In silenzio

Nella mia mente
ogni cosa sopravvive in silenzio …
(Federico Fiumani)

.

Il convegno degli uccelli
batte le ali in lontananza;
le pesche raccolte quasi tutte;
i girasoli sembrano vergognarsi
.
il reticolato
delimita una zona militare,
limite invalicabile
ma non per mosche e zanzare;
le rondini sono defilate;
ferri vecchi arrugginiscono
in angoli nascosti
.
nei recinti dei conventi
dio esiste, ma i compratori
non riescono a stanarlo;
la negligenza diventa obbligatoria
per chi ha fretta ma non è pazzo
.
batteri e virus per aria pronti
all’imboscata; le vittime non sanno 
che era solo amore;
in altre terre muoiono tutti
ma qui l’intera sequenza
si svolge in assoluto silenzio.

*

 

Sulle spiagge del mare freddo

La domenica è vasta
sulle spiagge del mare freddo
rilassa l’Io, mormora piaceri
dopo aver passato in rassegna
ogni singola fibra,
minuto ossicino
tessuto dalla Madre.
.
Lei mi ha spedito qui,
debbo ancora arrivare 
e per quel giorno
prego non mutilate fiori
non imprigionate piantine
dentro vasetti soffocanti,
lasciate l’acqua tornare polvere
come si deve.
.
Non so quando o come,
ma voglio lieto il mio arrivo
che qualcuno mi riconosca.

*

Pratico del posto

Mi hanno deportato
dove nacqui e vivo,
pratico del posto, veterano autentico
al punto da non praticarlo più.
In cuor mio è un ergastolo,
tutti tacciono e nessuno fa una piega
nemmeno se esco nudo
o coi capelli viola;
le donne invecchiano con creatività
oltre la lista degli affanni.
Tutto quanto tutti vogliono
è una sana colazione all’Eden
e un tavolo possibilmente all’ombra.

*

Elegia insignificante

La notte addormenta lieve
nella mia pesantezza torno bambino
esisto realmente nei sogni marcati
netti del ricordo al risveglio
il giorno nemico non possiede
l’inveterato fascino del buio
è il controllore
mandato da chi lo paga
a bucare biglietti ai portoghesi
con l’impassibilità della sfinge
che vive la propria epoca accovacciata
sui ceci.

Miraggio Americano 2

Leggo distratto un pezzo di Hank
intagliato sul fondo del tergicristallo,
si lamenta solo a guardarlo
per non dire quando piove o fa secco
col parabrezza incipriato di strada
o altro il cui dirne scandalizzerebbe 
la maggioranza silenziata
e i più piccoli.
.
Perdonate, divagavo.
.
Dicevo del pezzo di Hank,
alla dodicesima ripetizione
ho chiuso il libro
per interrarlo con altri.

*

Spesso

mi sono fermato spesso 
incuriosito a osservarmi
non facile la decrittazione
qualcosa di più la voce
coagulata dentro il petto
ad aspettarsi caparbia
e il fiato tra i capelli
reso romantico per amore
ogni volta solido e degno
della città dei Nabatei
.
vita da idiota
l’infrequente cambio di stagione 
non porta frutti
ma rende avvincente
questo viaggio senza mappa

I panni sporchi

Le città non hanno volto
solo grandi orecchie da gatto
mobili flessibili
per ascoltare fiumi secchi
in disordine per mancanza d’idee,
niente sembra dare pace.
Qualche disperazione privata
arranca in prima linea
dove un bengala illumina notti
scelte per appendere in santa pace
i panni sporchi.

*

Il torrente bizantino

Progettata risalita
seguendo il letto asciutto
del torrente bizantino:
acqua trasparente in premessa
al punto di non essere.
.
Lo stesso fa il potere,
manomette il proprio disegno
al solo fine di avvertire
quanto sia per noi determinante 
la sua esistenza.
.
Troppo angusto il cortiletto
del pensare
per comprendere davvero
quale sia la verità.

*

Torna a casa

Torna a casa col solito freddo
che non saluta,
rimane seduto tra gli oggetti
intenti alla cura della casa.
.
Nessuno è stato qui, fuori
è delizioso rimarcare avverbi e aggettivi
dando spazio ai sogni lanciati
su chilometri d’acqua mai caduta.
.
Torna a casa per sentirsi ospite
tra armadi e libri, alcuni letti altri no,
fuori il tempo gira
senza memoria come sempre.
.
L’inospitalità si concede qualche giorno 
per l’essenziale riadattamento
alla vita sempre uguale e piena.
L’arrivo è borse poggiate a terra.
.
Nulla accoglie, altrettanto rifiuta.
Unico modo per guardare e vedersi
è appannare lo specchio.

*

Altrove

Nervose le ginocchia non fanno presa
sul cruscotto e voci cantilenano
sottolineando un tramonto che sembra vero,
forse è soltanto altrove,
gli uccelli non cantano, accordano
mentre i sogni provano a ricordare le corsie
verso un cassetto
dove il mare prende lunghe pause.
Intanto la strada vuole proseguire.

*