dai primi di Giugno (trad. inglese di Adeodato Piazza Nicolai)

per piangere e dormire
abbiamo tutto il tempo,
risolvendoci magari
nel tramezzo dei sogni.
Non siamo rapaci,
sappiamo che la vita
è altra vita, per questo
dai primi di Giugno
ci amiamo senza pensare,
esplodono ciliegio e tiglio
del dopo l’idea non sfiora,
strade larghe
portano ovunque.
Nicoletta cammina sui binari.
Basta frastuono in classe.
Liberazione è mai più.
Niente lebensborn,
niente più bambini
gettati in strada
da televisori guasti.
Tra rose
e lastroni di calcestruzzo
ci sono i loro nomi.
Torneranno dolci i cappottini,
teneri come libri
presi dal dorso, e basta crisi
asteroidi scaduti,
profughi e altri imperi.

FROM THE FIRST OF JUNE

maybe resolving ourselves
in the convolutions of dreams.
We are not rapacious,
we know that life
is another life, on this
first of June
we love each other without thinking,
explodes the cherry and lime tree
thoughts of tomorrows do not surface,
wide roads
lead everywhere.
Nicolette walks on railroad tracks.
Enough confusion in the classroom.
No more freedom.
No lebensborn,
no more kids
thrown on the roads
from faulty televisions.
Between roses
and large cement blocks
rest their names.
Small overcoats could return
soft as books
handled from the spines
and enough crisis,
fallen asteroids,
refugees and other kingdoms.

©2017 American translation by Adeodato Piazza Nicolai of the poem DAI PRIMI DI GIUGNO of Flavio Almerighi. All Rights Reserved.