Noccioline & Banane: Telenoschese

Alighiero Noschese, 1932 – 1979. Restano memorabili tra le tante le sue caratterizzazioni del telegiornalista RAI Mario Pastore, che di fronte a una telefonata dalla regia, di smentita di una notizia faceva la faccia smarrita e con gli occhi spiritati diceva “Mi dicono che non è vero”, del giornalista RAI Jader Jacobelli che giustificava la messa in onda delle tribune elettorali con il bisogno di “di…sputare” sui problemi del nostro Paese, dell’annunciatrice Mariolina Cannuli, di cui enfatizzava l’atteggiamento sensuale, e del politico Amintore Fanfani, di cui sottolineava la toscanità. Noschese si è poi anche “occupato” dei giornalisti Paolo CavallinaRuggero Orlando (il cui gesticolare veniva esagerato tanto da fargli dire “Da Nuova York, si dimena Ruggero Orlando”), Tito StagnoUgo Zatterin (moderatore di tribune elettorali, di cui Noschese “caricava” l’accento veneto), di Mike Buongiorno, Gianni Morandi, Alberto Sordi,  dei politici Ugo La MalfaGiovanni LeoneMarco PannellaLuigi Preti e di molti altri.
Le cronache raccontano addirittura che la madre di Giulio Andreotti avesse visto alla televisione un’imitazione del figlio da parte di Alighiero Noschese così ben eseguita da non accorgersi della finzione, tanto che telefonò pure al figlio per rimproverarlo: “Ma come ti è venuto in mente di andare a cantare in televisione?”.

Noccioline & Banane: The Bunker di Rob Green Trailer (2001)

The Bunker non è un horror, ma un film che comunque lascia sgomenti per il rimorso che si riflette sui colpevoli dopo aver compiuto un orrore.
Stiamo parlando di un gruppo di sbandati della Wehrmacht che, verso la fine del 1944, per sfuggire agli americani si rifugia in un bunker posto sul confine tra Germania e Belgio. A presidiare il bunker trovano solo un anziano soldato ed una giovane recluta, e, immediatamente dopo avere ricevuto l’ordine dal comando di rimanere a presidio in attesa di rinforzi, perdono il contatto radio.
L’anziano soldato rivela loro l’esistenza di una maledizione che grava su quel luogo, raccontando un fatto ivi avvenuto in passato, dove persone dapprima amiche si erano uccise tra di loro, ammonendoli a non entrare nel tunnel sotterraneo del bunker, ma uno dei soldati, preso dal ricordo e dal senso di colpa per qualcosa avvenuto sul fronte sovietico, vi discende, dando il via ad un incubo che li farà precipitare in uno scontro fratricida dal quale solo la giovane recluta uscirà viva, per arrendersi agli americani nel frattempo sopraggiunti.

Il film è disponibile nella versione italiana, e con pazienza è ancora reperibile.

Noccioline & Banane: Picciridda – Con i piedi nella sabbia (Trailer, 2019)

Favignana, fine anni Sessanta. Lucia ha dieci anni e ha appena visto la sua famiglia partire: mamma, papà e il fratellino si sono trasferiti in Francia in cerca di quel lavoro che nell’isola manca. Lucia è stata affidata a nonna Maria, una di quelle donne del sud severe, autoritarie e poco portate per le smancerie. Per motivi apparentemente inspiegabili, e certamente mai spiegati dalla diretta interessata, Maria è in rotta con la sorella Pina, il cui marito Saro ha soprannominato la cognata “la Generala”. E la figlia di Saro e Pina, Rosa Maria, è innamorata di un uomo sposato. L’unica fonte di leggerezza per Lucia è una compagna di scuola con la quale la bambina ritrova occasionalmente le gioie dell’infanzia.

Noccioline & Banane: Mario Brega SO’ COMUNISTA COSÌ !!!

