Ventidue Novembre 1987

probabilmente nel dopo lavoro
troverò modo di distrarmi
e far dire che questa
è la più bella di tutte le settimane
anche ad amici adescati in fretta
senza provare vertigine tale
da lasciarci cadere

casa, sparizioni e apparenza
non già quelle di una volta
me stesso, starò a guardare
la lingua coi suoi gargarismi,
posto che il danno sia irreversibile
o non sortisca effetti,
nessun posto è perfetto

ora le carte si fanno più gialle
in dozzine di pose, le stesse
sembrano tutte calcolate,
le vedove si riaccaseranno,
cagne riverse ai bordi
di un orizzonte lontano,
la dedizione verrà premiata

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Quattro sassi con…autori contemporanei in 4 poesie: Remo Pagnanelli

Nel ricordo del trentesimo anniversario della scomparsa di questo grande autore.

Il sasso nello stagno di AnGre

Quattro sassi con…autori contemporanei in 4 poesie: Remo Pagnanelli

nel nulla di una stazione cancellata da fiandre
piovaschi, sulle sete sudicie ma tese delle
palpebre, scorre un rumore d’impalpabile azzurro,
un tremore di palme arrochite, assopite nel lino
orsolino. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
(nel grande fiume di luce apparente, estenuantesi
fino all’estinzione, che porta i morti alla foce
d’un altro destino, dorato da sopra macchie
mediterranee d’una cenere autunnale semplicemente
posatasi, vedo la cupola spenta nel latte del bosco)
(nel treno nella notte chissà se dormi lontana
Sorella)
.
.
*
.
IV TOMBEAU
.
(pensa nel sonno i sonni…

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letture amArgine: Quasi un consuntivo, tre poesie di Remo Pagnanelli.

Questo mese cadrà il trentesimo anniversario della scomparsa di Remo Pagnanelli, poeta, critico, studioso di altissima caratura. Voglio ricordarlo con l’affetto di chi lo ha conosciuto attraverso le sue parole. (Flavio Almerighi)

per saperne di più visitate il sito

http://www.remopagnanelli.it/

Quasi un consuntivo

Mai stato in nessun posto
che riservasse qualche sorpresa.
Mai stato con donne
che non la sapessero lunga e pronte,
prontissime alla simulazione.
Mai stato con Dio o con mezze
divinità, data la loro ormai clamorosa
inesistenza.
Mai stato un giorno senza paura,
senza la luminosa paura
di essere dimenticati.
Perciò ora che è l’alba
me ne rimango nell’attesa,
sapendo già che tutto è scontato,
ma confidando ma fiducioso
nelle forze dell’abitudine, più forti
di ogni pessimismo e quasi necessitato
a riprendere lo spettacolo.
Una volta,
(forse due o tre volte, non di più) pensai
alla possibilità di stare insieme a moglie
e figli, ma raggiunto il vertice
di socializzazione, scivolai
nella solitudine più consapevole. Non smisi
di fornicare ogni tanto, di passaggio
e stando attentissimo, poi stanco,
anche in questo settore propagai
l’autogestione. Così si vuole che
il mio genio fosse incompreso
perché la ragione è chiara e lo vedono
tutti che non andavo d’accordo con la Storia e
così il mio biografo si lamenta
della mancanza di fatti notevoli
e prepara la tesi dell’opposto, il grosso
avvenimento sarebbe la mancanza di questi.
In questo modo va completando il
mio coccodrillo ed io lo lascio fare,
sperando nella beffa di un’atomica
che spazzi la biblioteca.
Ma non credo nemmeno alla manfrina
che mi vado preparando, del distacco
e della saggezza, in effetti ogni tanto mi
prende una rabbia cieca per le disgrazie,
mie e di altri, in quel caso fo
buon uso e dose di comuni tranquillanti.
Meno che mai propenso ad ogni forma
di riscatto, a tutt’oggi prèdico arcaismi
e cattiva letteratura.

Da Le poesie, il lavoro editoriale, Ancona 2000 , p. 83-84

*

Mia ombra mio doppio,
talvolta amico ma più spesso
straniero che mi infuria ostinato,
mio calco che nessuna malta riempie,
fantasma appena colto,
di te ho centinaia di fotogrammi
sfrenati dalle corse, trattenuti
nelle reti, mio ombrello protettivo
paratutto, già cieco già binomio d’altro,
convengo con te quel che segue.
Niente di umano scoperchia la follia.
(1977)

Da Le poesie, il lavoro editoriale, Ancona 2000 , p. 42

*

mare d’autunno ancora boschivo finché non nevica
attraverso una piana di stoffe londinesi vi si accede
vi si può pescare una polvere d’oro mentre si passa
un ponte di barche inondato di farfalle sotto cupole
e polle di scialbo celeste – l’araldica e adulta luce
del pomeriggio vi finisce obliqua e allungata (la carne
soda e rosa fugge ridente per una calotta)

