Noccioline & Banane: Barbara Bouchet cubista in Milano Calibro 9 (1972)

A mio avviso Fernando Di Leo, nel suo genere, è stato geniale: molti suoi film hanno ispirato remake americani e certe atmosfere dei film di Quentin Tarantino. Senz’altro Milano Calibro Nove, con la colonna sonora firmata Luis Bacalov e dal gruppo rock progressivo napoletano degli Osanna, è stato uno dei suoi migliori film.

Milano, primi anni ’70. Un uomo, Ugo Piazza, esce dal carcere con il pretesto di ricostruirsi una vita e stare alla larga dalla vita criminale. Dopo una condanna di tre anni di carcere a causa di una rapina può finalmente tornare in libertà grazie a un’amnistia. Tuttavia all’uscita del carcere lo aspetta Rocco Musco, un altro criminale con cui aveva dei conti aperti da prima di entrare in carcere. Piazza, infatti, è l’unico corriere sopravvissuto a un passaggio di denaro finito male e Musco lo accusa di essersi appropriato di questi soldi. Piazza dovrà riuscire nel duplice intento di dimostrare la sua innocenza ai suoi ex compagni di banda e di convincere uno spietato commissario di polizia delle sue buone intenzioni, nonostante quest’ultimo sia fermamente convinto che Piazza continuerà a commettere reati. Inoltre c’è Nelly Bordon, la fidanzata di Ugo Piazza e ballerina in un night club: Piazza vorrebbe coinvolgerla nel suo nuovo progetto di vita, fuori dalla vita criminale. La scena in cui Piazza vede Nelly ballare nel locale è una delle più famose del film e dell’intero filone: l’inquadratura segue i movimenti del corpo della ballerina, mettendo in risalto la bellezza della ragazza e ricreando un mondo criminale in cui violenza, potere e sesso sono strettamente collegati tra loro. (la lap dance di Barbara Bouchet è omaggiata da Quentin Tarantino in Grindhouse – A prova di morte).

Milano Calibro 9 è un film del 1972, diretto da Fernando Di Leo e ispirato al romanzo Stazione Centrale ammazzare subito di Giorgio Scerbanenco.
In Milano Calibro 9 si segnalano spunti di critica sociale come in questura, dove ad un commissario capo pragmatico ed attento si contrappone un vicecommissario, fresco di nomina, particolarmente istruito e progressista. In quel luogo, e tra loro due, ci saranno discussioni che per i tempi sorprendono. Il commissario capo si distingue con affermazioni tipo: “I ricchi non danno fastidi!” “Ci sono ricchi e ricchi!” “La proprietà non è un furto!”, “Siamo sempre stati al servizio dei ricchi!”, “I ricchi hanno sempre ragione!”, “La polizia lotta contro gli studenti e contro gli operai!” e il vice-commissario che risponde con frasi come: “Lei è un poliziotto vecchio. I delinquenti sono un effetto, non una causa”, “Non ci sarebbe la delinquenza meridionale se i meridionali non facessero lavori mal pagati che non vuol fare nessuno”. Oppure si parlerà della condizione disumana dei detenuti nelle carceri e, cosa che costerà al vice il trasferimento in Basilicata, si parlerà di quanto tempo si perde sui pesci piccoli e non s’indaga sui movimenti dei capitali che proprio a Milano, grazie alla Borsa, trovano il terreno più fertile per riciclare i proventi illeciti.

Noccioline & Banane: Alberto Sordi è Anselmo Pandolfini “lo zoppetto”

Anselmo Pandolfini è un anonimo signore in vacanza a Palma di Maiorca. Sebbene sia affetto da una evidente zoppìa Anselmo è pieno di inventiva e di intraprendenza. Queste sue qualità gli permettono di conoscere una famosa diva americana Mary Moore che inizialmente mal lo sopporta, di introdursi nel suo entourage vincendole una fortuna a poker e di farle da guardia del corpo per qualche serata.