Mario Brega è furbo, svelto, intelligente, spavaldo, un po’ megalomane. Assorbe tutto ciò che vede e capisce al volo con chi ha a che fare. È anche folle nel non temere nessuno e a mettergli paura con quella faccia da duro e il tono della voce alto e spesso minaccioso. Ma è anche generoso oltre misura. Poteva portarti a casa dieci casse di frutta e verdura di primissima scelta dai Mercati Generali (dove lavorò per molto tempo) o poteva presentarsi con tre scatole di scarpe costose di Testoni o di Samo. Come poteva urlarti dalla strada: “A’ busciardo! M’avevi promesso venti pose e mo’ me ne fai fa’ cinque? Scenni che parlàmo! A’ busciardo, io mica so’ n’accattone!”. Era imprevedibile. E c’era un solo modo per farlo calmare, farsi trovare fragile, debole. Se poco poco provavi ad affrontarlo rischiavi di finire male. La forza di Brega qual era sullo schermo? Era realmente un bravo attore? Lo era se faceva il Mario Brega della vita di tutti i giorni. E lui era talmente incosciente, senza timore alcuno, che riusciva a trasportare perfettamente sé stesso. Spesso esagerando o addirittura improvvisando fuori luogo. E quindi la bravura del regista era quello di regolarlo nei toni e nei gesti. La vita di Mario Brega era una continua recita.

Noccioline & Banane: Bice Valori recita una sua poesia

Bice Valori nasce a Roma il 13 maggio del 1927 in una famiglia dell’alta borghesia. Suo padre è infatti il giornalista toscano Aldo Valori che durante la guerra è un noto conduttore radiofonico e segretario del sindacato giornalisti.
Dopo gli studi letterari decide di entrare all’Accademia d’Arte Drammatica di Roma, dove conosce il futuro marito, Paolo Panelli che sposa nel 1952 e con il quale stabilisce un forte sodalizio affettivo ed artistico.
Negli anni Cinquanta la Valori si esibisce soprattutto nel teatro di rivista, prendendo spesso parte alle commedie musicali di Garinei e Giovannini, ma lavora anche alla radio. Al tempo stesso esordisce al cinema al fianco di Totò con “Sette ore di guai” (1951). Il regista Mario Mattoli la dirige in numerosi film comici, spesso al fianco del principe della risata, per esempio “Totò terzo uomo” (1951) o “Il padrone del vapore” (1951) con Billi e Riva.
Lavora molto anche con Steno, mentre Comencini la vuole nel cast di “La bella di Roma” (1955) con Alberto Sordi. Nel 1957 le nasce la figlia Alessandra, che diventerà attrice e poi docente del Centro Sperimentale di Cinematografia a Roma.
Gli anni Sessanta e Settanta sono densi di impegni, Bice gira decine di commedie come caratterista, fra le quali bisogna ricordare almeno “Il medico della mutua” (1968) di Luigi Zampa, con uno scatenato Sordi. Insieme a Zeffirelli gira una riduzione di “La bisbetica domata” (1967) dall’opera di Shakespeare.
Al tempo stesso diviene un notissimo personaggio televisivo grazie alla sua partecipazione, in coppia col marito, a celebri spettacoli televisivi quali “Studiouno”, “Speciale per noi” o “Doppia coppia”. Proprio in quest’ultimo programma, del 1970, dà vita al personaggio della centralinista Rai che parla in rima dispensando sarcasmi sui personaggi della televisione, un ruolo che è rimasto celebre nell’immaginario collettivo del pubblico televisivo.
Nel 1980, a soli 53 anni, muore improvvisamente a causa di un ictus.

Noccioline & Banane: Sono la bella creatura che vive in questa casa (2016)

Sono la bella creatura che vive in questa casa è un film che vive di attese, preoccupandosi più di mostrare che di raccontare a parole. Non intende spaventare lo spettatore o metterlo in allarme al primo aumento della colonna sonora, piuttosto cerca di immergerlo nell’angosciante mood della storia, insistendo ossessivamente su dettagli come macchie di muffa su un muro o un tappeto spiegazzato. Tutto questo senza, però, dimenticarsi di offrire spunti e citazioni sia letterarie che cinematografiche, da Poe ad Ann Radcliffe, da Polanski al Nakata di Dark Water. Gran bel film, da vedere con pazienza, perché è un film che vive di non accaduto e forse di non detto, qui sotto lo potete vedere per intero.

