L’ultima faccia

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Piero, i manifesti sono bravi,
sanno ubriacare e prendere a calci
tutti in un momento.
.
Ma se l’ho visto da poco?
.
L’ultima faccia
che pensavo di trovare incollata
là sopra,
ti fai le proroghe con dignità
ma il tempo finisce, non ce la fa più.
.
La sinistra crepa
nell’esultanza mesta
di pochi addetti ai lavori.

Di un giorno al mare

L’estate, con la complicità
di tanto caldo stranito,
si avviterà fino ad avvilire:
è chiaro che molti di noi
sanno citare soltanto stagioni
.
continuerà così fino al giorno
in cui qualcosa di nero
si lascerà avvistare dal balcone
e non sarà possibile rispondere
a tutto il vento e all’acqua
di poche ore
.
il pensiero, una maledizione
conficcata nell’osso temporale,
si lascerà respirare
.
non basteranno
le complici faccende domestiche
a recuperare il pensiero di Borges,
le imitazioni di Eliot e il ricordo
di un giorno al mare.

La bella vita

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Niente è piu’ serio
di un pronostico sulla giornata
svegliata appena,
temporali timidi si affacciano
senza lasciare traccia.
.
La vera devastazione
è un ramo creduto secco
tagliato prima che rinvigorisse,
non ha avuto tempo
non gliene abbiamo dato.
.
Un venditore ambulante
di pattumiere e scope
con perfetto accento locale
distribuisce sorrisi
e parole buone
anche a chi non compra.
.

 

Dal ventinove luglio compreso

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Metti insieme nasi finti, occhi rossi, occhiali,
volo d’uccelli e orchestrali: getta tutto per aria
non per volare, ma precipitare
poi raccogliere casualmente,
dev’essere molto meno preciso del cane
quando cerca l’angolino prezioso
della sua pipì. Messaggi e piste
per la bestia successiva, priva dell’acume
necessario a comprendere. Cosa?
Niente.

L’uomo bianco

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Impallidì dopo aver perduto
le ciglia nel bosco, consultò guru e sciamani:
l’algebra non fu conforto.
.
Sorrise senza comprendere
spirito e tono della boutade
del tutto assorto dalle previsioni del tempo.
.
Non seppe interpretare l’acqua a mezza scarpa,
fosse stato per lo scioglimento dei ghiacciai
o semplicemente un rubinetto guasto.
.
Gli animali da compagnia simulavano affetto,
sotto casa un cespuglio di fragole
si piegò in favore di vento.

Plenaria

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Dopo la scadenza dell’ultima proroga
la Giunta, riunita in plenaria, unanime
votò accettabile l’obbligo non obbligo
e le delibere scesero a valle come torrenti
donando sommo refrigerio al popolo,
tutto contento, salvo lo scontento:
la democrazia è imperfetta, celebrarono
ognuno a suo modo il provvedimento
che stabiliva priorità, corresponsabilità,
aumento dei prezzi e calmieri,
punizioni severe e amnistie, una per tutte
e tutte per una. I turnisti felici
ripresero a battere e tagliare ferri,
un po’ come fanno le schiave sotto i pesi
di un debito inventato, decisivo.
Verso sera, tutti insieme
attorno a tavolate di influenze
imbandite per civiltà, con le mani in alto
per atterrare il tramonto.

Com’è vivere nella balena

Da una stazione in fondo al cuore
con treni in orario, tendine dietro i vetri,
alloggi e marciapiedi puliti.
I soldati in partenza torneranno tutti
vivi e vincitori, le spose dietro la porta
pronte ad aprire.
Operai e villeggianti venderanno,
passeranno il proprio tempo
in stridente armonia. Quanto a me,
nemmeno Giona sapeva
com’è vivere nella balena.

Prove

Alla fine potremmo fare ricordi
e tanti bei pezzettini d’insoddisfazione
sparsi qua è là durante le sequenze d’atterraggio;
qualcosa morde, avverte l’ironia
in ogni cambiamento, mai gradito, mai voluto,
cose pronte a passare addosso, e le costole
passaggi pedonali.

Un’occhiata al cielo

la prima tendina smossa,
l’occhiata premonitrice al cielo
dice: i vetri sarebbero da ripulire,
niente uccelli o camini in volo
,
aprissi il vetro,
un’aria brutalissima azzannerebbe

ogni mattino disturba il sonno
malgrado non faccia giorno,
gocce pendono dal filo del bucato
senza voler cadere, si farebbero male

ruminare inutile di preghiere e parole.
tutto quanto manca al mio mulino a vento
è lontano,
grazie del capire di aver capito niente