Lunedì su Neobar: Intervista Senza Domande ad Alberto Rizzi (di Flavio Almerighi)

Come alcuni sapranno, da un paio d’annetti faccio parte della Redazione di Neobar, blog che invito tutti a frequentare più spesso. Questa intervista risale a un anno e mezzo fa: non rinnego una parola di quanto scrissi per Alberto Rizzi e le sue Poesie dell’uccidere in volo.

Neobar

“Poesie dell’uccidere in volo”: raccolta di poesie per niente accomodanti, per niente celebrative e per niente nostalgiche, scritte attraverso gli occhi di un pilota d’aereo della I Guerra Mondiale, un libro che si distingue. Anzitutto per la figura anticonvenzionale dell’autore. Alberto Rizzi è anzitutto uomo libero poi poeta. Libero da ogni obbligo e da ogni convenzione nei confronti del mondo asfittico della poesia italiana. Un autore in grado di contribuire a renderla più dignitosa restandone fuori. Le poesie si stendono sulla pagina, su tutta la pagina, creando gli stessi vortici d’aria e parole che un aviatore di cent’anni fa poteva sentire e scorgere dal suo biplano di stoffa e legno più pesante dell’aria. Cronaca delle visioni di un aviatore dal suo arruolamento al suo congedo. Traggo la sequenza di una poesia non ripiegata su sé stessa, per niente autoreferenziale, ma ben viva. L’autore piega, aggrega, storpia le parole come materia…

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Oltre la rete, la poesia italiana che si incontra oggi: Flavio Almerighi

Oggi su Il Sasso nello Stagno di Angela greco, che ringrazio molto.

Flavio Almerighi in questi due inediti e nel brano edito tratto dal suo ultimo libro, introduce senza preamboli, com’è proprio della sua poesia, il suo sguardo (si badi non la sua visione) netto e lucidissimo sull’attualità, con il suo carico di figure e dettagli dai quali non si sfugge. Tutti noi lettori sentiamo di rientrare sempre in qualche modo nei versi di Almerighi che, come lui stesso ha avuto modo di definirsi, è una sentinella a guardia degli accadimenti e in difesa, aggiungo io, di quella onestà che spesso sfugge ai più, tentando, con il mezzo della poesia, di far luce nel grande buio in cui sembra essere caduto l’essere umano, con la speranza di risvegliarne la parte più nascosta. (Angela Greco)

Il sasso nello stagno di AnGre

Il sasso nello stagno di AnGre è lietissimo di presentare Oltre la rete: la poesia italiana che si incontra oggi, uno spazio che ospiterà i versi – tre testi scelti personalmente da ogni autore (salvo rarissime eccezioni) unitamente ad una breve nota bio-bibliografica – che oggi si scrivono e oggi si leggono, materialmente redatti da chi potremmo incontrare senza difficoltà in ogni momento della nostra giornata e in ogni luogo, persone amiche con cui prendere un caffè o discutere anche del più e del meno. Uno spazio, questo, che vuole offrire un’ampia panoramica sulla scrittura poetica attuale, utile sicuramente agli addetti ai lavori, ma soprattutto pensato per tutti coloro che hanno voglia di “leggere” un altro aspetto del quotidiano messo sempre più in ombra dal momento storico, politico e sociale, che stiamo vivendo. Perché la Poesia non si è mai allontanata dall’Essere Umano – né si è rifugiata in…

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letture amArgine: tre gioielli rubati (a Matteo, Cecil, Franco Bonvini)

A volte incontri in web poesie che non ti lasciano fermo il cuore, ne ho spizzicate tre, che vi propongo, sotto i singoli testi trovate l’autore e il link.