Brevi amori a Palma di Maiorca è un filmaccio datatissimo, antenato di tante commedie anni Ottanta dei Fratelli Vanzina. Ma … c’é un ma: Anselmo Pandolfini, Anselmo lo Zoppetto, interpretato in modo magistrale da Alberto Sordi, è una delle sue macchiette più riuscite assieme al dentone.

Ricordo di una vacanza inizio anni Ottanta, Luca uno di noi un bel giorno sul lungo mare si mise a camminare come Sordi, e acchiappò più lui che tutti noi messi assieme nei nostri patetici tentativi di abbordaggio.

Noccioline e Banane: La Rosa Bianca (2005) Scena del processo farsa

La Rosa Bianca – Sophie Scholl (Sophie Scholl – Die letzten Tage) è un film tedesco del 2005 diretto da Marc Rothemund. Narra, in maniera aderente alla realtà dei fatti accaduti, la cattura, la breve prigionia, il processo e la condanna alla pena capitale subìti da Sophie Scholl e dal suo fratello maggiore Hans, oltre che da un loro amico, accusati di cospirazione contro il regime nazista perché membri del gruppo clandestino di opposizione La Rosa Bianca.

Tra giugno e luglio 1942 il gruppo della Rosa Bianca distribuì centinaia di copie di volantini in modi diversi: spedendoli a indirizzi scelti casualmente, lasciandoli alle fermate dei mezzi pubblici o nelle cabine telefoniche. Il loro tentativo voleva indurre chi leggeva ad obbedire ad una legge morale superiore e a rifiutare il militarismo nazista.
Il 18 febbraio 1943, mentre distribuiva alcuni volantini all’Università di Monaco, Sophie fu scoperta dal custode Jakob Schmid, denunciata e fatta arrestare, col fratello. Rinchiusa nella stessa cella di Else Gebel, venne sottoposta per quattro giorni a interrogatorio da parte della Gestapo, fu riconosciuta colpevole di alto tradimento e processata insieme al fratello Hans e all’amico Christoph Probst, che nel frattempo era stato arrestato anche lui. I tre non tradirono i loro compagni e si addossarono ogni responsabilità. Non accettarono di firmare nessuna ritrattazione, perché affermavano di aver agito secondo coscienza e per il vero bene del popolo tedesco.

Robert Mohr, l’uomo della Gestapo che la interrogò, le chiese:
«”… non si sente colpevole di aver diffuso e aiutato la Resistenza, mentre i nostri soldati combattevano a Stalingrado? Non prova dispiacere per questo?”»

Lei rispose:
«”No, al contrario! Credo di aver fatto la miglior cosa per il mio popolo e per tutti gli uomini. Non mi pento di nulla e mi assumo la pena!”»

Il 22 febbraio 1943 si celebrò il processo a Monaco. I tre ragazzi furono condannati a morte dal Tribunale del Popolo, presieduto dal giudice-boia di Hitler, Roland Freisler. Furono subito dopo condotti nell’edificio dove avvenivano le esecuzioni capitali, alla prigione di Stadelheim, ed i loro genitori chiesero di vederli per l’ultima volta, incontro che fu loro concesso, cosa mai accaduta durante il Terzo Reich.

Noccioline & Banane: La TV con la T maiuscola.

C’era una volta la televisione, quella con la T maiuscola, dove ognuno parlava un linguaggio corretto, senza maleducazione, parlava e diceva senza sovrapposizioni o volgarità e senza un pubblico che applaude ogni due secondi.
La bellissima presentatrice che introduce Pasolini è Anna Salvatore, nata a Roma nel 1923 e morta tragicamente nel 1978. Artista, era considerata esponente importante della pittura neorealista di Guttuso.

