2012) è una raccolta postuma che raccoglie tutte le sue poesie.

Ascolta e Leggi: The Carousel Waltz e decennale di Simone Cattaneo

Tu sei un poeta. Ma chi lo vuole un poeta? A chi serve un poeta? (Flavio Santi)

I tuoi libri, uno solo forse, li trovi sottoprezzo in rete, come il tuo ricordo. (Flavio Almerighi)

*

Altro che mobilità sociale
vorrei venire su quel seno al silicone che una ragazzina
mostra ballando in mezzo al locale, mi pare di avere una
collana di orecchie umane, vorrei fare il kamikaze per mettermi
in evidenza, dimostrare quanto valgo, e già la vedo dileguarsi
nei bagni a spompinare a più non posso dei suoi bastardi coetanei,
sono troppo vecchio anche per questo. Esco dal locale, compro in un
supermercato una scatola di tonno e creo una sicura lama affilata.
Aspetto il primo maiale che passa.

*

Appesa per le caviglie ad un albero del viale
ho incontrato per la prima volta l’unica donna che ho mai amato,
avrei voluto proseguire ma mi ha chiesto uno sguardo
mi ha domandato di guardare un fiume inesistente fra le stelle,
quindi mi sono arrampicato fino all’orlo del suo viso ma
non si è scomposto, nulla del mio corpo mi ha nascosto.
Immersa nel suo odore mi ha aperto il petto così che
potessi sentire il suono del colore,
colmo di paura ho promesso che avrei imparato ad aspettare,
ho fatto un giro intorno all’albero e
la mia donna era svanita, rapita dalla frutta candita di
un’isola caraibica. Mi sono legato per le caviglie ad un lampione
per capire la sua prospettiva e riallineare la mira,
ammassati intorno a me sbavavano dei cani, con le mascelle di vetro
in fiamme ma la terra si è asciugata e la festa è finita.
Non ho più incontrato una donna così bella, forse sì,
è la carne che tutte le notti mi dorme accanto
persuasiva nelle cosce, elegante nelle mani, luce morale nei fianchi
ripiegata e indistinta come uno scheletro di pesce.
Sono certo, siamo l’uno la proposta dell’altra.

*

Aveva un piede valgo e studiava diteggiatura
mentre tramutava Ketamina liquida in cristalli per poi sniffarla
e mi chiese ad un tratto facendosi serio cosa ne pensassi
della situazione mediorientale e delle scarse risorse energetiche planetarie.
Mi sono tuffato sulla poltrona di pelle marrone del salotto e
ho chiesto un po’ di vino. Inizia la partita dell’Italia fra poco,
tutti in piedi a cantare qualcosa di diverso mangiandosi solfeggi e
salame: è solamente un’altra serata di calcio contaminato,
in attesa di una nuova leucemia.

*

La mia donna crea dipinti con i suoi capelli castani
sul mio petto scuro,
aspetta sulla soglia della mia carne ogni suo errore,
mi conforta dicendomi che soffrirò da solo,
cadrò e non mi solleverò,
ucciderò sette persone e avrò tanti giorni di carità
quanti un cane in un canile, rimarrò solo senza più denti,
farmaci né sentimenti
finirò come quello straniero incontrato un lunedì pomeriggio
in un caffè di Milano centrale.
Più o meno la sua vita era andata così – I had a woman,
she left me –. Nulla più di questo.

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SIMONE CATTANEO (Saronno, 1974-2009) ha pubblicato due libri: Nome e soprannome (Atelier, 2001) e Made in Italy (Atelier 2008). I libri editi sono stati riproposti insieme all’inedito, ultimo libro: Peace & Love (Il Ponte del Sale, 2012).