SEGUO L’ODORE DEL PESCE (di Nadia Alberici con musica di Mike Oldfield)

https://www.youtube.com/watch?v=4mWQoB6L85c

Essere abitanti della Bassa, sia mantovana, sia ravennate, è una vocazione, un sentire che sa di acqua, di umidiccio, nebbia e zolle generose. Ecco lo splendido poemetto pubblicato da Nadia Alberici, accompagnato dalla musica di Mike Oldfield. Grazie Nadia.

sibillla5

Il sonno

uccide tutte le svolte preparate

con la promessa delle siepi

Tronca ogni possibilità

Tu scrivi

E la memoria ha già cambiato le sue carte

Ora esco qui

Una cloaca verde e zanzare

E penso già

Che tutto è diverso

Anche dentro

Che la carne succosa se n’è accorta

Già sono diversa

Il meglio di me

Quando davanti mi guarderà

E mi dirà

Se la materia si è finalmente formata

Come avrei

Densa vorrei

col sale delle selci

e l’eco dei tacchi

sopra un cammino

tra me e lo scorrere degli uomini

pianta1-600x362

La puntura della zanzara

Mi disperde in gocce

Ogni foglia lastricata

Nuovamente disaggregata

In tutte le gocce degli universi

Non riesco a radunarmi

Raccontare un disfarsi

È come smettere di camminare

E restare impantanati

nello stesso deserto

È strada chiusa

Penso di mettermi in altri panni

Una brava cuoca

Elaboro manicaretti con le verdure

Golosi pasticcini

Per…

View original post 90 altre parole

Milli Graffi (1940-2020)

Un ricordo di Milli Graffi su La Dimora del Tempo Sospeso

La dimora del tempo sospeso

Milli Graffi

(da Embargoed Voice, 2002)

……………resta un segno
…………………..che la movente pluviale vita
………………..tiene ben raccolto e fermo

……………………………………..era….. cosa
l’urlo del tronco aggrappato al braccio
nel balzo alla certezza dell’
essere inseguite

……………………………………..era….. cosa
il sasso rifugio nello schianto del sole
o il sasso pioggia come aperto mantello
o il sasso ombra mugugno di canzone

…….e le grandi foglie figure perdute insegna
…………… globale di tutta la ramificazione

…….cosa? chiama
……………….a raccogliersi
……………………..questa sparuta minoranza

View original post

Kiki Dimoulà – Poesie (trad. Maria Allo)

https://www.youtube.com/watch?v=7_kele6tedo

Un grazie a Maria Allo per il notevole, competente e rispettoso lavoro di traduzione svolto sulle poesie di Kiki Dimoulà

Visitate il suo blog:
https://almerighi.wordpress.com/2020/05/13/kiki-dimoula-poesie/

Inverso - Giornale di poesia

Traduzioni a cura di Maria Allo

n.d.r.Grazie aCostis Papazakper la cura

*

Il 22 febbraio 2020 è morta la poetessa greca contemporanea, Kiki Dimoulà (Κική Δημουλά), (pseudonimo di Vassichilì Radu), tradotta in molte lingue e conosciuta come una delle voci più profonde della letteratura europea. Attualmente in Italia è possibile leggere suoi componimenti nella antologia di Crocetti e Pontani e nella raccolta L’adolescenza dell’oblio (Crocetti, 2007) curata da Paola Maria Minucci. L’esordio letterario della Δημουλά risale al 1952. Nata nel 1931, per tutta la sua vita ha lavorato come impiegata alla Banca Nazionale Greca che l’aveva candidata più volte per il premio Nobel. È stata membro dell’Accademia di Atene dal 2002; ha vinto il Premio Nazionale di poesia, in Grecia, e l’Europea Prime for Literature. Oggi, propongo la lettura di alcuni testi, tratti dal sito dedicato all’autrice. Erede inizialmente della poesia di Kafavis e…

View original post 1.925 altre parole

AA.VV. Fase 1, cinquantacinque giorni diversi / e-book scaricabile gratuitamente

Una bella iniziativa de “Il Sasso Nello Stagno” di Angela Greco, un e book scaricabile gratuitamente con pezzi di Almerighi, Angeli, Bruno, Graziano, Greco. Ringrazio l’autrice e invito alla lettura.