La famiglia in questa era non serve più, diventa un nucleo di consumatori. La famiglia si sta dissolvendo. Il potere farà in modo di avere dei buoni consumatori, non dei buoni figli.
Pier Paolo Pasolini

Noccioline & Banane: Fratella Diesel da Alta Tensione di Mel Brooks (1977)

Mel Brooks, in vita, è stato considerato una specie di parente povero e un filino volgare di Woody Allen. Non sono mai stato d’accordo con questa affermazione. Mel Brooks agiva sul versante di una comicità senza grosse implicazioni, una comicità, anche nella parodia, efficacissima.
D’altra parte in questi tempi di vairus chi non vorrebbe essere amorevolmente assistito da un’infermiera come Fratella Diesel, personaggio interpretato dalla bellissima Cloris Leachman, nel 1970 Oscar alla miglior attrice non protagonista?

Dopo la morte del direttore dell'”Istituto Psico-Neurotico per Individui Molto Molto Nervosi”, il professor Richard H. Thorndyke (Mel Brooks), psichiatra che soffre di acrofobia (o come viene chiamata nel film, l'”alta tensione”), viene nominato al suo posto. Fin dall’inizio il dottore dovrà affrontare parecchi misteri (tra i quali la morte di un altro dottore), ma quando dovrà andare a San Francisco per un convegno di psichiatria, le cose precipiteranno. Costretto a scappare, accusato di un omicidio che non ha commesso e braccato da un killer mandato dal vice-direttore Montague (che da sempre ambisce al posto di direttore, e che oltre a quello ha un grave segreto da mantenere su alcuni pazienti) e dalla sua amante, l’infermiera Fratella Diesel, Thorndyke, aiutato dalla bella ereditiera Victoria (con cui ha intrapreso una relazione), da un suo vecchio insegnante, Vekentromben, e dallo svampito assistente Brophy, sfiderà la sua alta tensione per risolvere i misteri legati all’istituto e salvare, oltre a sé stesso, anche la vita di uno sventurato paziente. Da notare la performance di Mel Brooks nel brano da lui stesso cantato, “Alta tensione”.

Noccioline & Banane: Lacrime delle Dolomiti di Sesto (2014)

Film bellissimo, toccante, racconta storie d’amore sia di parte italiana che austriaca nel mosaico dello scoppio della Prima Guerra Mondiale.

Rientrando da una missione, una squadra di soccorso alpino si imbatte in un corpo mummificato sotto uno strato di ghiaccio in fase di disgelo: il corpo veste uno spesso abito e un diario viene recuperato da una sacca.
Una voce femminile annuncia che verranno narrati gli eventi della primavera del 1915, anno dell’inizio delle ostilità tra il Regno d’Italia e l’impero austro-ungarico. In un paesino delle Dolomiti di Sesto, la notizia della dichiarazione di guerra dell’Italia mette discordia anche tra i ragazzi e Franz Anderlacher viene sbeffeggiato come traditore in quanto figlio di madre italiana.
Nello stesso periodo, le truppe italiane si dirigono al nord Italia e il tenente Giorgio si rende conto che non si tratta di un’esercitazione, ma di una vera spedizione al fronte. Passando per Chioggia saluta la fidanzata Giulia e chiede al padre il permesso di sposarla, ma ottiene un netto rifiuto.

Nelle piccole comunità austriache i ragazzi vengono arruolati nelle milizie Schützen, prestano giuramento e vengono raggruppati dal tenente Fiedler. Mentre la compagnia di Giorgio si avvicina agli scontri, quella di Franz ha il battesimo del fuoco e in un’infermeria trova la compaesana Anna che aiuta il padre medico. Nelle montagne innevate, il corpo degli Alpini tenta un attacco e nonostante la superiorità numerica viene respinto; in questa operazione sia Giorgio che Franz vengono feriti e sono costretti a spostarsi per ricevere medicazioni. Franz si dichiara ad Anna e nonostante potrebbe restare lontano dalla guerra, decide di rientrare al fronte per solidarietà verso i compagni. In seguito, evita la fucilazione per diserzione, impegnandosi nella ricerca di compagni sepolti da una valanga e recupera Peter, suo amico, ma rivale in amore.

