Via Faentina

Foschia fugge dai fossi,
fronti nuvolosi da sinistra a destra
altri pigiano sul cuore.
.
Tutto è così nel variegato antrace
dell’universo, lume e il suo contrario;
la bambina è addormentata
sulle sfumature del finestrino.
.
Un trio da camera esegue partiture
d’innocenza mai perduta,
su tutto sorrisi ebeti
precedono la chiusa del pianto.

*

Cose che fanno bene

Certe volte sospiri,
pensando fra te e te.
E sospiri di nuovo.
(Lev Rubinštejn, Elegia)
.
Acqua e mollette 
pendono ad asciugare,
il cielo promette pioggia
dal suo bel colorito grigio.
.
Cosa faranno mai
le mogli degli arbitri 
quando il campionato è sospeso
e noi tutti inconsolabili
a nascondere malinconie
dentro il vano porta oggetti
sotto il cruscotto.
.
Domenica senza qualcuno
braccia lontane si tendono
dentro un abbraccio voluto,
astratto, cose che fanno bene
quando nessuno è qui.

*

Vita Segreta

Quel fuoco
viene rappresentato
in mille modi,
immagino sia stato
sudore copioso e basta
.
a misurare, questa casa
è troppo grande,
rudere tenuto assieme
da una vernice seccata,
tenace
.
talvolta con le piogge
i muri ridipingono,
il colore rinviene
basta un semplice
cambio di vento
.
dell’io faccio cenere,
senza voglie
cerco occupazioni,
la distrazione necessaria,
un ordine che corregga.

*

Tutti bene

Ricordo bene la sua mascita
non so quando mi mangerà,
voglio essere pronto.
.
Non c’è incarto basta addentare,
questo tempo promette a tutti
in lingue sconosciute,
le lettere parleranno senza dire
a chiunque non intenda e chieda
durante il soliloquio come mai,
perché, per come a posteriori
quando l’errore è fatto compiuto,
le nocche prima bianche poi rosse
sembra si vogliano abbracciare;
a Babilonia tutti bene.

*

Beate le rose

Photo by Madison Inouye
Beati i costruttori di case
mentre posano con gli amministratori
gradinate di sabbia
sempre pronta a consegnarsi
al moto ondoso privo di idee
.
non è dato sapere
quale sarà la città futura,
se abitata da uomini o pesci
.
beata l’emozione
architrave a perdere per scelte
e biografie sbagliate
.
beata questa rosa, pasto di nessuno,
la sua corona di spine
innervata di nubi
è caduta a terra dov’è sabbia,
i gradini di un tempo.

*

Parete scabra

Candele accese malgrado non sia notte,
gli idioti vivono continui scambi di lettere d’amore
fino a quando la stagione muta:
irrompe una brezza dura, urticante
replica dolore che si pensava irripetibile,
tutto torna senza nome.
.
Raccontare non è riconoscere
vegetazione aggrappata alla parete più scabra.

*

In silenzio

Nella mia mente
ogni cosa sopravvive in silenzio …
(Federico Fiumani)

.

Il convegno degli uccelli
batte le ali in lontananza;
le pesche raccolte quasi tutte;
i girasoli sembrano vergognarsi
.
il reticolato
delimita una zona militare,
limite invalicabile
ma non per mosche e zanzare;
le rondini sono defilate;
ferri vecchi arrugginiscono
in angoli nascosti
.
nei recinti dei conventi
dio esiste, ma i compratori
non riescono a stanarlo;
la negligenza diventa obbligatoria
per chi ha fretta ma non è pazzo
.
batteri e virus per aria pronti
all’imboscata; le vittime non sanno 
che era solo amore;
in altre terre muoiono tutti
ma qui l’intera sequenza
si svolge in assoluto silenzio.

*

 

Sulle spiagge del mare freddo

La domenica è vasta
sulle spiagge del mare freddo
rilassa l’Io, mormora piaceri
dopo aver passato in rassegna
ogni singola fibra,
minuto ossicino
tessuto dalla Madre.
.
Lei mi ha spedito qui,
debbo ancora arrivare 
e per quel giorno
prego non mutilate fiori
non imprigionate piantine
dentro vasetti soffocanti,
lasciate l’acqua tornare polvere
come si deve.
.
Non so quando o come,
ma voglio lieto il mio arrivo
che qualcuno mi riconosca.

*

Pratico del posto

Mi hanno deportato
dove nacqui e vivo,
pratico del posto, veterano autentico
al punto da non praticarlo più.
In cuor mio è un ergastolo,
tutti tacciono e nessuno fa una piega
nemmeno se esco nudo
o coi capelli viola;
le donne invecchiano con creatività
oltre la lista degli affanni.
Tutto quanto tutti vogliono
è una sana colazione all’Eden
e un tavolo possibilmente all’ombra.

*

Elegia insignificante

La notte addormenta lieve
nella mia pesantezza torno bambino
esisto realmente nei sogni marcati
netti del ricordo al risveglio
il giorno nemico non possiede
l’inveterato fascino del buio
è il controllore
mandato da chi lo paga
a bucare biglietti ai portoghesi
con l’impassibilità della sfinge
che vive la propria epoca accovacciata
sui ceci.