Ars Poetica o Ars Cra?? Discorsetto di fine anno.

Tendenzialmente ogni poeta che si rispetti è imprigionato nel corpo sbagliato.
Ermafrodita? No, semplice sfigato.
Qualcosa che cerca riscatto nelle parole e, quando si prende troppo sul serio, ha un solo muscolo sviluppato. Adoro le multiformi immagini da Dopolavoro poetico che hanno costellato l’intera mia vita fin qui. Adoro il lettore che si ferma al primo rigo e ha già la propria idea sulle afflizioni di chi le ha scritte. Ogni poeta che voglia farsi rispettare si crea attorno un nugolo di mosche, se uomo vorrà essere la fica che non è; se è donna si ossessionerà del peso dei due pendagli di cui mamma l’ha sfornita. E ci scriveranno attorno tutta la vita, e continueranno a prendersi sul serio, a prendere posizione su tutto, tanto il potere logora chi non ce l’ha (vero Rondoni?). Chi potrà si cucirà su misura una definizione, o se la lascerà cucire ai piedi, pur di riuscire a darlo via per un pochino di celebrità.
Capiterà che una Dacia Maraini il cui concetto di poesia è piuttosto vago e, ne sono convinto, Chiara Marinoni scrive molto meglio: troverà modo e maniera di sponsorizzare una giovine poetessa, che poi così poetessa non è. Sai quanti pezzi si vendono con questo giochino, specie se un coglione osa dire la sua al proposito?
Tanti.
Eppure quanto sono belli quei lettori che dopo averti letto ti dicono: Non ci ho capito niente. E ti sbattono in faccia il tuo fallimento: non hai saputo dire, imbecille!
Partiamo quindi dal presupposto che il 99% della poesia che viene “prodotta” (cagata?) in questo paese, è sfogo ormonale che nemmeno dovrebbe uscire dal cassetto o dal taccuino (su cui apporre una bandiera gialla) di chi l’ha scritto.
Continuino i critici a tracciare percorsi, a scrivere decaloghi, e continuino i volenterosi, privi per automutilazione di ogni senso e basta, a cercare di adeguarsi a percorsi che non gli appartengono, i pessimi risultati non valgono nemmeno la pena di essere citati. E con questo un altro 0,99% ce lo stiamo giocati: resta uno 0,001% forse degno di una qualche considerazione.
Tu lettore, scrittore, poeta o cosa credi di essere, sganciati dal personale, ma non dal tuo sentire. Se non hai sentire, o è già troppo tardi o devi fartene uno. Cercati, cerca, non smettere. Il dinamismo non esibito è l’essenza della vita vera. Il tuo sentire probabilmente saprà indicarti quello 0,001% per cui vale la pena sbattersi.
Fregatene del giudizio di chiunque, chi critica caste e cerchie in genere, lo fa perché ne è stato escluso. Più che criticarne, basta non farne parte.
Soprattutto proviamo a stare tutti dentro il corpo giusto, quello che ci è stato assegnato.
Fallo anche tu, sventurato lettore, e parti dai fondamentali. Se scrivo male, vienimelo a dire.

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Tamerici dal Sahel

Tamerici dal Sahel sono atterrate
per falciare le ramblas.
le cicale dal mese di settembre
non canteranno più per il resto della storia:
noi salvati non siamo tutti morti.
chiunque sia, l’assassino
ha macchiato i muri di sangue perdente.

La notizia non sarà subito abbandonata.
nell’indagine sugli omicidi, la vita ai morti
sarà perquisita in continui siparietti,
accaduti, ripetuti. anche le cortigiane,
nella loro professionalità tutta da studiare,
racconteranno benissimo e per molti versi
i malori di libertà e democrazia

denunceranno invano il proficuo terrore,
ogni paura fa senz’altro crescita, ogni crescita
fa paura, manca soltanto vera crescita;
un vento fascista l’ha portata via

assieme a verità, pagine in cronaca
sui pavimenti dalle stie alle prigioni,
mentre coprono indigenti spogliati di piume,
cognome, nome, appartenenza

Kylie Minogue

Le puttane si prendono a schiaffi tra loro,
non hanno molti denti ma li lavano spesso:
le parole più belle sono quelle pensate
dopo un buon risciacquo. I poeti, da bravi
cantastorie stanziali senza storie
ma con qualche problemino d’apparato,
terminano un’epoca, ma non iniziano
quella successiva, già morenti, settimini
o anche prima, sottopeso. L’odore è pessimo
misto sudore, inchiostri scaduti
tastiere sporche di auto erotismo, fard.
Diventano tutti Cuor di leone
per sfondare porte già spalancate.
Le puttane sanno di poter contare, se tutto
va bene, su qualche ora di cattività, dentro
case molto anonime senza nomi sui citofoni.
Molto correttamente applicano,
già da tempi non sospetti, la direttiva europea
di nessuna identità. Io sul mio
scriverò Kylie Minogue.

