Ascolta & Leggi: VietNam (Step on inside) e quattro poesie contro odio e guerra

Veglia

Un’intera nottata
buttato vicino
ad un compagno
massacrato
con la sua bocca
digrignata
volta al plenilunio
con la gestione
delle sue mani
penetra
nel mio silenzio
ho scritto
lettere piene d’amore

Non sono mai stato
tanto
attaccato alla vita

Giuseppe Ungaretti (Cima Quattro il 23 dicembre 1915)

*

L’addormentato della valle
E’ una gola di verzura dove il fiume canta
impigliando follemente alle erbe stracci
d’argento: dove il sole, dalla fiera montagna
risplende: è una piccola valle che spumeggia di raggi.
Un giovane soldato, bocca aperta, testa nuda,
e la nuca bagnata nel fresco crescione azzurro,
dorme; è disteso nell’erba, sotto la nuvola,
pallido nel suo verde letto dove piove la luce.
I piedi tra i gladioli, dorme. Sorridente come
sorriderebbe un bimbo malato, fa un sonno.
O natura, cullato tiepidamente: ha freddo.
I profumi non fanno più fremere la sua narice;
dorme nel sole, la mano sul suo petto
tranquillo. Ha due rose ferite sul fianco destro.

Arthur Rimbaud (1854 – 1891)

*

Ombra
Rieccovi accanto a me
Compagni miei morti in guerra
Oliva del tempo
Ricordi che ormai fate un ricordo solo
Come cento pelli fanno una sola pelliccia
Come queste migliaia di ferite fanno un solo articolo di giornale
Impalpabile e buia apparenza avete preso
La forma instabile della mia ombra
Un indiano in agguato per l’eternità
E ombra mi strisciate accanto
Ma non mi sentite più
Non conoscerete più i poemi divini che canto
Mentre io vi sento vi vedo ancora
Destini
Ombra multipla il sole vi conservi
Voi che tanto mi amate da non lasciarmi mai
E che ballate al sole senza far polvere
Ombra inchiostro del sole
Scrittura della mia luce
Cassone di rimpianti
Un dio che si umilia.

Apollinaire (1880 – 1918)

*

Il sangue

Chi può versare
Sangue nero
Sangue giallo
Sangue bianco
Mezzo sangue?
Il sangue non è indio, polinesiano o inglese.
Nessuno ha mai visto
Sangue ebreo
Sangue cristiano
Sangue mussulmano
Sangue buddista
Il sangue non è ricco, povero o benestante.
Il sangue è rosso
Disumano è chi lo versa
Non chi lo porta.

Ndjock Ngana (Camerun, 1952)

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L’impossibile in borsa

L’impossibile è in borsa,
anche il libro di Armitage
scomposto, scollato, evidente,
giusto per distendere l’anima.

Umore coerente
a tutto quanto piantato
sotto il vestito, in lei ritrovo
unghie, segretamente in agguato.

Da tempo,
seguendo l’opulento corso,
passano fiumi e affluenti
mai pronti alla prossima pioggia.

Alle Sette del mattino
tra le reti di Grado, verso sera
nell’umido scurito
com’è soltanto Imola.

Pare sia incurabile il suo vagare
in cerca di un ombroso capolinea.
L’accompagni sempre
il desiderio in chi sa leggerla.

eh, sticazzi 2.0

ho avuto modo di sperimentare che basta poco, veramente poco, perché la vecchia puttana smetta di sputare denti e si rianimi, e torni in forma smagliante: basta darle un po’ attenzione, lisciarle il pelo, soprattutto rispettarla, e torna rispettabile. In caso di mia prematura e repentina dipartita (per le vacanze, e dove cazzo credete che vada!) lascio questa raccomandazione scritta, rispettate la poesia e vi spalancherà le cosce! Finitela con gli atti di presenza e le minchiate del tipo “io c’ero”/”uhhh quanto mi piace!”, quando invece eravate in tutt’altro luogo, specialmente con un paio di organi interni, cuore e cervello, fondamentali per la poesia. Finitela di creare poesia e poeti a vostro uso e consumo, i rami secchi vanno gettati nel cassonetto. Conosco un sacco ‘ggente che ha il pane ma non i denti, e viceversa. La poesia non ha bisogno di elucubratori del nulla (ci mancavano anche ‘sti coglioni) ha bisogno di qualcuno che l’accarezzi e la spogli, insomma di qualcuno che scopra quanto è bella la Poesia e abbia voglia di darle qualcosa.