Noccioline & Banane : Oltre il guado (2013)

Più che un film horror è un gioiellino estrememente bizzarro ambientato in un non meglio identificato borgo abbandonato del Friuli. La storia: Marco Contrada è un etologo naturalista abituato ad inoltrarsi in solitudine nelle foreste friulane e piemontesi per posizionare microcamere su animali selvatici e studiarne spostamenti e comportamento. Una di queste riprese, una notte, mostra i ruderi di alcune case abbandonate in una zona estrema e poco conosciuta del bosco. Marco decide di raggiungere quelle strane abitazioni.
Il giorno seguente, con il suo camper, sotto una pioggia battente raggiunge il paese dimenticato superando il guado di un corso d’acqua. C’è qualcosa di strano in quel posto abbandonato. Macabri rinvenimenti forse non imputabili ad un animale feroce e alcuni ritrovamenti all’interno della vecchia scuola diroccata spingono a pensare a qualcosa di diverso, qualcosa legato ad un antico passato ancora pulsante tra quelle case. Il maltempo incessante continua a ingrossare le acque del torrente, rendendo impraticabile la via del ritorno.
Marco è bloccato “oltre il guado”, in quel paese sperduto in una profonda e innaturale solitudine, forse intrappolato tra quelle case sinistre, forse intrappolato dalle sue paure. Ora però, improvvisamente, urla disumane rompono il silenzio di quel villaggio. Nel frattempo un vecchio sloveno che da bambino abitava in quel villaggio racconta a dei volontari arrivati per cercare l’etomologo di due sorelle che venivano ritenute portatrici di disgrazia e quindi relegate e allontanate da tutti; quando i volontari arrivano al villaggio si imbattono nel cadavere mezzo mangiato di Marco e vengono uccisi a loro volta dalle sorelle.

Noccioline & Banane: Dolce fine giornata (trailer, 2019)

Maria Linde (Krystyna Janda) è una poetessa premio Nobel per la letteratura che vive in Toscana con la sua famiglia composta da un marito italiano Antonio (Antonio Catania), la figlia Anna (Kasia Smutniak) e i giovani nipoti. La vita in campagna scorre semplice, serena e senza particolari sussulti. L’arrivo di Nazeer (Lorenzo de Moor), un giovane egiziano immigrato, dona a Maria Linde una nuova luce di passione. In lotta tra la sua mente intellettuale e libera, un’esistenza ormai consolidata e sin troppo serena, e un corpo che via via invecchia sempre più, Maria si ritroverà a fare i conti con la propria identità e con i propri sentimenti a costo di iniziare una lenta frattura non solo con gli affetti familiari ma anche con la sua carriera e con l’opinione pubblica. Un attentato terroristico a Roma sarà l’evento che porterà Maria in una spirale di cambiamenti a cui non potrà sottrarsi.

Noccioline & Banane: Jona che visse nella balena (1993) Gam Gam

Jona è un bambino ebreo di quattro anni che vive ad Amsterdam prima dello scoppio della seconda guerra mondiale. Nel 1940, dopo l’occupazione della città da parte dei tedeschi, viene deportato insieme ai suoi genitori ebrei dapprima nel Campo di concentramento di Westerbork e quindi in quello di Bergen-Belsen, dove trascorrerà l’intero periodo della guerra. A Bergen-Belsen vive in una baracca con la madre, mentre il padre è assegnato ad un altro settore del campo.
Il bambino soffre freddo, fame, paure, angherie anche da parte degli altri ragazzi. Sono rarissimi i casi in cui viene trattato con garbo: solo il cuoco, che dopo morirà, e il medico dell’ambulatorio sono gentili con lui. Il destino dei genitori di Jona è tragico: il padre muore per stenti e denutrizione. Negli ultimi giorni di guerra, Jona e la madre vengono evacuati dal campo a bordo di un treno che vagherà per giorni nel territorio tedesco prima di essere liberato dalla truppe sovietiche. La madre non si riprende dalle sofferenze subite; impazzisce per la morte del marito e muore in un ospedale, nei giorni seguenti alla liberazione. Jona torna ad Amsterdam dove viene adottato da una famiglia di amici. La didascalia finale dice che Jona è ancora vivo e fa lo scienziato.