CRISTALLO

L’amore precipita,
l’amore
p
r
e
c
i
p
i
t
a,
poi scorre dappertutto,
guarda fuori,
ci chiede di bruciare/
La mia vita
è riflessa
sulla tua anima.
Raf Camora è la mia dimora.
Non trovo risposte.
La roulette russa è iniziata*
Sei il mio proiettile caldo.
Un raggio di sole che mi assorbe.
La strada è un velluto.
Tutto va in fumo.
Tutto fa male.
Voglio fuggire lontano/
voglio andarmene via…
Dove sognano le nostre ombre?
Dove fuggono i nostri temporali?
Il mondo si è piegato dentro di me.
Sento il cielo respirare appena.
Il metallo appassisce,
le lacrime cadono a picco.
Tu sei il mio sogno in bianco e nero/
non c’è nessun suono.
Nessuna parola.
Nessun dolore
ma sto tremando come una foglia, baby.
Ho perso il mio nome/
ho perso la testa.
Dimmi chi sei…
voglio averti.
Molestami/
Non conosco poesia.
Si spezzano i dialoghi in fondo a questo silenzio.
Per favore,
versa il mio dolore a terra.
Lascialo scorrere lontano,
poi guarda dentro di me…
vedrai la morte piangere.

DI MATTEO
https://ivressedesprofondeurs.wordpress.com/2018/06/22/cristallo/

*

PENSIERI DI NEVE E FESTE

Ha una vibrazione ovattata dicembre
un lascito di esigue malinconie
ma si appendono ai rami di resine e aghi
florilegi di buoni pensieri
speranzose euforie, sebbene clandestine.
Ardua la percezione della gioia
quasi fosse un bolide nel buio
questa luminaria di intenzioni
questa contentezza prorogata
esiliata dal giorno che ci scorre.
E se accadesse una mattina
di trovarla accanto
fuori fuoco per troppa vicinanza
quieta, inaspettata,
così come al risveglio la neve?

DI CECIL
http://descrivendo.com/viewtopic.php?f=7&t=391

*

MARY

E’ andata all’ incontro.
Gli hanno messo l’ abito più bello,
quello che non sa di avere,
e lo bruceranno.
Per un po’ non ci si crederà,
la si cercherà tra gli alberi in riva al lago
poi resterà qualcosa che non muore.
Mai.

DI FRANCO BONVINI
https://bonvinifranco.wordpress.com/2018/08/28/mary/

Flavio Almerighi, Ignoti

da Poetarum Silva una lettura di Ignoti da Anna Maria Curci, che ringrazio meticolosamente, così come Massimo Sannelli e la sua splendida Collana Lotta di Classico, tempo speso bene.

Poetarum Silva

Flavio Almerighi, Ignoti. E-book, Lotta di classico*, Genova 2018

Ignoti, di Flavio Almerighi, è una raccolta che sfodera, smaschera, rivela e riporta la parola “angelo” al significato originario, contemplato, accanto a quello di “messaggero”, nella lingua d’origine, il greco antico: l’angelo, negato nella sua retorica, ripulito dal fumo, de-pennato, torna a essere qui, essenzialmente, “annuncio”. Di che cosa? Nella risposta a questa domanda risiede la cifra di una raccolta che ad arte si infligge il sottotitolo “robaccia inedita”: l’annuncio di smettere di attendere un salvataggio, ancor prima che un’impensabile (che pur sempre gioca a rimpiattino con “indispensabile”) salvezza, da qualsiasi parte essa sia attesa. Facile nichilismo? Direi proprio di no, giacché, nel riportare, bruscamente e senza orpelli, fatti e individui ignoti, elementi scaraventati comodamente nell’inconscio, si intende, a me pare, strattonare sonoramente gli ignari. Una poesia che mostra in modo evidente quanta inutile ignavia ci sia dietro le…

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Isole

Ringrazio Francesco Marotta e la sua “dimora”

La dimora del tempo sospeso

Flavio Almerighi

Hart Island

L’uomo ha conquistato la terra.
Invaghito della luna
risoluto l’ha sottomessa.
Gli amori, lontanissimi nell’aria,
sono appannati da un lampo.

Troppo tardi per ripartire
il prossimo vapore è domattina.

Avrei preferito trovare sereno
tutti in sonno e ben vestiti.
Nessuna pietà invece,
malgrado il gioco di pazienza
delle mani unite.

Fra tanta sterpaglia e veloci sussurri
chissà, forse,
fuggirà la voglia di essere terra.

Una a una vedo braccia
e foglie autunnali fermarsi,
colare a picco quest’isola

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