Il sasso nello stagno di AnGre

 *

AA.VV. FASE 1

clicca qui per scaricare gratuitamente 

*

Si ringraziano di cuore gli autori –  Flavio Almerighi, Sergio Angeli, Angelo Bruno e Alfonso Graziano – per aver aderito, con sensibile partecipazione, a questa condivisione che oggi, 5 maggio, data poetica ed emblematica, dedichiamo e doniamo ai lettori, come atto finale e atto iniziale, al contempo, di un particolare momento storico. Per leggere l’ebook-pdf basta scaricarlo gratuitamente, cliccando sul titolo sotto l’immagine d’apertura. [AnGre]

*

“[…] Poi, quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c’è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi è entrato. Sì, questo è il significato di quella tempesta di sabbia”

 Haruki Murakami, Kafka sulla spiaggia (Torino, Einaudi…

View original post 164 altre parole

Joyce Mansour tradotta da Emilio Capaccio e una canzone di Jacques Brel

https://www.youtube.com/watch?v=E7zgNye6HTE

Lavoro prezioso e gigantesco questo di Emilio Capaccio, già gira poca roba tradotta di questa poetessa immensa, incrementarlo è meritorio

Neobar

Non ci sono parole
solo peli
sull’aridezza del mondo
J.M.

Joyce Mansour

Traduzione di Emilio Capaccio

HO RUBATO L’UCCELLO GIALLO


Ho rubato l’uccello giallo

Che vive nel sesso del diavolo

Mi insegnerà come sedurre

Gli uomini, i cervi, gli angeli dalle ali doppie,

Toglierà la mia sete, i miei vestiti, le mie illusioni,

Dormirà,

Ma io, il mio sonno corre sui tetti

Mormorando, gesticolando, facendo l’amore violentemente,

Con i gatti.

J’AI VOLÉ L’OISEAU JAUNE


J’ai volé l’oiseau jaune

Qui vit dans le sexe du diable

Il m’apprendra comment séduire

Les hommes, les cerfs, les anges aux ailes doubles,

Il ôtera ma soif, mes vêtements, mes illusions,

Il dormira,

Mais moi, mon sommeil court sur les toits

Murmurant, gesticulant, faisant l’amour violemment,

Avec des chats.


(Cris, 1953)


NON VOGLIO PIÙ


Non voglio più il vostro viso assennato

Che mi sorride attraverso i veli vuoti dell’infanzia

Non voglio più le mani tese…

View original post 1.578 altre parole

Maurizio Manzo: Amelia

https://www.youtube.com/watch?v=fG3OlHRyxEk

Un passeggio, milioni di strusci e una donna struggente scavalca ogni sottofondo, per diventarne protagonista, Amo la poesia di Maurizio Manzo, questa ancora di più.

Neobar

by M.Manzo

Il filo

La prima strada che percorri
da solo appena distante da casa
è sempre enorme e piena di luce
le facciate dei palazzi hanno un solo suono

le finestre sembrano non perdersi
nulla attraversano i gesti
come fossero i propri
e riflettono il cielo in silenzio

quando ti perdi ci sono
i panni stesi che riconducono
al capolinea e puoi ripartire
verso un punto di appartenenza

i colori esagerati
sono gli angeli conduttori
quelli sbiaditi ti danno la mano
quelli infiniti sventrano le muraglia

poi ci sono i fischi
i calamari fritti e la musica
scema che sborda dai davanzali
con il fumo in cerchi specchiati

i secchi appesi spaccati e le piante
morte nei vasi crepati
è come lasciare le briciole
o seguire le braciole il loro sentiero

il loro fumo largo e grasso
un vortice che abbraccia
seziona correlazioni determina
i comportamenti seleziona il confine.

View original post 279 altre parole

Ascolta & Leggi: Dik Dik – Il primo giorno di primavera e Nadia Alberici – Dal mio giardino

https://www.youtube.com/watch?v=heQI9KA35qA
In tanto cattivo tempo non dimentichiamo che, oggi, è anche il primo giorno di primavera. Lo voglio ricordare attraverso questa ottima poesia di Nadia Alberici, e un vecchio brano dei Dik Dik. Mi si perdoni l’irriverente accostamento.

sibillla5

0 (3).jpgSi.

Ho trovato mattoni

L’erba alta al polpaccio

Mattoni e intonaco azzurro

Nel giardino

Il cielo, i miei castelli

Ora piano e diverse mani

A mio gusto e speranza

Uno sopra l’altro o di fianco

O a scala

Poi toccherà al cielo.

Ahh si e poi

Le parole

Quelle, dimenticavo

con l’erba intrecciata e niente plastica

prometto!

19-3-20

View original post

Ascolta & Leggi: Le strade si svuotano

https://www.youtube.com/watch?v=AZ7uCr3rnhw
Una splendida poesia di Maria Allo, una canzone di Neneh Cherry

SOLCHI

artlimited_img655919_m

Le strade si svuotano sotto la sfuriata
minacciosa
che non ha contorni umani
come il cielo di noi perduti.
Leggiamo i segni di un amaro calice
con la tensione tra due valori
da conciliare
per imparare il dolore.
Così si vive dovunque a metà
per tenere assieme le cose
dando forma alle mancanze per esistere.
Ecco, il cielo sopra di noi imbianca
mentre il silenzio fatto carne
scatena nebbia sulle cose…
Io trattengo l’incendio nella bocca
come una sorsata di cognac.

© Maria Allo

View original post