Da Le poesie, il lavoro editoriale, Ancona 2000 , p.111 e p. 210

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Remo Pagnanelli, poeta e critico letterario tra i più complessi della sua generazione, nasce a Macerata il 6 maggio 1955, dove muore il 22 novembre 1987. Nel 1978 si laurea cum laude in Lettere moderne con una tesi su Vittorio Sereni. Nello stesso anno esordisce come poeta con la plaquette Dopo, cui fanno seguito nel 1984 Musica da Viaggio, nel 1985 Atelier d’inverno e il poemetto L’orto botanico, per il quale è tra i sei giovani poeti vincitori del premio di poesia internazionale “Montale 1985”. Vengono pubblicati postumi l’ultima raccolta di versi Preparativi per la villeggiatura ed Epigrammi dell’inconsistenza.L’opera poetica di Pagnanelli è stata raccolta nel volume complessivo a cura di Daniela Marcheschi, Le poesie.

letture amArgine: Tre Allegri Ragazzi Morti

Qui tre poesie di altrettanti autori, su un dio insolito, la morte, lo stesso che l’uomo crede di incarnare a suo modo e somiglianza. (Flavio Almerighi)

REMO PAGNANELLI

Non è presuntuoso pensare
di aver attirato l’attenzione
di un dio? Forse nessuno si
interessa alla nostra storia
e lo stato sconnesso in cui versa
e sembra che voglia concludersi, compete solo noi.
Ma finire nella dimenticanza,
nell’appiattimento più totale
non ci piace e così inventiamo
l’odio di un nume che illumini
almeno l’ignominia
con cui l’abbiamo seguita.
Questa punizione è sicuramente abbastanza.

Da Le poesie, il lavoro editoriale, Ancona 2000 , p. 77

GIOVANNI SAGRINI

Sarà buio per tutti
presto o tardi, salvo rimandi
e successive proroghe.
Guardatevi da fratelli
da sorelle.
Guardatevi dalle famiglie,
mirano a spartire
dividersi il nulla.

A un certo punto assenti
si diventa nessuno
per taluni memoria,
nemmeno sufficiente
per riempire un minuto
di silenzio

(inedita)

FERRUCCIO BENZONI

La casa sul mare

– è da tanto che non lo vedi?
– Tre anni dopo che…
– Dopo la mia morte?
– Tre anni

Il tempo s’era fatto immobile.
Quieta risciacquava un’infelicità
stordita, senza struggimento.

– E tu?
– Oh, io, ma sparuta nebbia tu…
– La neve mi fodera che riposa
algida sul mio ghiaccio come
una sposa, una colomba senza desideri.
Ricordami, tu che mi ascolti
di là da un vetro, di un altro
inverno in attesa per sognarli
monologanti comunque
vivi i tuoi numi.

– Non esiliarmi dalla tua foschia.
Prendila questa mia supplica
estrema. Prendila, ripetila
(non esiliarmi…)
lentamente con me, ripetila.
Come una giovanetta fulgente
piegando a una culla le ginocchia.
Quante (arrossendo) nuvole nei
venti d’inverno avrai
amato torbide scavallando.

Con labbra
velate di notte accennai
increscioso un addio che era
sognava un brillìo sui capelli
radi (ricordo) falcidiati.

da Sguardo dalla finestra d’inverno, Ferruccio Benzoni, All’Insegna del Pesce d’Oro

Remo Pagnanelli (1955-1987) POESIE SCELTE – Un poeta del Novecento da rileggere – Commenti di Flavio Almerighi, Paolo Zubiena e Guido Garufi

L'Ombra delle Parole Rivista Letteraria Internazionale

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Remo Pagnanelli, poeta e critico letterario, nasce a Macerata il 6 maggio 1955, dove muore il 22 novembre 1987. Nel 1978 si laurea cum laude in Lettere moderne con una tesi su Vittorio Sereni. Nello stesso anno esordisce come poeta con la plaquette Dopo, cui fanno seguito nel 1984 Musica da Viaggio, nel 1985 Atelier d’inverno e il poemetto L’orto botanico, per il quale è tra i sei giovani poeti vincitori del premio di poesia internazionale “Montale 1985”. Vengono pubblicati postumi l’ultima raccolta di versi Preparativi per la villeggiatura ed Epigrammi dell’inconsistenza. L’opera poetica di Pagnanelli è stata raccolta nel volume complessivo a cura di Daniela Marcheschi Le poesie.

Valente critico, nel 1981 ha pubblicato La ripetizione dell’esistere. Lettura dell’opera poetica di Vittorio Sereni e nel 1985 Fabio Doplicher. Nel 1988, postumo, è uscito il suo lavoro più impegnativo, Fortini. L’intenso…

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ricordo di Remo Pagnanelli (1955 1987)

Biglietto da viaggio

spesso in una voliera sognami.
Sarà grande garantirà per me
questo splendore, parti pure e
non interrogarti (questione di
attimi e scorderai).

***

mi addormento nel pensiero, non di te,
ma nel pensiero stesso, forse di lui
ma non necessariamente …

Da Le poesie, il lavoro editoriale, Ancona 2000 , p 100 e p. 202
[Musica da Viaggio , poi confluito in Atelier d’inverno] remo-pagnanelli