Romagna mia

questa terra odia i pedoni,
non è pretesto pensare si sia trattato
di un momento di distrazione di Dio
tra Arcangelo Corelli e buon lavoro:
augurio jattura non saprei,
perché così poco tempo per essere vivi?

Strano, una terra così generosa
invece di idilli partorisce iene
coi denti tutti uguali, case a schiera metano
agricoltura intensiva pesci morti ceramiche,
gente chiusa indocile apertamente ostile
falsa al rosso e al nero

mio padre diceva per proteggersi
in cinque anni si tira su un uomo,
giusto in tempo: ha portato dietro
i suoi occhi per non lasciarli qui;
tutti mentono passata l’età della ragione
questione di luci e opportunità

in scalmane abbaiano non mordono
anche qui, vite di soppiatto
le donne le gonne il resto sotto
mentre si prepara pioggia per le ferie

uccidete i Cananei

Voi che siete uomini,
sporchi dentro e sporchi fuori,
uccidete i Cananei,
mangiatene figli e spose,
lasciate i feriti a terra,
muoiano poco per volta
divorati dagli uccelli:
uccidete quei senza dio,
uccidete i sacrifici umani
le biblioteche,
la violenza dei Cananei,
uccideteli. Hanno nuche tenere
si sciolgono al primo colpo,
date alla terra il loro latte,
il loro sangue nero
non importa l’età,
nascono e muoiono
col marchio d’infamia,
spargete sale sulle loro città,
vuotatele di ogni bene
utile a noi, se necessario
lasciate superstiti,
ma siate civili,
caricateli su barche
senza remo né vela
e siano dispersi in mare,
a voi, signorine, ripeto,
investite il ricavato
in nuove armi per ripartire
un’altra crociata

laboratorio sommerso

Uno simile riposa accanto,
disteso nel laboratorio sommerso;
i capelli non sentono più legge di gravità,
pettinature: il sonno è buono
senza carceri di sogni.

C’era confidenza perduta nello sguardo
in sosta dietro un divieto,
ancora oggi l’impressione vaga ovunque
non sia giusta direzione.

Ogni cosa vive senza amore,
segue venti e correnti, sconta il suo tempo
così, inseguendo ogni mattina dentro un lamento,
unico gesto replicato per ore.

Frances Farmer scrive Dio muore.
Le visioni prospettiche non echeggiano.
Una figlia spaventatissima inventa il curriculum.
Vorrei che fosse amore, amore quello vero.
Ottone avvita una vite.

Pensieri sparsi

La scelta di scrivere e basta è coerenza. La coerenza paga in termini di perdite, ma va bene così. Se l’amicizia degli amici si riduce a riscritture di loro libri, prefazioni gratis, conoscenze… dagli amici mi guardi iddio.

Una volta che mi alzo la mattina, mi lavo e mi pettino, ma non mi sputo in faccia, posso ritenermi soddisfatto.

Tutto procede come sempre, magari con altri occhi e desideri da ricostruire, procede come sempre, sentirmi soddisfatto è qualcosa da ottenere.

Anche il vecchio Ghino, dopo 25 anni, se ne è andato. Qualcosa non andava già da tempo, aveva avuto un letargo troppo lungo e non mangiava quasi più, ma era davvero molto vecchio. (o vecchia? Non ho mai capito se fosse maschio o femmina, l’avevo battezzato maschio, ma non sono mai stato un grande naturalista).

Si sta, come sempre, saltando da un tronco all’altro nella corrente di un fiume impetuoso. L’unica vera certezza sono i poeti, gli aspiranti tali, i laboratori di poesia, il buonismo, il cattivismo, l’uomo forte, i sondaggi, la verginità.

Le anime belle sono casi a parte: fingono di ignorare che iI coltan dei loro smartfoni è sì una roccia, ma per gli enormi interessi che muove è causa di violenze e massacri inauditi. A costoro basta picchiettare le loro indignazioni contro i trumpini di turno sullo schermo, passeggiando per viali dove vado in bicicletta e faccio slalom per non investirli.