Nel giorno della vigilia di Natale, Franz fa la conoscenza di Giorgio durante un pattugliamento: il numero limitato di soldati e la giornata religiosa portano alla condivisione di un piccolo pasto (oggi non si spara!), poco dopo interrotto dagli echi dei cannoni. Nel frattempo in Italia, il padre di Giulia distrugge la maggior parte delle lettere che arrivano dal fronte, ma viene scoperto. Il suo tentativo di creare una relazione tra la figlia e un soldato delle retrovie indigna la ragazza, che decide di scappare di casa e raggiungere il fidanzato.

Sul versante austriaco, Peter e Franz decidono di staccarsi dal gruppo a causa delle vertigini di quest’ultimo e Peter scopre della relazione tra Anna e il suo amico. Vengono entrambi catturati dagli italiani, ma Peter continuerà ad aiutarlo mentre tentano una fuga: nasce una sparatoria e Franz scoprirà di aver ucciso lo zio materno. Rientrati al comando, entrambi vengono premiati con una medaglia e festeggiano la fine del periodo di leva a causa della sostituzione di tutti i minorenni con soldati più esperti.

Nell’infermeria italiana Giulia ritrova Giorgio, al quale dichiara fedeltà nonostante l’amputazione del braccio e il termine della sua carriera militare. Sulle montagne i ragazzi della milizia austriaca si incamminano verso casa, ma la tranquillità del gruppo svanisce sotto i bombardamenti italiani. Nel presente, il corpo mummificato viene identificato come un giovane soldato austriaco medagliato e frasi del suo diario, tra cui “Mai più guerre”, vengono lette durante il suo funerale religioso. I pochi sopravvissuti al bombardamento fanno rientro nei luoghi d’origine e tra questi, Anna ritrova Franz che riaccompagnerà in paese.

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Noccioline & Banane: Il mio ultimo giorno di guerra di Matteo Tondini (2009)

Nella primavera del 1944 i tedeschi avevano costruito una linea fortificata, denominata Linea gotica, che si estendeva da Rimini a La Spezia. La linea gotica costituiva l’ultima forte linea difensiva tedesca prima della pianura padana. Il punto centrale del fronte era localizzato poco a nord di Bologna, a cavallo del torrente Idice.
Nel bolognese e in Romagna la fortificazione era difesa da due armate: la Xª, schierata dall’Adriatico fino a Bologna, che si componeva di un corpo corazzato e di un corpo paracadutisti; la XIVª, che era schierata dal torrente Idice al mar Tirreno, con un corpo corazzato e un corpo da montagna (con una divisione italiana).

Girato nel comune di Riolo Terme, vicinissimo a Castello, prodotto da Valentino Peduli e diretto dal giovane regista Matteo Tondini nel 2009 (all’epoca diciannovenne), “Il mio ultimo giorno di guerra” è uno dei cortometraggi italiani più premiati di tutti i tempi. Nel suo palmares si contano infatti 80 nominations in festival internazionali e ben 45 premi, incluso il “Miglior cortometraggio sezione elemets+10″ al Giffoni Film Festival 2009 e “Best Foreign Drama” al Los Angeles International Family Film Festival 2010.

Se vi va in una ventina di minuti ve la cavate, buona visione.

Noccioline & Banane: Il club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey (2018)

L’amore per i libri fa incontrare e innamorare chi li legge? A volte accade, anche in lembo di terra all’indomani della fine della seconda guerra mondiale.
Il club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey (The Guernsey Literary and Potato Peel Pie Society) è un film del 2018 diretto da Mike Newell. Il film è l’adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Mary Ann Shaffer e Annie Barrows.

Ve ne consiglio la visione.